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Old 22-10-2009, 11:27   #1
fabry1981
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Somalia, pirati tentano assalto a mercantile... E CHE MERCANTILE!!!!

Edizioni on line del Corriere e Repubblica danno la notizia, ma tacciono qualche particolare...

http://www.corriere.it/esteri/09_ott...4f02aabc.shtml


http://www.repubblica.it/2009/10/sez...ercantile.html


L'assalto, al largo delle coste di Madagascar, Kenia o Somalia, a dire dei giornalisti avrebbe interessato il mercantile "Jolly Rosso" della linea Messina... mai sentito?

http://www.ecologiae.com/navi-a-perd...i-tumori/8900/

E a nessuno è tornato il collegamento con le "navi a perdere" calabresi, e gli incroci con la vicenda Ilaria Alpi, che proprio sull'asse somalo aveva concentrato le sue ricerche?

Boh, se secondo voi è normale... mi aspetto di sentire i particolari nei prossimi TG...
E magari conto che a qualcuno venga voglia di curiosare nel carico della nave coraggiosamente scappata al fuoco di bazooka nemici!

AGGIORNAMENTO: Sento in questo esatto momento, dai RAINEWS24 che anche la Motonave "Jolly Smeraldo", sempre della Linea Messina è stata attaccata da "pirati" al largo degli Emirati Arabi".. La stessa Jolly Smeraldo che fu attaccata a fine Aprile al largo delle coste Somale...
La notizia viene ora confermata dal Corriere.

Diavolo, ma allora questi ignoranti pirati ce l'hanno con qualcuno in particolare...

Prego, ricominciare con lo scetticismo...

Ultima modifica di fabry1981 : 22-10-2009 alle 12:11.
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Old 22-10-2009, 11:36   #2
Franco2
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Geniale! Un nuovo modo per smaltire i rifiuti radioattivi: farseli fregare dai pirati somali, dopodichè sono cazzi loro.
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Old 22-10-2009, 11:48   #3
Jacoposki
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guarda che non credo sia la stessa, la Jolly Rosso si è arenata in Calabria del 1990 (con il nome "Rosso", oltretutto, prima si chiamava "Jolly Rosso") e lì è rimasta.

Capita che i nomi vengano riciclati eh.
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Old 22-10-2009, 11:51   #4
ozlacs
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Quote:
Originariamente inviato da fabry1981 Guarda i messaggi
Edizioni on line del Corriere e Repubblica danno la notizia, ma tacciono qualche particolare...

http://www.corriere.it/esteri/09_ott...4f02aabc.shtml


http://www.repubblica.it/2009/10/sez...ercantile.html


L'assalto, al largo delle coste di Madagascar, Kenia o Somalia, a dire dei giornalisti avrebbe interessato il mercantile "Jolly Rosso" della linea Messina... mai sentito?

http://www.ecologiae.com/navi-a-perd...i-tumori/8900/

E a nessuno è tornato il collegamento con le "navi a perdere" calabresi, e gli incroci con la vicenda Ilaria Alpi, che proprio sull'asse somalo aveva concentrato le sue ricerche?

Boh, se secondo voi è normale... mi aspetto di sentire i particolari nei prossimi TG...
E magari conto che a qualcuno venga voglia di curiosare nel carico della nave coraggiosamente scappata al fuoco di bazooka nemici!
ma sarà un altra Jolly Rosso comunque, quella a cui credo ti riferisci, che si arenò ad Amantea nel 90, fu smantellata.
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Old 22-10-2009, 12:03   #5
fabry1981
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beh, guardate che la precisazione è utile agli altri, più che a me...
so benissimo che non si tratti della stessa nave (inteso come scafo), anche se è evidente che si tratti dello stesso armatore, Ignazio Messina, e le analogie nelle foto sono a dir poco sorprendenti..

Quasi si voglia rendere una nave immediatamente riconoscibile, nei porti di destinazione... almeno da far presumere una certa continuità nella gestione delle tratte e dei carichi... o è paranoia?

ricordiamo che sulla "linea Messina" hanno indagato per anni magistratura, commissioni parlamentari, capitaneria e forestale..
i suoi cantieri di la spezia, erano le "rampe di lancio" verso il mediterraneo per rifiuti tossici e radioattivi... e il termine non è scelto a caso, visto che il loro "collaboratore" Comerio si vantava con mezza Europa di poter smaltire rifiuti tossici sparandoli sott'acqua dentro a testate missilistiche!

AGGIORNAMENTO: Sento in questo esatto momento, dai RAINEWS24 che anche la Motonave "Jolly Smeraldo", sempre della Linea Messina è stata attaccata da "pirati" al largo degli Emirati Arabi".. La stessa Jolly Smeraldo che fu attaccata a fine Aprile al largo delle coste Somale...
La notizia viene ora confermata dal Corriere.

Diavolo, ma allora questi ignoranti pirati ce l'hanno con qualcuno in particolare...

