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[ARTICOLO FAZIOSO] Così il governo Prodi ha ucciso la crescita !
Pubblichiamo ampi stralci del saggio del professor Luca Ricolfi, presente nel libro «Ostaggi dello Stato - Le origini politiche del declino e dell’insicurezza», edito dalla Angelo Guerini e Associati (euro 7,50). Il libro, curato dal sociologo, è una raccolta di analisi effettuate da sette ricercatori, esperti in sociologia, psicologia, comunicazione ed economia. Una spietata fotografia dell’Italia, reduce da due anni di governo Prodi
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=246005&START=0&2col= Il segnale più negativo è il rallentamento della crescita, iniziato nei primi mesi dell’anno anche «grazie» alla prima Finanziaria del governo Prodi, che fin dall’estate del 2006, con il Documento di Programmazione Economico-Finanziaria, aveva manifestato l’intenzione di correggere l’andamento dei conti pubblici pagando il prezzo di una riduzione del tasso di crescita del Pil (0,3 punti in meno, pari al 20% del tasso di crescita previsto). Un brusco stop allo sviluppo Tutto lascia pensare, però, che il prezzo che l’Italia ha dovuto pagare sia maggiore: la stima di 0,3 punti di Pil di contrazione della crescita è decisamente più bassa di quelle prodotte dai centri di ricerca non governativi, e comunque era basata su un mix di aumenti di imposta e riduzioni di spesa che poi è peggiorato nella versione finale della legge finanziaria (gli aggravi fiscali dovevano coprire un terzo della manovra, ma sono saliti a circa due terzi in corso d’opera). È probabile che quella scelta ci sia costata una decina di miliardi di euro, più o meno le risorse che ora si stanno freneticamente cercando per affrontare la «questione salariale» ed evitare lo sciopero generale minacciato dai sindacati. Al momento (inizio 2008) non si conosce ancora il tasso di crescita del Pil nel 2007 (mancano le stime del 4° trimestre), ma già sappiamo che la produzione industriale è in forte rallentamento, la produttività continua a ristagnare, le aspettative delle imprese per i prossimi mesi non sono buone. Una massiccia pressione fiscale Il secondo segnale negativo riguarda i mezzi che sono stati usati per ridurre il deficit. Certo siamo tutti felicissimi di essere finalmente rientrati nei parametri di Maastricht, ma la vera domanda è: qual è il prezzo che abbiamo pagato per raddrizzare la barca? La risposta è sconsolante. Poiché non si è trovato il coraggio di ridurre la spesa pubblica, si è fatto ricorso alla comoda via degli aumenti della pressione fiscale (di 1,7 punti fra il 2005 e il 2006, di ulteriori 1,1 punti fra il 2006 e il 2007). Il miglioramento dei conti pubblici nel 2007 è stato ottenuto essenzialmente grazie a tre grandi operazioni: l’aumento dei contributi sociali, il conferimento forzoso del Tfr all’Inps, l’aumento selvaggio delle tasse locali. E questo massiccio aumento del prelievo fiscale – come da manuale – ha frenato la crescita e aggravato i bilanci delle famiglie. È triste notarlo, ma i dati dicono che è toccato al governo dell’Unione contribuire a rendere più vero che mai lo slogan che le ha fatto vincere le elezioni: «non riesco ad arrivare alla fine del mese». Famiglie sempre più in difficoltà Un’occhiata alla serie storica dell’indagine Isae sui bilanci familiari mostra che nel 2007 il numero di famiglie in gravi difficoltà economiche ha raggiunto il punto massimo da quando esiste l’indagine (ossia dal 1999). La necessità di ricorrere ai risparmi o far debiti per quadrare il bilancio era aumentata considerevolmente nei primi anni di introduzione dell’euro (specie fra il 2002 e il 2003), poi – nel corso del 2006 – era leggermente diminuita, ma nel 2007 è tornata di nuovo a salire e nella seconda metà dell’anno ha toccato il massimo