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Risultati sondaggio: E' utile costruire il ponte sullo stretto di Messina?
Decisamente si! 46 31.29%
Decisamente no! 85 57.82%
Non so 16 10.88%
Votanti: 147. Non puoi votare in questo sondaggio

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Old 04-04-2004, 02:29   #21
alphacygni
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Originariamente inviato da jumpermax
e poi insomma mi stupisce francamente che il 90% di voi su questo argomento abbia espresso una posizione così netta, dico avete le conoscenze necessarie per poter leggere e capire i dati economici sull'investimento? Tralasciando le questioni tecniche perché credo che non ci siano molti ingegneri edili in grado di illuminarci sulla questione fattibilità è la questione economica quella principale, ma non solo le valutazioni sui ricavi quanto la rilevanza che l'opera può avere sull'economia delle 2 regioni interessate. O siete davvero ben informati o avete sparato la prima risposta che avevate in testa senza considerare la complessità del problema
Non servono dettagliati dati economici, basta un po' di realismo. E' come costruire un mega aeroporto raggiungibile solo in bicicletta, puo' sempre tornare utile ma in maniera alquanto relativa.
__________________
--- --- VENDO AppleCare per Macbook Pro 15"/17" a 200E --- ---
Ho trattato con mezzo forum, per l'altra meta' mi sto attrezzando... tutto ok, tranne con quel diversamente onesto di drwebby
Perditempo di professione: signirr
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Old 04-04-2004, 02:43   #22
GhePeU
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Originariamente inviato da jumpermax
e poi insomma mi stupisce francamente che il 90% di voi su questo argomento abbia espresso una posizione così netta, dico avete le conoscenze necessarie per poter leggere e capire i dati economici sull'investimento? Tralasciando le questioni tecniche perché credo che non ci siano molti ingegneri edili in grado di illuminarci sulla questione fattibilità è la questione economica quella principale, ma non solo le valutazioni sui ricavi quanto la rilevanza che l'opera può avere sull'economia delle 2 regioni interessate. O siete davvero ben informati o avete sparato la prima risposta che avevate in testa senza considerare la complessità del problema

secondo me non è una priorità per il paese e costa molto, quindi la risposta la dò anche senza essere un ingegnere edile

ci sono modi migliori di spendere quei soldi
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Old 04-04-2004, 02:45   #23
jumpermax
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Originariamente inviato da GhePeU
secondo me non è una priorità per il paese e costa molto, quindi la risposta la dò anche senza essere un ingegnere edile

ci sono modi migliori di spendere quei soldi
che sia una priorità per il paese posso essere d'accordo. Ma sui costi? Secondo te l'attraversamento dello stretto ha costo nullo attualmente?
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Old 04-04-2004, 02:49   #24
GhePeU
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che sia una priorità per il paese posso essere d'accordo. Ma sui costi? Secondo te l'attraversamento dello stretto ha costo nullo attualmente?

mi riferivo ai costi del ponte

i costi attuali ci sono, ma penso sia prioritaria una risistemazione delle infrastrutture esistenti (come hanno fatto notare tutti in questo thread)... di una "cattedrale nel deserto" in più se ne fa volentieri a meno
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Old 04-04-2004, 02:57   #25
jumpermax
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Originariamente inviato da GhePeU
mi riferivo ai costi del ponte

