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Old 18-02-2006, 19:00   #1
majin mixxi
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Camere a gas:esistevano davvero?

Il problema delle camere a gas


di Robert Faurisson



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Quella che qui segue è un'esposizione sintetica per la quale Faurisson cercò a lungo ospitalità presso varie testate. Gliela pubblicava, infine, Maurice Bardèche, noto intellettuale fascista, nella propria rivista, "Défense de l'Occident", giugno 1978. Dall'avvertenza che chiude il presente scritto si vedrà come Faurisson non mancasse di prendere le distanze dalla linea propria al periodico sul quale aveva dovuto ripiegare.

Nessuno, neppure i nostalgici del III Reich, si sogna di negare l'esistenza dei campi di concentramento hitleriani. Tutti poi riconoscono che alcuni di questi campi erano dotati di forni crematori. 1 cadaveri, invece di essere sepolti, venivano bruciati. La frequenza stessa delle epidemie imponeva la cremazione, ad esempio, dei corpi dei morti di tifo.

Numerosi autori francesi, inglesi, americani e tedeschi contestano, invece, l'esistenza, nella Germania hitleriana, di "campi di sterminio". Questa espressione designa, presso gli storici della deportazione, campi di concentramento che sarebbero stati dotati di "camere a gas". Tali "camere a gas", a differenza di quelle americane, sarebbero state concepite per compiere uccisioni in massa. Le vittime sarebbero state uomini, donne e bambini di cui Hitler avrebbe deciso lo sterminio a causa della loro appartenenza razziale o religiosa. Si tratta di quello che viene indicato come il "genocidio". L'arma per eccellenza del "genocídio" sarebbero stati questi mattatoi umani chìamati "camere a gas" e il gas utilizzato sarebbe stato principalmente lo Zyklon B (insetticida a base di acido prussico o cianidrico).

Gli autori che contestano la realtà del "genocidio" e delle "camere a gas" sono definiti "revisionisti". La loro argomentazione si puo riassumere come segue:

"Basta applicare a questi due problemi i metodi usuali della critica storica per rendersi conte che ci si trova di fronte a due miti i quali, d'altronde, rappresentano un insieme indissolubile. Non si è mai potuto dimostrare l'interizione criminale attribuita ad Hitler. Quanto all'arma del crimine, nessuno, in verità, l'ha mai vista. Ci si trova così dinanzi ad un successo unico della propaganda di guerra e di odio. La storia è piena di imposture siffatte, a cominciare dalle invenzioni religiose sulla stregoneria. Ciò che, in materia, distingue la nostra epoca da quelle che l'hanno preceduta, è che la formidabile potenza dei media ha orchestrato in moda assordante e fino alla nausea "l'impostura del secolo". Guai, da trent'anni, a colui che osa denunciarla! Conoscerà a seconda dei casi galera, multe, percosse, insulti. La sua carriera potrà essere spezzata o compromessa. Sarà denunciato come nazista. Oppure non si darà voce alle sue tesi o si deformerà il suo pensiero. Non ci sarà un paese più spietato verso di lui della Germania".

Oggi, attorno ai contestate:ri che hanno osato prendersi la responsabilità di scrivere che le "camere a gas" hitleriane, comprese quelle di Auschwitz e di Majdanek, non sono che una menzogna storica, il muro del silenzio sta crollando. E già un progresso. Ma quanti insulti e deformazioni, quando uno storico come Georges Wellers si è deciso finalmente, dieci anni dopo la morte di Paul Rassinier, ad "esporre" una minima parte degli argomenti di questo ex deportato che ha avuto il coraggio di denunciare nei suoi scritti la menzogna delle "camere a gas"! L'intero mondo della stampa, l'intera letteratura, nella quale fa bella mostra un nazismo da sexshop, s'ingegna a diffondere la notizia che i neonazisti oserebbero negare l'esistenza dei forni crematori. Addirittura, che questi neonazisti pretenderebbero che nessun ebreo sia stato gassato. Quest'ultima formulaziene è abile. Dà infatti ad intendeie che i neonazisti, senza contestare l'esistenza delle "camere a gas", portino il loro cinismo fino a pretendere che solo gli ebrei avrebbero beneficiato del privilegio di non passare per le "camere a gas"!