storico. Troppe spese improduttive L’aspetto interessante di questa vicenda è che questo disastroso risultato, certo non dovuto alla sola azione del governo ma anche – ad esempio – all’aumento dei tassi di interesse sui mutui immobiliari e alla ripresa dell’inflazione, non è stato ottenuto dopo un periodo di stagnazione, o dopo una recessione, ma al termine del biennio più positivo dai tempi della crisi del 2000-2001. La ragione di questo paradosso, a mio avviso, è che fra il 2006 e il 2007 non è solo migliorato il deficit, ma è ulteriormente aumentata l’interposizione pubblica, ossia il grado di intromissione dello Stato nell’economia. Già segnalata come un problema nel Rapporto dell’anno scorso, in cui si rilevava la sua continua ascesa a partire dal 2000, l’interposizione pubblica è oggi uno dei più gravi ostacoli alla crescita dell’Italia. Aumento dell’interposizione pubblica significa, infatti, che una quota crescente di risorse viene sottratta al mercato (ossia alle famiglie e alle imprese) e usata per espandere ulteriormente la spesa improduttiva, con quell’incredibile intrico di sprechi, inefficienze, clientele, abusi (e talora anche truffe) che ormai costituiscono la triste costante della nostra Pubblica Amministrazione. Nel solo 2007, ben due decreti (il Dl 81 di luglio e il Dl 159 di ottobre) hanno aumentato di 12,7 miliardi di euro la spesa pubblica, mentre per il 2008 la Finanziaria dispone un altro incremento di 6,1 miliardi, senza contare le molte spese ulteriori (a partire dai contratti pubblici) non ricomprese nella legge finanziaria, ma che certamente verranno deliberate in corso d’anno. Un welfare costoso e inefficiente Si potrebbe obiettare – e certamente la maggior parte dei politici dell’Unione obietterebbe – che il nostro Stato sociale è incompleto e che l’aumento del gettito fiscale è frutto della lotta all’evasione. La prima affermazione – il nostro Stato sociale è incompleto – è vera e sacrosanta, ma sorvola su due circostanze: a) su quasi 20 miliardi di spesa pubblica aggiuntiva deliberata nel 2007, la frazione che va a un reale completamento dello Stato sociale, basato su principi di universalità e selettività, è minima; la maggior parte degli interventi sono favori, sconti e mance elargite a categorie specifiche, senza requisiti stringenti di bisogno (si pensi, per fare solo due esempi, all’ennesimo super-aumento agli statali o allo sconto Ici esteso ai proprietari con redditi alti), e questo è tanto più preoccupante se si dà qualche credito ai dati che segnalano una crescita delle diseguaglianze sociali; b) il nostro Stato sociale resterà sempre incompleto finché non si affronterà il problema di ridurne le inefficienze e gli sprechi (almeno 45 miliardi di euro all’anno, secondo una stima prudente), e ciò non solo perché ogni spreco significa sottrarre risorse ad altri impieghi utili, ma perché una parte della debolezza dello Stato sociale sta precisamente nel fatto che non funziona, e non funzionando penalizza soprattutto le fasce deboli della popolazione. Chi volesse farsi un’idea dell’entità degli sprechi della Pubblica Amministrazione, nonché della loro distribuzione territoriale, può consultare le tabelle riportate alla fine di Profondo rosso, il nostro Rapporto sul 2005. Le menzogne sull’evasione Quanto alla seconda affermazione – i soldi li abbiamo presi dalla lotta all’evasione – essa è al tempo stesso falsa e spudorata. Falsa, perché le stime condotte da osservatori indipendenti concordano nel dire che il recupero di evasione fiscale del 2006-2007, ammesso che sia diverso da zero, vale pochissimi decimali di Pil, ossia meno della metà della metà delle cifre tante volte sbandierate dal governo («almeno 20 miliardi di euro»). Spudorata, perché se davvero la lotta all’evasione avesse fruttato da subito 20 miliardi