i costi attuali ci sono, ma penso sia prioritaria una risistemazione delle infrastrutture esistenti (come hanno fatto notare tutti in questo thread)... di una "cattedrale nel deserto" in più se ne fa volentieri a meno
Fatto sta che le infrastutture esistenti allo stato attuale delle cose non vengono sistemate, non mi sembra insomma che questo progetto possa togliere qualcosa ad un'opera di riqualificazione di cui non si vede traccia. Qua trovate un'analisi dei costi... http://www.astrid-online.it/--le-inf...osti-ponte.pdf
a scatola chiusa (non so che ci sia scritto) quando avrò finito di scaricare la pagina ( ) dirò la mia,...
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Old 04-04-2004, 03:03   #26
jumpermax
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beh abbastanza negativo direi...
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15
=
Conclusioni
Con le considerazioni fino ad ora esposte sono tre le conclusioni che si possono trarre dall’analisi
costi – benefici:
· Analisi economica: l’indicatore di convenienza economica rimane fortemente negativo se
riferito ad uno scenario con concessione trentennale, e solamente con eccezionali condizioni
favorevoli nell’arco di 50 anni, si ha un’inversione del segno
· Analisi finanziaria: i risultati ridimensionano la fiducia che sembra valere per molte opere
pubbliche circa il ruolo della finanza di progetto (ricorso a capitali privati)
· Usi alternativi dei fondi pubblici: nell’ambito di previsioni realistiche dell’andamento
dell’economia e dei traffici, i maggiori benefici sociali si hanno riducendo l’impegno delle
finanze pubbliche e lasciando l’accesso al Ponte soggetto a pedaggio
Nonostante i risultati manifestino un’inesistente validità trasportistica del Ponte sullo Stretto di
Messina la decisione di realizzare questa infrastruttura può prescindere dagli esiti dell’analisi costi –
benefici e considerare la modifica della rete infrastrutturale con il collegamento stabile, come un
intervento animato da altre motivazioni, la cui trasparente giustificazione rimane di esclusiva
competenza politica.
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Old 04-04-2004, 03:49   #27
jumpermax
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Quote:
Le tre anime della sinistra, infrastrutturalista, negativa e possibilista

mario centorrino


Vorrei "dialogare", prendendo spunto dalla nota di Tony Zermo apparsa ieri, sull'atteggiamento della sinistra nei confronti del Ponte. Occorre dire a chiare lettere che questo atteggiamento non è affatto unitario; ci si preoccupa assai poco di confrontare i diversi punti di vista; sembra manifestarsi scarso interesse a convergere verso una posizione di sintesi. Nella quale dovrebbero confluire almeno tre "anime": quella "infrastrutturalista", cui appartiene, ad esempio, Lea D'Antone, citata da Francesco Merlo come esponente di una posizione "intelligente" sul Ponte, espressa, va ricordato, nell'ambito di un non recente numero monografico di una rivista di sinistra che ospitava volutamente un ventaglio di opinioni sul tema dell'attraversamento dello Stretto diverse tra loro. Quella poi "ambientalista" che rifiuta il Ponte considerando negativo il suo impatto ambientale. Ancora, quella "possibilista" che vorrebbe essere convinta sull'efficacia della relativa spesa. Togliamo di mezzo motivazioni contrarie al Ponte poco consone come il rischio mafia e il marchio Berlusconi. Altre motivazioni di dubbio sulla effettiva priorità del Ponte rispetto a differenti obiettivi ritenuti più urgenti (acqua) possono essere superate tenendo conto della natura privata del capitale investito. Alla ricerca di redditività e non di puro riconoscimento sociale.
Ora, il nodo è proprio questo. Se il Ponte fosse realizzato con fondi pubblici si potrebbe argomentare che ci sono ragioni superiori per costruirlo rispetto alle valutazioni che scaturiscono da analisi asettiche costi-benefici. Ma poiché, si dice, la sua messa in opera è vincolata al reperimento di capitali privati, è necessario dimostrare, per attirarli, oltre ogni ragionevole dubbio, la sua capacità di assicurare ricavi ad un tasso superiore a quello di mercato.
In questo momento, una serie di studi (l'ultimo è stato proposto dall'Università Cattolica e dal Politecnico di Milano) negano questa economicità. Sulla base delle proiezioni del traffico, influenzate dal contemporaneo sviluppo delle autostrade del mare, dalle proiezioni al ribasso sulla crescita nei prossimi anni, dal timore che alcune entrate previste nel progetto finanziario (quelle che dovrebbero essere assicurate dal passaggio dei treni) costituiscano oneri insostenibili per il soggetto (la Rfi) che li dovrebbe assumere.
Siamo in un'area fortemente problematica, di fronte a quesiti che possono trovare risposte a seconda delle diverse ipotesi che ispirano modelli di soluzione, ancorché sconcertati per l'ignoranza con la quale tutti noi abbiamo finora sottovalutato gli effetti sul territorio che l'operazione Ponte implica e che abbisognano di interventi piuttosto cospicui per mitigare e risarcire il disagio provocato.
Detto questo, per quanto mi riguarda, mi iscrivo al partito di coloro che vogliono ragionare sulla questione senza impegnarsi in guerre di religione. Con un unico grande desiderio: contribuire, svolgendo il mio ruolo di intellettuale, a che il Ponte sullo Stretto non costituisca né una incompiuta, simbolo del divario meridionale, né una cattedrale nel deserto. Pazienza, se questa professione di fede non mi permetterà di appartenere alla sinistra "intelligente" della quale ha parlato Francesco Merlo nell'articolo che lei cita. Sarebbe assai peggio, in questo momento, avere idealmente in tasca la tessera di una sinistra ipocrita (sulla questione) e cerchiobottista. Che stimo assai meno della sinistra "infrastrutturalista" (la quale sostiene a buon diritto come il futuro del Mezzogiorno sia dipendente dalla costruzione di grandi opere e che proprio verso le infrastrutture bisognerebbe spostare la spesa ora diretta alle industrie per assicurare una crescita di lungo periodo) e di quella "ambientalista", coerente nel difendere valori che giorno dopo giorno sembrano acquistare, di fronte a disastri ecologici e inediti rischi relativi al possibile collasso di reti, sempre maggior rilievo.


