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View Full Version : Il pensiero di Ratzinger


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SweetHawk
19-04-2005, 19:17
questo si che è un degno sucessore del papa, ma come si sa quelli bravi non vengono mai messi nei posti che contano, si cerca sempre di mettere i moderati e cosi il cristianesimo crolla:rolleyes:


E invece... :D

lowenz
19-04-2005, 19:20
Mi spiace Lowenz ma cerco di tornare in topic :D
Vediamo un po' COSA dice Ratzinger, così magari potremo discutere con gli altri del suo pensiero.
PS: Prendetevi una vacanza... :stordita:


gpc, 'sta attento a non toccare il fondo dall'alto della tua signature. Hai già dimostrato di non ricordarti il Vangelo.

lowenz
19-04-2005, 19:26
Vorrei far notare che quelle di sopra sono parole rivolte ai fedeli e francamente non mi metto a giudicare cose su cui per OGNI RIGA avrei 1000 cose da dire. Io posso solo dire che è ovviamente un dogmatico fatto e finito. Tutto quello che dirà sarà praticamente OVVIO, nel senso che verrà dedotto dalla Dottrina che lui tanto ha cullato in questi anni. Leggetevi il Catechismo, l'ha controllato di persona, quindi non ci saranno sorprese. Tutto quello che potete pensare di lui, del suo pensiero, della sua fede è GIA' lì dentro.

Sì se Sì, No se No. Questo è Joseph Ratzinger e questa è tutta la sua forza.

end.is.forever
19-04-2005, 19:30
Probabilmente riporterà la chiesa in condizioni medievali.
Pazienza, non tutti i papi possono essere buoni, ogni tanto salta fuori il visionario che si permette di giudicare gli altri in base al proprio orientamento sessuale e parlare di politica senza avere ne le competenze ne la posizione giusta per farlo.

gpc
19-04-2005, 19:33
gpc, 'sta attento a non toccare il fondo dall'alto della tua signature. Hai già dimostrato di non ricordarti il Vangelo.

Sì sì, certo :D
Fatto sta che non mi hai ancora detto in che passo del Vangelo secondo Lowenz si trova la tua invenz...ehm, citazione :D

lowenz
19-04-2005, 19:34
Probabilmente riporterà la chiesa in condizioni medievali.
Pazienza, non tutti i papi possono essere buoni, ogni tanto salta fuori il visionario che si permette di giudicare gli altri in base al proprio orientamento sessuale e parlare di politica senza avere ne le competenze ne la posizione giusta per farlo.

Non è un visionario. E' semplicemente l'ex prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede e come tale si comporterà.
Per la bontà.....beh lui stesso si è detto più teologo che prete (guardate il link che ho postato sulla sua biografia pagine fa).

gpc
19-04-2005, 19:34
Vorrei far notare che quelle di sopra sono parole rivolte ai fedeli e francamente non mi metto a giudicare cose su cui per OGNI RIGA avrei 1000 cose da dire. Io posso solo dire che è ovviamente un dogmatico fatto e finito. Tutto quello che dirà sarà praticamente OVVIO, nel senso che verrà dedotto dalla Dottrina che lui tanto ha cullato in questi anni. Leggetevi il Catechismo, l'ha controllato di persona, quindi non ci saranno sorprese. Tutto quello che potete pensare di lui, del suo pensiero, della sua fede è GIA' lì dentro.

Sì se Sì, No se No. Questo è Joseph Ratzinger e questa è tutta la sua forza.

Perchè Lowenz quando si va al nocciolo della questione ti tiri indietro?
Finchè c'era da restare astratti e criticare ciò che non si conosceva, allora avevi valangate di post da scrivere, ora che ci sono due suoi documenti da discutere diventa tutto ovvio e scontato?

lowenz
19-04-2005, 19:34
Sì sì, certo :D
Fatto sta che non mi hai ancora detto in che passo del Vangelo secondo Lowenz si trova la tua invenz...ehm, citazione :D

SEI PURE ORBO :D Guarda che l'ho scritto in chiaro e tondo prima. Matteo 5:37

lowenz
19-04-2005, 19:39
Perchè Lowenz quando si va al nocciolo della questione ti tiri indietro?
Finchè c'era da restare astratti e criticare ciò che non si conosceva, allora avevi valangate di post da scrivere, ora che ci sono due suoi documenti da discutere diventa tutto ovvio e scontato?

Io non lo conoscevo? Io ho portato il link alla sua biografia e al SUO libro Milestones! E' incredibile! :nono:
E poi sempre sostenuto che fosse un dogmatico e che avesse una concezione ULTRA-SEMPLICE di Verità. Lo ho fatto capire quando ho citato la sua INFELICE frase sul linguaggio come maschera della verità quando invece Gadamer ha insegnato a tutti IL CONTRARIO, in quanto il linguaggio è il luogo per eccellenza dove si manifesta l'Essere! Il problema è che tu non sai chi è Gadamer probabilmente.....come non sapevi chi era Ratzinger prima di qualche tempo fa.

majin mixxi
19-04-2005, 19:41
Da “Il Foglio”

Pubblichiamo il testo dell’omelia del cardinale Joseph Ratzinger alla messa “Pro eligendo romano pontifice” celebrata ieri nella Basilica di San Pietro prima della chiusura del Conclave.

In quest’ora di grande responsabilità, ascoltiamo con particolare attenzione quanto il Signore ci dice con le sue stesse parole. Dalle tre letture vorrei scegliere solo qualche passo, che ci riguarda direttamente in un momento come questo.


La prima lettura offre un ritratto profetico della figura del Messia – un ritratto che riceve tutto il suo significato dal momento in cui Gesù legge questo testo nella sinagoga di Nazareth, quando dice: “Oggi si è adempiuta questa scrittura” (Lc 4, 21). Al centro del testo profetico troviamo una parola che – almeno a prima vista – appare contraddittoria. Il Messia, parlando di sé, dice di essere mandato “a promulgare l’anno di misericordia del Signore, un giorno di vendetta per il nostro Dio” (Is 61, 2).

Ascoltiamo, con gioia, l’annuncio dell’anno di misericordia: la misericordia divina pone un limite al male – ci ha detto il Santo Padre. Gesù Cristo è la misericordia divina in persona: incontrare Cristo significa incontrare la misericordia di Dio. Il mandato di Cristo è divenuto mandato nostro attraverso l’unzione sacerdotale; siamo chiamati a promulgare – non solo a parole ma con la vita, e con i segni efficaci dei sacramenti, “l’anno di misericordia del Signore”.

Ma cosa vuol dire Isaia quando annuncia il “giorno della vendetta per il nostro Dio”? Gesù, a Nazareth, nella sua lettura del testo profetico, non ha pronunciato queste parole – ha concluso annunciando l’anno della misericordia. E’ stato forse questo il motivo dello scandalo realizzatosi dopo la sua predica? Non lo sappiamo. In ogni caso il Signore ha offerto il suo commento autentico a queste parole con la morte di croce. “Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce…”, dice San Pietro (1 Pt 2, 24). E San Paolo scrive ai Galati: “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, diventando lui stesso maledizione per noi, come sta scritto: Maledetto chi pende dal legno, perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passasse alle genti e noi ricevessimo la promessa dello Spirito mediante la fede” (Gal 3, 13s).


La misericordia di Cristo non è una grazia a buon mercato, non suppone la banalizzazione del male. Cristo porta nel suo corpo e sulla sua anima tutto il peso del male, tutta la sua forza distruttiva. Egli brucia e trasforma il male nella sofferenza, nel fuoco del suo amore sofferente. Il giorno della vendetta e l’anno della misericordia coincidono nel mistero pasquale, nel Cristo morto e risorto. Questa è la vendetta di Dio: egli stesso, nella persona del Figlio, soffre per noi. Quanto più siamo toccati dalla misericordia del Signore, tanto più entriamo in solidarietà con la sua sofferenza – diveniamo disponibili a completare nella nostra carne “quello che manca ai patimenti di Cristo” (Col 1, 24).

Passiamo alla seconda lettura, alla lettera agli Efesini. Qui si tratta in sostanza di tre cose: in primo luogo, dei ministeri e dei carismi nella Chiesa, come doni del Signore risorto ed asceso al cielo; quindi, della maturazione della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, come condizione e contenuto dell’unità nel corpo di Cristo; e, infine, della comune partecipazione alla crescita del corpo di Cristo, cioè della trasformazione del mondo nella comunione col Signore.

Soffermiamoci solo su due punti. Il primo è il cammino verso “la maturità di Cristo”; così dice, un po’ semplificando, il testo italiano. Più precisamente dovremmo, secondo il testo greco, parlare della “misura della pienezza di Cristo”, cui siamo chiamati ad arrivare per essere realmente adulti nella fede. Non dovremmo rimanere fanciulli nella fede, in stato di minorità. E in che cosa consiste l’essere fanciulli nella fede? Risponde San Paolo: significa essere “sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina…” (Ef 4, 14). Una descrizione molto attuale!


Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero… La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde – gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull’inganno degli uomini, sull’astuzia che tende a trarre nell’errore (cf Ef 4, 14).

Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.

Noi, invece, abbiamo un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. E’ lui la misura del vero umanesimo. “Adulta” non è una fede che segue le onde della moda e l’ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo. E’ quest’amicizia che ci apre a tutto ciò che è buono e ci dona il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità. Questa fede adulta dobbiamo maturare, a questa fede dobbiamo guidare il gregge di Cristo.

Ed è questa fede – solo la fede – che crea unità e si realizza nella carità. San Paolo ci offre a questo proposito – in contrasto con le continue peripezie di coloro che sono come fanciulli sballottati dalle onde – una bella parola: fare la verità nella carità, come formula fondamentale dell’esistenza cristiana. In Cristo, coincidono verità e carità.


Nella misura in cui ci avviciniamo a Cristo, anche nella nostra vita, verità e carità si fondono. La carità senza verità sarebbe cieca; la verità senza carità sarebbe come “un cembalo che tintinna” (1 Cor 13, 1).

Veniamo ora al Vangelo, dalla cui ricchezza vorrei estrarre solo due piccole osservazioni. Il Signore ci rivolge queste meravigliose parole: “Non vi chiamo più servi… ma vi ho chiamato amici” (Gv 15, 15). Tante volte sentiamo di essere – come è vero – soltanto servi inutili (cf Lc 17, 10). E, ciò nonostante, il Signore ci chiama amici, ci fa suoi amici, ci dona la sua amicizia. Il Signore definisce l’amicizia in un duplice modo. Non ci sono segreti tra amici: Cristo ci dice tutto quanto ascolta dal Padre; ci dona la sua piena fiducia e, con la fiducia, anche la conoscenza. Ci rivela il suo volto, il suo cuore. Ci mostra la sua tenerezza per noi, il suo amore appassionato che va fino alla follia della croce. Si affida a noi, ci dà il potere di parlare con il suo io: “questo è il mio corpo...”, “io ti assolvo...”. Affida il suo corpo, la Chiesa, a noi. Affida alle nostre deboli menti, alle nostre deboli mani la sua verità – il mistero del Dio Padre, Figlio e Spirito Santo; il mistero del Dio che “ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito” (Gv 3, 16). Ci ha reso suoi amici – e noi come rispondiamo?

Il secondo elemento, con cui Gesù definisce l’amicizia, è la comunione delle volontà. “Idem velle – idem nolle”, era anche per i Romani la definizione di amicizia. “Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando” (Gv 15, 14). L’amicizia con Cristo coincide con quanto esprime la terza domanda del Padre nostro: “Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”. Nell’ora del Getsemani Gesù ha trasformato la nostra volontà umana ribelle in volontà conforme ed unita alla volontà divina. Ha sofferto tutto il dramma della nostra autonomia – e proprio portando la nostra volontà nelle mani di Dio, ci dona la vera libertà: “Non come voglio io, ma come vuoi tu” (Mt 21, 39).

