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Old 08-05-2010, 22:51   #1
dantes76
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Il lato oscuro di Richard Goldstone

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07-05-2010
Il lato oscuro di Richard Goldstone
Di T. Barak e T. Yehezkeli


Ha accusato Israele di crimini di guerra e si è scagliato contro le Forze di Difesa israeliane che, secondo lui, violano i diritti umani. Ma il giudice Richard Goldstone si è dimenticato una cosa: di darsi una bella occhiata allo specchio e di farsi un buon esame di coscienza, prima di precipitarsi ad accusare gli altri. Un’inchiesta esclusiva del giornale israeliano Yedioth Ahronoth rivela ora il lato oscuro dell’autore del rapporto Goldstone che, come giudice in Sudafrica durante l’apartheid, fu parte attiva nell’applicazione delle politiche razziste di uno dei regimi più spietati della seconda metà del XX secolo.
Ai tempi del suo mandato come giudice di Corte d’Appello, negli anni ’80 e ’90, Richard Goldstone emise sentenze che condannarono inesorabilmente alla pena di morte decine di neri sudafricani. Questa macchia sul suo passato ha impedito a Goldstone di prendere posizione contro la pena di morte in numerose occasioni (pur sostenendo, ora, di essere sempre stato contrario), e di criticare con determinazione paesi che ancora la applicano (in testa alle classifiche mondiali, oltre alla Cina, Iran e Arabia Saudita). Naturalmente Goldstone non si prese il disturbo di riconoscere e discutere questi suoi precedenti in nessuno dei suoi discorsi e delle sue tante prese di posizione pubbliche.
L’inchiesta di Yedioth Ahronoth rivela che Goldstone ha condannato a morte almeno 28 imputati neri, per la più persone condannate per omicidio che avevano fatto appello contro la sentenza capitale. All’epoca, in realtà, Goldstone si assicurò di mettere agli atti il proprio sostegno alla pena di morte scrivendo in una delle sue sentenze che essa risponde alla domanda della società che il crimine vanga ripagato con un prezzo che essa giustamente considera spaventoso. In un altro verdetto, col quale confermava l’esecuzione di un giovane nero condannato per aver assassinato il proprietario bianco di un ristorante che lo aveva licenziato, Goldstone scrisse che la pena di morte è la sola punizione che può dissuadere da questo genere di delitti. Va ricordato che all’epoca i bianchi sudafricani, grazie allo status privilegiato di cui godevano sotto la legge dell’apartheid, erano generalmente favorevoli a pene molto dure contro i crimini di sangue, mentre la maggioranza dei neri sudafricani era generalmente contraria alla capitale. Solo nel 1995, quando Nelson Mandela salì al potere, la costituzione del paese venne emendata con l’abolizione della pena di morte: vennero così risparmiati centinaia di condannati che si trovavano nel bracco della morte, compresi alcuni che vi erano stati mandati dallo stesso Goldstone.
Anche quando si trattava di reati meno gravi, Goldstone si schierava fino in fondo con le politiche razziste del regime di apartheid. Fra l’altro, approvò la fustigazione di quattro neri colpevoli di violenze, mentre mandò assolti quattro agenti di polizia che avevano fatto irruzione nell’abitazione di una donna bianca sospettata di intrattenere rapporti sessuali con un uomo di colore, cosa che allora in Sudafrica era considerata un grave reato. In un altro caso, Goldstone condannò due giovani neri per il solo fatto di essere in possesso di un video con un discorso tenuto da un alto esponente del partito di Nelson Mandela.
Alle rivelazioni del Yedioth Ahronoth, Goldstone ha risposto dicendo di aver semplicemente applicato la legge in un sistema legale che prevedeva la pena di morte indipendentemente dalla sua volontà, spiegando che era obbligato a rispettare le leggi del paese anche sotto il regime dell'apartheid.

(Da: YnetNews, 6.5.10)

Nella foto in alto: Richard Goldstone

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Old 08-05-2010, 22:57   #2
ConteZero
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Israeliani butthurt...

