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#1 |
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Senior Member
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Città: Padova
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Scelta caldaia a condensazione: accumulo o scambiatore a piastre?
Ciao raga!
Allora, in breve... devo cambiare la caldaia di un appartamento da 100 mq circa. Mi sono state proposte due caldaie a condensazione con caratteristiche del tutto simili ed entrambe con potenza nominale di 26 kW. La differenza sta essenzialmente nel sistema di produzione dell'acqua calda sanitaria... ad accumulo con bollitore nella prima e con scambiatore di calore a piastre nella seconda. I vantaggi/svantaggi dovrebbero essere essenzialmente questi: Scambiatore a piastre Vantaggi: - Produzione di acqua sanitaria "istantanea" (<10s) - Disponibilità acqua calda già da basse temperature di caldaia - Minor ingrombro (circa il 30% del volume in meno) e costo leggermente inferiore Svantaggi: - Ridotta disponibilità di acqua calda nei sanitari con utilizzi contemporanei multipli e in presenza di grossi utilizzatori, ad esempio idromassaggio. - Maggiore rischio di accumulo di calcare Ad accumulo (bollitore) Vantaggi: - Abbondante disponibilità di acqua calda sanitaria (nessun problema usi contemporeanei, idromassaggio, ecc.) - Minore rischio di accumulo di calcalre Svantaggi: - Maggior ingrombro e costo leggermente superiore Ora, in questo appartamento al momento ho un solo bagno e la cucina inutilizzata (è adibita a "stireria") e non penso di installare un idromassaggio in futuro. Però mi chiedo se davvero valga la pena la soluzione con scambiatore a piastre... qualcuno ha una caldaia con questa tecnologia e può darmi un consiglio in merito? Grazie.
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#2 | |
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Città: Vergate Sul Membro (MI)
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le caldaie a condensazione permettono di risparmiare soltanto con superfici radianti a bassa temperatura ( 30° ) ovvero il riscaldamento a pavimento... se in casa ai i termosifoni, questi lavorano con acqua tra i 50 e gli 80° per cui non riesci a sfruttare l'effettivo rendimento della caldaia... l'accumulo ( quindi lo scaldabagno ) porta uno spreco di energia... visto che l'impianto di riscaldamento non girerà a ciclo continuo, basta assicurarsi che quando fai la doccia i termosifoni non partano... comunque mi pare che entrambe le soluzioni proposte siano due sole... boh... |
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Padova
Messaggi: 1638
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Perchè due "sole"? non mi pare ci siano tante alternative al giorno d'oggi... caldaie con camera stagna o a condensazione.
E' vero che un vero risparmio (fino al 30%) lo si ha con il riscaldamento a pavimento, ma a quanto leggo anche con impianti a termosifone si ottiene un certo beneficio (fino al 10-15% a seconda dell'impianto) grazie all'elevato rendimento già a basse temperature di caldaia. In ogni caso penso che anche in ottica futura (consumi, efficienza, normative sulla classificazione energetica, ecc.) sia meglio una caldaia a condensazione già ora.
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
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adesso com'è l'impianto? Se è una mera sostituzione della caldaia senza toccare nulla, ti consiglio di non toccare nulla. Se invece modifichi l'impianto inserendo un bollitore dovrai mette l'impianto solare termico.
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#5 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2006
Città: Vergate Sul Membro (MI)
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#6 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
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#7 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Padova
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azz... la cosa si fa complessa.
Dunque, come accennavo l'appartamento in questione ha queste caratteristiche: Superficie: circa 100 mq (2 stanze, 1 soggiorno, 1 cucina e 1 bagno) Posizione: ultimo piano (terzo) Coibentazione: vetrocamera su tutte le finestre con guaina di gomma. Impianto attuale: caldaia Errebi a camera aperta con tiraggio naturale (1982), termosifoni in ghisa L'uso che viene fatto attualmente per quanto riguarda i servizi è del solo bagno, ma in futuro non escludo di ammobiliare la cucina, ora adibita a stireria. L'impianto di riscaldamento è attivo in genere prevalentemente di sera. Riguardo al "ritorno nell'investimento" certamente costa di più di una caldaia "standard", ma bisogna anche considerare che la caldaia dovrà durare parecchi anni... o no? Per quanto riguarda la manutenzione e il costo, l'installatore ha assicurato che non ci sono costi maggiori rispetto ad un impianto tradizionale, poi va a capire te se è vero o no, ti devi "fidare". edit: leggo su wikipedia (link) che il risparmio può essere ben maggiore anche con un sistema tradizionale a termosifoni... confermate? Quote:
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#8 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Padova
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Altro elemento di dibattito: le migliori caldaie a camera stagna a tiraggio forzato, cioè quelle standard, hanno tutte classificazione energetica a 3 stelle (secondo la normativa europea 92/42/CEE). Quelle a condensazione sono a 4 stelle.