In questa comunione delle volontà si realizza la nostra redenzione: essere amici di Gesù, diventare amici di Dio. Quanto più amiamo Gesù, quanto più lo conosciamo, tanto più cresce la nostra vera libertà, cresce la gioia di essere redenti. Grazie Gesù, per la tua amicizia!


L’altro elemento del Vangelo – cui volevo accennare – è il discorso di Gesù sul portare frutto: “Vi ho costituito perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15, 16). Appare qui il dinamismo dell’esistenza del cristiano, dell’apostolo: vi ho costituito perché andiate… Dobbiamo essere animati da una santa inquietudine: l’inquietudine di portare a tutti il dono della fede, dell’amicizia con Cristo.

In verità, l’amore, l’amicizia di Dio ci è stata data perché arrivi anche agli altri. Abbiamo ricevuto la fede per donarla ad altri – siamo sacerdoti per servire altri. E dobbiamo portare un frutto che rimanga. Tutti gli uomini vogliono lasciare una traccia che rimanga. Ma che cosa rimane? Il denaro no. Anche gli edifici non rimangono; i libri nemmeno. Dopo un certo tempo, più o meno lungo, tutte queste cose scompaiono.

L’unica cosa, che rimane in eterno, è l’anima umana, l’uomo creato da Dio per l’eternità. Il frutto che rimane è perciò quanto abbiamo seminato nelle anime umane – l’amore, la conoscenza; il gesto capace di toccare il cuore; la parola che apre l’anima alla gioia del Signore. Allora andiamo e preghiamo il Signore, perché ci aiuti a portare frutto, un frutto che rimane. Solo così la terra viene cambiata da valle di lacrime in giardino di Dio.

Ritorniamo infine, ancora una volta, alla lettera agli Efesini. La lettera dice – con le parole del Salmo 68 – che Cristo, ascendendo in cielo, “ha distribuito doni agli uomini” (Ef 4, 8). Il vincitore distribuisce doni. E questi doni sono apostoli, profeti, evangelisti, pastori e maestri. Il nostro ministero è un dono di Cristo agli uomini, per costruire il suo corpo – il mondo nuovo. Viviamo il nostro ministero così, come dono di Cristo agli uomini! Ma in questa ora, soprattutto, preghiamo con insistenza il Signore, perché dopo il grande dono di Papa Giovanni Paolo II, ci doni di nuovo un pastore secondo il suo cuore, un pastore che ci guidi alla conoscenza di Cristo, al suo amore, alla vera gioia. Amen.

lowenz
19-04-2005, 19:45
Ma sai fare qualcosa oltre copiare&incollare? Già Bet aveva messo il link al corriere prima!
Dai, dite la verità, volete fare una bella cortina fumogena sui problemoni che ci sono sotto quest'uomo. Sto ancora aspettando una risposta a sopra:

"Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie."

DOVE E' QUESTA DITTATURA? DOVE E'? IL RELATIVISMO OBBLIGA QUALCUNO HA SEGUIRLO?

majin mixxi
19-04-2005, 19:49
Ma sai fare qualcosa oltre copiare&incollare? Già Bet aveva messo il link al corriere prima!
Dai, dite la verità, volete fare una bella cortina fumogena sui problemoni che ci sono sotto quest'uomo. Sto ancora aspettando una risposta a sopra:

"Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie."

DOVE E' QUESTA DITTATURA? DOVE E'? IL RELATIVISMO OBBLIGA QUALCUNO HA SEGUIRLO?

no non obbliga nessuno HA seguirlo,ma se tu seguissi qualche lezione di itagliano male non ti facesse :D

lowenz
19-04-2005, 19:51
no non obbliga nessuno HA seguirlo,ma se tu seguissi qualche lezione di itagliano male non ti facesse :D

:D

Adesso rispondi delle parole del TUO papa invece che degli errori dettati da questa situazione assurda in cui tutti accorrete in difesa di un uomo che FINO ALL'ALTRO IERI non sapevate manco chi era.

gpc
19-04-2005, 20:01
SEI PURE ORBO :D Guarda che l'ho scritto in chiaro e tondo prima. Matteo 5:37

'scolta, ho 108 notifiche, è umano che abbia perso qualcosa :D
Adesso vediamo...

LOL Lowenz, non ti facevo così sfacciato però :D
Hai preso due parole da un discorso completamente diverso e le hai buttate lì accostandole alla tua tesi... ma questo è da pivelli :D :D
Riporto il passo INTERO:

Matteo 5,33-37
"Avete ancora inteso che fu detto agli antichi: non spergiurerai, ma manterrai al Signore i tuoi giuramenti; Io invece vi dico di non giurare affatto: nè per il cielo, che è il trono di Dio; nè per la terra, che è lo sgabello dei suoi piedi; nè per Gerusalemme che è la città del gran Re. Neppur eper la tua testa giurerai, poichè non hai potere di far bianco o nero un solo capello. Sia il vostro linguaggio: sì, sì; no, no; il superfluo procede dal maligno".

C'è anche da commentare, Lowenz? :D

majin mixxi
19-04-2005, 20:02
:D

Adesso rispondi delle parole del TUO papa invece che degli errori dettati da questa situazione assurda in cui tutti accorrete in difesa di un uomo che FINO ALL'ALTRO ieri non sapevate manco chi era.

mio Papa,non vorrei passare per un ratzinger boy perchè non lo sono,a livello di pelle non mi dispiace,ovvio che c'è la paura di un ritorno al passato,di un passo indietro della chiesa anche nel rapporto con la gente comune ma confido nelle capacità di Benedetto XVI,spero solo sia un illuminato

gpc
19-04-2005, 20:02
Io non lo conoscevo? Io ho portato il link alla sua biografia e al SUO libro Milestones! E' incredibile! :nono:


No, io ho detto che non c'era nulla di concreto su cui parlare.
Non c'erano suoi scritti, non c'era il suo pensiero, non c'era nulla: c'erano solo le idee preconfezionate senza niente su cui confrontarle.


E poi sempre sostenuto che fosse un dogmatico e che avesse una concezione ULTRA-SEMPLICE di Verità. Lo ho fatto capire quando ho citato la sua INFELICE frase sul linguaggio come maschera della verità quando invece Gadamer ha insegnato a tutti IL CONTRARIO, in quanto il linguaggio è il luogo per eccellenza dove si manifesta l'Essere! Il problema è che tu non sai chi è Gadamer probabilmente.....come non sapevi chi era Ratzinger prima di qualche tempo fa.

Vedi, Gadamer non ho problemi a dire che non lo conosco nè la cosa mi turba più di tanto, mentre Ratzinger è qualche annetto che so chi è, pensa un po'... :D

Bet
19-04-2005, 20:06
cmq uno come Ratzinger che si è laureato con una tesi su S.Agostino non puo' essere che eletto papa

loweeenz :Prrr: :ciapet:
:D

lowenz
19-04-2005, 20:08
No, io ho detto che non c'era nulla di concreto su cui parlare.
Non c'erano suoi scritti, non c'era il suo pensiero, non c'era nulla

Preconfezionate? Guarda che il CATECHISMO è alla portata di tutti: se conoscevi Ratzinger avresti dovuto sapere che è stato supervisore della sua stesura. Ti pare poco?

lowenz
19-04-2005, 20:09
cmq uno come Ratzinger che si è laureato con una tesi su S.Agostino non puo' essere che eletto papa

loweeenz :Prrr: :ciapet:
:D

C'è sempre Anselmo d'Aosta, molto meglio IHMO.

Bet
19-04-2005, 20:15
C'è sempre Anselmo d'Aosta, molto meglio IHMO.

a parte che Anselmo è debitore al 99% ad Agostino... ma ora ho avuto la conferma ufficiale che è meglio che ti dedichi ad ingegneria ferroviaria :D

gpc
19-04-2005, 20:21
a parte che Anselmo è debitore al 99% ad Agostino... ma ora ho avuto la conferma ufficiale che è meglio che ti dedichi ad ingegneria ferroviaria :D

Ingegnere? Tiè tiè, via via, mi inquina la categoria :O :D

lowenz
19-04-2005, 20:22
'scolta, ho 108 notifiche, è umano che abbia perso qualcosa :D
Adesso vediamo...

LOL Lowenz, non ti facevo così sfacciato però :D
Hai preso due parole da un discorso completamente diverso e le hai buttate lì accostandole alla tua tesi... ma questo è da pivelli :D :D
Riporto il passo INTERO:

Matteo 5,33-37
"Avete ancora inteso che fu detto agli antichi: non spergiurerai, ma manterrai al Signore i tuoi giuramenti; Io invece vi dico di non giurare affatto: nè per il cielo, che è il trono di Dio; nè per la terra, che è lo sgabello dei suoi piedi; nè per Gerusalemme che è la città del gran Re. Neppur eper la tua testa giurerai, poichè non hai potere di far bianco o nero un solo capello. Sia il vostro linguaggio: sì, sì; no, no; il superfluo procede dal maligno".

C'è anche da commentare, Lowenz? :D

Certo che c'è da commentare. "Sì, sì; no no" vuol dire ridurre ai minimi termini il ruolo del linguaggio che, guarda caso, è proprio il supporto (nonchè a volte padre) del dialogo fra esperienze diverse. "Sì, sì; no no" vuol dire niente "Ni", niente giri di parole volti a giustificare/ammettere qualcosa che non rientra nei canoni della dottrina.

gpc
19-04-2005, 20:22
Preconfezionate? Guarda che il CATECHISMO è alla portata di tutti: se conoscevi Ratzinger avresti dovuto sapere che è stato supervisore della sua stesura. Ti pare poco?

No, e allora? :D
Non mi par poco nemmeno la furbata che hai fatto con la citazione, che dici a tua discolpa? :sofico:

lowenz
19-04-2005, 20:23
Ingegnere? Tiè tiè, via via, mi inquina la categoria :O :D

Ha parlato quello che sa tutto.....e si è visto altrove quanto ne sai di pensiero UMANO.

gpc
19-04-2005, 20:24
Certo che c'è da commentare. "Sì, sì; no no" vuol dire ridurre ai minimi termini il ruolo del linguaggio che, guarda caso, è proprio il supporto (nonchè a volte padre) del dialogo fra esperienze diverse. "Sì, sì; no no" vuol dire niente "Ni", niente giri di parole volti a giustificare/ammettere qualcosa che non rientra nei canoni della dottrina.

:rotfl:
Sei un fenomeno :D
Il discorso fatto da Gesù era riferito alla legge del vecchio testamento e parlava della sua modifica. Il passo in questione era riferito al giuramento, non puoi estrapolarlo, stirarlo, contorcerlo e modificarlo per fargli dire quello che interessa a te :D
Scendi dal pero, che non vedi più la terra :D
Non c'entra 'na fava quello che tiri fuori tu ;)

lowenz
19-04-2005, 20:24
a parte che Anselmo è debitore al 99% ad Agostino... ma ora ho avuto la conferma ufficiale che è meglio che ti dedichi ad ingegneria ferroviaria :D

Non credo proprio che puoi liquidarmi così facilmente dato che Agostino aveva una fissa per la morale e invece Anselmo per l'ontologia.

Matrixbob
19-04-2005, 20:24
Pare che San Benedetto fosse un "duro" per i momenti "duri".
Suo il moto prega e lavora, speriamo che se quella è la linea guida del nuovo santo Pontefice allora lo faccia almeno con modernità e moderatezza ...

gpc
19-04-2005, 20:25
Ha parlato quello che sa tutto.....e si è visto altrove quanto ne sai di pensiero UMANO.

Uhhh ma come siamo diventati acidini questa sera, come mai? Digerito male? :D
Io non ho mai detto di sapere tutto, veramente sei tu quello che fa il maestrino :D

lowenz
19-04-2005, 20:31
Il passo in questione era riferito al giuramento, non puoi estrapolarlo, stirarlo, contorcerlo e modificarlo per fargli dire quello che interessa a te :D
Non fare l'ermeneuta: anzi, fallo, dai un'occhiata a come è strutturato il catechismo e a quante citazioni fa: poi mi dirai se il contesto è sempre rispettato o meno.

