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#81 | |
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Senior Member
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Città: a casa mia
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Lì si introduceva una nuova tassa e si facevano sacrifici per rispettare i parametri richiesti dalla UE per l'introduzione dell'€ (cosa che poi si è attuata), qui si racconta ogni giorno di come tutto vada così bene, ma così bene che si possono tagliare le tasse, salvo poi introdurne di nuove sui consumi; queste si che sono tasse democratiche (colpiscono tutti) e di difficile quantificazione tanto che nessuno può preventivamente lamentarsene. E ribadisco, la volontà di ridurre la proporzionalità delle tasse va a farsi benedire, ancora a tutto ventaggio dei ricchi. E' difficile da capire? Ciao Federico |
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#82 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2000
Messaggi: 433
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i contesti sono differenti, certamente: grazie a quelle tasse siamo in entrati in europa, anche se io sto ancora aspettando la promessa della restituzione della sovrattassa per l'europa (le promesse sono facili per tutti
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#83 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
Messaggi: 900
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La tua analisi è lucidissima, come sempre.
neanche io sono un esperto in materia ma non ci vuole molto per capire che i contribuenti generalmente trovano equo che attraverso imposte progressive individui più fortunati si facciano carico di quelli meno fortunati. Allo stesso modo, le persone accettano di pagare le tasse più volentieri se pensano che anche gli altri lo facciano, mentre tendono a reagire rabbiosamente se percepiscono che gli altri "fanno i furbi" e poi con un bel condono possono sanare il tutto (pagando di meno). Questo governo si muove dichiaratamente in direzione delle tasse sui consumi e puntando sui condoni; mentre ci racconta ogni giorno che tutto va bene e che le tasse diminuiscono. Dici che sono prevenuto se non gli credo ancora una volta? Io vorrei essere smentito, perchè ci guadagnerei qualcosa, è vero che allo stesso tempo dovrei aggiornare il tasso di successo delle mie capacità divinatorie dal 90% all'89%, ma certo non mi sembra una grave perdita. Ciao Federico |
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#84 | |
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Amministratore
Iscritto dal: Jan 2001
Città: Luino (VA)
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http://www.regione.emilia-romagna.it/tributi/9.htm La tassa sul DIRITTO Scusa ma l'assist era troppo invitante Sul resto comunque a grandi linee concordo, soprattutto sul fatto che se confermata sarà una delle nuove tasse più indolori. |
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#85 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2000
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#86 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2000
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diciamo che non so in che proporzione tu sia prevenuto rispetto al non credere ai dati pero' un bel banco di prova nella differenza tra i due governi l'avro' quando l'Ultivo non farà riforme delle pensioni (perchè le uniche riforme pensioni sono arrivate da quelle parte, grazie alle affinità con i sindacati) che facciano confusione tra assistenza e previdenza... per il resto non ci vedo molta differenza
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#87 |
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Bannato
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Rilanciamo
Nel 2005 tagli per 4-6 miliardi, ma per l'Irpef rinvio al 2006 Fassino: "Come volevasi dimostrare". Letta: "Non si ricandidi" Tasse, opposizioni all'attacco "Scoperto il bluff di Berlusconi" E dal sito forzista scompare la home page "Meno tasse per tutti" di MARCO BRACCONI ROMA - Nel 2005 tagli all'Irap e sgravi alle famiglie per 4-6 miliardi di euro. Ma l'Irpef resta così com'è. E per la riduzione generalizzata delle tasse, le famose tre aliquote tanto care al premier Silvio Berlusconi, tutto è rinviato al 2006. Il vertice di ieri sera della Casa delle libertà sul fisco è finito con vincitori e vinti. Lo sconfitto è il presidente del Consiglio, costretto a rinunciare al taglio dell'Irpef che ancora prometteva fino all'altro ieri. E per cogliere la delusione, basta andare sul sito web di Forza Italia, che ancora ieri pomeriggio si presentava con una home page speciale e uno strillo in corpo 25: Dal 2005 meno tasse per tutti. Una pagina che, ovviamente, stamattina è scomparsa. I vincitori, con i leghisti alla finestra nell'insolito ruolo