...un giudice applica le leggi, non può disattenderle... anche quando non gli piacciono.
La "macchia" dell'aver compiuto il suo lavoro è, al più, d'ordine morale e personale ma non dice nulla sulla persona in sé.
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Old 08-05-2010, 23:00   #3
dantes76
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Israeliani butthurt...

...un giudice applica le leggi, non può disattenderle... anche quando non gli piacciono.
La "macchia" dell'aver compiuto il suo lavoro è, al più, d'ordine morale e personale ma non dice nulla sulla persona in sé.
imparzialita' si chiama, nel valutare secondo quello che si ha, e non secondo quello che si pensa di avere, e goldstone non e' un giudice, ma un tecnico, evita le frittate girate che dopo ti fanno indigestione.
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20-04-2010
“Hamas usava bambini e ospedali come scudi umani”
di Yaakov Katz


I terroristi di Hamas usarono bambini palestinesi come scudi umani e posizionarono i loro centri di commando e le postazioni di lancio di razzi Qassam dentro e attorno a più di cento moschee e ospedali, durante la campagna anti-Hamas condotta dalle Forze di Difesa israeliane nella striscia di Gaza nel gennaio 2009.
È quanto emerge da un dettagliato rapporto di 500 pagine diffuso il mese scorso dall’Intelligence and Terrorism Information Center (Malam), il piccolo centro di ricerca guidato dal colonnello Reuven Erlich, un ex ufficiale dell’intelligence militare israeliana che opera tuttora a stretto contatto con le forze armate. Le Forze di Difesa israeliane e i servizi di sicurezza (Shin Bet) hanno cooperato con gli autori del rapporto declassificando centinaia di fotografie, filmati, verbali d’interrogatorio e schemi di battaglia approntati da Hamas che contraddicono le accuse lanciate contro Israele dal rapporto Goldstone sponsorizzato dalle Nazioni Unite.
Le ricerche per redigere il rapporto Malam hanno preso avvio subito dopo che, lo scorso settembre, l’ex giudice Richard Goldstone aveva pubblicato il suo rapporto che condanna Israele per presunti crimini commessi nella striscia di Gaza.
Un esempio del materiale rivelato dal rapporto Malam è uno schema finora non declassificato del villaggio di Beit Lahiya (striscia di Gaza settentrionale), scoperto dai soldati israeliani durante le operazioni, nel quale viene indicato in dettaglio il posizionamento di cecchini e ordigni esplosivi all’interno e a ridosso di abitazioni civili. Lo schema venne scoperto nella casa di un operativo di Hamas insieme a diversi ordigni artigianali e mitra Kalashnikov.
“Il rapporto Goldstone – dice Erlich – è unilaterale, prevenuto, discriminatorio e ingannevole giacché non fa che accettare per buona la versione di Hamas, e presenta tutto attraverso gli occhi di Hamas”.
Il rapporto Malam riporta fra l’altro l’analisi di un altro schema, trovato durante la campagna anti-terrorismo nel quartiere Atatra nella parte nord della città di Gaza, che secondo Erlich dimostra la responsabilità di Hamas per i morti e le distruzioni che ne sono derivate. “Piazzando tutte le sue armi a ridosso delle case, operando da abitazioni, moschee e ospedali, sparando razzi dalle adiacenze delle scuole e usando scudi umani – spiega Erlich – Hamas si è resa responsabile delle vittime civili durante le operazioni”.
Gli autori del rapporto Goldstone affermano di “non aver trovato prove che i combattenti palestinesi si siano mescolati alla popolazione civile con l’intenzione di farsene scudo contro agli attacchi”. Il rapporto Malam riporta invece dei filmati declassificati che mostrano come Hamas abbia usato civili come scudi umani e abbia piazzato armi e centri di comando all’interno delle abitazioni civili. In una casa, i soldati israeliani hanno trovato un appunto scritto in arabo dove si legge: “Siamo i vostri fratelli, combattenti in questa guerra santa, e abbiamo usato la vostra casa e alcune delle vostre proprietà. Siamo spiacenti”. Questa nota, dice il rapporto Malam, è una chiara indicazione di come Hamas abbia preso possesso di case civili per usarle nell’attaccare le forze israeliane. Da un verbale d’interrogatorio finora inedito di un operativo di Hamas emerge che una cellula di Hamas trasportò dei razzi nel retro di un furgone nel quale sedevano anche dei bambini. In altri casi, ha raccontato l’operativo di Hamas, i combattenti di Hamas si sono travestiti da donne con bambini in braccio per non essere presi di mira dai soldati israeliani.
