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Old 30-07-2004, 09:45   #21
Gemma
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Originariamente inviato da conti1968

Cambia ben poco da un'atomica,ai bombardamenti fatti da hitler su citta' rase completamente al suolo come rotterdam.

Anzi,alla violenza del 3 reich,preferisco l'atomica.
davvero?
credi davvero?

le città rase al suolo le ricostruisci, l'atomica te la porti dietro per secoli, mio caro.
Vuoi fare un giretto fra i "figli dell'enola gay"??
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Old 30-07-2004, 09:49   #22
elfly
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Originariamente inviato da Gemma
davvero?
credi davvero?

le città rase al suolo le ricostruisci, l'atomica te la porti dietro per secoli, mio caro.
Vuoi fare un giretto fra i "figli dell'enola gay"??

ben detto gemma.
cmq ho letto tutto il resoconto dei fatti ma il punto è proprio questo, i resoconti non sempre coincidono...

e avevo un po' di confusione.
la cosa veramente che mi agghiaccia e che non mi va via dalla testa è come thomas non si sia pentito di nulla, non abbia avuto un rimorso di coscienza...
solo un mi dispiace e ha liquidato tutto.
cmq è morto all'età di 81 anni, nel marzo del 2000, tranquillo, nella sua casa, accanto a una foto in bianco e nero che raffigurava lui sull'enola che salutava sorridendo all'obbiettivo.
sotto in caratteri d'oro aveva fatto scrivere: la fine del mondo (o qualcosa di simile).

quella mattina in volo aveva anche dormito mentre percorrevano il cielo per raggiungere hiroshima... più tranquillo di così...
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Old 30-07-2004, 09:51   #23
Chromo
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Originariamente inviato da Second Reality
Secondo me è più sconcertante che questo sgancio di bombe sia passato come atto di guerra.

A prescindere dal fatto che in guerra ci sei o non ci sei con un paese, attacchi come questi sono di puro terrorismo (tecnica del terrore) in quanto non mirano tanto a obiettivi militari ma a dimostrare la propria forza e spaventare in nemico, senza tener conto delle perdite civili.
Mah, la guerra nel pacifico era quasi alla fine, e sarebbe durata solo poco di più con mezzi convenzionali.
IMHO quello è stato solo un esperimento molto utile.
Quanto amano i militari nascondere la vergogna dietro un "ho fatto solo il mio dovere"
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Old 30-07-2004, 09:56   #24
the_joe
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Originariamente inviato da Chromo
Mah, la guerra nel pacifico era quasi alla fine, e sarebbe durata solo poco di più con mezzi convenzionali.
IMHO quello è stato solo un esperimento molto utile.
Quanto amano i militari nascondere la vergogna dietro un "ho fatto solo il mio dovere"
Tu il militare lo hai fatto?
Non dico che non debbano avere rimorso, ma purtroppo se sei militare esegui gli ordini altrimenti fai il farmacista.
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Old 30-07-2004, 09:57   #25
Gemma
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La guerra con la Germania era ormai vinta, ma gli U.S.A. avevano ancora la bomba atomica inutilizzata. La riserva di bombe normali invece stava gradualmente esaurendo. Il presidente Truman decise quindi che sarebbe stata sganciata sul Giappone, anche se non aveva ancora in mente un posto preciso. Le motivazioni erano vendicative: gli Americani volevano rifarsi della sconfitta di Pearl Harbour, un attacco che subirono con il preavviso di una sola ora e che colse tutti i soldati della marina impreparati. L’attacco ad Hiroshima e Nagasaki si sarebbe invece svolto senza alcun preavviso. La bomba atomica aveva perciò lo scopo punitivo ed il suo obiettivo era quello di far ricordare al Giappone quale fosse lo Stato più forte, quello destinato a regnare sugli altri. Inoltre Truman pensò che la guerra in Giappone si sarebbe protratta ancora a lungo, producendo più vittime di quante ne avrebbe fatte la bomba ad Hiroshima. L’obiettivo del Presidente americano era piegare il Paese. Se a questo aggiungiamo la voglia di dimostrare alla Russia la potenza degli Stati Uniti, riusciamo a capire perché Truman sia giunto a questa decisione. Infatti anche la Russia di Stalin sembrava stesse lavorando instancabilmente alle sperimentazioni belliche di tipo nucleare. Tuttavia è facile rendersi conto dell’oggettiva difficoltà di giustificare il Presidente americano per questa scelta. Chi ci assicura che ci sarebbero stati più morti, se la guerra si fosse svolta regolarmente? Chi ci assicura che si sarebbe protratta per più di un anno? L’America era semplicemente stanca di combattere e preferì far ricadere il numero delle perdite umane tutto sul Giappone.

