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#21 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2005
Città: trento
Messaggi: 1318
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ti capisco... e comprendo te e quella massa di pecore che ci credono nelle cose in cui hai detto...
daltronde non mi stupirei se tu non ti facessi la cura di tutti i caz*o di programmi quali piccolo fratello, fattoria dei miei stivali, l'isola dei maiali etc etc.... potrebbero dare la laurea ad honorem allora, anche al papa, giovanni paolo II, secondo il tuo ragionamento, lui è riuscito a radunare 4000000 di persone.... e non a fare gare di rutti L da Vinci, è stato un grande genio, ha inventato tante cose (di cui tutt'ora ne siamo felici...), non è stato compreso dai suoi contemporanei... ma almeno ha inventato qualcosa di utile! e per questo tutt'ora è ricordato a distanza di secoli... ma tra due secoli, cosa si ricorderà la gente? della pagliacciata di laurea data ai Rossi o delle cose che hanno inventato o fatto? certo, entraranno negli annali come conquistatori di 5 campionati mondiali e di aver radunato migliaia di persone... ma alla fine... che hanno fatto? a me, personalmente non comunicano nulla! li apprezzo come cantante e pilota, ma non come "comunicatori" per radunare un gruppo di persone non ci vuole poi tanto (si fa per dire), un po di pubblicità, un po di bravura e tanti tanti soldi.... se non esistesse la tv, pensi che le qualità comunicative dei Rossi sarebbero servite a qualcosa? nessuno li conoscerebbero..... come tanti altri campioni (di sport e non) che non avendo soldi, o esercitanto in un campo "poco" interessante (o redditizio) non sono conosciuti dalle pecore Quote:
ognuno ha le sue idee in proposito... ma allora, la laurea ad honorem la voglio pure io! P.S.: spero che mio figlio/a, quando ne avrò, segua il suo ideale innanzitutto... ma che non cerchi di seguire le orme di alcuni "campioni" con la volontà di laurearsi
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<<giovani oggi bagnati, domani forse raffreddati....>> Papa Giovanni Paolo II - Aprile 1995 Trento Concluso positivamente con: 055, giankyfava, iceone, carocavallo |
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#22 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 1999
Città: Firenze
Messaggi: 1334
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Quote:
Leonardo ha superato i dottori nel loro stesso campo, non vedo come lo abbiano fatto i 2 sovracitati. Superumani? Permettimi di dubitare sulla tua scala dei valori, o meglio, sulle collocazioni che dai a meriti personali che certo non coinvolgono che una minima parte della cultura umana, per me i superumani sono ben altri, che lavorano e danno la vita per lo sviluppo del sapere di tutta l'umanità, non di se stessi. Rossi è sicuramente un supercampione, a lui spetta ogni onore nelle competizioni a cui partecipa, ma se allarghiamo lo sguardo è pur sempre una competizione sportiva, una tra le tante, non c'è niente che lo leghi a una qualsiavoglia disciplina in grado di giustificare una laurea. Il tuo discorso, scusa, non ha senso, c'è gente pur laureata che non sa fare un caxxo come ci sono tantissimi piloti che in confronto a Rossi sono delle mezze seghe. Come ci sono molti laureati con le palle, dei veri "supercampioni" se ti piace il termine. E quindi? A ognuno il suo campo, mi sembra normale. Facile confrontare Rossi "il supercampione" con "quelli che si rubano la laurea", cioè i "supermediocri". Facile, bravo, giusto per mettere le mani avanti e trovare un trucco per aver ragione. E no, è scorretto amico mio Non starò più a discuterne, per chi fa l'università con ben altri stimoli è lampante che a ognuno devono essere destinate le onorificenze del suo campo senza invadere quello degli altri. Hai speso un sacco di bell eparole per dire che loro "se la meritano più di....", ora però scendiamo dai paragoni che, diciamocelo, ti sei creato per spianarti la strada, ci sono molti che l'università la fanno con passione e se Rossi viene a confrontarsi con loro sul loro campo gli fanno barba e capelli. Però è strano, loro la laurea se la devono cmq guadagnare, un campione del mondo di MOTOCICLISMO (non la trovo la facoltà di motogp...) invece può aspettare che gliela regalino. Ah già, ma tanto non vale niente......