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#21 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2001
Città: Pescara
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Test di Anandtech: http://www.anandtech.com/showdoc.aspx?i=1524&p=1 Tieni inoltre presente che, con l'ottimizzazione avvenuta per le SS2, i risultati di quei test potrebbero anche cambiare a favore del P4. Ovviamente il prezzo folle di una soluzione Willamette 2.0Ghz + RIMM decretava automaticamente la piattaforma Thunderbird 1.4Ghz + DDR come preferibile (anche se avesse avuto, per assurdo, prestazioni inferiori), ma prima mi stavo riferendo alle pure performance, lasciando da parte il prezzo del prodotto. Ciao. Ultima modifica di shodan : 29-04-2006 alle 11:32. |
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#22 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2001
Città: Pescara
Messaggi: 3695
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Ciao. |
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#23 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2003
Città: Informatic Dream Town
Messaggi: 728
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E' 'na gran fatica che può sostenere un privato "entusiasta" ma che assai improbabilmente affronterà una azienda.
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Si vis pacem para bellum |
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#24 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Città: La regione del Triplete
Messaggi: 5751
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Commento lapidario: La causa dei mali di Intel si chiama AMD. Credo che per troppo tempo abbiano dormito sugli allori, convinti che il concorrente potesse solo scopiazzare i Pentium. E invece, tra mille difficoltà, AMD è stata in grado di proporre una alternativa più che mai valida, anzi, nettamente superiore, nell'ambito delle cpu desktop. Adesso si colgono i frutti del lavoro durato almeno 6 anni, cioè da quando si è iniziato a parlare di Athlon XP. Questo ha rappresentato l'inizio della grande scalata al successo, tra boicot di alcuni produttori e la quasi indifferenza di Microsoft nel corso degli ultimi 2 anni (xp 64 bit pronto solo quando erano pronti i pentium 6xx).
Solo la storia, l'immensa visibilità del marchio, e il sempre più crescente mondo del notebook hanno salvato intel da un possibile baratro. Ora, con la fine di Netburst e gli studi di una evoluzione del bios, si sono decisi a riprendere quel percorso che ha fatto di intel uno dei marchi più conosciuti al mondo.
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Trattative felicemente concluse con domienico120, xbax88 ed engiel, ottimi e seri utenti. |
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#25 |
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Member
Iscritto dal: Mar 2006
Città: Anzio
Messaggi: 219
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@shodan
Ciao Shodan. Innanzitutto non ho mai detto che Intel "scomparirà", né tantomeno l'ho mai pensato. Ho solo fatto notare una realtà di fatto: Intel ha dei problemi, e non sono io a dirlo, sono loro, altrimenti non ristrutturerebbero. Ogni buon economista sa che un'azienda si ristruttura solo in pochi casi: 1) si vuole cambiare in vista di un riposizionamento del proprio core-business; 2) si è stati acquisiti o si è acquisita un'altra azienda che va integrata nella propria struttura; 3) si corre ai ripari prima che possa succedere qualcosa di grave. Poiché sia le soluzioni 1 e 2 non sono applicabili in questo caso, rimane solo l'opzione 3, cosa tra l'altro confermata dalla perdita di quote di mercato e del conseguente cedimento del valore del titolo sul mercato (gli investitori, contrariamente a quanto possiamo pensarla noi, vedono il trend di lungo periodo, e non semplicemente se un dato prodotto, per quanto scadente, ha venduto oppure no). Per quanto riguarda il fatto che "se un prodotto non è valido, basta che venda", l'idea non è applicabile ad un contesto che non sia quello del monopolio puro (e anche in quel caso, ci sarebbe da discutere). Quando infatti c'è almeno un concorrente su piazza, non importa quanto piccolo, esso sfrutterà ogni più piccola mancanza del "Golia" contro cui si trova a combattere per attrarre a sé quanti più clienti scontenti possibile. Ecco allora che si investe in tecnologie alternative, in progetti particolarmente rischiosi ma dalle elevate potenzialità, si applicano politiche di prezzo molto aggressive, al limite anche fronteggiando perdite a breve/medio termine, purché il traguardo di lungo termine (il profitto) possa essere realizzato. Ciò è esattamente quello che ha fatto AMD. Vorrei