di euro, allora il governo avrebbe dovuto onorare l’impegno preso solennemente con gli elettori: restituire ai contribuenti onesti, attraverso significative riduzioni di aliquote (e senza trucchi sulle basi imponibili), il gettito recuperato dai contribuenti disonesti. Una simile misura avrebbe evitato di soffocare l’economia in nome della «lotta all’evasione fiscale». Nessuno si sente sicuro Ma c’è anche un terzo segnale negativo che getta una luce inquietante sull’anno appena trascorso. Fra il 2006 e il 2007 il grado di insicurezza dei cittadini è cresciuto non solo sul versante dell’economia, ma anche su quello dei rapporti sociali. Certo, il ceto politico si fa in quattro per dimostrare agli elettori che la percezione di insicurezza è, appunto, una percezione. Ma gli stessi dati ufficiali mostrano con una certa crudezza che – purtroppo – le percezioni dei cittadini hanno solide radici nella realtà. Nella sezione del Rapporto dedicata ai problemi della sicurezza, abbiamo mostrato che l’indulto, fortemente voluto da tutte le forze politiche (eccetto Lega, An e Italia dei Valori), pare aver determinato un’impressionante crescita dei delitti, sostenuta da un significativo apporto degli immigrati. Questo provvedimento, caparbiamente difeso da Prodi e dai politici dell’Unione anche per ragioni ideologiche (Bertinotti è arrivato ad affermare che esso aveva «un valore pedagogico»), ha creato un vero e proprio baratro fra il governo e l’opinione pubblica, sempre più convinta della micidialità del triangolo indulto-criminalità-immigrazione. L’emblema dei rifiuti in Campania Naturalmente quel che è incredibile non è che il provvedimento sia stato emanato (arrivati a quel punto, era difficile agire diversamente), ma che il nostro ceto politico – in questo campo come in mille altri: pensiamo al problema rifiuti in Campania, con cui si è aperto emblematicamente il 2008 – si mostri sempre così incapace di anticipazione. I problemi sono noti da lungo tempo, se ne conoscono la gravità e la tendenza al deterioramento, ma non si prende nessuna decisione finché non esplodono. A quel punto si interviene semplicemente perché non se ne può fare a meno, ma ovviamente qualsiasi cosa si decida non può funzionare, perché il problema è stato lasciato marcire troppo a lungo e ormai è diventato ingestibile. L’annoso problema delle carceri Nel caso delle carceri il problema esiste da diversi decenni, era tornato alla ribalta giusto pochi anni fa (2003) con il cosiddetto indultino (che aveva liberato una decina di migliaia di detenuti), è riesploso nel 2006 perché nel frattempo quasi nulla era stato fatto per risolvere i tre grandi problemi «a monte»: carceri non degne di un Paese civile, numero di posti insufficiente, processi troppo lenti. Ora la storia si ripete, con il governo che libera oltre 26mila detenuti, non riorganizza la giustizia, non avvia piani straordinari (e accelerati) per la costruzione di nuove carceri e la ristrutturazione di quelle vecchie, litiga disperatamente per mettere insieme un pacchetto di misure per combattere l’illegalità. La gente, nel frattempo, diventa sempre più diffidente nei confronti degli immigrati. |
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Iscritto dal: Aug 2001
Città: Pieve a Nievole (PT), Granducato di Toscana
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io rimango convinto che due anni non possano essere sufficienti per giudicare l'azione di un governo. Quello di Berlusconi l'abbiamo giudicato per 5 anni di lavoro, che lo stesso Berlusconi definì come "pochi"... quindi non può esservi parità di dati per effettuare un confronto imparziale.
Ovvio che di confronti a cazzo di cane in stile "io ce l'ho più lungo" "sì ma il mio è più largo" se ne posson fare a quintali, ma il loro valore è pari allo zero assoluto.
