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Old 24-09-2009, 09:55   #1
c.m.g
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[NEWS] TLC, Antitrust a confronto: Europa batte Italia, i casi Intel e Vodafone

23 settembre 2009 – 9:10 pm



Si tratta sempre di Antitrust, ma se l’ambito è nazionale piuttosto che comunitario, l’impatto sanzionatorio cambia non poco. Prendiamo ad esempio due recenti provvedimenti dell’Antitrust Italiano nei confronti di altrettanti operatori di telefonia, rispetto al provvedimento adottato dall’omologa autorità Comunitaria nei confronti dell’operatore informatico Intel. Ebbene, il confronto è a dir poco imbarazzante: in entrambi i casi sono state sanzionate degli atteggiamenti anti-concorrenziali ed in qualche modo scorretti di grosse imprese leader nel settore.

Tuttavia il massimo della sanzione comminata dall’italico Antitrust è stato 440mila euro. Incredibilmente più poderosa la sanzione per Intel, ben 1,06 miliardi di euro. Anche un bambino riuscirebbe a capire che le sanzioni inflitte dall’Antitrust del Belpaese (in sigla AGCM), sono in realtà delle pseudo sanzioni, perché prive di ogni effettivo valore dissuasivo rispetto alle capacità economiche dei trasgressori individuati. Di ben altro tenore, e spessore, invece, le sanzioni imposte dall’Antitrust europeo, come si è notato anche nel caso di Microsoft, ed ora con Intel.

Andiamo per ordine.

Vodafone e Fastweb sono state multate dall’AGCM, presieduta da Catricalò, per pratiche commerciali scorrette. Fastweb avrebbe avuto atteggiamenti ostruzionistici in occasione di clienti desiderosi si migrare verso altro gestore telefonico, contegno caratterizzato da ritardi, appuntamenti a vuoto, comunicazioni assenti. Costo dell’illecito? 120 mila Euro.

Doppia sanzione invece per Vodafone la prima per pratiche ostruzionistiche analoghe a quelle riscontrate a Fastweb, con la significativa aggravante della proposizione di offerte commerciali ingannevoli. L’altra sanzione è legata invece alla scarsa trasparenza nell’acquisizione di nuovi clienti contattandoli telefonicamente. In questo caso Vodafone è andata un po’ peggio: 440 mila Euro.

E Intel? L’antitrust europeo ha comminato la sanzione record di 1,06 miliardi di euro nei confronti di Intel, pubblicando le prove dettagliate fornite dai clienti

Il gigante americano dei chip avrebbe escluso dal mercato in modo illegale la rivale Amd.

Secondo la ricostruzione della Commissione giudicante, Intel avrebbe pagato i produttori di computer affinché posticipassero o abolissero i progetti per il lancio di prodotti che utilizzavano chip di Amd, elargendo rimborsi illegali e pagando rivenditori affinché commercializzassero unicamente computer con chip Intel.

Intel, primo produttore mondiale di chip, ha appellato la decisione lo scorso luglio, puntando il dito contro la sanzione, a suo dire, “palesemente sproporzionata”, e sostenendo che la Commissione non avrebbe fornito le prove dei suoi illeciti.

Le prove sono state ora acquisite e pubblicate, tramite documentazione dei clienti della stessa Intel — Dell, Hewlett-Packard, NEC, Lenovo e Media Saturn Holding.

Vi sarebbero minacce di ritorsioni nei confronti della Dell risalenti al febbraio 2003 qualora l’azienda avesse adottato o comunque realizzato forniture da Amd per la realizzazione di cpu.

Anche Hp ha coadiuvato la decisione della Commissione, producendo documenti da cui sarebbe emerso che avrebbe ricevuto garanzie da Intel sui propri crediti, qualora avesse acquistato almeno il 95% dei suoi sistemi per desktop da Intel”.

Vi sarebbe, inoltre, un’e-mail di dicembre 2006 di un dirigente di Lenovo da cui emergerebbe un accordo con Intel in base al quale la ditta non avrebbe dovuto introdurre chip Amd nei suoi notebook prodotti nel 2007.

Il testo delle prove raccolte dalla Commissione e da poco pubblicato è diponibile qui

Alla luce di questa sintetica ricostruzione viene proprio da chiedere: ma in che continente ci troviamo?

In Italia, se Vodafone e Fastweb praticano prassi anti-concorrenziali e scorrette vengono multate con un buffettino sul volto, invece, in ambito comunitario se invece un colosso dell’informatica prova a fare il furbo viene bastonato.

Forse se la nostra Antitrust funzionasse come quella comunitaria (o venisse proprio abrogata a favore di quest’ultima) tante anomalie anticoncorrenziali faticherebbero a resistere.

Ulteriori informazioni: Pc-Facile

Immagine tratta da STERN Business

Fonte: Anti-Phishing Italia
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