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Old 30-05-2009, 18:37   #101
Turin
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Il Gladiatore potevano chiamarlo "un Americano a Roma".
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Old 30-05-2009, 19:44   #102
morpheus85
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Del Gladiatore si critica l'inattendibilità storica (personaggi, costumi e luoghi), una marea di piccole inesattezze (come scritte latine sbagliate) e una sceneggiatura banale.

Rimane un film "di presa" perchè ha una buona regia, degli ottimi attori ed è spettacolare e suscita buone emozioni ma se si guarda alla sostanza secondo me è sopravvalutato

soprattutto dal pubblico, la critica si è accorta del mezzo bluff: http://www.mymovies.it/dizionario/re...e.asp?id=29179 e http://www.mymovies.it/dizionario/re...79&morandini=1.
siamo sempre lì.. ogni film viene criticato da chi ne sa di più sull'argomento trattato, quindi abbiamo vigili del fuoco che criticano "Fuoco assassino" (poco fumo, fiamme che "camminano", pompieri senza maschera d'ossigeno..) vari film sui terromoti ( scosse di 10 minuti, faglie che seguono treni, animali che avvertono il sisma ore prima che avvenga..) film sui tornadi (persone che sopravvivono attraversate da venti a 300kmh) film nello spazio (troppi errori da elencare) praticamente in ogni film.

Io non ho letto il libro del sda quindi non ho alcuna critica da avanzare al film e non sono uno storico quindi non ho niente da dire sul gladiatore, sarebbe notevole se i registi rimanessero fedeli alla realtà ma spesso se non esagerano non attirano lo spettatore, cosa che in un film come Titanic invece non avviene perchè è bastato attenersi ai fatti (escludendo ovviamente la storia di contorno..)
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..illusioni, capricci della percezione! Temporanei costrutti del debole intelletto umano che cerca disperatamente di giustificare un'esistenza priva del minimo significato e scopo..
NON TRATTATE CON ironia

Ultima modifica di morpheus85 : 30-05-2009 alle 19:47.
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Old 30-05-2009, 22:19   #103
redsith
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siamo sempre lì.. ogni film viene criticato da chi ne sa di più sull'argomento trattato, quindi abbiamo vigili del fuoco che criticano "Fuoco assassino" (poco fumo, fiamme che "camminano", pompieri senza maschera d'ossigeno..) vari film sui terromoti ( scosse di 10 minuti, faglie che seguono treni, animali che avvertono il sisma ore prima che avvenga..) film sui tornadi (persone che sopravvivono attraversate da venti a 300kmh) film nello spazio (troppi errori da elencare) praticamente in ogni film.

Io non ho letto il libro del sda quindi non ho alcuna critica da avanzare al film e non sono uno storico quindi non ho niente da dire sul gladiatore, sarebbe notevole se i registi rimanessero fedeli alla realtà ma spesso se non esagerano non attirano lo spettatore, cosa che in un film come Titanic invece non avviene perchè è bastato attenersi ai fatti (escludendo ovviamente la storia di contorno..)
Sono d'accordo.
Se il lavoro del regista fosse di essere fedele alla realtà farebbe prima a fare il documentarista.
Il regista (e lo sceneggiatore) deve essere fedele ai personaggi, alla storia e al mondo che crea. Deve creare un universo coerente, non un'imitazione della realtà, che non sarebbe neanche così interessante.
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Old 30-05-2009, 22:32   #104
Wolfgang Grimmer
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siamo sempre lì.. ogni film viene criticato da chi ne sa di più sull'argomento trattato, quindi abbiamo vigili del fuoco che criticano "Fuoco assassino" (poco fumo, fiamme che "camminano", pompieri senza maschera d'ossigeno..) vari film sui terromoti ( scosse di 10 minuti, faglie che seguono treni, animali che avvertono il sisma ore prima che avvenga..) film sui tornadi (persone che sopravvivono attraversate da venti a 300kmh) film nello spazio (troppi errori da elencare) praticamente in ogni film.

