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#21 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2002
Città: Patrie dal Friûl
Messaggi: 3779
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Cerbert, puoi citare una fonte attendibile per quanto riguartda la rapida copertura dei costi di ricerca e sviluppo delle industrie farmaceutiche?
Secondo me il nodo è quello, oltre al fatto che scarsi guadagni impedirebbero la continuazione degli investimenti in ricerca. Ma l'alternativa di destinare parte del PIL degli stati ricchi all'acquisto di medicinali da regalare agli stati poveri non è stata presa in considerazione?
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John Donuts |
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#22 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 1999
Città: Firenze
Messaggi: 1334
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Io si e ti ringrazio |
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#23 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2002
Città: Patrie dal Friûl
Messaggi: 3779
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Caspio Samu! Concetti spiegati veramente con chiarezza! Mi trovi d'accordo in linea generale.
Vorrei però porre l'attenzione su una "sottigliezza", e cioè che se per equità tutti gli stati e non solo quelli che ospitano le industrie farmaceutiche devono impegnarsi ad acquistare i medicinali per inviarli ai paesi che ne hanno bisogno, questo "acquisto" va ponderato in maniera tale da non costituire un ingiustificato guadagno dei paesi produttori che si vedrebbero arrivare ingenti somme di denaro dai paesi "acquirenti"... cazzo, mi sa che ho fatto troppo casino, se hai capito cosa volevo dire riformula tu il tutto che scrivi meglio di me
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John Donuts |
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#24 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Messaggi: 719
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Quote:
Tu cosa ne pensi? |
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#25 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Messaggi: 719
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Farmaci ai paesi poveri Alla Wto firmato l'accordo
GINEVRA - Farmaci ai paesi poveri, via libera dalla Wto. Finalmente, dopo innumerevoli rinvii e colpi di scena, i 146 Paesi membri dell'Organizzazione mondiale del commercio hanno formalmente approvato a Ginevra l'accordo sui salvavita (per esempio contro Aids, malaria e tubercolosi). E ora, con l'intesa appena siglata, grazie a specifiche deroghe al diritto sui brevetti, saranno agevolate le importazioni da parte di quei paesi che sono privi di industrie nel settore di farmaci generici a buon mercato.
Grande la soddisfazione del direttore generale dell'organizzazione Supachai Panitchpakdi: "L'ultimo pezzo del puzzle è andato a posto. L'intesa costituisce una prova del fatto che la Wto può anche gestire questioni umanitarie e non solo commerciali. E' stato difficile. Il fatto che i membri della Wto abbiano raggiunto un compromesso su questa complessa questione è la prova della loro volontà. Siamo di fronte ad un accordo storico". L'accordo arriva dopo giorni di complicate e serrate trattative. Con un finale-thrilling. Un'intesa di massima era stata infatti raggiunta nella notte del 28 agosto, ma a un passo dalla firma era clamorosamente saltata. Ora l'approvazione ufficiale del testo è una boccata di ossigeno per i paesi poveri, e un buon viatico per la conferenza ministeriale della Wto in programma a Cancun, in Messico, dal 10 al 14 settembre prossimi. |
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#26 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2002
Città: Patrie dal Friûl
Messaggi: 3779
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Si sa quali i punti cardine di questo accordo?
Sulla possibilità del finanziamento statale sul modello opersource dei medicinali, io personalmente sono molto scettico, nonostante la sign.
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John Donuts |
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#27 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Messaggi: 719
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#28 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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posso capire il fatto che non ci si voglia privare di un proprio brevetto, ma come si giustifica il prezzo di certi medicinali in determinati stati? è giusto lucrare sulla morte del prossimo o sarebbe forse piu' giusto fare accordi internazionali tra stati per imporre un limite ai prezzi di determinati medicinali?
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#29 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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Certo che si può fare.. l'importante è ribadire il criterio generale, e cioè che l'assistenza umanitaria è un'azione comunitaria (a livello di stato per i cittadini, a livello internazionale per gli stati), contro le scorciatoie malsane di chi, magari in buona fede e solo per una mancanza di informazioni, si trova a lottare per qualcosa che chiama -solidarietà- e che invece altro non è che -esproprio forzato-.