di mediatori, sono Fini e Follini. Non è una caso se quest'ultimo, a cose fatte, dica che si è presa la strada giusta: "Occorreva fissare delle priorità, partire dalla famiglia e dall'impulso alle imprese. Abbiamo fatto così, e mi sembra un percorso ragionevole ed equilibrato". E Gianni Alemanno, leader della Destra sociale di An: il rinvio delle nuove aliquote è "un segnale positivo" e l'accordo raggiunto ieri "rispetta le priorità indicate da An che vanno in direzione di una spinta alla economia con una forte riduzione dell'Irap e di un segnale di sostegno alla politica dei redditi con deduzioni e assegni familiari". Gli esponenti più vicini a Berlusconi, come il forzista Fabrizio Cicchitto, si affannano a dire che nulla è cambiato, sottolineando che siamo di fronte a "un piano organico" e che "in due anni" il taglio si farà, come previsto. Ma è un fatto che i ripetuti annunci del Cavaliere nelle ultime settimane, l'ultimo dei quali era un roboante "o taglio le tasse o vado a casa", risultano smentiti dai fatti. Fatti che offrono alle opposizioni un arma polemica addirittura insperata. "Anche questa mattina - dice il leader Ds Piero Fassino - viene annunciato agli italiani il taglio delle tasse, quando invece la verità è che la riduzione dell'Irpef, che ancora qualche giorno fa Berlusconi giurava sarebbe partita dal 1° gennaio 2005, è rinviata al 2006". E così, per il segretario della Quercia, "si conferma quel che abbiamo sempre detto, vale a dire che una generalizzata riduzione fiscale, stante il dissesto dei conti pubblici, non è praticabile". Per l'ex ministro Enrico Letta (Margherita), "stanotte è stato scoperto l'ultimo grande bluff. E non si contrabbandi l'intervento sull'Irap come riforma fiscale: è il minimo che ci si poteva aspettare dopo una Finanziaria che aumenta la pressione fiscale in molti altri settori". Insomma, "Berlusconi abbandona definitivamente il contratto con gli italiani" e quindi "ci aspettiamo che sia uomo di parola, come dice di essere, e annunci che non si ricandiderà all guida del governo". Sulla stessa linea Guglielmo Epifani, secondo il quale "il governo ha preso atto di una promessa che non poteva essere mantenuta". Perché, aggiunge il leader della Cgil, "prima di ridurre le tasse genericamente è necessario verificare la copertura finanziaria per poterlo fare". (10 novembre 2004) |
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#88 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2000
Città: Arezzo
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Re: Berlusconi: le promesse fatte vanno mantenute!
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Ma chi è (anche tra chi lo ha votato) che crede ancora nelle sue false promesse? Se non sbaglio adesso sul discorso TASSE ha già fatto dietro front dicendo SI alla diminuzione dell'IRAP (W confindustria) e RIMANDANDO il taglio delle tasse al 2006. MA VI RENDETE CONTO LE PRESE DI CULO DI QUEST'UOMO!!!!
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#89 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2001
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Non lo faranno nemmeno nel 2006. Anche perchè ormai è iniziato il gran ballo elettorale, che prenderà avvio con le imminenti regionali. Insomma, se volevano fare le cose avrebbero dovuto farle prima, oramai il tempo è scaduto. Questa è la prima considerazione.
La seconda è che non le taglierebbero comunque, anche se non ci fosse di mezzo nessun ciclo elettorale, in quanto le condizioni economiche del paese non lo permetterebbero, condizioni che si son venute a creare in larga parte grazie al loro malgoverno. Ciao |
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#90 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2000
Città: Arezzo
Messaggi: 3220
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Esatto...concordo alla grande con te!!!
Tra l'altro ho sentito in un notiziario radio che il governo VORREBBE PROPORRE anche una TASSA sugli SMS! In pratica si diceva che nel 2005 avremo un forte sconto Irap che l'Udc propone di finanziare almeno in parte con la tassa sul messaggino: 2 centesimi per ogni sms, 540 milioni. alla faccia della diminuzione delle tasse!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Smettetela di prendere in giro gli Italiani e dite la verità....le tasse, almeno da questo governo non saranno mai abbattute, al contrario stanno (e stiamo) subendo un continuo e sistematico aumento camuffato con artifizi e raggiri Agli italiani creduloni.
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#91 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2000
Città: Arezzo
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Visto che la dimunuzione delle tasse avrebbe dovuto basarsi sulla manovra finanziaria stessa ecco qua cosa ci rifila il l'unto del signore...