è solo un premio simbolico..... ...oltre al danno pure la beffa..... p.s. sulla frase della "comunicazione sono loro" (ma quando mai, forse per chi recepisce tutto quello che gli passano passivamente, chi invece vuole un rapporto attivo si indirizza da solo verso ben altra comunicazione e ben altra cultura, quella vera) ha già riassunto tutto samu76, ma se per te è più importante quanto si comunica rispetto a cosa, ok, in bocca al lupo, io la penso diversamente e non poco. Ho la sensazione che tu te la sia presa forse da fan di Rossi più che dal resto, se così fosse ti dico subito che è il caso che rileggi serenamente tutto dall'inizio, io tifo Rossi e anche per me è un superpilota, un superPILOTA, non un "superuomo" Ultima modifica di BadMirror : 07-06-2005 alle 13:42. |
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#23 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: PD
Messaggi: 12023
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In cosa consiste il corso di laurea in Comunicazione Sociale ? Consiste nell' occuparsi di pubblicità , di moda , di marketing , e anche di : Quote:
Per come la vedo io , nel contesto della Comunicazione Sociale i signori citati sono dei geni , pur non essendo professionisti come quelli che creano popstar o trasmissioni come quelle di sopra . E' questo che secondo me non avete capito , se esiste un corso di laurea che si occupa di come creare fenomeni mass-mediatici , bolle di sapone e pubblicità , nessuno merita la laurea più di loro , se invece secondo voi i corsi di laurea dovrebbero occuparsi di cose serie avete semplicemente sbagliato bersaglio . Quote:
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Certe persone non le digerisco "È solo quando una zanzara si posa sui tuoi testicoli che impari che la violenza non risolve tutti i problemi" |
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#24 |
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Moderatrice
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Vatican City *DILIGO TE COTIDIE MAGIS* «Set me as a seal on your heart, as a seal on your arm: for love is strong as death and jealousy is cruel as the grave.»
Messaggi: 12406
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Una laurea honoris causa a Rossi? Beh, è un'idea buffa e tutto sommato innocua, sono ragionevolmente certa che Rossi per primo l'ha presa come una goliardata e un'occasione per fare un po' di casino indossando il tocco accademico al posto del solito cappellino.
Chi ci fa una magra figura è il rettore dell'ateneo coinvolto, che ha acconsentito ad abbassare il titolo rilasciato dalla sua università fino al livello di barzelletta, di cosa da ridere. Gli studenti, a mio avviso, possono dormire sonni tranquilli, perché un Valentino Rossi provvisto di laurea ha, come dottore, la stessa credibilità che ha come astronauta il nipotino di un mio caro amico e collega, al quale ho portato in regalo, di ritorno dagli USA, un pigiamino a forma di tuta spaziale delle missioni shuttle. Certo, la faccenda in sè è priva di senso, è come se un bel giorno il comitato olimpico decidesse di conferire a Rubbia la medaglia d'oro honoris causa per l'inseguimento individuale perché lui dà a tutti il buon esempio recandosi in facoltà in bicicletta. Tuttavia, se proprio vogliamo farne una questione di principio, direi che è più ragionevole arrabbiarsi perché un rettore di un'università italiana ha fatto la figura della persona priva di buonsenso e disposta a svendere l'immagine dell'ateneo in cambio di un po' di notorietà. Per il resto, non credo che sia vero che la laurea conferita dall'università in questione abbia perso valore: se il nostro rettore concedesse il titolo di ingegnere energetico honoris causa a Beppe Grillo si direbbe che il rettore è un pirla, non che lo sono i nostri laureati! Tutt'al più, questo sì, dovrebbero infuriarsi le persone che hanno ricevuto una laurea ad honorem per effettivi meriti sul campo...
