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Old 29-08-2004, 13:08   #81
rikyxxx
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Originariamente inviato da Harvester
vabbè......

si, ma non mi hai risposto. perchè lo vai a vedere?
Le ragioni per le quali andrò a vedere il film sono più o meno queste:

Quote:
Originariamente inviato da rikyxxx
...sono contento che qualcuno abbia fatto un'inchiesta sui "retroscena" dell'attentato dell'11 settembre e delle due guerre successive, perchè finora ho sentito solo un mucchio di banalità e di mezza verità.

L'odio dei terroristi verso gli USA e il fanatismo di Bush non bastano a spiegare tutto.

Vediamo cosa Moore ha da dire...
rikyxxx è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-08-2004, 13:13   #82
rikyxxx
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Originariamente inviato da frOZenluca
Mi son registrato per fare una domanda tecnica ma mica mi posso tirar indietro su una discusione che parla di questo film. Soprattutto perchè l'ho visto ieri.

- I fatti -

Alcuni le chiamano "forzature" perchè secondo loro sono fatti distorti da Michael Moore per portare acqua al suo mulino, anche se ci sarebbe da chiedersi come queste persone abbiano fatto a capirlo senza nemmeno aver visto il film.

A quanto pare, non c'è stata smentita ufficiale e documentata per i fatti esposti nel documentario in questione, che è uscito da mesi in America (e se fosse stato notoriamente falso non avrebbe avuto un boato di acclamazioni e non avrebbe subìto certe pressioni affinchè non fosse distribuito, come invece è accaduto). Io devo dire che all'inizio ero incuriosito ma mica troppo preso da quest'ultimo lavoro del regista americano (sono un tipo scettico, su tutto), ma sono uscito dal cinema molto rasserenato. I fatti sono esposti nudi e crudi con attenzione nel separarli dalle opinioni dell'autore, che spesso si riducono a singole domamde nel corso della storia. Le opinioni possono essere condivise oppure non condivise (alla fine discutere serve pure a questo, no?) ma i fatti sono fatti (vedi il link in basso).

Prima di mandare nelle sale il film Moore lo ha fatto attentamente ispezionare scena per scena da un team di legali proprio per evitare di inserire contenuti non verificati con i quali i suoi detrattori avrebbero potuto facilmente screditarlo. Nessuno dei fatti riportati, quindi, è inventato.

Le fonti di ogni fatto sono documentate (su un dossier dettagliatissimo) e si possono reperire al seguente indirizzo. Dateci un'occhiata, ma fatelo davvero. Perchè se leggeste questo documento, non ci sarebbe polemica in questa discussione. Sono notizie riportate da giornali e tv, pure da documenti ufficiali. Ma solo raccolte tutte insieme iniziano a fare pensare. A leggerle nel tempo, una riga qui ed una la, si fatcia a mettere insieme i pezzi.

http://www.michaelmoore.com/warroom/f911notes/

Punto per punto, ogni minuto di film è vivisezionato e la fonte è riportata. A quanto pare (e mi tocca di nuovo ammettere che prima di vederlo avevo dei dubbi davvero scemi) non ce n'è proprio per nessuno.

Buona visione a tutti, now watch this drive...

Bravo

Spero che tu continui a intervenire in questo forum: c'è bisognio di persone che ogni tanto parlano con congnizione e non per sentito dire...
rikyxxx è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-08-2004, 14:34   #83
SaMu
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Originariamente inviato da spoonman
scusa ma non capisco perchè utilizzi Moore per fare una disamina di ciò che qualcuno ha detto sul forum negli ultimi 3 anni.

cioè, non si stava semplicemente parlando del film?
Hai ragione, mi sono fatto coinvolgere dalla discussione che dal film di Moore, si è subito spostata alla discussione autoreferenziale sulle discussioni del forum.

Liberandoci dal forum e tornando a Moore, posto un articolo di Luca Sofri tratto dal suo blog, che è molto lungo ma che inquadra con chiarezza una serie di temi aperti dal film.