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Quel vizio che ti ucciderà non sarà fumare o bere, ma il qualcosa che ti porti dentro, cioè vivere - Twitter
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Nella bassa: BO - FE
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Famiglie sempre più in difficoltà
Si dal 2000 circa che si va sempre peggio Le menzogne sull’evasione qualsi sono le fonti autorevoli e indipendenti? Non voglio difendere il governo precedente sia chiaro, ma sarei interessato ad avere qualche riferimento Nessuno si sente sicuro Si da parecchi anni sempre in calo. Chi ha tolto soldi alle forze dell'ordine? L’emblema dei rifiuti in Campania Ha circa 15 anni Un welfare costoso e inefficiente Rapporto del 2005?? quindi non ha fatto nulla manco il governo berlusconi? "Stato sociale, basato su principi di universalità e selettività, " sicuramente il governo Prodi è stato molto di aiuto epr lcune categorie, o meglio non ha tenuto il polso duro. Ma il buonismo all'italiana non ha corrente politica, a parte gli amichetti da tenere fuori di galera
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Concluso con: Boso - Fallen Angel - tcianca - sycret_area - carver - serbring - emax81 - Cluk Si chiude una porta.. si apre un portone Ultima modifica di Tefnut : 07-03-2008 alle 12:05. |
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Iscritto dal: May 2002
Città: Pavia.. a volte Milano o Como...talora Buccinasco! Firenze fino al 15/7
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non si capisce perchè quando fa comodo "un governo può fare poco per aumentare la crescita", quando fa comodo il contrario "il governo ha ucciso la crescita"
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"Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia che da una piccola". (Adolf Hitler) "Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre. se sei al duomo ti tirano il duomo". (cit. un mio amico )
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2001
Città: Livorno
Messaggi: 1383
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Ecco perchè non c'è simmetria. Abbassare le tasse è una condizione necessaria ma non sufficiente. Sono convinto che qualunque governo venga il 13 aprile, l'economia andrà peggiorando. Solo che con Veltroni peggiorerà più che con Berlusconi, ma il peggioramento sarà causato soprattutto da una congiuntura internazionale estremamente sfavorevole: - Guerre in corso - Guerre che c'è rischio che esplodano - Altri 2 miliardi di persone si stanno accingendo tutto ad un tratto a consumare come noi, mentre prima consumavano 0. - Prezzo del petrolio I prezzi di TUTTI (dal grano al petrolio) i beni sono inesorabilmente destinati a crescere, perchè Cina ed India stanno facendo in 5 anni quello che noi abbiamo fatto dalla rivoluzione industriale ad oggi. Quindi la domanda di beni è in crescita vertiginosa. Ultima modifica di das : 07-03-2008 alle 12:24. |
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Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 154
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ci sono milgiaia di economisti che cercano di capire il metodo migliore per far crescere un paese, se fosse così semplice abbasserebbero tutti le tasse indiscriminatamente.
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"la scelta giusta non è sempre la più saggia,ma è quella che non porta con sè rimpianti" . pietro84 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Milano
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Scusate ma qui sembra che durante il governo Berlusconi si navigasse nell'oro, quando invece è stato proprio lì che si è iniziato a stare male. Quella di adesso è solo una punta dell'iceberg, ma chissà come mai fino a due anni fa di tutto l'iceberg sott'acqua l'amico Giordano e Fede non ne parlavano. Che non si arriva alla fine del mese è già abbondantemente da 3-4 anni. Per non parlare della crescita ridicola del Pil durante gli anni di governo di Berlusconi, in cui i dati degli ultimi due anni sarebbero stati grasso che cola. La pressione fiscale durante il governo Berlusconi non era tangibilmente inferiore ad adesso (contrariamente alla propaganda da bar che sento molto spesso), quindi non so cos'altro ci sia da aggiungere.
