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#21 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2008
Città: Firenze
Messaggi: 13974
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Mac Mini M2 Pro; Apple Studio Display; Logitech MX Keys for Mac; MBA 13" M3; iPod Touch 1st Gen. 8 Gb; iPhone 14 Pro; iPad Air 2020 WiFi 64 Gb, Apple Watch 8... |
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#22 |
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Member
Iscritto dal: Jan 2008
Messaggi: 129
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fact check?
in realtà non è allergia a wi fi, ma effetto nocebo è la stampa italica che non vuole o non riesce a fare il suo mestiere...
http://attivissimo.blogspot.it/2015/09/antibufala-donna-francese-riceve.html |
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#23 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2012
Messaggi: 8922
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un bel processo propagandistico che qualche giudice annoiato ha voluto intraprendere per fare un po' di clamore, tanto sono i contributori che pagano
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#24 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2004
Messaggi: 3032
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#25 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2014
Città: Roma
Messaggi: 953
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C'è poco da ridere e da ridicolizzare...almeno per prudenza!
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Che sia citata l OMS non significa porprio nulla in termini di certezza cu cause ed effetti... Solo a rigor di cronaca anticipo ( in attesa che sia pubblicato ) il commento scritto sull'articolo citato. Paolo Attivissimo: " Ma l'Organizzazione Mondiale per la Sanità e la letteratura medica dicono chiaramente che l'ipersensibilità elettromagnetica non è un fenomeno fisico reale. La pagina informativa dell'OMS spiega che sono stati condotti numerosi studi nei quali persone che si dichiaravano afflitte da questa ipersensibilità sono state esposte, in condizioni controllate di laboratorio, a campi elettromagnetici simili a quelli ai quali attribuivano i propri sintomi. È risultato che queste persone non sono in grado di percepire i campi elettromagnetici più di chiunque altro e che non c'è nessuna correlazione fra sintomi denunciati e presenza di campi elettromagnetici. " Lei ha citato l’ OMS che è stata istituita il 22 luglio 1946. Con l'entrata in vigore del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite nel 07 Aprile 1948, l' OMS iniziò ad operare con obiettivo primario ti tutelare la salute pubblica tramite il progresso della medicina, dei servizi sanitari e delle tecniche di prevenzione. Italia: il d.lgs. 24 giugno 2003, n. 184, recante attuazione della direttiva 2001/37/CE in materia di lavorazione, presentazione e vendita dei prodotti del tabacco, all'articolo 3 stabilisce il tenore massimo in catrame, nicotina e monossido di carbonio delle sigarette, all'articolo 6 si occupa dell’etichettatura, all'articolo 7 impone ai fabbricanti e agli importatori dei prodotti del tabacco di trasmettere ai ministeri competenti l'elenco di tutti gli ingredienti utilizzati nella loro fabbricazione con le relative quantità, e con ulteriori prescrizioni, all'articolo 8 fa divieto dell'uso sulle confezioni dei prodotti del tabacco di diciture quali: «basso tenore di catrame», «light», «ultra light», «mild». Europa: dal 30 settembre 2003, i pacchetti di sigarette devono anche riportare vistose avvertenze sui rischi per la salute.( i famosi messaggi stampati fronte e retro come “ Il fumo uccide” ecc ecc ). Italia: il 10 gennaio 2005 è entrato in vigore il divieto di fumo nei luoghi pubblici con la Legge n. 3 del 16 gennaio 2003, art. 51, pubbli-cata nella Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 genna-io 2003 - Supplemento Ordinario n. 5. Il processo che ha portato ad azioni concrete, basate su prove inconfutabili ( al di la di qualsiasi tentativo prodotto dalle lobbies ) è durato più di 50 anni… per sancire una verità che è constatabile da tutti: quello che prima veniva negato, ora ESISTE! Allora ridurre il tutto a fantasie e a mancanza di prove certe, ALLO STATO ATTUALE, constatate attività di lobbying da parte delle multinazionali per centinaia di milioni di euro ogni anno è, forse, imprudente, non pensa!? Poi, una esperimento degno di produrre risultati ripetibili e quindi verificati e verificabili è quello che riproduce TUTTE le variabili in gioco con le medesime caratteristiche qualitative e quantitative, non solamente quelle “ricreate in maniera similare” ( magari parzialmente nello spazio e nel tempo ) in un laboratorio. Tra l’altro le faccio notare che tutti gli apparati ricetrasmittenti denominati “smartphones” risultano a norma di legge avallata dall OMS, quando utilizzati ad una distanza dal corpo fra i 15 ed i 25 mm…lei parla attaccando il cellulare all’orecchio o mantenendolo “a norma di legge”!? Se lo porta in giro con un distanziale che garantisce la distanza “consigliata” dall OMS? Nella fattispecie di cui sopra, quanti e quali danni sono cagionati ai tessuti esposti ai campi elettromagnetici?! Secondo i produttori di telefonini, nessuno… ma come non fare un piccolo peccato pensando che il conflitto di interessi che connota le loro dichiarazioni, non possa nascondere una verità pericolosa?! |
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