Sono andato a vedere “Fahrehneit 9/11” con molti pregiudizi. Penso che Moore rappresenti tutte le cose peggiori della sinistra americana e italiana e che ne sia divenuto il disastroso modello. Dopo aver visto “Bowling for Columbine” e aver trovato sgradevoli molte cose che conteneva (la strumentalizzazione dei ragazzini feriti, la vigliaccata della foto della bambina morta, le associazioni ridicole) malgrado la bontà dell’intento, mi documentai molto e scoprii che molte delle cose che Moore diceva nel film erano del tutto false. Penso che sia un demagogo, bugiardo, violento, scorretto e trombone. Penso che in lui abbia trovato sintesi la sinistra per cui non solo il fine giustifica i mezzi, ma che ha addirittura perso del tutto di vista il valore e il significato dei mezzi. Penso che esistano due sinistre, oggi. Hanno intenti simili, spesso. Ma una ha a cuore le sue ragioni, i suoi principi, i suoi valori, i suoi criteri di diversità dalla destra, e pensa che il loro mantenimento sia il suo primo obiettivo e senso. Comportarsi bene, fare cose di sinistra. È la sinistra “diversa”.
Poi c’è un’altra sinistra per cui invece conta innanzitutto la vittoria, anzi più ancora conta la sconfitta dell’avversario. A qualsiasi costo. À la guerre comme à la guerre, senza andare troppo per il sottile e facendosene un vanto. A costo persino di non distinguersi più dalla destra. A costo di diventare – svuotate le sue presunzioni di “diveristà antropologica” - una sinistra “uguale”.
“Fahrehneit 9/11” è un film bruttino e noioso. Lo ha già scritto su Vanity Fair Gabriele Romagnoli, ed è indiscutibile che gli eventuali pregi o successi del film non abbiano nulla a che fare con una presunta qualità artistica o creativa, malgrado i riconoscimenti ingannevoli come quello di Cannes. Lo stesso Moore, in questo, non ha mai onestamente vantato altro che i contenuti, del suo film. La confezione del quale è sbrigativa, povera, banale, le invenzioni vecchie ed elementari. Qualcuno ha provato a sopravvalutarle sostenendo che era intenzione del regista portare il linguaggio televisivo nel cinema. Ma se è vero che il film ha molto di televisivo – i meccanismi ricordano continuamente i servizi esterni di Striscia la notizia, legittimando la tesi per cui Moore sarebbe una specie di Gabibbo degli americani – è perché è stato costruito appunto con quella mano sinistra tipica di molte produzioni tv.
Se non la forma, ciò che è forte in “Fahrenheit 9/11” sono alcuni contenuti. Per l’esattezza, quei contenuti in cui la mano del regista e le sue forzature a tesi sono assenti: tutte le riprese del presidente Bush, in diversi contesti e situazioni, proposte tali e quali allo spettatore, sono più rivelatrici dell’inadeguatezza dell’uomo di qualsiasi costruzione complottarda operata dalla voce fuori campo di Moore e dai suoi accorgimenti di montaggio. In queste parti, il film è molto più efficace di quanto i miei pregiudizi immaginassero. Anche se i giornali americani in cerca di spettatori repubblicani a cui il film faccia cambiare idea stanno faticando molto. Per il resto, ci sono paranoie antisaudite (banalmente razziste) smentite perfino dalla Commissione sull’Undici settembre, e pretese ridicole che i deputati americani firmino dei fogli per “mandare al fronte i propri figli”, come se fossero i genitori a decidere del destino di cittadini maggiorenni. Cose così.
Il successo del film ha quindi due ragioni. Una, meritevole, è quella di mostrare parti di realtà illuminanti per capire chi governa gli Stati Uniti. L’altra, più discutibile, è quella per cui al pubblico piace sentirsi dire le cose che già pensa, e piace sentirsi trattato come il giusto protagonista di una battaglia per la verità. In questo senso in America il successo del film è stato da subito associato a quello della Passione di Mel Gibson, con solidi argomenti. Entrambi i film si rivolgono a un loro pubblico militante che vive la propria appartenenza in modo catacombale, aspettando il ritorno della propria verità, che le pellicole annunciano. Entrambi si sono fatti marketing vantando presunte censure o campagne – in realtà insignificanti – di un qualche “potere” ai loro danni. Entrambi i film hanno avuto un clamoroso successo (l’uno imparagonabile all’altro) grazie alla partecipazione devota e battagliera al proprio messaggio (per entrambi quello di una verità troppo a lungo taciuta), e su null’altro. Né la qualità del film, né il dettaglio dei suoi contenuti ha avuto importanza in ciascun caso.
E se tanta devozione è tutto sommato normale per un film religioso, è una cosa impressionante per un film di propaganda elettorale. E qui sta il grande merito di Michael Moore.
