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#121 | |
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Senior Member
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#122 | |||||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Singularity
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(un'affermazione simile, che i malati di cancro morissero meno frequentemente in date significative per loro, come il compleanno o un anniversario, è stata confutata dalle statistiche) Quote:
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Se l'astrologa è così brava potrebbe prendere un gruppo di persone e fare delle previsioni, senza comunicarle, e poi chiedere a un secondo gruppo di associare le previsioni alla persona in base agli eventi accaduti. Penso che il risultato interesserebbe molto agli specialisti. Quote:
(e poi ho un controesempio: mio fratello, testate e gemelli Non credere che mi prenda gioco dell'astrologia, e neppure voglio fare proseliti. Mi interessa solo che chi ci crede, o chi la pratica sia disposto ad avere l'apertura ad altre idee e l'autocritica che chiede alla scienza (e che già la scienza applica).
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echo 'main(k){float r,i,j,x,y=-15;while(puts(""),y++<16)for(x=-39;x++<40;putchar(" .:-;!/>"[k&7])) for(k=0,r=x/20,i=y/8;j=r*r-i*i+.1, i=2*r*i+.6,j*j+i*i<11&&k++<111;r=j);}'&>jul.c;gcc -o jul jul.c;./jul |Only Connect| "To understand is to perceive patterns" Isaiah Berlin "People often speak of their faith, but act according to their instincts." Nietzsche - Bayesian Empirimancer - wizardry |
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#123 | |
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Bannato
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Città: outside italy
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Esistono relazioni statistiche tali per cui è stato messo a punto anche un programma specifico. Una cosa è necessario precisare: non esistono fattori come "le caratteristiche di un indiiduo". Esistono, semmai le "predisposizioni". Le predisposizioni sono date dalla nascita, e la possibilità che esse si tramutino poi in manifestazione dipende dai fattori che sono intervenuti sulla predisposizione. Una malattia ovviamente è null'altro che la manifestazione in forma fisica di una predisposizione. Fra le predisposizioni includiamo ovviamente anche le circostanze di vita: è piuttosto sciocco pensare che una persona abbia qualunque possibilità aperta. Le possibilità sono predisposte e non è detto che abbiano luogo, trattandosi appunto di possibilità, e come tali da cogliere. Altre circostanze invece sono date come ineluttabili. Quando nacque la figlia della mia amica passai immediatamente la data di nascita ad un "conoscente": disse solo "attenzione ai polmoni". Il giorno dopo la misero in incubatrice per problemi respiratori. La mia considerazione è che la scienza pecchi troppo di presunzione: esclude automaticamente tutto ciò che non sia verificabile con il proprio criterio, dimenticando peraltro che il metodo empirico è comunque alla base della formulazione di ogni teoria. P.S. avevo abbandonato la discussione, ma mi ha fatto piacere leggere le posizioni di trallallero e SoleNeve |
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#124 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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è piuttosto sciocco pensare che una persona abbia qualunque possibilità chiusa. le possibilita' non sono "predisposte" da un bel niente (nessuno ahime' si prende la briga di predispormi possibilita' |
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#125 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Singularity
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#126 | |
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Bannato
Iscritto dal: Oct 2002
Città: Vicino Fermo Mercatino:più di 100 trattative tutte OK
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il cattolicesimo e' una religione...ma nn tutte le religioni sono il cattolicesimo Quindi se il cattolicesimo(e nn e' vero) dice di affermare delle verita', nn e' detto che sia cosi' per tutte le altre religioni, dato che si basano unicamente sulla fede, senza AFFERMARE alcuna verita' ma ritenendola tale solo attraverso la fede... Hia fatto un errore madornale nel tuo ragionamento concettuale. Ciao Wing |
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#127 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Città: Wursteland
Messaggi: 1749
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Molti, insisto, peccano di presunzione, ponendo l'uomo al di sopra della natura dimenticando che siamo un suo frutto. L'uomo che capisce perché ha ragione, logica e conoscienza, l'uomo che domina in quanto essere superiore ed astratto dal mondo naturale Io non sono in nessuna minima forma religioso, neanche battezzato, ma mi piace una frase che sentivo dalle suore alle elementari: "polvere eravamo e polvere torneremo". Non c'é nulla di piú vero (@scienziati: rispecchia anche la legge del: nulla si crea e nulla si distrugge ), per me, perché penso di essere parte dell'universo ma come una delle tante espressioni presenti. Non é un caso che la materia sia fatta di elettroni che girano attorno ad atomi esattamente come la Luna gira attorno alla Terra che a sua volta gira attorno al Sole .... ergo, il mondo é un giramento di balle É veramente difficile spiegare concetti del genere, soprattutto per uno che, come me, non ha quella abilitá e non riesce con 40 pagine a spiegare una cosa che un altro risolve in 3 righe
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#128 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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E' giunto il momento del post kilometrico (per chi ne ha voglia ovviamente) per stimolare la discussione
Argomenti contrari all'astrologia e risposte degli astrologi Le prime critiche all'astrologia risalgono a Lucrezio e Cicerone. Questa è una breve lista degli argomenti principali: * Dal punto di vista scientifico, la critica più importante è che ogni volta che l'astrologia è stata messa alla prova secondo criteri rigorosi e obiettivi, non ha dimostrato alcun potere di previsione. * Le posizione in cielo dei segni zodiacali risale a vari millenni fa e risulta oggi senza alcune relazione con le costellazioni.Infatti, per effetto della precessione degli equinozi i segni zodiacali dovrebbero essere spostati di almeno un mese all'indietro per essere compatibili col movimento del Sole, e comunque le costellazioni a cui fanno riferimento non portano certo ad una durata uguale per ognuno di essi. Una grande costellazione (l'Ofiuco) posta nel bel mezzo dello Zodiaco è del tutto ignorata. * Una relazione causale tra movimenti celesti e destino delle persone non è mai stata provata. * Se i pianeti effettivamente influenzano la vita degli uomini, gli astrologi avrebbero dovuto notare da secoli la presenza dei pianeti Urano, Nettuno e Plutone, ben prima che questi venissero scoperti dagli astronomi grazie alle previsioni della meccanica celeste. Inoltre, nel Sistema solare esistono migliaia di corpi minori del tutto ignorati dall'astrologia, anche se alcuni di essi rivaleggiano con i pianeti più piccoli come dimensione: alcuni (come Ganimede, un satellite naturale di Giove) sono più grandi di Mercurio, altri (come Eris o Cerere) sono di dimensioni superiori o paragonabili a quelle di Plutone, eppure nessuno di essi compare in alcun oroscopo. * La presenza di Plutone negli oroscopi presenta anche un altro problema in astrologia: data la forte inclinazione della sua orbita, esso viene osservato talvolta ben lontano dall'eclittica: cosa accade alla sua supposta influenza quando esso è posizionato fuori dallo zodiaco? * Dal punto di vista metodologico, le interpretazioni sono vaghe, imprecise e lasciate all'arbitrio dell'astrologo. * Le versioni popolari (come l'oroscopo giornaliero basato semplicemente sulla posizione del sole) sono estremamente riduttive e talmente vaghe da potersi adattare a qualunque persona. * Se la configurazione degli astri (al momento della nascita) influenza il destino o il carattere di una persona, allora i gemelli che nascono a pochi minuti di distanza dovrebbero sempre condividere lo stesso destino o carattere (questa obiezione risale a