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Old 09-09-2004, 18:42   #1
majin mixxi
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L'articolo di oggi del Severgnini

Per chi non avesse modo di leggerlo lo posto in quanto mi pare molto interessante a attuale:

Varsavia, aprile 1943. Beslan, settembre 2004. Guardate queste fotografie: due bambini, con le braccia alzate, s'arrendono alla stupida malvagità degli uomini. Nessuno ha detto, ieri, che gli orrori del nazismo non si dovessero mostrare. Alcuni sostengono, oggi, che la mattanza cecena vada invece attenuata. Certe immagini - si legge, si dice - sono troppo crude per essere mostrare sui giornali e in TV. Meglio limitarsi a descrivere, sottintendere, lasciar immaginare. Mi domando, e vi domando: rifiutando lo spettacolo dell'orrore, siamo pietosi oppure chiediamo di non essere (dis)turbati?

Problema vecchio, dirà qualcuno. Problema nuovissimo, invece: perché l'orrore aumenta, insieme alla possibilità di riprenderlo (quando non sono i giornalisti, sono i terroristi). Non c'è solo la scuola in Ossezia. Immagini raccapriccianti arrivano dalle strade di Israele, dal metrò di Mosca, dai cortili bianchi dell'Iraq, dalle stazioni spagnole. Sabato è l'11 settembre. Tre anni fa intorno ai grattacieli d'America sono accadute cose sconvolgenti: uomini bruciati, donne disintegrate, gente che saltava verso la morte in una mattina di sole. Oggi gli americani rifiutano di rivedere quelle scene. Domanda: rigettano la spettacolarizzazione della tragedia, o chiedono l'anestesia del ricordo?

La sensazione è che la barbarie di Beslan abbia segnato un punto di svolta. I media - non solo in Italia - hanno pubblicato immagini che, pochi mesi fa, avrebbero rifiutato. Anche il "Corriere della Sera". La prima pagina del 4 settembre era sconvolgente: in apertura, una fila ordinata di piccoli cadaveri; al centro, un soldato che corre con la sigaretta in bocca, portando in braccio una bimbetta allucinata e seminuda.

La prima reazione - anche la mia - è stata: no. Queste immagini sono intollerabili. Ma poi ho pensato: forse è giusto che contempliamo l'abisso in cui siamo caduti. In passato le stragi, le foibe, i gulag e le fosse comuni non hanno provocato le reazioni che avrebbero dovuto anche perché, in fondo, abbiamo visto poco (talvolta, niente). L'enormità dei campi di sterminio nazisti è apparsa chiara appena qualcuno ha visto cosa succedeva. Le voci e i sentito-dire avevano consentito al mondo di illudersi: forse non è vero, forse non sono capaci di tanto. Erano capaci: di tanto, e di qualcosa di più.

Mi chiedo, e vi chiedo: e se gli uomini, vedendo di quali cose sono capaci altri uomini, uscissero dal torpore? La morte - quella di ieri e quella di oggi - puzza, brucia, scalcia, grida e vomita: non è pulita come un videogioco, anche se qualche generale, in conferenza-stampa, ama presentarla così. Il mondo ha reagito all'11 settembre, ma non ne ha capito fino in fondo l'enormità: un angolo del nostro cervello ha continuato a vedere un film di Hollywood (si accendono le luci, si va tutti a casa). Se dai televisori del mondo fosse uscito l'odore dolciastro che aleggiava intorno alle macerie delle Torri Gemelle, allora sì: forse avremmo capito, e avremmo reagito meglio.

Credo che nessuno capisca fino in fondo l'abominio di un'autobomba tra la folla, se non s'è trovato in mezzo. La stoltezza di chi giustifica una tale nefandezza in nome di qualche causa si spiega solo così: tanta gente non sa di cosa parla. Per sopravvivere - per circoscrivere il caos, per non sentire la puzza, per difendere le proprie penose teorie - ha bisogno di rimuovere l'orrore.

