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Scherzi a parte, per me Rutelli alla fine se ne andrà dal csx, portandosi dietro un bel pezzo di Margherita, forse la maggior parte, alleandosi con l'UDC per creare così una formazione di centro che valga almeno il 15-20%. Perlomeno questo è nelle loro intenzioni. Per farlo, ovviamente, devono passare attraverso la scompaginazione delle due coalizioni ora esistenti, è questo, perlomeno, è evidentissimo. |
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#22 | |
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Bannato
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#23 | |
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Portatore Sano di Febbra "Dottore chiami un dottore!!!" "Alla fine muore, oppure è tutto un sogno" - Inderogabile Legge di Stemper sul cinema "LADRI!" - Titolo in prima pagina del Corriere dello Sport dopo Italia - Corea del Sud - My Blog |
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#24 | |
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Senior Member
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"Hanno ricavato la penicillina dalla muffa, tireranno fuori qualcosa anche da Rutelli" Luttazzi.
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"Il potere non te lo dà un distintivo, o una pistola. Il potere te lo danno le bugie, grandi bugie e convincere il mondo a parteggiare per te. Se riesci a fare accettare a tutti di quello che in cuor loro sanno essere falso, li tieni per le palle..." |
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#25 |
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Senior Member
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La replica del leader ai ribelli. Ribadito il no alle correnti
Ma i toni sono molto più concilianti di ieri: "Ho fiducia" Fini: "Divisione? Mia sconfitta An mai partito di plastica" "Non volevo offendere nessuno e chiedo scusa. Bisogna fare in modo che ci sia sempre più Alleanza nazionale nella Cdl" ROMA - "Non è vero che io ieri nella mia relazione ho voluto dichiarare la volontà di dividere, è vero esattamente l'opposto". Il presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini fa diversi passi verso la conciliazione con le varie componenti del partito nella replica all'assemblea. "Sgombriamo il campo da questo equivoco. Non c'è un presidente del partito che non ha fiducia nel suo partito così come so che non c'è un partito che non ha fiducia nel suo presidente. Una eventuale divisione nel partito la vivrei come una personale e non irrilevante personale", dice ancora Fini. La replica si presenta particolarmente delicata: è stata riavviata stamane una mediazione con Destra Sociale, sfociata in un ordine del giorno firmato da tutte e tre le componenti di An. L'appello all'unità. "Se il mio appello all'unità non verrà accolto non ci sarà da parte mia una contrapposizione tra ingrati e chi mi dà fiducia; sarebbe da parte mia la cosa più meschina", afferma Fini. "Chiedo scusa se ho offeso qualcuno, non era mia intenzione. Non sono venuto qui per scaricare le responsabilità su qualcuno, ma per assumermele". Da parte i risentimenti. An, dice, "non sarà mai un partito di plastica ma è una comunità umana in cui si mescolano sentimenti e risentimenti. Che però ora vanno messi da parte". Le correnti. E quindi a questo punto il presidente di An affronta nuovamente la questione delle correnti: "Togliamo di mezzo ogni divergenza di percezione. Io ho il massimo rispetto, la massima stima, la massima gratitudine per chi ha guidato il partito con me in questi anni". Però la logica delle correnti "deve essere superata" altrimenti c'è il rischio che la situazione "si avviti su se stessa". Fini ci tiene a precisare che ieri "non ha inteso criminalizzare, bacchettare le correnti organizzate". Via dunque dal campo "l'impressione sbagliata che i problemi siano i capicorrente", che la metastasi sia nelle correnti. La metastasi, spiega Fini, "è nel non prendere atto che questo meccanismo è sfuggito di mano al presidente e a chi guida le correnti". Sì al dibattito interno. Ben venga invece il dibattito interno: "Il dibattito che abbiamo avuto è stato certamente in sintonia con quelle che sono le aspettative della nostra gente e della nostra comunità politica". Un passo indietro sui referendum. Ma c'è una questione sulla quale il dibattito interno ha dei paletti: i referendum sulla procreazione assistita. Da Fini arriva l'attesa 'ammissione di colpa': "Certamente è stato un errore lasciare la libertà di coscienza sui referendum, ma ora quella vicenda va chiusa". Fini ammette che bisogna anche "prendere atto del risultato". An si radichi nella coalizione. Fini ha poi chiarito il suo progetto politico, e quello che secondo lui dev'essere il ruolo di An nella Casa delle libertà, e cioè "radicare An nella coalizione. Fare in modo che vi sia sempre più An e quindi sempre più destra nella coalizione". Il che non esclude un futuro partito unico: "Oggi Casini ha fatto un'affermazione importante quando ha detto che il progetto di partito unitario non va archiviato perché la direzione di marcia è quella. Lo condivido". Non si faccia l'interesse della sinistra. Mentre