Il grande merito di Michael Moore sta nell’aver portato al successo e all’attenzione mondiale, sulle copertine e nei telegiornali e nei dibattiti, la radicale divisione all’interno della sinistra. Che vale in America come in Italia come in molte altre parti del mondo. La divisione tra la sinistra “diversa” e la sinistra “uguale”. Mentre sono poco rilevanti gli oppositori da destra – prevedibilmente indignati dai contenuti del film - è la quantità e la qualità dei critici di sinistra di “Fahrehneit 9/11” a fare impressione. Abbiamo già citato Romagnoli, per fare un esempio, ma in America Moore è ormai odiato a sinistra almeno quanto è amato. Il giornalista e scrnittore liberal Paul Berman lo contesta sistematicamente da quando Moore censurò un suo articolo sul Nicaragua che secondo lui rischiava di dare una mano a Reagan. Lo stesso Moore ha raccontato (anche a Vanity Fair, due settimane fa) di non voler appoggiare esplicitamente Kerry. I siti internet che dimostrano le falsità dei suoi film sono sia di destra che di sinistra. E le accuse che gli vengono – lo stesso Kerry è stato alla larga dal film e dal regista finora, comprendendone il doppio taglio – sono sempre le stesse: falsità, demagogia, violenza, slealtà.
E tutto questo riguarda molto l’Italia. In Italia, il conflitto interno alla sinistra si riassume semplicemente: è la vecchia questione del fine e dei mezzi. È la vecchia questione se qualsiasi principio, criterio, valore, debba essere sacrificato per il raggiungimento di un elevato obiettivo (nella fattispecie, la caduta del governo Berlusconi). C’è chi pensa di sì, e c’è chi pensa di no, e le due parti sono molto ai ferri corti, con accuse di fascismo a una parte e connivenza col nemico all’altra. Benché la presunzione di “diversità antropologica” delle persone di sinistra sia diffusa in ambo i campi, è qui che se ne dimostra il fondamento. Esiste una sinistra “diversa”, che si definisce per voler avere valori e modi diversi dalla destra, nella tolleranza, nel rispetto, nella stima delle regole e del prossimo, e a cui Moore non piace; ed esiste una sinistra “uguale” per cui sarebbe stupido lasciare alla destra delle armi solo per il fatto di ritenerle sbagliate, e che è entusiasta di avere finalmente un campione come Moore, forte della stessa faziosità e prepotenza dei più comuni aizzatori di destra (gli italiani di sinistra uguale hanno finalmente uno con i modi di Antonio Socci e il fisico di Baget Bozzo, e il fanatismo di entrambi). Perché a sinistra non si dovrebbe mentire, se lo fa la destra? Perché a sinistra non si dovrebbe abusare del proprio potere, se lo fa la destra? Perché a sinistra non si deve desiderare e compiere il male dell’avversario, se lo fa la destra? Perché a sinistra ci si dovrebbe sottrarre a demagogie e strumentalizzazioni, se non vi si sottrae la destra? Perché essere “diversi” e migliori, se i migliori perdono? Niente è sbagliato, se guida alla vittoria, se serve a fargliela pagare, e soprattutto se lo fanno anche gli altri. Tutto questo vi ricorderà qualcosa, e adesso ci arriviamo.
La frase che sostiene meglio di ogni altra le ragioni della sinistra “diversa” l’ha scritta Thomas Friedman, commentatore liberal del New York Times, a proposito del rapporto tra le democrazie e il resto del mondo dopo l’11 settembre. È una frase molto bella e che dovrebbe essere ricordata spesso (anche a destra). Friedman concluse un suo articolo così: “Noi siamo i buoni, vediamo di dimostrarlo”. Esiste una differenza tra il bene e il male e questa differenza va praticata, sono le due cose essenziali che dice Fredman. L’encomiabile pretesa di essere nel giusto deve passare attraverso la sua dimostrazione continua e inderogabile. Pensare invece di essere nel giusto per definizione, e quindi di essere in diritto di ogni cosa per affermarlo, genera e ha generato mostri. Questa è una delle cose più tristi della contrapposizione tra sinistra diversa e sinistra uguale: che essa sembra discendere esattamente dalla contrapposizione tra comunisti e anticomunisti, a sinistra. Pensateci.
Michael Moore è oggi l’emblema della sinistra uguale. Quella per cui la differenza con la destra si mostra quasi unicamente nella bandiera. Non sarà un caso se uno dei più seguiti oracoli della sinistra uguale è un uomo dai modi e dai pensieri biecamente di destra come Marco Travaglio. Non sarà un caso se il giustizialismo forcaiolo tradizione della destra benpensante ha trovato spazi accoglienti tra la sinistra uguale. Non sarà un caso se il pacifismo di una parte della sinistra uguale è così aggressivamente bellicoso. Un lettore del Foglio di buona memoria ha di recente trovato questa vecchia cosa scritta da Furio Colombo, oggi direttore dell’Unità, giornale maggiore della sinistra uguale: “Ecco il punto a cui voglio arrivare, quello che a me sembra il problema storico del pacifismo italiano. Esso è parte di una cultura che, per ragioni della nostra formazione storica, retorica, logica, chiede di avere un nemico. Ora, come può avere un nemico il pacifismo? Si tratta di una contraddizione, ma a me sembra che la cultura italiana, fondata su una tradizione filosofica di antagonismo, forzi inconsciamente molti militanti giovani a portarsi addosso questa contraddizione. Ovvero l’impossibilità di vivere senza un nemico. Ecco il disagio che mi sembra di cogliere nella definizione del pacifismo italiano: resta forte (più dannoso se inconscio) il problema del nemico”. Parole chiarissime, e confortate in modo impressionante dalla successiva testimonianza personale di Colombo.