Le informazioni di intelligence sono corroborate da vari filmati, tra i quali un video appena declassificato, girato dalle forze aeree israeliane il 6 gennaio 2009, in cui si vede un terrorista che spara verso i soldati dal tetto di un edificio. Dopo aver scorto il velivolo israeliano, il terrorista raggiunge l’ingresso dell’edificio e chiede ai civili nelle vicinanze di aiutarlo a scappare. Pochi momenti dopo arriva all’ingresso un gruppo di bambini e il terrorista si allontano con loro, indisturbato.
Un altro video, girato il 13 gennaio, mostra un importante terrorista di Hamas individuato da un velivolo israeliano mentre cammina per suo conto lungo una strada. Dopo aver scorto il velivolo, il terrorista corre verso una donna anziana che camminava lungo la stressa strada, e prosegue camminandole accanto indisturbato. Più tardi, le Forze di Difesa israeliane scoprirono che la “donna anziana” era in realtà un operativo di Hamas camuffato.
Il rapporto Malam contesta anche l’affermazione del rapporto Goldstone secondo cui “non si è trovata nessuna prova che membri dei gruppi armati palestinesi abbiano ingaggiato combattimenti in abiti civili” e di conseguenza “non si è riscontrata violazione dell’obbligo di non mettere in pericolo la popolazione civile sotto questo aspetto”. Il rapporto Malam ribatte con un certo numero di interviste a ufficiali delle Forze di Difesa israeliane che testimoniano come al contrario la grande maggioranza dei combattenti di Hamas indossasse abiti civili, e con filmati della stessa Hamas che mostrano i combattenti, durante la campagna israeliana, con addosso abiti civili mentre sparano obici di mortaio e granate RPG contro le truppe israeliane.
Il rapporto Malam dedica un intero capitolo all’uso delle moschee fatto da Hamas, rivelando informazioni di intelligence secondo cui Hamas ha utilizzato quasi 100 moschee all’interno della striscia di Gaza per combattere i soldati israeliani. “Hamas ha fatto uso sistematico delle moschee nel quadro della propria dottrina di combattimento” afferma il rapporto Malam, laddove il rapporto Goldstone sosteneva di non poter formulare un giudizio definitivo su questa questione. Il rapporto Malam riporta numerosi filmati e fotografie di decine di moschee usate da Hamas come magazzini di armi e centri di comando, o i cui terreni vennero usati per lanciare razzi su Israele.
Il rapporto documenta anche l’uso degli ospedali fatto da Hamas durante la campagna israeliana, fornendo prove che Hamas faceva fuoco dalle loro adiacenze e che nascose armi e capi terroristi all’interno di almeno otto ospedali della striscia di Gaza.
Un intero capitolo del rapporto Malam è dedicato a dimostrare che le forze di polizia e sicurezza interna di Hamas erano direttamente coinvolte in attività terroristiche/paramilitari e che dunque non si trattava, come sostiene il rapporto Goldstone, di entità civili il cui unico compito era quello di far rispettare legge e ordine.
A differenza del rapporto cui le Forze di Difesa israeliane stanno lavorando, e che dovrebbe essere pronto fra qualche mese, incentrato sulle operazioni condotte dalle forze israeliane, il rapporto Malam si concentra su Hamas, sulle sue tattiche di combattimento e sul modo in cui opera all’interno dei centri urbani densamente popolati di Gaza, e sugli eventi che hanno condotto all’operazione israeliana anti-Hamas lanciata alla fine di dicembre 2008: aspetti, secondo il rapporto Malam, del tutto trascurati dal rapporto Goldstone.
Il rapporto Malam indica infatti almeno quattro lacune fondamentali del rapporto Golstone: 1) non si occupa della natura di Hamas, cioè dei suoi aspetti terroristici e della sua ideologia; 2) minimizza la gravità degli attentati terroristici contro Israele concentrandosi sul lancio di razzi nei sei mesi precedenti l’operazione israeliana e dedicando ben poco spazio ai lanci di razzi e obici di mortaio protrattisi ininterrottamente dal 2001; 3) pur dedicando ampio spazio ad aspetti storici del conflitto israelo-palestinese, non si occupa dello sviluppo miliare di Hamas nella striscia di Gaza nel corso dell’intero anno che ha preceduto l’operazione israeliana; 4) infine ignora il ruolo svolto da Iran e Siria, con il loro aiuto a Hamas e le forniture ad essa di armi ed esplosivi.