Quote:
giovedì 2 ottobre 2003. «SE LA SINISTRA SCOPRE CHE IL PONTE è DI SINISTRA», OPINIONI RAZIONALI DI FRANCESCO MERLO

Un altro passo avanti verso la realizzazione di un'opera di riscatto e di progresso. A dicembre il sì definitivo a Bruxelles
Il progetto del Ponte tra le infrastrutture dell'Ue

BRUXELLES
C'è anche il Ponte sullo Stretto tra i 29 progetti di grandi opere di interesse europeo: si inserisce in un asse ferroviario che va da Berlino a Messina e che sarà completato entro il 2015. Ieri la Commissione Europea ha aggiunto a questo piano, che sarà varato al Consiglio Europeo di dicembre, anche i progetti per l'Ue allargata ad est, tra i quali la ferrovia baltica che entro il 2016, collegherà Varsavia-Kaunas-Riga-Tallin. Tra i 29 progetti prioritari ce ne sono altri che coinvolgono l'Italia, a cominciare dall'aeroporto di Malpensa realizzato nel 2001, o dall'asse ferroviario che collegherà, entro il 2015, Lione-Trieste-Lubiana-Budapest fino alla frontiera dell'Ukraina. Entro il 2015, un altro asse ferroviario collegherà Lione a Genova, Basilea, Duisburg, Rotterdam fino ad Anversa. Ci sono infine le autostrade del mar Baltico o dell'Europa del sud-est che collegherà l'Adriatico allo Jonio al Mediterraneo orientale fino a Cipro, o dell'Europa del sud-ovest tra la Spagna, la Francia, l'Italia.
Romano Prodi Il progetto che comprende la costruzione del Ponte sullo stretto «va dal Brennero a Palermo, e dovrà essere l'Italia a porre su questo progetto enorme, gigantesco, le priorità»: lo ha detto il presidente della Commissione Ue, a margine della presentazione del piano per la crescita approvato dall'Esecutivo europeo. Prodi ha rilevato che l'Italia dovrà porre le priorità «tenendo conto del traffico esistente e potenziale, ma il progetto – ha ribadito – è intero».
Aumento di capitale Il consiglio di amministrazione della Stretto di Messina SpA ha dato il via libera alla prima tranche di aumento di capitale per un importo pari a 307 milioni di euro. Il cda, presieduto da Zamberletti, ha fissato inoltre per il prossimo 10 dicembre il termine per la sottoscrizione delle nuove azioni, insieme con il versamento contestuale dei tre decimi del valore delle azioni sottoscritte. «Dopo l'approvazione da parte del Cipe – ha detto l'amministratore delegato della società, Pietro Ciucci – la decisione odierna ha dato il via libera all'attuazione del piano finanziario messo a punto dalla società per realizzare il Ponte senza contributi pubblici a fondo perduto. È dunque una ulteriore conferma che l'opera è in piena fase realizzativa nel rispetto puntuale dei tempi annunciati».
Francesco Merlo Esordendo su “La Repubblica” il noto opinionista ieri ha dedicato al Ponte il suo pezzo - che non farà piacere alla sinistra ingessata, quella che ha ostacolato il piano energetico: «Fosse pure vero che non c'è convenienza economica, il Ponte sullo Stretto di Messina andrebbe comunque costruito, senza arroganza verso le ragioni dei ragionieri ma con un filo d'ironia, visto che nessuno ha fatto i conteggi alla Torre Eiffel o alla Statua della Libertà ma tutti capiscono che senza Torre e senza Statua a Parigi e a New York ci sentiremmo persi. Solo grazie ai simboli infatti uno spazio dove ci smarriamo diventa un luogo nel quale ci ritroviamo. «Non c'è civiltà che non sia stata edificata attraverso i ponti, non c'è bellezza di città senza ponti, negli Usa come in Portogallo, in Svezia come in Francia, in Scozia come in Australia e in Giappone. Del resto chi fa ponti, in qualche misura diventa pure papa, pontifex, pontefice. Si fanno ponti anche come sberleffo alla natura, quella dei terremoti e quella dei vulcani, e si fanno ponti per dare ordine e bellezza al paesaggio che non è fatto di mitili e di mostri omerici, ma è fatto dagli uomini e dai loro progetti, perché‚ nessun uomo ha mai visto la Terra senza gli uomini. Il Ponte insomma è bello, ed è sempre e comunque sviluppo, è progresso, è darsi la mano, è il binario per il pendolino e per l'Eurostar che si sono fermati a Eboli, è l'adeguamento delle autostrade al flusso di automobili e di camion. Il Ponte sconvolge l'arretratezza del sistema viario perché‚ accelera e parifica. E anche con i bilanci in rosso, il Ponte sarebbe comunque ricchezza, risorse, opportunità straordinarie, nuovi posti di lavoro. Alla fine insomma questo Ponte sullo Stretto è l'opera più bella e più avanzata che l'Italia possa realizzare, è un risarcimento al nostro Sud, ed è - deve essere - un'operazione laico simbolica keynesiana, la fine di un handicap, la fusione di Messina e Villa-Reggio nella Città dello Stretto, come una nuova Costantinopoli. Perciò il Ponte è di sinistra, anzi è quanto più di sinistra si possa fare (non dire, ma fare) oggi in Italia. E infatti, a sorpresa, – sempre secondo Merlo – la sinistra meridionalista sta riscoprendo le ragioni del Ponte sullo Stretto e, senza troppa timidezza, avanzando per riviste e per convegni, si