In italia, pensare di unire la sinistra, tutta la sinistra che si dice tale, è un esercizio professionale e sentimentale che legittima la vita di molte persone. Ma alla luce di quel che abbiamo detto, è un esercizio che non ha altro senso. Eppure, mentre nessuno pensa oggi di unire il centro - da Rutelli a Berlusconi, che sono entrambi di centro - lo spauracchio del nemico crea l’illusione che si possa unire la sinistra (si dimostra di questi tempi che è altrettanto arduo unire la destra, che pure va meno per il sottile). Illusione sostenuta dal paragone con gli Stati Uniti dove esisterebbe un partito unico di sinistra. Che però non solo non è “di sinistra”, non solo ha come leader e candidato un uomo favorevole alla guerra in Iraq, ma non è neppure unico, come il partito di Ralph Nader e il suo peso hanno dimostrato.
In Italia, gli unici capaci di unire la sinistra – ed è un risultato davvero straordinario e mai abbastanza riconosciuto – sono quelli di Repubblica. Su Repubblica scrivono senza storcere il naso, tutti: terzisti e manganellatori. Sinistra diversa e sinistra uguale. Ma avendo come principio l’ospitalità nei confronti di mille idee diverse, e la discutibilità di ogni linea salvo l’antiberlusconismo, non si fa un partito. Si fa un giornale unico, libero di contraddirsi e di non dover governare un paese. Su Repubblica scrive ogni giorno Michele Serra, altro caso rilevante, che sta in bilico – uno dei pochissimi – tra sinistra diversa e uguale. Serra è sempre stato di modi “diversi”, pur con qualche cedimento giustificato dall’amore per la satira. L’anno scorso lo incontrai un giorno che aveva scritto una cosa contro la maggioranza che mi sembrava non stesse in piedi, malgrado ne condividessi l’obiettivo. Fu lui che mi rispose “à la guerre comme à la guerre”.
Per il suo film, Michael Moore aveva chiesto a Pete Townshend di poter usare una sua canzone, “Won’t get fooled again”, il cui ritornello tornava buono per prendere le distanze dalla presidenza Bush. Il chitarrista dei Who, già sostenitore dell’intervento in Iraq, gliel’aveva negata, ricevendone insulti e accuse di essere un guerrafondaio. E aveva risposto che evidentemente Moore non si comportava in modo tanto diverso da Bush. È la sinistra uguale
SaMu è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-08-2004, 14:56   #84
frOZenluca
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Originariamente inviato da SaMu
Dopo aver visto “Bowling for Columbine” e aver trovato sgradevoli molte cose che conteneva (la strumentalizzazione dei ragazzini feriti, la vigliaccata della foto della bambina morta, le associazioni ridicole) malgrado la bontà dell’intento, mi documentai molto e scoprii che molte delle cose che Moore diceva nel film erano del tutto false. Penso che sia un demagogo, bugiardo, violento, scorretto e trombone.
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Originariamente inviato da SaMu
Se non la forma, ciò che è forte in “Fahrenheit 9/11” sono alcuni contenuti. Per l’esattezza, quei contenuti in cui la mano del regista e le sue forzature a tesi sono assenti: tutte le riprese del presidente Bush, in diversi contesti e situazioni, proposte tali e quali allo spettatore, sono più rivelatrici dell’inadeguatezza dell’uomo di qualsiasi costruzione complottarda operata dalla voce fuori campo di Moore e dai suoi accorgimenti di montaggio. In queste parti, il film è molto più efficace di quanto i miei pregiudizi immaginassero. Anche se i giornali americani in cerca di spettatori repubblicani a cui il film faccia cambiare idea stanno faticando molto. Per il resto, ci sono paranoie antisaudite (banalmente razziste) smentite perfino dalla Commissione sull’Undici settembre, e pretese ridicole che i deputati americani firmino dei fogli per “mandare al fronte i propri figli”, come se fossero i genitori a decidere del destino di cittadini maggiorenni. Cose così.
L'articolo è divertente perchè usa il film di Moore per criticare la sinistra e usa la sinistra per criticare Moore. Però nessuna delle due accuse sono supportate da qualche riscontro. Cioè dico, si limita a dire che il film è falso e che la sinistra è divisa. Cose così.