Punto primo: la detrazione del 55% vale anche per le caldaie standard? Secondo punto: è prevedibile ipotizzare agevolazioni future per una migliore efficienza energetica?
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#9 | |
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b) no è anzi in dubbio la prosecuzione di quelli attuali Comunque il vantaggio dell'accumulo è che puoi ridurre la potenza della caldaia, principalmente. Se però devi mettere mano all'impianto, come ti dicevo, devi prevedere le termostatiche e controllare il rendimento medio globale stagionale. Però rileggendo meglio, non credo che tu intenda un bollitore, ma un tank in tank o una caldaia con bollitore e serpentino interno. Lascia stare wikipedia, ci sono tante di quelle cazzate sull'argomento da far paura. Il tuo comune richiede la presentazione della relazione secondo art.28 legge 10/91 oppure no per mera sostituzione sotto i 35 kW? La mera sostituzione non richiede presentazione di relazione tecnica sotto i 35 kW a meno che il regolamento comunale non ne faccia esplicita richiesta. In tal caso dovresti contattare un tecnico che ti faccia un progetto, con in seguito AQE (sei in veneto, giusto?). Tale procedura è senz'altro obbligatira se fai qualcosa di più che staccare la caldaia e metterne una nuova con potenza non superiore di più del 10% di quella attualmente installata. |
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#10 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Padova
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Non mi risulta sia richiesto nulla per la sostituzione di una caldaia sotto i 35 kW... cmq facendo una ricerca sul Padovanet ho trovato questo:
http://www.padovanet.it/allegati/C_1...9_Allegato.pdf A parte questo il preventivo che mi è stato fatto include anche le spese di asseverazione per la pratica di detrazione del 55%. Ti confermo anche che è prevista l'installazione delle valvole termostatiche, oltre al calcolo del rendimento medio. Cmq la vecchia caldaia dichiara una potenza nominale di 17,44 kW e una portata nominale (?) di 21,3 kW. Riguardo invece la tua domanda sul bollitore: la caldaia ad accumulo ha (leggo) un bollitore in acciaio inox AISI 316 da 60 litri con serpentino, mentre l'altra non ha bollitore per l'accumulo ma uno scambiatore sanitario di calore a piastre (20). Le altre caratteristiche, a parte la certificazione energetica (4 stelle per la prima, 5 per la seconda), sono del tutto identiche: - Portata termica max.: 26 kW - Potenza termica max. 60°/80°: 25,2 kW - Potenza termica max. 30°/50°: 27,3 kW - Rendimento nominale a 60°/80°: 97,8% - Rendimento nominale a 30°/50°: 105,1% - Campo di modulazione dal 20% al 100% - Emissioni di NOx e CO in classe 5 (EN483) - Bruciatore a premiscelazione totale - Sifone raccogli condensa incorporato con separatore a secco - Doppia termoregolazione
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#11 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
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ma da chi ti fai seguire? perchè per una sostituzione di caldaia NON è richiesto il calcolo del rendimento medio globale stagionale nè l'installlazione di termostatiche, mentre l'aqe/ace è richiesto per il 55%.
Il regolamento comunale è un po' un abominio, soprattutto l'art.10 che mischia concetti come diagnosi energetica, "decreto attuativo" di nulla visto che non lo specifica, procedura comunale che al momento non può nemmeno esistere stante la sovranità regionale in merito. Anche l'art.11 è un po' molto vago. La nota 1)a) è inapplicabile in quanto in contrasto con la normativa nazionale, la nota 1)b) idem, la nota 3) ugualmente prescrive un valore di dubbia applicabilità visto che i riferimenti ai ricambi d'aria convenzionali di calcolo non sono contenuti solo negli estremi indicati, ma anche in altre normative, e non con la formula empirica indicata. Globalmente è un regolamento raffazzonato prendendo spunto da norme parzialmente abrogate, norme nuove e libere interpretazioni, solito schifo all'italiana. Fossi un tecnico operante nel tuo comune, andrei a parlare con il tecnico comunale per discutere l'applicabilità del regolamento, essendo secondo me privo di valore essendo in gran parte non aggiornato secondo quanto previsto dalla normativa nazionale, che doveva essere recepita da tempo dai comuni. |
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
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secondo me, una volta controllato che la linea del gas possa portare tranquillamente la portata di gas maggiore richiesta dalla nuova caldaia (credo che non ci siano problemi a meno che non abbiano posato un tubo da 3/8"), entrambe le alternative sono valide.
