View Full Version : Trib Roma: il P2P non è reato penale,ma torto civile contro il diritto d'autore...
in 993 post i compari non l'hanno capito ancora :asd:
attendiamo lumi.... sempre se ci si riesce a capire. Italiano e inglese dovrebbero andare bene. :rolleyes:
Se sei tu che gli hai offerto la sigaretta non puoi poi lamentarti che qualcuno stia fumando a scrocco le tue sigarette.
Se sei tu che vuoi diffondere cultura non puoi imedire che qualcuno la condivida.
:)
Questa è bella. Ma almeno gli esempi.... cioè ti contraddici da solo.
Vediamo se capisci:
IL PACCHETTO di sigarette equivale ad un CD originale.
Tu presti il pacchetto equivale a prestare il cd ad un tuo amico.
NESSUNO (ne malboro, ne autore) viene a recriminare chi usa il pacchetto o il cd originale.... azzi tua se l'hai comprato e lo usa un'altro perchè tu lo vuoi "condividere".
La differenza è che tu non non stai prestando ad un tuo amico il cd originale, ma stai copiando un clone.... è come se per assurdo daresti in giro tubi di carta ripiena con su scritto Malboro. Capisci ?
Fai esempi del piffero, ma veramente tanto.
Ti ripropongo la domanda, anche agli ultimi arrivati tanto "luminari":
- Se non ci fosse una benchè minima tutela alla creazione di opere facilmente duplicabili come software (videogame,gestionali,etc..), musica, film...... ESISTEREBBERO società, autori , etc.. che producono tutto questo con grosse spese ?
E invito ancora a non guardare l'esempio minimalista di 1 creatore e acquirente finale, perchè il tutto muove una grande fetta di mercato, di posti di lavoro, di bussiness, che parte dai creatori, e passa per aziende che ne usufruiscono in via indiretta...
E non venitemi a rispondere "tanto ci guadagnano lo stesso", perchè il guadagno che c'è è grazie ai diritti d'autore.
Questo è il punto fondamentale.
POI se vogliamo parlare di beghe (brevetti obbligatori), di durate di copyright, di possibilità di scaricare tramite p2p programmi altrimenti non fruibili a utenti casalinghi ( basta pensare la curiosità di vedere un programma professionale per la grafica, fotoritocco, cad), quello è un'altro discorso, ma non può prescindere dal primo, fondamentale, e dobrebbe esserci una cultura di coscenza di questa cosa, e non il solito "scrocca scrocca che tanto ci pensano gli altri"
riazzituoi
04-03-2008, 14:28
Vedi sei troppo superficiale per capire. E sei troppo attaccato alle tue cose per comprendere che forse ci sono dei principi più importanti.
Le sigarette rappresentano l'idea: se io decido che tu puoi usufruirne, quindi ho deciso di rendere pubblica un amia idea perchè possa essere utile a tutti, allora non posso recriminare nessuno l'atto della condivisione.
Tu confondi l'opera con il supporto fisico, che sono cose completamente diverse: io posso duplicare un supporto ma non l'opera, questa posso diffonderla. Ed essendo una cosa immateriale (come nel caso del software) non è distinguibile dal punto di vista del contenuto l'originale o la copia, perchè sono la stessa cosa (solo che prima l'avevo solo io e dopo anche altri).
riazzituoi
04-03-2008, 14:35
Ti ripropongo la domanda, anche agli ultimi arrivati tanto "luminari":
- Se non ci fosse una benchè minima tutela alla creazione di opere facilmente duplicabili come software (videogame,gestionali,etc..), musica, film...... ESISTEREBBERO società, autori , etc.. che producono tutto questo con grosse spese ?
E invito ancora a non guardare l'esempio minimalista di 1 creatore e acquirente finale, perchè il tutto muove una grande fetta di mercato, di posti di lavoro, di bussiness, che parte dai creatori, e passa per aziende che ne usufruiscono in via indiretta...
E non venitemi a rispondere "tanto ci guadagnano lo stesso", perchè il guadagno che c'è è grazie ai diritti d'autore.