Da Corriere.it ECONOMIA Violante: devono riscrivere la legge Finanziaria: voto alla Camera, governo battuto La maggioranza sconfitta nella votazione su un emendamento all'articolo 1 che riscrive stanziamenti per i ministeri ROMA - Falsa partenza o pericoloso segnale di una tendenza in atto? La maggioranza è stata battuta alla Camera sul primo voto relativo alla legge Finanziaria. Il governo ha chiesto la sospensione dei lavori. EMENDAMENTO - E' stato approvato l'emendamento 1.1, a firma Antonio Boccia della Margherita che modifica il primo comma del primo articolo della Finanziaria che fissava il saldo netto da finanziare in termini di competenza, in 50.000 milioni di Euro. L'emendamento che è passato anche grazie allo scarso numero di deputati della maggioranza presenti in aula, diminuisce a 48.138 milioni di Euro il saldo da finanziaria. La copertura è approntata mediante un taglio alle tabelle dei vari ministeri. In pratica vengono riscritti gli stanziamenti di tutti i ministeri per il 2005. ASSENZE - Le assenze maggiori nel campo della maggioranza erano tra i deputati di An (presente solo il 42%) e quelli dell'Udc (presenti solo il 22%). LA POSIZIONE DEL GOVERNO - Il relatore della legge, Guido Crosetto, nell'esprimere il parere negativo all'emendamento prima del voto, aveva sottolineato che se esso fosse passato avrebbe rimesso in discussione «l'intera architettura» della Finanziaria. Analogo il ragionamento del sottosegretario all'Economia Giuseppe Vega. L'emendamento, aveva sottolineato, «apparentemente è virtuoso», perchè abbassa il saldo netto da finanziaria e quindi il deficit di bilancio. Però l'emendamento per far ciò taglia soprattutto i fondi speciali del ministero dell'Economia, cioè quelli che servono per coprire le nuove leggi, e tocca anche altri dicasteri «senza una precisa logica». Ma nonostante il parere negativo di relatore e del governo l'emendamento è stato approvato, lasciando la maggioranza e lo stesso sottosegretario visibilmente sconcertati. FINANZIARIA DA RISCRIVERE - «A questo punto devono riscrivere la Finanziaria»: lo ha detto il capogruppo dei Ds alla Camera, Luciano Violante, lasciando l'aula di Montecitorio. Però, 96 deputati di vantaggio alla camera e si fanno affossare la legge al primo voto, neanche la prima Repubblica era riuscita a tanto
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#92 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2000
Città: Arezzo
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E ancora......ci sarebbe da RI scrivere (visto che siamo in tema
Il relatore della legge, Guido Crosetto, nell'esprimere il parere negativo all'emendamento prima del voto, aveva sottolineato che se esso fosse passato avrebbe rimesso in discussione «l'intera architettura» della Finanziaria. Analogo il ragionamento del sottosegretario all'Economia Giuseppe Vega. L'emendamento, aveva sottolineato, «apparentemente è virtuoso», perchè abbassa il saldo netto da finanziaria e quindi il deficit di bilancio. Però l'emendamento per far ciò taglia soprattutto i fondi speciali del ministero dell'Economia, cioè quelli che servono per coprire le nuove leggi, e tocca anche altri dicasteri «senza una precisa logica». Ma nonostante il parere negativo di relatore e del governo l'emendamento è stato approvato, lasciando la maggioranza e lo stesso sottosegretario visibilmente sconcertati. ..ma..il taglio delle tasse..spiegate, spiegate...
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#93 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2000
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Berlusconi: "Tasse ridotte ma solo dopo le elezioni"
Lo annuncia il premier in volo per gli Stati Uniti in un'intervista telefonica con Emilio Fede "Illustreremo il piano, ma non lo attueremo prima del voto" Maroni: "Ridurre subito l'Irap sulle piccole e medie imprese" Qui l'articolo http://www.repubblica.it/2004/e/sezi...r/ber/ber.html
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#94 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2000
Città: Arezzo
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e ci sono ancora quelli in questo forum e non solo che credono alle panzane elettoralistiche di Silvio...
vengono presi per il culo e si beano di essere presi per il culo... Sembra che il deficit voli già ben oltre il 3%..............Vola e và.... tra le stelle vola e và.....(la canzone di GIG Robot ci stà tutta
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#95 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
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Quote:
Bene... le riduce dopo le elezioni... perfetto. Pensare che se vince le elezioni lo dovrà principalmente a questa ennesima bugia, in fondo l'ago della bilancia è fatta dagli indecisi e da coloro che non hanno un partito o una ideologia fissa. Perfetto: altri cinque anni con Silvio.
