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#21 | |
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Iscritto dal: Sep 2004
Messaggi: 34
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"Casualmente" era coinvolto il rettore del politecnico di Torino Del Tin, probabilmente il più nepotista e politicante capo d'ateneo della Penisola. Ci dobbiamo solo che vergognare...
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Il Regolamento è dalla vostra parte. Per giudicare non occorre essere Gesù Cristo, fortunatamente...anche se a volte si viene crocifissi (Maxmel) |
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#22 | ||
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Iscritto dal: Sep 2004
Messaggi: 34
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La scienza viene diffusa globalmente dalle università, ogni nuova scoperta o teoria viene immediatamente condivisa e pubblicata: arrivare primi non serve ad altro che a poter dire che si è i più bravi ed evoluti, che si è una nazione che può permettersi di spendere i soldi anche in qualcosa che non fornisce utilità immediata. Piuttosto sarebbe più utile rilanciare l'economia approfittando delle scoperte fatte da altri (sì, quelli che davvero possono permettersi di investire soldi in gloria e in premi Nobel che non servono a nessuno...è inutile travestirci da pavoni se siamo cornacchie, non siamo una nazione che può permettersi questo, abbiamo altre necessità più immediate dove mandare i soldi). Quote:
L'importante è il lavoro che può fare, che può portare l'Italia all'avanguardia in qualcosa. Non è necessario che questo avvenga nelle università. Secondo me non è necessario nemmeno che nelle università ci siano i grandi cervelli come professori, i migliori di tutti. Essere bravi a insegnare non implica dover essere i migliori nel proprio campo, anzi spesso è il contrario. Nelle università mettiamoci persone brave a insegnare e che sappiano e vogliano insegnare, non i quasi premi Nobel che pensano solo alla loro ricerca e insegnano solo perchè devono.
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Il Regolamento è dalla vostra parte. Per giudicare non occorre essere Gesù Cristo, fortunatamente...anche se a volte si viene crocifissi (Maxmel) |
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#23 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Città: Vicenza
Messaggi: 333
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Io non sono cosi' convinto che qs. governo andra' a tagliare proprio dal suo 'bacino naturale' di voti...vedremo...quello che penso e' che i soldi sono finiti. Per tutti.Basta. Ma meglio non andare ot. [/quote] Quote:
Siamo da sempre agli ultimi posti per i finanziamenti. Ora stiamo 'solo' peggiorando ancora le cose... IMHO, qui da noi nonostante tutto, prepariamo degli ottimi scienziati -parlo del campo scientifico che lo conosco meglio- pero' poi li 'regaliamo' all'estero. Ci assumiamo tutti gli oneri per prepararli a livelli di eccellenza e lasciamo agli altri trarne profitto. Ultima modifica di wanblee : 21-10-2004 alle 14:49. |
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#24 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Messaggi: 496
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Secondo me si sta facendo un po' di confusione, siamo tutti d'accordo sul fatto che allúniversita' ci siano le baronie ecc. ecc., ma non credo proprio che questo sia un buon motivo per non dare soldi alla ricerca.
Non e'che togliendo i soldi eviti gli sprechi, anzi chi fa affari sporchi li fara'ancora di piu'e chi ci rimettera'saranno i giovani volenterosi, non quelli con il culo parato che sopravvivono sempre. Si inventassero dei concorsi migliori, un modo per farsi che esista veramente la meritocrazia, non vengano piu'dati soldi a pioggi ma contributi mirati e controllati annualmente...togliere soldi alla ricerca mi sembra veramente la cosa piu'stupida. Ma tanto, come si vede anche in questo forum, in Italia la ricerca e'solo , agli occhi dell'opinione pubblica, una povera cenerentola da asservire ai proprio volere. Tagliare sugli ospedali e sulle strade...MAI perche'di questi tagli il cittadino se ne accorge subito, i tagli sulla ricerca li sentiremo tra 15-20 anni e quindi non frega a nessuno. Dire che la ricerca di base non serve a nulla e'una grossa miopia, che putroppo coinvolge anche i nostri governanti. Tutto nasce dalla ricerca di base e dopo sta alle industrie, magari in collaborazione con le universita', girarla verso la tecnologia. Ma se nessuno avesse fatto esperimenti di stato solido sui cristalli a quest'ora staremmo scrivendo con i computer ? Da uno dei piu'grandi centri dove si fa soprattutto ricerca di base ovvero i Bell Laboratories sono nati i transistor. La fanno anche fisica teorica. Fare esperimenti "di base" ti da competenze per poi lavorare anche sulla tecnologia. In Inghilterra esistono dottorati finanziati da aziende nei quali tu fai ricerca di base (ad esempio un mio amico sui polimeri, caratterizzando nuove proprieta' ) nei quali devi mantenere IL SEGRETO su quello che fai, almeno fino a quando l'azienda non ti da il via libera. Chiaramente su 100 cose forse solo una, a breve termine, ti dara'risultati ma scoprire, come fece Natta un nuovo tipo di plastica non mi sembra da disprezzare, chiedetelo alla Montedison.