Sant'Agostino). * Non esiste alcuna forza conosciuta che potrebbe dar luogo agli effetti previsti dall'astrologia. Quelle conosciute sono sicuramente da eliminare: per esempio, la forza di gravità di un'infermiera è molto più influente di quella di Giove al momento della nascita. * Se l'influenza dei corpi nel nostro sistema solare dipende dalla loro massa, allora l'influenza di Plutone dovrebbe essere (data la distanza e la minore massa) milioni di volte inferiore a quella di Giove, e perfino inferiore a quella dell'asteroide Cerere; se la massa non conta nulla, allora ogni piccola corpo (comprese le decine di migliaia di asteroidi) che orbita intorno al Sole dovrebbe influenzare la nostra vita (in sostanza, gli astrologi -come gli antichi astronomi- studiano degli oggetti - i pianeti - senza preoccuparsi delle loro caratteristiche fisiche, di cosa siano in realta'). A questi argomenti gli astrologi rispondono che: * Gli effetti di talune configurazioni astrologiche offrono riscontri statistici (affermazione confutata dagli scienziati, le cui verifiche sperimentali hanno dato esito negativo). * L'astrologia occidentale non attribuisce alcun potere d'influsso alle costellazioni, e quindi alle stelle che le compongono. Essa invece attribuisce significato solo ai segni zodiacali, che dividono l'eclittica in 12 parti di uguale ampiezza; quattro di questi iniziano in coincidenza con i due solstizi e i due equinozi. A causa del noto fenomeno della precessione degli equinozi, costellazioni astronomiche e segni zodiacali non hanno più alcun rapporto. * I satelliti possono essere oggetto di interpretazione e infatti la luna lo è. Ma la loro posizione è quasi identica a quella dei rispettivi pianeti. * L'astrologia riconosce le zone d'ombra dovute alla presenza all'interno del sistema solare di corpi minori di recente scoperta, ma rivendica di aver saputo rendere organici al proprio sistema i nuovi pianeti, a partire da Urano. Inoltre alcuni astrologi hanno iniziato ad indagare le caratteristiche dei pianeti transplutoniani prima che questi fossero scoperti, ipotizzandone la presenza in quanto necessari a completare il quadro delle relazioni tra pianeti e segni zodiacali[1]. * L'oroscopo basato solo sulla posizione del Sole ha infatti scarso valore, nonostante la sua diffusione massmediatica. L'astrologia deve considerare il quadro astrale nel suo complesso. * L'astrologia non nega né il condizionamento dato dal mondo esterno né il ruolo del patrimonio genetico nella formazione dell'individuo. * L'imprecisione delle interpretazioni riflette sia la complessità del sistema, che deve tenere conto delle posizioni di tutti i pianeti, delle dodici case e dei rapporti reciproci, sia, nel caso dell'oroscopo natale, la complessità di ogni singolo individuo. * L'astrologia moderna si configura sempre meno come un metodo di previsione e sempre più come una metodologia per indagare la natura dell'uomo da un punto di vista psicologico e sociale. Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Astrologia L'astrologia messa alla prova Le più importanti verifiche sperimentali di Stefano Bagnasco Il metodo più usato per verificare sperimentalmente le affermazioni astrologiche è il cosiddetto matching test (dall’inglese to match, “abbinare”) in cui, con varie modalità, si cerca di appaiare una serie di descrizioni più o meno dettagliate del soggetto con l’interpretazione del suo tema natale preparata da un astrologo. I vantaggi di questo approccio, rispetto ad esempio alla ricerca di correlazioni tra tratti del carattere e particolari configurazioni astrali, sono molteplici: * Non è lo sperimentatore a scegliere quali tratti del carattere siano da prendere in considerazione, o quali configurazioni zodiacali; il lavoro astrologico di interpretazione è fatto da astrologi professionisti, possibilmente scelti tra i più autorevoli, con i quali è anche concordato il protocollo sperimentale. In questo modo ci si mette al sicuro da possibili errori dovuti alla scarsa esperienza astrologica di chi esegue lo studio. * Una critica sovente mossa dagli astrologi alle ricerche di correlazioni è che il tema natale del soggetto andrebbe sempre preso in considerazione nel suo insieme, e non un aspetto alla volta. Alcuni astrologi riconoscono infatti l’importanza della ricerca statistica, ma fanno notare come in questi studi la natura del lavoro astrologico sia mal rappresentata. Nel matching test è l’astrologo stesso ad interpretare il tema natale, ed eventualmente a scegliere a quali aspetti dare maggiore o minore importanza. * Gli aspetti che si possono prendere in considerazione in una ricerca di correlazioni sono numerosissimi, e spesso diverse scuole astrologiche assegnano loro significati diversi. Questo rende virtualmente infinite le correlazioni da verificare: è stato stimato che si dovrebbero prendere in considerazione almeno 1035 possibili combinazioni di pianeti, segni, case, aspetti… per confronto, il numero di granelli di sabbia sulla Terra è stimato essere “solo” 1027 (Culver & Ianna 1977). Nel matching test, al contrario, il risultato è indipendente da eventuali assunzioni sulle teorie astrologiche alla base del lavoro dell’astrologo. Non parleremo perciò, in questa breve rassegna, degli ricerche di correlazioni, che sono trattate altrove. Concentreremo piuttosto l’attenzione sugli studi direttamente volti a verificare l’efficacia delle tecniche astrologiche così come praticate dagli astrologi. Nel seguito esamineremo brevemente (una rassegna più dettagliata ed esaustiva è in preparazione) alcuni tra gli esperimenti più importanti pubblicati negli ultimi vent’anni. L’esperimento di Carlson Il primo di questi studi fu pubblicato nel 1985 su Nature, una delle più autorevoli riviste scientifiche internazionali (Carlson 1985; va però osservato come, per quanto Nature sia in generale una rivista peer-reviewed, l’articolo sia uscito nella sezione Commentary, che non lo è). L’esperimento consisteva di due fasi: 1. Nella prima un certo numero di soggetti volontari fornisce le informazioni (luogo, data ed ora di nascita, opportunamente documentate) in base alle quali gli astrologi erigono il tema natale e ne redigono una interpretazione. I soggetti cercano di scegliere il profilo che ritengono più corretto (da un gruppo che contiene il proprio ed altri due a caso), senza ovviamente sapere quale sia, ed assegnano un punteggio da 1 a 10 all’accuratezza del profilo scelto. 2. Agli astrologi partecipanti viene fornito separatamente il tema natale di un soggetto scelto a caso, oltre al profilo psicologico costruito secondo i criteri standard del CPI (California Personality Inventory, un sistema standardizzato di descrizione del profilo psicologico) del soggetto in questione e di due altri soggetti scelti a caso. Anche agli astrologi viene chiesto di scegliere il profilo che meglio si adatta al tema natale, assegnando un punteggio alla “bontà” dell’associazione. Sfortunatamente il risultato dell’esperimento non fu statisticamente così significativo come originariamente previsto dagli organizzatori, anche se il risultato è ragionevolmente non ambiguo. Molti degli astrologi che inizialmente avevano accettato di partecipare allo studio, infatti, non completarono il lavoro loro richiesto; il campione statistico fu perciò più piccolo di quanto progettato nel protocollo. Tuttavia, questo lavoro è esemplare da molti punti di vista, in particolar modo per tutti gli accorgimenti volti ad ottenere un protocollo cieco e, soprattutto, per la quasi maniacale cura degli autori nel descrivere nel dettaglio le procedure seguite (l’articolo conta ben sette delle fitte pagine di Nature). All’esperimento parteciparono 28 astrologi, selezionati da un’autorevole organizzazione astrologica americana (il National Council for Geocosmic Research), che collaborò anche alla definizione del protocollo sperimentale. Il protocollo fu a lungo discusso e perfezionato fino ad essere accettato sia dagli autori sia dagli astrologi, con la consulenza di esperti in statistica e psicologia; esso includeva numerosi accorgimenti per evitare possibili fonti di errore sistematico od eventuali frodi da entrambe le parti. Ad esempio, nella selezione dei soggetti per l’esperimento, chi dichiarava (in un questionario preliminare) di essere “fortemente contrario” all’astrologia era scartato: avrebbe potuto infatti modificare i risultati