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#21 |
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Iscritto dal: Dec 2005
Città: Calabria - Emilia Romagna
Messaggi: 2554
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che razza di idioti!!!
ma che andassero a lavorare sti disobbedienti del cavolo... (meglio che mi mantengo va... |
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#22 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2000
Città: Roma
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#23 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Messina
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#24 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2002
Città: Nord-Africa e ne vado fiero
Messaggi: 3030
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scommetto che tra i contestatori era presente anche il "mitico" Casarini.
deve essere deprimente avere 40 anni non fare un c...o tutto il giorno e quando ti chiedono "cosa fai?" rispondere "il contestatore". poveraccio
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Non omnia possumus omnes http://www.hwupgrade.it/forum/showth...9#post33407939 |
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#25 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2006
Città: La Capitale
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Se ne vadano a casa loro, non mi sembra che noi andiamo costruendo nostre basi negli Usa.
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#26 | |
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Iscritto dal: Dec 2005
Città: Calabria - Emilia Romagna
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#27 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2006
Città: La Capitale
Messaggi: 776
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Pensa pure a quello che ti pare, per la cronaca non sono l'unico italiano contrario all'esistenza di basi militari straniere all'interno del MIO paese...non si può più esprimere un parere?
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EeePC 900 HD Ciao ~ZeRO sTrEsS~ http://img252.imageshack.us/my.php?i...67large8cq.jpg |
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#28 | |
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Iscritto dal: Oct 2002
Città: Nord-Africa e ne vado fiero
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#29 | |
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Iscritto dal: Aug 2000
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#30 | |
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Iscritto dal: Oct 2002
Città: Nord-Africa e ne vado fiero
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l'armata rossa si fermò a berlino
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#31 | |
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Iscritto dal: Dec 2005
Città: Calabria - Emilia Romagna
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#32 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2006
Città: La Capitale
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E quindi? Mi sembra che l'aiuto datoci all'epoca sia stato ampiamente ripagato, dovremmo continuare a tenerci inquilini in casa a scrocco forever?
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#33 | |
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Iscritto dal: Dec 2005
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#34 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
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Per quanto mi riguarda, le parole di Dalema sono state mitiche: "tanto Vicenza è ricca e può assorbire un migliaio di disoccupati"! Vorrei che lo dicesse in faccia a quel migliaio di persone che lavorano dentro alla base!!
La verità è che sulla vicenda c'è tanta, troppa ignoranza, la gente pensa che da un giorno all'altro arriverà chissà quale orda di soldati USA con aerei, carriarmati e tutto il resto, cosa quantomai errata! I tedeschi si sono addirittura offerti di costruirla con soldi loro la base per gli americani, vorrà dire qualcosa no?! Ma tanto a sentir qualcuno una base con 3000 militari che vivono non porta nemmeno un soldo... Poi sull' atteggiamento di certa gente incivile non commento nemmeno |
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#35 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2000
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#36 | |
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#37 | |
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#38 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2006
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Bravo, ognuno ha le sue preferenze, che ti devo dire...
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#39 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
