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#701 | |
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Iscritto dal: Jan 2003
Città: Milano - Udine
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Perchè in tasse spendi circa la metà del tuo stipendio. Ergo 25000 diventano diciamo 13mila che diviso 12 fà...? |
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#702 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2000
Città: Carrara
Messaggi: 505
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Mi inserisco all'ultimo, ma le mensilità sono minimo 13, non 12, quindi dividi per 13, 14, 15 e 16 (non so se ci sono contratti ancora più mensiliferi)
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#703 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2003
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#704 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2003
Città: Milano - Udine
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Ho dato una stima per difetto che cmq avvalora sostanzialmente il discorso opposto a loncs. Cioè che i soldi sn + o - sempre quelli in gioco |
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#705 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2000
Città: Carrara
Messaggi: 505
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Si, era solo per entrare nel discorso
Ora sgommo a letto. Notte e meno tasse per totti
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#706 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2003
Città: Milano - Udine
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Io direi di no.... Tra () Bush che ha fatto lo stesso ragionamento, con la riforma americana che verrà attuata prossimamente le famiglie al di sotto dei mi pare 15mila $ annui non beccheranno un quattrino di sgravi/incentivi mentre chi guadagnerà qlc come 300mila dollari annui avrà un risparmio quantitficabile in diverse migliaia di dollari sempre. Alla faccia della riforma sociale... Poi vorrei capire quale sia lo scopo di una riforma del genere. Si parla di rilancio dei consumi, bene ma se non si aumentano i soldi nelle tasche delle famiglie + povere consentendo loro di comprare invece che una felpa al mese magari due e un paio di pantaloni, a favore dei ricchi che già di per sè consumano e che non hanno bisogno di soldi in + nel portafoglio perchè se qlc la vogliono hanno i mezzi per comprarla... Quote:
Se da una parte il 2% della popolazione controlla circa l'85% della ricchezza nazionale, 43 milioni e spicci ( mi pare ma forse 44) di persone sono SENZA ASSISTENZA SANITARIA. La Thatcher ha fatto lo stesso tipo di riforma in Inghilterra. Con il risultato che le metropoli nei sobborghi o cmq nelle zone + povere ci sia una desolazione che io difficilmente ho riscontrato in altri Paesi.. L'istruzione pubblica mediamente fà schifo e gli adolescenti ( una grandissima parte) hanno un ventaglio di problemi che varia dalla violenza ( il bullismo è un fenomeno tipicamente anglosassone e molto comune), all'alcolismo e alla estrema difficoltà nel raggiungere un titolo di istruzione superiore alla Secondary School. L'Irlanda poi è un caso a parte, perchè riuscita ad imperniare la propria economia sullo sgravo fiscale per le aziende che numerose hanno attuato politiche di Outsourcing in questi anni. La Tassazione è infatti progressiva ma facendo una statistica si mantiene ad una percentuale di 5-6 volte inferiore all'Italia. Con il risultato che Dublino è una delle capitali finanziarie europee... Idee giuste ma una popolazione esigua che mediamente gode di una buona salute finanziaria: meno persone ------> + soldi per tutti... Tutto questo per dire che le realtà vanno contestualizzate e parlare di riforme che hanno funzionato è +ttosto limitativo se fine a sè stesso.... |
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#707 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2003
Città: Milano - Udine
Messaggi: 9418
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![]() sì ho capito il tuo discorso Notte a tutti |
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#708 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2004
Città: Roma Status:Superutente Messaggi totali:38335 Auto:Fiat Stilo 1.9 MJT Moto:Ducati Sport 900 IE
Messaggi: 1524
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Quant'era? 725000 Euro? Un miliardo e duecento milioni circa?
