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HUAWEI MatePad Air recensione: OLED opaco e tastiera dedicata per lavorare meglio
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Old 18-03-2010, 22:13   #1
frankytop
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Falsi made in Italy: sequestrati un milione in capi d'abbigliamento e 6.300 km di tes



Dopo una capillare attività investigativa, i finanzieri hanno deciso di intervenire in due aziende cinesi ubicate nella zona industriale di Prato, rispettivamente nel Macrolotto 1 e Macrolotto 2. Nella prima ditta è stata individuata e smantellata l’intera filiera del falso made in Italy, che si sviluppava mediante l’importazione dall’estero di migliaia di capi di abbigliamento finiti privi di indicazione di provenienza; l’apposizione nei locali aziendali di specifiche etichette ’made in Italy’ e di pendenti recanti nomi italiani di griffe di fantasia, in modo da aumentare la visibilità e la credibilità di una produzione nazionale; il ricondizionamento dei capi etichettati e la vendita dei prodotti finiti e completi su tutto il territorio Schengen. Nei locali aziendali le fiamme gialle hanno posto sotto sequestro oltre 1 milione di capi di abbigliamento finiti da etichettare o già pronti per la vendita, nonchè rotoli, per migliaia di metri, di etichette ’made in Italy’ da tagliare e cucire sui vestiti. Oltre a sequestrare tutta la merce presente in azienda, i finanzieri hanno anche denunciato all’autorità giudiziaria un responsabile, per il reato di vendita di prodotti con false indicazioni, punito dall’articolo 517 del Codice Penale. Nell’altra azienda, su una superficie di oltre 2500 metri quadrati, i militari della GdF hanno scoperto oltre 80.000 rotoli di tessuto, per complessivi 6.318 km., privi dell’obbligatoria etichettatura di composizione, importati direttamente dalla Cina e destinati in buona parte alle confezioni dell’area industriale del capoluogo toscano, ma, vista la quantità di prodotto, anche a numerosi clienti in ambito nazionale e comunitario. Il valore complessivo della merce sequestrata supera gli 8 milioni di euro e qualifica l’intervento come il più importante mai fatto in materia di sicurezza prodotti e tutela del ’made in Italy’. L’operazione è stata condotta in collaborazione con la polizia municipale.Sequestrato a Prato, dalla Guardia di Finanza, oltre un milione di capi di abbigliamento recanti false etichettature ’made in Italy’. Le fiamme gialle hanno inoltre sequestrato 80mila rotoli di tessuto irregolare, per un totale di 6.300 chilometri. Un imprenditore cinese quarantenne è stato denunciato con l’accusa di vendita con indicazioni fallaci. I capi già confezionati e il tessuto erano giunti in Italia importati dalla Cina.

Il Giornale.it

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Old 19-03-2010, 01:07   #2
Jarni
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E tutto ciò nonostante i tagli del governo alle forze dell'ordine.
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Old 19-03-2010, 08:03   #3
Scalor
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benissimo....
ma....

io valuterei anche la definizione di " made in italy " moltissimi produttori italianissimi ideano in italia ma fanno produrre in cina, corea, importano in italia rifiniscono il capo d'abbigliamento per esempio con colletto polsini ecc e lo vendono spacciandolo per made in italy ! poi ci sono quelli che qui in italia producono effettivamente il made in italy, peccato che della loro produzione annuale lo stesso capo venga prodotta al 20 % da una fabbrica in italia e l'80% all'estero, importato e spacciato tutto per made in italy ! e quando gli si chiede se fanno producono tutto in italia loro fanno vedere la loro fabbrichetta mantenuta simbolicamente che produce una % della loro produzione ...
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Old 19-03-2010, 08:44   #4
ConteZero
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9 su 10 i tessuti ed i capi sono gli stessi delle "note marche" ma sono commissariati nelle stesse fabbriche da terzi (e non dai detentori dei marchi).

Un giorno capiranno che basta che anziché "Gucci" scrivano "The same as G".
__________________
A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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Old 19-03-2010, 08:51   #5
Jacoposki
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bella notizia eh, ma non cerchiamo di dare il merito al governo, le leggi già c'erano e di certo i continui tagli alle FdO non aiutano. Ormai ogni qualvolta viene fatto un arresto o un'operazione di polizia aggiungo mentalmente "NONOSTANTE il governo", di certo non "grazie al governo". sbaglierò
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Old 19-03-2010, 09:09   #6
ilguercio
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9 su 10 i tessuti ed i capi sono gli stessi delle "note marche" ma sono commissariati nelle stesse fabbriche da terzi (e non dai detentori dei marchi).