fa ponte verso il Ponte di Berlusconi, vorrebbe spingerlo a passare dal virtuale al reale, posare insieme con lui quella prima pietra prevista nel prossimo mese di maggio, e magari pure sfilargliela di mano, perché‚ i ponti si possono anche discutere, ma poi, alla fine, si fanno, e mai per ragioni contabili, visto che nessuno le ha mai applicate al Ponte di Brooklyn, e si viaggia magnificamente dentro il tunnel che attraversa la Manica, malgrado i bilanci siano ancora drammaticamente in rosso. «E però l'impresa, perfetta per simulazioni, prove e controprove, disegni, grafici e colonne sonore, non può diventare reale senza gli attrezzi politici e culturali, la voglia di potenziare il territorio, e il rischio degli imprenditori privati che, sia pure con il sollievo dei crediti agevolati della Banca Europea (Bei), dovrebbero affrontare il 60 per cento di un investimento che si avvicina ai 6 miliardi di euro. Ed è inutile cercare un punto mediano tra la virtualità catastrofista della sinistra economicista che prevede, testualmente, “un Ponte frequentato solo dai gabbiani” e la virtualità berlusconiana che lo immagina come “una macchina per soldi” capace di “risolvere i più grandi problemi del Mezzogiorno”. Ebbene, che la politica, la cultura politica di sinistra, voglia riscoprire il Ponte, aprirsi, articolarsi e magari da subito riprendersi quel Ponte che aveva fatto sognare i suoi migliori meridionalisti, che la sinistra voglia infilarsi nel progetto Ponte, lo si scopre con gioia leggendo il numero 41 della rivista del neomeridionalismo di sinistra, che si chiama appunto Meridiana e che al Ponte è interamente e variamente dedicata, con un bellissimo saggio introduttivo di Lea D'Antone. Con l'idea dinamica, non scontata, che non esiste il Mezzogiorno ma esistono i Mezzogiorni, dove non tutto è sempre e comunque arretrato, la rivista è marcata Donzelli, editore di tutto rispetto e rivista-manifesto degli storici meridionalisti cinquantenni in cerca del simbolo di una generazione. E difatti leggendola si capisce bene come il Ponte sullo Stretto possa rappresentare, finalmente meglio e più del terrorismo, il simbolo della generazione del Sessantotto. Sono infatti loro che lo vogliono; siamo noi che, giunti alla maturità, vogliamo i ponti mentre prima volevamo dittature e bardature, chiusure e costruzioni anti. Il Ponte per la sinistra italiana potrebbe significare dunque anche il giro di volta della maturità, perché‚ questa generazione del Sessantotto, è ancora alla ricerca del suo simbolo, e il ponte è la conclusione logica di quel percorso, di quell'avventura fatta tutta per rottura di ponti. E la mafia? A Palermo non ci sono ponti, la mafia non è nata né sopra né sotto i ponti. Certo, la mafia c'è e qualsiasi grande investimento corre il rischio della mafia. Ma forse, contro la mafia, non bisogna più investire nel Sud? E non sarebbe, il rinunciare al progresso e allo sviluppo per paura della mafia, la maniera più vile di arrendersi alla mafia? Per alcuni la mafia cresce nella poverà e nel sottosviluppo, per altri nella ricchezza e nello sviluppo, c'è chi la lega al grano e alla terra arida, chi all'arancia e all'acqua. A Gela la mafia è arrivata con l'industria ma a Villalba, Mistretta, Montelepre, Corleone non c'è mai stata industria. La verità – continua nel suo articolo – è che la mafia si combatte con polizia e magistratura, con la pazienza, l'eroismo e il rischio d'impresa che è fatto di innovazione e dunque anche di ponti. I testi di Morale ci insegnano del resto che l'angoscia d'esser nati può diventare forza criminale quando va verso la disoccupazione, o forza propositiva, ergo, quando va verso il lavoro. Infine, e di nuovo, Berlusconi. Si può volere il Ponte che vuole Berlusconi e cominciare a farlo insieme a lui. È questo il solo modo per sottrarlo alla sua ormai proverbiale e furba dabbenaggine, il modo per introdurre garanzie, rapporti con il sindacato, e alla fine fare del progetto Ponte un Parlamento con maggioranza e minoranza, prendere il controllo di una grandiosa operazione che non è solo economica e deve essere gestita da tutta la cultura politica italiana, perché‚ riguarda tutta l'Italia, la simboleggia tutta, Ponte tra le due Italie, tra le due culture, tra le due esigenze. Il Ponte che, come la rivista di Piero Calamandrei, unifica senza confondere, e addirittura rinsalda le identità perché‚ le fa diventare identità aperte contro le identità chiuse che ti fanno orgoglioso e spocchioso, ma non ti portano da nessuna parte. Ecco: il Ponte, per la sinistra, è anche un ponte contro la spocchia, contro la sicumera, contro il complesso di inferiorità coperto di muscoli, il Ponte al posto dei baffi di ferro e dei girotondi, il Ponte per non smarrirsi nello spazio astratto dell'ideologia, nell'Italia-manicomio che, pur di fare un'altra pernacchia a Berlusconi, vorrebbe volare da Scilla a Cariddi con la liana e l'urlo di Tarzan.