Ma questa rimozione - ripeto - è pericolosa: perché consente di cullarsi nelle illusioni, che sono una forma di narcotico. Capire com'è ridotto il mondo, invece, "può provocare una sorta di improvvisa lucidità mentale", come ha scritto una giovanissima lettrice bresciana, Costanza D., da principio perplessa davanti all'uso di alcune immagini di Beslan sul "Corriere della Sera".

E' ovvio, i bambini vanno risparmiati: quello che per noi è una dolorosa educazione, per loro sarebbe un inutile trauma. E certamente ci sono trabocchetti in cui non bisogna cadere: la decapitazione come forma di spettacolo, il sito terrorista che pubblica la foto del cadavere di Baldoni. Ma ripeto: cerchiamo d'essere onesti con noi stessi. Chiediamo rispetto della nostra sensibilità, oppure difendiamo il nostro quieto vivere? Che non è più quieto comunque. Tanto vale, quindi, guardare il mostro negli occhi. Chissà che non li abbassi lui.

(dal "Corriere della Sera" 9 settembre 2004)
__________________
Kotoshi mo yoroshiku onegai-itashimasu
majin mixxi è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 09-09-2004, 19:19   #2
gor
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Città: latina
Messaggi: 2363
Re: L'articolo di oggi del Severgnini

Quote:
Originariamente inviato da majin mixxi
Per chi non avesse modo di leggerlo lo posto in quanto mi pare molto interessante a attuale:

Varsavia, aprile 1943. Beslan, settembre 2004. Guardate queste fotografie: due bambini, con le braccia alzate, s'arrendono alla stupida malvagità degli uomini. Nessuno ha detto, ieri, che gli orrori del nazismo non si dovessero mostrare. Alcuni sostengono, oggi, che la mattanza cecena vada invece attenuata. Certe immagini - si legge, si dice - sono troppo crude per essere mostrare sui giornali e in TV. Meglio limitarsi a descrivere, sottintendere, lasciar immaginare. Mi domando, e vi domando: rifiutando lo spettacolo dell'orrore, siamo pietosi oppure chiediamo di non essere (dis)turbati?

Problema vecchio, dirà qualcuno. Problema nuovissimo, invece: perché l'orrore aumenta, insieme alla possibilità di riprenderlo (quando non sono i giornalisti, sono i terroristi). Non c'è solo la scuola in Ossezia. Immagini raccapriccianti arrivano dalle strade di Israele, dal metrò di Mosca, dai cortili bianchi dell'Iraq, dalle stazioni spagnole. Sabato è l'11 settembre. Tre anni fa intorno ai grattacieli d'America sono accadute cose sconvolgenti: uomini bruciati, donne disintegrate, gente che saltava verso la morte in una mattina di sole. Oggi gli americani rifiutano di rivedere quelle scene. Domanda: rigettano la spettacolarizzazione della tragedia, o chiedono l'anestesia del ricordo?

La sensazione è che la barbarie di Beslan abbia segnato un punto di svolta. I media - non solo in Italia - hanno pubblicato immagini che, pochi mesi fa, avrebbero rifiutato. Anche il "Corriere della Sera". La prima pagina del 4 settembre era sconvolgente: in apertura, una fila ordinata di piccoli cadaveri; al centro, un soldato che corre con la sigaretta in bocca, portando in braccio una bimbetta allucinata e seminuda.

La prima reazione - anche la mia - è stata: no. Queste immagini sono intollerabili. Ma poi ho pensato: forse è giusto che contempliamo l'abisso in cui siamo caduti. In passato le stragi, le foibe, i gulag e le fosse comuni non hanno provocato le reazioni che avrebbero dovuto anche perché, in fondo, abbiamo visto poco (talvolta, niente). L'enormità dei campi di sterminio nazisti è apparsa chiara appena qualcuno ha visto cosa succedeva. Le voci e i sentito-dire avevano consentito al mondo di illudersi: forse non è vero, forse non sono capaci di tanto. Erano capaci: di tanto, e di qualcosa di più.