L’obiettivo preciso del primo sgancio fu deciso pochi minuti prima che decollasse lo storico Enola Gay, aereo che oggi è utilizzato come simbolo della II Guerra Mondiale. I soldati americani avevano infatti l’opportunità di dare il nome all’aereo che avrebbero guidato. Il pilota Thomas Ferebee, l’autore del disastro nucleare, fu quello che diede il nome di sua madre all’aereo. Il nome della bomba nucleare era invece Little Boy. Ai piloti era stata fornita una sola foto della città. Hiroshima era stata la città prescelta poiché sede di numerose industrie belliche, la risorsa di gran parte del Giappone. Molti si saranno chiesti perché Tokyo non fosse stato l’obbiettivo principale dell’Enola Gay, ma la spiegazione è molto semplice: la Capitale aveva già subito numerosi bombardamenti e sarebbe stato superfluo raderla al suolo con la bomba nucleare.

Hiroshima, dai racconti dei sopravvissuti, era una ridente cittadina a sud-ovest di Tokyo, nell’isola di Shikoku. Nei mesi precedenti allo sgancio della bomba, sembrava che la cittadina fosse sempre graziata dagli attacchi aerei dei nemici. Spesso gli aerei che passavano sulla città erano solo dei ricognitori, che stavano effettuando indagini sulla città a loro insaputa. E’ proprio grazie all’uso di questi ricognitori che Truman scelse come meta Hiroshima. I cittadini di Hiroshima che avvistarono l’Enola Gay la mattina del 6 Agosto 1945 pensarono quindi che si trattasse di un nuovo giro di ricognizione del nemico. In realtà alle otto di quella mattina, Thomas Ferebee e Claude Eatherly con l’Enola Gay stavano risalendo il corso del fiume Ota, per sganciare Little Boy sul ponte che lo attraversava, il centro topografico della città. Alle otto e quindici minuti, ora locale, i portelli dell’Enola Gay si aprirono e pochi attimi dopo Little Boy fu sganciato, alleggerendo di ben quattro tonnellate e mezzo l’aereo che lo custodiva nel ventre. Per cinquantuno secondi Little Boy è solo un grave che acquista sempre maggior velocità, un comune corpo in caduta. Poi un nuovo sole si aggiunse nel cielo e i cittadini di Hiroshima furono ridotti a larve umane. Una pioggia fangosa si rovesciò immediatamente sulla città ormai desertificata, le cui gocce corrodevano tutto ciò che incontravano.

Davanti a questo spettacolo risulta impossibile chiedersi perché nel mirino di Ferebee rientrarono tanti civili, donne e bambini, anziani, malati…la domanda se la posero anche le stesse vittime di Little Boy, che si racconta quel giorno gridarono in coro: “Naze desu ka?”, ovvero “Perché?”.
Del resto la bomba era pronta, frutto di innumerevoli sacrifici delle famiglie americane…Truman avrebbe tradito la Nazione, se non l’avesse sganciata. L’azione si svolse in silenzio solo perché così un eventuale fallimento sarebbe passato inosservato e una eventuale vittoria sarebbe stata schiacciante. Il fatto di sganciare la bomba in mare, non fu preso in considerazione da Truman: si sarebbero vanificati gli sforzi del Paese.
tratto dal libro di John Raws
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Old 30-07-2004, 09:57   #26
elfly
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Mah, la guerra nel pacifico era quasi alla fine, e sarebbe durata solo poco di più con mezzi convenzionali.
IMHO quello è stato solo un esperimento molto utile.
Quanto amano i militari nascondere la vergogna dietro un "ho fatto solo il mio dovere"

si chromo, e pensa, pare che thomas ne andasse pure orgoglioso quando diceva: ho fatto solo il mio dovere, perchè l'aveva fatto per la patria...