Adesso devo fare un po' di manutezione con vari pc: se non mi vedete più è perchè avrò collegato i fili sbagliati. ciao.
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Old 29-08-2004, 15:11   #85
rikyxxx
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Non mi stupisce affatto l'articolo di Sofri Junior: se non avesse opinioni del genere non scriverebbe sul "Foglio" di Ferrara.

Ciò che mi stupisce, e che ha già sottolineato frOZenluca, è l'accusa di falsità senza riscontri...

Eppure ho sempre conosciuto Luca Sofri come una persona per bene ed intellettualmente onesta (e lo penso ancora).

Comunque può aver ragione e magari dopo aver visto il film ne penserò tutto il peggio possibile esattamente come lui se non di più.

Ma il punto è che lo voglio vedere e per poi decidere di testa mia.
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Old 29-08-2004, 15:44   #86
GioFX
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Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Esce domani in 280 sale italiane il documentario anti

Quote:
Originariamente inviato da Harvester
sono mesi che si parla di questo film, lo sai.
e c'è gente che "festeggia" per la sua esistenza già da tempo. perchè? già ne conosceva il contenuto? no, solo perchè era contro bush. questi non sono pregiudizi?
e allora?

Quote:
probabilmete lo vedrò, non lo so.................ma sarebbe un incentivo sapere che non è propagandistico. leggerò le critiche e poi deciderò.
non tutti faranno come me, però. è contro bush.....e perciò lo vedranno. questo, è inaccettabile
scusa, perchè inacettabile? a parte che non è "contro Bush" e basta, e questo avresti dovuto capirlo da molto tempo, espone una visione in base a certi eventi a fa vedere come la guerra, le motivazioni adotte per essa e tutto ciò che ne consegue sono sempre una tragedia, indipendentemente da chi sia il protagonista... insomma, non è uno sterile attacco a BushCo e basta...