Un giorno capiranno che basta che anziché "Gucci" scrivano "The same as G".
Appunto.
A me sembra la solita trovata che ha come unico scopo salvaguardare le aziende "italiane" che vendono a prezzi da furto.
Che imparino in fretta sti cinesi,che onestamente di vedere jeans a 120 euro ne ho piene le scatole.
Però sono stati fessi i cinesi,potevano dire:"Tessuto ela pel livestile glande mulaglia in nostlo paese!".
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Old 19-03-2010, 09:15   #7
lo_straniero
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questo made in Italy mi ha rotto le @@

Che poi non é detto che il vero "maid in italí" sia sempre fatto in Italia
__________________
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Old 19-03-2010, 09:18   #8
ConteZero
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Appunto.
A me sembra la solita trovata che ha come unico scopo salvaguardare le aziende "italiane" che vendono a prezzi da furto.
Che imparino in fretta sti cinesi,che onestamente di vedere jeans a 120 euro ne ho piene le scatole.
Però sono stati fessi i cinesi,potevano dire:"Tessuto ela pel livestile glande mulaglia in nostlo paese!".
Più che altro non capisco perché un paio di servetti (aka stagisti "ad vitam") non prende e se ne và in Cina a disegnare i capi.
I tessuti li possono copiare pari pari (basta togliere i marchi) ed i disegni si possono fare abbastanza simili.
Ad oggi l'unico vero limite è che i cinesi hanno poco gusto nel disegnare i capi, tempo che imparano a stipendiare un paio d'italiani e di francesi e per il "(sort of) made in italy" è finita.
__________________
A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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Old 19-03-2010, 09:24   #9
ilguercio
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Più che altro non capisco perché un paio di servetti (aka stagisti "ad vitam") non prende e se ne và in Cina a disegnare i capi.
I tessuti li possono copiare pari pari (basta togliere i marchi) ed i disegni si possono fare abbastanza simili.
Ad oggi l'unico vero limite è che i cinesi hanno poco gusto nel disegnare i capi, tempo che imparano a stipendiare un paio d'italiani e di francesi e per il "(sort of) made in italy" è finita.
Farebbe fortuna,indubbiamente.
Un colosso in espansione come la Cina DEVE farsi notare anche in tutto ciò che non è fondamentale e che permette all'aquirente di soddisfare le sue richieste.
Se entri in un negozio cinese il grosso dell'esposto è terribile a livello di gusto(specie se lo mangi) e poca roba riesce davvero ad essere caruccia da indossare esteticamente e comodamente.
Magari sarà il trend dei prossimi anni,sarà che la Cina non piace tanto a chi potrebbe trovarvi fortuna.
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Old 19-03-2010, 09:25   #10
lo_straniero
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Appunto.
A me sembra la solita trovata che ha come unico scopo salvaguardare le aziende "italiane" che vendono a prezzi da furto.
Che imparino in fretta sti cinesi,che onestamente di vedere jeans a 120 euro ne ho piene le scatole.
Però sono stati fessi i cinesi,potevano dire:"Tessuto ela pel livestile glande mulaglia in nostlo paese!".
quoto
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Old 19-03-2010, 10:34   #11
MadJackal
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benissimo....
ma....

io valuterei anche la definizione di " made in italy " moltissimi produttori italianissimi ideano in italia ma fanno produrre in cina, corea, importano in italia rifiniscono il capo d'abbigliamento per esempio con colletto polsini ecc e lo vendono spacciandolo per made in italy ! poi ci sono quelli che qui in italia producono effettivamente il made in italy, peccato che della loro produzione annuale lo stesso capo venga prodotta al 20 % da una fabbrica in italia e l'80% all'estero, importato e spacciato tutto per made in italy ! e quando gli si chiede se fanno producono tutto in italia loro fanno vedere la loro fabbrichetta mantenuta simbolicamente che produce una % della loro produzione ...
Mi tocca quotare.

Per il resto, bella notizia, certo.
__________________
командир роты - Quando la CAUSA chiama, l'esercito del male risponde!
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