una cosa non ho capito: perchè dici "esperimento utile"?
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Old 30-07-2004, 09:59   #27
the_joe
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Originariamente inviato da elfly
si chromo, e pensa, pare che thomas ne andasse pure orgoglioso quando diceva: ho fatto solo il mio dovere, perchè l'aveva fatto per la patria...

una cosa non ho capito: perchè dici "esperimento utile"?
Credo lo abbia detto ironicamente....
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Old 30-07-2004, 09:59   #28
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Per me è stato il + grande atto terrorista della storia.

Non vi sono giustificazioi per quella atrocità.

Saluti.
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Old 30-07-2004, 10:01   #29
elfly
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io sapevo che i ragazzi dell'enola sapevano già dal giorno prima che il giorno successivo avrebbero dovuto fare uno sgancio.

e poi anche se è una cosa del tutto irrisoria avevo letto che enola gay era il nome della mamma del capitano dell'aereo, ma il capitano dell'aereo non era thomas wilson ferebee.
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Old 30-07-2004, 10:01   #30
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Originariamente inviato da the_joe
Credo lo abbia detto ironicamente....
se leggi in giro ti accorgerai che non era detto ironicamente.
veramente dico.
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Old 30-07-2004, 10:02   #31
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e poi altra cosa:
ma allora coloro che sganciarono la seconda bomba su nagasaki, loro si che erano al corrente che avrebbe portato le stesse terrificanti conseguenze della prima!

no?
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Old 30-07-2004, 10:04   #32
elfly
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Originariamente inviato da the_joe
Credo lo abbia detto ironicamente....
e poi scusa tu credi che su una cosa simile si possa parlare "ironicamente"
io credo che davanti a tanti morti non ci sia proprio da fare battute ironiche.
sembra che il patriottismo di thomas fosse tanto elevato da non sentire nessun peso sulla coscienza.
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Old 30-07-2004, 10:04   #33
the_joe
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Originariamente inviato da elfly
se leggi in giro ti accorgerai che non era detto ironicamente.
veramente dico.
Allora non capisco veramente, si condanna la vivisezione e gli esperimenti sugli animali e poi si ritiene utile un esperimento con migliaia di morti?

Dico in generale non di chromo in particolare.
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Old 30-07-2004, 10:05   #34
ni.jo
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si chromo, e pensa, pare che thomas ne andasse pure orgoglioso quando diceva: ho fatto solo il mio dovere, perchè l'aveva fatto per la patria...

una cosa non ho capito: perchè dici "esperimento utile"?
la seconda bomba era diversa e andavano testati gli effetti e l'efficenza dell'ordigno.
la prima aveva evitato una lunga e logorante guerra di conquista...
imho per evitare di usare la seconda non si è fato granchè per sfruttarne l'effetto psicologico; dopo hiroshima al giappone bastava solo una spinta per capitolare, invece ai civili giapponesi è stato regalato un altro inferno in terra...
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Primo Officiante della Setta dei Logorroici - Arconte della prolissità - Crociato della Replica|Custode Di Lomaghiusa e Muffin|
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Old 30-07-2004, 10:05   #35
the_joe
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Originariamente inviato da elfly
e poi scusa tu credi che su una cosa simile si possa parlare "ironicamente"
io credo che davanti a tanti morti non ci sia proprio da fare battute ironiche.
sembra che il patriottismo di thomas fosse tanto elevato da non sentire nessun peso sulla coscienza.
Per il peso sulla coscienza, io non avrei potuto + vivere sinceramente, ma posso pure capire chi sicuro di aver fatto la cosa giusta possa non averne, non siamo tutti uguali.
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Old 30-07-2004, 10:05   #36
sheva
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L'IMPIEGO DELLA BOMBA ATOMICA

