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#41 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Messaggi: 1455
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Quote:
Ma fatti curare...
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Ciao ~ZeRO sTrEsS~ |
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#42 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2002
Messaggi: 2438
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spero sparirà qualsiasi tipo di dispositivo meccanino!!! spero ci saranno solo memorie elettroniche!
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ho trattato con: Tandoi1, ziodamerica, enrico84, peppecbr, crl, M@t |
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#43 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2001
Messaggi: 2846
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Il SETI non cerca un messaggio in bottiglia lanciato da una civiltà extraterrestre. Come dice giustamente Kratos, il grande orecchio ascolta ciò che arriva fino a noi ed in questo mare di dati tenta di trovare una traccia di artificialità. Sarebbe troppo pretenzioso aspettarsi di captare e capire un messaggio, magari rispondere ed aspettarsi che qualcuno, dall'altra parte, esista ancora e risponda.
E' evidente che nessuno pretende questo, ma già il fatto di trovare un "reperto archeologico elettromagnetico", perchè di questo si tratta, che dimostri l'esistenza di vita nell'universo al di fuori di noi, sarebbe una cosa di importanza notevolissima. Magari un giorno troveremo qualcosa, sicuramente non lo capiremo, oppure lo capiremo chi lo sa? Ma perchè non essere ottimisti? Permettetemi un attimo di volare con la fantasia, seguitemi: immaginiamo per un attimo di captare e comprendere un segnale proveniente da una distanza di 200 anni luce, quindi inviato solamente 200 anni fa. Potremo avere la fortuna che la civiltà che lo ha inviato sia notevolmente più evoluta di noi, e che magari abbia essa stessa captato segnali per essa antichi di 1000 anni o ancor più. Magari ci direbbero di aver già ricevuto segnali antichissimi, magari la mappa di una parte dell'universo. In un attimo la nostra civiltà potrebbe attingere ad una conoscenza enorme. Potremmo ricavare una mappa cosmica di dimensioni inimmaginabili, il tutto in un sol colpo. Ovviamente tutte queste cose dovrebbero essere già accadute, e basta un anello mancante che la catena venga interrotta. Magari la terra è stata investita dal messaggio solo 50 anni fa, e nessuno era in ascolto, perdendo l'occasione per sempre. Oppure la cosa potrebbe ancora accadere. Noi viviamo in una finestra spazio/tempo infinitesima, difficilmente la nostra strada si intersecherà con un'altra simile alla nostra, ma non per questo dobbiamo smettere di guardare sopra le nostre piccole teste. Solleviamo una mano, magari il messaggio in bottiglia ci cadrà proprio in mano! IMPORTANTE: questo forum ha una sezione dedicata a SETI@home, esiste un Team SETI di HWUpgrade molto importante. Per darvi un'idea delle potenzialità di questo Team sappiate che con l'attuale FASE2 del progetto SETI@home siamo il primo Team italiano nella classifica SETI-Boinc. Invito tutti quanti a venire nell'apposita sezione per conoscere meglio il progetto SETI, troverete un sacco di appassionati pronti a darvi ogni spiegazione e di accogliervi nel Team di calcolo. Vi aspettiamo! Tommy.73
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Chiedimi di BOINC.Italy Seti "Classic" dal 22/10/02 al 14/04/05 (2500WU) Seti "Boinc" dal 14/04/05 ad Oggi (>372'000 crediti) |
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#44 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Singularity
Messaggi: 894
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Il progetto Seti non scandagli su tutte le freuqenze ma su uno spettro molto ristretto per limiti tecnologici. La frequenza scelta è quella che si ritiene più probabile per trasmissioni intenzionali. Infatti sul sito di Set@Home:
Quote:
Una mappa interstellare sarebbe poca cosa. Una civiltà avati di millenni rispetto alla nostra avrebbe una tecnologia per noi inimmaginabile. Se si suppone che gli alieni abbiano il nostro stesso modo di ragionare, una comunicazione potrebbe iniziare con i fondamenti della matematica (numeri, operazioni semplici) per poi passare alla fisica, chimica e scoperte tecnologiche. Le conoscenze già note a noi servirebbero da "dizionario" per decodificare i simboli del codice. Chi ha visto il film "Contact" può immaginarsiquello che sto dicendo. All'umanità sarebbe possibile saltare parecchi secoli di lento sviluppo tecnologico. Tutto questo discorso però ha troppe ingognite: 1. esistono altre civiltà abbastanza vicine da poter comunicare con noi (e soprattutto, hanno abbastanza energia per farlo) 2. in genere le civiltà aliene hanno i nostri schemi di ragionamento 3. il canale di comunicazione preferito è onde radio sui 1400 Mhz Se una civiltà decide di inviare segnali, difficile che lo faccia per poco tempo. Un segnale intenzionale può rimanere per secoli o millenni, costantemente ripetuto, in attesa di una risposta. Con potenze molto superiori a quelle accessibili con la nostra tecnologia è possibilie mandare messaggi a migliaia di anni luce in tutte le direzioni. Solo per ottenere una risposta occorrerebbero millenni. C'è chi ha supposto che una civiltà potrebbe costruire ad esempio un satellite artificiale che continui a mandare il segnale anche nel caso la civiltà si fosse estinta. Quindi non credo che, se ci sono messaggi, abbiamo perso l'occasione |
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#45 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2001
Messaggi: 9100
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Se ci fosse una civilta' superiore o inferiore, avente o meno le possibilita' di lanciare un qualche segnale, perche' mai dovrebbe farlo? Solitudine? Magari non si fanno tutte le seghe mentali che l'umano (normalmente) si pone in questo ambito.
