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View Full Version : Rete4 o circuito Europa7 ?


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MrEnrich
17-12-2003, 01:10
preferite che lo spazio (che poi è di Europa7) torni al proprietario o meglio lasciarci rete4?

per favore nn votate in base alle idee politiche su Fede & co

jumpermax
17-12-2003, 03:13
Originariamente inviato da MrEnrich
preferite che lo spazio (che poi è di Europa7) torni al proprietario o meglio lasciarci rete4?

per favore nn votate in base alle idee politiche su Fede & co
la domanda corretta sarebbe: preferite che lo spazio che è di rete4 venga definitivamente tolto cancellando la rete e mandando a casa un migliaio di persone tra natale e capodanno per affidarlo ad una rete che ancora è da fare o lasciare le cose così come sono?
Non mi risulta poi che le frequenze si vendano ma si danno in concessione... attualmente è rete 4 che le ha in concessione e che paga per usarle. La concessione verrebbe revocata per essere affidata a qualcun altro (italia7-europa 7)

MrEnrich
17-12-2003, 03:16
Originariamente inviato da jumpermax
la domanda corretta sarebbe: preferite che lo spazio che è di rete4 venga definitivamente tolto cancellando la rete e mandando a casa un migliaio di persone tra natale e capodanno per affidarlo ad una rete che ancora è da fare o lasciare le cose così come sono?
Non mi risulta poi che le frequenze si vendano ma si danno in concessione... attualmente è rete 4 che le ha in concessione e che paga per usarle. La concessione verrebbe revocata per essere affidata a qualcun altro (italia7-europa 7)

mah..io so che quello spazio è di Europa7...

jumpermax
17-12-2003, 03:19
Originariamente inviato da MrEnrich
mah..io so che quello spazio è di Europa7...
quello spazio dovrebbe essere tolto a rete4 per essere dato ad europa7. Ma NON E' di europa7 come del resto non è nemmeno di rete quattro. La concessione non è un possesso

AnAndA
17-12-2003, 07:16
Originariamente inviato da jumpermax
la domanda corretta sarebbe: preferite che lo spazio che è di rete4 venga definitivamente tolto cancellando la rete e mandando a casa un migliaio di persone tra natale e capodanno per affidarlo ad una rete che ancora è da fare o lasciare le cose così come sono?
Non mi risulta poi che le frequenze si vendano ma si danno in concessione... attualmente è rete 4 che le ha in concessione e che paga per usarle. La concessione verrebbe revocata per essere affidata a qualcun altro (italia7-europa 7)

Stai falsificando la realtà al solo scopo di deviare strumentalmente l'opinione di chi legge il thread, IMHO.
Qui si tratta di rispettare la LEGGE, si tratta di applicare un pronunciamento della Consulta.
Non si tratta di quello di cui parli tu.
E meno male che, ormai, anche i sassi l'hanno capito, e questi tentativi cadono nel vuoto. ;)

flisi71
17-12-2003, 08:13
I mille posti di lavoro!!!!!!!
:eek:

:mc:

Ciao

Federico

Allusivo
17-12-2003, 08:18
Originariamente inviato da jumpermax
quello spazio dovrebbe essere tolto a rete4 per essere dato ad europa7. Ma NON E' di europa7 come del resto non è nemmeno di rete quattro. La concessione non è un possesso

allora perchè si è fatta la gara d'appalto? se era solo una formalità non andava avvertito chi di dovere? :rolleyes:

bluelake
17-12-2003, 08:24
Originariamente inviato da jumpermax
La concessione non è un possesso
ma una concessione costa svariati miliardi, che Europa7 ha pagato e Rete4 no ;)

bluelake
17-12-2003, 08:26
Originariamente inviato da jumpermax
la domanda corretta sarebbe: preferite che lo spazio che è di rete4 venga definitivamente tolto cancellando la rete e mandando a casa un migliaio di persone tra natale e capodanno per affidarlo ad una rete che ancora è da fare o lasciare le cose così come sono?
Nessuno vieta a Rete4 di continuare a trasmettere in digitale terrestre all'interno del pacchetto Mediaset... questa bagarre e tragedia dimostra che in Mediaset per primi non credono ad uno sviluppo in tempi rapidi del digitale terrestre, altrimenti perché far tanto casino?


PS: ho votato Europa7, già adesso la guardo più di Rete4 ;)

flisi71
17-12-2003, 08:41
Non parlare a voce troppo alta, che qualcuno non si svegli dal torpore......

Ciao

Federico

walternet
17-12-2003, 08:58
... adesso non ditemi che si vuole salvare Rete4 per non licenziare 1000 persone...
Babbo Natale non esiste!

Raven
17-12-2003, 09:42
Originariamente inviato da jumpermax
la domanda corretta sarebbe: preferite che lo spazio che è di rete4 venga definitivamente tolto cancellando la rete e mandando a casa un migliaio di persone tra natale e capodanno per affidarlo ad una rete che ancora è da fare o lasciare le cose così come sono?
Non mi risulta poi che le frequenze si vendano ma si danno in concessione... attualmente è rete 4 che le ha in concessione e che paga per usarle. La concessione verrebbe revocata per essere affidata a qualcun altro (italia7-europa 7)

... il fatto è che si sa da ANNI che la concessione attualemente di rete4 doveva passare a qualcun altro... non è storia degli ultimi 2-3 mesi.... bastava svegliarsi prima, prenderne atto ed attuare un piano di ri-assestamento/conversione con le p@alle, invece di star lì, a sperare in decreti, leggine, etc. :rolleyes:

sparagnino
17-12-2003, 09:49
Non voto perchè ho ancora le idee confuse.
Volevo dire la mia (come sempre).
Passare al digitale terrestre è un casino. Molto grande.
Ci sono troppe TV e poche frequenze. Come si fa a passare da un canale analogico ad uno digitale senza occupare altri canali? Al momento servvirebbero forti investimenti per riuscira a coprire entrambi i sistemi. Soldi che non ci sono.

Il fatto che una sola persona abbia ben 3 reti televisive non è recriminabile. Evidentemente gli è stato permesso.
Se io in 10 anni mi comperassi 5 auto tutto sarebbe normale. Ma se nel 2013 mi venissero a dire che non posso averne più di 2?
Perchè? Come mai? Prima mi fai comperare e poi mi vieti ti tenermi le cose? (E su queste cose si pagano le tasse)

Non c'era una legge che mi vietava di avere 3 reti TV. Ed ora si vuole fare una legge che vieti di avere 3 reti TV. E quelli che già hanno 3 reti TV? Devono vendere la terza rete, nessuno la copra e quindi la chiudono e licenziano tutti etc etc.

Seeeee, bel regalo di Natale.

Si è sbagliato clamorosamente. Ed ora bisogna trovare un soluzione adeguata.
Il passaggio di una rete al satellite non è da sottovalutare. Ha i suoi aspetti interessanti. Ovviamente non bisogna avere il tempo di gestire al meglio questo "passaggio". Il tempo ci dovrebbe essere stato, se non si fosse fatto casino intorno a questa faccenda con recriminazioni varie da tutti i lati.

Liberalisticamente parlando: togliere una TV ad un individuo sia qualcosa di più che un esproprio.

Realisticamente parlando: non biasimo l'idea di avere più poli televisivi. Il problema, a questo punto, sarebbe la raccolta pubbblicitaria e la copia dei contenuti fra i diversi poli.

marcolan
17-12-2003, 10:03
Originariamente inviato da bluelake
ma una concessione costa svariati miliardi, che Europa7 ha pagato e Rete4 no ;)


Quanto ha pagato?
E perché se è una questione di prezzo Mediaset non ricompra questa fantomatica concessione? Pensate che non gliela venderebbero?

ingpeo
17-12-2003, 10:07
Sul fatto che ci siano stati dei grossi errori che hanno portato a tutto ciò ti do pienamente ragione.
Ma sul fatto che prima si potesse possedere 3 reti mentre adesso solo due bisogna pensare che nel frattempo le leggi sono cambiate: ce ne sono state di nuove come quella sulla concorrenza. Le leggi non sono immutevoli e quindi quando si sente l'esigenza di introdurne di nuove o di cambiarle per forza di cose alcuni aspetti ne saranno toccati.
Poi il discorso dei licenziamenti è vero ma appare veramente solo di facciata, non mi direte che le varie tv danno più posti di lavoro a rispetto a tutti quegli operai della fiat o a tutti quei medici o sperimentatori o insegnanti che con le varie riforme si sono ritrovati a casa.... e a questi che regalo si fa?

marcolan
17-12-2003, 10:10
Originariamente inviato da ingpeo
Sul fatto che ci siano stati dei grossi errori che hanno portato a tutto ciò ti do pienamente ragione.
Ma sul fatto che prima si potesse possedere 3 reti mentre adesso solo due bisogna pensare che nel frattempo le leggi sono cambiate: ce ne sono state di nuove come quella sulla concorrenza. Le leggi non sono immutevoli e quindi quando si sente l'esigenza di introdurne di nuove o di cambiarle per forza di cose alcuni aspetti ne saranno toccati.
Poi il discorso dei licenziamenti è vero ma appare veramente solo di facciata, non mi direte che le varie tv danno più posti di lavoro a rispetto a tutti quegli operai della fiat o a tutti quei medici o sperimentatori o insegnanti che con le varie riforme si sono ritrovati a casa.... e a questi che regalo si fa?


Passi per la scuola, ma che la Fiat mandi a casa la gente per legge mi giunge nuova.

sparagnino
17-12-2003, 10:11
Sono in piena concorrenza. L rai ha 3 reti. Mediaset anche. E questa è concorrenza (anche se ristretta).

Se leggi che hanno portato il licenziamento di troppe persone sono state, a dir poco, catastrofiche, nulle mi spinge a ritenerle "ripetibili" anche se in altre forme.

ingpeo
17-12-2003, 10:12
Originariamente inviato da marcolan
Passi per la scuola, ma che la Fiat mandi a casa la gente per legge mi giunge nuova.
Hai ragione, l'esempio non è azzeccato.

goldorak
17-12-2003, 10:18
Originariamente inviato da sparagnino
Sono in piena concorrenza. L rai ha 3 reti. Mediaset anche. E questa è concorrenza (anche se ristretta).

.

Questa non e' concorrenza e' un duopolio. La concorrenza ci sarebbe se fosse possibile per altre tv entrare nel mercato italiano cosa che all'ora attuale non e' possibile.

ALBIZZIE
17-12-2003, 10:20
Per il rispetto della concorrenza in una società LIBERALE, si sono avviate da anni le privatizzazioni.
ENEL, Telecom, Alitalia etc. questo ha comportato la divisione in società e la ristrutturazione di questi grandi monopoli, con il risultato che molte persone hanno vissuto per la prima volta la paura di un licenziamento oppure il trasferiemnto a società più piccole che non garantiscono certo un futuro roseo come prima.

avete mai sentito che tali ristrutturazioni non s'avevano da fare per la salvaguardia del posto di lavoro?

ingpeo
17-12-2003, 10:21
Originariamente inviato da sparagnino
Sono in piena concorrenza. L rai ha 3 reti. Mediaset anche. E questa è concorrenza (anche se ristretta).

Se leggi che hanno portato il licenziamento di troppe persone sono state, a dir poco, catastrofiche, nulle mi spinge a ritenerle "ripetibili" anche se in altre forme.
Resta il fatto che rete4 non ha pagato e sta trasmettendo da un bel po' di tempo senza l'autorizzazione. E' un po' come uno che va in giro in macchina senza patente, se ti beccano che ti fanno? Una legge che dice che te potevi?

Europa7 invece ha pagato ma non gli hanno dato le frequenze, ok che è decisamente meno visibile e "importante" a livello nazionale di rete4 ma ha pur sempre pagato. Se voi pagate per una cosa che non vi viene data perchè la sta usando un'altro in modo gratuto vo che fareste?

A tutto ciò bisogna trovare una soluzione: non è facile, ci sono sotto interessi enormi ed altrettanto enormi questioni politiche che ormai sentiamo ogni giorno dai mezzi di informazione.
Bisogna trovare anche una legge che non vada contro ad altre: se entro il 31 dicembre dovevano fare qualcosa sennò rete4 viene mandata sul satellite e a rai3 tolta la pubblicità ci sarà un motivo, no? Quello della concorrenza.
Se le nuove leggi proposte non sono adeguate verranno sicuramente rifiutate.

ALBIZZIE
17-12-2003, 10:24
Originariamente inviato da goldorak
Questa non e' concorrenza e' un duopolio. La concorrenza ci sarebbe se fosse possibile per altre tv entrare nel mercato italiano cosa che all'ora attuale non e' possibile.

per non parlare del fatto che le 6 reti fanno riferimento (volente o nolente) alla stessa persona.

Tadde
17-12-2003, 10:24
E poi finiamola con questo spauracchio dei 1000 posti di lavoro.
E' indecente usare sempre sti ricattini del cazzo per mascherare interessi ben meno filantropici.

bluelake
17-12-2003, 10:25
Originariamente inviato da marcolan
Quanto ha pagato?
E perché se è una questione di prezzo Mediaset non ricompra questa fantomatica concessione? Pensate che non gliela venderebbero?
Perché nel 1997 la legge Maccanico stabiliva che un soggetto non
potesse detenere piu' di due reti ;)

Il caso di Europa 7 a Berlino. La Frankfurter Allgemeine Zeitung dedica un’intera pagina alla “tv che non c’è”
di Daniela Preziosi

Attenzione, la Germania ci guarda. Con la crisi diplomatica fra Berlino e Roma, i giornali tedeschi hanno messo una lente di ingrandimento sul nostro paese.
Ma quello che ha fatto domenica scorsa la Frankfurter Allgemeine Zeitung è, a suo modo, un colpaccio. Il più autorevole giornale tedesco, conservatore e non sospettabile di simpatie a sinistra, nell’edizione domenicale, come al solito più ricca di quelle giornaliere, ha dedicato un’intera pagina ad una delle storie nostrane più clamorose e meno raccontate: l’amaro caso di Europa 7, la tv che dal ’99 ha la concessione nazionale ma non può trasmettere perché le sue frequenze sono occupate da Rete4, che a sua volta dovrebbe trasferirsi sul satellite. «I più belli e vuoti studios d’Europa» è il titolo dell’articolo, firmato dalla corrispondente Francesca Giudice. «È un progetto di tv indipendente», dice un occhiello, «ecco perché da quattro anni Europa 7 non riesce a trasmettere». Quello che ha colpito la Faz è proprio la differenza editoriale (almeno nelle intenzioni) fra la piccola tv in potenza e le tv nazionali italiane, tanto quelle commerciali quanto quelle Rai. Infatti una didascalia in bella evidenza, sotto le foto degli studi televisivi in questione dice: «Cosa manca in queste foto? Assistenti con grandi tette, ballerine con le gambe lunghe e giornalisti all’opera».
«Quattro anni fa», racconta con un po’ di sarcasmo la Faz, «il governo italiano ebbe un’idea divertente: sviluppare il pluralismo dei media del paese. Organizzò una gara pubblica per assegnare nuove licenze tv». Accanto ai soliti noti, racconta, «si presenta anche un nuovo canale, Europa 7. C’è dietro Francesco Di Stefano, esperto imprenditore di media, che già gestisce l’emittente regionale Italia 7 e spera di fare il salto a livello nazionale». «Ce la fa», prosegue l’articolo, «ha il capitale, la tecnologia e un concetto di marketing avanzato e di buon livello. In più ha un’idea molto meno commerciale delle altre tv italiane nazionali».

«Voglio fare una tv che tenga il baricentro sui problemi dei cittadini», dice Di Stefano alla Faz, «in cui il pubblico sia protagonista e interattivo. E visto che la maggior parte dei problemi dei cittadini nascono dalla politica, voglio dare la possibilità di criticare il governo». Di qui la giornalista racconta l’odissea di Europa 7, che i lettori di Avvenimenti conoscono bene. La tv ottiene la concessione nazionale ma le sue frequenze sono occupate da Rete4.

Quattro anni dopo la gara, Rete4 trasmette ancora e Europa 7 resta al palo.

http://www.igirotondi.it/vignette/distefano.jpg
Francesco di Stefano, titolare di Europa7, l’emittente che dal 1999 ha avuto la concessione per trasmettere sul territorio nazionale, da quattro anni è fermo, costretto al video-silenzio. Sulle frequenze ottenute trasmette Rete4, pur avendo perso la gara.