ricordare a tutti un po' gli inizi... Quando Intel realizzò il primo x86 si trovava a partire in una situazione di puro svantaggio con i competitor di allora: macchine Alpha, Sparc e DEC per le aziende ed Apple per gli uffici. Grazie al supporto di IBM che fornì il "contenitore" (componenti non legati al processore, monitor, schede madri e via discorrendo) e a Microsoft che fornì il SO, si ottenne un prodotto piuttosto stabile, relativamente performante e dal prezzo inferiore rispetto alla concorrenza. Questo "trio" delle meraviglie riuscì ad abbattere nel giro di dieci anni la concorrenza su tutti i fronti, sia dal lato server che da quello client, con Intel che divenne padrona (quasi) assoluta del mercato. Nacquero allora le CPU "Intel-compatibili", prodotte da tre aziende diverse: Via, Cyrix e AMD. Le prime due sparirono in fretta, mentre AMD tenne duro. A quell'epoca (si parla dell'uscita del 486), la situazione era la seguente: - CPU Intel: veloci, stabili, minimo consumo; - CPU AMD: più lente del 20% in media, diverse incompatibilità con alcune applicazioni (soprattutto database), consumo maggiore. Fu AMD, a proposito, la prima a consigliare l'uso di un dissipatore su un processore... La situazione continuò a rimanere sostanzialmente invariata con le successive generazioni (K5 e K6), che divennero famose in quanto scaldavano così tanto da sembrare che al posto di un processore ci fosse un faretto da 100W nel cuore del PC. AMD, stufa di essere relegata ai margini, ci si mise di impegno e cominciò la sua lenta ma inarrestabile corsa verso il 40% del mercato (AMD deteneva il 5% all'epoca del 486). Nel frattempo Intel, sicura del suo predominio, invece di puntare sull'ottimizzazione dei processori ha cominciato a "spremere" la tecnologia già in archivio per moltiplicare pipeline, aumentare cache ed introdurre altri ammenicoli di dubbia utilità che vedevano la luce su di un processore per essere poi negata in quella successiva... E così Intel si è fregata da sola, proprio con quei prodotti che vendevano comunque, ma che lasciavano sempre più l'amaro in bocca anche perché ora un'alternativa valida e a basso costo c'era: AMD! Voglio chiudere questa chilometrica filippica con un esempio numerico: se vendo 100.000.000 pezzi con 1$ di ricavo netto per pezzo, avrò alla fine un ricavo di 100.000.000$. Se poi vendo 60.000.000 pezzi ad 1,5$ di ricavo netto per pezzo, alla fine avrò un ricavo totale di 90.000.000$. Ho comunque venduto un sacco, ho comunque mantenuto più o meno il ricavo complessivo precedente, eppure so che DEVO ristrutturare. Perché? Semplice: ho perso quote di mercato (in soldoni 40.000.000 pezzi), la cui perdita netta è stata attutita solo da un miglioramento nei margini netti per pezzo dovuto ad economie di scala. Ma la situazione non è grave, è TRAGICA! E gli investitori, che ragionano sui bilanci, questo l'hanno capito... Spero di aver chiarito meglio il mio punto di vista. PS - E comunque il NetBurst è e resterà sempre una ciofeca... Uhm, sembra quasi stia monopolizzando il thread.... ah beh, vi chiedo scusa... Ultima modifica di norfildur : 28-04-2006 alle 17:10. |
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#26 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2001
Città: Pescara
Messaggi: 3695
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su alcuni pensieri sono d'accordo, su altri no. 1) AMD + Cyrix, all'epoca dei 386/486, detenevano complessivamente circa il 30% del mercato; 2) Sebbene i K5 scaldassero un po' più dei Pentium (P54C) di pari frequenza, una seconda revisione del core comportò modifiche significative alla stuttura interna; questo comportò anche una diminuizione del calore generato; i K6 invece non scaldavano molto: non scalarono bene di frequenza per la pipeline molto corta (6 stadi mi pare); 3) L'esempio che hai fatto di Intel + IBM + Microsoft non è molto calzante in quanto al tempo gli utilizzatori dei sistemi computer erano spesso persone preparate e competenti, per le quali il marchio non aveva certo l'appeal che ha oggi. Ai nostri giorni infatti il PC si è diffuso (nel bene e nel male) un po' dovunque: in queste condizioni la forza del marchio e del brand, nonchè la pubblicità (le parole "intel inside" + il famoso gingle) bastano, da sole, ad avere un forte richiamo sulle persone. Emblematico è il fatto che, dove gli utilizzatori sono più competenti e meno legati al marchio (tipo ambito server) intel ha perso quote di mercato abbastanza rilevanti. 