Prego, ricominciare con lo scetticismo...

Ultima modifica di fabry1981 : 22-10-2009 alle 12:10. Motivo: Aggiornamento
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Old 22-10-2009, 12:14   #6
Jacoposki
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mi confermi che si tratta dello stesso armatore della Rosso arenata in Calabria nel '90? non si capiva dai messaggi prima.

Se così fosse, ovvio che la faccenda può essere vista sotto un'altra luce.
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Old 22-10-2009, 12:17   #7
cocis
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l'italia esporta la sua creatività .
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Old 22-10-2009, 12:23   #8
fabry1981
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Ragazzi ma stiamo diventando talmente scettici da non riconoscere più l'evidenza?

Allora, Jolly rosso originale: (from Wikipedia): La Jolly Rosso, poi semplicemente Rosso, era una nave della Linea Messina utilizzata, alla fine della sua vita operativa, per trasportare rifiuti tossici. Si arenò il 14 dicembre 1990 davanti alla costa calabra, dopo essere stata in disarmo a La Spezia con un carico di 9532 fusti di rifiuti tossici nocivi recuperati in Libano dopo un'esportazione illegale da parte di aziende italiane.[1] Una lunga inchiesta durata diversi anni si è conclusa nel maggio 2009 con l'archiviazione.[2] La vicenda è stata anche collegata all'assassinio di Ilaria Alpi a Mogadiscio.


Jolly rosso "odierna" : (from Corriere della sera on-line) Stamattina, appena spuntata l’alba, un barchino con a bordo 4 pirati somali ha tentato l’arrembaggio alla Jolly Rosso, nave mercantile battente bandiera italiana, di proprietà della compagnia di navigazione Linea Messina di Genova.

Comunque Google può fornire tutte le risposte, compresi gli innumerevoli articoli de l'ESPRESSO, che soprattutto quattro o cinque anni fa si è interessato particolarmente alla faccenda..
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Old 22-10-2009, 13:16   #9
kpaso
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ahahahaha bellissimo tread

bravo
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Old 22-10-2009, 14:54   #10
fabry1981
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guarda, è solo che rimango di sasso, alla mancanza di pragmatismo, e diciamo pure di ironia, da parte dei nostri giornalisti..

Dopotutto non c'erano proprio gli estremi per qualche collegamento...
dopotutto è di questi giorni il probabile ritrovamento della Cunski... dopotutto le rivelazioni dei pentiti sulle "colline di rifiuti tossici" della Jolly Rosso (vecchia) e sugli interramenti in Basilicata trovano conferma, tutti tirano in ballo la "Ignazio Messina e co." per un motivo o per un'altro, e tu non ti degni nemmeno di dire che, ironia della sorte, la nave attaccata era omonima e batteva la stessa bandiera di quella che si era drammaticamente arenata ad Amantea...

prendiamo per buono che due barchini con quattro pezzenti a bordo, abbiano inseguito un mercantile per due ore, a 470 miglia dalla costa? senza una nave d'appoggio? chi di voi ha navigato sa cosa intendo...

La jolly smeraldo, poi, sembra abbia un bersaglio dipinto sulla murata di dritta!

Questo l'articolo del Secolo XIX sui precedenti della sfortunata portacontainer, con tanto di intervento audio di Ignazio Messina e foto con il (credo) fratello stefano, attuale vicepresidente di Confitarma...
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p...fugge.shtml?hl

io, per dovere di cronaca, mi sento di citare alcuni brani di un'intervista (considerata altamente attendibile) resa da un pentito all'Espresso:

Quote:
Queste inchieste vennero poi suffragate dalle rivelazioni di un pentito della ndrangheta che il settimanale l'Espresso pubblicò. I riferimenti sono abbastanza precisi, così come le responsabilità di persone legate alla mafia locale. Il pentito , parla di sotterramenti ed affondamenti sia nel mare Tirreno che in Basilicata. Il pentito parla degli accordi fatti con la mafia di Cetraro . Testualmente il pentito dichiara: «Io stesso»,dice il boss pentito, «mi sono occupato di affondare navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi. Nel settore avevo stretto rapporti nei primi anni Ottanta con la grande società di navigazione privata Ignazio Messina,( in seguito la società Messina smentirà tutto questo) di cui avevo incontrato un emissario con il boss Paolo De Stefano di Reggio Calabria. Ci siamo visti in una pasticceria del viale San Martino a Messina, dove abbiamo parlato della disponibilità di fornire alla famiglia di San Luca navi per eventuali traffici illeciti. Fu assicurato che non ci sarebbero stati problemi, e infatti in seguito è successo. Per la precisione nel 1992, quando nell'arco di un paio di settimane abbiamo affondato tre navi indicate dalla società Messina: nell'ordine la Yvonne A, la Cunski e la Voriais Sporadais. La Ignazio Messina contattò la famiglia di San Luca e si accordò con Giuseppe Giorgi alla metà di ottobre. Giorgi venne a trovarmi a Milano, dove abitavo in quel periodo, e ci vedemmo al bar New Mexico di Corso Buenos Aires per organizzare l'operazione per tutte le navi. La Yvonne A, ci disse la Ignazio Messina, trasportava 150 bidoni di fanghi, la Cunski 120 bidoni di scorie radioattive e la Voriais Sporadais 75 bidoni di varie sostanze tossico-nocive. Ci informò anche che le imbarcazioni erano tutte al largo della costa calabrese in corrispondenza di Cetraro, provincia di Cosenza. lo e Giorgi andammo a Cetraro e prendemmo accordi con un esponente della famiglia di ndrangheta Muto, al quale chiedemmo manodopera. Ci mettemmo in contatto con i capitani delle navi tramite baracchino e demmo disposizione a ciascuno di essi nell'arco di una quindicina di giorni di muoversi. La Yvonne A andò per prima al largo di Maratea, la Cunski si spostò poi in acque internazionali in corrispondenza di Cetraro e la Voriais Sporadais la inviammo per ultima al largo di Genzano. Poi facemmo partire tre pescherecci forniti dalla famiglia Muto e ognuno di questi raggiunse le tre navi per piazzare candelotti di dinamite e farle affondare, caricando gli equipaggi per portarli a riva. Gli uomini recuperati», si legge nel memoriale, «sono stati messi su treni in direzione nord Italia. Finito tutto, io tornai a Milano, mentre Giuseppe Giorni andò a prendere dalla Ignazio Messina i 150 milioni di lire per nave che erano stati concordati». " So per certo», racconta l'ex boss della 'ndrangheta, «che molti altri affondamenti avvennero in quel periodo, almeno una trentina, organizzati da altre famiglie, ma non me ne occupai in prima persona." Il pentito poi parlerà anche di ciò che aveva fatto in Basilicata. Riferì di una nave che doveva trasportare 500 fusti radioattivi in Somalia : (...) Il fatto è che, secondo i nostri calcoli, nella stiva ci sarebbero stati solo 500 bidoni, e dunque si poneva il problema di dove smaltire gli altri 100. Fu così che decidemmo di procedere con un doppio piano: 500 fusti sarebbero partiti per la Somalia, mentre i rimanenti 100 sarebbero stati nascosti in Basilicata. Per l'esattezza, diedi ordine che fossero trasportati e seppelliti nel comune di Pisticci, in località Coste della Cretagna, lungo l'argine del fiume Vella". (...) "Partecipai direttamente all'operazione, che si svolse tra il 10 e l'11 di gennaio 1987", racconta l'ex boss. "Partimmo con i 40 camion caricati a Rotondella verso le due di notte e un'ora dopo arrivammo con sette o otto di essi al fiume Vella, dove era stata predisposta la buca che fu riempita con i bidoni e poi ricoperta. A preparare la fossa erano stati i macchinari messi a disposizione da Agostino Ferrara, uomo di Musitano che abitava a Nova Siri, il quale procurò anche i fari per illuminare l'area. Nelle stesse ore, gli altri camion proseguivano per il porto di Livorno, dove li aspettava la Lynx e dove finito il lavoro in Basilicata sopraggiunsi anch'io a bordo della mia Lancia Thema con Giuseppe Arcadi. Le fatture con descrizioni false per imbarcare le scorie tossiche e radioattive erano state preparate da un commercialista di Milano, che mi era stato presentato dal commercialista Vito Roberto Palazzolo di Terrasini (oggi latitante), ed erano intestate alla International consulting office di Gibuti. La nave infatti partì da Livorno diretta a Gibuti, ma invece di attraccare raggiunse Mogadiscio. A quel punto, entrò in azione l'appoggio che avevo chiesto al segretario generale della Camera di commercio italo-somala, il quale aveva organizzato camion e manodopera per lo scarico dalla nave e il carico su camion. I rifiuti", si legge, "sono stati portati alla foce morta del fiume Uebi Scebeli, dove sono stati seppelliti alla bene e meglio con gli escavatori reperibili sul posto, in accordo con il capo tribù della zona Musasadi Yalaitow". Tutto il lavoro, racconta l' ex boss, "ci costò 260 milioni, che furono aggiunti al compenso. Quanto ai 660 milioni concordati, provenivano dal conto criptato 'whisky' della Banca della Svizzera italiana di Lugano. Il faccendiere Marino Ganzerla mi diede appuntamento nella stessa Lugano ai primi di febbraio e mi pagò in contanti per conto di Candelieri. Mi consegnò la cifra in dollari, e io inviai 500 milioni di lire alla famiglia di San Luca".
Guardate, saranno tutte combinazioni, ma io da buon ligure tremo all'idea di cosa riusciranno a far transitare da queste parti quando l'avranno finita per il Multipurpose
vedi: http://ricerca.repubblica.it/repubbl...essina-ma.html
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