Ai ricorsi presentati da Europa7 ha dato ragione la sentenza della Corte Costituzionale del 2002, che stabilisce l’invio sul satellite della terza rete Mediaset dal 1 gennaio 2004. Europa7 langue, anche se dal ‘99, proprio per l’obbligo di iniziare le trasmissioni avendo avuto le frequenze, tutto è pronto nella struttura alle porte di Roma da 20mila metri quadrati, pronti 700 dipendenti e una library di oltre 3000 ore di programmazione.

Fonte: http://www.igirotondi.it/distefano.htm

ora venitemi a dire che sono tutte cazzate inventate da una parte politica....

ALBIZZIE
17-12-2003, 10:27
viste che chi è per italia7 si è espresso (sentenza corte costituzionale, diritto di concessione, libera concorrenza), vorrei conoscere le motivazioni di chi ha votato rete4. fino ad ora ho letto solo i 1000 posti di lavoro.
(come se nell'altra rete lavorano gratis)

ingpeo
17-12-2003, 10:30
L'articolo è chiarissimo: ci sono leggi e sentenze che dicono che europa7 ha il diritto di trasmettere al posto di rete4. A rete4 sono stati pure concessi 4 anni per trasmettere prima di passare al satellite.

Se adesso mi venite a dire che è giusto che rimanga al palo per altri motivi allora veramente leggi e sentenze non valgono più una cippa.

paditora
17-12-2003, 12:04
Meglio che rimanga Rete4(almeno per me)
Bè a me di leggi di politica dei 1000 posti di lavoro o altre cose simili non me ne può fregare una cippa.
Adoro Rete4 perchè è l'unica rete rimasta che trasmettono qualcosa di decente in seconda serata(vedi i Bellissimi).
Se tolgono pure Rete4 mi sa che la Tv smetterò proprio di guardarla.
Vabbè mi rimarebbe MTV con i suoi cartoni al martedì sera.
Cmq quello che mi continuo a chiedere è perchè la gente è costretta a continuare a pagare il canone(che ogni anno aumenta) per vedere solo minchiate.
Fanno bene quelli che non lo pagano proprio.

goldorak
17-12-2003, 12:14
Originariamente inviato da paditora
Meglio che rimanga Rete4 :D
Bè a me di leggi o di politica o altre cose simili non me ne può fregare una cippa.
Adoro Rete4 perchè è l'unica rete rimasta che trasmettono qualcosa di decente in seconda serata(vedi i Bellissimi).
Se tolgono pure Rete4 mi sa che la Tv smetterò proprio di guardarla.
Cmq quello che mi continuo a chiedere è perchè la gente è costretta a continuare a pagare il canone(che ogni anno aumenta) per vedere solo minchiate.
Fanno bene quelli che non lo pagano proprio.


Ma che bel atteggiamento :rolleyes:, non per essere critico ma sei cittadino italiano suppongo maggiorenne e quindi dovresti in quanto cittadino interessarti alla politica e ai suoi problemi, che poi sono i problemi di tutti noi. Non sopporto proprio questo menefreghismo. Qui in palio non c'e' solo la possibilita' di vedere i bellissimi per carita' ma c'e in gioco il futuro assetto delle telecomunicazioni e tutto quello che implica per noi cittadini , vedi pluralismo e vera concorrenza.

speck
17-12-2003, 12:14
la lascerei !

In fondo fa dei bei programmi (macchina del tmepo , solaris , buoni film.

Il tg4 in fondo va bene, fa anche ridere !

Abolirei la pubblicita dalla Rai che cosi sarebbe costretta a tagliare le spese e i modo migliore è diminuire i costi dei programmi (tagliae chi fa l'orososcpo sarebbe gia qualcosa) , gli stipendi di certi personaggi magari lasciandoli anche a casa vip o presunti tali come Malgioglio o Galeazzi!

A Panariello e Bonolis potrebbero ridurre lo stipendio di un bel pò e ridimensionare i loro programmi e sicuramente rispamrierebbero un bel pò !

CIAO ENRICO

marcolan
17-12-2003, 12:20
Originariamente inviato da bluelake
Perché nel 1997 la legge Maccanico stabiliva che un soggetto non
potesse detenere piu' di due reti ;)

Il caso di Europa 7 a Berlino. La Frankfurter Allgemeine Zeitung dedica un’intera pagina alla “tv che non c’è”
di Daniela Preziosi

Attenzione, la Germania ci guarda. Con la crisi diplomatica fra Berlino e Roma, i giornali tedeschi hanno messo una lente di ingrandimento sul nostro paese.
Ma quello che ha fatto domenica scorsa la Frankfurter Allgemeine Zeitung è, a suo modo, un colpaccio. Il più autorevole giornale tedesco, conservatore e non sospettabile di simpatie a sinistra, nell’edizione domenicale, come al solito più ricca di quelle giornaliere, ha dedicato un’intera pagina ad una delle storie nostrane più clamorose e meno raccontate: l’amaro caso di Europa 7, la tv che dal ’99 ha la concessione nazionale ma non può trasmettere perché le sue frequenze sono occupate da Rete4, che a sua volta dovrebbe trasferirsi sul satellite. «I più belli e vuoti studios d’Europa» è il titolo dell’articolo, firmato dalla corrispondente Francesca Giudice. «È un progetto di tv indipendente», dice un occhiello, «ecco perché da quattro anni Europa 7 non riesce a trasmettere». Quello che ha colpito la Faz è proprio la differenza editoriale (almeno nelle intenzioni) fra la piccola tv in potenza e le tv nazionali italiane, tanto quelle commerciali quanto quelle Rai. Infatti una didascalia in bella evidenza, sotto le foto degli studi televisivi in questione dice: «Cosa manca in queste foto? Assistenti con grandi tette, ballerine con le gambe lunghe e giornalisti all’opera».
«Quattro anni fa», racconta con un po’ di sarcasmo la Faz, «il governo italiano ebbe un’idea divertente: sviluppare il pluralismo dei media del paese. Organizzò una gara pubblica per assegnare nuove licenze tv». Accanto ai soliti noti, racconta, «si presenta anche un nuovo canale, Europa 7. C’è dietro Francesco Di Stefano, esperto imprenditore di media, che già gestisce l’emittente regionale Italia 7 e spera di fare il salto a livello nazionale». «Ce la fa», prosegue l’articolo, «ha il capitale, la tecnologia e un concetto di marketing avanzato e di buon livello. In più ha un’idea molto meno commerciale delle altre tv italiane nazionali».

«Voglio fare una tv che tenga il baricentro sui problemi dei cittadini», dice Di Stefano alla Faz, «in cui il pubblico sia protagonista e interattivo. E visto che la maggior parte dei problemi dei cittadini nascono dalla politica, voglio dare la possibilità di criticare il governo». Di qui la giornalista racconta l’odissea di Europa 7, che i lettori di Avvenimenti conoscono bene. La tv ottiene la concessione nazionale ma le sue frequenze sono occupate da Rete4.

Quattro anni dopo la gara, Rete4 trasmette ancora e Europa 7 resta al palo.

http://www.igirotondi.it/vignette/distefano.jpg
Francesco di Stefano, titolare di Europa7, l’emittente che dal 1999 ha avuto la concessione per trasmettere sul territorio nazionale, da quattro anni è fermo, costretto al video-silenzio. Sulle frequenze ottenute trasmette Rete4, pur avendo perso la gara.

Ai ricorsi presentati da Europa7 ha dato ragione la sentenza della Corte Costituzionale del 2002, che stabilisce l’invio sul satellite della terza rete Mediaset dal 1 gennaio 2004. Europa7 langue, anche se dal ‘99, proprio per l’obbligo di iniziare le trasmissioni avendo avuto le frequenze, tutto è pronto nella struttura alle porte di Roma da 20mila metri quadrati, pronti 700 dipendenti e una library di oltre 3000 ore di programmazione.

Fonte: http://www.igirotondi.it/distefano.htm

ora venitemi a dire che sono tutte cazzate inventate da una parte politica....

Ancora non capisco se e quanto questo Di Stefano (che tra parentesi non ho mai visto da nessuna parte, libera o meno, lamentarsi come chiunque di noi farebbe subendo tali soprusi) ha pagato.
Si dice che ha vinto un appalto nel 99 (e rete4 l'avrebbe perso), poi tu stesso dici che cmq nel 97 è stato già deciso che Mediaset non potesse avere piu' di 2 reti (che poi in realtà è una percentuale (20%) del totale, che è 12 mi pare).
Insomma, che appalto ha vinto, se Rete4 non avrebbe potuto nemmeno partecipare?

Fermo restando che le frequenze so benissimo che gli spettano. Solo che ci sono dei punti che non capisco. Come quello che si parla di frequenze occupate abusivamente da anni, mentre a quanto ne so fino al 31 dicembre Rete4 è autorizzata ad occuparle. La sentenza parla di liberarle a capodanno 2004.

paditora
17-12-2003, 13:38
Originariamente inviato da speck
la lascerei !
In fondo fa dei bei programmi (macchina del tmepo , solaris , buoni film.



Concordo ;)

paditora
17-12-2003, 13:39
Originariamente inviato da goldorak
Ma che bel atteggiamento :rolleyes:, non per essere critico ma sei cittadino italiano suppongo maggiorenne e quindi dovresti in quanto cittadino interessarti alla politica e ai suoi problemi, che poi sono i problemi di tutti noi. Non sopporto proprio questo menefreghismo. Qui in palio non c'e' solo la possibilita' di vedere i bellissimi per carita' ma c'e in gioco il futuro assetto delle telecomunicazioni e tutto quello che implica per noi cittadini , vedi pluralismo e vera concorrenza.


Bè a me sinceramente la politica non mi è mai particolarmente interessata.
Pensa che sono anni che non vado a votare.
Tanto alla fine chi voti voti non cambia mai un c@xxo.

goldorak
17-12-2003, 13:57
Originariamente inviato da paditora
Bè a me sinceramente la politica non mi è mai particolarmente interessata.
Pensa che sono anni che non vado a votare.
Tanto alla fine chi voti voti non cambia mai un c@xxo.


Bene, allora se per il diritto di voto che e' una delle prerogative di uno stato democratico e liberale, non conta niente spero per te, che tu non abbia mai la disgrazia di trovarti a vivere in un paese dittatoriale senza diritti. Ah ma e' vero la liberta' e la democrazia si apprezzano solo quando non ci sono.

bluelake
17-12-2003, 13:58
Originariamente inviato da marcolan
Si dice che ha vinto un appalto nel 99 (e rete4 l'avrebbe perso), poi tu stesso dici che cmq nel 97 è stato già deciso che Mediaset non potesse avere piu' di 2 reti (che poi in realtà è una percentuale (20%) del totale, che è 12 mi pare).
Insomma, che appalto ha vinto, se Rete4 non avrebbe potuto nemmeno partecipare?
Dunque, le concessioni nazionali stabilite dalla legge Maccanico erano 10, di cui 3 riservate alla RAI e 7 ad altri gruppi. Di queste 7, in seguito a regolare gara nel 1999, sono state assegnate le concessioni: 2 a Mediaset, 2 al gruppo Cecchi Gori (ai tempi), 1 al gruppo Peruzzo (ReteA), 1 (mi sfugge se a ReteCapri o a Elefante/Telemarket) e 1 a Europa7. L'unica che ancora non aveva frequenze sul territorio nazionale era Europa7, ma le frequenze si sarebbero liberate una volta trasferita sul sat una rete Mediaset (tra le proposte incompiute della legge Maccanico c'era anche il piano di riassetto delle frequenze, con il divieto per un' emittente di avere più di una frequenza per ogni zona di copertura).

izutsu
17-12-2003, 14:42
Originariamente inviato da AnAndA
Stai falsificando la realtà al solo scopo di deviare strumentalmente l'opinione di chi legge il thread, IMHO.
Qui si tratta di rispettare la LEGGE, si tratta di applicare un pronunciamento della Consulta.
Non si tratta di quello di cui parli tu.
E meno male che, ormai, anche i sassi l'hanno capito, e questi tentativi cadono nel vuoto. ;)

Ecco, allora visto che si parla di rispettare la legge, Europa 7 deve poter coprire una certa percentuale di popolazione e cmq Rete4 avrebbe dovuto lasciare le frequenze SOLO quando lo sviluppo delle parabole avesse raggiunto una certa quota... tale data è stata decisa per il 1° gennaio 2004... e per fortuna che anche i sassi hanno capito eh... già...:rolleyes:

izutsu
17-12-2003, 14:44
Originariamente inviato da bluelake
PS: ho votato Europa7, già adesso la guardo più di Rete4 ;)

Mi spiace per te... io non voglio rinunciare ai Bellissimi di Rete4, a Solaris, alla Macchina del Tempo, a Appuntamento con la Storia... tutte cose che non avremo più... Europa7 cosa può garantire? Io dal 1 gennaio avrò 1 canale in meno sulla TV e non mi pare giusto

izutsu
17-12-2003, 14:46
Originariamente inviato da goldorak
Questa non e' concorrenza e' un duopolio. La concorrenza ci sarebbe se fosse possibile per altre tv entrare nel mercato italiano cosa che all'ora attuale non e' possibile.

Certo... perchè Murdock non potrebbe comprarsi le altre 5 reti nazionali, no? Non ha abbastanza soldi vero? Mah...

parax
17-12-2003, 14:47
Originariamente inviato da jumpermax
la domanda corretta sarebbe: preferite che lo spazio che è di rete4 venga definitivamente tolto cancellando la rete e mandando a casa un migliaio di persone tra natale e capodanno per affidarlo ad una rete che ancora è da fare o lasciare le cose così come sono?



questo sindacalismo che si è tutto ad un tratto svegliato in voi mi commuove e mi rincuora, ci si vede la prossima volta in piazza per salvare gli operai della FIAT.

goldorak
17-12-2003, 14:48
Originariamente inviato da izutsu
Certo... perchè Murdock non potrebbe comprarsi le altre 5 reti nazionali, no? Non ha abbastanza soldi vero? Mah...

Ma la sky opera sul satellite mica sul analogico terrestre

*ReSta*
17-12-2003, 14:48
europa sette trasmette solo schifezze. Una volta dava ken shiro e sampei, ma ora è un pezzo che non c'è più. Francamente i loro film di serie c e quella sottospecie di telefilm sui poliziotti non mi interessano + di tanto :D Almeno r4 ci propina walker texas e la trasmissione comica che è il tg4 (ma quanto fa ridere!! :D)

parax
17-12-2003, 14:49
Originariamente inviato da izutsu
Certo... perchè Murdock non potrebbe comprarsi le altre 5 reti nazionali, no? Non ha abbastanza soldi vero? Mah...


è il potrebbe che non funziona. Sono vent'anni che la situazione è in stallo, duopolio era nel 1983 e duopolio è oggi 2003.
Poi un altra cosa che non capisco, se il digitale è davvero questa grande rivoluzione con tante reti e milioni di utenti in pochi mesi non vedo perchè non mandarci rete4 e rai3, se fosse davvero come dice la legge non vedo dove sia il problema.
Invece IMHO il problema invece sta proprio nel fatto che questa legge è solo un raggiro della sentenza della consulta ne + ne -, fra 5 anni staremo esattamente come ad oggi.

izutsu
17-12-2003, 14:49
Originariamente inviato da ingpeo
Resta il fatto che rete4 non ha pagato e sta trasmettendo da un bel po' di tempo senza l'autorizzazione. E' un po' come uno che va in giro in macchina senza patente, se ti beccano che ti fanno? Una legge che dice che te potevi?

Il fatto è che Rete4 HA il permesso di trasmettere fino al 31 dicembre! Non esiste che non ha autorizzazioni... altrimenti se ne sbatterebbe e continuerebbe a trasmettere anche dopo il 31 no? E' stato concesso a Rete4 di trasmettere perchè negli accordi presi bisognava aspettare una certa diffusione delle parabole... ora la diffusione c'è e Rete4 va su satellite... è ora di finirla di dire che tutto ciò che fa un certo personaggio è illegale... le leggi che regolamentano questo settore sono state fatte quasi tutte dalla parte politica avversa, finiamola di rigirare la frittata...

izutsu
17-12-2003, 14:51
Originariamente inviato da bluelake
Fonte: http://www.igirotondi.it/distefano.htm

ora venitemi a dire che sono tutte cazzate inventate da una parte politica....

Vista la fonte... :p

specifico: è solo una battuta ;)

izutsu
17-12-2003, 14:54
Originariamente inviato da marcolan
Ancora non capisco se e quanto questo Di Stefano (che tra parentesi non ho mai visto da nessuna parte, libera o meno, lamentarsi come chiunque di noi farebbe subendo tali soprusi) ha pagato.
Si dice che ha vinto un appalto nel 99 (e rete4 l'avrebbe perso), poi tu stesso dici che cmq nel 97 è stato già deciso che Mediaset non potesse avere piu' di 2 reti (che poi in realtà è una percentuale (20%) del totale, che è 12 mi pare).
Insomma, che appalto ha vinto, se Rete4 non avrebbe potuto nemmeno partecipare?