E perchè non c'entra una fava? Mettiti in un contesto di fede, dove il giuramento è quello fatto alla fede e vedrai....."ni" sono tutte quelle interpretazioni non aderenti alla dottrina ufficiale, le distorsioni di cui parla Ratzinger.

gpc
19-04-2005, 20:35
Non fare l'ermeneuta: anzi, fallo, dai un'occhiata a come è strutturato il catechismo e a quante citazioni fa: poi mi dirai se il contesto è sempre rispettato o meno.

E perchè non c'entra una fava? Mettiti in un contesto di fede, dove il giuramento è quello fatto alla fede e vedrai....."ni" sono tutte quelle interpretazioni non aderenti alla dottrina ufficiale, le distorsioni di cui parla Ratzinger.

Senti, se vuoi riscrivere il Vangelo dillo pure così tagliamo qui il discorso e risparmio tempo :D
Ma quella frase che hai estrapolato e rigirato non c'entra 'na sega col discorso che vuoi fare tu. E' un fatto. Accettalo.
Non è questione di mettermi in un contesto di fede, è questione di mettere quello che hai scritto nel suo contesto: seguendo il tuo ragionamento, quelle quattro parole possono essere interpretate anche ad una critica al principio di intederminazione di Heisenberg...

gpc
19-04-2005, 20:36
Non fare l'ermeneuta: anzi, fallo, dai un'occhiata a come è strutturato il catechismo e a quante citazioni fa: poi mi dirai se il contesto è sempre rispettato o meno.


Ah, allora dammi la citazione sul catechismo della Chiesa cattolica così andiamo a prendere anche lì dove è riportata quella frase, vuoi?

lowenz
19-04-2005, 20:41
Senti, se vuoi riscrivere il Vangelo dillo pure così tagliamo qui il discorso e risparmio tempo :D
Ma quella frase che hai estrapolato e rigirato non c'entra 'na sega col discorso che vuoi fare tu. E' un fatto. Accettalo.
Non è questione di mettermi in un contesto di fede, è questione di mettere quello che hai scritto nel suo contesto: seguendo il tuo ragionamento, quelle quattro parole possono essere interpretate anche ad una critica al principio di intederminazione di Heisenberg...

Sbaglio oppure questa parte del thread è nata da una uscita sul Relativismo fatta da neo-papa? Io ho solo detto che a riguardo suonano forti le parole "Sì sì, no no", ovvero quelle che si dicono quando si prende una posizione salda e certa, senza "se" o "ma", ovvero contro ogni tentativo di relativizzarla.
Quel passo del Vangelo richiama alla limpididezza della verità (altrimenti perchè dire "il resto viene dal maligno") a cui tanto il nuovo pontefice tiene e terrà in un contesto dottrinale.

lowenz
19-04-2005, 20:43
Ah, allora dammi la citazione sul catechismo della Chiesa cattolica così andiamo a prendere anche lì dove è riportata quella frase, vuoi?

Non ho mai detto "Quella". Ti ho detto di osservare come è argomentato/strutturato.

gpc
19-04-2005, 20:44
Sbaglio oppure questa parte del thread è nata da una uscita sul Relativismo fatta da neo-papa? Io ho solo detto che a riguardo suonano forti le parole "Sì sì, no no", ovvero quelle che si dicono quando si prende una posizione salda e certa, senza "se" o "ma", ovvero contro ogni tentativo di relativizzarla.
Quel passo del Vangelo richiama alla limpididezza della verità (altrimenti perchè dire "il resto viene dal maligno") a cui tanto il nuovo pontefice tiene e terrà in un contesto dottrinale.


NOOOOOOO!!!
Quelle parole riguardano le norme che venivano stabilite nell'antico testamento sul giuramento, non c'entrano NIENTE con la fede, con le posizioni, con il relativismo o con la dottrina!!
Ma sai che durante le mie passeggiate in montagna ho parlato con pareti granitiche più tenere di te?

gpc
19-04-2005, 20:45
Non ho mai detto "Quella". Ti ho detto di osservare come è argomentato/strutturato.

Ok, perfetto, abbiamo appurato che non hai nemmeno questa scappatoia.
Ora ti resta che accettare il fatto che stai cambiando completamente contesto e significato a quattro singole parole prese a caso...

lowenz
19-04-2005, 20:54
Perchè ho la sensazione che vuoi attaccarti a queste cose per ridicolizzarmi.....annò adesso dirai che mi sto già ridicolizzando da solo.....
:rolleyes:

Guarda qui.....correggili allora: http://www.predicazione.co.uk/riflessioni/Si_si_no_no.html

gpc
19-04-2005, 21:01
Perchè ho la sensazione che vuoi attaccarti a queste cose per ridicolizzarmi.....annò adesso dirai che mi sto già ridicolizzando da solo.....
:rolleyes:

Guarda qui.....correggili allora: http://www.predicazione.co.uk/riflessioni/Si_si_no_no.html

Che vuoi che corregga?
A parte che quel pensiero non è una spiegazione di quel passo ma prende solo spunto da quel passo, ti ribadisco il concetto scritto anche in grasseto sulla Bibbia prima di quei versetti: "giuramento", ovvero l'argomento di quel discorso.
Se poi tu vuoi usare quattro parole per dimostrare altro, fai pure, ma non pretendere di aver anche ragione.

lowenz
19-04-2005, 21:05
Che vuoi che corregga?
A parte che quel pensiero non è una spiegazione di quel passo ma prende solo spunto da quel passo

E cosa ho fatto io? Ho preso spunto da quel passo per dire le stesse cose scritte su quel sito. Mi sono forse messo a fare una dimostrazione formale dal contesto? NO! Ho voluto spiegare il passo? NO!

gpc
19-04-2005, 21:14
E cosa ho fatto io? Ho preso spunto da quel passo per dire le stesse cose scritte su quel sito. Mi sono forse messo a fare una dimostrazione formale dal contesto? NO!

No, calma, lì è preso come spunto, tu hai detto "questo vuol dire che".
Ora, tu puoi metterlo come occasione per parlare di una certa posizione -che non significa che quel passo contenga il significato che tu vuoi darci, e infatti così non è-, ma non dire che la tua posizione è giustificata da quelle parole, perchè il significato e il contesto sono completamente differenti.

Bet
19-04-2005, 21:25
Non credo proprio che puoi liquidarmi così facilmente dato che Agostino aveva una fissa per la morale e invece Anselmo per l'ontologia.

ormai t'ho già liquidato :Prrr:

lowenz
19-04-2005, 21:31
a parte che Anselmo è debitore al 99% ad Agostino... ma ora ho avuto la conferma ufficiale che è meglio che ti dedichi ad ingegneria ferroviaria :D

Mi sembra il caso di spiegarti meglio perchè ho citato Anselmo: innanzitutto non ho mai detto che doveva farlo APPOSTA per non dedicarsi ad Agostino: sta cosa l'hai dedotta tu :)
Ho detto che era meglio (non per lui, per noi :D) che si dedicasse ad Anselmo, a differenza di Agostino, perchè il primo si è occupato soprattutto di "astratte" questioni di ontologia invece di infervorarsi in questioni morali come il secondo. Siccome tutti conosciamo le rigide posizioni morali di Ratzinger di cui lui ha trovato un forte fondamento nella dottrina mi sorge il dubbio che, come il suo Autore, sia maturata in lui una predilezione per ricondurre alla dottrina la morale (anche quella ormai un po' troppo innacquata dal relativismo) dimenticandosi così del soggetto ultimo di essa ovvero l'uomo CONCRETO, che ahimè, non è fatto di proposizioni.

Inoltre lui stesso si direbbe più teologo che prete, e francamente fra Agostino e Anselmo è al secondo che associo il sostantivo di teologo.

"On the one hand, this was the solution I had desired, the one that would enable me to return to my theological work, which I loved so much."
Dal link che ho dato prima sulla sua biografia.

Bet
19-04-2005, 22:04
guarda lowenz :D

se non fossi ingegnere ferroviario :p , sapresti bene che quelle parti di Agostino che trattano di morale, sono in realtà una ontologia...
senza contare che fossilizzarsi sulle questioni morali di Agostino è una ben limitata lettura del personaggio
ma ti prego non addentriamoci in questi argomenti... cerca solo di applicarti meglio di Spencer :doh:
poi, con la passionalità di Agostino che facilmente si rintraccia nei suoi scritti, con la sua possente attività concreta a favore di uomini concreti, non so come si possa giungere alle tue conclusioni...ah già mi dimenticavo che hai chiavi di letture tomiste :D


per il resto, per quanto sia stato un grande anche Anselmo i tuoi paragoni sono veramente stabilianti... non so trovare un altro termine...
non ti preoccupare: cacceremo via fiumi e fiumi di studi su questi due personaggi dopo le tue teorie :D

Bet
19-04-2005, 22:15
lowenz, devo essere sincero... alla luce dell'altro thread sull'elezione papale (ma anche indipendentemente da quel thread) devo ammettere che una delle affermazioni più intelligente fatta da non credenti su questa elezione l'hai fatta tu quando hai detto che il papato farà bene a Ratzinger. Pur se non condivido pienamente alcune presupposti di questa affermazione credo che in quella tua frase ci sia una grossa intuizione.

lowenz
19-04-2005, 22:38
lowenz, devo essere sincero... alla luce dell'altro thread sull'elezione papale (ma anche indipendentemente da quel thread) devo ammettere che una delle affermazioni più intelligente fatta da non credenti su questa elezione l'hai fatta tu quando hai detto che il papato farà bene a Ratzinger. Pur se non condivido pienamente alcune presupposti di questa affermazione credo che in quella tua frase ci sia una grossa intuizione.

:D
Vedi se non ho un gpc da rintuzzare posso anche dire cose corrette :ciapet:

lowenz
19-04-2005, 23:00
guarda lowenz :D
Hai cambiato verbo :asd:


se non fossi ingegnere ferroviario :p , sapresti bene che quelle parti di Agostino che trattano di morale, sono in realtà una ontologia...
Sotto l'occhio di un credente tutto la rivelazione è ontologia, che scoperta.....mi verrebbe da dire ogni sua virgola.....ma è una provocazione :D


senza contare che fossilizzarsi sulle questioni morali di Agostino è una ben limitata lettura del personaggio

limitata sì, ma che non implica a priori scorrettezza :p o che non illumini (e quindi mostri a noi) la sua personalità in modo più netto.


poi, con la passionalità di Agostino che facilmente si rintraccia nei suoi scritti, con la sua possente attività concreta a favore di uomini concreti, non so come si possa giungere alle tue conclusioni...ah già mi dimenticavo che hai chiavi di letture tomiste :D

Come si fa a giungere alle mie conclusioni? Siamo sicuri che quella passionalità non raggiunga - a volte, se permetti - l'esaltazione? La mia conclusione su Agostino è che era mosso da un sacro furor e che era sempre in cerca di ciò che poteva tenere acceso e rinvigorire tale furor: indubbiamente il platonismo - con la sua architettura - è perfetto per questo.....


per il resto, per quanto sia stato un grande anche Anselmo i tuoi paragoni sono veramente stabilianti... non so trovare un altro termine...
non ti preoccupare: cacceremo via fiumi e fiumi di studi su questi due personaggi dopo le tue teorie :D
Chi ha parlato di grandezza? Io ho parlato di un CAMPO del pensiero umano che è quello che indaga su Dio, ovvero la teologia.
Per me teologia=discorso su Dio, ovvero sull'Essere divino IN SE'.