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Ora pioveva putrìo; tutto era putrìo, ovunque guardasse. |
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#25 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
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aggiungo due cose rispetto a questa chiara esposizione: 1) non si tratta solo di "tagli", ma qui si va ad incidere sul ruolo dei ricercatori. E' possibile che non gli si deve riconoscere il loro ruolo degradandoli a lavoratori occasionali, con contratti precari e poco duraturi? Già adesso sono sottopagati e il più delle volte sfruttati dalle università: in prarica la maggior parte di essi fanno lo stesso lavoro di insegnamento dei professori ordinari, solo che sono pagati una miseria. Renderli ancora più precari non credo sia una cosa giusta. 2) riguardo la ricerca di base che qualcuno dice sia inutile perchè "La scienza viene diffusa globalmente dalle università, ogni nuova scoperta o teoria viene immediatamente condivisa e pubblicata" mi sembra una enorme cavolata. Che significherebbe? Che siccome la ricerca di base la fanno gli altri paesi e appena scoprono quacosa ce la comunicano non serve scoprire nulla? Dobbiamo anche in questo essere parassiti e dipendenti dagli altri paesi? Se ci permetti anche l'italia contribuisce e DEVE contribuire al sapere universale. Chi non contribuisce rimane indietro, dovrebbe essere chiaro. Che idea assurda! E soprattutto che lungimiraza illuminata! |
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#26 | ||
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Iscritto dal: Sep 2004
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#27 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
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2) Dicevo "qualcuno" perchè non mi sono sofefrmato a vedere quanti erano di quella opinione... Quello che tu sostieni sullo sviluppo è da oscurantista medievale. Neanche la ministra Moratti arriverebbe a pensare una cosa del genere. Gli investimenti nella ricerca NEL NOSTRO PAESE sono alla base dello sviluppo DEL NOSTRO PAESE. Nessuno ti regala nulla gratis dall'estero. Secondo te prima dobbiamo diventare terzo mondo, e poi si potrà pensare allo sviluppo... Ultima modifica di John Cage : 21-10-2004 alle 22:34. |
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Iscritto dal: Apr 2000
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Continuo a ripetere che ci sono pochi soldi, e credo ce ne saranno ancor meno. In tempi non troppo lunghi credo che avremo una verifica di quanto ho detto.