Fermo restando che le frequenze so benissimo che gli spettano. Solo che ci sono dei punti che non capisco. Come quello che si parla di frequenze occupate abusivamente da anni, mentre a quanto ne so fino al 31 dicembre Rete4 è autorizzata ad occuparle. La sentenza parla di liberarle a capodanno 2004.

E' passato per Ballarò se non erro... e il politico della maggioranza di turno gli ha fatto notare come la colpa della sua situazione fosse delle leggi fatte dalla sinistra... e, guarda che caso, non ha ribattuto a questo punto...

ALBIZZIE
17-12-2003, 14:56
Originariamente inviato da izutsu
... è ora di finirla di dire che tutto ciò che fa un certo personaggio è illegale... le leggi che regolamentano questo settore sono state fatte quasi tutte dalla parte politica avversa, finiamola di rigirare la frittata...
infatti non ci sarà nessun decreto salva-fede firmato da quella persona, di proprio pugno s'intende.

ni.jo
17-12-2003, 14:56
Originariamente inviato da izutsu
E' passato per Ballarò se non erro... e il politico della maggioranza di turno gli ha fatto notare come la colpa della sua situazione fosse delle leggi fatte dalla sinistra... e, guarda che caso, non ha ribattuto a questo punto...

"...la leegge che vooooi avete fatto!la leggee che vooi avete voluto...":D :ahahah:

izutsu
17-12-2003, 14:58
Originariamente inviato da goldorak
Ma la sky opera sul satellite mica sul analogico terrestre

E allora? Non potrebbe comprarsi le reti che trasmettono sull'analogico ed entrare nel mercato? Il duopolio non c'è solo perchè mediaset ha 3 reti ma anche perchè nessuno investe nella tv italiana... le possibilità ci sono, per attori italiani e stranieri... piuttosto che mandare rete4 sul satellite (che è uguale alla morte) potevano farla acquistare al signorotto che possiede Europa7...

goldorak
17-12-2003, 14:59
Originariamente inviato da ALBIZZIE
infatti non ci sarà nessun decreto salva-fede firmato da quella persona, di proprio pugno s'intende.


Tanto l'interresato ha fatto sapere che la legge gasparri non gli interessa e che non la vuole neanche leggere. Poi pero' manda F. a firmare un decreto che puo' aprire una crisi costituzionale.

izutsu
17-12-2003, 15:00
Originariamente inviato da *ReSta*
europa sette trasmette solo schifezze. Una volta dava ken shiro e sampei, ma ora è un pezzo che non c'è più. Francamente i loro film di serie c e quella sottospecie di telefilm sui poliziotti non mi interessano + di tanto :D Almeno r4 ci propina walker texas e la trasmissione comica che è il tg4 (ma quanto fa ridere!! :D)

Se poi consideri come sia scadente La7... esclusi 2-3 programmi i film son sempre vecchissimi... come potrà Europa7 garantire un servizio migliore? Non è automatico che se non c'è più Rete4 tutti i soldi della pubblicità verranno dirottati su Europa7... se nessuno la guarderà nessuno farà pubblicità e quindi niente qualità nella loro tv...

ni.jo
17-12-2003, 15:00
Originariamente inviato da goldorak
Tanto l'interresato ha fatto sapere che la legge gasparri non gli interessa e che non la vuole neanche leggere. Poi pero' manda F. a firmare un decreto che puo' aprire una crisi costituzionale.

...che gli ha risposto "se non seguiremo le indicazioni del presidente io la faccia non ce la metto"

ni.jo
17-12-2003, 15:02
Originariamente inviato da izutsu
Se poi consideri come sia scadente La7... esclusi 2-3 programmi i film son sempre vecchissimi... come potrà Europa7 garantire un servizio migliore? Non è automatico che se non c'è più Rete4 tutti i soldi della pubblicità verranno dirottati su Europa7... se nessuno la guarderà nessuno farà pubblicità e quindi niente qualità nella loro tv...

bah, non è certo peggio di r4.
I tg sono tra i più equilibrati, le trasmissioni di Lerner e Ferrara si possono guardare, a qualcuno sfera piace proprio...diciamo che è in crescita: non è una buona ragione per stroncare le nuove emittenti, il fatto che debbano rodare...

izutsu
17-12-2003, 15:03
Originariamente inviato da ALBIZZIE
infatti non ci sarà nessun decreto salva-fede firmato da quella persona, di proprio pugno s'intende.

Il decreto è salva-fede-rete4-RAITRE

non dimentichiamolo... la rai non è molto contenta di questa situazione... e se non erro anche a sinistra qualcuno sarebbe favorevole ad un decreto per tamponare la situazione per un paio di mesi...

Il mondo della televisione non aspetta pochi mesi... mandare rete4 per qualche mese sul digitale vuol dire ucciderla cmq, la pubblicità non ci sarà fino a quando non ci sarà una certa quota di persone col decoder... questo fino al 2006, data alla quale la sinistra ha deciso di far passare tutto su digitale...

GioFX
17-12-2003, 15:04
Originariamente inviato da jumpermax
la domanda corretta sarebbe: preferite che lo spazio che è di rete4 venga definitivamente tolto cancellando la rete e mandando a casa un migliaio di persone tra natale e capodanno per affidarlo ad una rete che ancora è da fare o lasciare le cose così come sono?


com'è che non ci ha minimamente pensato Mediaset in SETTE anni, dopo la SENTENZA della Corte Costituzionale, confermata da una seconda nel 2002?


Non mi risulta poi che le frequenze si vendano ma si danno in concessione... attualmente è rete 4 che le ha in concessione e che paga per usarle. La concessione verrebbe revocata per essere affidata a qualcun altro (italia7-europa 7)

Rete4 sta utilizzando 1500 frequenze terrestri e una delle 11 licenze per la trasmissione via etere di segnali radiotelevisivi, abusivamente in quanto il vincitore della gara di appalto e titolare legale di questa concessione è Centro Europa7 S.p.A.

Il regime in qui opera Rete4 è detto, appunto, REGIME TRANSITORIO, perchè si è voluto (a suo tempo) fotografare ripetutamente la situazione esistente, illegalità compresa, ma senza legalizzarla, ovviamente.

La Corte Costituzionale ha definitivamente posto una data limite alla fine del regime transitorio, in base alla situzione del mercato radiotelevisivo al 31/12/2003.

goldorak
17-12-2003, 15:04
Originariamente inviato da izutsu
Se poi consideri come sia scadente La7... esclusi 2-3 programmi i film son sempre vecchissimi... come potrà Europa7 garantire un servizio migliore? Non è automatico che se non c'è più Rete4 tutti i soldi della pubblicità verranno dirottati su Europa7... se nessuno la guarderà nessuno farà pubblicità e quindi niente qualità nella loro tv...


Il pluralismo politico non si misura sulla quantita' di vecchi o nuovi film che trasmettono i canali tv ma sulla trasmissioni in cui vengono invitati i politici di tutti gli schieramente a rendere conto
di cio' che fanno per il paese. Non credo che il mandare rete 4 sul satellite sia una cosi' grande perdita per il pluralismo, salvo considerare il tg 4 un tg obiettivo politicamente parlando:rolleyes:

GioFX
17-12-2003, 15:05
Originariamente inviato da jumpermax
quello spazio dovrebbe essere tolto a rete4 per essere dato ad europa7. Ma NON E' di europa7 come del resto non è nemmeno di rete quattro. La concessione non è un possesso

IL TITOLARE DELLA CONCESSIONE (COME LICENZA D'USO DELL'ETERE DATO DALLO STATO) E' Centro Europa7 S.p.A., non Mediaset (allora Fininvest).

izutsu
17-12-2003, 15:06
Originariamente inviato da ni.jo
bah, non è certo peggio di r4.
I tg sono tra i più equilibrati, le trasmissioni di Lerner e Ferrara si possono guardare, a qualcuno sfera piace proprio...diciamo che è in crescita: non è una buona ragione per stroncare le nuove emittenti, il fatto che debbano rodare...

Infatti... però è innegabile che dal 1 gennaio avrò meno scelta... ok, mi guardo il tg di europa7... e dopo? che mi guardo? il film western b/n?

Non si può negare che perdere rete4 vuol dire perdere una rete di qualità... se non fosse per lo sport e lucignolo, italia1 è la rete più scadente della mediaset, non rete4

Fratello Cadfael
17-12-2003, 15:09
Voglio ricordare che Di Stefano ha PAGATO per avere la concessione delle frequenze per le quali Rete4 NON PAGA UN EURO, ha investito in tecnologia che è praticamente ferma e attualmente non può certo permettersi di trasmettere i film di Rete4 che vi piacciono tanto, perché Europa7 ha avuto tante spese e poche entrate, mentre Rete4, grazie a questa situazione di stallo (con la complicità consapevole o inconsapevole della sinistra), non paga concessioni e incassa un sacco di soldi dalla pubblicità.
:muro: :muro: :muro:

izutsu
17-12-2003, 15:10
Originariamente inviato da goldorak
Il pluralismo politico non si misura sulla quantita' di vecchi o nuovi film che trasmettono i canali tv ma sulla trasmissioni in cui vengono invitati i politici di tutti gli schieramente a rendere conto
di cio' che fanno per il paese. Non credo che il mandare rete 4 sul satellite sia una cosi' grande perdita per il pluralismo, salvo considerare il tg 4 un tg obiettivo politicamente parlando:rolleyes:

Ah, giusto... il Tg4 è di parte (quella sbagliata) quindi non è importante se si perde... giusto...

Guarda che non c'è solo il pluralismo politico... rete4 non ha nemmeno una vera trasmissione di attualità, fa spettacolo... e da gennaio non avremo più questa scelta, punto. Non sento proprio il bisogno di nuove voci politiche, ci sono già i tg rai, quelli mediaset, quelli la7, c'è porta a porta, ballarò, la zona rossa... quando però uno è stanco di politica che si trova? La de filippi, il costanzo show, panariello... bel risultato vero?

ni.jo
17-12-2003, 15:15
Originariamente inviato da izutsu
Infatti... però è innegabile che dal 1 gennaio avrò meno scelta... ok, mi guardo il tg di europa7... e dopo? che mi guardo? il film western b/n?

Non si può negare che perdere rete4 vuol dire perdere una rete di qualità... se non fosse per lo sport e lucignolo, italia1 è la rete più scadente della mediaset, non rete4

è un problema di legalità non di qualità: la qualità è un concetto un pò troppo volubile: al massimo si potrebbe usare l'introito pubblicitario come parametro, ma non è questo il punto.
Io sarei curioso di sentire altre campane, possibilmente non condizionate dai colossi come la 7 adesso.

poi mal che vada (non ci credo) finirebbe sul satellite, non chiusa, mentre mi paare di capire che gli studi di europa 7 siano fermi con 700 persone a girarsi i pollici.

ALBIZZIE
17-12-2003, 15:21
Originariamente inviato da izutsu
Infatti... però è innegabile che dal 1 gennaio avrò meno scelta... ok, mi guardo il tg di europa7... e dopo? che mi guardo? il film western b/n?

Non si può negare che perdere rete4 vuol dire perdere una rete di qualità... se non fosse per lo sport e lucignolo, italia1 è la rete più scadente della mediaset, non rete4
ti sei chiesto come può un nuovo concorrente competere contro 2 colossi come rai e mediaset?
le risorse, i capitali, i magazzini pieni di film, le case di produzione di proprietà, le cooperazioni internazionali non s'inventano dall'oggi al domani. se non limiti il loro raggio di azione in qualche modo come si può competere con loro?

anche il fatto che rete4 è meglio di italia1, potrebbe avvantaggiare quest'ultima (davvero pietosa) per cercare di dargli un po' di qualità spsotando alcuni programmi adesso su rete4.

francamente a me dispiacerebbe perdere fede, lo dico senza ironia, una voce così schierata e quindi meno subdola è difficile trovarla.

rilancio con una domanda. ma se, fantasticando, rete4 fosse che so di un imprenditore qualunque, credete che si lavorerebbe così alacremente per fare un ddl prima di capodannno?

marcolan
17-12-2003, 15:21
Originariamente inviato da Fratello Cadfael
Voglio ricordare che Di Stefano ha PAGATO per avere la concessione delle frequenze per le quali Rete4 NON PAGA UN EURO, ha investito in tecnologia che è praticamente ferma e attualmente non può certo permettersi di trasmettere i film di Rete4 che vi piacciono tanto, perché Europa7 ha avuto tante spese e poche entrate, mentre Rete4, grazie a questa situazione di stallo (con la complicità consapevole o inconsapevole della sinistra), non paga concessioni e incassa un sacco di soldi dalla pubblicità.
:muro: :muro: :muro:


Quanto ha pagato si sa?
E siamo sicuri che Rete4 non paghi? Canale5 paga? Quanto paga?

walternet
17-12-2003, 15:21
Scusate l'intrusione...
EMILI TV Pronta ad assumere Emilio Fede
La nostra decisione comunicata a stampa e tv
Abbiamo ascoltato con accorata partecipazione gli appelli che si susseguono per salvare dalla disoccupazione Emilio Fede, minacciato dalla decisione del Presidente della Repubblica di rispedire al mittente la Legge Gasparri. L'ipotesi di spedire Rete 4 su canale satellitare, ci spinge a un gesto di fraterna solidarietà con il suo direttore e per confermare la natura di emittente libera di Emi.Li gli offriamo un posto di lavoro adeguato al suo prestigio. Emilio Fede potrà rivolgersi direttamente al presidente di Emi.li Ferruccio Iaccarino e al direttore dell'informazione Luciano Scateni.
http://www.emilitv.net/news.cfm?nid=000BCB6C-92E5-1FDF-AA0D00017F00D036&standard=1
LOL! :D

goldorak
17-12-2003, 15:22
Originariamente inviato da izutsu
Ah, giusto... il Tg4 è di parte (quella sbagliata) quindi non è importante se si perde... giusto...

Guarda che non c'è solo il pluralismo politico... rete4 non ha nemmeno una vera trasmissione di attualità, fa spettacolo... e da gennaio non avremo più questa scelta, punto. Non sento proprio il bisogno di nuove voci politiche, ci sono già i tg rai, quelli mediaset, quelli la7, c'è porta a porta, ballarò, la zona rossa... quando però uno è stanco di politica che si trova? La de filippi, il costanzo show, panariello... bel risultato vero?


Ma il dibattito sulla legge riguarda appunto le conseguenze che derivano dal avere una posizione dominante sul mercato delle tlc in relazione al plursalismo politico.
Da come parli sembra che tu viva davanti al tubo catodico. Se non c'e' niente in tv, si esce, si va al cinema, si va al pub con gli amici, magari si legge un libro, si videogioca, si legge il giornale etc.. La vita non e' dominata dalla tv.

ni.jo
17-12-2003, 15:22
Originariamente inviato da ALBIZZIE
...
ma se, fantasticando, rete4 fosse che so di un imprenditore qualunque, credete che si lavorerebbe così alacremente per fare un ddl prima di capodannno?
http://home.t-online.de/home/320022155505-0001/the_drama.jpg

goldorak
17-12-2003, 15:24
Originariamente inviato da ALBIZZIE
...
ma se, fantasticando, rete4 fosse che so di un imprenditore qualunque, credete che si lavorerebbe così alacremente per fare un ddl prima di capodannno?


Certo che no, ma che domanda fai :sofico:

izutsu
17-12-2003, 15:27
Originariamente inviato da Fratello Cadfael
Voglio ricordare che Di Stefano ha PAGATO per avere la concessione delle frequenze per le quali Rete4 NON PAGA UN EURO, ha investito in tecnologia che è praticamente ferma e attualmente non può certo permettersi di trasmettere i film di Rete4 che vi piacciono tanto, perché Europa7 ha avuto tante spese e poche entrate, mentre Rete4, grazie a questa situazione di stallo (con la complicità consapevole o inconsapevole della sinistra), non paga concessioni e incassa un sacco di soldi dalla pubblicità.
:muro: :muro: :muro:


Già... perchè le altre reti nazionali fanno vedere bei film, vero? Non prendiamoci in giro, non basta la pubblicità di una sola rete a trasmettere contenuti di qualità... può esser vero per l'informazione ma tutto il resto richiede capitali enormi... spiegami perchè le altre 4 reti nazionali (escludo MTV per la sua natura) fanno pena a livello di trasmissioni...

izutsu
17-12-2003, 15:28
Originariamente inviato da ni.jo
è un problema di legalità non di qualità: la qualità è un concetto un pò troppo volubile: al massimo si potrebbe usare l'introito pubblicitario come parametro, ma non è questo il punto.
Io sarei curioso di sentire altre campane, possibilmente non condizionate dai colossi come la 7 adesso.

poi mal che vada (non ci credo) finirebbe sul satellite, non chiusa, mentre mi paare di capire che gli studi di europa 7 siano fermi con 700 persone a girarsi i pollici.