non selezionando quello che gli pareva il profilo più corretto. Inoltre, l’esperimento fu condotto completamente in doppio cieco: sia gli sperimentatori (gli scienziati) che gli astrologi potevano identificare i questionari CPI ed i temi natali solo attraverso numeri di codice, assegnati in modo casuale da una persona estranea alla sperimentazione. La tabella con le corrispondenze e tutti i dati dei soggetti non erano accessibili né agli sperimentatori né agli astrologi fino alla fine dell’esperimento. In entrambe le fasi dell’esperimento, l’ipotesi completamente casuale implica una probabilità di successo (ossia di associazione del tema natale al CPI corretto, o dell’interpretazione alla persona corretta) pari ad 1/3; gli astrologi confidavano invece di aver successo con una frazione della metà o più dei soggetti. Il risultato della prima fase è che i soggetti scelsero come più accurata la loro interpretazione del tema natale nel (33.7 ± 5.2)% dei casi, mentre nella seconda gli astrologi associarono il tema natale al profilo CPI corrispondente nel (34 ± 4)% dei casi. Entrambi i risultati sono perfettamente compatibili con il 33% predetto dall’associazione puramente casuale. In più, non sembrò esserci alcuna correlazione tra la fiducia che gli astrologi ripongono nell’associazione (espressa, come si ricorderà, con un punteggio) e la frazione di risposte corrette. Migliorando il metodo Come in tutti i lavori scientifici, dopo la pubblicazione dell’articolo su Nature la riflessione ed il dibattito portarono la comunità degli scienziati e quella degli astrologi a suggerire alcuni possibili miglioramenti. Dal punto di vista puramente metodologico, si era constatato che non solo gli astrologi non riuscivano ad appaiare correttamente il CPI con il tema natale, ma (come correttamente Carlson fa notare nell’articolo) anche i soggetti stessi avevano difficoltà a distinguere il proprio profilo CPI dagli altri; non era così possibile concludere con certezza che il risultato della seconda fase fosse dovuto al fallimento della pratica astrologica piuttosto che a limitazioni nel CPI stesso. Da un punto di vista astrologico, invece, venne fatto notare come le informazioni fornite dal profilo CPI non erano necessariamente quelle pertinenti al lavoro dell’astrologo, e che un profilo psicologico così schematizzato poteva non essere sufficiente (è da notare, comunque, che gli astrologi che avevano preso parte al test di Carlson avevano approvato il protocollo, compreso l’uso del solo CPI). Così qualche anno dopo due psicologi della Indiana University, in stretta collaborazione con la Indiana Federation of Astrologers (IFA), prepararono uno studio analogo con numerosi miglioramenti (McGrew & McFall 1990). Il più importante era che all’astrologo non veniva fornito semplicemente un profilo psicologico, ma un intero case file contenente un questionario appositamente predisposto (denominato Personal Characteristics and Life History Summary, sommario delle caratteristiche e della storia personali, con 61 domande sul carattere, i gusti personali, la storia della vita, la salute del soggetto, date di nascita e morte di consanguinei, insomma tutte le informazioni che gli astrologi ritennero necessarie), insieme con due profili psicologici standard (ottenuti con due tecniche diverse, più sofisticate del CPI) e due foto del soggetto, di fronte e di profilo. Il test venne eseguito da sei astrologi, selezionati dalla IFA in base alle loro competenze (tutti erano, o erano stati, astrologi professionisti). I soggetti erano 23 persone di 30 o 31 anni, selezionate senza dir loro che avrebbero preso parte ad un esperimento sull’astrologia. Anche in questo caso furono prese precauzioni per garantire la “cecità” del protocollo, e per mettersi al riparo da eventuali artefatti. Agli astrologi era richiesto di appaiare correttamente i dati di nascita con i case file dei soggetti. Per fare meglio del caso un astrologo avrebbe dovuto ottenere almeno quattro appaiamenti corretti; il risultato fu che nessuno degli astrologi, che pure si erano dichiarati soddisfatti, riuscì ad appaiare correttamente i dati di più di tre soggetti, neanche tenendo conto delle “seconde scelte” che potevano essere indicate. Gli stessi dati erano stati forniti, oltre che agli astrologi, ad un “soggetto di controllo:” un dottorando in psicologia che, senza ovviamente usare alcuna tecnica astrologica, avrebbe dovuto cercare anche lui di ottenere il massimo numero di appaiamenti corretti. Il “controllo” ottenne tre appaiamenti corretti, come il migliore degli astrologi. Curiosamente fu anche l’unico che, tenuto conto delle seconde scelte, ottenne quattro risultati corretti, facendo così meglio di tutti gli astrologi. Un ulteriore possibile problema è dato dall’eventualità che l’astrologia abbia una qualche validità, anche se non tutto il successo che le attribuiscono i suoi sostenitori. Anche dando fiducia alle poche, controverse ricerche di correlazione che non hanno avuto risultati completamente negativi ( che in realtà generalmente non si riuscì a replicare in studi successivi), la dimensione degli effetti trovati è in effetti sempre molto piccola, dando credito all’ipotesi che almeno in parte l’apparente successo delle letture astrologiche possa essere dovuto ad una qualche forma di “effetto Barnum” (l’effetto psicologico per il quale è possibile preparare una descrizione del carattere così ambigua e generica che chiunque possa riconoscervisi, senza notarne l’ambiguità, vedi). In tal caso, l’eventuale piccolo effetto genuinamente astrologico potrebbe essere mascherato, nel senso che, avendo la maggior parte dell’interpretazione proposta dall’astrologo un senso per chiunque, le poche affermazioni che sarebbero veramente “giuste” si perderebbero in un lungo testo (le interpretazioni preparate dagli astrologi nell’esperimento di Carlson erano mediamente dell’ordine di 1000 parole!) e non bastano a far sì che il profilo giusto venga selezionato più frequentemente degli altri (Dean 1987). Per mettersi al sicuro da questo ipotetico problema, lo psicologo australiano G. Dean provò ad usare interpretazioni estremamente concise; dei 22 soggetti usati per lo studio, la metà ricevette interpretazioni del tema natale preparate usando il significato convenzionalmente associato a ciascun aspetto planetario; le interpretazioni degli altri erano state preparate allo stesso modo ma usando temi natali “invertiti” (tutte le posizioni planetarie eccetto il segno solare di nascita erano state “rimescolate” artificialmente per fornire il significato opposto). Anche in questo caso, il gruppo che ricevette le interpretazioni “corrette” non ottenne risultati migliori di quello le cui interpretazioni erano “rovesciate”. È chiaro come le semplici interpretazioni “meccaniche” usate da Dean siano ben diverse dalla lettura completa e personalizzata che molti astrologi fanno, ma d’altro canto i manuali di astrologia riportano proprio questo tipo di affermazioni; è perciò legittimo, anche se non risolutivo, mettere alla prova anche queste. Quelli riportati sono solo due tra i più importanti studi, scelti per il rigore della metodologia sperimentale e perché esemplificano bene la tecnica adottata. I risultati di altri studi analoghi saranno presentati, senza esaminarli in dettaglio, nelle conclusioni. E Vernon Clark? Prima di concludere, una osservazione su un ulteriore lavoro sperimentale spesso citato dai sostenitori dell’astrologia. L’unico del tipo matching test a trovare risultati positivi, fu compiuto dallo psicologo americano Vernon Clark tra il 1959 ed il 1961 (Clark 1961; non ci è stato possibile reperire in alcun modo una copia dell’articolo originale di Clark, quindi queste note si basano solo su resoconti di seconda mano). Il lavoro di Clark, che comprendeva tre diversi esperimenti, non era nella struttura molto dissimile da quelli finora descritti. Dalle informazioni disponibili, tuttavia, non ci è possibile ricostruire esattamente le metodologie sperimentali (apparentemente non descritte a fondo neanche nell’articolo originale; alcune fonti esprimono dubbi sulla qualità della metodologia di Clark). In particolare, non è chiaro se Clark avesse usato un protocollo cieco anche nella scelta del campione di soggetti da esaminare; qualora non lo avesse fatto, sorgono seri dubbi sulla validità dell’esperimento. In ogni caso, la mancata