e cmq ripeto, se ne può discuterne a fondo SOLO se lo si è visto, altrimenti rimangono solo opinioni al vento.
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Old 29-08-2004, 15:52   #87
-kurgan-
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non capisco una cosa: se un documentario espone dei fatti, che non sono stati in alcun modo smentiti, separandoli dalle proprie opinioni... perchè non lo si deve vedere? perchè potrebbe farci cambiare idea su qualcosa?
se è contro bush e porta dei fatti per esserlo, probabilmente i suoi sostenitori avranno ALTRI motivi per continuare a sostenerlo, no?
o forse gli unici motivi che portano alcune persone a sostenere bush sono solo perchè "i nemici sono a lui contrari"?
questo davvero mi stupisce, appoggiare o criticare qualcuno per partito preso.
-kurgan- è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-08-2004, 15:54   #88
-kurgan-
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L'Avatar di -kurgan-
 
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Messaggi: 744
altra cosa è la mia opinione su moore.
per me moore semplicemente è molto furbo, ha scoperto come far soldi: criticando il proprio presidente.
ne ha fatto un'industria e ci guardagna su.
preso atto di questo, se cmq espone dei fatti che non vengono smentiti dalla controparte, non vedo perchè dovrei non ascoltarli
-kurgan- è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-08-2004, 16:22   #89
ferste
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Tanto per cambiare tutti fenomeni qui dentro.
Suddividere fatti e opinioni è una delle cose più difficili della ricerca e dell'analisi storica............eppure ci riuscite tutti!
Ho sprecato anni di studi storici per imparare qualcosa che tutti sanno fare.........
__________________
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Old 29-08-2004, 16:54   #90
rikyxxx
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Messaggi: 1990
Guarda, non è difficile, ti faccio un esempio:

L'erba è verde ==> questo è un fatto.

Il verde è il colore più bello ==> questa è un'opinione.
rikyxxx è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-08-2004, 16:58   #91
Harvester
 
Messaggi: n/a
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Esce domani in 280 sale italiane il documenta

Quote:
Originariamente inviato da GioFX
e allora?
come, allora?

è inaccettabile non vederlo per pregiudizi, mentre invece è accettabile vederlo per pregiudizi?

scusa ma questo è puro

Quote:
scusa, perchè inacettabile? a parte che non è "contro Bush" e basta, e questo avresti dovuto capirlo da molto tempo, espone una visione in base a certi eventi a fa vedere come la guerra, le motivazioni adotte per essa e tutto ciò che ne consegue sono sempre una tragedia, indipendentemente da chi sia il protagonista... insomma, non è uno sterile attacco a BushCo e basta...
il "avresti dovuto capirlo", non te lo concedo, prima perchè non ho visto il film (e non mi baso sulle verità di qualcun'altro), e secondo perchè è solo un tuo parere, rispettabile, ma solo un tuo parere.

Ultima modifica di Harvester : 29-08-2004 alle 17:06.
  Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-08-2004, 16:59   #92
Harvester
 
Messaggi: n/a
Quote:
Originariamente inviato da rikyxxx
Guarda, non è difficile, ti faccio un esempio:

L'erba è verde ==> questo è un fatto.

Il verde è il colore più bello ==> questa è un'opinione.
non è un pò semplicistico rapportato alle cose delle quale si discute?

Ultima modifica di Harvester : 29-08-2004 alle 17:02.
  Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-08-2004, 17:00   #93
ferste
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Quote:
Originariamente inviato da rikyxxx
Guarda, non è difficile, ti faccio un esempio:

L'erba è verde ==> questo è un fatto.

Il verde è il colore più bello ==> questa è un'opinione.
attenzione, spesso credere che sia facile è il modo più semplice per cadere in errore

Per quanto ne sò io è una cosa di difficoltà estrema........poi ci sono dei superdotati per cui è irrisorio.............
__________________
Addio Pierpo, motociclista.
ferste è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-08-2004, 17:17   #94
rikyxxx
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Messaggi: 1990
Io ti posso concedere che non sia sempre così facile.