(Da: Jerusalem Post, 15.3.10)

Nella foto in alto: 13 gennaio 2009 - un'arma antiaerea scoperta dai soldati israeliani all’interno di una moschea a Jabaliya (striscia di Gaza)

I link ad ulteriori dettagli su alcune sezioni del rapporto Malam (in inglese) si trovano in:
http://www.jpost.com/Israel/Article.aspx?id=171038

Il testo completo del rapporto Malam (in inglese):
http://www.terrorism-info.org.il/mal..._report_e1.pdf

Il video del terrorista che si mette in salvo usando bambini come scudi umani (didascalie in ebraico e inglese):
http://www.terrorism-info.org.il/mal...vgr_b_2_22.htm

Le fantasiose analisi dell’esperto militare di Goldstone

Hamas: Ebrei destinati alla distruzione

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Old 08-05-2010, 23:04   #4
ConteZero
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Perché passi il tempo a cantartela e suonartela.

Israeliani dicono che altri israeliani hanno fatto bene e che i palestinesi invece...

Basta. Non se ne può più.
I palestinesi saranno lo schifo della terra ma sono esseri umani, ed un paese civile non tratta così popolazioni CIVILI (as in NON MILITARI) umane.

Questa eterna guerra contro i cattivi mussulmani che vogliono distruggere Israele... ma se sono almeno vent'anni che gli unici aerei e gli unici carri armati a far danni da quelle parti sono quelli d'Israele.


E poi permettimi... un paese che autorizza raid armati al di fuori dei suoi confini come rappresaglia non può criticare le posizioni di nessuno.
Hanno la democrazia dell'ultradestra e fanno finta di essere un paese civile.
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Old 08-05-2010, 23:11   #5
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ma no, io, suono solamente, per il canto lascio, l'onore agli altri, il rapporto goldstone, oltre che fazioso, visto il eprsonaggio, non contiene nessuna prova e nessuna accusa verso lo stato Israeliano, solo balle..
I civili sono civili, fin quando non iniziano a combattere.
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Old 08-05-2010, 23:15   #6
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ma no, io, suono solamente, per il canto lascio, l'onore agli altri, il rapporto goldstone, oltre che fazioso, visto il eprsonaggio, non contiene nessuna prova e nessuna accusa verso lo stato Israeliano, solo balle..
I civili sono civili, fin quando non iniziano a combattere.
"visto il personaggio" ?
Per anni israele ha avuto al potere un tizio che se n'è sbattuto mentre gli sfollati di Sabra e Chatila venivano massacrati (e se non c'avesse pensato il suo fisico a metterlo fuori uso sarebbe ancora lì).
"Visto il personaggio" Israele andrebbe evacuata e cancellata dalle cartine.
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Old 08-05-2010, 23:17   #7
dantes76
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"visto il personaggio" ?
Per anni israele ha avuto al potere un tizio che se n'è sbattuto mentre gli sfollati di Sabra e Chatila venivano massacrati.
"Visto il personaggio" Israele andrebbe evacuata e cancellata dalle cartine.
tu andresti cancellato dalle cartine, e tutta la feccia ti gira attorno.

Per quanto riguarda Chatila&Co, credo che tu ti stia sbagliando su chi ha compiuto il massacro, ma la colpa e da dare a madre natura, fai causa, magari la vinci.
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Old 08-05-2010, 23:19   #8
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tu andresti cancellato dalle cartine, e tutta la feccia ti gira attorno.