Da parte mia, mi permetterè di formulare qui alcune osservazioni dedicate agli storici animati da vero spirito di ricerca.

Innanzitutto farò rilevare un paradosso. Mentre le "camere a gas" costituiscono, per la storiografia ufficiale, la pietra angolare del "sistema concentrazionario nazista" (e allora, per dimostrare il carattere intrinsecamente perverso e diabolico dei campi tedeschi in rapporto a tutti i campi di concentramento, passati e presenti, occorrerebbe ricostruire con estrema precisione il processo che ha portato i nazisti ad inventare, fabbricare e utilizzare questi tremendi mattatoi umani), si osserva, non senza stupore, che nell'impressionante bibliografia su questi campi non esiste un libro, un opuscolo, un articolo sulle "camere a gas" stesse! Attenzione a non farsi ingannare da certi titoli promettenti! Si esamini il contenuto stesso degli scritti. Chiamo "storiografia ufficiale" la storia scritta sull'argomento dei campi da istituzioni o da fondazioni che utilizzano parzialmente o interamente fondi pubblici.

Bisogna aspettare la pagina 541 della tesi di Olga Wormser-Migot sul Système concentrationnaire nazi, 1933 1945, per veder comparire una trattazione sulle "camere a gas". Ma il lettore si trova di fronte tre sorprese:

-- La trattazione in questione occupa solo tre pagine.

-- E' intitolata "Il problema delle camere a gas".

-- Questo "problema" non è altro che quello di sapere se le "camere a gas" di Ravensbrück (in Germania) e di Mauthausen (in Austria) siano realmente esistite; l'autrice conclude formalmente che non sono esistite e non esamina il problema delle "camere a gas" di Auschwitz o di altri campi, probabilmente perché in questi casi non esiste "problema" a suo giudizio. Ora, al lettore piacerebbe pur sapere perché un'analisi che permette di concludere alla nonesistenza di "camere a gas" in alcuni campi non sia più impiegata allorché si parla, ad esempio, di Auschwitz. Perché lo spirito critico si risveglia, qui, e perché, improvvisamente, cade, là, nel più profondo letargo? Dopo tutto, noi disponiamo, per la "camera a gas" di Ravensbrúck, di mille "prove", "certezze" e "testimonianze irrefutabili", ad L'niziare da quelle insistenti e circostanziate di una Marie-Claude Vaillant-Couturier o di una Germaine Tillion. C'è di più. Parecchi anni dopo la guerra e dinanzi ai tribunali inglese e francese, i responsabili di Ravensbrück (Suhren, Schwarzhuber, il dottor Treite) hanno continuato a confessare l'esistenza di una "camera a gas" nel loro campo! Sono giunti fino a descriverne vagamente il funzionamento! Alla fine, sono stati giustiziati proprio a causa di quella camera a gas fittizia, oppure si sono suicidati. Stesse confessioni, prima di morire o di essere giustiziati, di Ziereis per Mauthausen o di Kremer per Struthof. Oggi, si può visitare la pretesa "camera a gas" di Struthof e leggere in loco l'incredibile confessione di Kremer. Questa "camera a gas", proclamata "monumento storico", non è che una frode. Basta un minimo di spirito critico per rendersi conto che un'operazione di gassazione in quel piccolo locale sprovvisto di qualsiasi Ienuta ermetica si sarebbe tradotta in una catastrofe per i gassatori e la gente intorno. Per far credere all'autenticità di questa "camera a gas", garantita "in condizione originale", si è giunti a dare un grossolano colpo di scalpello in un sottile tramezzo spezzandone quattro piastrelle di ceramica. Si è così allargato il "foro" attraverso il quale Kremer avrebbe versato i cristalli di un gas a proposito del quale non ha potuto dire nulla, se non che, con l'aggiunta di un po'd'acqua, uccideva in un minuto! Come faceva Kremer ad impedire che il gas rifluisse attraverso il "foro"? Come poteva vedere le sue vittime attraverso uno spioncino che lasciava intravedere solo metà del locale? Come faceva a ventilare il locale prima di aprime la grossa porta rustica di legno grezzo? Forse bisognerebbe chiederlo all'impresa di lavori pubblici che, dopo la guerra, ha riportato il luogo alla supposta "condizione originale".