va evitata, secondo il presidente di An, qualunque tentazione di vedere il partito fuori dalla coalizione di centrodestra: "Significherebbe che abbiamo fatto l'interesse della sinistra". "L'identità è importante, ma dentro la coalizione, e non lo dico per compiacere il presidente del Consiglio", conclude Fini. (3 luglio 2005) http://www.repubblica.it/2005/g/sezi...replifini.html ------------------------- La giornata era iniziata con l'annuncio di numerosi e autorevoli 'no' alla linea del presidente. Poi uno spiraglio, e la conciliazione Accordo tra le componenti di An Approvato un documento comune Si riafferma l'identità del partito, no a modifiche alla legge 40 Alemanno: "Segnale positivo ma non torno vicepresidente" ROMA - Si è ricomposta la frattura tra il presidente di An Gianfranco Fini e le componenti Destra Sociale e Destra Protagonista. Se infatti in nottata era sfumato il tentativo di mediazione, stamane s'è tenuta una nuova riunione e al termine l'assemblea nazionale di An ha approvato un ordine del giorno unitario. Con due distinte votazioni, l'assemblea di An ha approvato prima l'odg comune sottoscritto da tutte le componenti del partito e successivamente la relazione e la replica di Fini. Le votazioni sono avvenute per alzata di mano. L'odg è passato con soli quattro voti contrari, mentre contro la relazione e la replica di Fini si sono espressi in cinque. Tra i contrari il vicepresidente della Camera Publio Fiori. Tra il leader di An e i suoi colonnelli è quindi tornato il sereno. Anche se all'orizzonte resta qualche nube. Nel coro di voci soddisfatte per la ritrovata unità, c'è anche quella di Gianni Alemanno: "E' stata recuperata una lacerazione. Dopo un confronto molto intenso siamo stati in grado di dare unità al partito". Ma il ministro dell'Agricoltura, tra i capi di Destra sociale, ha aggiunto che non tornerà a fare il vicepresidente del partito: "Non serve una ricomposizione sclerotica di organigrammi", ha detto. Il confronto tra le varie anime di An sembra a questo punto rinviato all'assemblea programmatica prevista per l'autunno. Il documento comune è composto di una sola paginetta con tre punti di premessa e tre impegni che si chiedono al partito. L'ordine del giorno, che reca le firme di Alfredo Mantovano, Gianni Alemanno, Francesco Storace, Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa, Teodoro Buontempo, Mario Landolfi e Altero Matteoli, è stato presentato all'assemblea. Nell'ordine del giorno si sostiene che "appare necessario riaffermare, dopo la recente fase di incertezza, l'identità politica di An e riavviare l'iniziativa con l'apporto sincero, costruttivo ed appassionato di tutta la classe dirigente, dei quadri e dei militanti". E si chiarisce la posizione del partito rispetto alla legge 40 sulla fecondazione assistita: "L'esito dei referendum sulla procreazione assistita impone, nel rispetto di tutte le opinioni espresse secondo coscienza, di non modificare la legge 40, più in generale di porsi nuovamente in sintonia con la crescente richiesta di attenzione ai valori della persona e del diritto naturale, senza che ciò venga etichettato all'insegna di scelte confessionali, trattandosi di valori sui quali non ci devono essere artificiose divisioni tra laici e credenti". Quindi si impegna il partito a "superare il correntismo attraverso il rilancio del dibattito interno, la rivitalizzazione degli organi statutari a ciò deputati, il rispetto delle regole e dei diritti di ciascun iscritto, la trasparenza e il merito quali criteri di selezione per le candidature, come previsto dagli organi statutari". Una soluzione che ancora stamane sembrava lontanissima. Arrivando nei saloni dell'Hotel Ergife di Roma, dove si tiene l'assemblea di An, Alemanno aveva ribadito il suo no a Fini. "Credo che la situazione si sia complicata, Fini non ci ha voluto", aveva confermato il ministro della Salute Francesco Storace. E durissimo era apparso l'intervento del vicepresidente della Camera Publio Fiori, che aveva anche chiesto le dimissioni del presidente: "Fini si deve dimettere. Solo se annuncia una cosa del genere potrei votare a suo favore. Altri margini non ci sono. Il partito va resettato e bisogna ricominciare daccapo". Tuttavia altri esponenti storici del partito si erano mostrati molto più morbidi verso le tesi di Fini, per salvaguardare l'unità, in particolare il ministro per gli Italiani all'Estero Mirko Tremaglia, il viceministro dell'Economia Mario Baldassarri, il presidente dei deputati di An, Ignazio La Russa, e il vice ministro Adolfo Urso. (3 luglio 2005) http://www.repubblica.it/2005/g/sezi...ndogiorno.html |
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#26 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 1831
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Le correnti. E quindi a questo punto il presidente di An affronta nuovamente la questione delle correnti: "Togliamo di mezzo ogni divergenza di percezione. Io ho il massimo rispetto, la massima stima, la massima gratitudine per chi ha guidato il partito con me in questi anni". Però la logica delle correnti "deve essere superata" altrimenti c'è il rischio che la situazione "si avviti su se stessa".