Andare su satellite=meno spettatori
meno spettatori=meno publicità
meno pubblicità=chiusura

ni.jo
17-12-2003, 15:29
Originariamente inviato da izutsu
Già... perchè le altre reti nazionali fanno vedere bei film, vero? Non prendiamoci in giro, non basta la pubblicità di una sola rete a trasmettere contenuti di qualità... può esser vero per l'informazione ma tutto il resto richiede capitali enormi... spiegami perchè le altre 4 reti nazionali (escludo MTV per la sua natura) fanno pena a livello di trasmissioni...

insomma se non hai il 50% del mercato degli spot non riesci a fare nulla?

ni.jo
17-12-2003, 15:30
Originariamente inviato da izutsu
Andare su satellite=meno spettatori
meno spettatori=meno publicità
meno pubblicità=chiusura

spero non lo veda murdock 'sto post, gli cadrebbero le bale...
:D

izutsu
17-12-2003, 15:30
Originariamente inviato da ALBIZZIE
ti sei chiesto come può un nuovo concorrente competere contro 2 colossi come rai e mediaset?
le risorse, i capitali, i magazzini pieni di film, le case di produzione di proprietà, le cooperazioni internazionali non s'inventano dall'oggi al domani. se non limiti il loro raggio di azione in qualche modo come si può competere con loro?

anche il fatto che rete4 è meglio di italia1, potrebbe avvantaggiare quest'ultima (davvero pietosa) per cercare di dargli un po' di qualità spsotando alcuni programmi adesso su rete4.

francamente a me dispiacerebbe perdere fede, lo dico senza ironia, una voce così schierata e quindi meno subdola è difficile trovarla.

rilancio con una domanda. ma se, fantasticando, rete4 fosse che so di un imprenditore qualunque, credete che si lavorerebbe così alacremente per fare un ddl prima di capodannno?

Appunto, non è chiudendo rete4 che si migliora il panorama televisivo italiano! Nessuno degli attuali aventi diritto a trasmettere su frequenze nazionali può competere con Rai e Mediaset... quindi dal primo gennaio si avrà 1 impoverimento...

Spero che passino i programmi che ho citato su italia 1... mi dispiacerebbe davvero perderli...

goldorak
17-12-2003, 15:31
Originariamente inviato da izutsu
Andare su satellite=meno spettatori
vero
Originariamente inviato da izutsu
meno spettatori=meno publicità

vero
Originariamente inviato da izutsu
meno pubblicità=chiusura

falso, si fa un piano aziendale per ridurre gli effettivi ed i costi dimensonato al introito pubblicitario ma questo non vuol dire chiusura.

GioFX
17-12-2003, 15:32
Originariamente inviato da izutsu
Andare su satellite=meno spettatori
meno spettatori=meno publicità
meno pubblicità=chiusura

ci sono gruppi, e non solo grandi, che operano sul satellite da molto tempo... ora, che ci stanno a fare se non è vantaggioso?

questa equazione satellite=chisura, soprattutto considerando che stiamo perlando del gruppo televisivo privato più grande e potente d'Europa, è quanto meno improbabile, no?

izutsu
17-12-2003, 15:33
Originariamente inviato da goldorak
Ma il dibattito sulla legge riguarda appunto le conseguenze che derivano dal avere una posizione dominante sul mercato delle tlc in relazione al plursalismo politico.
Da come parli sembra che tu viva davanti al tubo catodico. Se non c'e' niente in tv, si esce, si va al cinema, si va al pub con gli amici, magari si legge un libro, si videogioca, si legge il giornale etc.. La vita non e' dominata dalla tv.

E allora che problema c'è? Se la vita non è dominata dalla TV che pericolo può essere?

Potevano imporre di eliminare l'informazione e la politica su Rete4 e lasciarla solo come rete di spettacolo... il conflitto di interessi NON si risolve chiudendo una rete... sembra quasi che tu sia contento di avere meno scelta... ma permetterai che io viva la mia vita come voglio? Permetterai che uno possa essere libero di guardarsi un film alle 23? Col tuo ragionamento si potrebbe tornare alla sola rete uno... se quello che mostra non interessa c'è il bar, un libro, gli amici...

izutsu
17-12-2003, 15:35
Originariamente inviato da ni.jo
insomma se non hai il 50% del mercato degli spot non riesci a fare nulla?

Non lo so... te che dici? Perchè su 11 reti nazionali solo 6, appartenenti a 2 soli gruppi, fanno qualcosa di interessante? Io non lo so, le mie sono ipotesi... certo è che se tanto mi da tanto, Europa 7 sarà come le altre 4 reti nazionali... peggio di Rete4

goldorak
17-12-2003, 15:36
Originariamente inviato da izutsu
E allora che problema c'è? Se la vita non è dominata dalla TV che pericolo può essere?

Potevano imporre di eliminare l'informazione e la politica su Rete4 e lasciarla solo come rete di spettacolo...


Secondo te perche' non l'hanno fatto allora ?

izutsu
17-12-2003, 15:36
Originariamente inviato da ni.jo
spero non lo veda murdock 'sto post, gli cadrebbero le bale...
:D

Murdock si prende un bel canone per le sue trasmissioni... e si prende i soldi della pubblicità...

izutsu
17-12-2003, 15:38
Originariamente inviato da goldorak
falso, si fa un piano aziendale per ridurre gli effettivi ed i costi dimensonato al introito pubblicitario ma questo non vuol dire chiusura.

Vero... non chiuderà probabilmente... semplicemente non trasmetterà più bei film (che costano), non potrà più comprare megadocumentari (che costano)... quelle cose si perderanno comunque...

izutsu
17-12-2003, 15:41
Originariamente inviato da goldorak
Secondo te perche' non l'hanno fatto allora ?

Che ne so... io non ho le risposte, ho solo tante domande... chiedo a te perchè è meglio mandare Rete4 su satellite e far posto ad una rete sicuramente meno prestigiosa che ci metterà anni a diventare, se mai dovesse riuscirci, qualcosa di decente solo perchè c'è conflitto di interessi... vietavano qualsiasi tg o trasmissione di informazione... al limite anche le trasmissioni in diretta... e rete4 si sarebbe trasformata nella rete di spettacolo che già oggi è... l'unica trasmissione di "informazione" è il TG4 che non mi pare faccia danni, lo sanno tutti che è di parte e nessuno gli da peso... e cmq è anche quella una voce del pluralismo... o vanno bene solo voci contro?

Mino
17-12-2003, 15:43
Uhm... Faccio un discorso puramente televisivo, lasciando la politca a chi è interessato a parlarne qui. Vedo spesso Europa7, e anche Rete4, e direi che Rete4 merita la concessione perché fa TV di qualità migliore, mentre Europa7 sembra essere priva dei mezzi necessari alla competizione a livello nazionale. Insomma, va bene che Fede, Buongiorno, ecc. possono non piacere, ma tra i Bellissimi di rete4 e il Seven Show c'è una bella differenza.

Io voto per il digitale terrestre da subito (fosse per me, avrei obbligato tutti a comprare la parabola, questo per garantire il vero pluralismo). Insomma, dove sta scritto che il pluralismo si debba fare su 8 canali e basta? Per me il pluralismo è avere tantissimi canali tutti a diffusione nazionale, per questo ci vuole il digitale: terrestre, via satellite o cavo poco importa.

Mino

ALBIZZIE
17-12-2003, 15:43
izutsu ma come fai a rispondere a tutti noi contemporaneamente?
:D :D :D

izutsu
17-12-2003, 15:48
Originariamente inviato da Mino
Uhm... Faccio un discorso puramente televisivo, lasciando la politca a chi è interessato a parlarne qui. Vedo spesso Europa7, e anche Rete4, e direi che Rete4 merita la concessione perché fa TV di qualità migliore, mentre Europa7 sembra essere priva dei mezzi necessari alla competizione a livello nazionale. Insomma, va bene che Fede, Buongiorno, ecc. possono non piacere, ma tra i Bellissimi di rete4 e il Seven Show c'è una bella differenza.

Io voto per il digitale terrestre da subito (fosse per me, avrei obbligato tutti a comprare la parabola, questo per garantire il vero pluralismo). Insomma, dove sta scritto che il pluralismo si debba fare su 8 canali e basta? Per me il pluralismo è avere tantissimi canali tutti a diffusione nazionale, per questo ci vuole il digitale: terrestre, via satellite o cavo poco importa.

Mino

Quoto tutto

izutsu
17-12-2003, 15:48
Originariamente inviato da ALBIZZIE
izutsu ma come fai a rispondere a tutti noi contemporaneamente?
:D :D :D

Non lo so, sto sclerando :cry: auahauah :D :D :D

parax
17-12-2003, 15:49
Originariamente inviato da izutsu
E allora che problema c'è? Se la vita non è dominata dalla TV che pericolo può essere?

Potevano imporre di eliminare l'informazione e la politica su Rete4 e lasciarla solo come rete di spettacolo... il conflitto di interessi NON si risolve chiudendo una rete... sembra quasi che tu sia contento di avere meno scelta... ma permetterai che io viva la mia vita come voglio? Permetterai che uno possa essere libero di guardarsi un film alle 23? Col tuo ragionamento si potrebbe tornare alla sola rete uno... se quello che mostra non interessa c'è il bar, un libro, gli amici...


ma non c'entra solo la politica, difatti se proprio ci tiene il cavaliere può mandare Fede su Italia1, nessuno glielo vieta, qui entra in ballo il mercato con le sue regole, c'è l'antitrust, concorrenza sleale, monopolizzazione del sistema informativo ottenuta illegalmente grazie alla politica, in nessun altra nazione democratica c'è una situazione simile o minimamente paragonabile tranne forse la Russia, ma volete aprire gli occhi o continuarvi ad aggrappare alla macchina del tempo e i bellissimi di rete4???
Se non fosse intervenuto il presidente della repubblica già ci stava aspettando al varco la commissione antitrust dell'UE e l'OSCE che ha già fatto sapere che è una legge pessima e testuali parole "nessuno degli stati membri avrebbe previsto che un primo ministro di uno dei paesi membri dell'Unione avrebbe organizzato la legislazione sulle telecomunicazioni in modo da favorire il suo progetto politico e gli interessi economici suoi e della sua famiglia" e non lo dice Nanni Moretti ma l'austriaco Freimut Duve, il capo della sezione per la libertà di stampa dell'OSCE.



E come si dice a Roma, ma che se so bevuti er cervello??? :gluglu:

goldorak
17-12-2003, 15:51
Originariamente inviato da izutsu
Che ne so... io non ho le risposte, ho solo tante domande... chiedo a te perchè è meglio mandare Rete4 su satellite e far posto ad una rete sicuramente meno prestigiosa che ci metterà anni a diventare, se mai dovesse riuscirci, qualcosa di decente solo perchè c'è conflitto di interessi... vietavano qualsiasi tg o trasmissione di informazione... al limite anche le trasmissioni in diretta... e rete4 si sarebbe trasformata nella rete di spettacolo che già oggi è... l'unica trasmissione di "informazione" è il TG4 che non mi pare faccia danni, lo sanno tutti che è di parte e nessuno gli da peso... e cmq è anche quella una voce del pluralismo... o vanno bene solo voci contro?


Forse non mi sono spiegato bene. Inanzitutto Io non sono contento dal passaggio di rete4 sul satellite perche' per quanto mi stia antipatico Fede, riconosco che rete4 ha un offerta in termini artistici molto interessante. Anche a me piace vedere i bellissimi quindi non e' che voglio a tutti i costi vedere oscurata rete 4. Il problema e' che nella situazione attuale dove le 3 ret rai e le 3 reti mediaset si spartiscono quasi il 100% del mercato televisivo italiano impediscono ad altri attori di entrare in scena perche' gli introiti pubblicitari restanti non gli consentirebbero di far fronte alla spese. La legge parte da questa constatazione, e in questo sarai d'accordo con me o no ? Posso criticare la scelta di mandare rete 4 invece di canale 5 oppure italia 1 sul satellite ma se la possibilita' di avere un mercato piu' concorrenziale passa attraverso la messa in onda di rete 4 sul satellite allora ben venga.

Fratello Cadfael
17-12-2003, 15:52
Originariamente inviato da marcolan
Quanto ha pagato si sa?
E siamo sicuri che Rete4 non paghi? Canale5 paga? Quanto paga?
E siamo sicuri che Rete4 esista? E Canale 5? E siamo sicuri che nel 99 Di Stefano abbia vinto la concessione e Rete4 l'abbia persa? E siamo sicuri che dopo altre battaglie legali la Corte Costituzionale abbia posto come ultimo termine per Rete4 di occupare abusivamente le frequenze di 7 Plus il 31/12/03?
:rolleyes: :rolleyes:

marcolan
17-12-2003, 15:53
Originariamente inviato da goldorak
La vita non e' dominata dalla tv.

Ecco, ricordiamolo sempre pero'.

twinpigs
17-12-2003, 15:53
:D godo nel vedere tanti :mc: :mc: :mc: :mc:

comunque gli allarmismi PRO-RETE4 sono esagerati per non dire STRUMENTALI! (ed ho detto tutto)


P.S.: Se rete4 va nel satellite a vantaggio di Europa7, e se Rai3 non fa pubblicità ....
behhhhh :confused:
IO CI VEDO SOLO:
1) VANTAGGI PER GLI UTENTI,

2) PLURALISMO (FINALMENTE ANCHE DI INFORMAZIONE SENZA RETE4)
e non venitemi a dire che RAI3 fa disinformazione
sento notizie interessantissime che nemmeno vengono sfiorate dagli altri 5 tg nazionali

in più si sentono anche CRITICHE RAGIONEVOLI ED OBIETTIVE CHE MERITANO DI ESSERE DIFFUSE

3) UN MOTIVO PER PAGARE IL CANONE (INVECE DI INVITARE A SUON DI MILIARDI SU RAI1 OSPITI CON LIVELLO CULTURALE PARI ALL'INDIFFERENZA!)

4) LA7 chissà, potrà beneficiare del cd. "vuoto pubblicitario" creato dal volo di rai4 sul sat ...
e LA7 sta crescendo e fa trasmissioni molto interessanti anche dal punto di vista del pluralismo (sono rimasto sorpreso in una puntata di 8/30 quando Ferrara parlava pacatamente e discutendo quasi senza preconcetti di marijuana e della manifestazione pro-resistenza iraq - il leader ha chiarito tante cose sconosciute grazie ai media italiani, che ha lasciato di stucco anche Ferrara circa i presupposti di quella manifestazione ... lo ha fatto parlare ed in effetti aveva tutte le sue ragioni dato che gli ha fatto "scoprire" cose nuove che non sono le propagande a senso unico della causa "bushiana" -)

GioFX
17-12-2003, 15:53
Come dice parax, Fede su Italia1 potrebbe essere una buona soluzione... meglio Fede (e ho detto tutto) di Giordano...

izutsu
17-12-2003, 15:55
Originariamente inviato da parax
ma non c'entra solo la politica, difatti se proprio ci tiene il cavaliere può mandare Fede su Italia1, nessuno glielo vieta, qui entra in ballo il mercato con le sue regole, c'è l'antitrust, concorrenza sleale, monopolizzazione del sistema informativo ottenuta illegalmente grazie alla politica, in nessun altra nazione democratica c'è una situazione simile o minimamente paragonabile tranne forse la Russia, ma volete aprire gli occhi o continuarvi ad aggrappare alla macchina del tempo e i bellissimi di rete4???

Ma a chi importa? Scusa ma piuttosto che mandare Rete4 su satellite perchè non obbligare il proprietario a vendere? Perchè si deve togliere alla gente una rete molto amata e DI QUALITA'? Cosa cambia ora che ha 1 rete in meno? Boh... io gli occhi li ho ben aperti sulla situazione, qualcuno forse li ha chiusi da un velo di politica... perchè devo rinunciare ai bellissimi per garantire maggiore pluralità d'informazione? Che la sinistra obblighi il proprietario di mediaset a vendere, perchè con tutti gli anni che è stata al governo non l'ha fatto?