Parecchio tempo ancora dopo la guerra, prelati, docenti universitari e anche semplici individui rendevano testimonianze di una verità schiacciante sulle "camere a gas" di Buchenwald e Ji Dachau. Per Buchenwald, la "camera a gas" doveva scomparire in qualche modo da sola nelle profondità dello spirito di quanti l'avevano vista. Per Dachau, si è proceduto in altro modo. Dopo aver sostenuto, sull'esempio di monsignor Piguet, vescovo di Clermont, che la "camera a gas" era servita in particolare a gassare dei preti polacchi, la verità ufficiale è diventata a poco a poco la seguente: "Questa "camera a gas", iniziata nel 1943, era incompiuta nel 1945, alla liberazione del campo. Non ha potuto esservi gassato nessuno". Il piccolo locale presentato ai visitatori come "camera a gas" è, in realtà, perfettamente inoffensivo e, mentre si possiedono tutti i documenti edilizi immaginabili sulle costruzioni della Baracke X (crematorio e dintorni), non si capisce su quale documento, né d'altronde su quale inchiesta tecnica, ci si sia basati per parlare in questo caso di "camera a gas incompiuta" (?).

Nessun istituto storico ufficiale ha operato, per accreditare il mito delle "camere a gas", meglio dell'Istituto di storia contemporanea di Monaco. Lo dirige, dal 1972, Martin Broszat. Collaboratore di questo Istituto fin dal 1955, Broszat è diventato famoso nel 1958 per la pubblicazione (incompletal) delle sedicenti memorie di Rudolf Höss. Orbene, il 19 agosto 1960, questo storico ha annunciato ai suoi compatrioti sbalorditi che di "camere a gas" non ve ne sono mai state in tutto l'ex Reich, ma soltanto in alcuni "punti scelti", prima di tutto (?) in alcune località della Polonia, tra le quali AuschwitzBirkenau. Questa notizia sorprendente è stata da lui comunicata attraverso una semplice lettera al settimanale "Die Zeit" (p. 16). Il titolo dato alla lettera è stato singolarmente restrittivo: Keine Vergasung in Dachau (Nessuna gassazione a Dachau). Broszat non ha fornito, in appoggio alle sue affermazioni, la minima prova. Oggi, quasi diciotto anni dopo la lettera, né lui, né i suoi collaborwori hanno ancora dato la minima spiegazione di questo mistero. Ma sarebbe del massimo interesse sapere:

-- come Broszat dimostra che le "camere a gas" dell'ex Reich sono delle imposture;

-- come egli dimostra che le "camere a gas" sono state una realtà in Polonia;

-- perché le "prove", le "certezze", le "testimonianze" raccolte sui campi che geograficamente ci sono vicini, all'improvviso non hanno più valore, mentre rimangono vere le "prove", le "certezze", le "testimonianze" raccolte sui campi polacchi.

Per una specie di tacito accordo, neppure uno tra gli storici ufficiali ha pubblicamente affrontalo questi aspetti. Quante volte nella "storia della storia" ci si è affidati alla pura e semplice affermazione di un solo storico?

Ma veniamo alle "camere a gas" polacche.

Per affermare che sono esistile delle "camere a gas" a Belzec o a Treblinka, ci si basa essenzialmente sul Rapporto Gerstein. Questo documento di una SS, che è stata "suicidata" nel 1945 nella prigione di Cherche Midi, brulica di tali assurdità che da tempo è screditato agli occhi degli storici. Questo Rapporto non è d'altronde mai stato pubblicato, neppure tra i documenti del Tribunale militare di Norimberga, se non in forma inaccettabile (con cesuTe, falsificazioni, riscritture ... ). Non è mai stato reso pubblico con i suoi aberranti annessi (la "minuta" o, in tedesco, le "Ergänzungen").

Per quel che riguarda Majdanek, è d'obbligo una visita diretta. Essa è, se possibile, ancor più risolutiva di quella di Struthof. Flubblicherò uno studio al riguardo.