P.S.: guarda qui cosa ho trovato.....poi mi ringrazierai :D http://www.emsf.rai.it/gadamer/interviste/08_agostino/agostino.htm#1

lowenz
19-04-2005, 23:12
Se cmq non si fosse capito il MIO PERSONALE problema con Benedetto XVI (detto così sembra già quasi storia passata :D) è con la sua concezione di verità, che non penso cambierà di una virgola nel pontificato (ho detto che il pontificato gli farà bene, non che lo trasformerà).
Peccato che questa abbia IMMANI implicazioni su tutto il resto.....

majin mixxi
20-04-2005, 08:52
Se cmq non si fosse capito il MIO PERSONALE problema con Benedetto XVI (detto così sembra già quasi storia passata :D) è con la sua concezione di verità, che non penso cambierà di una virgola nel pontificato (ho detto che il pontificato gli farà bene, non che lo trasformerà).
Peccato che questa abbia IMMANI implicazioni su tutto il resto.....

è Papa da 1 giorno e tu sai già come sarà il suo pontificato?
credo che dovresti provare a scindere il cardinale Ratzinger da Papa Benedetto XVI

Bet
20-04-2005, 09:06
x lowenz su Agostino... credo (fermamente) che tu abbia detto una serie di grosse inesattezze... pero' cerca di capire, non possiamo metterci a disquisire sull'intepretazione di Agostino... non è tecnicamente il luogo adatto (servirebbe più spazio) e sarebbe noioso per la discussione (oltre che ot) :)

lowenz
20-04-2005, 09:10
credo che dovresti provare a scindere il cardinale Ratzinger da Papa Benedetto XVI

Sono curioso di vedere di che personaggi si circonderà: chi metterà ad esempio adesso a capo della Congregazione della Dottrina della Fede?

mumme
20-04-2005, 09:17
Gente che si fa prete ce ne è sempre di meno....con questo papa raggiungeranno il minimo storico....

gpc
20-04-2005, 09:20
Gente che si fa prete ce ne è sempre di meno....con questo papa raggiungeranno il minimo storico....

Un altro veggente :D

Bet
20-04-2005, 09:24
Sono curioso di vedere di che personaggi si circonderà: chi metterà ad esempio adesso a capo della Congregazione della Dottrina della Fede?

Sono curioso anch'io. Di sicuro non Bertone che era suo collaboraore ed ora è stato assegnato ad una diocesi.

lowenz
20-04-2005, 09:24
x lowenz su Agostino... credo (fermamente) che tu abbia detto una serie di grosse inesattezze... pero' cerca di capire, non possiamo metterci a disquisire sull'intepretazione di Agostino... non è tecnicamente il luogo adatto (servirebbe più spazio) e sarebbe noioso per la discussione (oltre che ot) :)

Credo (fermamente) di non aver detto nulla di assurdo: che fosse incredibilmente "infervorato" (perchè questo ho detto) ne è prova la sua vita: e io a ciò dò la mia interpretazione: era un "affamato di verità" e quando incontrò il platonismo fu subito amore.
Ora che il relativismo è diventato in un giorno brutto e cattivo si potranno avere ancora opinioni discordanti da quella ufficiale senza essere tacciati di eresia? Ah, per me non è un problema, ci sono abituato :D

Bet
20-04-2005, 09:27
lowenz, limito la risposta perchè me lo ero già imposto :D , ma davvero se vuoi leggere Agostino solo in base al platonismo nè dai un taglio molto parziale e conseguentemente non sufficiente e inadatto... ma, te lo giuro, non me le invento io ste cose ;)
quanto all'infervorato, posso essere d'accordo, se inteso in senso positivo, anzi molto positivo, come del resto era una persona appassionata San Paolo

mumme
20-04-2005, 09:31
Un altro veggente :D

Io non sono veggente leggo solo le statistiche....negli Stati Uniti per fare un esempio le nuove chiamate sono diminuite di ben 2/5 e il 60% dei Cattolici ha dichiarato che non si riconosce in questa Chiesa! Fai un pò i tuoi conti....siete rimasti in pochi... mi spiace
;) ;) ;)

Anakin
20-04-2005, 09:35
Gente che si fa prete ce ne è sempre di meno....con questo papa raggiungeranno il minimo storico....

non è la quantità che conta ma la qualità.
pensa che erano 12.

Nevermind
20-04-2005, 09:38
Un altro veggente :D

C'è poco da essere veggenti GPC la chiesa è in declino,.....di veri fedeli ce ne sono sempre meno sopratutto tra i giovani e la chiesa deve moltissimo al passato papa perchè è riuscito a riavvicinare un po' i giovani alla chiesa...che ci sia sempre meno gente che si fa prete o suora è un dato di fatto..

E quando dico veri fedeli intendo gente veramente credente che segue la chiesa attivamnete non quelli che figurano come Cristiani sulla carta ma poi sono anni che non entrano in una chiesa (tipo io e in linea di massima il 99% dei ragazzi che conosco).

Saluti.

lowenz
20-04-2005, 09:42
lowenz, limito la risposta perchè me lo ero già imposto :D , ma davvero se vuoi leggere Agostino solo in base al platonismo nè dai un taglio molto parziale e conseguentemente non sufficiente e inadatto... ma, te lo giuro, non me le invento io ste cose ;)
quanto all'infervorato, posso essere d'accordo, se inteso in senso positivo, anzi molto positivo, come del resto era una persona appassionata San Paolo
Lo so che non te le sei inventate tu. Semplicemente la mia è una mia scelta, e guarda caso SCELTA, dal greco airesis, suona in italiano come ERESIA. E tu lo sai :D
Sempre per lo stesso motivo tu lo giudichi positivamente il suo fervore, io.....beh, non te lo dico :p

mumme
20-04-2005, 09:47
non è la quantità che conta ma la qualità.
pensa che erano 12.
se sono come quelli che ho conosciuto io allora si sta freschi!
La chiesa ha bisogno di rinnovamento cosa che non penso potrà dare questo papa che continuerà sulla scia di Giovanni Paolo II. Forse potrà accadere fra una generazione quando tutti questi "vecchi" cardinali non ci saranno più sositituiti dai giovani della nostra generazione un pò più aperti al mondo... anche se devo dire che fra questi porporati qualcuno come Lehaman o lo stesso cardinale Mia Martini potevano dare una ventata nuova...io non dico che la Chiesa deve cambiare per forza, ma almeno discutere di quelle che sono le problematiche che tutti ben sappiamo( i gay, le coppie di fatto, il sacerdozio femminile ecc...) ma il bello è che non li vuole nemmeno affrontare questi discorsi...è così e basta!!!

gpc
20-04-2005, 09:53
Io non sono veggente leggo solo le statistiche....negli Stati Uniti per fare un esempio le nuove chiamate sono diminuite di ben 2/5 e il 60% dei Cattolici ha dichiarato che non si riconosce in questa Chiesa! Fai un pò i tuoi conti....siete rimasti in pochi... mi spiace
;) ;) ;)

Da come lo dici dubito che ti dispiaccia.
In ogni caso, come dice giustamente Anakin, siamo partiti in 12 e uno di questi pure era un traditore, non la vedo così male adesso.

gpc
20-04-2005, 09:54
C'è poco da essere veggenti GPC la chiesa è in declino,.....di veri fedeli ce ne sono sempre meno sopratutto tra i giovani e la chiesa deve moltissimo al passato papa perchè è riuscito a riavvicinare un po' i giovani alla chiesa...che ci sia sempre meno gente che si fa prete o suora è un dato di fatto..

E quando dico veri fedeli intendo gente veramente credente che segue la chiesa attivamnete non quelli che figurano come Cristiani sulla carta ma poi sono anni che non entrano in una chiesa (tipo io e in linea di massima il 99% dei ragazzi che conosco).


La Chiesa non è una rete televisiva che basa i suoi successi sull'auditel, la Chiesa ha dei principi da portare avanti e se non lo facesse non sarebbe più tale.
Non mi pare sia un concetto così difficile da accettare...

gpc
20-04-2005, 09:55
se sono come quelli che ho conosciuto io allora si sta freschi!
La chiesa ha bisogno di rinnovamento cosa che non penso potrà dare questo papa che continuerà sulla scia di Giovanni Paolo II. Forse potrà accadere fra una generazione quando tutti questi "vecchi" cardinali non ci saranno più sositituiti dai giovani della nostra generazione un pò più aperti al mondo... anche se devo dire che fra questi porporati qualcuno come Lehaman o lo stesso cardinale Mia Martini potevano dare una ventata nuova...io non dico che la Chiesa deve cambiare per forza, ma almeno discutere di quelle che sono le problematiche che tutti ben sappiamo( i gay, le coppie di fatto, il sacerdozio femminile ecc...) ma il bello è che non li vuole nemmeno affrontare questi discorsi...è così e basta!!!

Sì sì, come al solito, l'unico Papa che vi sarebbe piaciuto sarebbe stato un anticattolico :D

Bet
20-04-2005, 09:57
non è la quantità che conta ma la qualità.
pensa che erano 12.

Agostino :)
quando gli fecero notare quante persone c'erano in chiesa ad ascoltarlo (era strapiena la chiesa), disse: "non contare, pesa!" :)

Nevermind
20-04-2005, 09:57
La Chiesa non è una rete televisiva che basa i suoi successi sull'auditel, la Chiesa ha dei principi da portare avanti e se non lo facesse non sarebbe più tale.
Non mi pare sia un concetto così difficile da accettare...

No certo ma questa cos la porterà innevitabilmente al declino quindi se vogliono sopravvivere IMHO devono rivedere e modificare qualcosa...cosa assai + saggia che lasciarsi scomparire lentamente.

E lo dico io che a vedere la disfatta della chiesa non farei altro che godere.

Saluti.

gpc
20-04-2005, 09:59
No certo ma questa cos la porterà innevitabilmente al declino quindi se vogliono sopravvivere IMHO devono rivedere e modificare qualcosa...cosa assai + saggia che lasciarsi scomparire lentamente.

E lo dico io che a vedere la disfatta della chiesa non farei altro che godere.

Saluti.

Guarda, la Chiesa è sopravvissuta alle persecuzioni e alle stragi quando erano in quattro gatti senza un posto dove andare, non credo che sarà per una scopata tra gay che sparirà...

Nevermind
20-04-2005, 10:01
Guarda, la Chiesa è sopravvissuta alle persecuzioni e alle stragi quando erano in quattro gatti senza un posto dove andare, non credo che sarà per una scopata tra gay che sparirà...

Pure io penso che sopravviverà ma perchè cambierà come è cambiata in passato.

Ma così com'è oggi no...ma sono furbi molto furbi...un sistema lo trovano sempre.

Saluti.

Bet
20-04-2005, 10:25
posto quest'articolo del Corriere, non è male (anzi è fantastico se paragonato alla media dei commenti su questo forum), anche se ovviamente va preso con le pinze...
soprattutto ritengo vera una frase nell'altro articolo di Merloni, che dopo aver tentato qualche previsione dice: "Certo non tutto si riduce a questo, perché il cambio di ruolo non sarà senza conseguenze".

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2005/04_Aprile/20/amidei.shtml


L’intellettuale pastore
Joseph Ratzinger è Benedetto XVI
di
Gaspare Barbiellini Amidei

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Hanno scelto il loro decano. Subito, senza divisioni in destra e sinistra. Hanno deciso di puntare tutta la volontà sulla compattezza e sulla fedeltà al primo carisma, che è quello evangelico, e alla prima missione, che è quella caritativa. È la «santa inquietudine » da trasmettere a tutti, promessa dalle prime parole dopo l’annuncio in piazza San Pietro. «Inquietum est cor nostrum », disse Agostino.

La Chiesa si affida a un uomo di 78 anni dal volto-bambino, un timido di grande energia e di cultura all’altezza di Agostino. Sarà un Papa amato e temuto, un intellettuale con il tratto del pastore.

Non era mai capitato a un Papa di pronunciare il suo discorso al mondo ventiquattr’ore prima dell’elezione, durante la messa di inizio del Conclave. In quelle parole rivolte agli altri porporati da colui che il giorno dopo sarebbe stato Benedetto XVI, c’è un vero programma di pontificato, riassumibile come fosse un motto: «Verità e carità ». Non era neppure mai capitato ai fedeli di restare per così breve tempo, dal 2 al 19 aprile, orfani del Pontefice più grande dell’era moderna.

