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#361 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
Messaggi: 2579
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Se poi fossi finito a bruciare poco mi importava. Vedi nella mia vita nel bene o nel male, mi rendo conto, c'è sempre stato un dialogo con Dio. Ovviamente non ve lo dimostro. Se non ci fosse nulla dopo non mi importerebbe per niente, anzi almeno non rischierei di essere cornuto e bastonato. Però ho la consapevolezza che c'è.
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Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione Lippi, perchè non hai convocato loro ? |
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#362 |
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Bannato
Iscritto dal: Dec 2004
Città: Altrove
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La concezione della cosa in sé come volontà porta Schopenhauer ad un radicale pessimismo. Dal momento che la volontà è irrazionale, ciò che noi consideriamo nel mondo ordine e armonia è soltanto illusione. L'ordine della società civile e politica non è che il fragile rivestimento di un'accozzaglia di pulsioni ed egoismi, che non tardano a manifestarsi con effetti prorompenti appena venga meno la forza coercitiva che li trattiene. La storia, ben lontana dall'essere quella progressiva esplicazione del razionale che appariva ad Hegel, è una sequela di irrazionalità e di follie. La stessa ragione, in cui il pensiero illuministico aveva ravvisato lo strumento della trasformazione del mondo, spesso non è che il mezzo per giustificare, dando loro un'apparenza logica, i ciechi impulsi e gli sfrenati egoismi degli uomini. Viceversa, una più onesta considerazione della realtà vede a fondamento di essa un'aspirazione senza scopo che porta ad una eterna ed inconsulta tensione, ad un bisogno che non può mai avere posa duratura. La volontà, in quanto è desiderio di qualcosa che deve ancora essere raggiunto, é privazione, e quindi dolore e sofferenza. Ma quando per avventura l'oggetto della volontà venga conseguito, la soddisfazione non è che momentanea e si traduce subito in noia . Infatti, quando sia placato il bisogno, e con esso la volontà che lo sostiene, la vita, che non è altro che volontà, appare come svuotamento di se stessa e priva di senso. Così l'esistenza è una penosa altalena tra due mali, la privazione e la noia. L'esistenza dell'uomo è caratterizzata dall'infelicità e Schopenhauer dice: Se ad un Dio si deve questo mondo, non ci terrei ad essere quel Dio: l'infelicità che vi regna mi strazierebbe il cuore .
IPSE DIXIT. http://www.filosofico.net/schope5.htm Ultima modifica di Franx1508 : 03-08-2007 alle 16:19. |
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#363 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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http://www.filosofico.net/schope5.htm La concezione della cosa in sé come volontà porta Schopenhauer ad un radicale pessimismo. Dal momento che la volontà è irrazionale, ciò che noi consideriamo nel mondo ordine e armonia è soltanto illusione. L'ordine della società civile e politica non è che il fragile rivestimento di un'accozzaglia di pulsioni ed egoismi, che non tardano a manifestarsi con effetti prorompenti appena venga meno la forza coercitiva che li trattiene. La storia, ben lontana dall'essere quella progressiva esplicazione del razionale che appariva ad Hegel, è una sequela di irrazionalità e di follie. La stessa ragione, in cui il pensiero illuministico aveva ravvisato lo strumento della trasformazione del mondo, spesso non è che il mezzo per giustificare, dando loro un'apparenza logica, i ciechi impulsi e gli sfrenati egoismi degli uomini. Viceversa, una più onesta considerazione della realtà vede a fondamento di essa un'aspirazione senza scopo che porta ad una eterna ed inconsulta tensione, ad un bisogno che non può mai avere posa duratura. La volontà, in quanto è desiderio di qualcosa che deve ancora essere raggiunto, é privazione, e quindi dolore e sofferenza. Ma quando per avventura l'oggetto della volontà venga conseguito, la soddisfazione non è che momentanea e si traduce subito in noia . Infatti, quando sia placato il bisogno, e con esso la volontà che lo sostiene, la vita, che non è altro che volontà, appare come svuotamento di se stessa e priva di senso. Così l'esistenza è una penosa altalena tra due mali, la privazione e la noia. L'esistenza dell'uomo è caratterizzata dall'infelicità e Schopenhauer dice: Se ad un Dio si deve questo mondo, non ci terrei ad essere quel Dio: l'infelicità che vi regna mi strazierebbe il cuore . Non è che siete la stessa persona? ![]() Vedi Mauri che non bacchetto solo te e non c'entra una mia presunta idiosincrasia verso le Sacre Scritture? Lascio parlare voi due ora, avete metodi simili Ultima modifica di lowenz : 03-08-2007 alle 16:20. |
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#364 | |
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Bannato
Iscritto dal: Dec 2004
Città: Altrove
Messaggi: 6229
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ps.la matematica e le tue dotte citazioni sono inventate da te?sei un gXande. Ultima modifica di Franx1508 : 03-08-2007 alle 16:21. |
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#365 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
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#366 |
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Bannato
Iscritto dal: Dec 2004
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#367 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
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E schopenauer come dimostrerebbe queste cose ?
