|
|||||||
|
|
|
![]() |
|
|
Strumenti |
|
|
#35341 |
|
Bannato
Iscritto dal: Sep 2004
Città: busto arsizio
Messaggi: 2367
|
|
|
|
|
|
#35342 | |
|
Messaggi: n/a
|
Quote:
|
|
|
|
#35343 |
|
Messaggi: n/a
|
|
|
|
#35344 | |
|
Bannato
Iscritto dal: Sep 2004
Città: busto arsizio
Messaggi: 2367
|
Quote:
comincio ad avere il sospetto, anzi ne sono quasi sicuro, di dove ti sei laureato e in che cosa... tino |
|
|
|
|
|
#35345 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Versilia
Messaggi: 4991
|
Troppi 'gnoranti...
Allora posso stare anche io Buongiorno a tutti!! e buon campionato a tutti!
__________________
Tornerò indietro.
|
|
|
|
|
#35346 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Jul 2001
Città: marà (A.P.)
Messaggi: 23407
|
Moratti: "Vi racconto tutto di... "
Sabato, 05 Maggio 2007 08:56:01 MILANO - Una lunga intervista, registrata mercoledì pomeriggio negli uffici della Saras. Una lunga intervista rilasciata a Sky Sport nella quale Massimo Moratti racconta e si racconta, un viaggio attraverso l'Inter, nel passato, nel presente e nel futuro. L'intervista andrà andata in onda oggi, a partire dalle ore 13.45, nel corso del programma "100 % sabato", in onda su Sky Sport 1, canale 201: Inter.it vi propone il testo integrale dell'intervista del presidente nerazzurro. Dottor Moratti, suo padre diceva di anteporre la felicità altrui alla propria. Un concetto quasi francescano... "No, ma è abbastanza istintivo più che un concetto di vita che uno deve fare per forza. È abbastanza normale. Forse, probabilmente, capita a tutti: la felicità altrui ti mette nelle condizioni di capire se hai fatto qualcosa di positivo o no. La condizione di ognuno è condizionata dai propri egoismi, quella che invece riguarda più persone dimostra che hai regalato qualcosa di valido. Quello di mio padre, più di un insegnamento scritto nella pietra, era un conseguente modo di vedere la vita per capire se le cose stavano funzionando oppure no". In questi giorni di felicità per la conquista dello scudetto ha pensato, anche solo per un attimo, a che cosa le avrebbe detto suo padre? "Non ci ho pensato perché credo che avrebbe visto questa cosa con il piacere con il quale un padre vede un figlio, e qui torniamo al concetto della felicità. Da buon tifoso sarebbe stato contento anche lui per i successi dell'Inter, ma non voglio neanche pensare a quello che avrebbe pensato prima, anche negli anni nei quali non si vinceva". Presidente, oggi ai suoi figli che cosa consiglia? "Vedo in loro più o meno lo stesso atteggiamento che noi tenevamo con mio padre. È lo stesso atteggiamento che i miei figli tengono con me. Loro cercano di capire se questa cosa mi fa soffrire, se mi fa male, bene, come sto, se sono contento. Questo atteggiamento è legato alla mia figura paterna, al tifo per l'Inter, all'affetto che hanno per me. È chiaro che loro, i miei figli, lo scudetto l'hanno vissuta con felicità perché hanno visto raggiunto un obiettivo che da tanto tempo cercavamo, in un momento nel quale sono state chiarite tante cose. In precedenza, invece, è servito anche come valore di vita per capire che, pur facendo certi sforzi, si può ottenere anche un risultato negativo". Cambiamo argomento. Novembre 1995, Sampdoria-Inter 0-0, Roberto Mancini espulso dall'arbitro Nicchi, prenderà cinque giornate di squalifica. Eppure Moratti, la sera stessa, gli telefova per portarlo all'Inter. Ricorda ancora quell'episodio? "Che data era? Mi era capitato anche con Eric Cantona che era stato squalificato... Si vede che era destino dei grandi campioni finire così... Comunque, sapevo scindere le squalifiche dal talento che avevano questi uomini, che avrebbero dato alla nostra Inter una caratteristica. Sia Mancini che Cantona ci avrebbero fatto partire con un peso maggiore. E credo che il tifoso voglia sempre avere un giocatore di talento, che trascini la