replicazione dei risultati di Clark da parte di ricercatori indipendenti rende il quadro generale decisamente negativo; sospendiamo tuttavia il giudizio in attesa di poter esaminare il resoconto di prima mano degli esperimenti. Conclusioni Se si riuniscono i risultati dei matching test presentati, insieme con quelli di altri studi, il quadro complessivo è quasi unanime (vedi tab. 1; per semplicità di confronto, sono riportati solo i numeri relativi ad esperimenti in cui è il soggetto a dover scegliere tra più interpretazioni del proprio tema natale). Su dieci lavori presi in esame, per un totale di quasi 400 soggetti, solo due studi riportano risultati non completamente compatibili con l’ipotesi casuale. Entrambi gli studi, ad un esame più approfondito, mostrarono gravi difetti nel protocollo sperimentale (ad esempio, non si era tenuto conto che molti conoscono le caratteristiche tradizionalmente associate a ciascun segno zodiacale; un Ariete, dovendo scegliere un profilo astrologico, tenderà a preferire quello che dice “testardo”). Rif. --------> Numero soggetti /Letture per soggetto/Numero di appaiamenti corretti/Osservati/Attesi Cummings et al. 1978------>12 / 3 / 3/ 4 Neher 1980---------------->18 / 6 / 3 / 3 Lackey 1981 -------------->38 / 2 / 19 / 19 Dwyer & Grange 1983------>34 / 3 / 10 / 11 Tyson 1984--------------->15 / 5 / 2 / 3 Carlson 1985-------------->83 / 3 / 28 / 28 Krippner 1980------------->16 / 8 /3 /2 Marbell et al. 1986-------->24 / 3 / 14 / 8 Dwyer 1986--------------->30 / 2 / 15 / 15 Klein 1988---------------->122 / 5 / 41 / 24.4 Tab. 1: Matching test in cui il soggetto doveva scegliere l’interpretazione del suo tema natale tra altre prese a caso (il numero è indicato nella terza colonna), numero di scelte corrette osservato confrontato con il numero atteso da una scelta puramente casuale. (adattato da Dean 1987). Per informazioni su ulteriori studi, inclusa una accurata disamina di studi meno convenzionali di quelli qui presentati, si rinvia al recente lavoro pubblicato da Geoffrey Dean ed Ivan W. Kelly su un numero speciale del Journal of Consciousness Studies dedicato alla parapsicologia (Dean & Kelly 2003; una traduzione in italiano dell'articolo è in preparazione), che contiene anche una eccellente bibliografia. In generale, sembra di poter concludere che anche riguardo all’astrologia vale la regola per la quale, in queste materie controverse, migliore è la qualità dello studio (e più stringenti i controlli), minori sono gli effetti trovati, che si riducono fino, ad un certo punto, a scomparire del tutto; sintomo di quello che il premio Nobel Irving Langmuir chiamava “scienza patologica” (Lamgmuir 1989). Si può a questo punto probabilmente chiudere con un’osservazione di F. A. Fullam: “…un sistema non deve necessariamente essere reale per essere accettato come vero: basta che sia soddisfacente. L’astrologia fiorisce rigogliosamente perché è un quadro all’interno del quale è possibile ricercare e discutere il significato della propria esistenza.” (Fullam 1984, citato in Dean 1987) Bibliografia Nota: in questa bibliografia sono riportati solo gli studi citati nel testo. Un articolo più approfondito, con una bibliografia più esaustiva, è in preparazione. Carlson, S., “A Double-blind Test of Astrology” Nature, 318:419 (1985) Clark, V., “Experimental Astrology” In Search Winter/spring 1961:102-112 (1961) Culver, R. B., Ianna, P. A., The Gemini Sindrome. Tucson: Pachart (1977). Ripubblicato, con qualche aggiunta, come Astrology: True or False?, Buffalo: Prometheus (1988) Culver, R., Ianna, P., Astrology: True or False, p.215. Buffalo: Prometheus (1988) Cummings, M., Smith, M., Lovick, K, e Crosbie, P., “Astrological chart interpretation: Exploring an alternative strategy for counselling.” Kosmos B8B:5-26 (1978) Dean, G., “Does Astrology Need to be True? Part 1: A Look at the Real Thing”, Skeptical Inquirer 11:166 (1986) Dean, G., “Does Astrology Need to be True? Part 2: The Answer is No”, Skeptical Inquirer 12:257-273 (1987) Dean, G., “Does Astrology Need to be True? Postscript”, in Frazier, K. (ed.), The Hundredth Monkey annd others Paradigms of the Paranormal. Buffalo: Prometheus (1991) Dwyer, T., Grange, C., Astrological Journal 28:92-93 (1983) Dwyer, T., Astrological Journal 25:206 (1986) G. Dean, I. W. Kelly, “Is Astrology Relevant to Consciousness and Psi?”, Journal of Consciousness Studies 10,6-7:175-198 (2003). Il testo è inoltre disponibile sul web (link). Klein, M., “The accuracy of relationship descriptions a test of astrology” Correlation 8:5-17 (1988) Krippner, S. “Garden Murphy and the astrology probe”, in Roll, W. G. (a cura di), Research in parapsychology 1979, pp. 31-32 Meutchen: Scarecrow Press (1979) Lackey, D. P., “A controlled test of perceived horoscope accuracy.” Skeptical Inquirer 6:26-31 (1981) Langmuir, I., “Pathological Science (notes transcribed and edited by R. N. Hall)”, Physics Today 42:36 (1989) Marbell, N. Z., Novak, A. R., Heal, L. W., Fleming, L. D., Burton, J. M., “Self-selection of astrologically derived personality descriptions: an empirical test of the relationship between astrology and psychology.” Journal of the National Council for Geocosmic Research pp. 29-43 (1987) McGrew, John H., McFall, Richard M., “A Scientific Inquiry Into the Validity of Astrology” Journal of Scientific Exploration 4:75-83 (1990) Nanninga, R., “The Astrotest: a tough match for astrologers”, Correlation, 15(2):14-20 (1996) Neher A., The psychology of transcendence. Englewood Cliffs: Prentice-Happ, pp. 239-242 (1980) Tyson, G. A., “An empirical test of the astrological theory of personality”, Personality and Individual Differences 5:247-250 (1984) Quali correlazioni? Sincronicità, correlazioni ed astrologia di Stefano Bagnasco NOTA – Il brano di Raymond Smullyan a cui si fa riferimento nel testo è disponibile, nella traduzione di Mariano Tomatis, qui. Le provocazioni di Raymond Smullyan (Smullyan 1977) sono sempre molto divertenti e stimolanti, come questa sull’astrologia. Proviamo a rispondere alla provocazione, tornando coi piedi per terra. L’idea di sincronicità fa il suo ingresso nel pensiero occidentale con i lavori dello svizzero C. G. Jung, il fondatore di quella particolare branca della psicoanalisi denominata psicologia analitica, e da allora è stata proposta come spiegazione a quasi tutti i fenomeni paranormali, spesso in congiunzione con alcuni degli aspetti più “oscuri” della meccanica quantistica, generalmente usati a sproposito. Jung introduce il concetto di sincronicità (o “principio dei nessi acausali”) per cercare di superare il predominio del principio di causalità che permea il pensiero scientifico e la cultura dell’occidente. Con il termine si indica la coincidenza significativa di un evento interno (ossia psichico) con un evento esterno, che non ha e non può avere una connessione causale col primo. Quella che qui ci interessa non è perciò la sincronicità tra due treni di pensieri con una possibile causa comune, come nel racconto Zen dell’articolo di Smullyan. È qualcosa di più profondo, la cui esistenza metterebbe in crisi tutto l’edificio del pensiero scientifico moderno fondato sul principio di causalità. È un concetto un po’ sfuggente che si presta a diverse interpretazioni; seguiamo il pensiero dell’autore. Prendiamo due avvenimenti apparentemente indipendenti, senza alcuna evidente relazione di causa ed effetto: un esempio classico portato dallo stesso Jung è quello del sincronismo tra le parole di una sua paziente, che racconta di aver sognato uno scarabeo, e l’ingresso di uno scarabeo dalla finestra aperta dello studio del medico. Normalmente si classificherebbe il fatto tra le pure coincidenze, che ci colpiscono solo quando appaiono “significative”. Ma se così non fosse? La prima possibilità è che i due eventi abbiano una causa comune, in questo caso probabilmente molto remota e un po’ misteriosa; possiamo chiamare questa ipotesi “sincronicità debole.” Caso più estremo, possiamo immaginare che i due avvenimenti siano collegati da un meccanismo di pura sincronicità (che chiameremo “forte”) che non ha niente a che fare con il principio di causalità. Come possiamo fare a scoprire se la sincronicità forte è una proprietà del nostro universo? Concettualmente è facile: si cercano, come suggerisce Smullyan, correlazioni tra avvenimenti che non possano essere ragionevolmente correlati secondo