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#29 | |
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Iscritto dal: Jan 2004
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ma chi è che ci ha ridotti in queste condizioni? |
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#31 | |
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Iscritto dal: Jan 2004
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Non sono scelte obbligate, sono scelte ben precise con obiettivi ben precisi, nel quadro di un piano politico ben preciso... Non voler riconoscere questa enorme differenza è assurdo quindi il problema iniziare resta da valutare nel merito e non riferito "ai soldi". Ultima modifica di John Cage : 22-10-2004 alle 00:09. |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2000
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ma a me ste polemiche (contro destri o mancini) non interessano, quindi prosegui pure per conto tuo rimane il fatto che è da un po' di anni che i soldi per le università nei suoi diversi settori stanno diminuendo e non saranno certo improbabili nuove strette per altre categorie e altri compiti istituzionali delle università. Solo un grande scossone generale potrà cambiare le cose... ma io non sono un economista e soluzioni non ne ho
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Iscritto dal: Sep 2004
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I ricercatori hanno un ruolo diverso dai professori e non si può concludere che dobbiamo dare a loro le caratteristiche e lo stipendio dei professori perchè per errore di fondo gli si fa fare i professori. Dire poi che il precario avrebbe ragione a disinteressarsi della didattica è vergognoso. Qui in Italia chi ha il posto fisso lavora poco e male perchè tanto il lavoro sicuro ce l'ha e nessuno può mandarlo via, chi è precario idem perchè tanto è un lavoro precario...chi è allora che lavora seriamente? All'università già quando ci andavo io ho visto sicuramente professori e ricercatori che svolgevano con passione e interesse il loro lavoro ma anche molti assistenti sfaticati coordinati da docenti ugualmente sfaticati che (soprattutto in didattica) facevano il minimo indispensabile. Secondo me anche in questo campo chi lavora seriamente non protesta perchè tanto sa che anche se lo dovessero riconfermare tutti gli anni lo farebbero perchè è persona valida. Quelli che protestano sono quelli preoccupati di dover iniziare a lavorare davvero perchè non c'è più il posto fisso, terribile mito italiano. Quote:
Io non ho detto che la ricerca deve fermarsi...ho detto che la ricerca possono farla i paesi avanzati e per avanzati intendo anche economicamente. Pensare allo sviluppo è giusto anzi è l'unica strada da percorrere, ma dobbiamo andare per gradi senza raccontarci balle. Non possiamo stanziare grossi investimenti per la ricerca quando ci mancano scuole e ospedali funzionanti e pensioni per i nostri vecchi. Saremmo come le persone che vogliono ostentare un benessere che non hanno e si comprano abiti firmati e macchine di lusso ma poi mangiano pane e cipolle perchè per mantenere quel tenore di vita apparente non gli resta di che comprarsi da mangiare.
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#34 | |
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Iscritto dal: Jan 2004
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Messaggi: 442
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...detto questo capisco il ragionamento del tuo discorso e potrebbe anche filare... però credo che il problema vada inquadrato ed inserito nel progetto più generale di società che c'è alle sue spalle. Sono daccordo che bisogna cercare di risolvere i problemi da te menzionati, ma io sinceramente osservando il quadro generale vedo tutt'altro. Da una parte crescono a dismisura i privilegi e dall'altra tutto l'opposto. Si dice che non ci sono i soldi e poi si prepara una finanziaria dove chi guadagna 400.000€ ad esempio risparmia 24,000€ l'anno per minori tasse. Si dice che questi soldi rilanceranno lo sviluppo ma poi non importa se quel cittadino con quei soldi ci si compra una nuova automobile o ci si fa qualche viaggio in più.. E nello stesso tempo visto rendere più precario il lavoro di chi quell'automobile non se la potrà neanche comprare. In questo quadro poi ci vengono a parlare di carriere universitarie fatte di 20 anni di "precariato" e meno soldi per la ricerca scientifica. Si toglie alle università e si da alle fabbriche di automobili, magari giapponesi. Non ne capisco il senso in termini di rilancio dell'economia. Ma una volta non si diceva che bisognava puntare sull'innovazione tecnologica? |
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#35 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Messaggi: 496