Pur essendo, fra i 115 elettori, uno dei soli tre che non ricevettero dal Papa polacco la berretta cardinalizia, Joseph Ratzinger, Papa tedesco, è erede sicuro di Karol Wojtyla, di cui ventisette anni fa era stato un elettore. Continuerà, con la dolcezza mite dei gesti e con rigore la linea del suo predecessore. Questo è certo. Ma gestirà l’istituzione con molta determinazione e con non poche sorprese. Ne ha l’autorevolezza. Ha promesso una riforma della Chiesa. Dove c’è da fare pulizia, la farà.

Rileggetevi le parole dure dette durante la Via Crucis dell’ultimo Venerdì Santo al Colosseo. Riprese oggi, sembrano un proposito di severità dentro la Chiesa: «Quanta sporcizia — disse — quanta superbia c’è nella Chiesa, proprio anche fra coloro che nel sacerdozio dovrebbero appartenere completamente a Lui». Di Lui, cioè del Cristo, Ratzinger intenderà essere un vicario senza incertezze. Ancora lunedì sulla soglia del Conclave ha aggredito con determinazione quello che considera il vero nemico, la dittatura del relativismo morale. Stretto fra l’indifferenza, che è muffa delle anime, e il fondamentalismo religioso, che è sonno della ragione, il cattolicesimo del Papa santo per più di vent’anni aveva avuto in Ratzinger il custode ufficiale della dottrina. La «sordità dello spirito» è la malattia globale alla quale con celerità sorprendente la gerarchia ha voluto dare una risposta mentre la scena rimaneva vuota con la morte di Karol Wojtyla. Quel dolore ha compattato la Chiesa. Tutte le previsioni sono state scompaginate. Se in tempo così breve la maggioranza dei due terzi e probabilmente anche di più si è affidata a Ratzinger, vuol dire che i vertici condividono la diagnosi e la speranza di futuro che sono dentro il significato della scelta.

Benedetto XVI si è definito un «semplice, umile lavoratore nella vigna del Signore». Sarà amato, per il suo tratto limpido, per i suoi occhi da cherubino, per la bellezza intellettuale del suo linguaggio. Sa parlare alla gente.
20 aprile 2005

gpc
20-04-2005, 10:31
Già, molti si sono già dimenticati del discorso della Via Crucis...

gpc
20-04-2005, 11:08
ti cito Paolo da Tarso (Lettera a Tito, 1, 10-12):

"Molti sono i ribelli, i ciarloni, i seduttori, specialmente tra i circoncisi, ai quali bisogna tappare la bocca, perchè son tali che rovinano intere famiglie, insegnando ciò che non si deve, a vile scopo di lucro. Uno di essi, loro profeta, ebbe a dire: Cretesi, eterni bugiardi, cattive bestie, ghiottoni infingardi."

Se la prende con Epimenide da Creta e con quelli del suo tempo che studiavano i paradossi...in sostanza con i logici...

e ti cito anche Agostino:

"Il buon cristiano dovrebbe stare attento ai matematici e a tutti i falsi profeti. C'è il pericolo che i matematici abbiano stretto un patto col diavolo per annebbiare lo spirito, e mandare l'uomo all'inferno"

Il germe dell'Inquisizione che condannò Giordano Bruno è stato inserito nella dottrina da personaggi deplorevoli (anche per il loro tempo) come questi. Se è su questa scia l'apertura mentale di tal Ratzinger...


Bello eh prendere i pezzi? :D
Tito: 1,10-16

I falsi dottori. - Vi sono infatti molti insubordinati, parolai ed ingannatori, soprattutto quelli che provengono dalla circoncisione: a costoro bisogna tappare la bocca, perchè mettono in scompiglio intere famiglie, insegnando quanto non si deve, per amore di sordido guadagno. Del resto, uno di loro, proprio un loro profeta, ha detto: "I Cretesi sono sempre bugiardi, male bestie, ventri pigri". E tale testimonianza è verace. Perciò riprendili severamente, perchè siano sani nella fede e non si volgano a favole giudaiche e a precetti di uomini che voltano l espalle alla verità.
Tutto è puro per i puri; per quelli, invece, che sono contaminati e infedeli, niente è puro: chè anzi, la loro stessa mente e la loro coscienza sono contaminate. Essi professano bensì di conoscere Dio, ma con le loro opere lo negano, essendo abominevoli, ribelli e inadatti per ogni opera buona.

Cosa c'è di strano?
Comunque guarda, di personaggi così deplorevoli come San Paolo e Agostino ce ne fossero adesso... :D

Bet
20-04-2005, 11:11
ti cito Paolo da Tarso (Lettera a Tito, 1, 10-12):

"Molti sono i ribelli, i ciarloni, i seduttori, specialmente tra i circoncisi, ai quali bisogna tappare la bocca, perchè son tali che rovinano intere famiglie, insegnando ciò che non si deve, a vile scopo di lucro. Uno di essi, loro profeta, ebbe a dire: Cretesi, eterni bugiardi, cattive bestie, ghiottoni infingardi."

Se la prende con Epimenide da Creta e con quelli del suo tempo che studiavano i paradossi...in sostanza con i logici...

e ti cito anche Agostino:

"Il buon cristiano dovrebbe stare attento ai matematici e a tutti i falsi profeti. C'è il pericolo che i matematici abbiano stretto un patto col diavolo per annebbiare lo spirito, e mandare l'uomo all'inferno"

Il germe dell'Inquisizione che condannò Giordano Bruno è stato inserito nella dottrina da personaggi deplorevoli (anche per il loro tempo) come questi. Se è su questa scia l'apertura mentale di tal Ratzinger...


non capisco che c'entra sta roba e che conclusioni trai :confused:
purtroppo x capire un personaggio non basta postare tre righe: se conoscessi bene Agostino sapresti bene che a suo tempo fu uno che tento' di dialogare in tutti i modi con le correnti scismatiche, e solo in un caso approvo' metodi più rigidi ed in ogni modo dopo aver passato anni e anni di dialogo e senza mai aver adottato metodi violenti...
da qualsiasi spezzone di qualsiasi scritto se decontesutalizzato si puo' far dire quello che si vuole...
quanto a S. Paolo ti basti sapere che il suo esempio fu quello del martirio... il giudizio etico non sta in piedi, il giudizio storico così come l'hai dato tu non lo sostiene nessuno

gpc
20-04-2005, 11:15
non capisco che c'entra sta roba e che conclusioni trai :confused:
purtroppo x capire un personaggio non basta postare tre righe: se conoscessi bene Agostino sapresti bene che a suo tempo fu uno che tento' di dialogare in tutti i modi con le correnti scismatiche, e solo in un caso approvo' metodi più rigidi ed in ogni modo dopo aver passato anni e anni di dialogo e senza mai aver adottato metodi violenti...
da qualsiasi spezzone di qualsiasi scritto se decontesutalizzato si puo' far dire quello che si vuole...
quanto a S. Paolo ti basti sapere che il suo esempio fu quello del martirio... il giudizio etico non sta in piedi, il giudizio storico così come l'hai dato tu non lo sostiene nessuno

Ma che ti lamenti! :D
Qui almeno è stato riportato un periodo intero, io ho dovuto discutere sulle parole "sì sì; no no" da sole... :D

lowenz
20-04-2005, 11:26
Ma che ti lamenti! :D
Qui almeno è stato riportato un periodo intero, io ho dovuto discutere sulle parole "sì sì; no no" da sole... :D

Tu non hai discusso, hai semplicemente portato l'interpretazione che vuole quelle parole lette nel contesto in cui sono dette. Questa è l'interpretazione più semplice e più ovvia, ma nessuno IN ASSOLUTO può dire che è quella corretta, tranne chi le ha dette - se le ha dette.

lowenz
20-04-2005, 11:30
Ho trovato un bell'articolo di Ratzinger piuttosto CONTRO la filologia del calar i testi nel contesto e nel periodo.....conferma del fatto che uno come lui mal sopporta interpretazioni.

http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/000711d.htm

"Ciò da cui Platone mette in guardia è il lasciarsi prendere la mano da un metodo filologico con una conseguente progressiva perdita di realtà". Laddove la scrittura, lo scritto, diviene barriera al contenuto, essa stessa diviene una controarte, che non rende l'uomo più sapiente, ma lo esilia in una illusoria e malata sapienza.

Il nuovo papa ce l'ha proprio a morte con chi ritiene il linguaggio luogo principe di espressione dell'Essere.
Una bella frase MOLTO DOGMATICA e tipico esempio di frase ad EFFETTO (vedi l'espressione "sapienza malata") che non sopporto. Anche perchè NON LEGGO MOTIVAZIONI PLAUSIBILI che supportino la sua tesi, ma solo SENTENZE. Del resto dal prefetto dell'Ex Sant'Uffizio cosa posso aspettarmi?

gpc
20-04-2005, 11:30
Tu non hai discusso, hai semplicemente portato l'interpretazione che vuole quelle parole lette nel contesto in cui sono dette. Questa è l'interpretazione più semplice e più ovvia, ma nessuno IN ASSOLUTO può dire che è quella corretta, tranne chi le ha dette - se le ha dette.

Non ho discusso perchè non c'era niente da discutere, quello che dicevi non c'entrava nulla con le parole che avevi riportato, ed è bastato inserirle nel brano da dove erano state strappate per chiudere la discussione :D
Se questo non è vero, allora ci faccio un corso universitario prendendole come base per una critica al principio di intederminazione di Heisemberg, tanto son quattro parole che possono stare bene in qualcunque cosa... :asd:

lowenz
20-04-2005, 11:33
Non ho discusso perchè non c'era niente da discutere, quello che dicevi non c'entrava nulla con le parole che avevi riportato, ed è bastato inserirle nel brano da dove erano state strappate per chiudere la discussione :D


A te piace banalizzare tutto, proprio tutto. Ci sono mille cose dette nel Vangelo in un contesto che poi portano ad altro.

gpc
20-04-2005, 11:50
A te piace banalizzare tutto, proprio tutto. Ci sono mille cose dette nel Vangelo in un contesto che poi portano ad altro.

Meglio banalizzare nel contesto giusto che estrapolare e stravolgere facendo voli pindarici eliminando il significato originale delle parole prese... ;)

lowenz
20-04-2005, 11:54
Riporto nella sua interezza il testo di Ratzinger, che secondo me è MOLTO OPINABILE: ops, è vero che il Relativismo è tabù, anzi è morto ieri.