Io non ho letto il libro del sda quindi non ho alcuna critica da avanzare al film e non sono uno storico quindi non ho niente da dire sul gladiatore, sarebbe notevole se i registi rimanessero fedeli alla realtà ma spesso se non esagerano non attirano lo spettatore, cosa che in un film come Titanic invece non avviene perchè è bastato attenersi ai fatti (escludendo ovviamente la storia di contorno..)
quando Kharonte parla di sostanza non penso intenda solo l'aspetto realistico del film. Anche 2001 odissea di Kubrick non è realistico ma di certo non manca di sostanza. A me il gladiatore sembra manchi proprio di qualsiasi messaggio che possa portare alla riflessione, insomma è un film di quelli "fighi" (stile 300 altra americanata) con battutine e scene ad effetto e con un retrogusto drammatico ma nulla più. Almeno secondo me. Arancia meccanica mi ha cambiato la vita pur essendo, in un certo senso, poco realistico, il gladiatore invece mi ha solo annoiato.
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Old 31-05-2009, 09:21   #105
morpheus85
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quando Kharonte parla di sostanza non penso intenda solo l'aspetto realistico del film. Anche 2001 odissea di Kubrick non è realistico ma di certo non manca di sostanza. A me il gladiatore sembra manchi proprio di qualsiasi messaggio che possa portare alla riflessione, insomma è un film di quelli "fighi" (stile 300 altra americanata) con battutine e scene ad effetto e con un retrogusto drammatico ma nulla più. Almeno secondo me. Arancia meccanica mi ha cambiato la vita pur essendo, in un certo senso, poco realistico, il gladiatore invece mi ha solo annoiato.
A me il gladiatore ha emozionato, musiche fantastiche e buonissima trama, riguardarlo non mi da problemi di noia.

300 invece mi sembra molto diverso, con più azione, bello ma non eccezionale.
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Old 31-05-2009, 10:21   #106
Fabryce
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il primo no, il colpo di scena finale è stato geniale.
Al di là di questo il film è di una vuotezza impressionante...


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Rimane un film "di presa" perchè ha una buona regia, degli ottimi attori ed è spettacolare e suscita buone emozioni ma se si guarda alla sostanza secondo me è sopravvalutato
Esattamente.... è solo spettacolo visivo ed è anche un pò "furbetto"..
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Old 31-05-2009, 12:44   #107
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Old 31-05-2009, 13:01   #108
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Ha preso a prestito da molti generi grezzi li ha ripuliti, messi a nuovo, artisticamente incorniciati e con qualche trovata geniale, una attenzione particolare ai personaggi un acuto senso estetico ha fatto un film che è vero cinema: una iperbole della realtà.

Leggi queste critiche per avere un idea:

Kill Bill Volume 1:

Spoiler:


Prolisso e geniale. È tornato Quentin. La lunga e snervante attesa è finalmente finita ed il “suo” quarto film (o meglio la prima parte del suo quarto film) scorre sullo schermo. Già dai titoli di testa, i fan si tranquillizzano: l’elenco dei personaggi in stile lista della spesa, il primo piano del volto tumefatto dell’attrice con uno sparo e relativa dissolvenza in nero ci dimostrano che “colui che era conosciuto come genio” (da molti), è tornato brillante come un tempo.
Kill Bill è stancante, una piacevole fatica per lo spettatore che dovrebbe rivedere alcuni momenti in slowmotion o più volte per apprezzarli appieno. La struttura stessa del film, a episodi con continui flashback tra passato e presente disorienta e stordisce. Tarantino inonda letteralmente ogni scena di forma e contenuti: occhiali da sole disposti in ordinate file sul cruscotto d una macchina, aerei di plastica che volano su scene di cartapesta, tute gialle indossate da Bruce Lee, alluci mobili, occhi cerulei e tanto, tantissimo sangue. Kill Bill è un Helzapoppin. Ed il gusto per la battuta spiazzante, per l’umorismo cinico e beffardo è rimasta la stessa.
Se Jackie Brown voleva essere un omaggio al Blaxploitation, Kill Bill è exploitation puro e semplice. Quentin si circonda di un team che sa il fatto suo e spende parecchio: il risultato si vede. Non un’inquadratura fuori posto, non un movimento di camera infelice. Kill Bill, formalmente si avvicina alla perfezione. Gli anni hanno permesso di affinare una già ottima tecnica.
La brillantezza di Tarantino è palesemente dimostrata anche dall’attenzione che il regista-spettatore mostra verso le tendenze cinematografiche che hanno dimostrato maggiore dinamismo negli ultimi anni, in primis l’animazione. Vero e proprio film nel film, i venti minuti firmati I.G. Production, che raccontano la tragica infanzia di una delle future vittime della bionda protagonista, nella fattispecie la strabica Lucy Liu, killer della Yakuza, rappresentano una rara gemma di intensità emotiva e spessore drammaturgico. Le sequenze animate della casa nipponica, oltre ad essere un felicissimo esempio di contaminazione metacinamatografica, dimostrano inequivocabilmente la maturità raggiunta da un mezzo espressivo, troppo spesso bistrattato dal cinema “tradizionale”.
Una grande differenza rispetto alle passate produzioni si nota nella gestione degli attori da parte del regista. Le precedenti opere erano quadri corali in cui era difficile trovare un personaggio smaccatamente preponderante rispetto agli altri (ed infatti clamore suscitò ai tempi la decisione dell’Academy di candidare all’Oscar come attore protagonista Travolta e non protagonista Samuel L. Jackson per Pulp fiction, visto che la presenza sullo schermo era pressoché identica per spessore e minutaggio), in Kill Bill la Thurman, splendida e affascinanante, è in ogni inquadratura, in ogni scena, occupa da sola l’intero schermo e storia. Tarantino ha fatto bene ad aspettarla (il film trova tra le numerose cause del ritardo accumulato, la inaspettata gravidanza dell’attrice all’inizio delle riprese): Kill Bill segna la sua migliore performance di sempre. In ogni caso la presenza di nomi storici del cinema di serie B (ma dove?) come Sonny Chiba e Gordon Liu, nobilità e da spessore e sostanza ad un cast invero un po’atipico e non perfettamente amalgamato (basta con Lucy Liu!!!)
Straordinaria la colonna sonora che spazia da brani dance anni 70 a motivi tradizionali giapponesi, per finire in morbide ballate blues: il giro del mondo in una ventina di pezzi che vanno a comporre un quadro fecondo come quello che accompagnò Pulp Fiction dieci anni fa. Impossibile descrivere appieno il carico di significati alti e bassi che Kill Bill lascia alla libera interpretazione dello spettatore. Se è facile notare un collegamento tra il coma da cui si risveglia la protagonista ed il sonno creativo di Tarantino (entrambi hanno la stessa durata… 4 anni), più sottili sono i riferimenti estetici e filosofi ad una violenza che, pur brutale, assume connotati parodistici e cartooneschi.
Purtroppo però, come e forse più di altri film del regista, Kill Bill soffre in maniera drammatica di un difetto di non poco conto. È troppo lungo, anzi, troppo tirato per le lunghe e la durata di certi segmenti del film, specie la battaglia che porta al primo regolamento di conti (che in questa prima parte del film è l’ultimo in ordine temporale) stanca attori e spettatori. Intendiamoci, le coreografie e l’impatto scenico dei duelli ridicolizzano per intensità ed ferocia le laccate evoluzioni di Matrix et similia ma dopo venti minuti, la misura è colma. Evidentemente in fase di totale autocompiacimento, Tarantino allunga, distorce, plagia situazioni che potrebbero e dovrebbero risolversi con maggiore velocità. Il difetto,evidente, non nuoce però alla valutazione globale del film che de facto è agli stessi, alti livelli di Pulp Fiction. In effetti un altro difetto ci sarebbe: il dover aspettare altri quattro mesi per vedere la fine delle avventure della vendicatrice più determinata della storia del cinema. Ma questa è un’altra storia…
(Quasi) capolavoro.