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Sai non volevo dirtelo, ma fino all'anno scorso noi avevamo preso a nolo una base in Canada (assieme ai Tedeschi e Inglesi) per fare addestramento, date le aree disabiatate presenti in quel luogo, l'anno scorso i canadesi hanno alzato il prezzo d'affitto, noi abbiamo detto o abbassate o ce ne andiamo! E infatti ce ne siamo andati! Scandaloso eh! |
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#40 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Vicenza
Messaggi: 20204
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Usa pronti a traslocare in Germania
L’ultimatum: «Il Governo italiano si decida entro due mesi» di G. M. Mancassola «È molto probabile che il Governo esprimerà un no al progetto americano per il Dal Molin e quindi gli Usa si preparano a traslocare in Germania». Il colloquio riservato con l’ambasciatore americano Ronald Spogli è finito da pochi istanti. La Ford del diplomatico sta ancora sgommando sui sampietrini di corso Palladio, sfuggendo alle contestazioni improvvisate dal fronte del no davanti a palazzo Trissino, quando il sindaco Enrico Hüllweck inizia a raccontare le prime impressioni del faccia a faccia durato quasi un’ora. In un municipio “assediato” da alcune decine di contestatori armati di pentole e fischietti, il capo dell’amministrazione comunale conferma i presagi delle ultime settimane: «Il Governo sta per dire no, quindi la riunificazione della 173a brigata aviotrasportata rischia di avvenire in Germania, dove il Governo tedesco ha offerto una importante proposta agli alleati statunitensi». La visita in municipio è stata il clou del breve tour di Spogli nel capoluogo berico. Atterrato dopo le 12 proprio sulla pista del Dal Molin con il suo jet personale, l’uomo che rappresenta il presidente George W. Bush in Italia è stato accolto dal generale Frank Helmick, che lo ha scortato alla caserma Ederle, dove Spogli ha pranzato e incontrato i vertici militari della Setaf. Nel primo pomeriggio, dopo una visita di cortesia in prefettura, il diplomatico ha incontrato Hüllweck, per poi dirigersi in via Btg. Framarin, nella sede della Banca popolare di Vicenza, dove ha incontrato il presidente Gianni Zonin e alcuni esponenti del mondo imprenditoriale vicentino, fra cui il vicepresidente di Confindustria Vicenza, Michele Amenduni, in rappresentanza del presidente Massimo Calearo. La missione si è conclusa poi nel tardo pomeriggio con il colloquio con la presidente della Provincia Manuela Dal Lago. Al presidente Zonin, Spogli ha ripetuto quello che aveva appena riferito al primo cittadino: gli americani hanno tempi strettissimi, non possono aspettare più di due mesi. Poi dovranno prendere una decisione, che potrebbe anticipare quella del Governo italiano: lasciare Vicenza e riunificare gli Skysoldiers in Germania, dove già si trovano alcuni battaglioni. Rientrato dagli Stati Uniti domenica, Spogli si è subito lanciato nella missione che gli ha affidato Washington: capire quante chances ha il progetto Dal Molin, giocare le ultime carte e altrimenti passare al piano B, ovvero il trasloco nel nord Europa. Dopo il blitz vicentino, l’ambasciatore incontrerà nei prossimi giorni il premier Romano Prodi, a cui ha chiesto un colloquio per uscire dalle ambiguità. La prima domanda che ha fatto al sindaco Enrico Hüllweck è stato un chiarimento sui tempi del referendum: «Da alcuni esponenti del Governo - riferisce Hüllweck - l’ambasciatore aveva avuto notizia che l’esito della consultazione era questione di giorni. Io gli ho precisato che lo avevano male informato. Il referendum è in alto mare e nella migliore delle ipotesi potrà essere effettuato fra otto o nove mesi. A quel punto, mi ha detto che gli Usa non possono attendere così tanto tempo. Al massimo fra un mese o due devono avere delle risposte. Da un lato rischiano di perdere i finanziamenti approvati dal Senato per l’ampliamento della Ederle, dall’altro rischiano di vedersi sfuggire anche l’opportunità offerta dal Governo tedesco, che si è proposto di costruire a assumendosi tutti i costi il nuovo insediamento purché la riunificazione avvenga in Germania». Spogli ha ribadito che sul progetto è stata fatta cattiva informazione: l’insediamento sarebbe soltanto una sorta di «grande dormitorio per soldati senza armamenti né voli aerei». Hüllweck riferisce inoltre che si è detto disponibile a farsi carico di tutte le condizioni poste dal consiglio comunale: «Non avrebbero problemi ad aumentare il budget per superare gli ostacoli. Quello che non possono fare è attendere altri sei o sette mesi. Se il Governo dovesse dire che intende aspettare l’esito di un eventuale referendum, gli americani interpreteranno questa espressione come un no e accoglieranno l’offerta dei tedeschi». La conseguenza, a quel punto, sarebbe «la dismissione della Ederle nel giro di qualche anno», avendo scartato anche l’ipotesi di altre località italiane: troppo costoso costruire una nuova base dalla prima pietra. A questo punto, i riflettori vengono proiettati