Se vogliamo ragionare per assurdo e con paradossi, allora dovresti anche dire che se non ci fosse la propietà intellettuale il mercato sarebbe completamente diverso. Le basi di partenza sarebbero differenti, perchè in una società di questo genere ciò che conta è la spinta all'innovazione garantita dalla libera circolazione delle idee. Quindi sarebbe tutto talmente differente da non poterlo paragonare all'attuale modello.
La ricerca di nuove idee che a loro volta portano all'innovazione, e alla elaborazione di ancora nuove idee, sono il vero motore del mercato.
Invece oggi assistiamo al contrario: solo se ci sono soldi e bbastanza interessi si fa una cosa, se non c'è nulla da spremere allora ci si rinuncia.
Questa è speculazione, altro che libero mercato come volete far passare voi ciarlatani qualunquisti e pseudoeconomisti da strapazzo.
Se sei tu che gli hai offerto la sigaretta non puoi poi lamentarti che qualcuno stia fumando a scrocco le tue sigarette.
Se sei tu che vuoi diffondere cultura non puoi impedire e lamentarti che qualcuno la condivida.
:)
;) devo riconoscere alla tua cocciutaggine una cupa grandezza :p
se le sigarette io le ho regolarmente pagate, lo scroccone mi sta ampiamente sulle bolas!
e, se un autore vuole diffondere a pagamento (ossia: vendere) il frutto del suo lavoro e lo fa a precise condizioni, perché deve essere penalizzato?
o pensi che il lavoro intellettuale non debba essere tutelato?
o meglio, se capisco bene i riazzipensiero:
se produco bulloni: posso venderli.
se scrivo l'"Ulysse" o "la montagna incantata" devo regalarli. :rolleyes:
Vedi sei troppo superficiale per capire. E sei troppo attaccato alle tue cose per comprendere che forse ci sono dei principi più importanti.
Le sigarette rappresentano l'idea: se io decido che tu puoi usufruirne, quindi ho deciso di rendere pubblica un amia idea perchè possa essere utile a tutti, allora non posso recriminare nessuno l'atto della condivisione.
Tu confondi l'opera con il supporto fisico, che sono cose completamente diverse: io posso duplicare un supporto ma non l'opera, questa posso diffonderla. Ed essendo una cosa immateriale (come nel caso del software) non è distinguibile dal punto di vista del contenuto l'originale o la copia, perchè sono la stessa cosa (solo che prima l'avevo solo io e dopo anche altri).
Gli esempi oligofrenici me li fai tu, e cerco di mantenermi su quello per farmi capire. Lascia perdere il supporto, tu guarda il software come un supporto e l'esempio è chiaro. Tu giustifichi la condivisione con il semplice presupposto che "è possibile", perchè duplicare un oggetto fisico è un pelo più complicato... mentre un oggetto digitale è quando di più facile, ciò non toglie i diritti a chi lo ha creato.
Rispondi alla mia domanda di prima :read:
Ma con la tua testa.... (ergo non scialaquarmi con link e copia/incolla vari)
Se vogliamo ragionare per assurdo e con paradossi, allora dovresti anche dire che se non ci fosse la propietà intellettuale il mercato sarebbe completamente diverso. Le basi di partenza sarebbero differenti, perchè in una società di questo genere ciò che conta è la spinta all'innovazione garantita dalla libera circolazione delle idee. Quindi sarebbe tutto talmente differente da non poterlo paragonare all'attuale modello.
La ricerca di nuove idee che a loro volta portano all'innovazione, e alla elaborazione di ancora nuove idee, sono il vero motore del mercato.
Invece oggi assistiamo al contrario: solo se ci sono soldi e bbastanza interessi si fa una cosa, se non c'è nulla da spremere allora ci si rinuncia.
Questa è speculazione, altro che libero mercato come volete far passare voi ciarlatani qualunquisti e pseudoeconomisti da strapazzo.
Certo che il mondo sarebbe bello se tutti lavorassero per aiutare il prossimo, s e non ci fosse la fame in africa, magari se fossimo tutti nudi a danzare difronte ad un fuoco.
Riazzi, quando poi non ti accorgi che il tuo tanto criticare ti mette alla stregua delle tue critiche, andiamo a cavallo...