squadra e rimanga nel ricordo. E poi, in quegli anni, avevo una particolare predilezione per Mancini perché giocava bene". Il giorno dopo quella telefonata incontra Mancini a cena. Che impressione le fece dodici anni fa? "Mancini non ha cambiato molto il suo carattere. Aveva già allora una forte personalità, era abbastanza sicuro di quello che diceva, timido come è ancora adesso, ma la sua simpatia e la sua gratitudine per il mio interessamento c'erano, erano chiare. Poi, come tutti sanno, non venne via perché era molto legato alla Sampdoria, però quella sera, durante quella cena, si comportò in maniera simpatica. Era evidentemente una premessa per arrivare prima o poi. Poi è arrivato". Che cosa piaceva a Moratti di quel Mancini calciatore? Le piaceva perché era un un genio, un ribelle o un genio-ribelle? "Prima di tutto era un gran calciatore, e la cosa era molto importante perché in quel periodo doveva giocare. E poi, come carattere, sposava un po' quello dell'Inter: era abbastanza ribelle sotto il profilo della disciplina tattica". Passiamo al Mancini allenatore. È vero che, lo scorso autunno, dopo aver letto sui quotidiani che la panchina dell'Inter era in bilico, Mancini telefonò per dire "presidente non faccia sciocchezze"? "Esattamente mi disse: 'Le dò un consiglio, non mandi via l'allenatore'. L'ho trovata, detta seriamente, una cosa fantastica. Che fosse lui stesso a consigliarmi di non mandar via l'allenatore. Mi misi a ridere, non me l'avevano mai detta così bene, ma in realtà neanche lontanamente ci avevo pensato. Però lui me lo disse seriamente: non mandi via l'allenatore perché l'Inter quest'anno vincerà'. Ha scelto un modo che sembrava un consiglio disinteresato e forse in quel momento lo era, quasi vedeva nel cambiamento dell'allenatore qualcosa di negativo per l'Inter e non per lui, che vedeva molto più facilmente quello che poteva essere il potenziale della squadra. Anch'io, però, avevo fiducia, perché i calciatori c'erano e Mancini era pronto per far decollare la squadra. Non credevo, allora, che facesse un Campionato così, ma lui aveva di più questa sensazione, sia per il programma che aveva sia perché vedeva crescere ogni giorno i calciatori". È una sua dichiarazione: "Mancini prende la mira e poi va a bersaglio". È per questo motivo che sogna, spera e pensa che nella prossima stagione l'Inter possa vincere la Champions League? "Ho rilasciato quella dichiarazione con una certa freddezza. Nel senso che, nelle prime due stagioni all'Inter, Mancini abbia non tentato di fare esperimenti che potessero incidere negativamente sul rendimento della squadra, bensì tentato di capire quale poteva essere il sistema migliore per arrivare al traguardo. E, al terzo anno, è partito deciso con grande successo. Sono convinto che la stessa cosa potrà fare in Champions. Poi magari mi sbaglio, ma lui è un testardo e ce la farà". È sempre una sua dichiarazione: "Mancini, quando se ne andrà, non si comporterà come il signor Lippi". Che cosa intendeva? "Mi riferivo alla pratica contrattuale. Mancini ha un contratto piuttosto lungo. Se dovesse capitare, ma spero che non succederà, di non andare più d'accordo per diverse ragioni... Comunque non era un'offesa per Lippi. Tanti allenatori hanno fatto come Lippi". Mancini come Helenio Herrera? "Per diventare come Herrera bisogna vincere come Herrera. Che ha vinto tanto e quindi entrare, come Herrera, nel ricordo come allenatore mito della squadra. Le due persone hanno caratteri diversi, ma entrambe hanno una forte professionalità, adatta ai tempi, e una forte personalità. Credo che siano qualità necessarie per arrivare a grandi successi". Sinceramente, un anno fa dopo Villarreal, è stato sfiorato dall'idea di un ribaltone? "No. Ho sempre pensato che su Mancini si potesse contare per un lungo periodo. Poi, alla fine della passata stagione, c'è stato un momento