Per quanto riguarda Chatila&Co, credo che tu ti stia sbagliando su chi ha compiuto il massacro, ma la colpa e da dare a madre natura, fai causa, magari la vinci.
Scusa la domanda.
Chi c'era, tutt'intorno ai campi, quando i maroniti sono entrati ?
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Old 08-05-2010, 23:22   #9
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Scusa la domanda.
Chi c'era, tutt'intorno ai campi, quando i maroniti sono entrati ?
chi e' entrato nei campi??? non erano Israeliani? oh scusa...
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Old 08-05-2010, 23:25   #10
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chi e' entrato nei campi??? non erano Israeliani? oh scusa...
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L'8-2-1983, la Commissione Kahan chiamata a indagare sui fatti dalle autorità israeliane e presieduta da Itzhak Kahan e composta da un altro magistrato, Aharon Barak, e dal generale di divisione della riserva Yona Ephrat, giunge alla conclusione che i diretti responsabili dei massacri erano stati Elie Hobeika e Frem, nemico giurato dei palestinesi sin dall’inizio della guerra civile in Libano (1975-1990). La stessa Commissione però ammette indirettamente la responsabilità nel massacro, per non averlo saputo prevenire né stroncare mentre era ancora in corso, dell'allora ministro della Difesa israeliana, Ariel Sharon, sostituito da Moshe Arens. Viene ammessa anche la responsabilità dei comandi militari della forza d'invasione in Libano e, in special modo, del gen. Rafael Eitan, capo di Stato Maggiore, e del gen. Amos Yaron, comandante delle forze israeliane nella regione di Beirut (trasferito all'Ufficio degli effettivi presso lo Stato Maggiore). A tutt'oggi questa è l'unica inchiesta ufficiale aperta sulla strage.
oh scusa...


...si vede che era una commissione antisionista...

...ah no, era una commissione governativa ISRAELIANA: http://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_Kahan
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Old 08-05-2010, 23:39   #11
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oh scusa...
di niente figurati, dicevamo.. i maroniti.
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Old 08-05-2010, 23:42   #12
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di niente figurati, dicevamo.. i maroniti.
dicevamo... le truppe al comando di Sharon (come attesta la commissione israeliana*).

* e qui rischi di classificarti "più realista del re".
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Old 08-05-2010, 23:47   #13
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dicevamo... le truppe al comando di Sharon (come attesta la commissione israeliana*).

* e qui rischi di classificarti "più realista del re".
ti sei perso un passaggio, sia per quanto riguarda goldstone, sia per quanto riguarda i maroniti, come da te ben sottolineato.
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Old 09-05-2010, 00:25   #14
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Basta. Non se ne può più.
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Sei anche troppo gentile. Il lato oscuro sarebbe non aver rispettato la propaganda. E' ridicolo e imbarazzante quell'articolo.
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Old 09-05-2010, 00:27   #15
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Sei anche troppo gentile. Il lato oscuro sarebbe non aver rispettato la propaganda. E' ridicolo e imbarazzante quell'articolo.
come non notare due cose; una, che tu hai ragione a definire il rapporto goldstone ridicolo e imbarazzante, l'altra che tu e conte la pensiate alla stessa maniera.
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Old 09-05-2010, 00:32   #16
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come non notare due cose; una, che tu hai ragione a definire il rapporto goldstone ridicolo e imbarazzante, l'altra che tu e conte la pensiate alla stessa maniera.
Capita, quando una posizione è indifendibile, che anche gli opposti concordino sul fatto che quella posizione è... come dire... indifendibile.
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Old 09-05-2010, 00:33   #17
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Roma, 3 mag. (Apcom) - Oltre 3.000 ebrei europei, tra cui intellettuali e politici di primo piano come Bernard-Henri Levy, Alain Finkielkraut e Daniel Cohn-Bendit, hanno firmato una petizione, che verrà presentata al Parlamento europeo, in cui criticano tra le altre cose la politica israeliana degli insediamenti. I firmatari - riporta il sito web del Guardian - avvertono anche che un sostegno sistematico e incondizionato a Israele è pericoloso.