4) Dal punto di vista degli investitori e del profitto, non importa che la propria architettura sia la più veloce, ma semplicemente che venda. Intel poteva anche fare una CPU il 50% più lenta della corrispettiva AMD ma, se il mercato l'avesse comprata in massa (cosa tutta da dimostrare, benintesto, ma per il P4 c'è stata un'adozione molto estesa), agli occhi di Intel sarebbe stata comunque un successo. Concordo invece sul fatto che Intel si sia seduta sugli allori e che a quest'ora poteva aver già tirato fuori qualcosa di meglio... Ma si sa', le leggi del mercato gli impedivano di buttare la Netburst alle ortiche troppo in fretta... Concordo anche sul fatto che se si parla di ristrutturazione ci devono essere comunque state delle perdite o per lo meno dei mancati guadagni; spero solo che questo non si riperquota in modo netto sul lavoratori del colosso americano. Ciao. PS: Ovviamente questi sono solo i miei pensieri... che possono anche essere errati. Ultima modifica di shodan : 28-04-2006 alle 17:45. |
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#27 | ||
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Iscritto dal: Mar 2006
Città: Anzio
Messaggi: 219
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L'esempio serviva solo a mostrare come chi parte da una situazione di svantaggio solitamente è più "vitale" e pronta alla guerra di chi in vetta già ci sta (ti ricordi che fine fece Apple, presa per i capelli sull'orlo del fallimento grazie alla propria politica ottusa dovuta all'autocompiacimento?) Quote:
E quindi perde clienti, e quindi diminuiscono gli introiti, ergo diminuisce la profittabilità, uguale addio investitori... L'equazione "vende=va bene" non è proprio la più giusta da perseguire. Ci sono mille altri fattori da tenere in considerazione, cosa che Intel non ha fatto. |
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#28 |
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Junior Member
Iscritto dal: Mar 2006
Messaggi: 24
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Se la gente puo' scegliere,di solito sceglie il meglio....Per sfortuna di Intel in questi due anni i suoi processori non erano il meglio e la gente ha avuto un alternativa....Tutto qui,a mio parere.
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#29 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2003
Città: Informatic Dream Town
Messaggi: 728
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Guardati i dati di bilancio di INTEL http://phx.corporate-ir.net/phoenix....lanceA&t=&id=& e capirai che i tuoi catastrofismi sono, a dir poco, fuori luogo. In particolare: - netto patrimoniale al 12/2005 = 17111 milioni di dollari - cassa (mezzi liquidi immediatamente disponibili) fluttuanti dai 7000 agli 8000 milioni di dollari. La ristrutturazione va letta come una raggiunta consapevolezza di alcune criticità (che sintetizzando possiamo affermare interessano il comparto produttivo con effetti sulla redditività ma NON certo le strutture finanziaria e patrimoniale) e non certo come uno stato di pre-decozione di una azienda ancora leader. Ribadisco la mia attuale avversione (ma non necessariamente duratura) per Intel ma l'oggettività è doverosa.
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Si vis pacem para bellum |
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#30 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2003
Messaggi: 26791
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Ristrutturazione è come quando si fa il defrag all'HD.. se l'hai fatto da poco, non lo fai perchè sai che non ce ne sarà bisogno, ma se sai di aver installato/disinstallato tanti programmi, e ormai è passato un po' dall'ultima volta.. ti fai forza lo fai andare.. e magari ti viene lo stimolo proprio dopo aver installato un bel giocone, che sai ti durerà parecchio nell'HD, e che vorresti far sfruttare al massimo..
Se poi i programmi, o il giocone, continua a non andare neppure dopo.. si guarda che componente c'è da cambiare al proprio PC, e si provvede alla sostituzione |
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#31 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2005
Messaggi: 727
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Ad essere obiettivi, ho sempre fatto il tifo per Amd, ho ammirato la sua crescita da quando c'erano i k5 e k6, fino ad oggi dove hanno quasi il 50% del mercato.
Però negli ultimi tempi i processori Intel hanno raggiunto ottimi livelli, se non di potenza, in quanto a consumi, e come architettura a doppio processore. Il succo del discorso è che ci guadagniamo solo noi se si fanno concorrenza.. |
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#32 |
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Member
Iscritto dal: Mar 2006
Città: Anzio
Messaggi: 219
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Scusa Chilea, ma dove vedi che sono "catastrofista"?
