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Old 15-10-2009, 11:44   #1
Ja]{|e
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Palamentarismo, veline, assenteismo e agevolazioni...

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Deputati: in Aula 4 ore a settimana
Leggi: il 90% decise a Palazzo Chigi

di Luca Telese (da "il Fatto Quotidiano")


In una settimana di lavori parlamentari – questa - quattro ore nette di lavoro. Giusto il tempo di bocciare la legge sull'omofobia. Fantastico, roba da Guiness dei primati negativi. Pare uno scherzo, invece è solo l'ultimo allarmante segnale dello svuotamento di funzioni che si è realizzato alla Camera e al Senato, gradualmente negli ultimi abnni, e rovinosamente in questa legislatura. E se i simboli possono ingannare, i numeri purtroppo sono ineludibili: solo quindici leggi approvate (al di fuori di quelle proposte dal governo) dall'inizio della legislatura ad oggi: una piccola-grande bancarotta democratica.

Un fenomeno preoccupante, che avevamo denunciato per primi, su questo giornale, con un articolo di Carlo Tecce: “Oltre il 90% dei provvedimenti approvati a Montecitorio - scrivevamo - sono provvedimenti del governo, i deputati lavorano in media ventisette ore a settimana, solo tre al giorno”.

La dittatura del governo. Lo avevamo raccontato, in uno dei primi numeri de Il Fatto, con una algida metafora: “E' un parlamento congelato”. E i numeri dopotutto, sono la spia più feroce che illuminano impietosamente questo senso di svuotamento: secondo una bella indagine pubblicata da Paolo Foschi e da Roberto Zuccolini sul Corriere della sera, su 102 leggi approvate ben 87 sono di iniziativa governativa. E i numeri della progressione in parlamento sono ancora più allarmanti: su 4.200 leggi presentate, solo le 15 che abbiamo citato in apertura sono state approvate: il parlamento che aveva dominato la prima repubblica è diventato oggi una fabbrica di carta, in cui il potere decisionale è stato espropriato e ricollocato altrove.

Se ti aggiri per i corridoi di Montecitorio, o se ti apposti nel salone Italia a Palazzo Madama, i segnali di questa pendolarità li puoi notare facilmente. Il lunedì c'è più gente all'ufficio postale che in Aula; il martedì dominano le scolaresche e i commessi cicerone che spiegano le geniali invenzioni dell'architetto Basile; fin dal giovedì pomeriggio, come una epifania festiva, compaiono le prime valige e i trolley parcheggiati con apparente discrezione vicino ai divanetti del Transatlantico di Montecitorio. Un bel voto acchiappa-gettone e poi si vola dritti a casa, o nel collegio, o alle feste di partito. Il venerdì le commesse del guardaroba leggono buona narrativa e si limano le unghie, perché le stampelle piene si contano sulla punta delle dita. Ancora una volta i dati del Corriere dimostrano che anche Palazzo Madama rischia la dismissione: “Un senatore lavora in media nove ore e mezza a settimana”.

Voto collettivo. Non è colpa dei deputati, o almeno non solo loro. Da tempo la politica ha smesso di credere nel parlamento, e il berlusconismo ha semplicemente cercato di stravolgerne il senso. Solo l'anno scorso – anche se sembra una battutaccia – Silvio Berlusconi disse l'indimenticabile frase: “Sarebbe meglio se votassero solo i capogruppo”. Un voto solo per tutti, magari per ratificare un bel decreto, o le finanziarione chiavi in mano, in cui tutto viene deciso da un solo voto di fiducia. Roba da far rimpiangere i pianisti, che almeno si affannavano. Suggestioni che fino ad ora erano state evocate soltanto nei paesi di democrazia popolare e nelle dittature asiatiche.

Da quella frase di Berlusconi Gianfranco Fini prese le distanze, ovviamente. Ma non si alzarono grida di protesta, e la proposta fu derubricata al livello delle boutades più o meno divertenti.

Eclissi parlamentare. E così, mentre “il parlamentarismo” viene gradualmente catalogato come un astruso retaggio del passato, gli emicicli si svuotano. Aumenta l'assenteismo, che poi è il corollario inevitabile della proliferazione dei parlamentari doppiolavoristi, che mentre si vota non sono nemmeno a Roma: spesso si trovano in tournè, o nelle aule dei tribunali, o negli uffici della loro azienda, per cui lavorano con le agevolazioni di viaggio a cui hanno diritto: biglietti gratis per gli aerei e il mitico “ovalino” ferroviario. Benefit pensati per la politica, non certo per agevolare i liberi professionisti nelle loro attività. Sarebbe necessaria una rivolta, almeno da parte di quelli che lavorano davvero.

Il doppiolavorismo. Ma nel parlamento dei “nominati”, siccome gli assenteisti sono spesso i più graditi ai leader. Sono dei big che vengono messi in lista per acchiappare voti o per gratificare le Corti dei capi partito e dei capi corrente. Come si fa ad aprire una guerra civile contro questi colleghi, con il rischio di fare la figura dei guastafeste? Se in Parlamento arrivano le veline e gli staff dei segretari, come fai ad attaccarli, se quando si votava erano al fianco dei signori delle liste?

Nei due principali volti sul lodo fiscale, i più importanti dell'ultimo mese mancava un parlamentare su tre. Troppi. Ieri l'ultima goccia, quella che ha fatto traboccare il vaso. Se c'è ancora qualcuno che crede che la democrazia parlamentare non possa diventare una succursale di Palazzo Chigi, batta un colpo.
io ormai sono senza speranze, credo che siamo entrati in una spirale involutiva della democrazia e non ce ne possiamo uscire più perché ormai troppi italiani si sono fatti indottrinare al pensiero che questa sia una cosa normale, che è giusto che certa gente sia al di sopra deglia altri e che la meritocrazia sia solo una fantasia utopica mia e di qualche altro pazzo
Ja]{|e è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 15-10-2009, 12:09   #2
naej
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L'Avatar di naej
 
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Messaggi: 139
Palamentarismo?
naej è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 15-10-2009, 12:09   #3
Tommy81
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L'Avatar di Tommy81
 
Iscritto dal: Feb 2007
Messaggi: 1020
Hai ragione... è un fenomeno preoccupante, dovuto non solo ad apportunismo politico, ma anche dal fatto che l'iter parlamentare è lungo e tortuoso. Si preferisce decidere tutto prima a livello governativo con accordi fuori dal parlamento, poi solo dopo si passa al dibattito e alle votazioni. Insomma quando si passa all'aula già si sa come vanno a finire le votazioni sui temi "importanti".
Tommy81 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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