Se però l'utilizzo di acqua sanitaria prevedi sarà non intenso, io sconsiglierei l'accumulo perchè avere un accumulo significa disperdere calore. Per il discorso intasamento, un filtro e un dosatore di prodotti alimentari risolvono qualche problema, magari un addolcitorino li risolve tutti (solo sulla linea che va alla caldaia, non sulla fredda) |
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#13 |
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Senior Member
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Porta pazienza Benito, non sono un tecnico del mestiere ma solo un normale "acquirente". Per motivi di lavoro non ho ancora potuto parlare con l'installatore, ha seguito mia madre il tutto, io ho solo recepito e letto i preventivi.
Hai ragione sul calcolo del rendimento, ho sbagliato io... si fa riferimento solo all'installazione e messa in opera della caldaia, sostituzione delle valvole e disbrigo delle pratiche per la detrazione. Ti posso confermare comunque che il tecnico ha visto l'impianto, quindi spero abbia fatto le stesse considerazioni... sulla linea del gas non so che tubo ci sia, l'ho misurato e fa circa 3 cm di diametro ( ) a valle del quale è attaccato il tubo in rame di alimentazione della caldaia di diametro inferiore e il relativo rubinetto.Sull'utilizzo dell'acqua sanitaria ti confermo che, al momento, il bagno viene utilizzato regolarmente (inclusa la doccia), mentre non c'è lavatrice, anche se penso questa si preriscaldi sempre l'acqua autonomamente. La cucina attualmente non è proprio utilizzata, forse in futuro.
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#14 | |
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La lavatrice sicuro attaccala all'acqua fredda, attaccarla alla calda ha senso solo se hai il ricircolo, in modo da avere subito l'acqua calda all'attacco. Considera che le lavatrici con l'ingresso per la calda costano di più e io non sono troppo dell'avviso che convenga anche enegeticamente. |
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#15 |
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Senior Member
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Si si, non intendevo farlo... era solo per un'eventualità futura.
Intanto grazie molte delle informazioni/consigli... cercherò di finire di informarmi per bene e di sentire personalmente l'installatore.
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#17 |
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Senior Member
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ma tenere sempre acceso l'impianto vuol dire che la caldaia dev'essere alimentata elettricamente, ecc... o che sia in funzione?
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#18 | |
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In questo modo, funzionando per diciamo 8 ore al giorno, forniscono tanta energia termica pari a quella richiesta dall'appartamento per essere a 20°C, con il plus che in un tempo ragionevole ti porta in temperatura perchè la potenza è superiore alla potenza richiesta per mantenere la temperatura. Se fai lavorare l'impianto per condensare, devi tornare in caldaia a bassa temperatura, sicuramente meno di 50°C e più basso è più condensa. Per fare ciò, devi ridurre la portata del circolatore in modo da aumentare il deltaT tra mandata e ritorno caldaia. Per non ridurre troppo la resa dei radiatori, infatti, non puoi mantenere un delta T uguale (10°C) a quello che probabilmente hai ora. Mandare acqua a 55-60°C ti ammazza la resa e l'energia che l'impianto rilascia non è nemmeno pari all'energia gornaliera richiesta per mantenere mediamente 20°C. Quindi devi mandare a 65-70°C uscendo dai radiatori a 45-50°C con un calo di resa che ti permette comunque di avere una resa sufficiente per garantire mediamente 20°C. Questo vuol dire che se prima l'impianto di accendeva e si spegneva, adesso dovrà andare sempre, di giorno la temperatura raggiungerà 21°C o magari 22°C e l'energia che di notte manca verrà fornita dalle strutture che accumulano calore durante il giorno, in modo da non arrivare a 16° ma magari a 17-18°C. |
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#19 |
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Ho capito, però questo forse pone un problema... perché questo impianto non è mai in uso continuativo, ma in genere solo la sera (e neanche sempre) e con max. 19,5-20°.
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Metendo le termostatiche dovresti provare a capire se l'impianto rischia di funzionare con il solo radiatore del locale dove hai il cronotermostato aperto. In tal caso forse sarebbe interessante mettere una valvola di bypass differenziale a cavallo della pompa in modo da non farla lavorare fuori curva quando la portata si riduce molto. Prova ad accennarlo al tuo termotecnico magari. Sono valutazioni che senza avere presente come è l'impianto valgono quel che valgono. |
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) a valle del quale è attaccato il tubo in rame di alimentazione della caldaia di diametro inferiore e il relativo rubinetto.