Sto riportando quello che sta succedendo, e cioè: 1) che Intel sta per ristrutturare, e se lo fanno per eliminare dei costi non profittevoli (lo hanno detto loro) è perché evidentemente c'è qualcosa che non va; 2) che Intel ha perso quote di mercato, e questo lo dice la stessa Intel; 3) che il valore delle azioni Intel è sceso al minimo storico (tanto che recentemente qualcuno ha anche scherzato sul fatto di andarsi a comprare azioni Intel in vista di Conroe...). Non ho mai detto che Intel sta per fallire, ho solo detto che, invece di darsi una svegliata prima, come avrebbero dovuto fare, hanno scelto di mettere il paraocchi e continuare su una strda sbagliata. Vorrei inoltre ricordarti che il netto patrimoniale esprime una passività di bilancio, non un'attività. |
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#33 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2003
Città: Informatic Dream Town
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Metafora simpatica ma non azzecatissima. Possiamo dire che se la struttura produttiva non produce più utili e cash flow la cosa comporta: 1 - nell'immediato l'insoddisfazione degli azionisti (mancanza di utili); 2 - nel medio termine sbilanciamento finanziario per il venir meno di adeguati flussi di cassa (che rappresentano la "capacità restitutiva" ovvero la capacità di rimborsare i debiti e/o la capacità di nuovi investimenti con mezzi propri). Ovviamente il rischio è che si inneschi un ciclo perverso dove, in mancanza di cash flow, l'azienda non riesca a restituire i debiti e/o assumerne di nuovi per i necessari investimenti con inevitabile caduta di competitività. Questa genera il riproporsi dei fenomeni appena descritti con velocità sempre crescente sino al raggiungimento della condizione di "default". L'analisi di un bilancio importante e complicato come quello di INTEL non può essere fatto sulla sola scorta dei pochi dati a cui ho rinviato nel post precedente. Possiamo solo dire che sembra di cogliere un aumento della debitoria che sembra accompagnarsi (notizie di questi giorni) a performances economiche non soddisfacenti. Insomma la "direzione" che sembra aver preso INTEL pare quella sbagliata ma i margini di intervento dovrebbero essere ampi. P.s.: come avrete capito il condizionale è d'obbligo
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Si vis pacem para bellum Ultima modifica di Chilea : 29-04-2006 alle 18:48. |
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#34 | |
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K5 non scaldava molto, anzi aveva prestazioni sugli interi superiori al Pentium ma con clock inferiori: solo la sezione FP era inferiore alle CPU Intel. K6 scaldava nele prime versioni (comunque si parla di potenze molto infeiori a qualsiasi CPU attuale), in seguito con la riduzione della geometria dei processi e dei voltaggi il consumo rimase paragonabile a quello dei Pentium II con cui si confrontava. K6, K6-2 e K6-III erano CPU molto veloci sugli interi ma poco prestanti sui calcoli FP, e poco inclini a salire di frequenza a causa di limiti più elettrici che termici. Tra l'altro il K6-2 fu la prima CPU a integrare istruzioni SIMD per calcoli in virgola mobile, le 3DNow!.
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#36 | |||
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Senior Member
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Anzi, ultimamente il trend sta cambiano, anche se lentamente: ecco che ora agli occhi di molte persone, anche non "addette ai lavori", AMD non è più la "scopiazzatrice", ma una casa che produte processori anche migliori di quelli Intel. E' proprio per questo motivo che Intel vuole migliorarsi: sa che i consumatori stanno lentamente "prendendo coscienza" di quello che è il prodotto più conveniente sul mercato. Quote:
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#37 | |
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Ciao. |
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#38 | |
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Relativamente al K5, ricordo che una nuova versione (con PR fino a 166) mantenne le stesse performance abbassando sia il clock che i consumi rispetto alle prime versioni. Ciao. |
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#39 | |
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Ciao
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#40 | |
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1 - Non dare mai un eccessiva importanza al valore di mercato delle azioni di qualsiasi azienda. Non che non sia importante ma la quotazione è determinata spesso da fattori esterni (i cosidetti "rumor": le notizie, le anticipazioni, il presentarsi di nuovi scenari politici, economici, sociali, ecc) mentre molto frequentemente vengono relegati in secondo piano i "fondamentali" dell'azienda (proprio i dati di bilancio e la sua struttura); 2 - il netto patrimoniale, viene allocato fra le passività ma rappresenta il "saldo" fra le maggiori attività (si spera) dell'azienda e le minori (si spera) passività. In una parola (e semplificando) rappresenta i "mezzi propri" ovvero il "capitale di rischio". Insomma, il "denaro" che l'imprenditore ha messo in azienda "di tasca sua". Ne consegue che un elevato patrimonio netto è sicuramente uno dei dati che meglio descrive lo stato di salute "patrimoniale" dell'azienda. Cio' non vuol dire che, nel contempo, non possano essere presenti "patologie" economiche che, nel medio periodo potrebbero erodere il patrimonio a causa delle perdite (e questo è il rischio che sta correndo INTEL nel medio-lungo periodo). Ciao
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Ma si sa', le leggi del mercato gli impedivano di buttare la Netburst alle ortiche troppo in fretta...








