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Liberi i due italiani rapiti in Niger
![]() http://www.ansa.it/opencms/export/ma...998277458.html TRIPOLI - L'aereo con a bordo Claudio Chiodi e Ivano De Capitani ha lasciato da pochi minuti l'aeroporto di Tripoli diretto in Italia.I due erano stati sequestrati in Niger il 22 agosto scorso da un gruppo che si autodefinisce Fars Sahara. Sono stati rilasciati oggi dai loro rapitori in territorio libico. Claudio Chiodi e Ivano De Capitani facevano parte di un gruppo di 21 turisti che stavano visitando una zona desertica del Niger sud-orientale, al confine con il Ciad. A poche ore dal rapimento 19 dei 21 turisti, dopo essere depredati di tutto, furono liberati dai sequestratori che trattennero Chiodi e De Capitani. Le previsioni ottimistiche delle autorità nigerine sull' imminenza della liberazione dei due ostaggi italiani furono smentite dalle difficoltà che i rapitori frapposero per rilasciare i due connazionali. Con il passare delle settimane si moltiplicarono le voci di una possibile liberazione, smentite però dai fatti. Oggi l' epilogo positivo della vicenda. Nell'esprimere viva soddisfazione per la positiva conclusione del rapimento dei due connazionali, la Farnesina esprime gratitudine e apprezzamento alle autorità libiche e in particolare alla "Fondazione Gheddafi per lo sviluppo" per l'efficace e determinante contributo alla soluzione del caso. Alla Farnesina si nota che al buon esito della vicenda si è potuti giungere grazie ad un'azione assai articolata, che ha mobilitato il Sismi e la struttura del ministero degli esteri, coinvolgendo la rete delle nostre sedi diplomatiche della regione. "I negoziati per la liberazione dei due italiani sequestrati in Niger sono stati lunghi e difficili, ma finalmente ce l'abbiamo fatta, ora stanno partendo per l'Italia e sono in ottime condizioni". Lo ha detto all'Ansa il direttore della Fondazione Gheddafi per lo sviluppo, Saleh Abdu Salam, raggiunto per telefono. "I negoziati con i rapitori, ha precisato, sono stati laboriosi soprattutto perché il gruppo si spostava in continuazione da un posto all'altro nel Sahara, e quindi c'é voluto più tempo. Sono arrivati a Tripoli nella notte tra giovedi e venerdi". Un aereo e' stato inviato dalla presidenza del consiglio per riportare in Italia i due connazionali. CHIODI, STIAMO BENE, GRAZIE A TUTTI - "Stiamo bene e siamo in buone condizioni fisiche. Penso che in serata saremo in Italia. Ringraziamo tutti". Queste le prime parole di Claudio Chiodi, uno degli italiani sequestrati e rilasciati in Niger, dette al Tg1. Chiodi ha confermato che lui e De Capitani, l' altro italiano sequestrato e rilasciato, si trovano da ieri sera a Tripoli. I rapitori degli italiani sequestrati in Niger il 21 agosto erano dei banditi che si nascondevano dietro motivazioni politiche. E' quanto ha affermato uno dei rapiti, Claudio Chiodi, durante la conferenza stampa tenuta oggi, dopo la sua liberazione, a Tripoli. "Inizialmente - ha detto Chiodi che si esprimeva in italiano e le cui parole erano poi tradotte in arabo, ad uso dei giornalisti presenti, da un interprete della fondazione Gheddafi - ci hanno detto che ci avevano sequestrato per attirare l'attenzione sulla loro richiesta rivolta al governo del Niger di rispettare i diritti umani". "Ma alla fine - ha proseguito - abbiamo scoperto che perseguivano solo vantaggi personali. Erano dei banditi". Chiodi nel corso della conferenza stampa ha anche parlato di condizioni di vita molto dure durante la detenzione, in particolare per la mancanza di acqua e cibo. FONDAZIONE GHEDDAFI, NESSUN RISCATTO - Per la liberazione dei due italiani sequestrai in Niger il 21 agosto non è stato pagato alcun riscatto. Lo ha affermato oggi il direttore esecutivo della Fondazione Gheddafi, Salah Abdessalam. "I due ostaggi sono stati liberati senza il pagamento di un riscatto e senza condizioni", ha detto Abdessalam nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi a Tripoli. Ha poi aggiunto che i negoziati sono stati molto difficili ma che sono giunti a buon fine grazie al rispetto di cui la Fondazione gode nell'area sahariana. "E' questo che ci ha aiutato nell'opera di mediazione", ha precisato. Abdessalam ha confermato che la Fondazione si è assunta la responsabilità del negoziato - "tenendo conto delle dure condizioni in cui si trovavano gli ostaggi" - dopo una richiesta in tal senso giunta dall'Italia fin dal 31 agosto. |
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