Dai, un passo verso la maturità lo hai compiuto, hai capito che il mondo fà schifo.... e non è rosa e fiori come ti fanno credere mamma e papà quando sei protetto dal loro abbraccio e 4 mura, senza farsi mancare niente.
Ci metterei la firma per avere un mondo migliore, ma non è dandoti la possibilità di copiarti i giochi e la musica che sistemiamo il mondo, quindi lasciamo perdere questi discorsi che ben poco c'entrano con quanto sostieni.
Lapalisse in confronto a te è una pippa :asd:
se produco bulloni: posso venderli.
se scrivo l'"Ulysse" o "la montagna incantata" devo regalarli.
Esattamente! Perchè un bene immateriale non può essere confinato da meri interessi economici. Perchè è nostro diritto poter condividere la cultura senza che si pongano limiti al diritto naturale dell'uomo di progredire verso la conoscenza.
Detto questo, qualche cazzone mi può passare il crack di COD4 che non riesco a giocare online visto che mi chiede il seriale...?!?! Sapete... la curtura è curtura!!!
EHEHEH :sofico:
Alberto Falchi
04-03-2008, 14:46
è inutile, non ci arriva. Secondo lui, chi lavora col cervello e non con le mani non merita nulla. è esattamente quella visione che avevano gli operai dei colletti bianchi ai tempi del comunismo. E razzituoi è innamorato di questa idea, perché per lui il mondo gira così: il governo (mami e papi) gli cacciano tutti i soldi che gli servono, e lui non fa un cazzo dalla mattina alla sera, e pretende di avere anche quello che non si può permettere. E probabilmente, è convinto che il mondo sia così. Quando un giorno gli diranno che i programmi che lui avrà fatto (studia per diventare ingegnere, dice) glieli usano ma non glieli pagano, sarà felicissimo di questo. QUando un giorno per caso inventerà col suo gruppo la canzone che diventerà il tormentone d'estate, sarà felice di non prendere una lira. Tanto, ci saranno sempre mamma e papà che lo manterranno.
Pape
è inutile, non ci arriva. Secondo lui, chi lavora col cervello e non con le mani non merita nulla. è esattamente quella visione che avevano gli operai dei colletti bianchi ai tempi del comunismo. E razzituoi è innamorato di questa idea, perché per lui il mondo gira così: il governo (mami e papi) gli cacciano tutti i soldi che gli servono, e lui non fa un cazzo dalla mattina alla sera, e pretende di avere anche quello che non si può permettere. E probabilmente, è convinto che il mondo sia così. Quando un giorno gli diranno che i programmi che lui avrà fatto (studia per diventare ingegnere, dice) glieli usano ma non glieli pagano, sarà felicissimo di questo. QUando un giorno per caso inventerà col suo gruppo la canzone che diventerà il tormentone d'estate, sarà felice di non prendere una lira. Tanto, ci saranno sempre mamma e papà che lo manterranno.
Pape
Il bello è che da "comunisti" a chi non la pensa come lui :asd:
giacomo_uncino
04-03-2008, 15:03
[Disclaimer paracul.] Benchè questo mio post possa apparire dalla parte di riazzi, io votai la posiz. di Pape[Disclaimer paracul.]
Sembrerà strano ma c'è anche chi ritiene (oltre a riazzi), tra gli autori, che la condivisione piratesca sia un sistema per vendere di più, comprovata dalla sua esperienza:
" Lo scrittore rivela sul blog gli indirizzi dei siti dove scaricare gratis i suoi libri
Coelho e la pirateria che aiuta le vendite
«In Russia vendevo un migliaio di copie, dopo la diffusione online sono arrivato a 10 milioni»"
http://www.corriere.it/spettacoli/08_marzo_04/coelho_la_pirateria_che_aiuta_b15d8b2c-e9bc-11dc-b9a0-0003ba99c667.shtml
Però si tratta pur sempre di libri, dove l'oggetto fisico non può competere con la copia digitale (Imho ma neanche tanto)
anche qui dico stop, 50 e passa pagine di flames sono sufficienti.
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