Ah... già, adesso c'è la ripresa che il governo Prodi ha comunque soffocato, mentre durante gli anni di Berlusconi c'era la crisi. A parte che Tremonti ha impiegato dal 2001 al 2003 a capire che si andava in contro alla crisi (ci sono interviste pubbliche a riguardo), senza prendere adeguate contromisure (così come per il caro euro) e infatti lo silurarono i suoi stessi alleati, per i risultati economici insoddisfacenti. Detto questo l'idea della destra di far girare l'economia, far aumentare i consumi, per far crescere il PIL, fu una ricetta che applicata dal 2004 al 2006 non produsse alcun risultato, poichè il nostro PIL rimase comunque stantio; ce ne siamo dimenticati? L'unica cosa di economicamente rilevante furono i condoni e la svendita (bisogna anche vedere a quali "amici degli amici") di beni dello stato, con cui si cercò disperatamente di far cassa. Non vedo l'ora di rivedere Tremonti in sella, annunciare che vendiamo la Sardegna ai Francesi e risaniamo i conti in questo modo. ![]() Ciao, Alex |
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#8 |
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Iscritto dal: May 2002
Città: Pavia.. a volte Milano o Como...talora Buccinasco! Firenze fino al 15/7
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ah ho capito.
qualunque cosa succeda ha ragione Berlusconi! , anzi
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Iscritto dal: Jan 2001
Città: Livorno
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#10 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Pieve a Nievole (PT), Granducato di Toscana
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Se poi volete continuare a parlare solo per fare ognuno propaganda alla propria parte politica facciamolo pure, ma oggettivamente non si può paragonare un lavoro di cinque anni svolto al 40% (Prodi) e un lavoro di cinque anni svolto al 100% (Berlusconi)
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#11 | |
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Iscritto dal: Jan 2001
Città: Livorno
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Vorrei far notare che Berlusca mosse un'osservazione molto intelligente alla comunità europea: gli investimenti a lungo termine nelle infrastrutture non possono essere conteggiati nella spesa corrente, perchè è chiaro che si ripagheranno tra 10 o 20 anni, ma sono necessari. |
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
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La pressione fiscale è del 42,5% e non del 43,3%
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#13 |
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Iscritto dal: Jun 2004
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Ammettiamo pure che l'articolo dica la verità ma avete visto crescita durante il quinquiennio berlusconi?
Siamo pure stati richiamati dalla comunità europea. Avere conti in sfacelo e crescita comunque zero, preferisco almeno sistemare un pò i conti. E lo dico pur odiando prodi. |
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#14 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Pieve a Nievole (PT), Granducato di Toscana
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"La riduzione del deficit italiano nel 2007 è una notizia molto buona, soprattutto se si considera che la crescita economica è stata più bassa del previsto". Parola del commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, che ha confermato per aprile lo stop della procedura d'infrazione per deficit eccessivo contro il nostro Paese. Il commissario però ammonisce: è l'ora di tagliare il debito. da http://www.tgcom.mediaset.it/tgfin/a...lo402951.shtml , oltre al riconoscimento europeo che si può leggere qui: http://www.agi.it/news/notizie/20080...11127-art.html
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#15 | |
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Iscritto dal: Jun 2004
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Detto questo, e dando per buono quanto scritto da te, ache se ci sarebbe da discutere, parliamo di crescita. Crescita. Quella che non c'è stata, pur con un presidente-imprenditore, quello che ha abbassato le tasse ai benestanti aumentandole a me, eccetera eccetera. Non c'è stata crescita. Con 5 anni e maggioranza schiacciante al governo. |
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#16 | |
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#17 | ||
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Iscritto dal: Jan 2001
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L'osservazione di B. è giusta, una cosa sono la spesa corrente, una cosa sono gli investimenti. Tra l'altro qualche anno prima sforò anche la Germania senza che l'Europa la multasse. |
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#18 | |
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Iscritto dal: May 2004
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congiuntura economica negativa, euro, 11 settembre ecc ecc
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#19 |
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Iscritto dal: Dec 2003
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Ma perché state perdendo tempo a commentare l'articolo?
Il bravo tdi50cv ha già fatto notare che è un articolo fazioso. |
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#20 | |
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Iscritto dal: Jul 2005
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anche la spagna sarebbe ok.
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Tutti gli orari sono GMT +1. Ora sono le: 20:24.











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anche la spagna sarebbe ok.