Per Auschwitz e Birkenau, si dispone fondamentalmente delle memorie di R. Höss, redatte sotto la sorveglianza dei suoi carcerieri polLechi. In loco si trovano un locale "rekonstruiert", e delle macerie.

Un'esecuzione col gas non ha niente a che vedere con una asfissia suicida o accidentale. Nel caso di un'esecuzione, il gassatore e i suoi aiutanti non devono correre il minimo rischio. Così, per le loro esecuzioni, gli americani utilizzano un gas sofisticato, e ciò in uno spazio ridottissimo ed ermeticamente chiuso. Dopo l'uso, il gas viene aspirato e neutralizzato. I guardiani devono attendere più di un'ora per entrare nel piccolo locale.

Ci si chiede come ad Auschwitz-Birkenau, ad esempio, si potevano tenere 2.000 uomini in un locale di 210 metri quadrati (!), quindi gettare (?) su di loro dei granuli del fortissimo insetticida Zyklon B; infine, immediatamente dopo la morte delle vittime, mandare, senza maschere antigas, in quel locale saturo di acido cianidrico, un gruppo di persone per estrarne i cadaveri impregnati di veleno. Due documenti degli archivi industriali tedeschi repertoriati dagli americani a Norimberga ci dicono d'altra parte che lo Zyklon B aderiva alle superfici, non poteva essere sottoposto a ventilazione forzata ed esigeva un'areazione di circa 24 ore, ecc. Altri documenti che si trovano in loco, negli archivi del rauseo di Stato di 0swiecim, e che non sono mai stati descritti da nessuna parte, mostrano d'altronde che quel locale di 210 metri quadrati, oggi in macerie, non era che un rudimentale obitorio ("Leichenkeller"), interrato (per proteggerlo dal caldo) e provvisto di un'unica e modesta porta d'entrata e d'uscita.

Sul crematorio di Auschwitz (come in generale su tutto il campo), c'è una mole enorme di documenti, comprese le fatture precise al pfennig o quasi. Invece, sulle "camere a gas" non si ha nulla: né un ordine di costruzione, né un progetto, né un'ordinazione, né una pianta, né una fattura, né una fotografia. In centinaia di processi, non si è riusciti a produrre niente di questo genere.

"Ero ad Auschwitz e posso assicurarvi che non c'era alcuna "camera a gas". Si è prestato appena ascolto ai testimoni a discarico che hanno avuto il coraggio di pronunciare questa frase. Sono stati processati. Ancora oggi, chiunque, in Germania, testimoni a favore di Thies Christophersen, che ha scritto La menzogna di Auschwitz, rischia una condanna per "oltraggio alla memoria dei morti".

All'indomani della guerra, i tedeschi, la Croce rossa internazionale, il Vaticano (pur così bene informato sulla Polonia), tutti hanno dichiarato pietosamente, con molti altri: "Le <camere a gas>? Non ne sappiamo niente".

Ma, mi chiedo oggi, come si possono sapere le cose quando non si sono verificate?

Non è esistita una sola "camera a gas" in un solo campo di concentramento tedesco: ecco la verità.

L'inesistenza delle "camere a gas" è una buona notizia che sarebbe sbagliato tenere ancora nascosta. Come denunciare "Fatima" in quanto impostura non significa attaccare una religione, così denunciare le "camere a gas" come una menzogna storica, non vuol dire prendersela con i deportati. Significa rispondere al dovere di dire la verità.



Avvertenza
Leggendo queste pagine, qualcuno potrebbe interpretare le mie idee come un tentativo di apologia del nazional-socialismo.

In realtà -- per ragioni che non starò ad esporre la persona, le idee o la politica di Hitler mi affascinano tanto poco quanto quelle di un Napoleone Bonaparte. Semplicemente, rifiuto di credere alla propaganda dei vincitori, per i quali Napoleone sarebbe stato "l'orco", mentre HitIer sarebbe stato "Satana".

Dev'esser chiaro per tutti che l'unica preoccupazione che anima le mie ricerche è quella della verità; chiamo "verità" il contrario dell'errore e della menzogna.