http://www.mymovies.it/dizionario/re...e.asp?id=34764

Soggetto (con U. Thurman) e sceneggiatura: Q. Tarantino. L'inesorabile vendetta di Black Mamba, killer al soldo dell'invisibile Bill, data per morta nel giorno delle sue nozze in un'imboscata tesa da sadici membri della Deadly Viper Assassination Squad, capeggiata da Bill. Tornata in vita dopo quattro anni di coma, si propone di uccidere uno per uno i suoi aggressori, lasciando per ultimo Bill. Nella 1ª parte ne fa fuori due, Vernita Green e O'Ren. Dopo 6 anni di assenza, Tarantino torna in una storia di vendetta che parte da una resurrezione. Nonostante l'accumulo madornale di uccisioni, squartamenti, decapitazioni e il conseguente fiume di sangue, la morte non esiste in questo film influenzato dall'Estremo Oriente (Giappone nel volume 1, Cina nel volume 2), dal suo cinema, dalla pop art. È come se, distaccandosi da un certo realismo che permea ancora Le iene e Pulp Fiction, Q. Tarantino voglia portare a fondo la sua concezione del cinema “come apoteosi e ‘spremuta’ di generi, summa di citazioni e omaggi” (Alberto Morsiani). Nel suo alambicco distilla anime, kung-fu, cartoon giapponesi, spaghetti-western, teatro d'ombre, action movies di Hong Kong, Opera di Pechino, teatro kabuki, chambara (film di spada giapponesi), wu xa pian (cappa e spada in mandarino), Ennio Morricone e Bernard Hermann. Più che collisione e collusione di due mondi, il reale e l'immaginario, c'è fusione e identificazione: qui la realtà è il cinema. Da notare, infine, che, partito nel 1992 con Le iene, tutto al maschile, Q. Tarantino arriva al 2003 a un film quasi tutto al femminile dove il maschio è un potere malefico da distruggere. Collaboratori di alta classe: Robert Richardson (fotografia); Yohei Taneda, David Wasco (scene); Kumiko Ogawa, Catherine Marie Thomas (costumi); Rza, Lily Chou Chou, D.A. Young (musiche).