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26/07/2003 |
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#46 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Messaggi: 2189
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Il segreto dell'uomo politico è rendersi stupido come i suoi ascoltatori facendogli credere di essere intelligenti come lui. |
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#47 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2000
Città: Cagliari
Messaggi: 948
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U...... U...!!! UFFFII..... UFI.... lo .. lo sapevate????.........UFI ........do....dove siete...??!!!????
UFFI.....su rrrieducational channel....... UFFI...........!!!!!!! |
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#48 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Messaggi: 2189
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EVOLUZIONE
La vita, ma non come la conosciamo di Henry Gee La vita sulla terra è sorta presto. Il nostro pianeta si è formato circa 4.500 milioni di anni fa. 3.800 milioni di anni fa la vita si era già evoluta. La prova ci viene dalle tracce chimiche nelle rocce di quest’epoca scoperte in Groenlandia. L’intervallo di 700 milioni di anni tra i due eventi può sembrare esagerato, ma si tratta del limite massimo. I ricercatori iniziano a sospettare che, se la vita si è evoluta sulla Terra, è probabile che si sia evoluta in tempi assai più rapidi di questi. Perché? Prima di tutto, la Terra anticamente non era un posto tranquillo. Per le prime centinaia di milioni di anni della sua esistenza, il nostro pianeta era gravato da impatti immensi, al punto che, al confronto, l’impatto della fine del Cretaceo, 65 milioni di anni fa (che si ritiene abbia spazzato via i dinosauri) sembrerebbe distruttivo come una carezza delicata con una foglia di lattuga vecchia di una settimana. Per esempio, durante questo periodo si ritiene che la Terra sia stata colpita da un corpo delle dimensioni di Marte, che avrebbe espulso il materiale destinato a formare la Luna. Tali impatti avrebbero quasi certamente sterilizzato il pianeta, rendendo estremamente difficile immaginare che la vita potesse insediarsi per diverse centinaia di migliaia di anni dopo la formazione della Terra. In secondo luogo, le rocce della Groenlandia che recano le più antiche tracce di vita conosciute, sono tra le più antiche rocce conosciute, di qualsiasi genere, sopravvissute fino ai nostri giorni. Ciò significa che se si scoprissero rocce più antiche, anch’esse potrebbero contenere tracce di vita. In altre parole, non abbiamo alcuna attestazione geologica diretta che vi sia stato un periodo, nella storia della Terra, in cui la vita fosse completamente assente. Entro i 3.500 milioni di anni fa la vita era ormai stabilmente insediata. Lo sappiamo perché negli anni Ottanta J. William Schopf, dell’Università di California, Los Angeles, ha scoperto organismi microscopici fossili in rocce vecchie di 3.500 milioni di anni provenienti da Apex Chert, in Australia occidentale. Questi organismi erano i cosiddetti “cianobatteri”, che vivono in grandi comunità e producono strutture di sedimenti stratificati chiamati «stromatoliti». Le prime alghe marine erano fatte di stromatoliti, e restarono un elemento caratteristico dell’ambiente marino fino alla comparsa di animali in grado di pascolare su questi allettanti tappeti di limo batterico. I fossili di Apex Chert aprono una finestra su una comunità di organismi viventi nel periodo più antico dell’era archeana (convenzionalmente indicata tra i 4.000 e i 2.500 anni fa). Ma se i ritrovamenti di Apex Chert hanno fatto luce sulle prime forme di vita affioranti sulla superficie del mare, il recente annuncio fatto da Birger Rasmussen sull’esistenza di microfossili filamentosi associati con un sistema di sbocchi idrotermici solleva la possibilità che, all’incirca nella stessa epoca, esistessero forme di vita nelle profondità oceaniche. Sembra quindi che prima dell’inizio dell’era archeana