Quanto sia oggi antimoderno interrogarsi sulla verità lo ha genialmente esposto lo scrittore e filosofo inglese C.S. Lewis nel bestseller Lettere di Berlicche, apparso per la prima volta negli anni Quaranta. Il libro consta di lettere fittizie di un diavolo di gerarchia superiore che istruisce un principiante sull'opera di tentazione dell'uomo, come lo debba correttamente tentare. Il piccolo demonio aveva espresso al suo superiore la preoccupazione che proprio persone particolarmente intelligenti avessero letto i libri sapienziali degli antichi e potessero così giungere sulle tracce della verità. Berlicche lo tranquillizza facendogli notare che il punto di vista storico, al quale fortunatamente si sarebbero lasciati indurre dagli spiriti infernali gli eruditi del mondo occidentale, significava proprio questo, "che l'unica domanda, che con certezza nessuno avrebbe posto, sarebbe stata quella sulla verità di ciò che veniva letto; al suo posto ci si sarebbe interrogati sulle influenze e sulle dipendenze, sull'evoluzione di un determinato scrittore, sulla storia del suo influsso e così via". Josef Pieper, che nel suo trattato è entrato in merito all'interpretazione di questo passaggio di C. S. Lewis, fa presente a questo proposito che le edizioni per esempio di Platone e di Dante organizzate nei Paesi di regime comunista presentano di volta in volta una introduzione, che comunica al lettore una comprensione "storica" ed escluderà quindi la domanda sulla verità. Una scientificità diretta in tal modo agisce da immunizzazione nei confronti della verità. La domanda, se e in che misura l'esposizione dell'autore sia vera sarebbe una domanda non scientifica; porterebbe fuori dall'ambito del documentabile e del dimostrabile, ricadendo nell'ingenuità del mondo precritico. In tal modo viene anche neutralizzata la lettura della Bibbia: possiamo dimostrare quando e in quali condizioni è sorta una testimonianza e così l'abbiamo classificata nella categoria storica, che in ultima analisi non ci riguarda. Dietro questa modalità di "interpretazione storica" sta una filosofia, un atteggiamento di principio nei confronti della realtà, che ci dice: è insensato chiedersi che cosa sia; possiamo solo chiederci ciò che possiamo fare con le cose. Non è questione di verità, ma di prassi, per dominare le cose a nostro vantaggio. Da una tale apparentemente evidente limitazione nei confronti del pensiero umano sorge ovvia la domanda: che cosa ci serve? Per che cosa ci serve? Per che cosa noi stessi esistiamo? All'osservatore attento, in questa moderna presa di posizione, appaiono evidenti al contempo una falsa umiltà e una falsa superbia: la falsa umiltà, che non riconosce all'uomo la possibilità della verità, e la falsa superbia, con la quale egli si pone sopra le cose, sopra la verità, elevando a finalità di tutto il suo pensiero l'allargamento del suo potere e il dominio sulle cose. Ciò che in Lewis appare in forma ironica, lo possiamo oggi trovare presente scientificamente nella letteratura. In essa la domanda sulla verità viene apertamente emarginata come non scientifica. L'esegeta tedesco Marius Reiser ha recentemente richiamato la parola di Umberto Eco nel suo famoso romanzo Il nome della rosa, dove dice: "L'unica verità si chiama: studiare, per liberarsi dalla passione morbosa per la verità". Il fondamento principale per un tale inequivocabile rifiuto della verità consiste in ciò che oggi si chiama la "svolta linguistica": non si può retrocedere dietro alla lingua e le sue immagini, la ragione è condizionata dalla lingua e legata alla lingua. Chi riflette su queste visioni si riconoscerà quasi immancabilmente in un penetrante passo del Fedro di Platone.
Socrate racconta qui a Fedro una storia, che aveva appreso dagli antichi, che erano a conoscenza della verità. Una volta Theuth, "Padre delle lettere" e "Dio del tempo", si recò dal re egizio Thamus di Tebe. Informò il sovrano sulle diverse arti da lui scoperte e in particolare sull'arte da lui ideata dello scrivere.
Magnificando la sua scoperta avrebbe detto al re: "Questa conoscenza, o re, renderà gli egiziani più sapienti e capaci di memoria; poiché è stata inventata come strumento di aiuto per la memoria e per la saggezza". Ma il re non si lasciò impressionare.
Egli prevedeva che la conseguenza dell'arte della scrittura sarebbe stata il contrario. "Perché essa ingenererà oblio nelle anime di chi la imparerà: essi cesseranno di esercitarsi la memoria perché fidandosi dello scritto richiameranno le cose alla mente non più all'interno di se stessi, ma dal di fuori, attraverso segni estranei: ciò che tu hai trovato non è una ricetta per la memoria ma per richiamare alla mente. Né tu offri vera sapienza ai tuoi scolari, ma ne dai solo l'apparenza perché essi, grazie a te, potendo avere notizie di molte cose senza insegnamento, si crederanno di essere dottissimi, mentre per la maggior parte non sapranno nulla; con loro sarà una sofferenza discorrere, imbottiti di opinioni invece che sapienti". Platone non rifiuta la scrittura in quanto tale, come noi le nuove possibilità dell'informazione, che utilizziamo con gratitudine; egli lancia un allarme, la cui serietà viene quotidianamente dimostrata dalle conseguenze della svolta linguistica e da molte circostanze. H. Schade indica il nocciolo della questione, che cosa Platone abbia da dire oggi con questo testo: "Ciò da cui Platone mette in guardia è il lasciarsi prendere la mano da un metodo filologico con una conseguente progressiva perdita di realtà". Laddove la scrittura, lo scritto, diviene barriera al contenuto, essa stessa diviene una controarte, che non rende l'uomo più sapiente, ma lo esilia in una illusoria e malata sapienza. Qui siamo giunti al nocciolo della disputa tra la fede cristiana e un determinato tipo di cultura moderna, che vorrebbe ben spacciarsi per la cultura moderna in generale, ma - grazie a Dio - ne è solo una modalità. Ciò diventa per esempio molto evidente nella critica che il filosofo italiano Paolo Flores d'Arcais ha espresso nei confronti dell'enciclica Fides et ratio. Proprio perché l'enciclica insiste sulla necessità della domanda della verità, egli dichiara "che la cultura cattolica ufficiale (proprio quella dell'enciclica) non ha più nulla da dire alla "cultura tout court"". Ciò però significa anche che la domanda sulla verità non c'entra con la "cultura tout court". ma questa "cultura tout court" non è piuttosto un'anticultura? E la sua pretesa di essere la cultura in generale, non è forse una pretesa arrogante, sprezzante dell'uomo?
Che si tratti proprio di questo diviene evidente quando Flores d'Arcais attribuisce all'enciclica del Papa "conseguenze letali per la democrazia" e identifica il suo magistero con la tipologia "fondamentalista" dell'islam. Motivo per tale affermazione sarebbe il riferimento al fatto che il Papa ha definito le leggi che permettono l'aborto e l'eutanasia prive di un'autentica validità giuridica. Perciò chi si mette contro un parlamento eletto e cerca di esercitare un potere mondano con pretese ecclesiastiche dimostra che il suo pensiero resta essenzialmente improntato dal sigillo del dogmatismo cattolico. Tali affermazioni presumono che non ci possa essere nessun'altra istanza al di sopra delle decisioni di una maggioranza. La casuale maggioranza diviene l'assoluto. Così l'assoluto, l'infallibile è di nuovo presente. Siamo abbandonati alla signoria del positivismo e all'assolutizzazione del caso, anzi del manipolabile. L'enciclica, proprio per la sua insistenza sulla capacità di verità, è un'apologia davvero necessaria della grandezza dell'uomo contro quella che si spaccia per la "cultura tout court". Naturalmente è difficile reintrodurre nel dibattito pubblico la domanda sulla verità, all'interno del canone metodologico che si è oggi affermato come "sigillo della scientificità". È necessario un radicale dibattito sull'essenza della scienza, sulla verità e sul metodo, sul compito della filosofica e le sue possibili vie. Il Papa non ha identificato come un compito dell'enciclica l'entrare in merito alle questioni pratiche, se e come la verità possa tornare ad essere "scientifica". Egli però indica perché ci dobbiamo assumere questo compito. Non ha voluto assumersi il compito dei filosofi, ma ha evidenziato il compito di lanciare un segnale d'allarme contro una tendenza autodistruttiva della "cultura tout court". Proprio questo segnale d'allarme è un vero atto filosofico, pone nel presente l'origine socratica della filosofia e testimonia così la forza filosofica che è presente nella fede biblica. Compito della filosofia non può essere sottomettersi a un canone metodologico, che ha un suo diritto in singoli settori del pensiero.
Il suo compito deve essere proprio quello di riflettere sulla scientificità nel suo insieme, cogliere criticamente la sua essenza e contemporaneamente operare un passaggio, in modo razionalmente responsabile, verso ciò che propriamente le dà senso. La filosofia deve sempre interrogarsi sull'uomo e da lì andare sempre alla ricerca della vita e della morte, di Dio e dell'eternità.

Non so se cogliete il PESO di queste parole: Il fondamento principale per un tale inequivocabile rifiuto della verità consiste in ciò che oggi si chiama la "svolta linguistica": non si può retrocedere dietro alla lingua e le sue immagini, la ragione è condizionata dalla lingua e legata alla lingua.

:nera:

gpc
20-04-2005, 11:54
A te piace banalizzare tutto, proprio tutto. Ci sono mille cose dette nel Vangelo in un contesto che poi portano ad altro.

Ah, e in ogni caso, io non ho detto che una frase detta da una parte non abbia implicazioni in altri contesti, io ho detto che tu hai eliminato il contesto originario e ti sei militato a prendere quattro parole ("sì sì; no no", ricordiamolo, nemmeno un periodo :D ) e ad applicarle al tuo discorso; comunque noto che il discorso è banale ma non vuoi prendere atto di una banalità, evidentemente :D

Banus
20-04-2005, 11:56
Se questo non è vero, allora ci faccio un corso universitario prendendole come base per una critica al principio di intederminazione di Heisemberg, tanto son quattro parole che possono stare bene in qualcunque cosa... :asd:
Auguri allora :D
Spero che la natura apprezzi la tua dialettica e accetti uno strappo alle sue leggi ineluttabili :D

lowenz
20-04-2005, 11:57
Meglio banalizzare nel contesto giusto che estrapolare e stravolgere facendo voli pindarici eliminando il significato originale delle parole prese... ;)

Ma come cavolo fai a sapere il "significato originale"?
Tu ti rifai all'interpretazione che c'è scritta nel Catechismo e ci CREDI perchè hai scelto di stare con la Chiesa, non certo perchè SAI che è corretto.

gpc
20-04-2005, 12:00
Riporto nella sua interessa il testo, che secondo me è MOLTO OPINABILE: ops, è vero che il Relativismo è tabù, anzi è morto ieri.


dai, adesso che hai dimostrato di non aver letto il post dove ti si spiegava cos'è il relativismo, sei più contento? :D


Non so se cogliete il PESO di queste parole: Il fondamento principale per un tale inequivocabile rifiuto della verità consiste in ciò che oggi si chiama la "svolta linguistica": non si può retrocedere dietro alla lingua e le sue immagini, la ragione è condizionata dalla lingua e legata alla lingua.

:nera:

Oddio non riuscirò più a dormire alla notte ora che ho colto il peso di queste parole :nera:



:sbonk:

lowenz
20-04-2005, 12:01
Banus, vorrei un tuo commento sulle parole di Ratzinger sopra riportate. A me sinceramente sembrano LORO un bel taglio "Tout Court" a tutto il lavoro di ermeneutica fatto nel secolo scorso.

gpc
20-04-2005, 12:02
Ma come cavolo fai a sapere il "significato originale"?
Tu ti rifai all'interpretazione che c'è scritta nel Catechismo e ci CREDI perchè hai scelto di stare con la Chiesa, non certo perchè SAI che è corretto.

No, io prima di tutto mi baso sulla frase INTERA nel suo contesto.
Questo viene ancora prima dell'interpretazione.
E in ogni caso, spero che tu non lo prenda come personale, ma l'interpretazione della Chiesa è qualche ordine di grandezza (molti :D ) più affidabile della tua...

gpc
20-04-2005, 12:02
Auguri allora :D
Spero che la natura apprezzi la tua dialettica e accetti uno strappo alle sue leggi ineluttabili :D

Credo che sia più facile che far capire a Lowenz che ha preso quattro parole a caso e le ha spalmate sul suo discorso... :D

lowenz
20-04-2005, 12:04
Oddio non riuscirò più a dormire alla notte ora che ho colto il peso di queste parole :nera:


Quelle parole sono una scure per tutta l'ermeneutica e per chi crede che nel DIA-LOGOS stia la Verità.
Credo che Ratzinger adori i MONO-LOGOS.....

gpc
20-04-2005, 12:06
Quelle parole sono una scure per tutta l'ermeneutica e per chi crede nel DIA-LOGOS stia la Verità. Credo che Ratzinger adori i MONO-LOGOS.

Sai com'è, è insita proprio nella fede cristiana l'esistenza di una Verità... :D
Comunque l'abbiamo capito che non ti piace e non sei d'accordo. Credo che tu sia stato sufficentemente LOGOS-rroico :D nel dimostrarlo. Ma... detto questo...?

lowenz
20-04-2005, 12:11
Sai com'è, è insita proprio nella fede cristiana l'esistenza di una Verità... :D
Comunque l'abbiamo capito che non ti piace e non sei d'accordo. Credo che tu sia stato sufficentemente LOGOS-rroico :D nel dimostrarlo. Ma... detto questo...?

