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#21 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2000
Città: Franciacorta (BRESCIA)
Messaggi: 692
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Poi,....che cavolo mi vuoi far leggere I fatti li vedremo,....x adesso contiamo sulle dichiarazioni (anche sul Sole 24 ore) del ministro così come le detta....poi vediamo , e spero di aver torto marcio,....perchè se così fosse a farne le spese saranno i soliti noti!!!
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Bye...... MâíÎÅñÐrë ® |
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#22 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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Una chicca per te Mailandre:
- Riduzione generale della pressione fiscale sotto al 40% del Pil entro la legislatura. - Irpef: oltre all’esenzione per le famiglie sotto ai 45 milioni, riduzione delle aliquote e del loro numero. Alcune prestazioni assistenziali saranno trasformate in crediti di imposta detratti dall’Irpef. Chi non avrà da pagare abbastanza tasse sulle quali fare le detrazioni, riceverà una erogazione netta in denaro. Da dove sono prese queste proposte? Dal DPEF del governo Berlusconi? Dal sito di Forza Italia? Dal programma elettorale dell'Ulivo per il 2001-2006? Esatto. http://www.ulivo.it/cms/view.php?id=15&cms_pk=9456 Ma ti rendi conto? Vi aizzano come kamikaze contro le proposte del governo, quando sostengono esattamente le stesse proposte (forse perchè sono.. quelle giuste? Perchè non provi a ragionare un po' con la tua testa? Per DAVVERO però!!! Magari mettendo in un cassetto per un'istante la convinzione "a priori" che tutto ciò che fa questo governo dev'essere per forza brutto e ingiusto, e che quindi tutto si risolva a dimostrarlo (anche stravolgendo la realtà o trascurando le detrazioni). |
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#23 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2000
Città: Franciacorta (BRESCIA)
Messaggi: 692
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Da questo studio , appunto, si vede come la riduzione delle imposte abbia effetto sulle entrate fiscali siano quelle alte: Sui 19 Milioni di Euro di "sbilancio" ,..praticamente 14 milioni sono inputabili ai redditi sopra i 50.000 €. Impopolare,..si ,...direi di SI!! Credo ci sarà un'aggiustamento ...è auspicabile!!
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Bye...... MâíÎÅñÐrë ® |
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#24 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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non ho studiato la cosa a fondo, ma ho sentito che ci sara' una forte possibilita' di un aumento delle tasse locali, visto che diminuiranno quelle nazionali... insomma, da qualche parte i soldi dovranno pure uscir fuori
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#25 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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Quote:
Ho paura degli attentati, come Bin Laden |
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#26 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2000
Città: Franciacorta (BRESCIA)
Messaggi: 692
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Ecco,..vuoi fare il professore,..e mi spieghi quello che TU stai facendo!!! GIUSTIFICHI,....GIUSTIFICHI,......GIUSTIFICHI......il tuo Governo,.....SEMPRE.....SEMPRE......SEMPRE.....ogni cosa esso faccia o intenda fare,.....a priori.....SEMPRE.....SEMPRE.....SEMPRE!!! E allora,...parli degli altri,...x allontanare le responsabilità di chi sta ora governando!! Quando gli altri governeranno,....ci rivolgeremo a quelli,...ADESSO GOVERNANO GLI ALTRI,....NON QUELLI,....prima devono prendere i voti,...!!! Grazie x avermi dato un corpo senza TESTA,...ti ringrazio , non ne ero consapevole,...PROFESSORE!!!