Se non fosse intervenuto il presidente della repubblica già ci stava aspettando al varco la commissione antitrust dell'UE e l'OSCE che ha già fatto sapere che è una legge pessima e testuali parole "nessuno degli stati membri avrebbe previsto che un primo ministro di uno dei paesi membri dell'Unione avrebbe organizzato la legislazione sulle telecomunicazioni in modo da favorire il suo progetto politico e gli interessi economici suoi e della sua famiglia" e non lo dice Nanni Moretti ma l'austriaco Freimut Duve, il capo della sezione per la libertà di stampa dell'OSCE.

Io mi chiedo perchè gli altri paesi non guardano le loro di magagne... sempre a dare giudizi su come ci comportiamo... ma se agli italiani non piace leggere il giornale e piace guardare la de filippi che cosa vogliono? Ripeto, non si deve cambiare la tv ma il proprietario, se si vuole porre rimedio al problema dell'informazione... il resto son solo parole

GioFX
17-12-2003, 15:57
Ma poi, finiamola con questa storia di Rai3 senza pubblicità.

A parte che se fosse, per me sarebbe solo un bene, e poi il canone basta e avanza per coprire le spese di Rai 3 (e per me potrebbero anche alzarlo, se fanno un servizio davvero all'altezza, come in altri paesi)... non sta scritto da nessuna parte che Rai3 deve rinunciare alla pubblicità, è una pura invenzione... era solo una delle possibilità per controbilanciare la sentenza su Mediaset.

izutsu
17-12-2003, 15:57
Originariamente inviato da goldorak
Il problema e' che nella situazione attuale dove le 3 ret rai e le 3 reti mediaset si spartiscono quasi il 100% del mercato televisivo italiano impediscono ad altri attori di entrare in scena perche' gli introiti pubblicitari restanti non gli consentirebbero di far fronte alla spese. La legge parte da questa constatazione, e in questo sarai d'accordo con me o no ? Posso criticare la scelta di mandare rete 4 invece di canale 5 oppure italia 1 sul satellite ma se la possibilita' di avere un mercato piu' concorrenziale passa attraverso la messa in onda di rete 4 sul satellite allora ben venga.

Certo che convengo con te sulla questione pubblicità... ma pensi che in automatico i soldi che vanno a rete4 oggi andranno su Europa7 domani? Le aziende investono dove ci sono occhi che guardano... come dire che senza rete4 le aziende investiranno quei soldi su giornali e reti concorrenti... non è detto, non è scritto da nessuna parte...

jumpermax
17-12-2003, 15:57
Io proprio continuo a non capire. Da una parte c'è una rete vera con un migliaio di dipendenti e con un fatturato di 700 miliardi l'anno. Dall'altra c'è una rete che esiste solo nella testa di Fo e qualche girotondino, che ha capacità e mezzi attualmente ridicoli per non dire peggio e che dovrebbe secondo voi iniziare a trasmettere da quest'anno, non si sa bene da quali strutture, non si sa nemmeno cosa (ha già una rete no? cosa ci trasmette? quanto pubblico ha?)
E voi dite vabbè il monopolio ecc ecc. Il monopolio c'era sì 20 anni fa fino a quando chi sapete bene voi non è riuscito a mettere su un antagonista. Ora io mi chiedo primo se è vero che i soggetti devono avere 2 reti perché mai alla rai ne vanno concesse 3. La rai, Il MONOPOLIO DI STATO quella che ci siamo sorbiti per trenta anni.
Secondo perché mai ci debbano essere migliaia di frequenze occupate da stazioncine private che guardano al massimo le nonne del propietario. Agli occhi di chi fruisce il servizio non vedo quale sia il vantaggio visti gli ascolti. Terzo l'assurdo. Siccome 3 reti sono troppe non si dispone per la cessione di una rete ma per il suo annientamento. Perché di questo si tratta, cancellare una rete per decreto e mandare a casa i dipendenti. Ergo assumetevi la responsabilità delle vostre posizioni. Non volete rete4, vi sta fortemente sulle scatole e chi ci lavora è collaborazionista non merita alcun rispetto. A casa così imparano a fare i servi del regime.

goldorak
17-12-2003, 16:00
Originariamente inviato da izutsu
Ma a chi importa? Scusa ma piuttosto che mandare Rete4 su satellite perchè non obbligare il proprietario a vendere? Perchè si deve togliere alla gente una rete molto amata e DI QUALITA'?


Perche' nel caso non te ne fossi accorto Berlusconi non vuole assolutamente vendere una delle sue Reti. Se Berlusconi tenesse in considerazione il pubblicco televisivo di rete 4 potrebbe far questo, ma sapiamo che a lui interessa mantenere in atto il duopolio.

marcolan
17-12-2003, 16:01
Originariamente inviato da Fratello Cadfael
E siamo sicuri che Rete4 esista? E Canale 5? E siamo sicuri che nel 99 Di Stefano abbia vinto la concessione e Rete4 l'abbia persa? E siamo sicuri che dopo altre battaglie legali la Corte Costituzionale abbia posto come ultimo termine per Rete4 di occupare abusivamente le frequenze di 7 Plus il 31/12/03?
:rolleyes: :rolleyes:

Basta rispondere, se si sa farlo.

Quanto paga Canale5? Quanto ha pagato Di Stefano?

L'ultima tua frase tra l'altro cozza vistosamente con le affermazioni di occupazione abusiva che si sentono in giro.
Almeno fino al 1.o gennaio prossimo.

izutsu
17-12-2003, 16:01
Originariamente inviato da twinpigs
:D godo nel vedere tanti :mc: :mc: :mc: :mc:

comunque gli allarmismi PRO-RETE4 sono esagerati per non dire STRUMENTALI! (ed ho detto tutto)


P.S.: Se rete4 va nel satellite a vantaggio di Europa7, e se Rai3 non fa pubblicità ....
behhhhh :confused:
IO CI VEDO SOLO:
1) VANTAGGI PER GLI UTENTI,

2) PLURALISMO (FINALMENTE ANCHE DI INFORMAZIONE SENZA RETE4)
e non venitemi a dire che RAI3 fa disinformazione
sento notizie interessantissime che nemmeno vengono sfiorate dagli altri 5 tg nazionali

in più si sentono anche CRITICHE RAGIONEVOLI ED OBIETTIVE CHE MERITANO DI ESSERE DIFFUSE

3) UN MOTIVO PER PAGARE IL CANONE (INVECE DI INVITARE A SUON DI MILIARDI SU RAI1 OSPITI CON LIVELLO CULTURALE PARI ALL'INDIFFERENZA!)

4) LA7 chissà, potrà beneficiare del cd. "vuoto pubblicitario" creato dal volo di rai4 sul sat ...
e LA7 sta crescendo e fa trasmissioni molto interessanti anche dal punto di vista del pluralismo (sono rimasto sorpreso in una puntata di 8/30 quando Ferrara parlava pacatamente e discutendo quasi senza preconcetti di marijuana e della manifestazione pro-resistenza iraq - il leader ha chiarito tante cose sconosciute grazie ai media italiani, che ha lasciato di stucco anche Ferrara circa i presupposti di quella manifestazione ... lo ha fatto parlare ed in effetti aveva tutte le sue ragioni dato che gli ha fatto "scoprire" cose nuove che non sono le propagande a senso unico della causa "bushiana" -)

Dici che vedi ma non spieghi come fai a vedere...

1) quali vantaggi e perchè

2) pluralismo... certo, solo perchè fede è contro la tua parte politica eliminarlo non lede il pluralismo... certo, discorso corretto e garantista delle libertà di tutti

3) Certo.. sperando che il canone non aumenti troppo e che quell'aumento non serva a coprire i costi che hanno attualmente e non i costi di nuove trasmissioni + intelligenti

4) La7 potenzialmente è una buona tv... ma questo "vuoto pubblicitario" non è detto che verrà occupato da La7... non è che vista la mancanza di rete4 le aziende devono per forza fare pubblicità su altre reti... se non hanno un tornaconto non investono...

GioFX
17-12-2003, 16:02
Originariamente inviato da jumpermax
Io proprio continuo a non capire. Da una parte c'è una rete vera con un migliaio di dipendenti e con un fatturato di 700 miliardi l'anno. Dall'altra c'è una rete che esiste solo nella testa di Fo e qualche girotondino, che ha capacità e mezzi attualmente ridicoli per non dire peggio e che dovrebbe secondo voi iniziare a trasmettere da quest'anno, non si sa bene da quali strutture, non si sa nemmeno cosa (ha già una rete no? cosa ci trasmette? quanto pubblico ha?)
E voi dite vabbè il monopolio ecc ecc. Il monopolio c'era sì 20 anni fa fino a quando chi sapete bene voi non è riuscito a mettere su un antagonista. Ora io mi chiedo primo se è vero che i soggetti devono avere 2 reti perché mai alla rai ne vanno concesse 3. La rai, Il MONOPOLIO DI STATO quella che ci siamo sorbiti per trenta anni.
Secondo perché mai ci debbano essere migliaia di frequenze occupate da stazioncine private che guardano al massimo le nonne del propietario. Agli occhi di chi fruisce il servizio non vedo quale sia il vantaggio visti gli ascolti. Terzo l'assurdo. Siccome 3 reti sono troppe non si dispone per la cessione di una rete ma per il suo annientamento. Perché di questo si tratta, cancellare una rete per decreto e mandare a casa i dipendenti. Ergo assumetevi la responsabilità delle vostre posizioni. Non volete rete4, vi sta fortemente sulle scatole e chi ci lavora è collaborazionista non merita alcun rispetto. A casa così imparano a fare i servi del regime.

jumper, sei ridicolo nel tuo continuo voler ridicolizzare e falsificare la falsità, sia su Europa 7, che esiste nelle sue strutture e dipendenti, sia CONTINUANDO A FAR FINTA che non esiste UNA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE CHE MEDIASET HA IGNORATO PER ANNI, SENZA FARE NULLA PER IMPEDIRE LE CONSEGUENZE DELLA SUA APPLICAZIONE.

E' UNA SENTENZA, NON UN COLPO DI STATO DEI COMUNISTI GIROTONDINI.

Sveglia.

izutsu
17-12-2003, 16:04
Originariamente inviato da GioFX
Ma poi, finiamola con questa storia di Rai3 senza pubblicità.

A parte che se fosse, per me sarebbe solo un bene, e poi il canone basta e avanza per coprire le spese di Rai 3 (e per me potrebbero anche alzarlo, se fanno un servizio davvero all'altezza, come in altri paesi)... non sta scritto da nessuna parte che Rai3 deve rinunciare alla pubblicità, è una pura invenzione... era solo una delle possibilità per controbilanciare la sentenza su Mediaset.

Questa è nuova... spiega che proprio non la sapevo, che alternative ha?

Cmq non credo che tu ne sappia più dei dirigenti rai che sono preoccupati dalla mancanza di pubblicità... o forse sono di parte anche loro? Forse il canone aumentato basterà per pagare le trasmissioni che già ora fanno, non è detto che ne verranno fuori di nuove e migliori...

GioFX
17-12-2003, 16:04
Originariamente inviato da marcolan
Quanto paga Canale5? Quanto ha pagato Di Stefano?


Non paga Canale 5, paga Mediaset. Che diavolo centra Canale5? Non è Canale 5 ad operare su frequenze destinate a Europa7 e legate alla concesisone dal 1999 e confermate dalla cassazione nel 2002.

marcolan
17-12-2003, 16:05
Originariamente inviato da GioFX
Ma poi, finiamola con questa storia di Rai3 senza pubblicità.

A parte che se fosse, per me sarebbe solo un bene, e poi il canone basta e avanza per coprire le spese di Rai 3 (e per me potrebbero anche alzarlo, se fanno un servizio davvero all'altezza, come in altri paesi)... non sta scritto da nessuna parte che Rai3 deve rinunciare alla pubblicità, è una pura invenzione... era solo una delle possibilità per controbilanciare la sentenza su Mediaset.

Questa mi giunge nuova, se R4 se ne va Rai3 automaticamente deve rinunciare alle pubblicità.
Questo l'hanno detto da ogni dove, politicamente parlando.

marcolan
17-12-2003, 16:06
Originariamente inviato da GioFX
Non paga Canale 5, paga Mediaset. Che diavolo centra Canale5? Non è Canale 5 ad operare su frequenze destinate a Europa7 e legate alla concesisone dal 1999 e confermate dalla cassazione nel 2002.


Volevo sapere quanto costa una concessione, se vuoi dimmi quanto paga LA7.
E quanto ha pagato Di Stefano.

goldorak
17-12-2003, 16:06
Originariamente inviato da jumpermax
Terzo l'assurdo. Siccome 3 reti sono troppe non si dispone per la cessione di una rete ma per il suo annientamento. Perché di questo si tratta, cancellare una rete per decreto e mandare a casa i dipendenti. Ergo assumetevi la responsabilità delle vostre posizioni. Non volete rete4, vi sta fortemente sulle scatole e chi ci lavora è collaborazionista non merita alcun rispetto. A casa così imparano a fare i servi del regime.


Insomma, rete4 aveva 4 anni per adeguarsi al possibile passaggio sul satellite avviando una riorganizzazione aziendale. E' una azienda privata non pubblica, e le aziende private non fanno beneficienza inseguono solo il profitto. Quindi questa scusa del licenziamento per non passare sul satellite e' una scusa e basta. Berlusconi non vuole mandare rete4 sul satellite non perche' chiuderebbe ma perche' guadagnerebbe molto meno.

izutsu
17-12-2003, 16:07
Originariamente inviato da goldorak
Perche' nel caso non te ne fossi accorto Berlusconi non vuole assolutamente vendere una delle sue Reti. Se Berlusconi tenesse in considerazione il pubblicco televisivo di rete 4 potrebbe far questo, ma sapiamo che a lui interessa mantenere in atto il duopolio.

Incredibile... cosa importa quello che lui vuole? Come lo obbligano a mandare rete4 su satellite possono obbligarlo a vendere... potevano almeno, fino a quando sono stati al governo mi sembra che l'unica cosa che hanno fatto è stato permettere a rete4 di trasmettere fino al 31-12-2003... ma forse anche l'attuale opposizione è collusa con chi governa ed è tutto un graaaaaande fratello...

GioFX
17-12-2003, 16:09
Originariamente inviato da izutsu
Questa è nuova... spiega che proprio non la sapevo, che alternative ha?


Dimmi dove è scritto che Rai3 deve rinunciare alla pubblicità. E' una possibilità, la più facile da attuare, ma non è l'unica ne tantomeno è imposta. La sentenza della Cassazione riguarda esclusivamente Rete4.


forse sono di parte anche loro?

ecco appunto, ma venuto in mente che Cattaneo&Co. abbiano tutto l'interesse, come Mediaset, a presentare la situazione dove si sono ficcati LORO, come un attacco al patrimonio delle rispettive aziende?

Cmq le opinioni di Cattaneo in merito sono ben note...

parax
17-12-2003, 16:10
Originariamente inviato da izutsu
Ma a chi importa? Scusa ma piuttosto che mandare Rete4 su satellite perchè non obbligare il proprietario a vendere? Perchè si deve togliere alla gente una rete molto amata e DI QUALITA'? Cosa cambia ora che ha 1 rete in meno? Boh... io gli occhi li ho ben aperti sulla situazione, qualcuno forse li ha chiusi da un velo di politica... perchè devo rinunciare ai bellissimi per garantire maggiore pluralità d'informazione? Che la sinistra obblighi il proprietario di mediaset a vendere, perchè con tutti gli anni che è stata al governo non l'ha fatto?

Se permetti a me importa, con il tuo ragionamento Mediaset la faresti arrivare ad avere tutte e 12 le TV nazionali, anche se è frutto di intrighi politici, basta che faccia programmi di qualità.
Obbligare a vendere? Bene e a che prezzo? E se nessuno vuole pagare quel prezzo?
Se proprio non cambia niente non vedo allora la necessità di tanto dimenarsi, invece cambia eccome ci sono diverse centinania di miliardi in gioco, velo di politica? certo certo, tutti pericolosi comunisiti antiberlusconiani, il presidente ciampi, l'UE, l'OSCE, RSF, la federazione della stampa italiana, le federazioni internazionali. La sinistra obbligare a vendere? guarda che è un problema serio e reale, non ci si può ancora aggrappare a COMUNISTI.