nel quale abbiamo buttato via alcune partite, le abbiamo perse male, senza conquistare punti, scivolando dal secondo al terzo posto. Quel periodo non l'ho gradito moltissimo, non mi piaceva, avevo paura che ci fosse un distacco del dovere della squadra nei confronti del pubblico e della società. Quello è stato il momento nel quale non ho pensato a un ribaltone, ma a guardare in giro". Un anno fa di questi tempi disse che Fabio Capello era il miglior allenatore. È ancora così? "Ognuno è bravo in un determinato momento. Capello aveva dimostrato, pur con forti facilitazioni come si è visto, di avere polso, di saper condurre la squadra, di vincere. Il dovere di un presidente è sempre quello di dare ai tifosi, perché la squadra è dei tifosi, quindi bisogna sempre cercare di dare ai tifosi il meglio che c'è in circolazione, anche se uno può avere altre preferenze. Poi, alla fine, ha vinto la preferenza. Ho preferito Mancini". Sempre un anno fa Moratti stava per vendere la società. C'era una trattativa con gruppo straniero: chi era? "Chi ha la tentazione di comprare non può essere svelato. Era un gruppo molto importante, ma ho preferito che la cosa non andasse avanti". Perché non andare avanti? Solo per 'Calciopoli'? "Beh, Calciopoli era già qualcosa sotto un certo aspetto e poi c'è sempre una pazienza grandissima, che non so da dove arrivi, ma che ti tiene in piedi". C'è un'immagine, una fotografia di questo scudetto che non potrà mai dimenticare? "Quello che è successo a Siena mi è piaciuto moltissimo. Vincerlo a Siena mi è piaciuto perché Siena era, sembrava un giardino: bella la città, bella la giornata, verde ovunque, la gente felice. Quel momento ti rimane in mente. Mi ha ricordato gli scudetti antichi, non nostri, vinti con il presidente Masseroni: io, di quei campionati, ricordo le feste a San Siro. Quel momento è di tale felicità che compensa tutti gli sforzi fattio durante l'anno". Il messaggio sms più carino che ha ricevuto dopo la vittoria dello scudetto? "Se è lì che doveva arrivare, comunque da Ronaldo ho ricevuto un sms molto stretto, stringato. Ne ho ricevuti tanti altri da parte di tanti tifosi. Il tifoso vede il calcio seriamente nel momento della vittoria". Il più simpatico? "Direi Ronaldo, poteva farne a meno, invece è stata simpatica come cosa". Passiamo a Zlatan Ibrahimovic. A vederlo da fuori è impressionante, per certi versi antistorico, l'affetto dei tifosi per "Ibra", come se non avesse mai giocato nella Juventus. Marco Tardelli, lo stessi Giovanni Trapattoni, Lippi e tanti altri ex juventini sono sempre stati accompagnati dall'ombra bianconera. Allo svedese non è successo: perché? "Perché, prima di tutto, è molto simpatico e questa cosa uno ce l'ha o non ce l'ha. E poi perché ci ha messo l'anima, non ha lasciato nulla da parte per esprimersi al massimo. Quindi è entrato immediatamente nel cuore dei tifosi per la sua allegria e per il modo di giocare. E poi perché ha superato questo muro: l'hanno visto con diffidenza all'inizio e come ha superato il muro è entrato tantissimo nella simpatia dei tifosi. Così hanno dimenticato il fatto che abbia fatto parte di una squadra nemica che ha vinto". Dica la verità. Quando un anno fa è scoppiata 'Calciopoli' si è detto "lo immaginavo" o "così non l'avrei mai immaginato"? "Così non l'avrei mai immaginato. Ci vai vicino, però è come per assurdo: che questi fossero organizzati così... Non è che ti spaventi, è mortificante e dici: ma che cosa sono stato lì a fare?" Lunedì sera, ospite in una televisione privata, Massimo De Santis ha dichiarato che Giacinto Facchetti gli telefonava spesso: come giudica questa dichiarazione? Disperata? Squallida? Vigliacca? (ndr.: ride amaro) "Erano molto amici, certamente molto amici... Non scherziamo. Credo che una persona, per giustificarsi, possa dire qualsiasi cosa, può essere vera o non vera. Ma, certamente, è