le leggi della fisica che conosciamo. Cosa significa? Se scopriamo che, ad esempio, quando accade A accade anche B (o anche solo è più probabile che accada anche B), diciamo che A e B sono correlati. Ma correlazione non implica causalità, cioè non è detto che A sia la causa di B: potrebbe essere il contrario (se c’è un incendio ci sono i pompieri, ma non per questo posso concludere che i pompieri danno fuoco alle case) oppure esserci una comune causa che non conosco o che non ho preso in considerazione. Se ad esempio scopro che esiste una correlazione tra l’incidenza di una particolare malattia e il tasso di scolarizzazione non potrò concludere che la scarsa cultura provoca la scabbia. L’ipotesi più plausibile è che qualche causa terza sia all’origine di entrambi i fenomeni; in questo caso è facile immaginare, ad esempio, come alla vita in condizioni di povertà si possano associare sia una bassa scolarità sia scarse condizioni igieniche. Questa forma banale di sincronicità debole va tenuta in seria considerazione in qualunque studio ed è potenzialmente fruttifera, nel senso che indagando le possibili concause di avvenimenti correlati si possono fare scoperte interessanti e, magari, inaspettate. Giustamente Smullyan osserva come l’astrologia possa “diventare un interessante terreno di studi futuri sul principio della sincronicità;” aggiungiamo però che non esiste altrove nella scienza contemporanea alcun altro indizio della validità di un simile principio. Eventuali correlazioni osservate tra la configurazione dei pianeti del sistema solare e la nascita di un bambino avrebbero perciò importanza capitale. Se ne attribuiamo l’esistenza ad una forma debole del principio sincronico, la remota causa comune è certamente misteriosa in quanto non esistono meccanismi noti che le possano spiegare, e varrebbe la pena indagarla. Ancora più interessante è, chiaramente, l’ipotesi della sincronicità forte. Ma è vero, come dice Smullyan, che queste supposte correlazioni non sono state studiate? Il primo punto da considerare è che tali correlazioni, se esistenti, non sono per niente perspicue. Gli astrologi affermano di conoscerle e su di esse basano le loro predizioni, ma tutte le volte che si è eseguito uno studio serio sull’efficacia di tali predizioni si è arrivati alla conclusione che se gli astrologi avessero tirato completamente a indovinare avrebbero fatto più in fretta e con lo stesso successo. In uno studio pubblicato su Nature nel 1985 (Carlson 1985) si metteva alla prova la capacità di alcuni astrologi di associare un’interpretazione del tema natale del soggetto con un profilo psicologico tracciato con criteri standard. Dovendo scegliere fra tre profili scelti a caso, uno solo dei quali era quello corretto, gli astrologi hanno avuto successo nel (34 ± 4)% dei casi, risultato perfettamente compatibile con il 33% predetto da un’associazione puramente casuale. Uno studio analogo, pubblicato nel 1990 sul Journal of Scientific Exploration (McGrew & McFall 1990), porta ai medesimi risultati. Quest’ultimo studio, probabilmente l’esperimento meglio progettato mai eseguito sull’astrologia, ha inoltre messo in evidenza come non vi sia neanche accordo tra differenti astrologi sull’interpretazione del tema natale (ulteriori informazioni sono disponibili in un altro articolo). Cosa se ne può concludere? Che i principali proponenti dell’astrologia, cioè gli astrologi stessi, sostengono l’esistenza di correlazioni tra la posizione degli astri e la vita di una persona ma non sono in grado di indicare quali queste correlazioni siano. Il principale indizio a favore dell’esistenza di tali correlazioni, che potrebbe giustificare ulteriori ricerche, viene perciò a mancare. Nonostante ciò, esiste un filone di ricerca astrologica che mette completamente da parte le affermazioni degli astrologi e ricerca direttamente proprio correlazioni tra la configurazione zodiacale alla nascita ed il carattere di una persona (non per niente la rivista della British Astrological Association, una delle più serie pubblicazioni astrologiche, si intitola Correlation). I più famosi studi in questo campo sono quelli del francese Michel Gauquelin, morto nel 1991. Gauquelin, scettico nei confronti dell’astrologia tradizionale, riteneva tuttavia di aver trovato una piccola ma statisticamente significativa correlazione tra determinate posizioni del pianeta Marte e la nascita di futuri campioni sportivi, il cosiddetto “effetto Marte” (ad es. Gauquelin 1988). La disputa sull’esistenza o meno dell’effetto Marte fu purtroppo immediatamente inquinata dalla scarsa qualità di uno studio promosso dallo CSICOP, l’equivalente americano del CICAP. Le polemiche tardarono a placarsi, ma i risultati di studi successivi (ad esempio quello del Comité PARA in Belgio, Dommanget 1997) e del riesame dei dati di Gauquelin indicano come probabilmente i risultati positivi ottenuti da alcuni ricercatori fossero dovuti a problemi nella selezione del campione, cioè dei soggetti usati per lo studio (Nienhuys 1997). Per riassumere con le parole degli scettici belgi, tutti coloro i quali credono nel fenomeno propongono campioni che portano apparentemente all’esistenza di un effetto Marte, mentre i campioni proposti da chi non ci crede portano apparentemente all’assenza di un qualunque effetto. Se pure questo non esclude definitivamente l’esistenza di queste correlazioni, l’onere di dimostrare che simili fenomeni esistano è sempre più sulle spalle di chi li propone. Smullyan, in chiusura, scrive “Così non posso rifiutarla [l’astrologia] in toto, come fanno molti miei amici puramente empirici”. Come non ci stancheremo mai di ripetere, una affermazione scientifica è vera sempre e solo provvisoriamente. Nessun “empirico” rifiuta in toto alcunché, così come nessuno accetta una qualunque teoria senza possibilità di appello. Quando si troverà qualche indizio dell’esistenza di tali correlazioni, la comunità scientifica ne prenderà atto e si rimboccherà le maniche; nel frattempo, per un semplice principio di economia, dedichiamoci a ricerche più fruttifere. Bibliografia R. Smullyan, The Tao is Silent. New York: Harper & Row (1977). Carlson, S.,“A double-blind test of astrology”, Nature 318:419 (1985). McGrew, J. H., McFall, R., “A scientific inquiry into the validity of astrology”, Journal of Scientific Exploration 4:75 (1990). Gauquelin, M., L’homme et les astres. Paris: Denoël (1960) Gauquelin, M., “Is there a Mars Effect?”, Journal of Scientific Exploration 2:29 (1988). Dommanget, J., “The ‘Mars Effect’ As seen by the Committee PARA”, Journal of Scientific Exploration 11:275 (1997). Nienhuys, J. W., “The Mars Effect in Retrospect”, Skeptical Inquirer 21:24 (1997). Astrologia: non e’ vera... ma ci credono! Perche’ sembra funzionare e perche’ piace a cosi tanti? di Roberto Vanzetto Nonostante la mancanza di fondamenti teorici e di dimostrazioni empiriche sul funzionamento dell'astrologia, sono moltissime le persone convinte che l'astrologia abbia dei fondamenti, funzioni davvero, descriva sul serio una parte profonda della nostra personalità, il mondo che ci circonda e i fenomeni che vi accadono. Questo non deve sorprendere: le teorie astrologiche, infatti, sono strutturate in modo da sembrare perfettamente funzionanti al vaglio di un'osservazione superficiale e priva di verifiche. Come molte altre pseudoscienze riscuotono quindi successo con molta facilità.Vediamo alcuni dei meccanismi caratteristici che permettono (hanno permesso e permetteranno in futuro) all'astrologia di essere ritenuta veritiera. L'astrologia fa affermazioni vaghe oppure valide per tutti Si possono fare vari esperimenti per vedere come sia facile fare affermazioni che non sbagliano mai. È il caso delle affermazioni vaghe, nelle quali è facile riconoscersi e vedere rappresentata la propria situazione personale. Un primo esperimento può essere fatto con le carte dei Tarocchi. Ogni carta ha un significato particolare che diviene opposto se la figura compare alla rovescia. Per esempio la "torre che crolla" indica un momento di distruzione, ma se la figura si presenta sottosopra il significato diventa quello di una ricostruzione. Fate questo esperimento: leggete il presente, il passato e il futuro a una persona. Vedrete che indovinerete molte cose. Ribaltate allora tutte le carte sul tavolo e reinterpretate la nuova situazione: indovinerete di nuovo un sacco di cose. Voi