Io mi chiedo perchè gli altri paesi non guardano le loro di magagne... sempre a dare giudizi su come ci comportiamo... ma se agli italiani non piace leggere il giornale e piace guardare la de filippi che cosa vogliono? Ripeto, non si deve cambiare la tv ma il proprietario, se si vuole porre rimedio al problema dell'informazione... il resto son solo parole

Questa si che è bella, noi facciamo parte di una comunità economica non possiamo mica fare come stracazzo ci pare e piace, abbiamo interessi all'estero e gli altri stati hanno interessi da noi, ed il mercato è regolamentato, anche se cambiasse il proprietario resta il fatto che 3 reti sono troppe, ed occupano una posizione dominante sul mercato, il fatto che poi il proprietario è il capo del governo è un aggravante, una cosa del genere solo qui da noi poteva succedere, e come dicono i francesi allargando le braccia, C'est l'Italie.

izutsu
17-12-2003, 16:11
Originariamente inviato da GioFX
Dimmi dove è scritto che Rai3 deve rinunciare alla pubblicità. E' una possibilità, la più facile da attuare, ma non è l'unica ne tantomeno è imposta. La sentenza della Cassazione riguarda esclusivamente Rete4.


Non lo so, te lo sto chiedendo... visto che lo dicono tutti che RaiTre perderà la pubblicità...

jumpermax
17-12-2003, 16:11
Originariamente inviato da GioFX
jumper, sei ridicolo nel tuo continuo voler ridicolizzare e falsificare la falsità, sia su Europa 7, che esiste nelle sue strutture e dipendenti, sia CONTINUANDO A FAR FINTA che non esiste UNA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE CHE MEDIASET HA IGNORATO PER ANNI, SENZA FARE NULLA PER IMPEDIRE LE CONSEGUENZE DELLA SUA APPLICAZIONE.

E' UNA SENTENZA, NON UN COLPO DI STATO DEI COMUNISTI GIROTONDINI.

Sveglia.
Mediaset? E che accidenti doveva fare mediaset? Qualcosa semmai dovevano fare i governi, ma nessuno ha mosso un dito, se proprio questo era il problema. Questo governo dice, per liberalizzare il mercato (che faccio notare non è monopolizzato da un unico soggetto, non stiamo parlando di Enel) moltiplichiamo gli spazi. Cambio radicale di tecnologia (e già qua vuol dire che non è molto sensato investire in tecnologie analogiche) passaggio al digitale e liberalizzazione del mercato. C'è bisogno per fare questo di cancellare una rete avviata e di successo? E dove sta scritto che sia giusto? Perché lo dice la corte costituzionale? Li paga la corte costituzionale i lavoratori messi a casa per ingiunzione poi? O li tirano fuori loro 700 miliardi per rete 4? Se facciamo così allora possono mandarla dove gli pare anche su marte, metti che il satellite sia troppo vicino...

GioFX
17-12-2003, 16:14
Originariamente inviato da jumpermax
Terzo l'assurdo. Siccome 3 reti sono troppe non si dispone per la cessione di una rete ma per il suo annientamento. Perché di questo si tratta, cancellare una rete per decreto e mandare a casa i dipendenti. Ergo assumetevi la responsabilità delle vostre posizioni. Non volete rete4, vi sta fortemente sulle scatole e chi ci lavora è collaborazionista non merita alcun rispetto. A casa così imparano a fare i servi del regime.

Ma parli senza conoscere minimamente i fatti o per far solo chiudere il thread, come al solito?!?

La Corte Costituzionale ha previsto il passaggio di Rete4 alla trasmissione via vavo o via satellite entro una certa data, rispetto alla vendita, perchè l'alienazione di una rete ad altri è una cosa ben più drastica, e difficilmente Mediaset l'avrebbe accettato.

Non IMPONE la chisurua, questo te lo inventi tu o, peggio, dai ascolto a chi ha interesse a ingingantire in senso drammatico e totalmente strumentale un fatto che, per'altro, ERA DECISO E NOTO DA ANNI.

Assumetevi la responsabilità?!?!? MA CHI, SPERO TU VOGLIA INTENDERE MEDIASET, EH?

izutsu
17-12-2003, 16:17
Originariamente inviato da parax
Se permetti a me importa, con il tuo ragionamento Mediaset la faresti arrivare ad avere tutte e 12 le TV nazionali, anche se è frutto di intrighi politici, basta che faccia programmi di qualità.
Obbligare a vendere? Bene e a che prezzo? E se nessuno vuole pagare quel prezzo?
Se proprio non cambia niente non vedo allora la necessità di tanto dimenarsi, invece cambia eccome ci sono diverse centinania di miliardi in gioco, velo di politica? certo certo, tutti pericolosi comunisiti antiberlusconiani, il presidente ciampi, l'UE, l'OSCE, RSF, la federazione della stampa italiana, le federazioni internazionali. La sinistra obbligare a vendere? guarda che è un problema serio e reale, non ci si può ancora aggrappare a COMUNISTI.

E allora mandiamola su satellite e indeboliamo una grande azienda italiana come Mediaset... tanto siamo abituati a cose del genere da decenni no? Murdock era interessato... il fatto che non sia stata nemmeno contemplata l'eventualità della vendità la dice lunga sul "velo di politica"... una persona libera da pregiudizi ci avrebbe pensato, ci avrebbe provato... potevano dire "se non la vendi entro il 2003 rete4 finisce su satellite"... ma no, non era logica come soluzione...



Questa si che è bella, noi facciamo parte di una comunità economica non possiamo mica fare come stracazzo ci pare e piace, abbiamo interessi all'estero e gli altri stati hanno interessi da noi, ed il mercato è regolamentato, anche se cambiasse il proprietario resta il fatto che 3 reti sono troppe, ed occupano una posizione dominante sul mercato, il fatto che poi il proprietario è il capo del governo è un aggravante, una cosa del genere solo qui da noi poteva succedere, e come dicono i francesi allargando le braccia, C'est l'Italie.

Ma chi ha detto che devono restare tutte e 3 nelle mani di uno? Potevano obbligare a vendere la quota di maggioranza o addirittura tutto... le soluzioni alternative ci sono, non puoi negarlo... ora invece avremo meno scelta e meno libertà... perchè com'è giusto che si esprima la guzzanti è giusto che lo possa fare anche fede, no? Che poi per te sia meglio non avere fede poco importa, per me è meglio non avere la guzzanti

y4mon
17-12-2003, 16:18
Originariamente inviato da GioFX
jumper, sei ridicolo nel tuo continuo voler ridicolizzare e falsificare la falsità, sia su Europa 7, che esiste nelle sue strutture e dipendenti, sia CONTINUANDO A FAR FINTA che non esiste UNA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE CHE MEDIASET HA IGNORATO PER ANNI, SENZA FARE NULLA PER IMPEDIRE LE CONSEGUENZE DELLA SUA APPLICAZIONE.

E' UNA SENTENZA, NON UN COLPO DI STATO DEI COMUNISTI GIROTONDINI.

Sveglia.

La sentenza della Corte ha sancito nel 31 dicembre 2003 la data di passaggio al Satellite.
Mi pare che non sia ancora passato...
;)

Riguardo alle cose ignorate ci sarebbe da ricordare un referendum... ah ma quello l'avevano votato solo i cittadini... non i politici.

Certo che se ne leggono delle belle:

secondo qualcuno di voi R4 sta trasmettendo abusivamente con le frequenze di Europa7?

Siamo seri.

A seconda delle simpatie politiche citiamo le leggi che ci piacciono e magari dimentichiamo i referendum (repetita juvant...).

Mi dispiace x qualcuno ma le frequenze sono come le vecchie licenze degli esercizi commerciali, se occupate regorlarmente
possono essere vendute e comprate.
Non mi risulta che Mediaset abbia venduto ad Europa7 le frequenze occupate con la concessione di R4.
Mi risulta che tale concessione sia valida (stando alle leggi attuali) fino al 31 dicembre 2003.

Se non ci sarà un decreto legge che modifichi la situazione, il 31 dicembre i tecnici Mediaset passeranno il Capodanno a
spegnere i ripetitori terrestri.

Da utente che non guarda mai R4 e poco Rai3 (Reporter/Mi manda Rai3 a parte...) sono dispiaciuto se non ci saranno o ci
saranno gambizzate (rai3) nelle risorse.
Sono convinto che + emittenti ci siano e meglio sia x tutti.

Quanto alle ironie sul sindacalismo fatte da qualcuno credo se quel qualcuno fosse un dipendente delle 2 aziende sarebbe meno ironico.

Non ci vuole un mago della finanza x capire che se gl'introiti di un'azienda si ridurranno di 1/4 o 1/5 (teniamoci bassi) i
primi a rimetterci saranno i dipendenti, magari i numeri non saranno quelli sparati da qualcuno, ma fossero anche solo 500 x parte, che facciamo ci scherziamo su?!

Ah dimenticavo Mediaset era a conoscenza... e doveva pensarci prima... a licenziare.

O pensate sia un sacrificio necessario x liberarsi di Fede?

O pensate che li assuma europa7 i dipendenti Rai e Mediaset?

Ah già, è solo uno spauracchio utilizzato da certa parte politica...

Qualcuno che è convinto di danneggiare con un certo tipo di provvedimenti qualche personaggio politico, non ha capito che
così rischia di ottenere l'effetto contrario, gli dà ancora l'occasione x fare il martire e marciarci ancor + sulla pelle dei lavoratori.

Poi pensatela pure come volete ma una certa ironia (girotondina... te lo dico senza urlare) risparmiatevela.

Ciao
Y4mon

P.S. xParax: Ho un amico che (guarda caso...) è proprio un operaio Fiat e t'assicuro che non le auguro a nessuno situazioni del genere.
L'unico modo x sconfiggere il vs.antagonista politico è non votarlo e convincere con proposte serie gli altri a non votarlo, non certo gambizzando le aziende che a prescindere di chi ne sia il proprietario sono una risorsa x il paese oltre che la fonte di sostentamento x migliaia di famiglie.

GioFX
17-12-2003, 16:19
Originariamente inviato da jumpermax
Mediaset? E che accidenti doveva fare mediaset? Qualcosa semmai dovevano fare i governi, ma nessuno ha mosso un dito, se proprio questo era il problema. Questo governo dice, per liberalizzare il mercato (che faccio notare non è monopolizzato da un unico soggetto, non stiamo parlando di Enel) moltiplichiamo gli spazi. Cambio radicale di tecnologia (e già qua vuol dire che non è molto sensato investire in tecnologie analogiche) passaggio al digitale e liberalizzazione del mercato. C'è bisogno per fare questo di cancellare una rete avviata e di successo? E dove sta scritto che sia giusto? Perché lo dice la corte costituzionale? Li paga la corte costituzionale i lavoratori messi a casa per ingiunzione poi? O li tirano fuori loro 700 miliardi per rete 4? Se facciamo così allora possono mandarla dove gli pare anche su marte, metti che il satellite sia troppo vicino...

Ma che discorso eh? passi da un discorso all'altro mischiando fatti e ragionamenti del tutto diversi...

conosci il significato della parola "legge"?!?

Guarda che il governo "precedente" nel 1997 ha fatto solo gli interessi di Mediaset con la legge Maccanico, e già allora la prima sentenza della Corte Costituzionale dichiarò INCOSTITUZIONALE parte della legge, che infatti fu rivista introducendo questa minchiata di digitale terrestre con la scusa di fotografare l'esistente regime di monopolio Rai-Mediaset, dato che il DT non sarà diffuso prima del 2010-12...

Chi li paga i lavoratori Alcatel, Alitalia, ecc..?!? ma che c'entra?!?

jumpermax
17-12-2003, 16:21
Originariamente inviato da GioFX
Ma che discorso eh? passi da un discorso all'altro mischiando fatti e ragionamenti del tutto diversi...

conosci il significato della parola "legge"?!?

Guarda che il governo "precedente" nel 1997 ha fatto solo gli interessi di Mediaset con la legge Maccanico, e già allora la prima sentenza della Corte Costituzionale dichiarò INCOSTITUZIONALE parte della legge, che infatti fu rivista introducendo questa minchiata di digitale terrestre con la scusa di fotografare l'esistente regime di monopolio Rai-Mediaset, dato che il DT non sarà diffuso prima del 2010-12...

Chi li paga i lavoratori Alcatel, Alitalia, ecc..?!? ma che c'entra?!?
Ma l'hai letta la legge?

parax
17-12-2003, 16:22
Originariamente inviato da jumpermax
Mediaset? E che accidenti doveva fare mediaset? Qualcosa semmai dovevano fare i governi, ma nessuno ha mosso un dito, se proprio questo era il problema. Questo governo dice, per liberalizzare il mercato (che faccio notare non è monopolizzato da un unico soggetto, non stiamo parlando di Enel) moltiplichiamo gli spazi. Cambio radicale di tecnologia (e già qua vuol dire che non è molto sensato investire in tecnologie analogiche) passaggio al digitale e liberalizzazione del mercato. C'è bisogno per fare questo di cancellare una rete avviata e di successo? E dove sta scritto che sia giusto? Perché lo dice la corte costituzionale? Li paga la corte costituzionale i lavoratori messi a casa per ingiunzione poi? O li tirano fuori loro 700 miliardi per rete 4? Se facciamo così allora possono mandarla dove gli pare anche su marte, metti che il satellite sia troppo vicino...

Certo, ma converrai con me che si tratta solo di un raggiro, e difatti è quello che ha detto Ciampi, non si può fare affidamento sul nulla, poi questo tuo sindacalismo a difesa dei lavoratori proprio mi mancava. 700 miliardi de che??? dovrebbero solo ringraziare per tutti questi anni che hanno lucrato illegalmente su frequenze non loro, è Europa7 che dovrebbe essere risarcita dallo stato.
Che è una rete avviata e di successo buon per loro, ma ricorderai l'Agip che è stata costretta a vendere metà dei suoi distributori proprio per posizione dominante sul marcato? Anch'essa era di successo, grazie al piffero aveva il 75% dei distributori d'Italia, grazie a quella legge ora è avviata e di successo anche Q8, Tamoil ecc....

izutsu
17-12-2003, 16:22
Originariamente inviato da y4mon
La sentenza della Corte ha sancito nel 31 dicembre 2003 la data di passaggio al Satellite.
Mi pare che non sia ancora passato...
;)

Riguardo alle cose ignorate ci sarebbe da ricordare un referendum... ah ma quello l'avevano votato solo i cittadini... non i politici.

Certo che se ne leggono delle belle:

secondo qualcuno di voi R4 sta trasmettendo abusivamente con le frequenze di Europa7?

Siamo seri.

A seconda delle simpatie politiche citiamo le leggi che ci piacciono e magari dimentichiamo i referendum (repetita juvant...).

Mi dispiace x qualcuno ma le frequenze sono come le vecchie licenze degli esercizi commerciali, se occupate regorlarmente
possono essere vendute e comprate.
Non mi risulta che Mediaset abbia venduto ad Europa7 le frequenze occupate con la concessione di R4.
Mi risulta che tale concessione sia valida (stando alle leggi attuali) fino al 31 dicembre 2003.

Se non ci sarà un decreto legge che modifichi la situazione, il 31 dicembre i tecnici Mediaset passeranno il Capodanno a
spegnere i ripetitori terrestri.

Da utente che non guarda mai R4 e poco Rai3 (Reporter/Mi manda Rai3 a parte...) sono dispiaciuto se non ci saranno o ci
saranno gambizzate (rai3) nelle risorse.
Sono convinto che + emittenti ci siano e meglio sia x tutti.

Quanto alle ironie sul sindacalismo fatte da qualcuno credo se quel qualcuno fosse un dipendente delle 2 aziende sarebbe meno ironico.

Non ci vuole un mago della finanza x capire che se gl'introiti di un'azienda si ridurranno di 1/4 o 1/5 (teniamoci bassi) i
primi a rimetterci saranno i dipendenti, magari i numeri non saranno quelli sparati da qualcuno, ma fossero anche solo 500 x parte, che facciamo ci scherziamo su?!

Ah dimenticavo Mediaset era a conoscenza... e doveva pensarci prima... a licenziare.

O pensate sia un sacrificio necessario x liberarsi di Fede?

O pensate che li assuma europa7 i dipendenti Rai e Mediaset?

Ah già, è solo uno spauracchio utilizzato da certa parte politica...

Qualcuno che è convinto di danneggiare con un certo tipo di provvedimenti qualche personaggio politico, non ha capito che
così rischia di ottenere l'effetto contrario, gli dà ancora l'occasione x fare il martire e marciarci ancor + sulla pelle dei lavoratori.

Poi pensatela pure come volete ma una certa ironia (girotondina... te lo dico senza urlare) risparmiatevela.

Ciao
Y4mon

P.S. xParax: Ho un amico che (guarda caso...) è proprio un operaio Fiat e t'assicuro che non le auguro a nessuno situazioni del genere.
L'unico modo x sconfiggere il vs.antagonista politico è non votarlo e convincere con proposte serie gli altri a non votarlo, non certo gambizzando le aziende che a prescindere di chi ne sia il proprietario sono una risorsa x il paese oltre che la fonte di sostentamento x migliaia di famiglie.