Ultima modifica di jumpermax : 04-04-2004 alle 03:53.
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Old 04-04-2004, 04:23   #28
paditora
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MILLE
Ma dai secondo me la storia del ponte sullo stretto è la più grossa cazzata degli ultimi 100 anni.
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Old 04-04-2004, 07:50   #29
badedas
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Io vorrei solo sapere quanti di quelli che sono contrari si sono fatti qualche ora di coda per traghettare.
badedas è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 04-04-2004, 08:29   #30
riaw
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Originariamente inviato da bluelake
Beh, qualche giorno fa hanno fatto una curiosa prova, facendo partire due camion da Livorno diretti in Sicilia, uno via autostrada e l'altro via mare... è stato più veloce quello via mare
Poi, comodità di portare le merci? Passando da dove? Dalla Salerno-Reggio Calabria? Dalla Messina-Palermo? Se ti sentisse un camionista riderebbe come un matto (e nella ditta in cui lavoro carichiamo minimo 2 camion al mese diretti in Sicilia).
Per assurdo, un intensificazione del trasporto via mare avrebbe un vantaggio molto maggiore del ponte sullo Stretto, perché porterebbe un aumento di produttività ed utilizzo dei porti (soprattutto toscani e liguri al nord, oltre a quelli siciliani a sud) che corrisponderebbe poi ad un aumento dei lavoratori impiegati in tali strutture ed una maggior sicurezza per il traffico stradale su quella grande arteria che è la A1 e su quel colabrodo osceno che è la A3...