direte il contrario esatto di quanto ricavato con la prima configurazione, ma il vostro "cliente" troverà tutto di nuovo incredibilmente vero. Come secondo esperimento provate a non leggere il vostro oroscopo, ma quello di un altro segno. Scoprirete che il vostro nuovo oroscopo vi sarà dello stesso aiuto di quello usuale. Provate infine a leggere i 12 oroscopi redatti da un qualsiasi astrologo dopo che il periodo a cui si riferiscono è passato. Ritagliate ed eliminate le intestazioni e, con il senno di poi, sapendo bene cosa è accaduto e cosa no, provate a cercare quello riferito al vostro segno. Vi accorgerete che tutti, per un motivo o per l'altro, vanno molto bene. Passiamo ora alle affermazioni valide per tutti. Ecco un esempio concreto: "Tu sei molto sensibile e curioso; sei una persona che riflette e valuta le alternative prima di prendere una decisione importante; certe volte hai l'impressione che gli altri non ti capiscano fino in fondo, hai potenzialità e risorse che non hai ancora sfruttato al meglio delle tue capacità; sei leale, generoso e ami la libertà". A questo punto è facile pensare "Diavolo! Sono proprio io! È incredibile!" Ma proviamo a rovesciare la frase, per metterne in risalto l'ovvietà: "Sei un tipo insensibile e non te ne importa un accidente di niente; prendi a casaccio anche le decisioni più importanti della tua vita; chiunque ti può capire, perché c'è poco da capire, non hai alcuna potenzialità nascosta o risorsa non pienamente sfruttata: meglio di così non potresti proprio essere; sei sleale, taccagno e ami la prigionia". La vaghezza astrologica non viene percepita L'assenza di un vero contenuto nelle frasi fatte dell'astrologia si riempie di significati non appena la persona che ascolta pensa alla propria particolare situazione. Per esempio, un'affermazione del tutto generale e vaga come "vedo che tu hai un progetto che ti sta molto a cuore... è una cosa a cui tieni molto e in questo momento sei molto vicino al tuo scopo, ma c'è un ostacolo, forse una persona che non ti è amica...", verrà caricata di significati particolari, e tutt'altro che vaghi, da chi ascolta. Così per una ragazza innamorata "il progetto" sarà la conquista del suo amore e "l'ostacolo" sarà una rivale; per lo studente "il progetto" potrebbe essere la promozione e "l'ostacolo" la professoressa d'inglese o di matematica. Chi ascolta seleziona, interpreta e adatta inconsapevolmente Fra le cento storie raccontate da un astrologo, il suo cliente ricorderà soltanto quelle sei o sette che più si adattano alla sua situazione, sarà cioè molto colpito da ciò che l'astrologo indovina e tenderà a dimenticare tutto il resto. Inoltre elaborerà le informazioni e colmerà le varie lacune, deformerà e adatterà il ricordo e infine racconterà una storia ben strutturata, precisa, che facilmente metterà in risalto gli "incredibili poteri" dell'astrologia. L'astrologo, nelle testimonianze che seguiranno, avrà quindi detto "con estrema precisione" delle cose "che non poteva assolutamente sapere". Ci sono studi di psicologia della percezione sui meccanismi con cui si formano i ricordi che dimostrano come la mente umana funzioni proprio così. L'eventuale verifica di una previsione astrologica è sempre fatta a posteriori L'eventuale verifica di una previsione astrologica (di solito generica) viene sempre fatta a posteriori, quando cioè si ritiene sia finalmente accaduta. In questo modo, grazie alla alta percentuale di previsioni generiche, l'astrologia sarà sempre confermata. Per esempio "farete un viaggio" prima o poi diverrà un'affermazione veritiera per forza, perché chi crede all'astrologia sarà disposto ad adattare tale previsione anche a un giro in tram. In questo tipo di affermazioni sta gran parte della forza dell'astrologia: essa, in pratica, non ci dà alcuna reale informazione, non ci dice assolutamente niente. E così facendo non può in alcun modo sbagliare. Per fare quadrare i conti ci sono moltissime variabili Questo è un altro punto fondamentale che va a discredito dell'astrologia. Non le stelle (o i mesi dell'anno) ma una vera e propria arte della dietrologia porta acqua al mulino dell'astrologia. L'arte di spiegare le cose dopo che sono accadute. È come tirare una freccia e poi disegnare il bersaglio. Per fare questo l'astrologia ha moltissime variabili. Pochi ci fanno caso, ma badate che ognuno di noi è nato sotto un certo segno, ha un certo ascendente e tutte le altre case. I segni sono divisi in tre decadi e ci sono i 10 pianeti che si possono posizionare nelle varie case e nei vari segni e le cuspidi delle case che si posizionano a loro volta nei 12 segni. Poi ci sono le geometrie fra i vari pianeti che generano gli aspetti. Insomma: centinaia di variabili, ognuna delle quali può portare con sé una decina di attributi. Quindi nel nostro tema natale ci sono decine di centinaia di aggettivi che posso essere utilizzati per descriverci. Si può quindi dire una cosa e poi l'esatto contrario, sempre dando l'impressione che si stia leggendo una configurazione del cielo. Ma ecco la cosa più grave: persino nei fondamenti dell'astrologia (ovvero nella basilare definizione dei segni) il gruppo di aggettivi esistente permette di dire una cosa e il suo contrario. Non c'è nemmeno bisogno di tirare fuori le decadi, le case, le cuspidi, i pianeti, gli aspetti. Basta solo il segno, con le sue caratteristiche di base. I segni possono infatti essere di acqua, di aria, di terra o di fuoco. Ma anche femminili o maschili. E anche, a seconda che cadano all'inizio, nel mezzo o alla fine di una stagione, cardinali, fissi o mobili. E per ogni caso esistono delle precise qualità. Contraddittorie. Ecco qualche esempio: il Cancro (essendo un segno cardinale) è energico, autoritario e attivo. Ma essendo un segno d'acqua è anche intuitivo, sensibile ed emotivo. Il Capricorno (essendo un segno cardinale) è anch'esso energico e attivo. Ma essendo un segno femminile è anche passivo e ricettivo. La Vergine (essendo un segno di terra) ha una natura pratica e conservatrice. Ma essendo un segno mobile, poiché cade alla fine di una stagione, ha anche una natura flessibile... Quindi persino utilizzando i soli fondamenti dell'astrologia (quindi utilizzando qualche decina di aggettivi sui mille disponibili per ogni tema natale), una persona può essere al contempo conservatrice e flessibile, autoritaria e sensibile, attiva e passiva. Come ci si può meravigliare se poi gli astrologi non sono mai d'accordo uno con l'altro? Come ci si può aspettare che due astrologi prevedano gli stessi fenomeni o lo stesso carattere per una singola persona? Nel caso di previsioni precise... 1. La statistica in versione astrologica. La statistica applicata dagli astrologi è scorretta: ci sono solo le "foto" migliori. I risultati positivi vengono selezionati, quelli negativi scartati. Fanno così: si preparano il book per l'agenzia. Come le modelle. Solo quando le foto vengono bene. Chiunque di noi, in questo modo, potrebbe farsi la fama dell'indovino infallibile, del veggente, del lottologo o altro. Basta accumulare solo i dati delle volte in cui, per caso, avremo indovinato. Dopo un po' di mesi avremo una mole di materiale molto utile a impressionare gli altri. Con questo tipo di statistica nessuno studente potrebbe mai essere insufficiente in una materia. Questo può spiegare perché molti astrologi siano anche degli abilissimi maghi in campi molto diversi fra loro: tarocchi, amore, lavoro, fortuna, salute, numeri del Lotto, eccetera. 2. Nell'astrologia manca il concetto di controprova. Questo fatto è parte strutturante delle teorie che non sono fondate col metodo scientifico. L'attenzione della gente è sempre rivolta a ciò che l'astrologo dirà per il futuro, mai al controllo di quale percentuale delle previsioni fatte nel passato si sono poi effettivamente verificate o a quali cose sono accadute senza che l'astrologo le avesse previste. Fra i rari esempi di controprova ci sono le analisi del CICAP sulle previsioni (non generiche) fatte nei vari anni. E i risultati sono eclatanti. 