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Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione Lippi, perchè non hai convocato loro ? |
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#368 |
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Bannato
Iscritto dal: Dec 2004
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#369 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
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L'ho detto prima
Tutto quel mio parlare di "linguaggio" è collegato al mio ambito di studio/lavoro cioè l'Ingegneria Informatica e Computer Science, con pesanti innesti di Intelligenza Artificiale e Ingegneria della Conoscenza.....ai quali lego interessi per Epistemologia, Filosofia della Scienza, Storia della Scienza, Filosofia del Linguaggio e perchè no, Filosofia Teoretica. Il thread è vostro, buon preseguimento |
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#370 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
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Così come è un approccio ugualmente soggettivo e arbitrario che la famosa pappetta. Non è che perchè si chiama schopenauer automaticamente i suoi concetti diventano oggettivi e universali.
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#371 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
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preseguimento ? vuol dire seguire stando davanti ?
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Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione Lippi, perchè non hai convocato loro ? |
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#372 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
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#373 | |
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Bannato
Iscritto dal: Dec 2004
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che sono d'accordo con lui.
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#374 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
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Ma mi pare anche giusto perchè alla fine di tutto quello che viene detto o scritto dall'uomo poco o nulla riesce a superare l'onere della dimostrazione, deve essere preso così com'è. Anche le cose più solide si basano su assiomi indimostrabili. Beh io in effetti la penso esattamente al contrario riguardo a quel paragrafo, ovvero, non penso che l'appagamento non sia duraturo. Schopenauer si limita all'oggetto del desierio, per cui se non si ha qualcosa la si vuole e se la si ha ci si annoia. Ma del desiderio in quanto tale ? Ovvero in primis se il meccanismo fosse così semplice allora finiremmo per desiderare tutto quello che non abbiamo, ma è evidente che non è così: io non ho libri di schopenauer ma non li desidero. Allo stesso modo non è detto che se noi riusciamo ad avere l'oggetto del nostro desiderio cominciamo ad annoiarci: potrei andare sempre in moto a correre e sentire l'adrenalina che mi fa stare bene, condizione questa limitata dall'affaticamento, oppure potrei mangiare ogni giorno pizza. Esistono anche desideri che non sono catalogabili come oggetti, ma sono stadi del pensiero, sensazioni, emozioni e come tali di per se non possono giungere a noia: un libro può giungere a noia, ma non il desiderio di leggere. Schopenauer ha dimenticato il concetto di dipendenza.
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#375 | |
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Bannato
Iscritto dal: Dec 2004
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schopenhaer se c'è una cosa di cui parla è proprio il deisderio come brama connessa in vari modi agli aspetti di ogni forma di vita. fai un ripassino e stà più attento. il fatto poi che tu sposti ogni volta il modo per appagare la volontà di vivere,ovvero pizza,moto,topa,e cose varie non fà altro che dare ragione al suo sistema. Ultima modifica di Franx1508 : 03-08-2007 alle 19:18. |
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#376 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
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Praticamente la sostituzione delle verità religiose con verità umane.
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#377 | |
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Bannato
Iscritto dal: Dec 2004
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#378 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
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di fatto è così, tutte le filosofie che tendono ad essere onnicomprensive, tentano di sostituire il reale con un modello ben adattabile, ma non conforme.
Stai attento perchè la ricerca del sapere alla fine diventa solo un tentativo di tenere in piedi il proprio castello, alla fine si commette lo stesso errore del credente: si tiene insieme tutto per fede, anche se questa è un pò diversa da quella religiosa.
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#379 | |
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Bannato
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#380 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
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cmq questo tuo discorso è valido anche per la teologia E' assolutamente arbitrario credere in platone oppure in Dio, esistono persone che ti possono offrire milioni di riscontri (attraverso miracoli, ecc) dell'esistenza di Dio a supporto della teoria. Le uniche persone che non mi piacciono, sia che aderiscano a qualche idea o religione, sono le persone che cercano di crearsi un mondo ideologico a prova di demolizione: queste cercano di colmare le loro insicurezze tramite false sicurezze. Questo atteggiamento per se stesso è deleterio, perchè il giorno in cui cascano le proprie certezze non c'è più nulla che si possa prendere di ciò che è andato in frantumi
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Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione Lippi, perchè non hai convocato loro ? Ultima modifica di giannola : 03-08-2007 alle 21:04. |
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