Straquoto e batto le mani, complimenti :)

izutsu
17-12-2003, 16:24
Originariamente inviato da parax

Che è una rete avviata e di successo buon per loro, ma ricorderai l'Agip che è stata costretta a vendere metà dei suoi distributori proprio per posizione dominante sul marcato? Anch'essa era di successo, grazie al piffero aveva il 75% dei distributori d'Italia, grazie a quella legge ora è avviata e di successo anche Q8, Tamoil ecc....

Appunto, obbligata a vendere... non hanno trasferito i distributori sul satellite...

GioFX
17-12-2003, 16:26
Originariamente inviato da jumpermax
Ma l'hai letta la legge?

Io su, tu evidentemente no.

Vuoi l'indirizzo del ministero delle Comunicazioni?

GioFX
17-12-2003, 16:30
E' incredibile come siete riusciti a stravolgere la realtà... compliementi, tipico e prevedibili... ancora bravi!

Non lo sapevo che erano stati quei mangiabambini criminali a creare ad arrivare a questo, non sapevo che avessere scritto loro le sentenze della corte costituzionale, le decisioni dell'anti-trust e dell'authority per le comunicazioni, nonchè la legge di questo governo rimandata alle camere senza motivo alcuno da quel comunista del PDR... non lo sapevo... bravi davvero.

GioFX
17-12-2003, 16:30
Doppio.

GioFX
17-12-2003, 16:30
Triplo.

anonimizzato
17-12-2003, 16:33
circuito Europa7:yeah:

GioFX
17-12-2003, 16:34
Corte Costituzionale, sentenza 20 novembre 2002 n. 466

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori:

- Cesare RUPERTO Presidente
- Riccardo CHIEPPA Giudice
- Gustavo ZAGREBELSKY Giudice
- Valerio ONIDA Giudice
- Carlo MEZZANOTTE Giudice
- Fernanda CONTRI Giudice
- Guido NEPPI MODONA Giudice
- Piero Alberto CAPOTOSTI Giudice
- Annibale MARINI Giudice
- Franco BILE Giudice
- Giovanni Maria FLICK Giudice
- Francesco AMIRANTE Giudice
- Ugo DE SIERVO Giudice
- Romano VACCARELLA Giudice
- Paolo MADDALENA Giudice

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 6, e dell'art. 3, commi 6 e 7, della legge 31 luglio 1997, n. 249 (Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo), promosso con ordinanza emessa il 31 gennaio 2001 dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio sul ricorso proposto da Adusbef-Associazione utenti e consumatori ed altri contro la Presidenza del Consiglio dei ministri ed altri, iscritta al n. 374 del registro ordinanze 2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 21, prima serie speciale, dell'anno 2001.

Visti gli atti di costituzione di Adusbef, di Centro Europa 7 s.r.l., di Rete A s.r.l., di TV Internazionale s.p.a. ed altra, di Prima TV s.p.a. ed altra, di R.T.I.-Reti Televisive Italiane s.p.a. e della Rai-Radiotelevisione Italiana s.p.a., nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri.

Udito nell'udienza pubblica dell'8 ottobre 2002 il Giudice relatore Riccardo Chieppa;

uditi gli avvocati Massimo Cerniglia per Adusbef, Giuseppe Oneglia, Renzo Vistarini e Raffaele Izzo per Centro Europa 7 s.r.l., Federico Sorrentino per Rete A s.r.l., Piero D'Amelio per TV Internazionale s.p.a. ed altra, Felice Vaccaro e Giuseppe Morbidelli per Prima TV s.p.a. ed altra, Aldo Bonomo, Aldo Frignani e Luigi Medugno per R.T.I.-Reti Televisive Italiane s.p.a., Filippo Satta per la RAI-Radiotelevisione Italiana s.p.a. e l'Avvocato dello Stato Giorgio D'Amato per il Presidente del Consiglio dei ministri.

Ritenuto in fatto

1.- Con ricorso del 25 ottobre 1999 l'Adusbef-Associazione utenti e consumatori, la Tbs-Television Broadcasting System s.p.a, il Cnt-Coordinamento nazionale televisioni, il Comitato per la tutela dei diritti della libera manifestazione del pensiero e del pluralismo e l'Associazione utenti televisivi adivano il Tribunale amministrativo regionale del Lazio chiedendo l'annullamento: 1) dei provvedimenti, emessi in data 30 luglio 1999 (rectius: 28 luglio 1999), dal Ministro delle comunicazioni di rilascio delle concessioni ed autorizzazioni per la radiodiffusione televisiva privata in ambito nazionale su frequenze terrestri; 2) del regolamento per il rilascio delle suddette concessioni, approvato con deliberazione 1° dicembre 1998 dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom); 3) del regolamento e del disciplinare per il funzionamento della Commissione per la determinazione degli aventi diritto alle concessioni; 4) dei provvedimenti di negazione del diritto di accesso.

Nel corso di tale giudizio, il Tar adito ha sollevato, con ordinanza 31 gennaio 2001, questione incidentale di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 6, e dell'art. 3, commi 6 e 7, della legge 31 luglio 1997, n. 249 (Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo), in riferimento agli artt. 3, 21, 136, nonché, nella sola motivazione, all'art. 41 della Costituzione.

2.- Osserva il Tribunale rimettente che le norme impugnate, pur prescrivendo, in ossequio a quanto statuito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 420 del 1994, che non è consentito ad uno stesso soggetto di irradiare più del 20% dei programmi televisivi su frequenze terrestri in ambito nazionale, hanno poi demandato all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di "stabilire un periodo transitorio nel quale non vengono applicati i limiti" suddetti (art. 2, comma 6); più in particolare, continua il giudice a quo, l'art. 3, comma 6, consentirebbe l'esercizio delle reti eccedenti "a condizione che le trasmissioni siano effettuate contemporaneamente su frequenze terrestri e via satellite o via cavo", nonché "esclusivamente via cavo o via satellite", dopo lo spirare del termine che l'Autorità - "in relazione all'effettivo e congruo sviluppo dell'utenza dei programmi radiotelevisivi via satellite e via cavo" - avrebbe indicato (art. 3, comma 7).

Il descritto assetto normativo avrebbe determinato, secondo il Tar, una evidente violazione dei principi della ragionevolezza, del pluralismo nella manifestazione del pensiero e della libertà di iniziativa economica, così come affermati dalla citata sentenza n. 420 del 1994, il cui contenuto risulterebbe, quindi, palesemente eluso, con l'ulteriore violazione dell'art. 136 della Costituzione. Le disposizioni legislative denunciate, attribuendo, infatti, all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni un potere non delimitato nel tempo, consentirebbero l'indefinita protrazione del regime televisivo giudicato incostituzionale.

3.- Il Tar ritiene che le questioni sollevate siano rilevanti per la definizione del giudizio instaurato, sottolineando che l'insieme degli atti impugnati sarebbe stato adottato nella vigenza del predetto regime transitorio. Il rilascio delle concessioni sarebbe avvenuto, pertanto, utilizzando "le risorse quali risultavano disponibili dopo aver assicurato, in applicazione della normativa impugnata, la continuità della gestione alle imprese che superavano il predetto limite", con la conseguenza che, ove il detto regime transitorio venisse caducato, "risulterebbe incrementata la disponibilità di frequenze da assegnare ad altri aspiranti, con evidente beneficio del pluralismo nella manifestazione del pensiero e nell'informazione".

4.- Le questioni di costituzionalità sono ritenute dal giudice a quo non manifestamente infondate in riferimento agli artt. 3, 21 e 136 della Costituzione, nonché in riferimento al principio della libertà di iniziativa economica, richiamato nella sola motivazione dell'ordinanza.

Il collegio rimettente sottolinea, a tal proposito, che la richiamata sentenza n. 420 del 1994 avrebbe consentito la protrazione - limitatamente al periodo transitorio indicato dal decreto-legge 27 agosto 1993, n. 323 (Provvedimenti urgenti in materia radiotelevisiva) - del regime previsto dall'art. 15, comma 4, della legge 6 agosto 1990, n. 223 (Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato), dalla stessa sentenza giudicato incostituzionale, nonché la provvisoria legittimazione dei concessionari a proseguire nell'attività di trasmissione, così escludendosi un "vuoto" normativo.

Tale periodo, che non avrebbe dovuto superare la data dell'agosto del 1996, è stato prorogato fino al 31 luglio del 1997 dal decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545 (Disposizioni urgenti per l'esercizio dell'attività radiotelevisiva), convertito, con modificazioni, nella legge 23 dicembre 1996, n. 650. La legge n. 249 del 1997, anziché sancire - prosegue il collegio rimettente - il definitivo superamento del precedente assetto normativo dichiarato incostituzionale, avrebbe rinviato ad una data imprecisata l'efficacia dei limiti anticoncentrativi dalla stessa previsti, con consequenziale violazione degli artt. 3 e 21 della Costituzione, nonché dell'art. 136 per elusione del giudicato costituzionale di cui alla citata sentenza n. 420 del 1994.

Il collegio rimettente conclude ritenendo non condivisibili i rilievi prospettati dai controinteressati, secondo i quali, da un lato, il legislatore conserverebbe un ampio margine di discrezionalità nel graduare nel tempo trasformazioni coinvolgenti rilevanti interessi, dall'altro sarebbe pienamente legittimo il conferimento di poteri regolatori ad un'Autorità amministrativa indipendente, al fine di determinare il momento più opportuno per la transizione dal regime provvisorio a quello definitivo. Osserva, infatti, il Tar del Lazio che "la sentenza n. 420 del 1994 ha già accordato al legislatore una moratoria di circa due anni, inutilmente decorsa ed illegittimamente dilatata", e che "degli istituti invocati dalle parti resistenti non può farsi un uso strumentale, che si risolva nella grave lesione del giudicato costituzionale e nella plateale violazione dei principi in esso affermati".

5.- E' intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, nella persona dell'avvocato Giorgio D'Amato, deducendo l'inammissibilità e l'infondatezza della questione sollevata.

In particolare, si sostiene l'inammissibilità per difetto di rilevanza sulla base del seguente ordine di motivi:

a) l'ordinanza di rimessione fonderebbe il giudizio di rilevanza sull'erroneo presupposto dell'impugnazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione televisiva, rimasto, invece, "estraneo" all'oggetto del giudizio a quo;

b) il Tar assumerebbe erroneamente che le concessioni sarebbero state rilasciate utilizzando le risorse disponibili rimaste libere dopo aver assicurato la continuità della gestione alle "reti eccedenti". L'affermazione sarebbe, secondo la difesa erariale, non corretta, in quanto tutte le frequenze destinate al servizio di radiodiffusione televisiva dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze adottato dal Ministro delle comunicazioni sono state assegnate dal piano elaborato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. L'eventuale caducazione del regime transitorio censurato non potrebbe comportare, pertanto, l'incremento della disponibilità di frequenze da attribuire ad altri aspiranti, come ritenuto, invece, dal giudice rimettente;

c) quest'ultimo, inoltre, considererebbe applicabile alla fattispecie oggetto del giudizio il comma 6 dell'art. 2 della legge n. 249 del 1997. La predetta disposizione, rileva l'Avvocatura, si indirizza, viceversa, ai soli programmi in tecnica digitale (o numerica) e non anche a quelli trasmessi in tecnica analogica, che sono gli unici ad essere presi in considerazione dai provvedimenti impugnati.

Inoltre, il medesimo art. 2, comma 6, quando menziona le "autorizzazioni" si riferirebbe esclusivamente ai provvedimenti autorizzatori rilasciati sia per la ripetizione di segnali di emittenti estere o della concessionaria pubblica di cui agli artt. 38 e 43 della legge 14 aprile 1975, n. 103 (Nuove norme in materia di diffusione radiofonica e televisiva), sia per i trasferimenti di proprietà di società esercenti l'attività radiotelevisiva di cui all'art. 1, comma 6, lettera c), numero 13, della stessa legge n. 249 del 1997. La norma, dunque, non disciplinerebbe la situazione delle reti eccedenti, per l'esercizio delle quali non occorrerebbe alcuna autorizzazione ministeriale.

L'Avvocatura generale dello Stato conclude le proprie argomentazioni difensive, in punto di rilevanza, ritenendo la questione sollevata astratta perché non strumentale alla tutela delle posizioni soggettive azionate nel giudizio.

Sotto altro profilo, la difesa dello Stato deduce l'inammissibilità della questione sollevata, in quanto il suo accoglimento inciderebbe sulla scelta legislativa di determinare le modalità di messa a regime del sistema misto disciplinato dalla legge censurata.

6.- Nel merito, l'Avvocatura sostiene l'infondatezza delle censure con riferimento a tutti i parametri costituzionali evocati.

Il rimettente non avrebbe, infatti, spiegato le ragioni dell'asserita violazione dei principi del pluralismo e di ragionevolezza, limitandosi a richiamare l'ordine delle argomentazioni sviluppato nella sentenza n. 420 del 1994.

Il richiamo sarebbe non corretto, nella prospettiva della difesa erariale, secondo la quale l'attuale giudizio si svolgerebbe sotto la vigenza di un diverso assetto normativo che, in ossequio alle prescrizioni contenute nella predetta decisione, avrebbe limitato il numero delle reti assentibili ad uno stesso operatore privato (art. 2, comma 6).

Ad avviso dell'Avvocatura la disciplina contenuta nell'art. 3, commi 6 e 7, non potrebbe protrarre, senza soluzione di continuità, il regime transitorio precedente il 1997. La norma, infatti, risponderebbe ad una logica coerente con il differente scenario normativo e tecnico (legato alla rivoluzione digitale e al processo di convergenza in atto) nel quale si applicherebbe.

La rapida evoluzione tecnologica, conclude l'Avvocatura, ha portato di recente il legislatore a differire, con decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5 (Disposizioni urgenti per il differimento di termini in materia di trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali, nonché per il risanamento di impianti radiotelevisivi), convertito, con modificazioni, nella legge 20 marzo 2001, n. 66, i termini per il rilascio delle concessioni per la radiodiffusione televisiva privata in ambito locale su frequenze terrestri in tecnica analogica. Ciò al fine di favorire, senza gravosi oneri di riconversione e ristrutturazione, il migliore e più rapido passaggio ad un sistema di trasmissione in tecnica digitale.

7.- E' intervenuta nel giudizio l'Adusbef-Associazione utenti e consumatori, rappresentata e difesa dall'avvocato Massimo Cerniglia, chiedendo l'accoglimento della sollevata questione di legittimità costituzionale, con richiamo alle argomentazioni già contenute nell'ordinanza del Tar.

8.- Si è costituita la RAI-Radiotelevisione Italiana s.p.a., rappresentata e difesa dall'avvocato Filippo Satta, sostenendo che la questione, nei termini prospettati dall'ordinanza di rimessione, non è fondata.

In particolare, la società deducente ha contestato che la disciplina contenuta nella legge n. 249 del 1997 possa essere qualificata quale proroga pura e semplice del regime transitorio instaurato con il decreto-legge n. 323 del 1993, e proseguito con l'emanazione del decreto-legge n. 545 del 1996. La suddetta legge avendo introdotto, infatti, una nuova e più restrittiva disciplina antitrust, con fissazione al 20% del limite anticoncentrativo, si sarebbe adeguata ai principi affermati dalla sentenza n. 420 del 1994.

La previsione, poi, di un regime transitorio di deroga al suddetto limite risponderebbe, secondo la difesa della RAI, alla profonda e coerente razionalità di consentire agli operatori privati "eccedenti" di continuare in questa fase di transizione a trasmettere in simulcast, in attesa che la maturazione del mercato satellitare consenta di riversare sullo stesso l'intera attività radiodiffusiva, con conseguente possibilità di cedere a terzi la concessione terrestre eccedentaria "in maniera industrialmente ed economicamente indolore".

Quanto all'assunta violazione dell'art. 21 della Costituzione, la difesa della RAI sottolinea che la riduzione di un operatore in eccedenza non sarebbe da sola sufficiente ad assicurare il pluralismo. Una disciplina antimonopolistica che intenda garantire il pluralismo esterno non potrebbe prescindere, si sostiene, dalla concreta situazione del mercato assoggettato a controllo. In questa prospettiva assumerebbe valenza determinante la valutazione del bacino di utenza coperto dal gestore, a prescindere dal numero delle reti televisive possedute.