Tu sfiori il problema ma dici sempre di averlo centrato in pieno e che invece sono gli altri ad aver sbagliato bersaglio. :muro:
Guarda che la mia preoccupazione non sta nel dire che NON C'E' la Verità, ma piuttosto che c'è qualcuno che vuol dire che CE L'HA IN ESCLUSIVA ED IMMODIFICABILE e accusa gli altri di "MALATA SAPIENZA".

gpc
20-04-2005, 12:14
Tu sfiori il problema ma dici sempre di averlo centrato in pieno e che invece sono gli altri ad aver sbagliato bersaglio. :muro:
Guarda che la mia preoccupazione non sta nel dire che NON C'E' la Verità, ma piuttosto che c'è qualcuno che vuol dire che CE L'HA IN ESCLUSIVA ED IMMODIFICABILE e accusa gli altri di "MALATA SAPIENZA".

Scusa eh ma 'sta preoccupazione fa ridere :D
Se io sono convinto che esista una verità e di credere in essa, è ovvio che quelle degli altri siano false verità :D E' tautologico...
Quindi, 'ndo sta tutto 'sto scandalo?

gpc
20-04-2005, 12:15
Cosa c'è di strano?? L'atteggiamento intollerante ed inquisitoriale: termini come ribelli, inadatti, abominevoli etc. rivolti ai matematici diamine, dovrebbero allontanare dalla dottrina cattolica ogni ingegnere, scienziato, matematico, uomo ragionevole

A parte che non c'è scritto questo, ma anche se fosse scritto così e comunque matematici, ingegneri, scienziati e uomini ragionevoli abbracciano continuamente la fede cattolica le possibilità sono due: o ti sbagli tu, o sono tutti idioti :D
Fai tu... :p

lowenz
20-04-2005, 12:17
:muro: :muro: :muro:

DIA-LOGOS=DIA-BOLOS?

gpc, stai davvero banalizzando alla grande problemi di ordine immane.

gpc
20-04-2005, 12:17
:muro: :muro: :muro:

DIA-LOGOS=DIA-BOLOS?

Te l'ha mai detto nessuno che sei buffo? :D

lowenz
20-04-2005, 12:19
Te l'ha mai detto nessuno che sei buffo? :D

Pensa che a te hanno detto: "Sei un mix di mitomania, saccenza, convinzione, eccessiva autostima, maleducazione educata, che cmq non ti rende una persona noiosa"

cfr. tua signature

gpc
20-04-2005, 12:21
Pensa che a te hanno detto: "Sei un mix di mitomania, saccenza, convinzione, eccessiva autostima, maleducazione educata, che cmq non ti rende una persona noiosa"

cfr. tua signature

Sì ma almeno sono noioso, non so quanti dopo una discussione con te possano dire lo stesso :sofico:
Comunque m'è piaciuta talmente tanto che me la sono messa in sign, tu che ne pensi? :D

lowenz
20-04-2005, 12:27
Che ne penso? Che mi ha fatto ridere ancora di più quando ho letto il nick di chi te l'ha detta.

A proposito di circoncisi che facevano i dottori della fede.....ce n'era uno di Tarso che si chiamava Saulo: era uno che teneva i mantelli a chi ha lapidato un povero martire.....poi ha ben pensato che era meglio lanciare non pietre ma invettive contro quelli che gli ricordavano come era in gioventù (bellissimo quando dice "favole giudaiche".....e lui cosa raccontava da giovane?).
Però prima di farlo ha cambiato nome.....sapete chi è no? :D P....

Banus
20-04-2005, 12:36
Lasciate perdere i commenti personali, in una discussione non ne vedo proprio l'utilità.

Banus, vorrei un tuo commento sulle parole di Ratzinger sopra riportate. A me sinceramente sembrano LORO un bel taglio "Tout Court" a tutto il lavoro di ermeneutica fatto nel secolo scorso.
L'ho letto e magari se trovo la voglia provo a quotarlo. Noto comunque ancora la tendenza a passare dalla verità assoluta all'assolutizzazione del relativismo, o all'assolutizzazione dell'empiricismo (con il positivismo).
Mi lascia perplesso anche la proposta di "riformare" la scienza in modo da incorporare valori che provengono dalla religione cristiana (esempio, verità). Anche se altre frasi mi fanno pensare l'opposto, mi viene da chiedermi se R. abbia bene in mente le finalità e soprattutto i limiti della scienza. Inoltre tutti i cambiamenti nel modo di fare scienza si sono basati su risultati empirici. Vedo che poi dice scienza e parla di filosofia, che non sono proprio sovrapposte.

Sull'ermeneutica sai già cosa penso, comunque il passo di Platone è sì corretto, ma mostra solo un lato del problema. Senza la scrittura non conosceremmo Platone, o Agostino, o altri grandi pensatori, se non dalle voci tramandate e distorte da secoli di tradizione orale.

lowenz
20-04-2005, 12:50
Mi lascia perplesso anche la proposta di "riformare" la scienza in modo da incorporare valori che provengono dalla religione cristiana (esempio, verità). Anche se altre frasi mi fanno pensare l'opposto, mi viene da chiedermi se R. abbia bene in mente le finalità e soprattutto i limiti della scienza. Inoltre tutti i cambiamenti nel modo di fare scienza si sono basati su risultati empirici. Vedo che poi dice scienza e parla di filosofia, che non sono proprio sovrapposte.

Stesse perplessità, come quando vuol far capire che ci vorrebbe una "verità più scientifica".....:confused:

"Ciò che in Lewis appare in forma ironica, lo possiamo oggi trovare presente scientificamente nella letteratura. In essa la domanda sulla verità viene apertamente emarginata come non scientifica."

Infatti qui FAREBBE intendere che vorrebbe maggiore scientificità della Verità .....e poi condanna il Positivismo.....mah.


Sull'ermeneutica sai già cosa penso, comunque il passo di Platone è sì corretto, ma mostra solo un lato del problema. Senza la scrittura non conosceremmo Platone, o Agostino, o altri grandi pensatori, se non dalle voci tramandate e distorte da secoli di tradizione orale.
:mano:

Ma non sai che da ieri i problemi hanno solo un lato? :D
Quello che ci mostra Ratzinger nel modo in cui vuole mostrarcelo lui.
Perchè l'altro lato è MALATA SAPIENZA. E sì sa, i malati muoiono, magari bruciati.....se vuoi ti faccio un po' di spazio sulla pira.....:D

lowenz
20-04-2005, 13:00
Inoltre sarei lieto di vedere cosa dice il filologo Bet a proposito.....so che ci sei :D

Poi ci starebbe ancora il problema di questa fantomatica DITTATURA del relativismo.....a parte che è un po' un'antinomia.....se c'è un DICTAT, non c'è OPINIO possibile.....

Bet
20-04-2005, 13:30
Inoltre sarei lieto di vedere cosa dice il filologo Bet a proposito.....so che ci sei :D

non ho seguito la vostra quaestio... a proposito de che?

lowenz
20-04-2005, 13:40
non ho seguito la vostra quaestio... a proposito de che?
http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/000711d.htm

E prendi in esame quello che ha detto Banus.....

Bet
20-04-2005, 14:02
http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/000711d.htm

E prendi in esame quello che ha detto Banus.....

letto... ora non ho tempo...

solo una sensazione a pelle che ho avuto al di là di ogni considerazione analitica o critica: sembra più un Dottor sottile, un Duns Scoto che un Tommaso... sotto questo punto di vista ha un lato indubbiamente affascinante :)

Bet
21-04-2005, 09:52
Beh, anzitutto mi sembra che dia tanti spunti da meritare un'attenzione maggiore di quella che gli ho dedicato... e con questo mi sono cautelato da ogni possibile cazzata che diro' qui sotto :D

Per il resto ho un'opinione divergente dalla tua (ma va? :D )
E' scontato il fatto che Ratzinger si rifaccia ad una tradizione teologica tomista (anche se non calcherei troppo la mano su questo aspetto giacchè ho trovato su quello stesso sito sue aperture a Pascal ed a Kierkegaard e critiche ad un eccessivo razionalismo tomista), ma a me sembra che faccia sorprendenti aperture all'ermeneutica.
Leggi qua: "È necessario un radicale dibattito sull'essenza della scienza, sulla verità e sul metodo, sul compito della filosofica e le sue possibili vie." Beh, non credo farai fatica a leggere il riferimento a Gadamer, neppure tanto velato ;) E significativamente questa frase viene dopo: "Naturalmente è difficile reintrodurre nel dibattito pubblico la domanda sulla verità, all'interno del canone metodologico che si è oggi affermato come "sigillo della scientificità", che, insomma, è proprio la critica di Gadamer sul discorso dei diversi tipi di verità. Peraltro il discorso dei diversi tipi di verità non è né di Gadamer né di Ratzinger ma ha una lunga tradizione dietro.
Personalmente non ho nulla da eccepire a questo discorso visto il grande errore positivista (ereditato da successive correnti) dello stretto e soffocante legame tra verità e metodo scientifico... quantomeno l'errore della sua assolutizzazione.

Quanto al riferimento di Platone, mi sembra una opinione condivisibile. Lui interpreta quel passo dicendo "Cio' da cui Platone mette in guardia": è una messa in guardia dal "lasciarsi prendere la mano da un metodo filologico", cioè una obiezione all'assolutizzazione del metodo scientifico nel campo delle scienze umanistiche. Non ti dico che sia lo stesso discorso di Schleiermacher, Dilthey e Weber perchè non è così, ma certamente non è in dissonanza se è vero che questi hanno elaborato un "metodo del comprendere" che va oltre o si affianca alla semplice filologia per le scienze umane.
Certamente Ratzinger avrà pochissimo in comune con Heidegger, ma frasi come "Dietro questa modalità di "interpretazione storica" sta una filosofia, un atteggiamento di principio nei confronti della realtà, che ci dice: è insensato chiedersi che cosa sia" richiamano vagamente la domanda sul senso della verità di Heidegger. E non c'è affinità quando dice "Non è questione di verità, ma di prassi, per dominare le cose a nostro vantaggio"?
Insomma, occhio a catalogare in modo netto le cose.
Piuttosto se è vero che Paolo Flores d'Arcais è espresso quei pensieri mi sembrano molto più assoluti e dogmatici i pensieri di quest'ultimo.

Infine un'ultima considerazione sul problema della verità che rischia di essere occultata dal linguaggio. Prima di tutto vorrei far rilevare che il problema della verità non è nè una fissa di Ratzinger nè della chiesa in genere, giacchè è stato, seppure in diversi modo, la grande fissa della cultura occidentale. L'approccio del cristianesimo alla verità ha in realtà enormi differnze, anche se ha inglobato aspetti greci... ma lasciamo perdere.
Poi mi sembra giusto rilevare che la quasi totale attenenzione che la filosofia del '900 è derivata anche dallo sfinimento dei secoli precedenti per le infinite discussioni sul problema della conoscenza a partire dal pensiero. Le posizioni totalmente discordanti (dopo secoli e secoli di rilfessione) hanno portato (magari implicitamente) alla conclusione che il pensiero sia una "sfera privata" difficilemente analizzabile. Il linguaggio invece è "questo" e possiamo analizzarlo. Di qui il positivismo logico, la filosofia analitica e anche buona parte dell'ermeneutica. Ci sono aspetti anche molto positivi: interessantissimo Cassirer ma anche Dilthey molta eremeneutica ed altri ancora, nel momento in cui in modo diverso fanno notare che è il linguaggio stesso che aiuta a fissare le strutture concettuali, capovolgendo canoni tradizionali. Ma, insomma, lo "sfinimento" di cui ho parlato secondo me ha avuto grande peso... tant'è che il linguaggio è diventato un po' una fissa del '900 e tanti discorsi sono un po' delle pippe mentali... anzi linguistiche :D
Anche nel linguaggio, per molti aspetti, si sta sfociando in aporie ed esiti simili a quelli che si sono avuti nell'analisi del pensiero.
Infatti una conclusione di molti persone che si sono dedicate all'ermeneutica è che la fortuna dell'ermeneutica deriva dall'incapacità ormai manifesta per la riflessione di fornire elementi di novità, e per questo ci si dedica ormai all'interpretazione della tradizione... Rimane cmq la necessità di una interpretazione per un linguaggio oscuro. E la filosofia analitica che fa in fondo? E il positivismo logico che ha fatto se non uno sforzo di chiarificazione di cio' che è equivoco? Il problema del linguaggio che puo' occultare anziche' rivelare esiste.