LuVi |
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#709 | |
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Bannato
Iscritto dal: Apr 2001
Città: Roma
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#710 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2003
Città: Milano - Udine
Messaggi: 9418
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semplicemente lo Stato assegna meno soldi ( perchè ci saranno anche meno soldi a disposizione, questo è ovvio) da spendere nell'istruzione così come nella ricerca. siamo tra le pecore nere in Europa. Questo è un dato di fatto. e poi distinguiamo tra personale ausiliario ed insegnanti. Prima tu hai fatto un discorso di bidelli che n ci azzecca proprio nulla. Voglio vedere quando si parla di tagli del personale e finisce dentro tuo figlio in una classe di 25 persone se fai ancora questi ragionamenti. Io nutro seri dubbi...
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#711 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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Da noi la scuola prima che una fonte di istruzione è una fonte di posti di lavoro, non stupisce che il primo parametro con cui vengono giudicate le riforme è: "quanti POSTI di lavoro?" Più POSTI, buona riforma, meno POSTI cattiva riforma.. |
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#712 | |
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Bannato
Iscritto dal: Apr 2001
Città: Roma
Messaggi: 2038
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ho detto che siccome in Italia c'e' sovrannumero di insegnanti rispetto agli alunni come gia si e' detto e appurato,il rapporto piu' alto in Europa,e' chiaro che se hai piu insegnanti da pagare li paghi meno..... arriviamo come nel resto dell'Europa,Francia e Germania in primis, dove il numero dei professori e piu'centellinato rispetto a tot alunni e tutti staranno meglio.... troppo facile erigere la bandiera di chi vorrebbe tutti al loro posto ,per tutta la vita e poi lamentarsi di una spesa pubblica che supera il 50% del nostro PIL offrendoci servizi che definire scadenti e' un eufemismo.... |
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#713 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2003
Città: Milano - Udine
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2) voglio vedere se in queste statistiche c'è il conteggio delle ore di lavoro, del tempo pieno e delle ore spese per l'integrazione di bambini affetti da handicap che in diversi paesi Europei non è una politica attuata nelle scuole ( sicuramente pubbliche) Se poi proprio ci fidassimo di questi fantomatici numeri, facciamo una comparazione del salario equiparando il rapporto popolazione-insegnanti e vediamo cosa ne esce fuori. Scommetto una pizza che i nostri sn cmq molto meno pagati rispetto a Francia e Germania ( e mi fermo a queti paesi) Quote:
Per cortesia Quote:
Non ho parole...mi sembra di stare ad un comizio elettorale
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#714 | |||||||
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2003
Città: Milano - Udine
Messaggi: 9418
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Riflessione per cui prima dici Quote:
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Si può sapere dunque tu dove taglieresti? Insegnanti, bidelli, personale amministrativo...? Quote:
Quelli sn numeri sintetici troppo facili da prendere in mano. Voglio il rapporto equiparato in base alle ore di lavoro in primis come ho già detto prima Quote:
Scusa ma tu le scuole francesi e tedesche le hai mai visitate? No perchè se dobbiamo fare delle statistiche e dire semplicemente "sì qui da noi ci sn degli sprechi, tagliamo e si starà meglio"... siamo a posto. Ma in genere, non sempre eh, le riforme vanno valutate su di uno spettro un pochino + ampio di aspetti. Tra l'altro se vogliamo fare sempre dei totoschedine sulla spesa pubblica in fatto di istruzione, potremmo riflettere sul fatto che ad oggi una grandissima parte ( al Sud sicuramente) delle strutture in cui OGGI gli alunni gli insegnanti il pesonale ausiliario si reca ogni gg non è a norma di sicurezza. Ma scommetto che se i soldi non ci sn per adeguare le scuole è sempre colpa dei troppi insegnanti. Quote:
Forse non hai letto bene prima ma il lavoro sommerso ci costa una base di imponibile annuo ( che non viene tassata) di SETTECENTOCINQUANTAMILA MILIARDI delle vecchie Lire, cioè il 25% ( che potrebbe essere però recuperato se lo Stato investisse di + nella prevenzione all'evasione) Gli sprechi ci sn stati e continuano ad esserci, così come le collusioni con criminalità organizzata, appalti truccati che portano ad opere non compiute ma magari funzionanti, assistenzialismo, clientelismo ecc. Ma addossare la colpa dell'economia che che è in crisi da 3 anni ad una spesa pubblica troppo alta, beh mi sembra davvero fantapolitica. E' ora di riconoscere le colpe dei governanti anche se sn o sn stati da noi votati a tempo debito. Ma è davvero ora... Quote:
Se per caso alludevi alla scuola, ti anticipo. Il nostro sistema scolastico, nonostante abbia quanti anni la riforma Gentile ( troppi) e provochi ancora uno scompenso tra quello che dovrebbe essere un insegnamenti di profilo classico e quelli di profilo scientifico è tra i migliori non solo d'Europa, nonostante i fondi siano quelli che sn. E se sei stato negli Stati Uniti o in Gran Bretagna a vedere le scuole pubbliche una minima idea di cosa stò dicendo dovresti averla. Purtroppo perdiamo invece terreno e di gran lunga con l'Università; mancano i soldi, i ricercatori sn costretti a fare la fame, c'è poco ricambio generazionale tra i docenti ( e anche qui la solita moda italiana dei favoritismi ne è una causa) ma le teste CI SONO. Non è un caso che però, potendo, emigrino in massa all'estero. Un mio amico che ha scelto di prendere il PhD in America, prenderà per il primo anno ( anzi prende già ora) poco meno di 1900$ al mese di stipendio anche se è uno studente a tutti gli effetti, con tanto di borsadi studio ( quindi n caccia una lira a parte il vitto e alloggio cmq agevolati con vari contratti loro). Il secondo anno, quando si inizia ad assistere il docente nelle lezioni, lo stipendio sale a 4000 ( sì quattromila) dollari e poi in su a salire rigorosamente su basi meritrocratiche. Adeguiamo il tutto al costo della vita americano, facciamo tutti i paragoni del caso, trovami un assistente ricercatore che prenda quei soldi da noi. E poi ci si lamenta che gli Stati Uniti abbiano non dico il monopolio ma quasi delle scoperte scientifiche. P.S.: ah su quello che ho scritto prima a proposito riforme che funzionano in GB, USA ecc. immagino tu sia d'accordo dato che non hai proferito parola in risposta... |
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#715 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2003
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#716 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
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Quote:
http://www.google.it/search?hl=it&q=...italia&spell=1 Gli insegnanti per alunno e la spesa pubblica per la scuola idem: www.repubblica.it Una scuola spendacciona che dimentica chi studia di MARCO PANARA -------------------------------------------------------------------------------- ROMA - Le sedie, mancano le quaranta che si sono rotte l'anno scorso. La scuola media Majorana ha i soldi in cassa ma non può comprarle: arredi e suppellettili spettano al comune, che ha delegato la circoscrizione, la quale nel 1997 ha dimenticato di inserire nel suo bilancio per il '98 la voce "sedie per la scuola Majorana". Il Nuovo Salario è un quartiere residenziale sorto negli ultimi 25 anni alla periferia nord- est di Roma, lo abita una borghesia piccola e media di commercianti, professionisti, dipendenti pubblici e la scuola media Ettore Majorana, che sta nel bel mezzo del quartiere, è una scuola che funziona. 