aggiungiamoci anche un "quando è possibile andare via mare..."
perchè quando c'è il mare bello grosso, il camion viaggia comunque, la nave se ne sta a cuccia nel porto
__________________
La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c'è niente che funzioni... e nessuno sa il perché!
riaw è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 04-04-2004, 08:55   #31
smeg47
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Originariamente inviato da badedas
Io vorrei solo sapere quanti di quelli che sono contrari si sono fatti qualche ora di coda per traghettare.
Le code ci sarebbero anche con il ponte....ci sarebbero i caselli, il traffico sarebbe regolato e non potrebbe superare precise soglie, in caso di forte vento, probabilmente verrebbe momentaneamente chiuso...ecc ecc.....
__________________
...ma non vi danno un po' di dispiacere..... quei corpi in terra senza più calore??
smeg47 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 04-04-2004, 09:39   #32
200011
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Originariamente inviato da bluelake
Beh, qualche giorno fa hanno fatto una curiosa prova, facendo partire due camion da Livorno diretti in Sicilia, uno via autostrada e l'altro via mare... è stato più veloce quello via mare
Poi, comodità di portare le merci? Passando da dove? Dalla Salerno-Reggio Calabria? Dalla Messina-Palermo? Se ti sentisse un camionista riderebbe come un matto (e nella ditta in cui lavoro carichiamo minimo 2 camion al mese diretti in Sicilia).
Per assurdo, un intensificazione del trasporto via mare avrebbe un vantaggio molto maggiore del ponte sullo Stretto, perché porterebbe un aumento di produttività ed utilizzo dei porti (soprattutto toscani e liguri al nord, oltre a quelli siciliani a sud) che corrisponderebbe poi ad un aumento dei lavoratori impiegati in tali strutture ed una maggior sicurezza per il traffico stradale su quella grande arteria che è la A1 e su quel colabrodo osceno che è la A3...
Hai proprio ragione così si fa sviluppo e si creano posti di lavoro nn costruendo un ponte che crea si posti di lavoro ma solo temporanei anzi forse li toglie pensiamo a tutte le persone che oggi lavorano nei traghetti tra Calabria e Sicilia.
Effettivamente per come è fatta l'Italia lo sviluppo di una buona rete ferroviaria e di un sistema di porti ben organizzati in punti strategigi dell'Italia certamente porterebbe un vantaggio maggiore!!!
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Old 04-04-2004, 09:49   #33
LadyLag
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Originariamente inviato da badedas
Io vorrei solo sapere quanti di quelli che sono contrari si sono fatti qualche ora di coda per traghettare.
Io vorrei sapere per quanti di quelli che sono favorevoli, si son fatti il tratto Catania - Agrigento ad esempio e quanto ci hanno impiegato.