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Bye...... MâíÎÅñÐrë ® |
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#27 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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[i]L'analisi politica di questo nuovo "disegno" fiscale può essere articolata come segue:
a) invertendo una tendenza in atto, viene razionalizzata e rafforzata la progressività dell'imposta personale, in termini di rilievo specifico di questa particolare forma di imposizione sulla progressività dell'intero sistema, che costituisce un valore costituzionalmente riconosciuto con due movimenti: 1) viene allargata la "base imponibile" su cui insiste la progressività. In specie, in coerenza con lo standard europeo, la progressività viene "estesa" includendo componenti di reddito (dividendi e "capital gains" qualificati), che sono fortemente significative, in termini di fondamento reale della "capacità contributiva"; 2) si opera un forte "trade-off", tra aliquote (che vengono realmente ridotte) e deduzioni (che vengono modulate in funzione di una reale progressività). Viene in questo modo introdotta una forma di progressività fiscale molto più coerente ed integrabile con l'altra grande tecnica di progressività nell'intervento pubblico, quella che prevede la modularità in funzione crescente del reddito reale, per il pagamento di dati servizi pubblici e per l'accesso a dati sussidi-trasferimenti. Ciò a favore dei redditi bassi e medi effettivi; b) con lo "scaglione ampio" alla base, la progressività si concentra sugli estremi della distribuzione del reddito. Sulla parte centrale, la progressività delle aliquote tende in specie a ridursi, per effetto dell'aliquota unica del 23 per cento, fino a 100 mila euro. Va in più analiticamente notato che, sui redditi bassi e medi, la progressività delle aliquote è sostanzialmente integrata dalla progressività delle deduzioni. All'estremo opposto, sui redditi superiori a 100 mila euro, la progressività si manifesta in due forme: con il passaggio all'aliquota superiore del 33 per cento; con la sostanziale assenza di deduzioni. La combinazione della clausola di salvaguardia con la meccanica delle deduzioni esclude in radice "effetti scaletta". L'incidenza fiscale si riduce conseguentemente per tutti i contribuenti. Lo "scaglione ampio" è coerente, tra l'altro, con il modello inglese. Rispetto a questo si ha non solo similarità di impostazione, ("scaglione ampio"), ma anche similarità nell'idea di un'aliquota basica. La sfiducia in una progressività formale molto articolata sulle classi medie è in specie condivisa da tutta la grande tradizione italiana di scienza delle finanze (Antonio De Viti de Marco, Luigi Einaudi, Ezio Vanoni, Sergio Steve), che contempera il principio della capacità contributiva con il principio del beneficio. In specie, con il principio secondo cui l'imposizione deve rendere al massimo l'idea della "cosa amministrata" che va a finanziare. Risultato che si ottiene solo se la capacità contributiva e la progressività dell'imposizione mirano alla "giustizia grossa" (Einaudi), e non alla redistribuzione millimetrica tra redditi, seguendo la via della matematica finanziaria alla giustizia; c) []prima di procedere nell'analisi, e per prevenire la demagogia, va fondamentalmente notato che l'aliquota del 23 per cento riguarderebbe il 99,5 per cento dei contribuenti (che sono 29,4 milioni: dati SOGEI, 1999). Si tratta dunque, sostanzialmente, di quasi "tutto l'universo" dell'IRPEF! Fuori, e "beneficiati" dall'aliquota del 33 per cento, resterebbero invece solo 143.000 contribuenti, pari allo 0,5 per cento dei contribuenti! Non ha dunque (non avrebbe) senso, in questo contesto, l'obiezione demagogica secondo cui l'aliquota del 33 per cento sarebbe troppo bassa, producendo un "favore per i ricchi".[/b] A parte che l'ipotesi di un'aliquota addirittura unica e molto bassa è stata formulata proprio dalla Curia di Milano, fuori dalla demagogia basta leggere le liste delle dichiarazioni annuali dei redditi, pubblicate e presentate dai precedenti governi, come simbolo dei loro sforzi legislativi ed amministrativi per una fiscalità divenuta davvero giusta dopo tanti anni di governo, per prendere atto del fatto che "i ricchi non sono più qui"; perché i redditi più affluenti hanno natura diversa dai redditi normalmente soggetti all'IRPEF; d) con questa struttura impositiva scompaiono in radice le forme di progressività e di "fiscal drag" che penalizzano sistematicamente la "famiglia". Dato il nuovo disegno fiscale, piatto e tuttavia mirato al sostegno della famiglia, "non" è dunque più tecnicamente necessario il ricorso ai tradizionali rimedi anti-inflazione e pro-famiglia ("quoziente familiare", eccetera). Infatti: 1) lo "scaglione ampio" alla base, con aliquota basica del 23 per cento, elimina alla radice e sostanzialmente ogni problema di "fiscal