http://www.mymovies.it/dizionario/re...64&morandini=1



e qui: http://www.cinefile.biz/kbill1.htm

Kill Bill Volume-2

Spoiler:
Ogni inizio ha una fine.
Stavolta si comincia dalle parti di John Ford, con un esplicito omaggio a Sentieri Selvaggi e si prosegue, con salti spazio temporali e metacinematografici per la via del noir anni '50 e dell'actionmovie orientale dei mitici seventies fino a giungere (eh già) dalle parti di Fist of the North Star. Paura&panico. Ma Tarantino conosce la scuola di Okuto? Pare di sì. E non ce ne sorprendiamo.
Formalmente Kill Bill vol.2 si mantiene sugli altissimi standard del primo tempo/episodio e alterna sapientemente fasi prettamente comiche, come l'allenamento di Uma Thurman con il maestro di arti marziali cantonese, durante il quale il regista delizia la platea con le famose carrellate avanti e indietro della telecamera, tipiche delle produzioni Shaw Brothers anni 70', a momenti squisitamente drammatici come i ricordi, adagiati su un fondale bianco/nero/seppia della sposa promessa e oppressa dalla tragedia che l'ha colpita. Tutti coloro che avevano lamentato la mancanza di dialoghi brillanti nella prima parte del film saranno felici di sapere che lo "stile Tarantino" è stavolta pienamente soddisfatto e la lunga e delirante filippica che Bill fa alla sua killer preferita al termine della pellicola, va a mettersi a pieno merito sul podio occupato dal monologo di Samuel L. Jackson (qui presente in un cameo) in Pulp Fiction e della disquisizione del gruppo di iene sul significato di "Like a Virgin" in Reservoir Dogs.
Indubbiamente uno dei valori aggiunti di Kill Bill 2 è proprio Bill ovvero quel David Carradine, per il quale il tempo sembra essersi fermato. Al suo posto volevano mettere Warren Beatty e ogni amante del cinema di qualità non può che ringraziare San Quentin per la scelta del bolso attore/regista (Beatty non Quentin eh!) di lasciare il posto al mito delle arti marziali, qui in forma smagliante, capace di rubare la scena alla sempre eccellente ed attraente Thurman. La sceneggiatura, specie nelle originalissime forme con le quali elimina i personaggi dalla storia, si attesta come una delle migliori mai scritte da Tarantino che si autocita in almeno una mezza dozzina di occasioni.
L'amore per il cinema in tutte le sue forme è però il vero segno che qualunque spettatore può cogliere ad ogni inquadratura, in ogni fotogramma, un amore che permette a Quentin di firmare almeno due scene memorabili e commoventi che resteranno per sempre nella storia della settima arte: la "resurrezione" dalla sposa dalla sua tomba, con lo struggente sottofondo de "L'Arena" di Morricone ed il confronto, feroce e spietato, di quest'ultima con la risoluta e abbacinante Darryl Hannah che riscatta, in mezz'ora, dieci anni di performance dimenticabili.
Kill Bill 2 è esagerato, sopra le righe, verboso ma mai noioso e andrebbe rivisto più e più volte per apprezzarne ogni dettaglio e sfumatura. L'opera di Tarantino, presa nella sua globalità, è monumentale e straordinaria. Qualcuno, non a torto, l'ha definita la prima grande epopea del nuovo secolo e noi non possiamo che essere d'accordo.
Grazie Quentin, non ci hai deluso.

http://www.mymovies.it/dizionario/re...e.asp?id=35020

La Sposa/Black Mamba porta a termine la sua vendetta contro i responsabili dell'El Paso Texas Marriage Massacre. Prima della finale resa dei conti con Bill, elimina Budd/Sidewinder ed Elle Driver/California Mountain Snake. I 2 film sono consequenziali, le sconnessioni temporali e il citazionismo persistono, ma sono anche radicalmente diversi, quasi contrapposti. Kill Bill Vol. 2 è più parlato; più libero e più d'autore: meno sangue, meno azione, meno coreografie ma più dolore e più amore sino ai confini del melodramma, genere estraneo al regista: la Sposa/Beatrix è anche madre. Q. Tarantino è un trasformista, un nuovo Houdini, che giuoca con gli strumenti stilistici a disposizione, e li usa tutti: colore e bianconero, schermo panoramico e split-screen, montaggio convulso e piano-sequenza. C'è ancora l'omaggio al cinema asiatico col lungo e mimetico flashback sull'addestramento della Sposa alle arti marziali, ma è in funzione della straordinaria sequenza dell'uscita dalla tomba dov'è stata sepolta viva. Il riferimento metacinematografico maggiore sono i ritmi lenti dell'epica western, e non soltanto quelli dilatati di Sergio Leone. Più che un film, Tarantino crea un universo filmico: 2 capitoli, ma potrebbero essere 4 o 40. Nel parlare delle sue imprese criminali Bill ammette: “I overreacted”. Anche se sa fare Jackie Brown, tutto il cinema di Q.T. è overacted, esagerato, tende all'accumulo e alla ridondanza. Almeno U. Thurman e D. Hannah gli devono una riconoscenza senza fine.

http://www.mymovies.it/dizionario/re...20&morandini=1


E qui: http://www.revisioncinema.com/ci_killbill2.htm

Poi riguardateli e ne riparliamo

Fra l'altro il film non è stato un successo di incassi, mi pare abbia poco senso dire che sia sopravvalutato... e a parecchi non piace.