650 alunni, una sessantina di insegnanti, riceve dallo Stato 15 milioni per le spese di funzionamento ma il suo bilancio sfiora i 600. La differenza la fanno i contributi volontari delle famiglie e le attività integrative a pagamento per i bambini e anche per gli adulti: ritagliando un pezzettino per sè da ogni prestazione integrativa fornita, la scuola si può permettere di far partecipare alle attività integrative chi di tasca sua non ne avrebbe la possibilità, di investire in materiale didattico e forse anche, trovando qualche piega tra leggi e regolamenti, di comprare le sedie che mancano. Casavatore non è il Nuovo Salario. E' un paesino nella cintura di Napoli diventato famoso grazie ai suoi bambini e al maestro che con 'Io speriamo che me la cavo' ha fatto dei loro temi un best seller. Il 35 per cento dei padri e il 40 per cento delle madri dei bambini che frequentano il Benedetto Croce e l'Edoardo de Filippo, le due elementari del primo circolo, sono analfabeti o hanno la licenza elementare, con quelli - padri e madri - che hanno la licenza media si arriva all'85 per cento. Su contributi volontari e attività integrative non si può contare, ma questo non vuol dire rinunciare. Il primo circolo che gestisce le due scuole (oltre 550 alunni e 69 docenti, inclusi 13 di sostegno) ha riorganizzato l'attività didattica creando un modulo di quattro classi, ciascuna con un docente prevalente più un docente di logica comune a tutte e quattro, ed ha liberato così un insegnante per ogni modulo, al quale ha affidato un laboratorio. Non solo, utilizzando più razionalmente le presenze e con un ricorso marginale allo straordinario, gli insegnati del circolo sono riusciti a sostituire i colleghi assenti riducendo il ricorso alle supplenze esterne. Solo nel periodo settembre '97-marzo'98 questo tipo di organizzazione, oltre ad aver migliorato la qualità dell' insegnamento, ha consentito allo Stato di risparmiare 51 milioni di lire. Se solo metà di quel risparmio riuscisse a rimanere in quelle scuole la distanza tra Casavatore e il nuovo Salario si farebbe già meno grande. Il soprannome di Giuseppe Strada, il preside dell'Istituto Tecnico Pacini di Crema, è 'il Corsaro'. Non glielo hanno dato i suoi studenti ma i colleghi, perchè nessuno come lui è riuscito ad attraversare il mare infinito delle leggi e regolamenti sulla scuola spremendo tutto quello che era possibile spremere. L'autonomia, è questo in sostanza quello che Strada ha fatto, il Pacini l'ha vissuta cinque anni prima che la legge la prevedesse. I numeri: mille e 500 studenti, contributo statale per le spese di funzionamento 150 milioni, bilancio di oltre 500. Strada ha fatto gare tra chi voleva istallare distributori automatici di merendine o bibite, e a vincere sono state le offerte che prevedevano contributi più alti per la scuola, produce libri per i quali riceve contributi, utilizza al massimo le possibilità offerte dall'Unione Europea. E poi investe. Solo per grossi progetti: lingue straniere, e i laboratori linguistici sono tre; informatica, e la generazione che c'è attualmente nei laboratori è quella del'97; Internet, con 50 postazioni già attivate. L'ultimo acquisto è una costosa stazione per il rilevamento topografico per l'area geometri. Poichè costa molto e non tutti i comuni nè gli studi professionali ne hanno una, il Pacini volentieri mette la sua a disposizione, a patto che i suoi studenti possano seguire la macchina e fare pratica sul campo, e la scuola riceva un contributo. La media Majorana, le elementari del I circolo di Casavatore, il tecnico Pacini ricevono dallo Stato le stesse risorse di tutte le scuole loro parigrado e operano all'interno delle stesse norme. Il messaggio che viene da tutte e tre queste esperienze è che il problema non sono i soldi. L'Italia per l'istruzione non spende molto, sia rispetto alla spesa pubblica totale (il 9 per cento circa contro il 10 di Germania e Francia e l'11 del Regno Unito) che rispetto al prodotto interno lordo (poco più del 4 per cento, contro una media di poco superiore al cinque per cento degli altri paesi europei). Tra Stato, province e comuni si arriva a 65 mila miliardi includendo tutti i costi sostenuti dal settore pubblico dalla scuola materna fino alla superiore, escludendo università e corsi di formazione professionale. Il paradosso però è che pur non spendendo molto l'Italia spende troppo. L'unico confronto vero, quello