drag", per la quasi totalità dei contribuenti; 2) la concentrazione delle deduzioni sulla dimensione sociale, e qui a partire dalla famiglia, e sulle famiglie, con redditi bassi e medi, trasforma fortemente e proprio in favore della famiglia il sistema italiano dell'imposizione personale. In specie, il soggetto principale di riferimento non sarà più, come finora, l'individuo, con la famiglia come opzione; ma la famiglia, come soggetto centrale, anche nell'economia fiscale; e) la nuova struttura dell'IRPEF mira, nella forma della riduzione delle aliquote e della semplificazione, ad un nuovo rapporto tra "fiscalità" e "libertà". In linea con il "decisum" della Corte costituzionale tedesca, secondo cui il reddito deve essere tutelato, come strumento per la libertà personale e il "risparmio fiscale" viene prima dell'assistenza sociale (Steuerverschonung geht vor Sozialleistung). La possibilità dell'auto-sostentamento è di conseguenza prioritaria, rispetto all'assistenzialismo statale. Perché le risorse "ricevute" dallo Stato (alias "concesse" graziosamente dallo Stato, sotto forma di detrazioni ammesse) non comunicano lo stesso grado di libertà nell'uso delle risorse autonomamente guadagnate. La Corte costituzionale tedesca ha così finalmente rovesciato la vecchia concezione dei diritti sociali, costruita più sul paternalismo che sull'effettiva tutela. Nella concezione paternalistica, si trasforma un cittadino, che senza la pressione fiscale disporrebbe di risorse proprie, in un "assistito". Lo Stato, con un'elevata imposizione fiscale, priva il cittadino dei mezzi necessari per le sue spese inevitabili (dal mantenimento, all'educazione). E poi gli riconosce detrazioni o gli concede sussidi (assegni familiari, eccetera). Viene così lesa la dignità personale, che pure è un principio costituzionale fondamentale. Si costringe infatti un cittadino, che avrebbe le risorse per provvedere autonomamente alle proprie esigenze, a dover compilare moduli, a sottostare a controlli, a subire "vessazioni" burocratiche. In questo modo è anche ridotta, soprattutto per le classi meno abbienti, la libertà di scelta tra servizi pubblici e servizi privati, perché le risorse "restituite" spesso non possono più essere utilizzate o destinate senza vincoli imposti "dall'alto"; f) l'attenzione per la dimensione sociale, nella forma della "sussidiarietà", si manifesta anche nella scelta di trasferire le persone morali e gli enti non commerciali, dall'IRPEG (dove finora sono stati accatastati), nel catalogo dei soggetti passivi dell'imposta personale. L'effetto finale è doppio. L'IRPEG diventa imposta sulle società, come negli altri ordinamenti evoluti. Di riflesso, l'imposta sul reddito, estendendosi oltre le persone fisiche, assume la piena caratterizzazione di imposta che riguarda tutti i soggetti che producono reddito e risorse, soprattutto per famiglia, consumo, risparmio-sicurezza, benessere; g) nella delega è previsto il potenziamento e l'ampliamento degli "studi di settore". Lo "scaglione ampio" del 23 per cento rappresenta in particolare la sinergia ideale con questa scelta, in termini di reale possibilità di recupero dell'evasione. E' evidente infatti che la resistenza delle imprese soggette all'imposta personale, riguardo all'adeguamento alle indicazioni degli studi di settore, dipende principalmente dal fatto che l'eventuale maggiore imponibile verrebbe colpito con aliquote alte, per lo più non sentite come giuste dal contribuente. Ora invece per quasi tutte le imprese varrà la regola che il costo dell'incremento è certo, e non è grande: il 23 per cento. Il successo dei nuovi studi di settore, reso più probabile anche da altre innovazioni introdotte nella delega, in particolare riguardo all'imposta sul valore aggiunto (IVA), può rappresentare la realizzazione della vera giustizia. E cioè della "giustizia grossa"; quella che separa chi paga da chi non paga; h) c'è infine un nesso, tra "semplicità" e "civiltà" del rapporto fiscale. E' in specie evidente che, rispetto all'attuale, il sistema fiscale riformato (2 aliquote, solo deduzioni, concordato fiscale preventivo, studi di settore efficienti, eccetera) sarà caratterizzato da un elevatissimo grado di semplicità e dunque di civiltà del rapporto fiscale. |
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#28 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2000
Città: Franciacorta (BRESCIA)
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....carina ...questa...è almeno simpatica!!
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#29 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2000
Città: Franciacorta (BRESCIA)
Messaggi: 692
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Tanto SaMu...dirà come ha già detto "LUI" , che 28 milioni di Italiani hanno beneficiato di riduzioni di Tasse,..chi più , chi meno!!
Loro due ,...sono così,...non sono cattivi,....ci provano!!!