se proprio si vuole parlare di sopravvalutazione in questa sezione del forum, dovremmo focalizzarci sulla (troppa, gargantuesca e indigesta) sopravvalutazione delle proprie capacita' critiche e culturali.
zerotre è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 31-05-2009, 14:11   #109
xxxyyy
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Originariamente inviato da Wolfgang Grimmer Guarda i messaggi
quando Kharonte parla di sostanza non penso intenda solo l'aspetto realistico del film. Anche 2001 odissea di Kubrick non è realistico ma di certo non manca di sostanza. A me il gladiatore sembra manchi proprio di qualsiasi messaggio che possa portare alla riflessione, insomma è un film di quelli "fighi" (stile 300 altra americanata) con battutine e scene ad effetto e con un retrogusto drammatico ma nulla più. Almeno secondo me. Arancia meccanica mi ha cambiato la vita pur essendo, in un certo senso, poco realistico, il gladiatore invece mi ha solo annoiato.
Sono d'accordo.
I roblemi del Gladiatore non sono proprio negli errori in latino o nel fatto che e' poco realistico, sono ben piu' profondi.
xxxyyy è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 01-06-2009, 14:01   #110
NetEagle83
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Letto tutto. Sarò molto sintentico nell'esprimere il mio pensiero, ma ci sarebbero tonnellate di roba da scrivere... allora, in ordine sparso:

1) Di Arancia Meccanica (che, ricordo a tutti, prima di essere un film di Kubrik è un romanzo di Anthony Burgess con una sua storia ben precisa) non capirete nulla se non conoscete un paio di cose (soprattutto la teoria del riflesso condizionato di Pavlov). Il libro (e l'ottima trasposizione cinematografica) sono semplicemente un gioco di scatole cinesi che contengono tanti di quei contenuti che non avete idea... per esempio, lo sapete perchè usano quel linguaggio particolare, contaminato dal russo? Ecco...

2) 300 è un fumetto. Roba per bambini quindi. Pensate a questo prima di lanciarvi in giudizi storici sul film...

3) Il gladiatore... idem come sopra. Roba per bambini...

4) Su LOTR non mi pronuncio perchè odio con tutto me stesso il genere fantasy.
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<<L'arte non è la rappresentazione dei fatti reali, è l'evocazione dei sentimenti che avvolgono i fatti>> (R. Canudo, 1927)

Ultima modifica di NetEagle83 : 01-06-2009 alle 14:03.
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Old 01-06-2009, 15:14   #111
gabi.2437
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Sono indeciso se considerare il messaggio di sopra sarcastico o EPIC FAIL

Dite che ha scritto quelle cose seriamente? No dai non ci credo
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gabi.2437 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 01-06-2009, 15:20   #112
NetEagle83
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Originariamente inviato da gabi.2437 Guarda i messaggi
Sono indeciso se considerare il messaggio di sopra sarcastico o EPIC FAIL

Dite che ha scritto quelle cose seriamente? No dai non ci credo
Parli di me? Che ho detto di così strano?
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Old 01-06-2009, 16:16   #113
Il_Grigio
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2) 300 è un fumetto. Roba per bambini quindi. Pensate a questo prima di lanciarvi in giudizi storici sul film...
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Old 01-06-2009, 16:23   #114
NetEagle83
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Città: Caltanissetta
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Ahhhh, ho capito... avevo dimenticato il thread chilometrico su 300...

Comunque mi sa che avete frainteso: 300 è uno dei miei film preferiti eh... io intendevo che siccome negli intenti ha voluto essere il più possibile fedele al fumetto (dalla fotografia alla caratterizzazione dei personaggi) è fuori luogo fare le pulci alle inesattezze storico/letterarie relative alla battaglia delle termopili... tutto qui. E comunque i fumetti li leggono i bambini di solito eh!