che neutralizza le distorsioni che derivano dal livello di ricchezza del paese e dal suo quadro demografico, è la spesa per alunno. Ebbene l' Ocse, ricalcolando le spese in dollari e applicando un correttivo che riequilibra il potere di acquisto delle diverse valute, ci rivela che nel 1994 l'Italia spendeva 4430 dollari per ciascuno studente di scuola primaria (contro i 3300 circa di Germania, Francia, Regno Unito, tutti e tre in linea con la media Ocse di 3310 dollari) e 5220 per ciascuno studente di scuola secondaria (6160 la Germania, 4430 il Regno Unito, 5810 la Francia, 4340 la media Ocse): l'Italia, ci dice questo dato, pur spendendo complessivamente meno, in realtà spende assai di più, e soprattutto senza che si possa festeggiare il risultato. Questo paradosso è figlio del perverso incrocio italiano tra la curva demografica e la caparbia stabilità del numero degli insegnanti, nonché della struttura della spesa pubblica per l'Istruzione. Il paradosso è semplice da spiegare: tra il 1985 e il 1995 il numero degli studenti iscritti alle scuole pubbliche è crollato da 9 milioni e 700 mila a 8 milioni. Il numero degli insegnanti invece di seguire l'andamento di quello degli studenti, nello stesso periodo è passato da 853 a 884 mila (dal 1995 ad oggi sono scesi a 837 mila). Togliendo le scuole materne il rapporto ormai è di un isegnante ogni 9 allievi, record mondiale assoluto. In Europa la media è uno a 16. Troppi insegnanti quindi per pochi allievi, ma non solo. In Italia non si spende praticamente per altro. Gli stipendi degli insegnati e dei dirigenti assorbono l' 86,4 per cento della spesa dello Stato per l'istruzione, il resto del personale l'11,1 per cento. Il che vuol dire che per ogni 100 lire che lo Stato spende per la scuola solo 2,5 vanno all'aggiornamento professionale, al materiale didattico, alle spese di funzionamento. Quello negli insegnati è ovviamente e giustamente il principale investimento di qualsiasi sistema educativo, ma ad una spesa così sbilanciata corrispondono altrettanti squilibri. Dipende esattamente da questa distribuzione delle risorse se solo il 6,7 per cento degli studenti del primo anno delle superiori ha avuto un supporto multimediale nello studio delle varie materie, contro il 32 per cento dei coetanei inglesi o il 23 per cento dei francesi; oppure il fatto che nelle scuole superiori c'è solo un computer ogni 24 studenti, quando ormai possiede un computer una famiglia su tre (la media peraltro è omogenea su tutto il territorio nazionale). Se la cornice è quella, rigidissima, di una scuola che sembra costruita per gli insegnanti e non per gli studenti, il quadro però è in movimento. Il Rapporto Isfol, anticipato ieri, ci dice che il tasso di scolarizzazione sta salendo velocemente ed avvicinandosi ai livelli europei. Nel 1991 su 100 ragazzi che prendevano la licenza media solo 86 si iscrivevano alle superiori, e di questi appena la metà arrivava a prendere il diploma. Oggi su cento che escono dalla media 95 si iscrivono alle superiori e la maturità la prende il 70 per cento. Non siamo ancora alla media europea, ma vuol dire che la domanda di scuola finalmente si sta mettendo al passo con i tempi. (15 settembre 1998) |
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#717 |
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#719 | |
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#720 | ||
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Si chiama strumentalizzazione la tua operazione. Quote:
Oppure al posto di posti di lavoro che parola avrebbero dovuto usare? No siamo arrivati al punto in cui, la scuola si riduce a mera occupazione "solo" perchè si rischiava il taglio di un considerevole numero di precari. La riforma Moratti, e ti invito a leggerla con cura, è uno scandalo per come è stata formulata oltre che inattuabile ( ma lo era già prima del taglio alle tasse) proprio perchè i fondi n ci sono. E sugli articoli di cui essa è composta è stata giudicata, non altro. Al resto sopra rispondo domani, che è meglio ( come diceva Puffo4occhi |
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