Nel luglio del 1945 l'atomica è diventata una realtà. Alle 5,30 del 16 luglio una luce incredibile ha illuminato il deserto del New Mexico. Una luce d'oro, di porpora, d'indaco, di viola, di verde striato di bianco. Ed una nube simile a un fungo è salita fino a 13.000 metri d'altezza. La forza d'urto dell'immane scoppio è stata calcolata uguale a quella di ventimila tonnellate di tritolo. Alcuni giornalisti ignari di quanto era accaduto riportano che ad Alamogordo un deposito di munizioni è saltato «con straordinari effetti luminosi ».
Uno era presente: è William L. Laurence, il redattore del New York Times, che si esaltò allo spettacolo, e scrisse: « Fu come il gran finale di una possente sinfonia degli elementi: affascinante e terrificante, entusiasmante e deprimente, minacciosa, devastatrice, piena di grandi promesse e di grandi minacce... In quel momento comprendemmo l'eternità. Il tempo si fermò. Lo spazio si ridusse a una punta di spillo. Fu come se la terra si fosse aperta e il cielo si fosse squarciato. Sentimmo di essere stati prescelti per assistere alla nascita dell'universo, per essere presenti al momento della Creazione in cui il Signore disse: "Sia fatta la luce" ».

Truman si trova in Europa, alla Conferenza di Potsdam. Lo raggiunge un messaggio strano: «I bambini sono nati felicemente ». Significa che la bomba ha funzionato. Il Presidente si confida con Churchill, il quale lascerà scritto: «Resta il fatto storico, e sarà giudicato nei tempi venturi, che la scelta dell'uso o del non-uso della bomba atomica per costringere il Giappone alla resa non fu posta nemmeno. Attorno al nostro tavolo l'accordo fu unanime, automatico, né mai sentii soltanto accennare che si sarebbe potuto agire in modo diverso ».
Unanime e automatica non è invece la scelta del tipo di bersaglio: per alcuni deve essere una città del Giappone non ancora distrutta dai bombardamenti convenzionali, altri vorrebbero far assistere i giapponesi a una dimostrazione delle capacità devastanti della bomba.

Il 23 luglio il colonnello K. D. Nichols, inviato dal generale Groves, si reca da Arthur Compton con l'ordine di comunicargli i risultati definitivi dei suoi sondaggi. Compton trascorre un'ora di tensione, sebbene la decisione ultima non spetti a lui ma al Presidente. Poi dice: « Il mio voto personale collima con quello della maggioranza. Credo che al punto attuale si debba usare la bomba, ma non più drasticamente di quanto sarà necessario perché il Giappone si arrenda ».

Passano altri tre giorni. I Governi degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e della Cina diramano un comunicato congiunto, offrendo la resa all'Impero Giapponese. Ma nel proclama non è fatto alcun cenno all'arma totale. L'ultimatum scadrà il 2 agosto. La radio giapponese informa quasi subito che la dichiarazione di Potsdam non è stata neppure presa in considerazione. Quindi, il Governo di Tokyo rifiuta sdegnosamente l'offerta.
Il 3 agosto Harry S. Truman decide: sì alla bomba, il più presto possibile, su un centro abitato, ma non viene precisato quale, anche se viene prospettata una rosa di quattro città. Sarà il pilota a decidere.
La bomba ha già un nome, Little Boy (Piccolo Ragazzo). Esteticamente non è molto dissimile da una bomba qualunque ed ha anch'essa gli alettoni equilibratori. È un cilindro di ottanta centimetri di diametro, lungo tre metri e ventotto e pesa complessivamente quattromilaquattrocento chilogrammi. La carica nucleare è di appena 62,3 kg. di Uranio 235, scomposta in quattro parti uguali che sono tenute scrupolosamente separate. Solo all'ultimo momento quattro detonatori provvederanno a scagliarle l'una contro l'altra alla velocità di 1500 metri al secondo, affinché formino la massa critica.