Poi oh... almeno io da bambino vedevo film e leggevo fumetti come quelli... anche peggio a dire il vero...
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Ultima modifica di NetEagle83 : 01-06-2009 alle 16:26.
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Old 01-06-2009, 17:00   #115
Il_Grigio
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a me di 300 frega poco o nulla...
è l'equivalenza "fumetto=roba per bambini" che mi spacca

imho è un'assurdità... i bambini leggono topolino e (quando va bene) qualche fumetto supereroico (e solo i più semplici).
mettiamoci pure qualche manga facile-facile.
credo che già un albo della DC comics sia il limite massimo per un bambino (e mi riferisco a Batman, non certo ad opere come Sandman o altre della Vertigo).

ma il "vero" fumetto, il fumetto serio è ben altro.
e il fumetto in generale non è roba per bambini.

Quote:
Originariamente inviato da NetEagle83 Guarda i messaggi
E comunque i fumetti li leggono i bambini di solito eh!
da edicolante, io vendo più fumetti ad adolescenti/adulti che a bambini.
un bambino, mediamente, cerca riviste con giocattoli in regalo oppure con storielle brevi.

mai visto un bambino chiedermi di Watchmen, dell'Eternauta o di Corto Maltese, sebbene nel mio negozio questi siano tutti in bella vista.
anzi, a malapena si accorgono dei vari Bonelli (Dylan Dog, Tex ecc) e comunque non li comprano.

io stesso leggo una valangata di fumetti, ma al 90% si tratta di opere che un bambino non potrebbe nè capire nè apprezzare.
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Ultima modifica di Il_Grigio : 01-06-2009 alle 17:19.
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Old 01-06-2009, 17:18   #116
NetEagle83
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Tutto condivisibile per carità... ma non sapevo di dover giustificare antropologicamente la differenza tra bambino e adolescente nella fruizione dei fumetti...

Ho peccato di leggerezza, chiedo venia.

Ps. io Dylan Dog lo leggevo a 6-7 anni... e capivo tutto (anche le insifonate di Dylan con le varie clienti! ). Ora, o l'adolescenza comincia prima di quanto credessi, oppure ero precoce io, che ti devo dire...
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Old 01-06-2009, 18:01   #117
Andala
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Old 01-06-2009, 18:12   #118
Il_Grigio
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ot

forse non ci siamo capiti....
i fumetti si leggono ad ogni età, ma i bambini per forza di cose solo limitati a poche opere, la maggior parte delle quali è creata apposta per loro, per venire incontro ai loro gusti.

ora, perchè consideri l'enorme panorama fumettistico come un qualcosa destinato ai bambini?
eppure di questo mondo fanno parte anche opere enormemente complesse... ed altre i cui contenuti sono assolutamente inadatti ad i minori di 50 anni

i Dylan Dog che hai letto sono quelli di Sclavi?
se la risposta è si, allora credo che rileggerli ora non sarebbe la stessa cosa che leggerli a 6-7 anni.
per esempio, un bambino non può apprezzare appieno un "Jhonny Freak": nel migliore dei casi, non ne capisce il lato reale, gli elementi di attualità che invece fanno presa su un lettore adulto.
ti saranno pure rimaste impresse le "insifonate", ma quanto hai colto delle citazioni letterarie/cinematografiche e quanto dei temi di attualità? e quanto peso attribuivi al gusto surreale di Sclavi, al suo presentare gli uomini comuni come i veri mostri?
e parliamo di DylanDog eh?

vabbè, meglio fermarsi che siamo già in OT
se ti va proseguiamo in privato
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Old 01-06-2009, 18:30   #119
gabi.2437
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Parli di me? Che ho detto di così strano?
Più o meno tutti i 4 punti failano pesantemente

Roba per bambini la leggerai te e no, il "fumetto" non è roba da bambini

E "Arancia meccanica" che razza di film è? Ci son dei criminali che vanno in giro a pestar gente, poi ne catturano uno che dopo la "cura" si riprende le botte con gli interessi e alla fine torna com'era prima
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Old 01-06-2009, 19:17   #120
Wolfgang Grimmer
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E "Arancia meccanica" che razza di film è? Ci son dei criminali che vanno in giro a pestar gente, poi ne catturano uno che dopo la "cura" si riprende le botte con gli interessi e alla fine torna com'era prima
ahhhhhh ti meriti una bella cura Ludovico ora
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