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"Il potere non te lo dà un distintivo, o una pistola. Il potere te lo danno le bugie, grandi bugie e convincere il mondo a parteggiare per te. Se riesci a fare accettare a tutti di quello che in cuor loro sanno essere falso, li tieni per le palle..." |
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#96 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2000
Città: Arezzo
Messaggi: 3220
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Dal Financial Times
Financial Times Berlusconi in difficoltà taglierà spese, altro che tasse Ecco alcuni brani dell’articolo di Tony Barber sul Financial Times di ieri dal titolo «Il peso di Berlusconi: l’economia italiana langue e le riforme sono bloccate». Una analisi della situazione italiana a tre anni dall’insediamento del governo. (...) Il deficit di bilancio dell'Italia e ancora di più il suo debito pubblico sono i due problemi più urgenti che deve affrontare il premier italiano. (...) La situazione fiscale italiana è «forse la più problematica di tutta la zona euro; non bisogna dimenticare che l'Italia è il paese con il debito pubblico più alto», ricorda Pasquale Diana, economista al JP Morgan Chase. La posizione fiscale dell'Italia è talmente grave che ci si aspetta che il governo annunci tagli immediati ed estesi alle spese subito dopo le elezioni europee e amministrative del 12 e 13 giugno. I tagli dovrebbero essere, secondo fonti vicine al governo, di 10 miliardi di euro. Saranno seguiti da altri tagli, per un totale di 12 miliardi di euro - ciò permetterà a Berlusconi di mantenere la promessa di ridurre le tasse di 12 miliardi di euro nel 2005-2006, giusto in tempo per le elezioni. «Sappiamo che i tagli alle spese devono essere finanziati totalmente, altrimenti la gente non si fida e non spende, e l'economia non riceve la spinta di cui invece ha bisogno», spiega un funzionario che lavora ai piani sui tagli fiscali. Ai tagli si opporranno probabilmente tutti i gruppi che saranno colpiti più duramente - soprattutto le industrie e le regioni a cui verrà chiesto di accettare una fortissima riduzione dei finanziamenti statali. Ma il governo Berlusconi non ha molte scelte: le finanze pubbliche italiane sono sotto l'attenzione scrupolosa dei mercati finanziari, dell'Unione europea e dei partner della zona euro, come mai era avvenuto da quando l'Italia è entrata con il primo gruppo di paesi nella zona a valuta unica, nel 1999. Il governo spera che i tagli alle spese permetteranno di mantenere il deficit del 2004 sotto il 3%, evitando quindi di subire un richiamo da parte dell'Unione europea. All'inizio di maggio, l'Ue ha dato all'Italia tempo fino al 5 luglio per presentare nuovi tagli al deficit. Secondo le previsioni anche nel 2004 la Francia e la Germania supereranno il limite del 3%, per il quarto anno successivo. Ma l'enorme debito pubblico dell'Italia - il 106,2% del Pil alla fine del 2003 - ne fanno un caso diverso dalla Francia e dalla Germania. (...) Per una riduzione sostenibile del debito l'Italia ha bisogno di un surplus di bilancio ciclico del 5% del Pil. Nel 1997 questo surplus è stato del 6,7%; con il governo Berlusconi, invece, è sceso al 3,4%, in gran parte per la spesa eccessiva e la diminuzione delle entrate. Dal 2001 al 2003, la spesa è stata superiore alla crescita nominale del Pil di 1,5 punti. (...) È comunque indicativo che l'Italia abbia perso una parte di mercato anche rispetto ai partner della zona euro. Dal 1996 al 2003, la percentuale italiana delle esportazioni nella zona euro - compresi gli scambi con gli altri paesi a valuta unica - è passata dal 14,4 al 12,2%. La Germania, nonostante tutti i suoi problemi, ha aumentato la sua percentuale dal 29,9 al 30,9%. (...) L'Italia spende il 14% del Pil per il sistema pensionistico - percentuale destinata ad aumentare fino al 16% verso il 2030 se non ci saranno delle riforme. La proposta di legge sulle pensioni mira a tagliare la spesa pensionistica di uno 0,7% annuale. Così facendo molti italiani a partire dal 2008 dovrebbero lavorare fino a 60 anni invece che fino a 57 per avere diritto alla pensione. Ma la lotta interna alla coalizione di Berlusconi su questa riforma è stata tale che il suo contenuto è stato molto alleggerito. (...) Ora per Berlusconi tutto sta nel sapere se le riforme sono state rimandate troppo a lungo e se saranno vittima del calendario elettorale italiano; un cattivo risultato nelle elezioni di giugno, se pure non farà cadere il governo, potrebbe causare fratture interne alla coalizione che potrebbero minare la sua leadership. In quel caso, ci sarebbe sempre bisogno di riforme, ma le probabilità di un intervento rapido sarebbero ancora più scarse. (traduzione di Sara Bani) VI BASTA????
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#97 | |
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Città: di origine, di nascita, di residenza, di domicilio, di lavoro: Roma...però nel cuore c'è solo l'INTER!
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sarà l'anno delle elezioni, e questo gli permetterebbe di presentarsi con la più famosa promessa mantenuta (tralasciando le altre perse per strada, ovviamente). poi se perdono saranno cazzi di chi prenderà il loro posto, nel caso di vittoria ci sarà sempre la possibilità di un condono, di un aggiustamento, di una vendita di colossei e duomi, di altre tasse camuffate e l'istituzione di Contributi Etici di Solidarietà. |
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#98 | |
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Scusa se mi ripeto..... "...e ci sono ancora quelli in questo forum e non solo che credono alle panzane elettoralistiche di Silvio... vengono presi per il culo e si beano di essere presi per il culo..."
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#99 | |
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#100 | |
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E pensare che avevamo avuto già un assaggio nel 1994. Anche allora promise di abbassare le tasse, ed invece...invece aumentò la tassazione indiretta. Oggi, a differenza di allora, aumenta quelle dirette.
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