3. Se si vuol fare un lavoro da professionisti... Tralasciamo i trucchi inconsapevoli, automatici, elementari. Per chi volesse fare l'astrologo di professione rinunciando un po' alla buona fede, esistono altri metodi che vanno ad aumentare il successo. Le tecniche di "cold reading" (v. S&P 21), per esempio, permettono di leggere a freddo le reazioni del cliente, di rigirare le sue frasi come fossero cose scoperte dall'astrologo, e infine di tenere in pugno la situazione (è molto più facile di quello che sembra, la psicologia della percezione dà un grande aiuto, anzi: fa quasi tutto da sola). Oppure, un metodo ancora più pratico, è quello di utilizzare un computer non solo per il calcolo delle effemeridi planetarie, ma anche per mantenere un archivio di dati e informazioni sui clienti. In questo modo sarà possibile spiattellare anche frasi ad effetto (tutt'altro che vaghe) che lasceranno i clienti allibiti. Perché l'astrologia piace Al di là dei meccanismi con cui l'astrologia sembra funzionare e fa quindi presa sulla gente, una parte importante del suo successo è dovuta al fatto che dà all'individuo alcune soddisfazioni psicologiche molto importanti. Per questo, in definitiva, piace a molti. Ecco qualche esempio. 1. L'astrologia mette l'Uomo al centro dell'Universo. Stelle e pianeti sono lì che girano solo per noi, per i nostri affari, per il nostro amore o la nostra fortuna, e ciò appare decisamente lusinghiero. In questo modo i corpi celesti divengono puri simboli, influssi, divinità attente ai nostri bisogni e alle nostre paure. 2. L'astrologia prende per noi delle decisioni difficili. Ci toglie l'ansia e la responsabilità di scegliere e per questo motivo piace soprattutto alle persone insicure. Quando poi si hanno dei seri problemi, ecco che l'astrologo, o il mago, viene percepito come un'ancora di salvezza. 3. L'astrologia è fatalista. Il fatalismo ci solleva da colpe e responsabilità. Non siamo responsabili per ciò di sgradevole che ci è accaduto, non è stata colpa nostra. 4. L'astrologia ha sempre una buona parola per tutti. L'astrologia dà qualcosa a tutti, solletica l'amor proprio e la vanità. Non esiste configurazione planetaria, segno o ascendente che non abbia, assieme a piccoli difetti, grandi e meravigliose caratteristiche umane di cui essere fieri. Non c'è, in sostanza, un solo tema natale di cui potersi vergognare. Tutti, di fronte all'analisi astrologica, siamo dei tipi tosti e interessanti. Che male fa l'astrologia? 1. L'astrologia può diventare una forma di razzismo e di pregiudizio. Giudicare l'abilità o le attitudini professionali di una persona sulla base del tema natale, dell'ascendente eccetera è, di fatto, una forma di razzismo intollerabile. Un'ipotetica selezione del personale sulla base dell'analisi astrologica delle attitudini di lavoro sarebbe una forma di barbarie. Così come il giudicare l'onestà o le capacità di una persona, o considerare le affinità di una coppia. Delegare le scelte importanti della propria vita alle fandonie dell'astrologia può essere molto pericoloso. 2. L'astrologia come abuso della professione medica. La teoria astrologica non risparmia neanche la medicina: essa stessa si propone come medicina alternativa, in molti modi: per esempio indica le malattie a cui si è più portati (con banalità simboliche del tipo malattie veneree dominate dal pianeta Venere e cose del genere) e indica il tipo di cure o il momento propizio in cui farle. La speculazione sulle sofferenze umane, del resto, è sempre stata una delle fonti più redditizie per maghi, indovini e astrologi. 3. L'astrologia insegna come prevedere il passato. È ridicolo, ma non c'è niente da fare. È assolutamente tipico degli astrologi prevedere le cose dopo che sono successe. Pare che non resistano alla tentazione di saltare fuori col loro "l'avevo detto io!". Dopo che è scoppiata una guerra essi la spiegano con la posizione di Marte e di Giove, dopo che è accaduto un incidente si vantano di averlo previsto molto prima, nei minimi dettagli. Un buon esempio di questo comportamento si trova nel numero di aprile 2000 della rivista Astra dove si spiega (con tre anni di ritardo) la causa della morte di Lady Diana (vedi box nella pagina accanto). Un astrologo che ha un problema di lavoro, di salute o di genere sentimentale, non si reca mai da un altro astrologo. Perché? http://www.cicap.org/astrologia/ Volevo inserire qualche replica (da parte degli astrologi) ma non ne ho trovate... |
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#129 |
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Member
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Per come la vedo io, qualsiasi cosa si dichiari scienza deve seguire il metodo scientifico che mi e' stato insegnato alle elementari:
1 descrivere un fenomeno osservato in naturo; 2 formulare un'ipotesi che spieghi quanto osservato; 3 prevedere le possibile conseguenze dell'ipotesi; 4 verificare in laboratorio con tutti i crismi del caso le conseguenze ipotizzate prima; 5 valutare sulla base dei risultati ottenuti se l'ipotesi iniziale e' vera o no; Questo metodo inoltre deve dare gli stessi risultati a tutti coloro che lo utilizzano per studiare lo stesso fenomeno. Ora come evidenziato dall'autore del post, già il secondo punto per gli astrologi non e' stato superato, nel senso che loro fanno uso di conoscenze astronomiche arbitrarie (rifiutare a prescindere l'esistenza di una costellazione o modificarla e' una cosa arbitraria e quindi non scientifica) oppure non attualmente vere (cambiamento della posizione della Terra e quindi del luogo di osservazione). Anche il quinto punto, cioe' la valutazione (esperimento del MIT) non e' stato superato. In conclusione l'astrologia non e' una scienza. Si puo' chiamarla in molto modi, ma non scienza. Se gli astrologi obiettano che vi sono teorie scientifiche che non hanno ancora avuto riscontro in laboratorio (per i piu' disparati motivi) ma che vengono tacitate appunto di essere scientifiche, suddette teorie (come quella delle super stringhe) partono dall'osservazione di fatti non arbitrari a differenza dell'astrologia, pertanto sono si teorie non dimostrate e quindi non certe ma che comunque sono scientifiche. |
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Senior Member
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![]() L'universo é grande, forse infinto, forse finito ma illimitato, forse nato da un big bang forse no ![]() Basandosi l'astrologia su moti, equilibri e forze dell'universo, prima diamo una risposta certa a questi quesiti, poi possiamo passare ad analizzarla, criticarla, offenderla e chi piú ne ha piú ne metta
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la genetica non spiega un bel niente sulle predisposizioni, al limite solo su quelle fisiche. Ma la genetica alla fine dei conti è solo l'ultimo stadio della ricerca causale. Io parlo di una altro tipo di disposizione Quote:
Ogni persona ha delle proprie possibilità, sulle quali poi influisce anche sia l'ambiente esterno che come una persona si indirizza. Incaponirsi nel tentativo di raggiungere obiettivi che non sono nella tua disposizione porterà inevitabilmente a dei fallimenti. oppure, nel caso estremo, ad un "portarti via" dal tuo obiettivo estremo. Di modi ce ne sono tanti... mi viene per esempio in mente qualcuno che raggiunge i luoghi più reconditi e difficili da raggiungere del mondo e poi si trovi bloccato su una sedia a rotelle. Incredibile come poi nella realtà, in mezzo a miliardi di plausibilizzazioni, nessuno riesca a vedere il contrappasso. |
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#132 | |
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Bannato
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#133 | |
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Bannato