Riterrò diffamatoria ogni accusa o insinuazione di nazismo.

Di conseguenza, invito tutti, persone fisiche e persone morali, di diritto pubblico o di diritta privato, a riflettere prima di costringermi, con affermazioni, discorsi, scritti o azioni, a fare ricorso alla legge.

Copia di questo testo sarà inviata a istanze giudiziarie ed amministrative, come pure a giornali, raggruppamenti ed associazioni.


16 giugno 1978





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Prima pubblicazzione: Défense de l'Occident, giugno 1978, pp. 32-40.

Ripodutto in Serge Thion, Vérité historique ou vérité politique? Le dossier de l'affaire Faurisson. La question des chambres à gaz, Paris, La Vieille Taupe, 1979, pp. 83 ss, 90.

Riprodutto in Robert Faurisson, Ecrits révisionnistes, 1974-1998, 1999, vol. I, p. 55 ss.

Prima traduzione italiana: Il Caso Faurisson, a cura di Andrea Chersi, [1981], p. 13-20. Le note sono assente.

Nova traduzione in Il Caso Faurisson e il revisionismo olocaustico, Graphos, 1997, pp.69-76. Anche la, le note sono assente.
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Kotoshi mo yoroshiku onegai-itashimasu
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Old 18-02-2006, 19:06   #2
torgianf
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Non è esistita una sola "camera a gas" in un solo campo di concentramento tedesco: ecco la verità.
tutti sappiamo che gli ebrei si sono suicidati in massa come i lemmings
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Old 18-02-2006, 19:09   #3
petelicchio
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Originariamente inviato da Robert Faurisson
Non è esistita una sola "camera a gas" in un solo campo di concentramento tedesco: ecco la verità.
Non la sto neanche a leggere la tesi, le ho viste di persona alla risiera di San Sabba.
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Old 18-02-2006, 19:09   #4
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Originariamente inviato da torgianf
tutti sappiamo che gli ebrei si sono suicidati in massa come i lemmings
grazie,avanti il prossimo
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Old 18-02-2006, 19:15   #5
lowenz
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Quindi lo Zyklon-B non fu mai usato? Mmmmmmmmmmm......
http://it.wikipedia.org/wiki/Zyklon-B

Basterebbe cercarne le tracce nei tessuti organici rimasti, dovrebbe essere possibile trovarne ancora.

I nazisti ordinarono alla Degesch di produrre lo Zyklon B senza l'avviso di pericolo chimico, contravvenendo alle leggi tedesche. Dopo la seconda guerra mondiale, due direttori della Tesch vennero processati da una corte militare britannica e vennero giustiziati per aver preso parte nella fornitura del materiale.

Dai bonifici effettuati dalle SS a questa società si deduce che furono forniti al campo di concentramento di Auschwitz:

* 2.211 kg Zyklon B nel 1942
* 5.000 kg Zyklon B nel 1943
* 500 kg Zyklon B nel 1944

Ultima modifica di lowenz : 18-02-2006 alle 19:19.
lowenz è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 18-02-2006, 19:18   #6
ally
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...argomento molto spinoso...

...non voglio certo esprimere giudizi sulle vicende della seconda guerra mondiale...per ora intendo solo raccogliere dati che possano oggettivamente dare ragione o torto a quanto riportato in questo articolo...

...qualche link...

http://www.scrapbookpages.com/Dachau...rea/index.html

http://edp.org/Germany/Dachau.html

http://aelliott.com/picturebooks/tra...achau_2001.htm

...ciao...
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Old 18-02-2006, 19:19   #7
Giovannino
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Ci sono numerose testimonianze di ex deportati al riguardo.
Discussione chiusa direi.
Le camere a gas sono esistite, purtroppo, e il cyclon-B è stato prodotto dall'azienda che poi è diventata la Bayer (fonte sulla produzione: Beppe Grillo).
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Old 18-02-2006, 19:20   #8
subvertigo
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Vedo che le giornate della memoria non servono proprio a nulla.

Vedo che le testimonanze dirette fra poco non ci saranno più... e si tenta di mistificare tutto ancora una volta.