sul destino della caserma di viale della Pace: «Credo - osserva Hüllweck - che l’appuntamento più importante della visita a Vicenza sia stato l’incontro alla Ederle. Il no del Governo è molto probabile e credo che ai soldati abbia riferito questo, perché considerino l’ipotesi di prepararsi ad andarsene nel giro di un paio d’anni: la tentazione del forcing tedesco è forte». Il sindaco pretende allora garanzie per il futuro dei lavoratori civili della Ederle: «L’ambasciatore ha parlato di oltre mille persone, precisando che è il Governo italiano a doversene occupare. Tuttavia, Spogli mi ha riferito che in un recente incontro il ministro Massimo D’Alema gli ha detto che tanto Vicenza è ricca e può assorbire un migliaio di disoccupati». Il futuro della base E domani il generale parlerà ai lavoratori Tempi molto stretti Nei prossimi giorni Ronald Spogli incontrerà il premier Romano Prodi La visita dell’ambasciatore In un municipio “sotto assedio” colloquio di un’ora con Hüllweck Un altro indicatore del nuovo clima che si respira dentro le mura della caserma Ederle è la riunione convocata dal generale Frank Helmick per domani in tarda mattinata, quando parlerà ai dipendenti civili della base, ai rappresentanti sindacali delle Rsu e agli esponenti del comitato per il Sì al progetto a stelle e strisce. In vista dell’incontro, Roberto Cattaneo, dipendente della Ederle e portavoce del comitato per il Sì, anticipa quali saranno i contenuti del discorso che pronuncerà nel corso dell’assemblea. «Diremo - spiega - che abbiamo già chiesto un incontro ai ministri della Difesa Arturo Parisi e degli Esteri Massimo D’Alema e che abbiamo scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Vogliamo che a Roma si accorgano che non c’è soltanto il popolo delle pentole e dei contrari, ma c’è anche il popolo di chi lavora. Se è vero, come apprendiamo, che il Governo va verso il no, faremo sentire la nostra voce. E se non vorranno ascoltarci, siamo pronti a partire per Roma e a mettere in atto presidi davanti ai ministeri». Il parlamentare vicentino aveva incontrato Spogli già lunedì Fabris: «L’unica alternativa è l’altro lato dell’aeroporto» «L’attuale sito presenta troppi problemi di impatto sulla città» (g. m. m.) «L’unica alternativa possibile è spostare il progetto in un sito più idoneo, come potrebbe essere l’attuale settore militare dell’aeroporto Dal Molin». Mauro Fabris, deputato vicentino, capogruppo dell’Udeur alla Camera, ha ripetuto la sua posizione anche nel colloquio avuto a quattr’occhi con l’ambasciatore americano Ronald P. Spogli lunedì nella sede diplomatica di via Veneto a Roma. Spogli aveva voluto incontrare Fabris per definire il quadro del caso Dal Molin prima di approdare a Vicenza. Come riferisce il parlamentare dell’Unione, il faccia a faccia è stato franco e cordiale, improntato allo spirito pragmatico che piace ad entrambi. Fabris ha esposto all’ambasciatore la sua posizione, peraltro nota da tempo: no a questo progetto pensato per quel sito, sì a possibili alternative meno impattanti. «Credo nella necessità di onorare gli impegni assunti dall’Italia a livello internazionale e con l’alleato americano. D’altra parte - aggiunge - ho sempre sostenuto che il progetto è collocato in una zona sbagliata. Purtroppo la procedura è stata avviata molto prima che si insediasse il Governo Prodi e molto prima che entrasse in carica lo stesso Spogli. Purtroppo, aggiungo, tutta la vicenda è nata male e gestita peggio, prima attraverso i silenzi dell’amministrazione comunale, poi con un ordine del giorno approvato in consiglio comunale che non aiuta il Governo italiano ad assumere decisioni nette». «Gli americani - prosegue il parlamentare berico - attendono da quattro anni e ora sono sorpresi, perché a lungo non hanno incontrato alcuna contrarietà da parte dell’amministrazione comunale, e ora hanno un documento che offre al Governo la possibilità di prendersi tutto il tempo prima di decidere. A questo punto, però, i tempi sono molto stretti». Il numero due nazionale dell’Udeur, poi, conferma i propositi statunitensi di accettare le offerte tedesche qualora non dovessero arrivare decisioni da Roma o le decisioni dovessero essere a loro contrarie: «Di fronte alle lungaggini italiane, c’è questa prospettiva, che desta preoccupazione. Il rischio oggettivo c’è: che la decisione americana di andarsene da Vicenza giunga prima di quella italiana sul sì o sul no al progetto per il Dal Molin. La sensazione, purtroppo, è che non siano state esplorate tutte le alternative, portando i decisori politici fuori dal seminato». «Ormai i tempi sono troppo avanzati per riprendere il discorso dall’inizio - conclude Fabris - anche se credo che l’unica possibilità a questo punto sia spostare l’insediamento sul lato militare dell’aeroporto». Dal Giornale di Vicenza di oggi. Degli scontri manco si parla..boh... Ciaozoaza
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