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Poi se bruci tutto, te lo ripeto, pensi di bruciare i baroni e i loro sottoposti che oramai hanno i loro contratti a tempo indeterminato e li porteranno avanti fino alla morte ? Pensa bene invece chi stai bruciando. Aggiungo, anche per rispondere ad Ancient Moderator, che per me ad esempio i contratti a tempo determinato non sono un male "di per se stessi". E'chiaro che quando ci sono posti a tempo indeterminato, ma non solo all'universita' , anche alle Poste o in Comune o comunque negli Enti Pubblici, ci sia chi se ne approfitta e il posto viene spesso assegnato non per classifiche di merito. Questo governo, guarda il mondo anglosassone, e dice che per evitare i parassiti il modo migliore e' rendere i ricercatori precari ? Va bene, pero' innanzitutto come ho detto anche in un thread sui co.co.pro il alvoro precario DEVE essere pagato sul "lordo" uguale al lavoro a tempo indeterminato. Questo vuol dire che se il netto di un ricercatore sono 1100 euro allo stesso ricercatore ma precario gli dai netti 1800 euro. Lo Stato spende lo stesso, forse pure meno, e il rischio legato alla precarieta viene comunque indennizzato in busta paga. Ma no che fai il ricercatore precario e in piu'ti abbassano lo stipendio, mi sembra una presa in giro. Inoltre bisogna cercare di creare delle sinergie tra industria e universita'in maniera tale che un ricercatore che ha lavorato in una Universita'a 40 anni possa essere visto da una industria non come paccottiglia ma come un bene e si possa quindii riciclare nel mondo aziendale (beninteso questa e'una cosa che negli altri stati avviene normalemnte) Per quanto riguarda la ricerca di base...io ho portato degli esempi, tu dici che e'solo un surplus. Non so che dirti l'Italia e'd'altronde il paese degli ingegneri, siamo abituati ad ottimizzare ma non a innovare e brevetti se ne vedono pochi, questa e'la mentalita'diiffusa. Il Giappone e' in crisi peggio di noi da qualche buon anno ed e'il paese che investe di piu'nella ricerca perche'e' convinto che solo facendo innovazione riuscira'ad uscire dalla recessione alla grande...vedremo alla fine quali dei due modi di pensare sara'quello vincente.
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Ora pioveva putrìo; tutto era putrìo, ovunque guardasse. Ultima modifica di Zontar : 22-10-2004 alle 10:20. |
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Senior Member
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Sorry doppio
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Ora pioveva putrìo; tutto era putrìo, ovunque guardasse. |
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#37 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Singularity
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Più che un problema di soldi è proprio come vengono distribuiti. Come finanziamenti l'Italia comunque non è granchè, appena sopra i paesi dell'est Europa (che di sicuro non nuotano nell'oro). Quote:
La ricerca tecnologica serve soprattutto per favorire la crescita economica. Anche quando i risultati sono pubblicati si può sempre brevettare l'idea, per averne l'esclusiva. Quando compriamo microprocessori, telefonini, automobili dall'estero paghiamo anche i costi di ricerca di quei paesi, e con gli interessi. Il tuo discorso può funzionare per la ricerca pura, ma la riforma del governo colpisce tutti indiscriminatamente. Quote:
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Singularity
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Iscritto dal: Jan 2004
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allora non ci siamo capiti, è dall'inizio che cerco di portare il discorso generale sul tema specifico, appunto perchè tali scelte sull'università non possono essere considerate solo una voce di entrate o di uscite di una manovra economica. Io è dell'università che sto parlando! Che posso farci se qusto necessariamente implica la messa in discussione dell'idea di università che ha il governo? E che ci posso fare se a livello governativo si tratta di quelle persone? Solo perchè alla fine c'è di mezzo anche Silvio allora qualsiasi cosa che si dice deve essere considerato un modo come un altro per parlare contro di lui? Ma chi vi ha infarciti di questo tabù? Adesso lo dico in modo più convinto: ma chi ci ha ridotti in queste condizioni????
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Senior Member
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Infatti è inutile farne un discorso di parte. Anche se la sinistra ora cavalca l'onda non ha fatto granchè per migliorare la situazione, quando era al governo... e questo lo dico da antiberlusconiano
Purtroppo la ricerca (e la spesa per l'istruzione in generale) mostrano i loro effetti ad anni di distanza, e nel fattempo è cambiata legislatura, congiuntura economica, e il governo, di qualunque parte sia, preferisce gli interventi a breve termine. La Finlandia è uno degli stati che investono di più in ricerca, ed è prima come competitività al mondo. La Svezia investe anche più della Finlandia e si può permettere uno stato sociale costoso pur non avendo il debito dell'Italia. Ikea è svedese, Nokia finlandese e prima di fabbricare telefonini faceva tutt'altro. Non credo di dire fesserie definendo miope un governo che taglia finanziamenti alla ricerca, sperando poi che un tessuto frammentato di piccole imprese si arrangi a sopperire alla mancanza di innovazione La grande impresa in Italia poi è un altro discorso infinito... |
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