Ribadito il criterio generale.. l'applicazione pratica altrettanto equa di questi principi naturalmente va approfondita (immagino già lo sia, e ampiamente, in questi round). I sistemi per trasferire prodotti a prezzo equo con utili ripartiti o senza utili, già ci sono.. sono applicati quotidianamente in tutto il mondo in quasi tutte le attività. Una percentuale imposta del PIL è sicuramente un criterio equo e razionale per suddividere il carico della beneficienza tra stati.. probabilmente ne avranno studiati anche di più adatti e ragionati.. ma appunto, quel che interessa in questa discussione credo siano i principi. Un principio importante da dire, o meglio un fatto, è una cosa che quasi nessuno dice.. perchè fa brutto.. e invece è meglio dirla. Dev'essere chiaro a tutti che l'assistenza umanitaria, il sostegno ai paesi poveri, le medicine.. sono e saranno a carico nostro. Dove nostro significa genericamente "i paesi ricchi". Ma è bene specificarlo meglio: nostro siamo noi, noi cittadini italiani, Cerbert Henry BadMirror io etc. Questa cosa dev'essere chiara.. e spesso non lo è. Quando parliamo di "destinare parte del PIL ai medicinali dei paesi poveri" pensiamo a una qualche astratta riserva inutilizzata, da cui sarebbe invece il caso di attingere. A l contrario, ben più prosaicamente, stiamo parlando di alzare la nostra tassazione ordinaria di 0,5% o 1% o quanto serve.. e destinare il ricavato a quello. Parliamo di un trasferimento netto di risorse dalle nostre tasche a questo tipo di attività. Pagare i medicinali ai paesi poveri significa che ognuno di noi, in relazione alle sue possibilità, pagherà 50 o 100 o quanti sono euro all'anno, in più rispetto a quanto paga adesso, e il ricavato sarà destinato a questa attività. Spesso questo aspetto non è chiaro.. si parla di beneficienza in terza persona, come se esistessero scorciatoie.. come se fosse qualcun altro, oggi cattivo che bisogna convincere a diventare buono e far beneficienza. E' chiaro che quando non si chiariscono queste cose, nascono miti mascherati.. e qualcuno pensa, in buona fede, che "beneficienza" voglia dire far diventare buone le case farmaceutiche.. e si ritrova a chiamare beneficienza l'esproprio forzato di una proprietà. Bisogna chiarire alle persone che -la beneficienza- non sono risorse imprigionate da qualche cattivo in qualche forziere nascosto, ma sono risorse nette aggiuntive da raccogliere tra di noi così come lo sono i contributi previdenziali, l'IRPEF, l'ICI sulla casa e così via. p.s.grazie a te Badmirror |
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#30 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Roma
Messaggi: 661
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Quote:
SaMu (come spesso accade) ha spiegato bene il concetto. Sono contro all'esproprio "legalizzato" dei brevetti di un'azienda. Brevetti che quest'azienda non ha trovato nel giardino ma se li è guadagnati con la ricerca e con gli €. Sono contro, punto e basta. Sulla tesi sostenuta da Cerbert (il brevetto si ripaga dopo 6 mesi) beh...che dire ? vorrei sapere quale è la fonte e come sono state calcolate le spese. Per quanto nè sò io nell'industria farmaceutica più organizzata (quindi poche in confronto al totale) solo 1 ricerca ogni 50 riesce a produrre qualcosa di utile e la strada "cieca" di una soluzione la si vede dopo anni di studi.... Questi costi sono stati considerati ? Perchè se non è così quel dato è semplicemente INESATTO. Se vuoi saperlo sono contro anche alla "beneficenza di stato" ovvero il già citato prelievo coatto sul PIL per comprare aiuti. La beneficenza, se voglio farla, la faccio in privato ma non mi piace nè approvo che lo stato aumenti le tasse a tutti per aiutare qualcuno che dello stesso stato non è parte. Il modello di ricerca "open source" statale mal si coniuga con le esigenze della ricerca moderna. Tenendo presente che i risultati sono già condivisi tra i ricercatori di tutto il mondo attraverso le pubblicazioni specialistiche quello proposto mi sembra solo un altro modo di chiamare la ricerca tolta ai privati (come poi ??) e data agli stati. Gli stati attualmente non possono permettersi i costi della ricerca (e quì ritorniamo all'assunto di Cerbert: se la ricerca non se la può permettere nemmeno un"ricco" stato occidentale siamo sicuri che si ammortizza in 6 mesi ? Questo non è valido solo nella farmaceutica ma in quasi tutte le discipline scientifico-tecnologiche che rendono la nostra vita attuale molto comoda...
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