I promotori di questa iniziativa, denominata JCall, paragonano i loro obiettivi a quelli di JStreet, una lobby ebraica americana pro-Israele di indirizzo liberal, e illustreranno la loro posizione nel corso di una conferenza stampa oggi a Bruxelles.

La petizione di JCall ribadisce il diritto di Israele a esistere come "Stato ebraico e democratico", ma critica anche la politica israeliana degli insediamenti in Cisgiordania e sostiene la creazione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano, coesistente in pace al fianco di Israele.

"La nostra iniziativa vuole mostrare che all'interno della comunità ebraica c'è un dibattito - un dibattito aperto - e che non siamo monolitici", ha spiegato al quotidiano Haaretz David Chemla, uno dei promotori. "Noi ci identifichiamo con Israele e con i suoi diritti, ma samo critici. Questo è salutare Siamo ebrei, sionisti e pronti a sollevarci per difendere il diritto all'esistenza di Israele, ma vogliamo mostrare che è giusto identificarsi con Israele e allo stesso tempo criticare alcune sue azioni".
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78 trattative concluse CLICCA
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Capita, quando una posizione è indifendibile, che anche gli opposti concordino sul fatto che quella posizione è... come dire... indifendibile.
opposti? convergenti
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Roma, 3 mag. (Apcom) - Oltre 3.000 ebrei europei, tra cui intellettuali e politici di primo piano come Bernard-Henri Levy, Alain Finkielkraut e Daniel Cohn-Bendit, hanno firmato una petizione, che verrà presentata al Parlamento europeo, in cui criticano tra le altre cose la politica israeliana degli insediamenti. I firmatari - riporta il sito web del Guardian - avvertono anche che un sostegno sistematico e incondizionato a Israele è pericoloso.

I promotori di questa iniziativa, denominata JCall, paragonano i loro obiettivi a quelli di JStreet, una lobby ebraica americana pro-Israele di indirizzo liberal, e illustreranno la loro posizione nel corso di una conferenza stampa oggi a Bruxelles.

La petizione di JCall ribadisce il diritto di Israele a esistere come "Stato ebraico e democratico", ma critica anche la politica israeliana degli insediamenti in Cisgiordania e sostiene la creazione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano, coesistente in pace al fianco di Israele.

"La nostra iniziativa vuole mostrare che all'interno della comunità ebraica c'è un dibattito - un dibattito aperto - e che non siamo monolitici", ha spiegato al quotidiano Haaretz David Chemla, uno dei promotori. "Noi ci identifichiamo con Israele e con i suoi diritti, ma samo critici. Questo è salutare Siamo ebrei, sionisti e pronti a sollevarci per difendere il diritto all'esistenza di Israele, ma vogliamo mostrare che è giusto identificarsi con Israele e allo stesso tempo criticare alcune sue azioni".
preferisco correre questo pericolo.

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"CON ISRAELE, CON LA RAGIONE"

L’aggressione a Israele dei firmatari del documento Jcall è ispirata da una visione miope della storia del conflitto arabo-israeliano, da una mancanza di percezione chiara del pericolo che Israele corre oggi di fronte a un grande attacco fisico e morale. E’ addirittura incredibile che personaggi intelligenti e colti come Alain Finkelkraut e Bernard-Henri Levy, invece di occuparsi dell’Iran che ben presto terrà tutto il mondo nel raggio della minaccia della sua bomba atomica, bamboleggino con l’idea che Benjamin Netanyahu sia il vero ostacolo alla pace, che l’impedimento essenziale per giungere a una risoluzione del conflitto sia un ipotetico, riprovevole atteggiamento israeliano. Sembra che gli intellettuali firmatari ignorino la realtà e inoltre che se ne infischino del contributo che il loro documento darà e sta già dando al movimento di delegittimazione senza precedenti che minaccia concretamente la vita di Israele.