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1) Il potere di previsione: premesso come ho detto prima che una carta natale possa dare la traccia primaria delle predisposizioni di una persona, queste non necessariamente portano a generare una e una sola manifestazione. La fallibilità delle previsioni consiste in questo. Può venir detto quale sia la possibilità che si profila, ma dal momento che la manifestazione dipende da quali influenze noi esercitiamo sulle predisposizioni, il campo resta a perto. Ciononostante, ci sono studi in corso sulla possibilità, per esempio, di prevedere con una certa precisione, per esempio, la data di morte di una persona. Va detto inoltre che vi sono configurazioni che consentono unicamente un tipo di manifestazione, cioè quella fisica. In presenza di tali configurazioni, sorry, no chance. Avverrà. Un consulente astroloico SERIO non dovrebbe limitarsi a fare le previsioni da indovino, ma piuttosto informare la persona sulle proprie predisposizioni in modo che essa possa mettersi "in sintonia" con esse, ed evitare in questo modo che le correzioni avvengano su piani poi difficilmente controllabili (p.e. malattie gravi, infermità o morte). Una volta che la persona è informata starà a lei lavorare sulla propria persona, ovviamente nei limiti del possibile. Se è obiettivamente tardi, meglio comunque prepararsi. 2) Astrologia e psicologia: trovo assolutamente ridicolo che si faccia un doppio cieco confrontando criteri psicologici con criteri astrologici. In primo luogo perchè un astrologo non è uno psicologo, e quindi la sua interpretazione di un profilo psicologico potrebbe essergli del tutto estranea se non aliena. Inoltre dal momento che una condizione di partenza non genera un'univoca tipologia comportamentale non vedo come si possa chiedere a qualcuno che nemmeno è preparato in quell'ambito di tracciare una corrispondenza fra una risultanza e una condizione di partenza. Semplificando: sappiamo per esempio che una persona violenta ha in molti casi alle spalle un passato vissuto in ambiti in cui la violenza era all'ordine del giorno. Ma sappiamo altresì che una simile condizione può generare per contro, un individuo remissivo e tendenzialmente sottomesso. Quindi trovandosi di fronte due individui, a chi assoceremo la condizione di partenza? Fra l'altro: meglio non chiedere mai a nessuno di interpretare se stesso: è il modo migliore per sbagliare poichè è ormai assodato che siamo i peggior giudici di noi stessi (e a volte anche i peggior conoscitori). 3) Jung e la sincronicità: come ho detto già in post precedenti, questo è l'unico criterio possibile per lo studio dell'astrologia: l'analisi delle sincronicità o corrispondenze. da parte mia trovo ridicolo un commento come "Il primo punto da considerare è che tali correlazioni, se esistenti, non sono per niente perspicue. Gli astrologi affermano di conoscerle e su di esse basano le loro predizioni, ma tutte le volte che si è eseguito uno studio serio sull’efficacia di tali predizioni si è arrivati alla conclusione che se gli astrologi avessero tirato completamente a indovinare avrebbero fatto più in fretta e con lo stesso successo.". Questa è una ridicolizzazione dettata esclusivamente dallo spropositata egoica presunzione della categoria scientifica. Jung ringrazia. 4) Che male fa l'astrologia: conosco una persona che studiava l'oroscopo delle persone che intendeva assumere. Dal momento che riconosco a questa persona una serietà del tutto eccezionale, posso garantire che non si trattava di questioni tipo "ah, lei è della vergine... uhm, magari non fa per noi" (anche se vi sfido a provare a mettere due o tre leoni in posizioni di potere con incarichi che si intersecano e poi stare a godervi lo spettacolo...). Non di questo si tratta. Egli sapeva con chi aveva a che fare, e molte volte riusciva a mettere una pezza su situazioni per altri inaspettate perchè lui... se le aspettava Ovviamente questa sarà intesa come la storia di "miocuggino"... ma a me non importa minimamente: ho come testimoni quegli stessi dipendenti che lui ha prima messo in ginocchio "denudandoli" e poi risollevato consigliandoli e promuovendo in essi una vera evoluzione. Nessuno dimenticherà mai quelle stagioni di lavoro, garantito L'abuso della professione medica, COME OGNI ABUSO, è deprecabile e riprovevole. Vorrei il nome di un astrologo che consiglia un medicinale piuttosto che un altro sulla base del tema natale. Se invece parliamo del fatto che, in base ad una precisa disposizione, si consiglia ad una persona di prendersi particolare cura o prestare maggiore attenzione alla possibilità di manifestazione di alcune patologie, e tentare di prevenirle utilizzando terapie alternative non posso che essere d'accordo. Ovviamente parliamo di CONSIGLI, non di prescrizioni. Che uno poi accetti o meno il consiglio diventa propria responsabilità. L'astrologia non insegna a prevedere il passato: piuttosto si basa su eventi passati per il continuativo studio delle corrispondenze, aggiungendo nuove casistiche. |
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#134 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Città: Wursteland
Messaggi: 1749
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Per la cronaca: Hitler era ariete, Mussolini leone. Cosí, per caso eh
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Nintendo WIII 4d Turbo Intercooler - Sestium X 666 99,312 GHz - 6.984 Ram Σ(9999) MHz - HDD SATA 97e^(10) bytes 93³ rpm - ATI biberon X900z ∞Mb - Win Eight SP (1 > yours) 16 Valve |
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#135 |
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Bannato
Iscritto dal: May 2006
Città: Pescara
Messaggi: 1846
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ho creduto, da futuro (speriamo) astrofisico, che l'astrologia sia una gran cavolata..(per non dire altro..)
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#136 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Città: Wursteland
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#137 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Singularity
Messaggi: 894
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Dal momento che mi dici che sono state misurate relazioni statistiche fra data di nascita (o posizione degli astri) e altri indicatori misurabili, mi interessava vedere studi con i dati e il metodo.
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echo 'main(k){float r,i,j,x,y=-15;while(puts(""),y++<16)for(x=-39;x++<40;putchar(" .:-;!/>"[k&7])) for(k=0,r=x/20,i=y/8;j=r*r-i*i+.1, i=2*r*i+.6,j*j+i*i<11&&k++<111;r=j);}'&>jul.c;gcc -o jul jul.c;./jul |Only Connect| "To understand is to perceive patterns" Isaiah Berlin "People often speak of their faith, but act according to their instincts." Nietzsche - Bayesian Empirimancer - wizardry |
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#138 | |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2001
Città: outside italy
Messaggi: 1214
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comunque queste semplificazioni, nonostante siano "pittoresche" rimangono appunto delle simpatiche esemplificazioni. Mio padre (patrigno) è un leone, eppure da 30 anni si fa pestare i c@@@@@ni da quella bilancia di mia madre Il segno non è tutto: c'è tutto un mondo di aspetti che lavora dietro a ciò che uno poi sarebbe portato a rappresentare all'esterno. Quella persona di cui parlavo prima mi ha fatto un simpatico paragone con gli alberghi: il sole è come il proprietario, e l'ascendente come il direttore. Quello che la clientela vedrà dall'esterno sarà il criterio del proprietario espresso con le impostazioni del direttore. Poi però ci devi aggiungere anche tutti coloro che in quell'albergo ci lavorano... |
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#139 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 3130
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FACCIO UNA PREVISIONE:
Quando marte entrerà nella quarta decade della centuria qurantaseiesima elevata alla seconda, ci sarà una guerra in una terra lontana! Quindi attenti!!!! Agli acquario dico, questo mese saturno è in orione, quindi prendete l'ombrello quano uscite di casa perchè probabilmente pioverà!!!!!!
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TAAAAAAKKK Ultima modifica di Darkel83 : 27-10-2006 alle 14:44. |
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#140 | |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2001
Città: outside italy
Messaggi: 1214
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Quote:
O credi che uno si metta a studiare per 50 anni per poi dare tutto in pasto a gente senza scrupoli? Per evitare questo tipo di sciacallaggio ha persino messo su una propria casa editrice. Il metodo credo sia semplicemente quello del confronto sulla maggior parte di dati reperibili. Infatti la sua non si chiama nemmeno astrologia, ma Münchner Rhythmenlehre. Nei primi anni di lavoro, mi dicono, con il suo metodo astrologico ci faceva le previsioni del tempo per un giornale (ovviamente senza dire che usava l'astrologia). E poi persone, decine, centinaia, migliaia. Studiate in ogni aspetto. Ecco il metodo. Sorry, niente doppio cieco P.S. toh, lo hanno messo anche su wikipedia |
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