Li spendessero per un sistema autostradale che colleghi tutte le province queste migliaia di miliardi.... che se per arrivare a Messina, ci devo impiegare ore, del ponte sullo stretto non me ne faccio proprio nulla.

L.
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Old 04-04-2004, 10:05   #34
LittleLux
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C'è poco da dire, sull'eventuale ponte sullo stretto di Messina, che probabilmente è tecnicamente irrealizzabile con la tecnologia a "campata unica", economicamente svantaggioso, praticamente mancano entrambi i presupposti per imbarcarsi in una qualsiasi opera ingegneristica.

Un discorso serio, piuttosto, sarebbe quello che mi dice come rimettere in sesto la rete viaria e ferroviaria del Sud Italia, e una volta fatto questo, eventualmente studiare anche una soluzione alternativa all'attravesramento dello stretto, che non sia ne il traghetto ne il ponte così come inteso oggi.

ciao

P.S.: ah, jumper, se non ricordo male avevi accennato ai 2 cm l'anno di avvicinamento della Sicilia alla Calabria; detto così, effettivamente, potrebbe essere una cosa insignificante, però noi dobbiamo metterci in un'ottica di lunghissimo periodo, per un'opera del genere, perchè infatti il ponte sarebbe fatto per durare decenni, se non qualche secolo...da qui a 100 anni quei 2 cm saranno 2 m...vedi, se si fosse trattato di allontanamento (cioè di trazione), il problema sarebbe stato tutto sommato di poco conto, 2 m di allungamento su 4/5 km di funi di acciaio sono un niente (l'acciaio come si sa resiste benissimo a trazione), ma qui si parla di compressione, e come si sa, a differenza del calcestruzzo, il metallo lavora male, se compresso...inoltre questo fatto potrebbe indurre fenomeni di risonanza spiacevoli...percui anche uno spostamento insignificante di 2 cm oggi potrebbe diventare pericolossisimo nel futuro neanche troppo lontano.
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Old 04-04-2004, 10:09   #35
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Originariamente inviato da jumpermax
e poi insomma mi stupisce francamente che il 90% di voi su questo argomento abbia espresso una posizione così netta, dico avete le conoscenze necessarie per poter leggere e capire i dati economici sull'investimento? Tralasciando le questioni tecniche perché credo che non ci siano molti ingegneri edili in grado di illuminarci sulla questione fattibilità è la questione economica quella principale, ma non solo le valutazioni sui ricavi quanto la rilevanza che l'opera può avere sull'economia delle 2 regioni interessate. O siete davvero ben informati o avete sparato la prima risposta che avevate in testa senza considerare la complessità del problema
Jumper, è che le motivazione che per lo meno io do quando esprimo il mio parere negativo riguardo al ponte non sono assolutamente nè tecniche nè economiche: sono puramente pratiche e logiche.
Il ponte sarebbe bellissimo... ma fatto adesso resterebbe un ponte senza altri collegamenti, perchè come ti hanno fatto notare anche altri oltre a me, primo non riusciresti ad arrivarci per via delle condizioni disastrose delle autostrade calabresi e secondo una volta passato non arriveresti da nessuna parte, vista la situazione delle infrastrutture siciliane.
E' questo che dico io: sì al ponte, ma una volta che si sia sistemato quello che già c'è e che è prioritario sistemare perchè il ponte diventi funzionale.
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Old 04-04-2004, 11:54   #37
Teox82
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Originariamente inviato da bluelake
Beh, qualche giorno fa hanno fatto una curiosa prova, facendo partire due camion da Livorno diretti in Sicilia, uno via autostrada e l'altro via mare... è stato più veloce quello via mare

Si ma lo Stretto non è lungo 800 km,è una simulazione che non c'entra abbastanza un kakkio quanto è costato poi il trasporto via mare?

