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#21 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
Messaggi: 7116
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Quella è la scuola superiore. L'università che funziona è una cittadella che relaziona giovani menti desiderose di migliorare il mondo con il mondo stesso, fornendo ad esse la possibilità di interagire con le situazioni reali e sottoponendo ad esse la richiesta di miglioramento del migliorabile. In italia questa cosa è limitata a pochissime persone che vogliono rimanere nel giro dell'università, spesso in condizioni di lavoro pessime, con un organigramma della gestione del processo governato da incompetenti graduati per anzianità e conoscenze. Io penso che molte delle cose di cui mi occupo da quando lavoro DOVREBBERO fare parte del bagaglio di conoscenze di un neolaureato, nel senso che l'affrontare le problematiche richieste dall'applicazione delle conoscenze teoriche acquisite non può essere escluso dal "programma" di un percorso universitario. Questo comprende la valutazione della coerenza della teoria con la pratica, il constatare che talora questa coerenza è assente in parte o in tutto, e migliorare la teoria per renderla coerente con la pratica. Chi non propone un programma che tenga conto di questo produce laureati incompetenti in quanto inabili nell'applicazione di quanto imparato (cipè praticamente tutti). Per rendere l'idea, posso aver studiato benissimo la termodinamica e sapere usare programmi per analizzare agli elementi finiti i flussi termici attraverso materiali disomogenei. Quando poi una norma mi richiede di calcolare puntualmente i ponti termici di un edificio reale l'unica risposta corretta è: IMPOSSIBILE. Perchè allora mi hanno insegnato una cosa inutile? Sarebbe meglio creare una cosa che altri possano apprendere in modo proficuo, cioè cambiando la teoria. Questo non si fa quasi mai, o se lo si fa ciò avviene in lobby e associazioni come il CTI che hanno troppa influenza da parte del mercato e non sono spinte da spirito di miglioramento fine a se stesso. |
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#22 | |||||||
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Member
Iscritto dal: Jul 2009
Messaggi: 210
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Con Python non esiste proprio la croce. Tutto è delizia, almeno nel mio caso. Mi leggo tutta la documentazione da cima a fondo come se stessi mangiando un cucchiaino di miele. E' il mio prototipo ideale di programmazione: un solo metodo per fare le cose (non un solo modo, intendo proprio che non trovi mai funzioni che si equivalgono, ma una per ogni specifica cosa, spero di essermi spiegato). In questo modo evito tanti problemi mentali, del tipo "cosa cambia tra questo e quello, qual'è più efficente" etc etc e mi concentro sulla soluzione vera e propria. Quote:
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Volevo realizzare un semplice sito internet. Iniziai a farlo con PHP. Poi iniziai a pormi dei problemi -inesistenti- quali il migliorare l'efficenza del tutto, qualora mi fossi dedicato a un progetto più sostanzioso. Son quindi passato a studiarmi l'architettura di apache. Avevo iniziato a pasticciare coi sorgenti di vari moduli di apache. Quindi mi spostai su Lighttpd. Dove iniziai a sviluppare un modulo per implementare Python. Dopo poco lasciai anche quello per provare a sviluppare un mio webserver C leggero e pensato proprio per far girare python. Alla fine ne sono uscito con un bagaglio di esperienza, ma non ho realizzato nulla di usabile per lo scopo prefisso, perchè quando mi prefiggevo un dato progetto, questo era sempre fuori dalle mie possibilità. Ma non mi lamento, almeno vanto di sapere come funziona un modulo apache, un modulo di lighttpd, come funzionano gli stessi webserver, cosa è una socket, differenza tra i protocolli UDP e TCP, come avviene lo scambio di dati, la gestione delle richieste, architetture multitasking-threading-plexing, ho migliorato alla lunga le mie capacità in C e ho ritrovato il senno, imparando il valore del non reinventare la ruota, usando ciò che già esiste, migliorandolo se serve, e pensando solo a ciò che devo fare. Quote:
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Ps. ringrazio Ikon O'Cluster per aver esposto l'elenco delle cose che secondo lui non vanno proprio in un autodidatta. Nel mio caso vari punti non mi toccano, tipo quello del definire un pattern per i propri sorgenti. E i commenti del codice. Cosa, per altro, che tocca anche moltissimi programmatori ferrati che fanno i propri progetti personali o comunitari. Buona pomeriggio a tutti.
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La disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta.
Isaac Asimov |
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#23 |
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Iscritto dal: May 2009
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