la vita avesse già lasciato il proprio segno in numerosi ambienti diversi, sollevando, ancora una volta, la questione della rapidità della sua comparsa ed evoluzione. E qui emerge un altro rompicapo. Il mondo archeano erano molto diverso da quello di oggi – l’atmosfera, per esempio, conteneva pochissimo ossigeno – ma i cianobatteri di Apex Chert erano assai simili alle specie di cianobatteri viventi oggi, il che fa pensare che i cianobatteri evolvano con estrema lentezza. Ciò solleva un ulteriore dilemma: se i cianobatteri sono cambiati pochissimo in 3.500 milioni di anni, come hanno fatto a evolversi con tanta rapidità nei precedenti 700 milioni? Per quanto microscopici, i cianobatteri sono fatti di cellule e hanno una biochimica altrettanto sofisticata di qualsiasi altra forma di vita. Come hanno potuto evolversi da un semplice composto chimico in un tempo tanto breve? Queste domande inducono i ricercatori interessati all’origine della vita a dare un altro sguardo a una ipotesi considerata di solito pazzesca: che la vita si sia evoluta altrove nell’universo e sia arrivata sulla Terra dallo spazio. Ora stanno iniziando a mettere alla prova sperimentale questa idea. I ricercatori della Nasa hanno lanciato in alcune navicelle spaziali delle culture batteriche, per mettere alla prova la loro resistenza al vuoto e alle radiazioni pesanti. Sorprendentemente, alcuni batteri capaci di proteggersi con spore resistenti possono germinare dopo molti mesi di esposizione allo spazio profondo. Questo fatto, unito all’ipotesi sempre più convincente che i batteri possano sopravvivere a lungo sepolti nelle rocce – forse anche per milioni di anni – fa pensare che la materia organica sia resistentissima, e che possa, in linea di principio, essere trasportata da pianeta a pianeta. L’altra linea ipotetica si fonda su asteroidi e comete. Questi possono contenere quantità considerevoli di molecole organiche complesse, come gli aminoacidi. Gli oceani primordiali della Terra avrebbero potuto essere pieni d’acqua proveniente dagli impatti cometari. È possibile che tali impatti abbiamo portato con sé gli ingredienti della vita, magari già pienamente formata? Sarebbe allora possibile che la vita non sia nata nella pozza calda immaginata da Charles Darwin o nei soffioni idrotermici delle profondità marine, ma in un luogo completamente diverso. Il problema principale dell’idea di un’origine extraterrestre della vita è però il fatto che non risolve l’enigma dell’origine della vita, ma semplicemente sposta il problema in un luogo diverso.
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Il segreto dell'uomo politico è rendersi stupido come i suoi ascoltatori facendogli credere di essere intelligenti come lui. |
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#49 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Singularity
Messaggi: 894
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Quote:
L'idea della panspermia (vita portata da altri pianeti) è molto improbabile se ci affida solo al caso. La probabilità che una forma di vita semplice (anche un bastterio) riesca a migrare da un pianeta abitabile a un'altro è molto bassa perchè richiederebbe centinaia di milioni di anni, e nel frattempo si prenderebbe una quantità sufficiente di radiazioni da ucciderlo. A meno che la vita non sia portata intenzionalmente ma qui andiamo sulla fantascienza... Secondo me c'è un modo di spiegare uno sviluppo così veloce di forme viventi. Per chi vedesse l'informatica come era prima degli anni 50 e come è adesso senza vederne i passi intermedi penserebbe di trovarsi di fronte a qualcosa di inspiegabile. Questo perchè ogni generazione è stata sviluppata usando gli strumenti costruiti nella precedente generazione. Allo stesso modo è possibile immaginarsi uno sviluppo della vita prima a partire da molecole complesse, poi ad agglomerati sempre più sofisticati. L'unica cosa importate è che questi agglomerati si possano replicare e possano essere selezionati.
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