Voler spingere Israele a concessioni territoriali senza contraccambio significa semplicemente consegnarsi nelle mani del nemico senza nessuna garanzia: lo sgombero di Gaza, compiuto senza trattativa, ha portato risultati disastrosi, il territorio lasciato dagli abitanti di Gush Katif è diventato un’unica rampa di lancio per missili e terroristi; la trattativa di Ehud Barak, intesa a cedere a Arafat praticamente tutto quello che chiedeva, portò semplicemente all’orrore della seconda Intifada, con i suoi duemila morti uccisi da attentati suicidi. Lo sgombero della fascia meridionale del Libano nel 2000 ha rafforzato gli Hezbollah, li ha riempiti di missili, ha condotto alla guerra del 2006.

Alain Finkelkraut, Bernard-Henri Levy e i loro amici sostengono di preoccuparsi per il futuro e la sicurezza d’Israele, ma di fatto ignorano l’elemento basilare che ha impedito ai processi di pace di andare in porto, ovvero il rifiuto arabo e palestinese di riconoscere l’esistenza stessa dello Stato d’Israele come dato permanente nell’area. Basterebbe che ogni mattina leggessero la stampa palestinese e araba e se ne renderebbero conto. Nessuna concessione territoriale di quelle che gli intellettuali francesi sembrano desiderare con tanta energia può garantire la pace, ma solo una rivoluzione culturale nel mondo arabo. E nessuno la chiede, nemmeno Obama che invece preme solo su Israele. E’ divenuta la moda di questo tempo.

L’attacco a Netanyahu che si legge nell’appello di Jcall è volto a destrutturare la sua coalizione di destra. Ma la realtà è che non è mai contato nulla che un governo israeliano fosse di destra o di sinistra: i Palestinesi hanno sempre comunque rifiutato ogni proposta di pace.

Ma che Israele diventi ancora più piccolo non servirà a niente finché Abu Mazen non rinuncerà a intitolare le piazze al nome dell’arciterrorista Yehiya Ayash, finché il mondo palestinese non smetterà di distribuire caramelle quando viene ucciso un ragazzo ebreo in qualche ristorante, finché non accetterà la richiesta davvero minimalista di Netanyahu di riconoscere che lo Stato di Israele è lo Stato del popolo ebraico.

Sembrano ignorare questo dato evidente anche gli intellettuali israeliani che hanno firmato un documento addirittura contro il premio Nobel Elie Wiesel che ha scritto una nobilissima lettera in sostegno di Gerusalemme come patria morale e storica del popolo ebraico.

E’ una triste epidemia perbenista, con la quale probabilmente si pensa di fornire un po’ d’ossigeno ai movimenti pacifisti che in questi anni non ha saputo altro che fallire ripetutamente sullo scoglio della cultura dell’odio islamista e contribuire alla diffamazione di Israele. Ma non si arriverà a nessun processo di pace (e le generose offerte di Olmert rifiutate da Abu Mazen ne fanno fede) finché una larga parte del mondo non smetterà di sperare che la distruzione di Israele sia dietro l’angolo, sulla scia della nuova eccitazione islamista dell’Iran e dei suoi amici Siria, Hezbollah, Hamas tutti sempre più armati di armi letali, e non solamente di vane parole, come i firmatari dell’”appello alla ragione”. Ma anche le parole possono uccidere e distruggere.

Non ci sfugge, di fronte a una così evidente ignoranza della politica della mano tesa di Netanyahu con il discorso di Bar Ilan e il congelamento di dieci mesi degli insediamenti, lo sblocco di molti check point e la promozione di importanti misure per agevolare l’economia palestinese, che sia presente nel “documento Finkelkraut” un traino obamista, un perbenismo da salotto buono cui spesso gli intellettuali non sanno dire no. Esso mette i nemici di Israele, e sono più di sempre e più agguerriti, nella condizione di delegittimare e attaccare lo Stato ebraico, dicendo: “Anche molti ebrei sono dalla nostra parte”. Se questo era lo scopo dei firmatari, lo hanno raggiunto.

FIRMA L'APPELLO A QUESTO LINK: http://www.petitiononline.com/israel...tion-sign.html
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Old 09-05-2010, 00:40   #20
ConteZero
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opposti? convergenti
Non è come se fosse il mio (o di Shambler) primo post qui.
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