Veramente orrendo.

subvertigo è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 18-02-2006, 19:21   #9
ally
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...un altro link a prima vista molto interessante e completo...

http://www.vho.org/GB/Books/dth/fndgcger.html

...ciao...
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Old 18-02-2006, 19:22   #10
majin mixxi
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Quote:
Originariamente inviato da ally
...argomento molto spinoso...

...non voglio certo esprimere giudizi sulle vicende della seconda guerra mondiale...per ora intendo solo raccogliere dati che possano oggettivamente dare ragione o torto a quanto riportato in questo articolo...

...qualche link...

http://www.scrapbookpages.com/Dachau...rea/index.html

http://edp.org/Germany/Dachau.html

http://aelliott.com/picturebooks/tra...achau_2001.htm

...ciao...
molto interessanti questi link,sopratutto il primo,personalmente credo che le camere ci fossero eccome ma forse non nella misura in cui pensavo
__________________
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Old 18-02-2006, 19:23   #11
majin mixxi
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ma qualcuno ha letto il primo post?
cosa ne pensa?
mi sembra tutto argomentato e documentato,tutto falso?
__________________
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Old 18-02-2006, 19:40   #12
giannola
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Originariamente inviato da majin mixxi
molto interessanti questi link,sopratutto il primo,personalmente credo che le camere ci fossero eccome ma forse non nella misura in cui pensavo
non vorrei tacciarti del mostro, forse interpreto male le tue parole.
Non nella misura in cui pensavo ? Che cosa vuoi dire?
Che forse i nazisti sono più buoni perchè anzichè trovare 200 camere a gas, se ne trovano 10 ?
Sono gli stessi discorsi che quelli che non si mettono d'accordo sui numeri degli ebrei massacrati: sono 6 milioni, no sono 4.
Questo tipo di cose personalmente mi fa orrore e se c'è chi ancora trova la forza di scherzare, io proprio nn me la sento.
Trovo indegno mettersi a questionare sui numeri, trovo disumano sollevare dubbi del genere ed anche solo proporli per asserire che i vincitori hanno fatto propaganda contro i nazisti, dipingendoli come non sono.
Tempo fa ho detto che gli uomini primitivi avevano più rispetto per i morti e discutere su quante camere a gas abbiano tolto la vita a persone la cui unica colpa era essere ebrei non è un atto di rispetto nei loro confronti.

Detto questo mi autosegnalo per porre fine a questo indegno 3d.
__________________
Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione
Lippi, perchè non hai convocato loro ?
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Old 18-02-2006, 19:41   #13
Kars
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Io non trovo il termine "revisionismo" nel dizionario
ciao



_____
Kars2
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Old 18-02-2006, 19:46   #14
oscuroviandante
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Forse non ci sono state così tante camere a gas come si legge nei libri di storia ...ma sono bastate a contribuire a 6 milioni e mezzo di Ebrei morti.


un link

http://www.gndesign.it/shoahnet/revisionismo.htm
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Old 18-02-2006, 19:52   #15
FastFreddy
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Nei campi di concentramento sono morti milioni di ebrei e centinaia di migliaia di zingari, omosessuali, malati di mente, oppositori politici, etc.

Basta usare la logica per capire che non si tratta di fatti inventati e comunque il valore di tale evento non dipende certo dal numero di vittime...
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La mia config: Asus Z170 Pro gaming, Intel i5 6600k @4.5Ghz, cooler master 212x, corsair vengeance 8Gb ddr4 2133, SSD sandisk ultra II 480Gb, Gainward GTX960 4Gb, Soundblaster Z, DVD-RW, ali Corsair CX750M, Case Thermaltake Suppressor F31
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Old 18-02-2006, 19:53   #16
majin mixxi
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Originariamente inviato da giannola
Detto questo mi autosegnalo per porre fine a questo indegno 3d.

dipende da noi farlo diventare indegno o meno,a me piacerebbe poterne discutere tranquillamente
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Old 18-02-2006, 20:06   #17
subvertigo
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Originariamente inviato da majin mixxi
dipende da noi farlo diventare indegno o meno,a me piacerebbe poterne discutere tranquillamente
A me pare molto indegno aprire un thread mettendo in dubbio l'esistenza delle camere a gas e mettendo in grassetto:
"Non è esistita una sola "camera a gas" in un solo campo di concentramento tedesco: ecco la verità."

