Huawei vs governo Trump: lo scenario nelle parole di un fondatore di Arm
Hermann Hauser, fondatore di Arm, evidenzia come il ban di Huawei potrà generare rapidamente importanti conseguenze per varie aziende del settore, Arm in testa
di Paolo Corsini pubblicata il 05 Giugno 2019, alle 17:01 nel canale TelefoniaHuaweiARM
La contrapposizione tra il governo USA e Huawei ha registrato un nuovo episodio in questi giorni, con il coinvolgimento per quanto indiretto di Arm. Dietro quusto nome c'è l'azienda inglese alla quale si deve lo sviluppo delle microarchitetture utilizzate in pressoché tutti i dispositivi mobile in commercio, cuore dei vari SoC che i produttori quali Samsung, Qualcomm e la stessa Huawei sviluppano.
A prendere la parola è Hermann Hauser, uno dei fondatori di ARM. Hauser, in un'intervista pubblicata su Dailymail, ha espresso la propria preoccupazione: la posizione del governo americano in questa vicenda è destinata a generare importanti impatti su Arm, in quanto altri clienti potrebbero decidere di limitare la loro richiesta tecnologica in prodotti che vengono sviluppati all'interno del territorio USA, come lo sono quelli Arm.
Se nel breve periodo le ripercussioni maggiori sembrano essere in capo a Huawei, spingendosi con l'orizzonte più avanti nel tempo appare evidente come, nelle parole di Hauser, questa iniziativa genererà ripercussioni negative in aziende americane quali Google e Arm. La preoccupazione generale potrebbe portare i vari fornitori di componenti a ridurre la minaccia che un'azione del governo USA possa avere impatti negativi sulla propria capacità produttiva.
Di conseguenza molte aziende stanno iniziando a verificare come poter proporre prodotti che siano meno dipendenti da proprietà intellettuali sviluppate e registrate nel territorio americano. Arm, nello specifico, è azienda nata in Inghilterra con molte IP che sono legate alla zona europea; alcune proprietà intellettuali sono però state create in USA e questo rappresenta un potenziale problema qualora il governo americano, e nello specifico il suo attuale presidente con un ordine esecutivo, dovesse intervenire.
Arm continua ad avere quartier generale a Cambridge, in Inghilterra, nonostante nel 2016 sia stata acquistata dalla giapponese SoftBank per un controvalore di 26 miliardi di dollari. Un portavoce di Arm ha dichiarato che al momento attuale, vista la continua evoluzione della situazione, è prematuro fare stime su quali potrebbero o meno essere le ripercussioni sull'attività di business per l'azenda. Arm sta seguendo con attenzione lo sviluppo della vicenda, augurandosi che si possa giungere ad una rapida conclusione.
Hauser evidenzia, nel suo intervento, un aspetto importante dell'intera vicenda: la possibilità che il governo americano possa fermare sul proprio territorio l'operatività di un'azienda da un momento all'altro può interessare qualsiasi azienda e porta incertezza nell'attività di business. Da qui la volontà, quantomeno in teoria, di intervenire ove possibile per ridurre gli impatti negativi di una eventualità di questo tipo facendo in modo che i propri prodotti dipendano il meno possibile da prodotti e tecnologie di matrice americana.
Tutto questo conferma come la contrapposizione tra Huawei e il governo Trump vada ben oltre le minacce di poca sicurezza dei prodotti Huawei, e sia invece da leggere all'interno della guerra commerciale che caratterizza i rapporti tra Cina e USA. Tutto questo, ovviamente, sino alla prossima puntata della vicenda che siamo certi non si farà attendere.










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6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoUno si fa due conti tra quale sia il mercato che gli garantisce maggiori introiti e poi sceglie.
La sicurezza, la libertà e la sopravvivenza dell'occidente vengono prima di qualsiasi ritorno economico per ARM o altre aziende.
@ Sputafuoco Bill
Una domanda:chi è che decide chi è buono e chi è cattivo?Sei nato in Italia e credi in certi valori,se tu fossi nato in Russia ad esempio,crederesti in altri valori,idem in India,Cile,Kazakistan,Giappone etc.
Gli Usa VOGLIONO imporre i loro valori,pure agli europei (vedesi in questi giorni cosa ha detto Trump riguardo alla Brexit).
Ora se fossi un vulcaniano,usando la mera logica gli interessi di 330 milioni di americani valgono di più di 1.403.500.365 di cinesi?
Caro mio,gli americani hanno sempre fatto i loro interessi a qualsiasi costo,la storia lo insegna,quindi,mettiamo davanti gli interessi di 330 milioni di abitanti e dietro la restante popolazione mondiale?
Per lavoro ho conosciuto cinesi e americani ma ti dirò,come ho già detto una volta in questo sito,se dovessi dare le spalle ad un cinese e un americano,il tappo di sughero di damigiana lo userei quando do le spalle ad un americano.
Forse sono sempre stato fortunato io ma,un cinese che ti da la sua parola,per mia esperienza,la mantiene anche se gli pesa mente un americano.....
ssshhh
attento....passi per complottista
La sicurezza, la libertà e la sopravvivenza dell'occidente vengono prima di qualsiasi ritorno economico per ARM o altre aziende.
invece le armi occidentali vendute in medio oriente no
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