Ma per non rimanere sulle nuvolette, guarda molti discussioni sul forum? Tante incomprensioni non fanno leva su giochetti linguistici, sulla forma, sul fatto di giocare con termini equivoci? E non è questo un modo di occultare la ricerca di una verità... parziale quanto vuoi, ma di una verità di quello specifico discorso?

Che ci troviamo in una babele che non è certo una invenzione o una considerazione solo di Ratzinger. La risposta che Ratinger ha scelto è una via decisa, un pensiero forte che uno puo' condividere o meno, ma non vedo motivo di rimproveralo per questo. I problemi che pone, per me, non sono senza senso.

Se Maxmel vorrà correggere qualcosa di quanto sopra, ben venta :)

Bet
21-04-2005, 10:59
letto... ora non ho tempo...

solo una sensazione a pelle che ho avuto al di là di ogni considerazione analitica o critica: sembra più un Dottor sottile, un Duns Scoto che un Tommaso...

non avevo proprio torto... ho postato un articolo nel thread "Ti piace il nuovo Papa?" che dice:
Benedetto XVI è un papa intellettuale, un teologo ostile a San Tommaso e cresciuto su Sant'Agostino, San Bonaventura e Origene
quindi più nella linea di Scoto che di Tommaso... in effetti avevo letto un suo libro sul concetto di Chiesa in Sant'Agostino.
L'unica cosa che non mi quadra tanto è che dietro l'enciclipa "Fides et Ratzio" c'è molto Ratzinger e c'è molto Tommaso.

lowenz
21-04-2005, 15:02
L'unica cosa che non mi quadra tanto è che dietro l'enciclipa "Fides et Ratzio" c'è molto Ratzinger e c'è molto Tommaso.

Già è vero ;) ma, aspetta, ora che noto.....hai scritto RATZIO con la TZ! HAI FATTO LA BATTUTA :rotfl: :rotfl: :rotfl: Questa è da podio :D
Ratzio/Ratzi-nger :sbonk:

Ottima l'espressione "sfinimento analitico", mi trovi certamente d'accordo su quello.
Tutto il tuo commento è estremamente (vedi tu in che chiave interpretare questo avverbio :D) ben pesato e impostato. A mio parere però chi parte dal presupposto che il male nasca come frammentazione (Dia-) di una primogenia unità (dell'anima) in Dio e che sia il Logos (la sua Parola) a ricostruisce attivamente questa unità - che il luogo dove l'anima finalmente si autentica - difficilmente riuscirà mai ad accettare il Dia-Logos come luogo privilegiato dell'esprimersi dell'Essere/Verità e che quindi autentica l'anima.
Ed è la cosa che penso sempre quando sento qualcuno dire "Bisogna tendere a qualcosa di più alto", come se non sia possibile cogliere l'autenticità del Sè se non riscalando la vetta che conduce dell'Eden (prima di tutto ci sarebbe da capire bene se conta più la cima o la scalata): io vi vedo una persona che si sforza (e qui c'è poi tutto il problema della volontà-suggestione) di vedere la maestosa cima di una montagna lontana (che magari c'è veramente, chi dice di no) senza accorgersi della bellezza del prato in cui GIA' è. Non tutti gli uomini ambiscono alle altezze, e non è detto che non lo facciano per codardia o per poca voglia: alcuni ambiscono a capire cosa significhi avere la terra sotto i piedi.....anche perchè tanti che ci camminano sopra con gli occhi puntati verso la montagna non immaginano nemmeno che potrebbe mancare da un momento all'altro.....

Ah ops, vi metto in guardia da me stesso, visto che sto parlando come un "dottore", "tappatemi la bocca".....se ci riuscite però :D

P.S.: Se la battuta l'hai veramente voluta.....;)

Lucio Virzì
22-04-2005, 09:13
Leggo oggi.... :D

http://www.repubblica.it/2005/d/sezioni/esteri/nuovopapa2/divorziati/divorziati.html

Favorino a Berlusconi? :asd:

E' pronto un documento che sarà vagliato dal successore
di Ratzinger alla Congregazione della dottrina della fede
Sacramenti per i divorziati
Benedetto XVI prepara la svolta
In agenda anche l'aumento dell'età pensionabile dei vescovi
e due pronunciamenti per rilanciare l'unità dei cristiani
di ORAZIO LA ROCCA


Benedetto XVI

CITTÀ DEL VATICANO - Ammissione ai sacramenti dei cattolici divorziati risposati; elevazione a 80 anni dell'età pensionabile dei vescovi (ora ferma a 75); e due importanti pronunciamenti ecumenici concepiti per rilanciare il tema dell'unità dei cristiani. E' già pronta la tabella di marcia del successore del cardinale Joseph Ratzinger, neo papa Benedetto XVI, alla guida della Congregazione della dottrina della Fede, l'ex Sant'Uffizio.

Sulla scrivania occupata dal nuovo pontefice per 24 anni nella veste di cardinale difensore dell'ortodossia cattolica, sono in attesa di pubblicazione ben quattro documenti dottrinali, potenziali "bombe" teologico-dottrinali destinate a rivoluzionare il quadro socio-ecclesiale dell'universo cattolico.

E' l'"eredità" lasciata dall'ex guardiano e custode della fede cattolica a chi, presumibilmente tra qualche giorno, sarà chiamato al suo posto. Una incombenza per la quale, subito dopo la scomparsa di Giovanni Paolo II, ha preso forma una cordata di possibili candidati capitanata dal cardinale austriaco Christoph Schonborn, tallonato dall'arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte, teologo e biblista di fama, e dal cardinale di Genova Tarcisio Bertone, per anni stretto collaboratore di Ratzinger alla stessa Congregazione per la dottrina della Fede in qualità di segretario.

Il Papa - che ieri ha confermato tutti i capidicastero della Curia, a partire dal Segretario di Stato, Angelo Sodano - sa benissimo che l'unico ministero rimasto, per forza maggiore, senza guida è quello che lui ha retto fino alla morte di Wojtyla. Per questo non dovrebbe passare molto tempo per conoscere il nome di chi andrà ad occupare il sobrio ufficio del prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, al primo piano dell'austero palazzo di piazza del Sant'Uffizio 11, un nome da brividi, da sempre circondato da una pessima fama sia sul piano storico che su quello dottrinale.

Il nome della piazza è, infatti, l'unica traccia rimasta dell'antico complesso giudiziario voluto da papa Paolo III nel 1542 col nome di "Santa Romana e Universale Inquisizione" per difendere la purezza della fede, combattere eresie, ma anche per eliminare - purtroppo - personaggi scomodi come il frate-filosofo Giordano Bruno, arso vivo a Campo dè Fiori, a Roma, a causa delle sue idee.

Una cittadella della giustizia pontificia dai ricordi scomodi, tante volte da incubi, che nel corso dei secoli successivi è andata via via trasformandosi su decisione dei papi. Fu papa San Pio X a ribattezzarla, nel 1908, col nome di Sacra Congregazione del Sant'Uffizio, denominazione successivamente cambiata da Paolo VI nel 1965 in Sacra Congregazione per la dottrina della fede, alla quale Giovanni Paolo II nel 1988 tolse l'impegnativo aggettivo di "sacra", per chiamarla semplicemente Congregazione per la dottrina della fede. E così è rimasta fino ad oggi.

Malgrado il cambiamento del nome, chi arriva a piazza Sant'Uffizio 11 non può non andare con la mente alle tante condanne a morte emesse nei secoli passati dai tribunali insediati proprio lì, dietro le mura di un tozzo palazzo (oggi) di quattro piani, restaurato da poco, ma che nel massiccio portone principale conserva ancora qualche traccia estetica del suo passato storico.

Quel portone il cardinale Ratzinger lo ha attraversato per 24 anni, per recarsi al suo ufficio, al primo piano. Da quando lo ha lasciato tutto è rimasto come prima. La scrivania in noce nero è la stessa. C'è ancora poggiato il Crocifisso portato da lui nel 1981, l'anno della nomina a Prefetto. L'arredo è scarno. Alla parete, dietro la scrivania, campeggia un quadro d'epoca della Maddalena. Sotto il quadro, un mobiletto. In un angolo, un divano con un piccolo tavolino ed un paio di sedie per farvi accomodare gli ospiti. Il pavimento, anch'esso da poco restaurato, è di marmo bianco.

Sorprende la scarsa presenza di libri. Chi, entrandovi, immagina di vedere scaffali con faldoni contenenti sentenze, documenti antichi e moderni, bozze di pronunciamenti, resta un po' deluso. Le carte, le preziose carte storiche dell'ex Sant'Uffizio stanno altrove, negli archivi collocati nei sotterranei. L'ufficio del Prefetto è un ufficio come tutti gli altri.

Il nuovo Papa ci ha lavorato benissimo per tanto tempo. Anche il suo successore farà altrettanto. Sicuramente anche lui - Schonborn? Forte? Bertone? - avrà ben altro da pensare. L'eredità lasciata da Ratzinger non permetterà a nessuno di distrarsi. Il primo dei documenti dottrinali che ha più chance di vedere presto la luce dovrebbe essere quello che eleverà l'età pensionabile dei vescovi da 75 a 80 anni, con la riforma del Canone 401 del Codice di Diritto Canonico.

Di grande impatto ecumenico il Documento sull'esercizio del ministero petrino, pronto dal 2002 e in parte evocato da Benedetto XVI nella prima omelia pronunciata nella Cappella Sistina, nel passaggio dove parla del suo totale impegno al servizio dell'unità dei cristiani. Come pure, il Documento sulla natura divina di Cristo, destinato a tutte le confessioni cristiane.

Ma, forse, il testo su cui si concentreranno maggiormente le attenzioni dell'opinione pubblica sarà il documento sull'ammissione ai sacramenti delle coppie cattoliche risposate civilmente. E' un documento contro il quale hanno remato molti vescovi e cardinali di Roma, ma che - a quanto si apprende - l'allora prefetto Ratzinger sembra abbia caldeggiato non poco, prima di diventare Benedetto XVI.

(22 aprile 2005)

Bet
22-04-2005, 09:40
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CITTÀ DEL VATICANO - Ammissione ai sacramenti dei cattolici divorziati risposati; elevazione a 80 anni dell'età pensionabile dei vescovi (ora ferma a 75); e due importanti pronunciamenti ecumenici concepiti per rilanciare il tema dell'unità dei cristiani. E' già pronta la tabella di marcia del successore del cardinale Joseph Ratzinger, neo papa Benedetto XVI, alla guida della Congregazione della dottrina della Fede, l'ex Sant'Uffizio.

Sulla scrivania occupata dal nuovo pontefice per 24 anni nella veste di cardinale difensore dell'ortodossia cattolica, sono in attesa di pubblicazione ben quattro documenti dottrinali, potenziali "bombe" teologico-dottrinali destinate a rivoluzionare il quadro socio-ecclesiale dell'universo cattolico....

Sono contento che mettano mano a queste cose e sono curioso del documento sul primato petrino citato in fondo all'articolo.
Cmq nessuna bomba teologica, sono argomenti di cui si discute da parecchio tempo.

lowenz
22-04-2005, 09:52
Mmmmm.....cmq non so come sia già adesso ufficiosamente la situazione.....io più che altro sono curioso di vedere come si comporterà con Kung e compagnia bella.