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«Il dolore guida le persone a distanze straordinarie» (W. Bishop, Fringe)
How you have fallen from heaven, O star of the morning, son of the dawn! You have been cut down to the earth, You who have weakened the nations! (Isaiah 14:12) |
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#25 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2001
Città: Chicago, IL (USA)
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IMHO fate troppo puzzo per nulla, é un'onoreficenza e nulla più ha solo valore simbolico come una targhetta o una medaglietta, non é che domanì Vasco con quella laurea va a cercare lavoro e si vanta di averla presa...mah alle volte non capisco perché si debba cercare la polemica su tutto (non me ne voglia chi non la pensa come me, ho iniziato con un IMHO
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Senza lilleri e un si lallera |
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#26 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 1999
Città: Firenze
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edit: vedi sotto
Ultima modifica di BadMirror : 08-06-2005 alle 08:53. |
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#27 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 1999
Città: Firenze
Messaggi: 1334
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La laurea non ha perso valora, ma, almeno per me, ha perso valore l'istituzione stessa, che il rettore rappresenta. Il punto è questo, l'univ ha deciso di farsi pubblicità e hanno scelto un paio di grandi miti che stanno "simpatici" un pò a tutti (chissà se avessero scelto qualcun altro di un pò meno popolare ma ugualmente efficace cosa sarebbe successo). Ma vi sembra che tutto ciò abbia senso? Vi sembra che un ateneo per farsi pubblicità debba investire in queste pagliacciate mediatiche? Ma perchè non spendere i soldi e il tempo, preziosi, in iniziative culturali o anche eventi di altro genere, che possono avere risonanza nazionale e attirare l'interesse di molte più persone? O in un pò di comunicazione diretta con gli studenti, invertendo la tendenza oramai mostruosa alla completa spersonalizzazione, alla completa mancanza del rapporto università/professore/studente? Possibile che il valore di tali iniziative sia così sceso da non interessare neanche gli stessi organi che dovrebbero esistere per tutto ciò? Oramai tutto è uno show, tutto è inquinato dai media e dallo strapotere mediatico ("comunicativo sociale" direbbe cfranco) ed è questo che mi fa incazzare (in senso figurato, non è che sto qui a sbattere pugni, sono abbastanza sereno), certo si può dire "ma si, in fondo non è questa gran cosa, passerà come le altre senza conseguenze", forse sarà che il mio metro è diverso e mi va bene tutto, ma non mi va bene che si giochi con ciò che dovrebbe essere il nostro vanto internazionale, la cultura, in Italia sono nate e si sono sviluppate discipline tra le più alte a livello mondiale e vedere certi teatrini mi rattrista. Mi rattrista anche vedere gente che corre dietro il pezzo di carta o che fa l'univ "tanto per", ma questo è un altro discorso, non si può sempre giustificare una cosa tirandone in ballo un'altra. Ultima modifica di BadMirror : 08-06-2005 alle 08:46. |
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#28 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 1999
Città: Firenze
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La polemica non è nè su Vasco nè sull'altro, è sui modi di farsi pubblicità, soprsttutto per una facoltà di comunicazione sociale, dove a quanto pare insegnano a "svendersi" in maniera furba invece che a promuoversi in maniera intelligente. |
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#29 | ||
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E infatti sottoscrivo parola per parola tutto ciò che hai detto, ma in particolare questo: Quote:
Ad ogni modo, è vero che a molti la cultura semplicemente non interessa, ma è anche vero che tanti ragazzi la perdono di vista per mancanza di comunicatività di chi dovrebbe diffonderla. Quanta gente ho visto, nel mio lavoro di tutor, che stava per mollare gli studi non per scarsa volontà, ma perché non capiva più dove stava andando, cosa stava facendo, perché incontrava certe difficoltà? Tutte persone che hanno ripreso motivazione e passione solo perché hanno trovato qualcuno che li ascoltasse dall'altra parte della cattedra. Alcuni sono addirittura già laureati con ottimi voti. E sottolineo che nessuno di questi ragazzi ha mai chiesto nè ottenuto sconti o trattamenti preferenziali, ma solo risposte alle loro domande.
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#30 | |
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Senior Member
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Già, e mettici anche che basta accendere la tv o aprire un giornale per vedere gente che per grattarsi la pancia viene pagata centinaia di euro al giorno, sportivi che guadagnano milioni, ragazzine che danno il c**o e idem, gente che si iscrive a un quiz sperando di trovare la soluzione dei propri problemi in un pacco.... L'università che ti lascia in mezzo al mare senza darti nessun aiuto ma chiedendo tasse sempr epiù alte, il tasso di disoccupazione, le leggi sul lavoro temporaneo "una botta e via" e tutto il resto. Non mi sorprende che la cultura sia stata messa sotto i piedi, d'altra parte dovresti saper bene che i musei, tanto per citare un esempio, sono da almeno un secolo diventati dei mercati di investimento e evasione fiscale (e grazie agli amici di oltreoceano anche dei veri e propri "circhi itineranti"). E negli altri campi non stiamo messi meglio. Cmq tanto ci capiamo |
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#31 | ||
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Moderatrice
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Quote:
Quello che non capisco e non capirò mai è come si possa ritenersi soddisfatti senza concludere, nella vita, qualcosa che dia soddisfazione personale...soddisfazione, intendo, per essersi fatti il mazzo e aver ottenuto qualcosa in cambio, qualcosa che derivi dal prorpio impegno, dal sudore della propria fronte. Intendiamoci eh, sarei ben felice di essere ricchissima di famiglia o così fortunata da vincere qualche premio che mi consenta di vivere di rendita tutta la vita, ma quello sarebbe solo il punto di partenza che mi permetterebbe di dedicarmi a ciò che mi piace senza dovermi preoccupare di portare a casa uno stipendio. Fare la bella vita perché hai vinto al telequiz o perché sei così bella che ti pagano fior di quattrini per sculettare mezz'ora in tv...sì, bello, ma poi? I tuoi risultati concreti quali sono, cosa hai fatto tu nella vita? Hai avuto culo e basta? Quanto agli sportivi con ingaggi da favola, per carità, loro almeno svolgono un lavoro, si allenano, faticano...è quello che prendono che è smisurato. Eppure sono questi i modelli di persone vincenti che si propinano ai giovani...lo studioso non è cool, al massimo è una macchietta che fa ridere. Il vero furbo è quello che ottiene il massimo senza impegnarsi in niente, meglio ancora se imbrogliando... Gli amici di oltreoceano, poi, per noi provano sentimenti contrastanti...ammirano e invidiano la nostra storia, la nostra arte, i nostri studiosi e i nostri scienziati...ma proprio per questo trovano spregevole il modo in cui calpestiamo tutto ciò... Quote:
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Iscritto dal: Sep 2001
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Badmirror e Christina,
il problema che voi ponete é reale, ma non è certo ne' colpa ne' tantomeno incrementato dalla laurea ai 2 Rossi! E pre la precisione, a Vasco é stata data dallo lulm di Milano, a Valentino dall'Uni di Urbino
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#33 | |
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Cristina, hai ragione, ma c'é anche tanta gente che propio non c'arriva a fare certe cose, a capire certi concetti. Credo che nessuno sia contento di lavorare 8 o 10 ore al giorno in una fabbrica sudicia e con la mensa che fa schifo...tutti sognano un ufficio con il riscaldamento d'inverno e l'aria condizionata d'estate. A non tutti pero', specialmente ora, é permesso avere questo (non ce la fanno i laureati certe volte...). E allora ecco che l'unico modo per svoltare, per cambiare qualcosa, é il culo in un quiz o il fare la velina etc. Certo c'é chi lo fa per dar da mangiare al propio ego, ma credo che mai come adesso da quarant'anni a questa parte molta gente anche con un titolo di studio é consapevole che l'unico modo per non campare di stenti é il culo (in tutti i sensi!
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#34 | |
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a) un figlio di papà b) uno che nonostante la teoria non sa levarsi un dito di... c) uno che nonostante tutto sta lottando per niente, tanto dopo la laurea è uguale d) uno che entrando nel mondo del lavoro alla fine deve essere posto al pari di chi non ha studiato, solo perchè chi già lavora sembra in qualche modo "più maturo" Ti antepongo subito il fatto che sono uno strenuo sostenitore dei meriti personali e che le quattro opzioni di cui sopra si verificano eccome, se uno è più bravo pur non essendo laureato va benissimo che spetti a lui il posto, MA da qui a farne una regola eh no, io che mi sto prendendo una laurea a pesci in faccia non mi ci faccio prendere, il mio migliore amico lavora in fabbrica da anni ma non mi ha mai rinfacciato nulla ne mi ha mai accusato di "non essere utile alla società" quanto lui. Cosicchè devi capirmi, ogni volta che vedo che la "laurea" viene veramente trattata come "un pezzo di carta" sia da chi studia sia da chi amministra lo studio e conferisce lauree a dx e a manca per un ritorno di immagine, un pò mi girano |
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#35 | |
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In primo luogo mi preme precisare che non è vero che "laurea = lavoro comodo, privo di componenti manuali, al caldo d'inverno e al fresco d'estate"...ci sono un mio amico geologo e una mia amica ricercatrice ad agraria che sono sempre in giro per scavi e rilevamenti e faticano fisicamente quanto uno che scarica cassette ai mercati generali...e in più devono anche sorbirsi la parte teorica della questione, formulare studi e modelli, pubblicare articoli...e prendono 800 euro al mese. Fatta questa precisazione...senz'altro è verissimo che non tutti possiedano l'attitudine allo studio. Però ciò non implica che in quel caso l'unica speranza di farsi strada sia un colpo di fortuna! C'è un conoscente di mia madre che si è fatto strada vendendo e comprando immobili...ha iniziato ristrutturando case e ora ha una grossa impresa e si occupa di rimodernare ville, interi palazzi, addirittura castelli...prende un vecchiume, lo trasforma e lo vende, e dalla sua impresa escono alberghi di lusso, sale da banchetti, case per vip. Quest'uomo avrà sì e no la terza media, ma ha saputo sfruttare le proprie capacità. Ecco, è questo, IMHO, che manca oggi...una sana meritocrazia. C'è una grande confusione, non si è più ragionevolmente sicuri di poter raccogliere i frutti del proprio impegno, quindi l'unica alternativa allettante è la strada mordi-e-fuggi, perché è sempre più difficile investire anni del proprio futuro pensando che esiste una probabilità niente affatto trascurabile di ritrovarsi con un pugno di mosche. L'aspetto più grave della faccenda è che questa tendenza, oltre a essere generata automaticamente dalla non-meritocrazia italiana, è esasperata dal fatto che, mediaticamente, il modello della persona "vincente" che viene proposto è quello dell'individuo che ha ottenuto ricchezza e notorietà per culo (le veline vengono scelte tra gruppi di ragazze ugualmente belle, anzi spesso le vincitrici non sono le più belle...i vincitori dei quiz vincono non perché abbiano un bagaglio di nozioni infinitamente superiore agli altri, ma perché vengono estratti per giocare e capitano loro le domande giuste...eccetera) e non perché si è fatto un mazzo così...