Il giorno della decisione irrevocabile di Truman, Little Boy si trova già da una settimana nell'Isola di Tinian, Arcipelago delle Marianne. Ce l'ha portata l'incrociatore Indianapolis (poi affondato da un sottomarino giapponese dei 1196 uomini a bordo, solo 317 sopravvissero, almeno 200 furono vittime degli squali ). A Tinian è da tempo stanziato il 509° Gruppo di Superfortezze Volanti B-29 che per mesi, al comando del colonnello Paul W. Tibbets, s'è addestrato per compiere una missione segretissima e di natura ignota per gli stessi equipaggi. Soprattutto i puntatori, selezionati tra i migliori della United States Army Air Force, si sono allenati a colpire piccoli bersagli da una quota di oltre 9000 metri ma ad una velocità di volo per loro inconsueta, a più di 500 chilometri orari.

La sera del 5 agosto c'è rapporto speciale alla base di Tinian. L'equipaggio del B-29 di Tibbets, chiamato Enola Gay dal nome della madre del comandante, viene informato che l'apparecchio che piloterà sgancerà una bomba di grandissima potenza su una città ancora imprecisata del Giappone: la scelta esatta dell'obiettivo sarà fatta all'ultimo momento in volo, secondo le condizioni meteorologiche. Tibbets sa solo che una delle città condannata è fra queste quattro: Kokura, Yokohama, Nagasaki, Hiroshima. Tutto dipenderà dall'osservatore che lo precede, il maggiore pilota Claude Eatherly che ignora la micidiale missione; lui pensa al solito bombardamento anche se sa che questa volta verrà fatto con una bomba speciale. Lui parte alle 1,37 del 6 agosto decollando da Tinian con un B-29 carichi di strumenti meteorologici.

Oltre un'ora dopo alle 2,45 parte anche l'Enola Gay con Little Boy - ancora disinnescata - nel ventre. Ha a bordo dodici uomini: il primo pilota Tibbets, il secondo pilota Lewis, il radarista Stiborik, i montatori della bomba Parsons, Jeppson e Beser, il puntatore Ferebee il navigatore Van Kirk, il radiotelegrafista Nelson, gli elettricisti Shumart e Duzembury, il mitragliere Caron.
L'Enola Gay affronta la prima parte del lunghissimo volo e alle 6,05 del mattino passa sull'isola di Iwo Jima, e Tibbets, mezz'ora dopo è a 9000 metri. Parsons ha già montato la bomba. Alle 7,30 la innesca, le dà un ultimo sguardo, si unisce agli altri nella cabina di pilotaggio. Il maggiore Ferebee compie i primi rilevamenti.

L' aereo Straight Flush, pilotato dal maggiore Claude Eatherly, che seguita a perlustrare il territorio, comunica al radiotelegrafista dell'Enola Gay: « Stato del cielo a Kokura: coperto. A Yokohama: coperto. A Nagasaki: coperto ». C'è una pausa. Poi: « A Hiroshima: quasi sereno. Visibilità dieci miglia, due decimi di copertura alla quota di tredicimila piedi».
Lui non lo sa, ma la sua indicazioni significa che Hiroshima è condannata a scomparire dalla faccia della terra.
E' questa una città popolata da circa 250.000 esseri del tutto ignari che cosa li aspetti. Gli osservatori a terra giapponesi notano ad alta quota un luccichio, un apparecchio (lo Straight Flush di Eatherly). Sono suonate le sirene d'allarme, ma la Difesa Civile non s'è per nulla preoccupata: un aereo così ad altissima quota non può fare molti danni anche se lancia bombe. Non sanno invece che Eatherly sta soltanto guardando e decidendo la condanna di Hiroshima. Vede in basso quasi in mezzo alla città un fiume, attraversato da diversi ponti. Pensa come ha sempre fatto, cioè che quelli sono gli obbiettivi dell'aereo di Tibbets. Gli fornisce le coordinate e sparisce dall'orizzonte.