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#30 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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Se vieni al prossimo raduno dei lombardi, ti confiderò nel massimo riserbo ed assoluta segretezza le mie Critiche al Governo |
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#31 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Bg
Messaggi: 243
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Io non sono laureato in economia.
Io so solo che il mio stipendio (contratto ex cococo) con questa o con l'altra cazzo di riforma è DIMINUITO di 0,80 € all'ora. Insomma le trattenute sono aumentate del 3% (dal 14 al 17, mi pare). E sono al di sotto dei 10000€ all'anno. Per fortuna che integro con qualche collaborazione esterna...ma mi sa che a breve mi metterò a spacciare PORCA QUELLA VACCA SAMU, spiegami che ciò è buono e giusto, spiegamelo... |
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#32 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: Cuneese D.O.C.G. - Luxembourg
Messaggi: 631
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teoricamente il tutto sembra molto sensato, ma il testo finale riflettera' il buon senso di queste parole? |
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#33 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
Messaggi: 900
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Questa è la realtà. Sono numeri. Poi magari la propaganda governativa dice diversamente, ma per favore non contestiamo i numeri reali. Ciao Federico |
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#34 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: Cuneese D.O.C.G. - Luxembourg
Messaggi: 631
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La validità di una riforma non si basa sulla tua busta paga, ma dai dati aggregati (efficienza) e da quelli sezionati per categorie di reddito secondo logica (equità).
Ora, tu paghi di più, ma questo non vuol dire che la riforma penalizzi tutti: magari tu pagavi troppo poco, il tuo datore di lavoro godeva di detrazioni troppo generose, etc oppure hai solamente avuto la sfortuna di trovarti in uno scaglione che le tasse le ha viste aumentare (i soldi da qualche parte devono pure uscire). |
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#35 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
Messaggi: 900
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Che non penalizzi tutti è evidente
Che gli ex cococo, che sono la quasi totalità dei nuovi assunti negli ultimi anni, siano penalizzati è altrettanto evidente. (tra l'altro nella conta dei nuovi posti di lavoro ci contano più volte, almeno per quelli che hanno nuovi contratti ogni anno e non solo proroghe...) Ciao Federico |
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#36 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: Cuneese D.O.C.G. - Luxembourg
Messaggi: 631
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che dirti, siamo l'unica in semi-recessione che continua a ridurre la disoccupazione, contro ogni ortodossia della teoria economica. La spiegazione sta nel numero crescente dei co.co.co.
L'argomento di samu immagino sia che senza il co.co.co non ci sarebbero neanche quei posti di lavoro, ma è anche vero che la corsa verso il basso deve avere un limite: bisogna trovare una via di mezzo tra i metalmeccanici dei bei tempi e i co.co.co odierni. |
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#37 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
Messaggi: 900
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La penso esattamente come te, in parecchi casi purtroppo il cococo è uno sfruttato, con pochi diritti.
Questo è male, perchè dietro ogni contratto cococo c'è una persona, non un freddo numero che serve per sbandierare la creazione di nuovi posti di lavoro (parecchi dei quali fittizi, visto che si contano anche tutti quei contratti trimestrali/semestrali che non danno occupazione completa per tutto l'anno e anche quei contratti annuali come il mio che non vengono rinnovati ma fatti nuovi ogni volta). Ciao Federico |
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#38 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2000
Città: Ostia!
Messaggi: 826
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Secondo me non dovrebbero per forza essere abbassate le tasse agli italiani.... non è il 730 che ci rovina ma la spesa di tutti i giorni!
Diminuendo le tasse togliamo di mezzo altro denaro che circola, quindi l'economia rallenta ancora di più! E poi i soldi delle tasse vengono spesi in servizi.... scuole, ospedali, strade... praticamente ci vogliono togliere i servizi sociali per renderli a pagamento.... e allora si che le tasse, anche se alte, sarebbero state più economiche per una famiglia italiana!!! |
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#39 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Bg
Messaggi: 243
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Quote:
Beh che dirti...se una riforma penalizza quelli che hanno un reddito inferiore ai 10000€, il berlusca può mettere tutti i cartelloni che vuole..lo pigliano nel culo sempre gli stessi. Governo di M |
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#40 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2003
Città: Pogliano M. [MI]
Messaggi: 1090
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UP. deve rimanere in prima pagina questo 3d... x far capire a tutti che gran figlio di ..................................................
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