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meritocrazia...
ognuno di noi nasce con delle attitudini: chi per lo studio chi per mettere un pallone dove vuole usando i piedi chi con una maggiore sensibilità su 2 ruote chi con una bella voce chi con la capacità di scrivere testi che toccano i cuori sta poi alla abilità (e alla fortuna) di ognuno di noi saperle far fruttare. Quindi la meritocrazia di cui parli in fondo c'é, o forse mi volevi dire che chi ha l'attitudine allo studio dovrebbe guadagnare di più di uno che ha l'attitudine a cantare?
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#37 |
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No, tutto il contrario...probabilmente non mi sono spiegata: non parlavo solo dello studio, ma in generale. Anche perché dire che chi studia di più è il più bravo e il più bello di tutti e deve guadagnare di più sarebbe, chiedo perdono per il termine, una disumana caxxata!
Quello che intendevo dire è che mi sta bene che il "riuscire" dipenda da vari fattori, e che tra questi vi sia anche la fortuna: ma quando la fortuna diventa il solo fattore determinante o quasi, allora le cose non quadrano più. Lo studio è solo uno dei tanti esempi di impegno a lungo termine che si possono fare. Se uno è bravo a cantare, l'impegno vorrà dire esercitarsi a usare sempre meglio la voce e a interpretare canzoni, se un altro scrive bene l'impegno significherà affinare e migliorare il proprio stile. E così via. A questo punto, la meritocrazia significa che ognuna di queste persone dalle diverse attitudini raccoglierà i frutti del proprio lavoro e del proprio impegno. Magari chi è stato fortunato ne raccoglierà un po' di più. Invece, come funzionano spesso e volentieri le cose qui? Chi sono le persone vincenti mediaticamente additate a modello, gli idoli delle folle? Si può scegliere tra: - L'oca giuliva che sculetta in TV, arrivata lì perché scelta in quanto vincitrice nonsisacome del tale concorso, il 75% delle partecipanti del quale erano più belle e spigliate di lei; - Il tipetto insulso che vince un milione di euro al telequiz perché l'hanno sorteggiato per partecipare e casualmente gli hanno fatto le domande che sapeva; - L'imbecille che ha partecipato al reality show di turno, selezionato più o meno casualmente tra i richiedenti; - Lo sportivo che ha avuto la fortuna di avere talento per uno sport i cui professionisti sono strapagati; - Eccetera. D'altra parte, se ti fai il mazzo, non hai alcuna sicurezza di riuscire non dico ad arrivare alla posizione di idolo delle folle o di ricco sfondato, ma nemmeno di tirare a campare...oggigiorno non si può più dire "io sono oggettivamente bravo nel mio lavoro quindi non mi ritroverò mai col sedere per terra"... Sic stantibus rebus, ti credo che la gente non abbia più voglia di impegnarsi, e caso particolare, di studiare (che è appunto un'attività che richiede anni di impegno).
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Il tizio ha tutta la mia comprensione perchè personalmente pure a me ha dato fastidio questa cosa della laura a Rossi, e si badi bene che l'ultimo che deve essere incolpato di ciò è proprio Rossi che non c'entra niente ma di chi gli l'ha voluta conferire.
Tuttavia devo anche segnalare come lo stesso autore della lettera sia scaduto nel becero, gratuito ed inutile insulto a Vasco Rossi la cui, pur essendo anche in questo caso fonte di discussione, la laurea honoris causa in scienze della comunicazione assegnatagli ha comunque un suo senso. Saluti. |
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#39 |
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tra l'altro non sò voi ma, ascoltando tutto il giorno radiodeejay al lavoro, ho notato che stanno facendo un pubblicità mostruosa proprio alla facoltà di scienze della comunicazione di cui tra l'altro mi hanno detto che prima era a numero chiuso mentre ora fanno entrare cani e porci.
Che siano alla frutta? |
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#40 | |
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