Ma non è nemmeno una impresa epica per la quale servono per forza anni di studio...
rikyxxx è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-08-2004, 19:12   #95
ENGINE
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Città: Medhelan Padania
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Re: Esce domani in 280 sale italiane il documentario anti-Bush "Fahrenheit 9/11"

Quote:
Originariamente inviato da mumme
Finalmente qualcuno che ha il coraggio di denuciare la politica disastrosa di Bush & C. che ci sta portando alla rovina.
Perchè non lo facciamo anche in Italia per i nostri "capi" che sono uguali???
Forse non abbiamo il coraggio oppure ce lo censurerebbero subito!!!!
lo vedro' solo quando uscira' in cassetta forse.
ENGINE è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-08-2004, 19:32   #96
majin mixxi
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L'Avatar di majin mixxi
 
Iscritto dal: May 2001
Città: Milano Tokyo , purtroppo Utente con le palle fracassate
Messaggi: 2371
Re: Re: Esce domani in 280 sale italiane il documentario anti-Bush "Fahrenheit 9/11"

Quote:
Originariamente inviato da ENGINE
lo vedro' solo quando uscira' in cassetta forse.
molto interessante
__________________
Kotoshi mo yoroshiku onegai-itashimasu
majin mixxi è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-08-2004, 20:36   #97
majino
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L'Avatar di majino
 
Iscritto dal: Nov 2000
Città: Firenze
Messaggi: 1445
Quote:
Originariamente inviato da SaMu
Liberandoci dal forum e tornando a Moore, posto un articolo di Luca Sofri tratto dal suo blog, che è molto lungo ma che inquadra con chiarezza una serie di temi aperti dal film.
"inquadra con chiarezza"??? si limita a dire che dice delle falsità (senza indicare quali) spacciandole come fatti... mentre, se da una parte ci sono dei fatti (riportati dal sito indicato pochi post sopra), dall'altra ci sono le opinioni del regista, che possono essere più o meno condivisibili... ovvio che il moore tenti di convincere che le sue opinioni siano giuste, mi stupisce che questo scandalizzi molta gente, dato che chiunque, quando parladi qualcosa di non oggettivo, tenta di convincere che la sua opinione sia quella giusta...
__________________
...affidavano nello stesso istante il medesimo sgomento per il sapore aspro della fine e la sconcertante scoperta di quanto sia silenzioso, il destino, quando, d'un tratto, esplode. (Oceano Mare - A.Baricco) ..:: ¿ÄØ Group ::..
majino è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-08-2004, 21:31   #98
von Clausewitz
Bannato
 
Iscritto dal: May 2004
Città: Cagliari
Messaggi: 704
Quote:
Originariamente inviato da dummyfree45
mi ritiro da questa discussione.
per i miei gusti e' troppo imbecille.
di fronte ai disastri di questa banda di petrolieri-cristiano fondamentalisti c'e' poco da ridere.
le frottole indecenti,gia' dimenticate,per invadere l'Iraq.
Saddam ha fatto la guerra all'Iran in funzione filo-americana.
Rumsfeld lo gratificava di armi di sterminio di massa.
Allora Saddam era un dittatore "buono"xche' faceva comodo.
Tra i kamikaze delle 2 torri 15 su 19 erano sauditi.
E Saddam dittatore sanguinario ed osceno viene presentato come
il nuovo Hitler.
Accetto scommesse: Saddam non arrivera' mai al processo.
Fara' la fine di un Sindona o bandito Giuliano qualsiasi.
Troppe cose avra' da raccontare...
dovevano combattere il terrorismo...ci han buttato sopra benzina.

P.S. quanto a Moore ha gia' pubblicato 2 libri in Italia.
basta sapere leggere.
tra parentesi mai e' stato denunciato per diffamazione per
quanto scritto.
con questo tuo intervento in cui riproponi le solite consuete fregnacce, il grado d'imbecillità di questa discussione è precipitato in basso che più in basso di così non si può
von Clausewitz è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-08-2004, 21:37   #99
von Clausewitz
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Originariamente inviato da frOZenluca
Mi son registrato per fare una domanda tecnica ma mica mi posso tirar indietro su una discusione che parla di questo film. Soprattutto perchè l'ho visto ieri.

- I fatti -

Alcuni le chiamano "forzature" perchè secondo loro sono fatti distorti da Michael Moore per portare acqua al suo mulino, anche se ci sarebbe da chiedersi come queste persone abbiano fatto a capirlo senza nemmeno aver visto il film.