Mi chiedo, e vi chiedo: e se gli uomini, vedendo di quali cose sono capaci altri uomini, uscissero dal torpore? La morte - quella di ieri e quella di oggi - puzza, brucia, scalcia, grida e vomita: non è pulita come un videogioco, anche se qualche generale, in conferenza-stampa, ama presentarla così. Il mondo ha reagito all'11 settembre, ma non ne ha capito fino in fondo l'enormità: un angolo del nostro cervello ha continuato a vedere un film di Hollywood (si accendono le luci, si va tutti a casa). Se dai televisori del mondo fosse uscito l'odore dolciastro che aleggiava intorno alle macerie delle Torri Gemelle, allora sì: forse avremmo capito, e avremmo reagito meglio.

Credo che nessuno capisca fino in fondo l'abominio di un'autobomba tra la folla, se non s'è trovato in mezzo. La stoltezza di chi giustifica una tale nefandezza in nome di qualche causa si spiega solo così: tanta gente non sa di cosa parla. Per sopravvivere - per circoscrivere il caos, per non sentire la puzza, per difendere le proprie penose teorie - ha bisogno di rimuovere l'orrore.

Ma questa rimozione - ripeto - è pericolosa: perché consente di cullarsi nelle illusioni, che sono una forma di narcotico. Capire com'è ridotto il mondo, invece, "può provocare una sorta di improvvisa lucidità mentale", come ha scritto una giovanissima lettrice bresciana, Costanza D., da principio perplessa davanti all'uso di alcune immagini di Beslan sul "Corriere della Sera".

E' ovvio, i bambini vanno risparmiati: quello che per noi è una dolorosa educazione, per loro sarebbe un inutile trauma. E certamente ci sono trabocchetti in cui non bisogna cadere: la decapitazione come forma di spettacolo, il sito terrorista che pubblica la foto del cadavere di Baldoni. Ma ripeto: cerchiamo d'essere onesti con noi stessi. Chiediamo rispetto della nostra sensibilità, oppure difendiamo il nostro quieto vivere? Che non è più quieto comunque. Tanto vale, quindi, guardare il mostro negli occhi. Chissà che non li abbassi lui.

(dal "Corriere della Sera" 9 settembre 2004)
ottimo articolo,purtroppo estremamente condivisibile.
gor è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 09-09-2004, 21:58   #3
Paracleto
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L'Avatar di Paracleto
 
Iscritto dal: Jun 2004
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gran bell'articolo

che perlatro dice cose gia ripetute e ridette

com'era?

non c'è peggior sordo... eccetera...
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Old 09-09-2004, 21:58   #4
Alien
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Città: Como
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Una piccola osservazione a proposito dell'ultima parte: dopo giorni in cui mia sorella era riuscita a nascondere giornali e evitato di guardare telegiornali in presenza di mio nipote di 6 anni, ieri, primo giorno di scuola, le maestre hanno avuto l'ottima idea di raccontar l'accaduto ai bambini!

Quando me l'han detto mi è venuta voglia di spargere altro sangue e stavolta non di innocenti!
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Old 09-09-2004, 22:03   #5
Paracleto
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L'Avatar di Paracleto
 
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 3
non vedo perchè nascondere certe verità

se avessi figli, spiegherei loro l'accaduto

certo, non con certe foto

ma cosa è successo lo direi

parlo di me cmq
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Paracleto____ °~°The Alpha Group°~°
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Old 09-09-2004, 22:08   #6
Alien
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Quote:
Originariamente inviato da Paracleto
non vedo perchè nascondere certe verità

se avessi figli, spiegherei loro l'accaduto

certo, non con certe foto

ma cosa è successo lo direi

parlo di me cmq
Cioè diresti che dei bambini son stati massacrati con i genitori e i nonni in una scuola?
Certo che demolire tutte le sicurezze (famiglia e scuola) di un bimbo in una volta sola non è mai stato così facile!
Mancava solo dire che avevano demolito anche le loro case e facevano l'en-plain!
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