I cannoni contraerei giapponesi tacciono. Alle 7,31 suona perfino il cessato allarme mentre l'Enola Gay con le coordinate di Eatherly mette la rotta rettilinea per Hiroshima; gli mancano trecentocinquanta chilometri.
Nella città la giornata è cominciata, la gente è per le strade, gli operai entrano negli stabilimenti, i bambini vanno a scuola. C'è un bel sole. Alle otto tutto va per il meglio e la guerra sembra qualcosa di infinitamente remoto. L'Enola Gay è a meno di cento chilometri e il maggiore Ferebee si avvicina ai comandi dei portelli di sgancio.

Passano i minuti. Il cielo è sereno. Alle 8,11 Tibbets inizia a vedere in lontananza quella che dovrebbe essere la città di Hiroshima segnalata da Eatherly e dà ordini di aprire i portelli dove attende la Little Boy.

La quota precisa è di 9632 metri sul livello del mare, la velocità di 528 chilometri orari. Ferebee regola il traguardo di mira. Sono le 8,14. L'aereo è giunto su Hiroshima. Ferebee preme un pulsante e Little Boy precipita.
Alle 8,15 la bomba esplode a poco meno di seicento metri d'altezza, polverizzando all'istante ogni cosa su un'area di tre chilometri quadrati e soffiando un alito rovente (dai trecento ai novecentomila gradi) su una superficie assai più vasta. Qui gli abitanti di Hiroshima, dissolti, lasciano la loro ombra sulle pietre vetrificate. L'onda d'urto preme con la forza inconcepibile di settemila tonnellate per centimetro quadrato. Dura un attimo, ma tutto spazza e incendia. E' sceso l'inferno sulla terra. Tutto è finito, arso, smaterializzato, tutto e ritornato in molecole, atomi..

La sera, il Presidente Truman annuncia la verità al mondo. Gli Stati Uniti posseggono al momento un'altra bomba atomica - al plutonio. Ma si spera che quella di Hiroshima basterà.
E' una breve illusione. Truman autorizza la U.S.A.A.F. a colpire con la bomba al plutonio una seconda città giapponese.
La bomba al plutonio esplode sulla verticale di Nagasaki alle 11,02 del 9 agosto. L'inferno si ripete. Come a Hiroshima. Le macerie sembrano ruderi di un'età preistorica. Tutto appare fossilizzato.
L'Imperatore rompe ogni indugio e prega la Croce Rossa svizzera di comunicare al Governo degli Stati Uniti che il Giappone si arrende senza condizioni. Il 14 agosto la resa è ratificata. Il 2 settembre entra nella rada di Tokyo la corazzata Missouri e il generale Mac Arthur, riceve i delegati con la resa del Giappone .
La Seconda Guerra Mondiale all'ombra del fungo atomico, è finita.
Truman è felice: "Con questa bomba noi abbiamo ora raggiunto una gigantesca forza di distruzione, che servirà ad aumentare la crescente potenza delle forze armate. Stiamo ora producendo bombe di questo tipo, e produrremo in seguito bombe anche più potenti" (Comunic.Ansa, 6 agosto 1945, ore 20,45)

Ci fu uno che rimase sconvolto: Claude Eatherly, ed è l'anima nera del « trionfo » di Hiroshima. Viene decorato come gli altri, ma fa delle stranezze. Finirà al manicomio. Aveva 21 anni, quando scoppiò la
guerra dopo Pearl Harbour: va volontario in aviazione e si distingue. Abbatte trentatré aerei e fa carriera in un baleno. Tre anni, e a 24 anni è già maggiore. Sul petto due medaglie, ed una è la « Dinstinguished Flying Cross » la decorazione più alta « per piloti vivi »: e appunto per queste medaglie viene scelto per la grande missione. Dal fronte lo richiamano a casa per una breve licenza, poi lo destinano nel Nuovo Messico. I piloti più bravi, più coraggiosi, più famosi: sono tutti lì, ad addestrarsi in segreto. Gli consegnano un Boeing 29. Il giorno dell'ora X Eatherly apre la formazione. Sul suo apparecchio non ci sono bombe, né lui ha il sospetto di quale terribile aggeggio si nasconda nel ventre dell'Enola Gay che lo segue a un ora di volo. Lui - come abbiamo detto sopra- deve solo individuare con la massima esattezza il bersaglio. Stabilire se le condizioni del tempo permettono di fare centro su Hiroshima o, se è necessario, continuare verso gli altri due obiettivi secondari. E' lo stesso Eatherly che racconta cosa successe in quegli interminabili minuti:

« Avevo i comandi dell'apparecchio di testa, lo Straight Flush. Ho volato su Hiroshima per 15 minuti per studiare i gruppi di nuvole; Il vento le spingeva allontanandole dalla città. Mi pareva il tempo e il luogo ideale, così trasmisi il messaggio in codice e mi allontanai in fretta come mi era stato detto, ma non abbastanza. La potenza della bomba mi terrorizzò. Hiroshima era sparita dentro una nube gialla".

Il racconto di Tibbets è invece più freddo: "Be', ci avevano detto di stare attenti. Quando il mitragliere urlò : "Vedo arrivare l'onda d'urto", e di corsa ci allontanammo. Tornammo alla base e non eravamo eccitati. Eravamo sempliceniente tornati alla base da una missione. Anche i ragazzi che avevano partecipato all'operazione non credettero d'aver fatto nulla di particolare, fino a quando non fummo informati del numero delle vittime. Personalmente non ho rimorsi. Mi fu detto - come si ordina a un soldato - di fare una certa cosa. E non parlatemi del numero delle persone uccise. Non sono stato io a volere la morte di nessuno. Guardiamo in faccia alla realtà: quando si combatte, si combatte per vincere, usando tutti i metodi a disposizione. Non mi posi un problema morale: feci quello che mi avevano ordinato di fare. Nelle stesse condizioni lo rifarei."
(Che è poi quello che all'incirca dissero i processati a Norimberga).

Claude Eatherly chiese di essere congedato. Si meravigliarono un po' tutti: come poteva bruciarsi un futuro pieno di promesse? Gli offersero 237 dollari di pensione al mese. Li rifiutò, e siccome rifiutare non è consentito dal regolamento, dispose che andassero a beneficio dell'associazione per le vedove dei caduti in guerra. Torna nel Texas. E' nervoso, magro: non ride più. Ha 24 anni, si sposa con una ragazza italo-americana, ma quella strana missione di guerra ha fatto saltare i nervi del maggiore. Per mesi la notte ha gli incubi, si sveglia gridando "Gettatevi, gettatevi: arriva la nuvola gialla!". Quattro anni così. Per la moglie un vita d'inferno. Poi, nel 1950 i familiari lo convincono a farsi ricoverare nell'ospedale psichiatrico di Waco. Un semplice esaurimento nervoso, si dice.
E' un paziente modello, molto silenzioso; essendo un alto decorato, Eatherly usufruisce di un trattamento speciale. Può passeggiare in qualunque ora del giorno anche fuori dall'ospedale. E qui cominciano storie inquietanti. Un giorno tenta una rapina in banca con una pistola giocattolo; un altro giorno fa il colpo in un emporio, si fa consegnare ì soldi che poi butta via. Poi ne fa un altro. Lo pizzicano e finisce in prigione.
Nella alte sfere si tenta di minimizzare. Ma la notizia finisce sui giornali. L'America si spacca in due. Chi dice che è diventato pazzo dal rimorso per la "follia atomica" e chi dice che è un furbo che tenta con la sua millantata malattia di farsi profumatamente indenizzare dallo Stato.

Di Atomiche se ne costruirono poi tante, sempre più potenti.

E altri Tibbets che candidamente affermano ciò che lui afferma, ce ne saranno sempre fra i vinti e vincitori: "Personalmente non ho rimorsi. Mi fu detto - come si ordina a un soldato - di fare una certa cosa. E non parlatemi del numero delle persone uccise. Non sono stato io a volere la morte di nessuno. Guardiamo in faccia alla realtà: quando si combatte, si combatte per vincere, usando tutti i metodi a disposizione. Non mi posi un problema morale: feci quello che mi avevano ordinato di fare. Nelle stesse condizioni lo rifarei." Insomma il fine giustifica i mezzi !!.
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Old 30-07-2004, 10:06   #37
elfly
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Originariamente inviato da the_joe
Allora non capisco veramente, si condanna la vivisezione e gli esperimenti sugli animali e poi si ritiene utile un esperimento con migliaia di morti?