di cattivo gusto". Quando vede Luciano Moggi in televisione che effetto le fa? "Ma in questi giorni si vede un po' di meno... Comunque è l'effetto di una cosa chiaramente all'italiana, di uso dell'immagine di qualcuno. Moggi era di successo nel bene e nel male, quindi come tale veniva sfruttato questo fascino mediatico. Lui è stato più oggetto che soggetto in questa cosa, preso e venduto da una televisione. Era un rischio che correva se poi succedeva qualcosa di peggio e ha corso questo rischio". Metterebbe la mano sul fuoco che, dopo "Calciopoli", si sia davvero voltato pagina e non si sia modo di tornare indietro? "Credo che sia una forzatura tornare indietro. Ci vorrebbero tutte le premesse per tornare indietro, di una mente o più menti organizzative di quel tipo, poi perché dipende da come finirà. Credo che siamo su una strada che sarebbe stupido tornare a farsi affascinare, chiunque lo faccia, da questo tipo di furbizia. Il calcio è della gente: è una presa in giro che va molto più in là di una furbata, una truffa ai danni dei sentimenti della gente". Finirà prima o poi, o almeno si attenuerà, la rivalità con la Juventus? Sarebbe disposto a fare il primo passo come segno di distensione, per ammorbidire la tensione? "La rivalità e l'antagonismo ci devono essere, ma credo che si arriverà senza rancori e fastidi sia per merito dei dirigenti nuovi della Juventus, che stanno lavorando in quel senso, e degli stessi calciatori, che sono la parte migliore del calcio. Si arriverà a essere certamente nemici sul campo, certamente antagonisti sui giornali per le ambizioni che le due squadre hanno, ma senza questo tipo di rancore forte, anche molto dettato da qualcuno al quale non sarebbe piaciuto il calo di questa tensione, che invece calerà di sicuro". Ha visto lo striscione "Peppino sei campione d'Italia"? Che cosa ha pensato? "Ricordo sempre l'avvocato Prisco. Mi è capitanto tante volte di parlare di lui. Aveva una forza incredibile, oltre al fatto che era molto intelligente, ci metteva uno spirito formidabile. Diceva cose verissime che facevano ridere e con uno stile tutto suo. Ed era molto, molto tifoso dell'Inter". Alvaro Recoba dice sempre: se Moratti vuole, rimango. Anche stavolta finirà così? "L'ho letto l'altro giorno sui quotidiani... ". Anche Adriano dice "se Moratti vuole, rimango". "Tutti i calciatori, se il presidente li vuol vendere... Ma Adriano l'abbiamo scelto più di una volta: quando l'abbiamo preso, dopo averlo prestato e l'anno scorso quando, dopo la crisi, abbiamo scelto di andare avanti con lui. Adriano ha un potenziale tale di qualità che, messe insieme, lo fanno essere certamente il più bravo in circolazione, quindi non lo puoi abbandonare perché ha un po' di crisi. È certamente un giocatore da seguire, dobbiamo stargli vicini e contare molto sulla sua volontà, che non è solo di espressione, è costante volontà nel crescere. Credo che ce l'abbia, perché poi è un bravo ragazzo, ed è molto giovane". Non teme sia come Godot, l'Inter lo aspetta e non arriva mai? "Quest'anno non avrà fatto tantissimo, però è servito per vincere delle partite che se le metti tutte insieme vinci il Campionato . Ha sempre un livello leggermente più alto di un giocatore medio, perché la classe ce l'ha, la potenza fisica ce l'ha, comunque non hai a che fare con un bidone. Hai a che fare con uno che aspetti possa dare qualcosa in più: l'ha dato già, quindi non aspettiamo qualcosa che speriamo ci sia, aspettiamo una qualità che abbiamo già visto". Ancora arrabbiato per la squalifica? "Per la cosa in sè, sì, nel senso che l'ho considerata qualcosa di strano, io faccio fatica a capirla, però sbaglio perché dall'altra parte ci sono persone che fanno il loro mestiere. Approfitto dell'occasione per chiarire: qualsiasi mio giudizio sulla cosa in sè non è un giudizio sulle persone che hanno dato questa