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Originariamente inviato da bluelake
Poi, comodità di portare le merci? Passando da dove? Dalla Salerno-Reggio Calabria? Dalla Messina-Palermo? Se ti sentisse un camionista riderebbe come un matto (e nella ditta in cui lavoro carichiamo minimo 2 camion al mese diretti in Sicilia).
Perchè adesso da dove passano?!
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Old 04-04-2004, 12:00   #38
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Originariamente inviato da Teox82
Perchè adesso da dove passano?!
Dalla Salerno-Reggio Calabria e dalla Messina-Palermo, poveracci... col risultato che trasportare un metro cubo di merce dalla Toscana all'Ungheria costa circa 30 euro, dalla Toscana a Palermo ne costa 45 (la distanza sono 600 km. in entrambi i casi)...
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Old 04-04-2004, 12:10   #39
jumpermax
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Originariamente inviato da LittleLux
C'è poco da dire, sull'eventuale ponte sullo stretto di Messina, che probabilmente è tecnicamente irrealizzabile con la tecnologia a "campata unica", economicamente svantaggioso, praticamente mancano entrambi i presupposti per imbarcarsi in una qualsiasi opera ingegneristica.

Un discorso serio, piuttosto, sarebbe quello che mi dice come rimettere in sesto la rete viaria e ferroviaria del Sud Italia, e una volta fatto questo, eventualmente studiare anche una soluzione alternativa all'attravesramento dello stretto, che non sia ne il traghetto ne il ponte così come inteso oggi.

ciao

P.S.: ah, jumper, se non ricordo male avevi accennato ai 2 cm l'anno di avvicinamento della Sicilia alla Calabria; detto così, effettivamente, potrebbe essere una cosa insignificante, però noi dobbiamo metterci in un'ottica di lunghissimo periodo, per un'opera del genere, perchè infatti il ponte sarebbe fatto per durare decenni, se non qualche secolo...da qui a 100 anni quei 2 cm saranno 2 m...vedi, se si fosse trattato di allontanamento (cioè di trazione), il problema sarebbe stato tutto sommato di poco conto, 2 m di allungamento su 4/5 km di funi di acciaio sono un niente (l'acciaio come si sa resiste benissimo a trazione), ma qui si parla di compressione, e come si sa, a differenza del calcestruzzo, il metallo lavora male, se compresso...inoltre questo fatto potrebbe indurre fenomeni di risonanza spiacevoli...percui anche uno spostamento insignificante di 2 cm oggi potrebbe diventare pericolossisimo nel futuro neanche troppo lontano.
Il problema della compressione credo sia ancora meno rilevante dell'allontanamento. Tu ragioni come se tra una sponda e l'altra ci sia una trave di acciaio ma qua stiamo parlando di un cavo: se lo comprimi si incurva ulteriormente ma non crolla di certo. Questi benedetti 2 cm poi come già detto sono credo molto ma molto meno di quelli che si possono avere con l'escursione termica dal giorno alla notte, credi che non venga prevista una tolleranza alle dilatazioni sui ponti?
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Old 04-04-2004, 12:12   #40
jumpermax
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Originariamente inviato da gpc
Jumper, è che le motivazione che per lo meno io do quando esprimo il mio parere negativo riguardo al ponte non sono assolutamente nè tecniche nè economiche: sono puramente pratiche e logiche.
Il ponte sarebbe bellissimo... ma fatto adesso resterebbe un ponte senza altri collegamenti, perchè come ti hanno fatto notare anche altri oltre a me, primo non riusciresti ad arrivarci per via delle condizioni disastrose delle autostrade calabresi e secondo una volta passato non arriveresti da nessuna parte, vista la situazione delle infrastrutture siciliane.
E' questo che dico io: sì al ponte, ma una volta che si sia sistemato quello che già c'è e che è prioritario sistemare perchè il ponte diventi funzionale.
io mi chiedo come mai queste opere non siano mai state fatte. Davvero vogliamo pensare che sarà il ponte ad impedirne la realizzazione?
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