Un passo indietro sui referendum. Ma c'è una questione sulla quale il dibattito interno ha dei paletti: i referendum sulla procreazione assistita. Da Fini arriva l'attesa 'ammissione di colpa': "Certamente è stato un errore lasciare la libertà di coscienza sui referendum, ma ora quella vicenda va chiusa". Fini ammette che bisogna anche "prendere atto del risultato". toni più soft e conciliatori, quasi non da separati in casa. credo che queste parole siano l'emblema dei dubbi e della situazione in cui si trova fini in questo momento: andare avanti per la sua strada a colpi di (possibile ed eventuale) maggioranza, o rientrare nei ranghi per dovere di partito evitandone una crisi che si porterebbe fino al congresso preannunciato per l'autunno, anche a costo di fare un pubblico mea culpa? la seconda a quanto pare, ma resta il problema delle correnti. speravo e non credevo facesse retromarcia sulla sua posizione referendaria.. ma rutelli cmq glielo possimo regalare lo stesso no?
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#27 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Ahah, mamma mia, che ridere, ha fatto retromarcia!
![]() Secondo me lui vorrebbe dare un scossone al partito ma ha una paura immane di essere buttato in una terra di nessuno (esattamente come Rutelli) dai vecchi del partito e dagli elettori di sempre di AN. Concordo con Littlelux. |
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#28 |
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Bannato
Iscritto dal: May 2004
Città: Cagliari
Messaggi: 704
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mamma mia che partito allo sbando, era una gara a chi faceva retromarcia
prima tutti i colonnelli a rinfacciare a Fini il suo voto al referendum e a paventare chissà quale resa dei conti poi si sono beccati i suoi insulti alle loro correnti, poi Fini dulcis in fundo ha cercato di venire a patti a tutti i costi con le suddette correnti, che altro non sono che consorterie pseudomafiose, trovando la solita intesa ipocrita e falsa che lui a parole diceva di voler evitare (da quello che ho letto sui giornali, i membri di quell'assemblea, talmente erano insofferenti l'uno dell'altyro, che si evitavano a vicenda, fosse anche solo di sedersi vicino al bar, più falsi e ipocriti di così, si muore cmq vedo che sopravvalutate un tantino Fini Fini ha principalmente due qualità: 1) ha una certa abilità ad evitare qualsiasi discorso sui problemi reali, che ignora (fateci attenzione, certe volte sembra di stare a sentire Forlani dei bei tempi antichi, tanti sono i giri di parole per non dire nulla o al massimo qualche banalità) 2) è fotogenico in televisione, come si dice fa la sua figura e col microfonio addosso riesce a dire le cose di cui al punto 1 per il resto il nulla al potere, il punto è che è circondato di nullità più nulla di lui, ecco perchè non possono farne a meno AN= alleanza nazionale delle nullità e dei buzzurri e ora lo possiamo dire visto la figura che hanno fatto, anche di culattoni, visto che era un loro antico pallino ps ho letto che quell'assemblea era presieduta da Fisichella ma costui non sono anni che dice di essersi dimesso da quel partito? vabbè che le dimissioni si danno, non si annunciano, certo che è incredibile, in quel partito non c'è nessuno che abbia un minimo di orgoglio e serietà |
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#29 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2001
Messaggi: 1009
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Effettivamente.... Comunque, gente, per quanto quelli dell'UDC non mi piacciano, devo ammettere che la differenza tra i due congressi, quello, appunto UDC e quello di AN, è abissale. In termini di stile e di immagine, perlomeno. Ultima modifica di LittleLux : 04-07-2005 alle 14:25. |
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#30 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2003
Città: Bergamo
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#31 |
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Member
Iscritto dal: Oct 1999
Città: provincia di Verona
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Mi dispiace che sia finita così. Avevo ammirato la sua presa di posizione in occasione degli ultimi referendum e successivamente la difesa di quella scelta.