squalifica, persone che conosco e che stimo parecchio perché ne conosco il valore. Non vorrei si fossero offesi loro, spero di no. Quanto alla cosa in sè, andrebbe rivisto il tutto perché la decisione di un arbitro presa con coscienza - anche se è il più grande errore del mondo - non può essere rivista successivamente colpendo una squadra". Come spiega il rapporto con Ronaldo? Prima un grande amore, poi l'addio brusco, quindi il passaggio del brasiliano al Milan... "Non c'è rancore, nè da una parte nè dall'altra. C'è una situazione obiettiva di un grande calciatore che è andato via dall'Inter per il Real Madrid, e lì era consenziente, tant'è che il Real ha pagato per averlo. E poi quello stesso giocatore ritorna in Italia, sbaglia squadra e invece di andare da noi finisce nella squadra della stessa città e con altri colori. È normale, a quel punto, una reazione offesa da parte del pubblico. Ronaldo non è stato solo un grande giocatore, i tifosi dell'Inter hanno sofferto per i suoi guai fisici. Certamente hanno pregato per Ronaldo, certamente tutti una preghierina per Ronaldo l'hanno detta. Così si sono sentiti non dico traditi, ma non capiti: questo fatto Ronaldo lo pagherà sempre. Per quanto riguarda gli aspetti personali, Ronaldo è capace di riconquistare la simpatia di tutti. Ha un talento tale che non ti metti a tifargli contro, perché esce dalla mischia qualsiasi maglia indossi. Nè io ho un'antipatia nei suoi confronti. Questa situazione si normalizzerà, ma capisco il tifoso dell'Inter". Se, in futuro, Ronaldo le dovesse telefonare per tornare all'Inter? "Lui è valido come calciatore, come dirigente lo sarà tantissimo, ma per ora lo giudico come calciatore". Se si parla di ciclo-Inter, Moratti tocca ferro? "No, dico solamente che ne riparliamo tra cinque anni. Bisogna confermare una certa continuità, cercare di non avere cambiamenti secchi e negativi, mettersi su un piano diverso: questa squadra è forte, ha un allenatore giovane che ha voglia di dimostrare ancora tanto. Poi tra cinque anni ci rivediamo e ne riparliamo, così vedremo se è stato un ciclo o una meteora. Io credo che sia più difficile andare male, una base c'è, c'è una buona conoscenza tra i calciatori, grandi rivoluzioni non ne farò anche perché per loro sarà più facile l'anno prossimo di quest'anno". Per il Centenario della società è previsto un grande colpo "alla Ibra"? "Ogni anno c'è una scusa: prima che non vinci, poi il Centenario... Quest'anno sarebbe saggio non acquistare qualcuno. Poi esistono certe opportunità che ti mettono nella condizione d'intervenire. Per il momento non sto inseguendo il grande nome a scapito del gruppo, che vorrei mantenere forte così e con lo spirito che ha avuto quest'anno". Nei giorni scorsi era a Milano il procuratore di Deco... "L'ho letto sui quotidiani... Deco è bravo, ma io spero rimanga Figo. Il migliore che possiamo trovare è Figo, perché è intelligente, è umile, ricopre più ruoli, si sacrifica per tutti". Il giovane Pato può essere la scommessa che fu nel 1997 Ronaldo? "Il Sudamerica ha il vantaggio di essere grande ed è un periodo che sta mettendo in mostra giovani di grande qualità. Pato non è il solo che viene seguito per capire in futuro quale sarà il migliore o quello che interessa di più come ruolo. Pato è quello del quale si parla di più, ma ce ne sono altri dei quali mi hanno già parlato. Certo, una politica dei giovani non è stupida". In settimana si è giocata Liverpool-Chelsea, che è stata anche la sfida tra Rafa Benitez e Josè Mourinho. Che partita è stata secondo Moratti e che giudizio ha dei due tecnici che non sono stati profeti in patria? "Stimo Mourinho, per conto mio non è facile vincere in Inghilterra due campionati di seguito con quella tranquillità. Però non mi ha sorpreso il fatto che il Liverpool, in casa sua, abbia vinto la sfida. Quando si parla di squadre inglese c'è sempre