Si offende la memoria di milioni di persone trucidate da mostri della storia.

Poi non so tu che motivazioni hai avuto per riportare simili argomentazioni.
subvertigo è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 18-02-2006, 20:14   #18
Goldrake_xyz
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Messaggi: 984
Azz. quella della Bayer non la sapevo ....

Il Nazionalsocialismo ebbe inizio con delle buone idee, ed inoltre Hitler
vuoleva riscattare la germania dalla pesante sconfitta della 1a guerra
mondiale.
Hitler desiderava una nazione unita e forte, costituita da persone che
fossero originarie del luogo, cioè da soli tedeschi.
In realtà Egli non aveva molta cultura, insomma era abbastanza
ignorante, (il vero teorico del nazismo fù Goebbels) e si fece prendere
da alcune manie di grandezza che lo portarono a compiere delle scelleratezze
veramente grandi. (Inoltre molti paesi esteri, vedevano mal volentieri l'europa
indipendente sotto un' unico comando.)
E queste follie, costarono all Germania una disfatta ancora peggiore
di quella subita nella 1a guerra mondiale.
I campi di concentrazione, sono solo il frutto di un regime ormai distrutto
e che quindi vuoleva fare una rappresaglia di tutti i presunti nemici
su cui poteva mettere le mani.
Quindi per rientrare in tema, penso sicuramente che ci siano stati
degli omicidi di massa, sia con la fucilazione, che con la camere a gas.
(ma siccome si doveva far presto, ci sono rimaste poche testimonianze)
Poi naturalmente, da cosa nasce cosa, e i vincitori hanno minimizzato i
loro "peccati" e amplificato smisuratamente quelli degli sconfitti.

Appropos, gli "alleati" stanno facendo gli stessi campi di concentramento
in iraq e dintorni, solo che hanno proibito alla stampa di accedere
(x motivi militari) a questi siti ...

Goldrake_xyz è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 18-02-2006, 20:16   #19
zerothehero
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Originariamente inviato da oscuroviandante
Quote:
Durante le due guerre mondiali, la Germania fu sempre impegnata a fronteggiare le epidemie di tifo che scoppiavano a causa dai pidocchi introdotti nei traffici commerciali con l'oriente. Ciò spiega il fatto che i prigionieri dei campi di concentramento tedeschi raccontino della rasatura dei capelli, delle docce frequenti e di altre procedure d'igiene quali il trattamento dei locali con un insetticida, lo Zyclon. Ciò spiega inoltre l'elevato tasso di mortalità nei campi e la presenza al loro interno dei forni crematori.
Mamma cosa c'è scritto lì...ci vuole coraggio a scrivere cose del genere.
Dire che i forni crematori erano stati costruiti per far fronte alla naturale mortalità dei campi di prigionia è davvero grossa.
7000 sono stati i sopravvissuti al Auschwitz – Birkenau (togliendo quelli morti nelle lunghe marce della morte) su più di un milione di prigionieri che sono passati per quel campo.
Meno del 1% di sopravvivenza...e la chiama naturale l'autore questo tasso.. che coraggio..
Nessun campo di prigionia (che non sia di sterminio) ha tassi così bassi di sopravvivenza..
__________________
We are the flame and darkness fears us !
zerothehero è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 18-02-2006, 20:16   #20
Amu_rg550
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L'Avatar di Amu_rg550
 
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 1831
non c'è nulla di male del discutere argomentando così come è nato e si è sviluppato questo thread, adesso non esageriamo.
non ritengo che censurare o chiudere queste discussioni contribuisca a fare chiarezza, a teorie alternative bisogna rispondere in modo chiaro, senza reticenze.

fintanto che la discussione sta nei limiti del lecito è giusto che stia aperta.
__________________
Maurizio | There is no dark side in the moon, really. Matter of fact it's all dark. The only thing that makes it look light is the sun.
Amu_rg550 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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