A quanto pare, non c'è stata smentita ufficiale e documentata per i fatti esposti nel documentario in questione, che è uscito da mesi in America (e se fosse stato notoriamente falso non avrebbe avuto un boato di acclamazioni e non avrebbe subìto certe pressioni affinchè non fosse distribuito, come invece è accaduto). Io devo dire che all'inizio ero incuriosito ma mica troppo preso da quest'ultimo lavoro del regista americano (sono un tipo scettico, su tutto), ma sono uscito dal cinema molto rasserenato. I fatti sono esposti nudi e crudi con attenzione nel separarli dalle opinioni dell'autore, che spesso si riducono a singole domamde nel corso della storia. Le opinioni possono essere condivise oppure non condivise (alla fine discutere serve pure a questo, no?) ma i fatti sono fatti (vedi il link in basso).

Prima di mandare nelle sale il film Moore lo ha fatto attentamente ispezionare scena per scena da un team di legali proprio per evitare di inserire contenuti non verificati con i quali i suoi detrattori avrebbero potuto facilmente screditarlo. Nessuno dei fatti riportati, quindi, è inventato.

Le fonti di ogni fatto sono documentate (su un dossier dettagliatissimo) e si possono reperire al seguente indirizzo. Dateci un'occhiata, ma fatelo davvero. Perchè se leggeste questo documento, non ci sarebbe polemica in questa discussione. Sono notizie riportate da giornali e tv, pure da documenti ufficiali. Ma solo raccolte tutte insieme iniziano a fare pensare. A leggerle nel tempo, una riga qui ed una la, si fatcia a mettere insieme i pezzi.

http://www.michaelmoore.com/warroom/f911notes/

Punto per punto, ogni minuto di film è vivisezionato e la fonte è riportata. A quanto pare (e mi tocca di nuovo ammettere che prima di vederlo avevo dei dubbi davvero scemi) non ce n'è proprio per nessuno.

Buona visione a tutti, now watch this drive...
ma che sei, un galoppino di moore?

http://www.corriere.it/Primo_Piano/S...27/gaggi.shtml

E qui va detto che la tesi centrale del film, il tentativo di dimostrare che il presidente non aveva combattuto con vigore Al Qaeda perché la famiglia Bush aveva una lunga storia di rapporti d'affari con l'Arabia Saudita e anche con alcuni membri della famiglia di Bin Laden, poggia su una ricostruzione che l'indagine del Congresso americano sull'attacco dell' 11 settembre ha ora dimostrato essere falsa o quantomeno fuorviante. Moore nel film afferma che all'indomani degli attentati, con i cieli americani totalmente chiusi, la Casa Bianca autorizzò il decollo di sei voli privati con i quali 142 cittadini sauditi, tra i quali diversi membri della famiglia di Bin Laden, lasciarono gli Stati Uniti senza subire alcun controllo di polizia.
L'indagine parlamentare ha invece dimostrato che quei voli privati partirono tre o quattro giorni dopo l'attentato, quando i cieli erano ormai stati riaperti al traffico commerciale e che quasi tutti i sauditi furono interrogati dall'Fbi prima di lasciare l'America. Gli avvocati della Miramax - e in parte lo stesso cineasta - hanno ammesso l'errore.
Del resto Moore non pretende di aver confezionato un documentario giornalisticamente oggettivo: « Il mio - spiega alle reti televisive che lo hanno intervistato a ripetizione - è un op- ed , un editoriale nel quale racconto con le immagini il mio punto di vista su questo presidente » .
E' anche per questo che l'impatto sull'orientamento degli elettori sarà probabilmente limitato: il lungometraggio ha grande forza espressiva, le critiche alla Casa Bianca sono efficaci, ma lo scenario in cui viene inserita la decisione di attaccare Saddam - un Iraq pacifico e benestante, pieno di bimbi spensierati - è inaccettabile per gran parte degli americani.
Massimo Gaggi
von Clausewitz è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-08-2004, 21:41   #100
Bardiel
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Messaggi: 587
son belle, le discussioni in cui ognuno dà dell'imbecille all'autore del post sopra di lui.
no, dico, costruttive.

cmq, il film è bello, acido come il solito Moore ma non rivela novità eclatanti, almeno per quanto mi riguarda.
Bardiel è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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