Dico in generale non di chromo in particolare.
ma infatti hai ragione non a caso ho chiesto a chromo in che senso ha definito utile tale esperimento

oltretutto... non credo che altri lo definiscano utile.
a me mette dentro solo tanta inquietudine.
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Old 30-07-2004, 10:07   #38
naso
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Originariamente inviato da Chromo
Mah, la guerra nel pacifico era quasi alla fine, e sarebbe durata solo poco di più con mezzi convenzionali.
IMHO quello è stato solo un esperimento molto utile.
omississ..
concordo che l'atomica è da bandire.
loro all'epoca nn sapevano della potenza distruttiva delle bombe atomiche.
dopo le 2 bombe i giapponesi (i soldati) continuarono a combattare x anni sparsi sulle isole dove nn era potuto giungere il messaggio che la guerra era finita.
se nn ci fossero state le 2 bombe la guerra nn sarebbe finita molto presto.. magari nn sarebbe durata anni ma di sicuro nn sarebbe finita di lì a 30 gg.. e soprattutto ci sarebbero state molte più vittime da parte americana (e x un generale è la cosa più importante, che i suoi soldati stiano vivi... cosa che nn condivido..)
nn ti ricorda nulla i kamikaze ... i soldati giapponesi erano disposti a tutto x il loro imperatore, sinche il loro imperatore nn glielo avrebbe ordinato, loro avrebbero continuato a combattere sino alla morte e se avessero pututo farlo anche dopo...

le bombe sono servite (purtroppo) a far capire all'imperatore che nn aveva speranze a continuare una guerra contro gli americani..

comunque è la guerra che è sbagliata.. il resto è solo una bruttissima conseguenza...
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Old 30-07-2004, 10:07   #39
elfly
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Originariamente inviato da the_joe
Per il peso sulla coscienza, io non avrei potuto + vivere sinceramente, ma posso pure capire chi sicuro di aver fatto la cosa giusta possa non averne, non siamo tutti uguali.

già, che tristezza, hai ragione pure tu..
ma sai cosa? cazzo che rabbia mi sembra impossibile che lui non abbia mai avuto nemmeno un pensierino piccolo del tipo: ma che cosa ho fatto???

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Old 30-07-2004, 10:07   #40
TheGuren
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Città: MILANO
Messaggi: 397
A quanto ne so io (vedi "una tomba per le lucciole"):

"Quando l'esercito giapponese iniziò a bombardare le città cinesi nel 1937, il dipartimento di stato americano denunciò il Giappone di fronte alla lega delle Nazioni in base al fatto che 'il bombardamento condotto su vaste aree dove risiede una densa popolazione impegnata in attività pacifiche è contrario ai principi della legge dell'umanità'. Dal 15 giugno1944 al 15 agosto 1945 , giorno della resa, i B-29 americani colpirono quasi 100 città giapponesi, per un totale di 160.000 tonnellate di bombe , che provocarono 10 milioni tra morti e feriti...il bombardamento non era di tipo esplosivo bensì incendiario come aveva dimostrato il micidiale Raid su Tokyo : nella notte tra il 9 e il 10 marzo 1945, 334 fortezze volanti mandarono al rogo 100.000 persone (più della metà di tutte le vittime civili italiane durante la 2nda guerra mondiale)"

Il film a cui mi riferisco è un capolavoro e aiuta molto bene a capire quello che la popolazione civile ha subito...ogni anno in prossimità del 15 agosto viene trasmesso dalla televisione giapponese.

Tutto questo escludendo Hiroshima e Nagasaki....quando ripenso a ste cose mi rendo conto che il mondo sarà sempre pieno di stupidi ignoranti cerebrolesi....da una parte e dall'altra....
__________________
nerve.altervista.org
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