Ora i Giuseppe Follini di AN (Alemanno, Fisichella & c) proseguiranno la loro vile opera di sciaccallaggio. |
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#32 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
Messaggi: 2729
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Fini è stata per me la più grossa delusione.
Lo consideravo un vero politico invece è solo un falso e un buon zerbino per Berlusconi!
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#33 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 1831
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questo è normale, anzi doveroso. il problema sta nella modalità con cui si è scelto di affrontarlo: il primo giorno dichiarazioni un pò sorprendenti e coraggiose di fini, che lasciavano presagire la volontà di andare avanti deciso per la sua strada, a testa alta. ha lasciato intendere di voler governare a maggioranza, chi non fosse stato in linea con lui, in "legittima" minoranza. il giorno dopo, massima stima per le correnti quasi vituperate, atteggiamento di quasi referenza o paura di ciò a cui potrebbe andare incontro nonchè capovolgimento totale della sua posizione referendaria. si scopre che lui è sempre stato per l'unità. da un giorno all'altro. le correnti: linea dura in risposta a fini, come per lasciar intendere una lunga lotta, e poi solo 5 voti contrari alla sua relazione. si sono accontentati di poco a quanto pare, nonostante fini abbia ribadito, tra un ringraziamento e l'altro per quanto fatto finora, che il problema persiste. sinceramente son rimasto un pò basito nel veder tutto ciò: se le posizioni erano queste in partenza, perchè non lavare i panni sporchi in casa? ![]() tanto rumore per nulla.
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Ultima modifica di Amu_rg550 : 04-07-2005 alle 11:49. |
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#34 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2001
Messaggi: 1009
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Comunque, non devi fare obiezioni del genere a me, ma semmai proprio allo stesso Fini, che ha detto, in soldoni, che delle correnti se ne strafotte (bell'esempio di democrazia, mi verrebbe da dire), salvo poi fare una clamorosa retromarcia quando ha constatato l'impossibilità di, diciamo così, addomesticare Alemanno & co. senza casare una insanabile frattura all'interno del partito. Insomma, non mi sembra poi questo gran politico, dopotutto. In sostanza, dal congresso ne è uscito a pezzi, questo è fuor di dubbio, e confermato da tutti i migliori commentatori politici. E comunque, ribadisco, la differenza di stile e capacità politica tra UDC ed AN è evidentissima e totalmente sbilanciata a favore degli ex DC (di cui ovviamente non condivido nulla). ============================================================================== La nota di Massimo Franco Fini e premier uniti nell'ultima difesa Un sostegno al Cavaliere per puntellarsi con il rischio di due declini paralleli La crisi di Alleanza nazionale non bilancia, ma sottolinea quella della leadership berlusconiana. La coalizione del presidente del Consiglio sembra sgretolarsi, scheggia dopo scheggia. Gianfranco Fini, ieri, ha voluto far sapere che la candidatura di Silvio Berlusconi a palazzo Chigi per il 2006 non è in discussione. Ma non è chiaro se il suo abbraccio costituisca un rafforzamento per il Cavaliere, o sia piuttosto un tentativo di puntellarsi all'esterno, per velare il logoramento dentro An. Ormai, quelli di Berlusconi e di Fini somigliano sempre più a due declini paralleli, che l'attacco a freddo dell'Udc di Marco Follini ha scoperto in modo impietoso. E il fatto che la delegittimazione riguardi premier e vicepremier allunga un'ombra cupa sul governo. Le ultime ore stanno consegnando l'immagine di palazzo Chigi assediato dai propri alleati; e trasformato in un bunker nel quale, insieme al Cavaliere, si è asserragliato anche il leader di An. La possibilità che questa situazione porti a una crisi immediata è piuttosto inverosimile. E' evidente, invece, che regala istantanee di un centrodestra slabbrato, e, di fatto, acefalo: almeno per una parte della maggioranza. Ieri, davanti al proprio partito, Fini ha difeso il governo, Berlusconi e se stesso. Ma non sembra essergli bastato. Le conseguenze della sua scelta referendaria sulla fecondazione assistita hanno prodotto una sorda congiura contro di lui. Se il 13 giugno scorso i «sì» avessero vinto, si sarebbe potuto presentare davanti ai critici come il politico all'avanguardia che aveva capito tutto; e dunque imponeva di nuovo la sua politica e la sua guida. Ma l'affermazione dell'astensione, appoggiata dal grosso di An, ha fatto apparire la strategia referendaria di Fini come una sfasatura intollerabile rispetto al proprio elettorato. Il tentativo di difendersi, di assicurare che non ha ceduto al «relativismo etico», ha soltanto confermato quanto quella ferita rimanga aperta nel suo partito. Gli attacchi dei ministri Storace e Alemanno contro