il dubbio che possano esprimersi sempre in maniera maiuscola in casa e meno fuori. Da parte mia, va bene l'allenatore che ho e faccio un po' meno analisi sugli altri. Comunque, a volte può essere anche un po' di sfortuna quella che ti porta a vincere in Campionato e non in Europa. Nel calcio si creano sempre tante etichette, ma gioca un ruolo molto importante la fortuna. L'importante è che la gente abbia qualità: Mancini, Mourinho e Benitez ce l'hanno". E se fosse il Milan a salire sul tetto d'Europa? Darebbe un po' di fastidio? "Un tifo forsennato per il Milan non è facile farlo... Fastidio? Chiaro, sì, come al Milan darebbe fastidio se avesse già vinto la Champions League e vedesse l'Inter vincere il Campionato . Siamo sulla stessa piazza, però più di quello non è. Se ogni anno ci dividessimo i trofei, non mi dispiacerebbe". Ufficio Stampa
__________________
███05/06███06/07███07/08███08/09|███09/10|grafica 3d & web design |
|
|
|
|
#35347 |
|
Bannato
Iscritto dal: Sep 2004
Città: busto arsizio
Messaggi: 2367
|
|
|
|
|
|
#35348 |
|
Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
|
|
|
|
|
|
#35349 |
|
Messaggi: n/a
|
|
|
|
#35350 |
|
Bannato
Iscritto dal: Jan 2001
Città: Brescia City (xchè nòter de Bresa som i piò bei)
Messaggi: 19244
|
Non quotatelo. Grazie.
|
|
|
|
|
#35351 |
|
Messaggi: n/a
|
|
|
|
#35352 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Jul 2001
Città: marà (A.P.)
Messaggi: 23407
|
Gerrard: 'Sto discutendo nuovo contratto con l'inter'
9.05 del 05 maggio L'Internazionale F.c. è vicina a raggiungere un accordo quadriennale a 9.000.000 di euro a stagione con il capitano Steven Gerrard. "Non potrei desiderare di meglio che chiudere questo nuovo contratto", ha dichiarato Gerrard. Sono ridotte quindi al lumicino le speranze di vedere il campione inglese a torino, e piu' precisamente sponda Juventus, interessata da tempo al capitano dei Reds.
__________________
███05/06███06/07███07/08███08/09|███09/10|grafica 3d & web design |
|
|
|
|
#35353 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Versilia
Messaggi: 4991
|
Quote:
__________________
Tornerò indietro.
|
|
|
|
|
|
#35354 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Jul 2000
Messaggi: 4945
|
Quote:
__________________
|
|
|
|
|
|
#35355 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Apr 2006
Città: Milano
Messaggi: 12425
|
Quote:
E io che ci avevo creduto
|
|
|
|
|
|
#35356 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Apr 2006
Città: Milano
Messaggi: 12425
|
Ma perchè ogni volta che io apro un thread, in qualsiasi sezione, nessuno mi risponde?
http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1466012 |
|
|
|
|
#35357 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Versilia
Messaggi: 4991
|
Quote:
__________________
Tornerò indietro.
|
|
|
|
|
|
#35358 | |
|
Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
|
Quote:
|
|
|
|
|
|
#35359 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Apr 2006
Città: Milano
Messaggi: 12425
|
|
|
|
|
|
#35360 |
|
Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
|
BOMBA!!
Chelsea: Terry ha scelto l'Inter 10:10 del 05 maggio Terry ha scelto, il futuro è Inter. Lascerà il Chelsea: vuole diventare nerazzurro e spinge per Lampard. Costa una ventina di milioni: Mancini è andato a studiarlo dal vivo a Londra contro il Liverpool. Insieme col capitano dei Blues può partire anche Lampard, che è un altro grande obiettivo nerazzurro. Anche Clerc per Mancini. Un'idea per i nerazzurri. Arriva dalla Francia e costa 4 milioni. L'Inter frena su Mesto (niente aste con Juve e Milan): occhi sul francese del Lione. (Corriere dello Sport) ![]() -----J.Cesar Maicon--Terry--Matrix--Maxwell --Vieirà--Cambiasso--Stankovic ---------Lampard Ibra---------------Crespo ![]()
|
|
|
|
| Strumenti | |
|
|
Tutti gli orari sono GMT +1. Ora sono le: 19:43.



