Berlusconi, in realtà erano diretti anche contro di lui. C'è un'ala della destra che condivide l'analisi dell'Udc sul tramonto irreversibile della Cdl e dei suoi leader; e chiede di rimettere in discussione le gerarchie della coalizione, pur sapendo che sarà difficile. Può darsi che alla fine un compromesso si trovi. Le premesse dicono che sarà comunque al ribasso. Fini ha chiesto ai suoi di non dividersi, adducendo come motivo il fatto che «tra undici mesi si vota». Ma è proprio la vicinanza delle elezioni e la prospettiva di una sconfitta elettorale a radicalizzare anche strumentalmente i contrasti. E' questo il vero discrimine, ormai. Per Berlusconi e il capo di An l'unità è l'ultima ridotta nella quale rifugiarsi per tenere insieme qualcosa che non regge più come prima. Lo stesso partito unico, in un simile contesto, più che aprire una prospettiva nuova cristallizzerebbe due debolezze; e formalizzerebbe i contrasti. Fermare il dopo Berlusconi con il tentativo di eternizzare la leadership del Cavaliere, potrebbe risultare un'operazione coraggiosa. Ma promossa da un «ticket» che si porta dietro l'odore della sconfitta. Massimo Franco 03 luglio 2005 http://www.corriere.it/Rubriche/Poli...politica.shtml |
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#35 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: Torino
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Eroi da non dimenticare: Nicola Calipari (04/03/2005) e Vittorio Arrigoni (14/04/2011) e Bradley Manning. Sono certo che anche i francesi si indignarono per il fatto che i tedeschi, piuttosto che veder dissolvere la loro nazione, preferirono il nazismo. Chi non impara la storia... |
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#36 | |
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Bannato
Iscritto dal: May 2004
Città: Cagliari
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in effetti potevo risparmiarmi il termine "culattoni", ma mi è stato ispirato dalla lettura di un vecchio sette (nella stanza riservata alle più profonde meditazioni per il resto bastava leggere le cronache di quel congresso farsa costellato di insulti reciproci, per emettere i giudizi che ho dato su una classe dirigente sifatta insomma insultano gli altri, s'insultano pesantemente fra di loro, ma se traggo le conclusioni di questi comportamenti per dare un giudizio di fatto su quello che dicono e su quello che sono allora pecco di lesa maestà ai politici qui mi pare ci sia in generale quella sorta di deferenza, tanto in voga nel nostro paese, che bisogna tenere verso i "politici" in quanto tali, a prescindere da chi sono e cosa dicono questo nostro perenne sopravvalutarli, quando non proprio mitizzarli, invece di vederli per quello che sono ps inutile dire quanto le cronache di questi giorni mi abbiano dato ragione nel merito anche se non nella forma stabilità dal regolamento di un forum internet |
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#37 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
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#38 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Ivrea (TO)
Messaggi: 3693
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Mamma mia che delusione... Credevo Fini un politico di razza e invece... Ma non era quello dei "non crompromessi?!"
Non so più chi si salva.. Forse l'unico a rimanere sulle proprie "staccionate" è Bertinotti.. Mah..
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Vendita: SuperMarioCar,Cagliostro,Marcodj85,Tibia,Raistlyn,Franci2k5,Andrew81, Klikk, Braga, Hf4wd; Aquisto:otellobettin,Venus80,keydog84,mike91s,Gremino,Mrt75,Taz83,Maso87,RayStorm,Ciufoligo,Robyarmy,Lxbevi; Scambio: Solojuve; Ed altri, di cui nn ricordo il nick |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14094
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Quello che non capisco è la strategia di Fini per un nuovo posizionamento di A.N.
Vuole fare un partito neo-gollista, di destra sociale, liberale? Cosa vuole fare Fini? Ok la svolta di Fiuggi che era necessaria per un partito che strutturalmente e ideologicamente non poteva più essere antisistema e fascista ma adesso è rimasto post-fascista e non ha completato la transizione verso una nuova identità. Cosa che reputo abbastanza grave dal momento che il centro-destra dopo l'imminente (imho) morte politica di Berlusconi e di Forza Italia dovrebbe avere una nuova leadership..e se Fini e le correnti (Alemanno, La Russa, etc) non riusciranno a riempire il vuoto di F.I. sarà riempito dai neocentristi e dai partiti di ispirazione cattolica con una centro-destra moderato egemonizzato dalla componente ciellina... Fini vuole questo? ha una opportunità straordinaria che non sta sfruttando, a mio parere.
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We are the flame and darkness fears us ! |
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#40 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2004
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