La difesa della concessionaria del servizio pubblico conclude affermando che le condizioni per la trasformazione del settore radiotelevisivo sarebbero ormai mature. L'innovazione tecnologica numerica terrestre consentirà un aumento illimitato della disponibilità di radiofrequenze assegnabili, con conseguente accentuazione del pluralismo informativo.

La stessa Autorità per le garanzie nelle comunicazioni avrebbe confermato, secondo la difesa della RAI, l'avvenuto mutamento della situazione del mercato, affermando, con deliberazione 13 giugno del 2000, n. 365, che l'istruttoria volta ad accertare la sussistenza delle condizioni per l'adozione della misura anticoncentrativa di cui all'art. 3, commi 6 e 7, è oramai pressoché conclusa.

9.- Si è costituita in giudizio la società Rete A s.r.l., rappresentata e difesa dall'avvocato Federico Sorrentino, chiedendo l'accoglimento della questione sollevata.

In via preliminare, viene ribadita la sussistenza della rilevanza delle sollevate questioni atteso che l'accoglimento delle stesse condurrebbe non solo all'annullamento delle autorizzazioni rilasciate alle reti eccedenti, ma finirebbe anche per incidere sui criteri seguiti dall'Agcom nell'assegnazione delle frequenze e nella stessa determinazione del numero delle reti a copertura nazionale.

Nel merito, la società deducente osserva, innanzitutto, che la normativa impugnata, non rispettando le prescrizioni contenute nella sentenza n. 420 del 1994, violerebbe l'art. 136 della Costituzione.

In ordine all'inosservanza dell'art. 21 della Costituzione, la difesa della parte sostiene che la disciplina censurata, consentendo il superamento dei limiti anticoncentrativi per un periodo di tempo indeterminato, si porrebbe in netto contrasto con il principio del pluralismo informativo. Né varrebbe l'obiezione relativa alla valenza temporanea delle disposizioni in esame. Rileva la difesa di Rete A che già in altre occasioni la Corte ha salvato la normativa radiotelevisiva da una declaratoria di incostituzionalità facendo leva sulla assunta transitorietà della stessa, cui, però, non sarebbe mai seguita una disciplina conforme alle indicazioni costituzionali.

La durata del periodo transitorio - legata ad una valutazione discrezionale dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - sarebbe, nella prospettiva della esponente, guidata dall'esigenza di assicurare il passaggio al sistema satellitare o via cavo senza alcuna perdita economica per il soggetto interessato, al fine di tutelare le imprese operanti in violazione delle regole anticoncentrazione, relegando sullo sfondo l'esigenza - in realtà primaria - di garantire il rispetto del principio del pluralismo informativo.

La società conclude le proprie argomentazioni difensive sottolineando la necessità che la Corte estenda, in via consequenziale, la dichiarazione di illegittimità costituzionale anche all'art. 3, comma 11, quarto periodo, della legge n. 249 del 1997. Tale disposizione attribuirebbe, infatti, all'Autorità lo stesso potere discrezionale nella determinazione del periodo di permanenza nell'etere anche della seconda emittente criptata (Tele+Nero).

10.- Si è costituita la società R.T.I.-Reti Televisive Italiane s.p.a., rappresentata e difesa dagli avvocati Aldo Bonomo, Aldo Frignani, Luigi Medugno e Avilio Presutti, eccependo, in via preliminare, l'inammissibilità per irrilevanza delle sollevate questioni per le stesse motivazioni illustrate dalla difesa erariale. La deducente, sul punto, aggiunge che, allo stato, nessuna delle reti in esercizio è assegnataria di frequenze, che verranno determinate nell'ulteriore fase di progettazione, rinviata, secondo quanto previsto negli atti di concessione, al termine di 24 mesi dal 31 luglio 1999, con possibilità di proroga.

Il problema dell'uso e della giusta distribuzione della provvista di frequenze disponibili potrà, pertanto, divenire attuale soltanto alla scadenza del predetto termine; anche se - sempre secondo la difesa di R.T.I. - il sopravvenuto accantonamento del piano analogico per effetto dell'art. 2-bis della legge n. 66 del 2001 renderà vana qualunque attesa.

Nel merito, si sostiene la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 6, della legge n. 249 del 1997, che fissando il limite anticoncentrativo del 20%, avrebbe recepito puntualmente il dettato della sentenza n. 420 del 1994.

Ad avviso della società R.T.I., la prospettata questione di incostituzionalità dell'art. 3, commi 6 e 7, sarebbe anch'essa manifestamente infondata.

La disciplina transitoria, infatti, risulterebbe legittima per un duplice ordine di motivi. Innanzitutto, perché garantirebbe il principio del pluralismo informativo, impedendo l'estinzione di una emittente nazionale, cui non potrebbe seguire il subingresso di un nuovo operatore privato. In secondo luogo, perché alla stessa rete "eccedente" il legislatore avrebbe attribuito un ruolo di traino verso la maggiore diversificazione dei mezzi di trasmissione, funzionale al più rapido sviluppo della tecnologia digitale.

La normativa transitoria, conclude l'esponente, non potrebbe essere considerata come mera prosecuzione temporale del regime giuridico esistente prima della sentenza n. 420 del 1994. L'emittente "fuori limite" (identificata in Retequattro) svolgerebbe, infatti, rispetto al passato, la sua attività di trasmissione via etere sulla base di un titolo non stabile, con consequenziali ripercussioni sull'intera fisionomia dell'attività di impresa dalla stessa svolta.

La società sottolinea, infine, che la preoccupazione manifestata dal giudice rimettente di una indefinita protrazione dell'attuale sistema regolamentare per lo stato dell'evoluzione tecnologica sarebbe sconfessata dall'attività posta in essere dall'Autorità di settore e dalle recenti novità normative.

Nella deliberazione n. 365 del 2000 (sopra citata) l'Autorità ha, infatti, ritenuto pressoché conclusa l'istruttoria sulla misura anticoncentrativa ad essa demandata dal legislatore ex art. 3, commi 6 e 7.

Il decreto-legge n. 5 del 2001 ha previsto il rilascio delle licenze e delle autorizzazioni per le trasmissioni digitali - da parte del Ministero per le comunicazioni - in base ad un regolamento da adottarsi, dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 30 giugno 2001.

11.- Si sono costituite le società TV Internazionale s.p.a. e Beta Television s.r.l., rappresentate e difese dagli avvocati Alessandro Pace, Piero D'Amelio e Ottavio Grandinetti, chiedendo l'accoglimento delle sollevate questioni di legittimità costituzionale.

Le disposizioni impugnate - evidenzia la difesa delle predette società - realizzerebbero una protrazione, con aggravio, del precedente assetto normativo giudicato incostituzionale dalla sentenza n. 420 del 1994. L'attuale piano di assegnazione delle frequenze consentirebbe, infatti, la concentrazione in capo ad un unico operatore privato di tre reti sulle undici (e non più dodici) complessivamente pianificate.

L'occupazione illegittima da parte delle tre reti R.T.I. di un cospicuo numero di radiofrequenze terrestri impedirebbe, inoltre, di ridurre l'attuale disparità di trattamento esistente tra queste ultime e le altre reti nazionali nella copertura televisiva via etere terrestre.

La difesa delle società afferma che la mancanza di un parametro normativamente stabilito, secondo i principi propri della riserva di legge, nella definizione del potere attribuito all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni confermerebbe la illegittimità delle norme denunciate.

I deducenti sostengono, infine, che dovrebbe essere dichiarata l'incostituzionalità consequenziale dell'art. 3, comma 11, della stessa legge n. 249 del 1997, il quale, pur prescrivendo che "nessun soggetto può essere destinatario di più di una concessione televisiva su frequenze terrestri in ambito nazionale per la trasmissione di programmi in forma codificata", vanificherebbe tale divieto consentendo il permanente utilizzo della seconda rete criptata, sia pure in via provvisoria, "alle stesse condizioni e termini previsti dai commi 6 e 7" dello stesso articolo.

Nello svolgimento delle successive argomentazioni difensive sul punto, le società assumono l'incostituzionalità non soltanto della disciplina "provvisoria" delle trasmissioni codificate, ma anche di quella "a regime". La ragione sarebbe insita nella stessa natura limitata delle frequenze radioelettriche, che non potrebbero, in quanto tali, essere assegnate ad emittenti criptate. Tale assegnazione ridurrebbe, infatti, inevitabilmente il numero delle opzioni informative disponibili per quei cittadini che non intendessero sottoscrivere un abbonamento ad una pay-tv.

La scelta legislativa risulterebbe, pertanto, ad avviso delle esponenti, irrazionale e lesiva del pluralismo, nonché "in contrasto con i limiti dell'utilità sociale e dell'interesse generale, i quali, ai sensi degli artt. 41 e 42, primo comma, seconda parte, della Costituzione, devono caratterizzare la disciplina dei beni (come l'etere) assoggettati al governo dello Stato".

Ancora secondo la difesa della società la gravità dell'espediente legislativo volto a neutralizzare i divieti contenuti, rispettivamente, nell'art. 2, comma 6, e nell'art. 3, comma 11, si misurerebbe alla luce della previsione, contenuta nell'art. 17, comma 2, del regolamento per il rilascio delle concessioni, dell'eventuale "subentro" di un terzo interessato nella posizione "utile" occupata in graduatoria da "Retequattro" e da "Tele+ Nero", qualora "entro il termine di cui ai commi 6 e 7 dell'art. 3 della legge risultino rimosse le condizioni ostative all'esercizio, sulle frequenze terrestri in tecnica analogica, delle reti eccedenti". Il che dovrebbe consentire la possibilità di un eventuale subentro "in soprannumero" da parte di un terzo acquirente, con la grave conseguenza di impedire l'attuazione delle concessioni rilasciate nel luglio del 1999. Non si potrebbe, infatti, così trasferire alle altre emittenti le frequenze "necessarie" per la copertura del territorio.

12.- Si sono costituite le società Prima TV s.p.a. ed Europa TV s.p.a., rappresentate e difese dagli avvocati Roberto Afeltra e Felice Vaccaro, le quali, in via preliminare, chiedono che la Corte dichiari inammissibili le questioni per difetto di rilevanza. La sopravvivenza transitoria delle due reti eccedenti non avrebbe, infatti, causato una minore disponibilità di frequenze assegnabili. Sul punto vengono sviluppate argomentazioni difensive analoghe svolte dall'Avvocatura generale dello Stato e dalla società R.T.I.

Nel merito, le predette società deducono l'infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 6, della legge n. 249 del 1997, atteso che le Tele+ non avrebbero mai debordato dal limite anticoncentrativo del 20%.

Quanto alla violazione dell'art. 3, commi 6 e 7, della stessa legge, le esponenti evidenziano, con argomentazioni analoghe a quelle esposte dalla società R.T.I., il pericolo di estinzione di una emittente nazionale senza contestuale aumento del pluralismo informativo.

13.- Si è costituita la società Centro Europa 7 s.r.l., rappresentata e difesa dagli avvocati Giuseppe Oneglia, Renzo Vistarini e Raffaele Izzo, ripercorrendo l'iter motivazionale dell'ordinanza del Tar e condividendo le censure di incostituzionalità sollevate. La società aggiunge che l'attuale normativa di settore le impedirebbe di utilizzare concretamente le frequenze che le sono state assegnate nella fase di pianificazione, e conclude per l'accoglimento delle questioni sollevate.

14.- Nell'imminenza dell'udienza pubblica del 6 novembre 2001, sono state depositate ulteriori memorie difensive.

L'Avvocatura generale dello Stato ribadisce l'erronea valutazione della rilevanza effettuata dal giudice rimettente, aggiungendo che esula dall'oggetto della questione sollevata dal Tar qualunque valutazione attinente alla non equivalente copertura del territorio nazionale da parte delle reti, così come eventuali illegittimità dei provvedimenti amministrativi adottati.

Si precisa, ad ogni modo, che l'eventuale caducazione delle norme impugnate non determinerebbe un incremento della disponibilità di frequenze per gli altri concessionari, atteso che: a) le frequenze occupate dalla rete "eccedente" non sarebbero corrispondenti a quelle di una rete configurata nel piano; b) non si potrebbe effettuare una assegnazione provvisoria in mancanza di specifica indicazione del piano stesso.

La difesa erariale evidenzia, inoltre, che una eventuale sentenza di accoglimento inciderebbe negativamente sul c.d. piano di "disarmo bilanciato" predisposto dal legislatore del 1997, che vorrebbe una contestuale attuazione delle norme di cui all'art. 3, commi 6, 7 e 9, della legge n. 249 del 1997 (quest'ultimo comma è relativo al programma di ristrutturazione di una delle reti della RAI in una emittente che non può avvalersi di risorse pubblicitarie).

Nel merito, l'Avvocatura si sofferma ampiamente sulla nuova tecnica di trasmissione digitale per evidenziare che l'aumento del numero dei programmi irradiabili non può non avere una ricaduta sui criteri di adeguamento ai principi costituzionali in materia.

Il nuovo scenario digitale riceverà completa definizione, continua la difesa erariale, entro l'anno 2006, secondo quanto disposto dall'art. 2-bis, comma 5, della legge n. 66 del 2001; medio tempore verrà consentita la sperimentazione della diversa tecnica di trasmissione con obbligo dei soggetti titolari di più di una concessione di riservare almeno il 40% della capacità di trasmissione di ciascun blocco di programmi ad altri operatori. Riferisce sempre l'Avvocatura che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con deliberazione del 7 agosto 2001, n. 346, sulla base della predetta normativa e all'esito di approfondite analisi di mercato, ha fissato il termine del 31 dicembre 2003 per il definitivo abbandono dell'etere terrestre da parte delle reti eccedenti, con riserva di rivedere il termine stesso entro il 31 gennaio 2003, prevedendo che alla data per prima indicata, almeno il 50% della popolazione sarà in grado di ricevere segnali televisivi digitali e satellitari.

Per le esposte ragioni, l'Avvocatura conclude, anche alla luce delle menzionate novità legislative e provvedimentali, nel senso della inammissibilità o infondatezza della questione sollevata.

15.- La difesa della RAI s.p.a. si richiama anch'essa al contenuto della legge n. 66 del 2001 e al provvedimento n. 346 del 2001 dell'Autorità per evidenziare come la soglia del 50% - ritenuta dall'Agcom stessa un giusto "bilanciamento tra la necessità di procedere ad una rapida deconcentrazione e le esigenze economiche delle imprese" - appaia rispondente ai criteri di ragionevolezza e proporzionalità.

Dopo aver sottolineato la natura del tutto eterogenea della misura prevista dall'art. 3, comma 9, rispetto alle misure anticoncentrative disposte dai commi 6 e 7 dello stesso art. 3, la deducente insiste nella dichiarazione di infondatezza della questione sollevata dal Tar.

16.- La difesa di Rete A s.r.l. mette in evidenza, nella memoria depositata, che il termine del 31 dicembre 2003 fissato dall'Agcom è: a) eccessivamente lontano in relazione alla perdurante situazione di accertata illegittimità; b) non "credibile" alla luce della facoltà di proroga prevista; c) "smentito" da altre analisi di mercato, secondo le quali la diffusione digitale interesserà il 60% delle famiglie italiane soltanto nel 2017.

La deducente aggiunge, inoltre, che il legislatore e l'Agcom avrebbero disegnato un circolo vizioso, attribuendo il compito di stimolare e accelerare il passaggio alle nuove tecnologie ai principali operatori privati, che hanno interesse a ritardare l'attuazione di un sistema che porterà alla perdita della rete "eccedente".

La parte insiste, pertanto, per l'accoglimento della questione sollevata.

17.- La difesa di R.T.I. s.p.a., rispetto alle argomentazioni difensive prospettate nell'atto di costituzione, sottolinea la necessità di una rinnovata valutazione del requisito della rilevanza ad opera del giudice a quo, in quanto: a) non sarebbe stata impugnata, da parte dei ricorrenti, la deliberazione n. 346 del 2001 dell'Agcom; b) tale deliberazione ha fissato il termine finale del regime transitorio, con consequenziale venuta meno della natura indeterminata delle disposizioni censurate. Da qui la prospettata necessità di una restituzione degli atti al giudice a quo, già altre volte, effettuata dalla Corte in presenza di ius superveniens contenuto in atti non aventi forza di legge (vengono citate la sentenza n. 177 del 1991 e l'ordinanza n. 173 del 1973).

Il suddetto provvedimento dell'Autorità viene richiamato anche al fine di riaffermare l'infondatezza della questione di legittimità costituzionale, atteso che non sussisterebbe più né il rischio di una protrazione indefinita del regime transitorio, né una applicazione dello stesso per un periodo ancora eccessivamente lungo.

In questo quadro si inserirebbe la legge n. 66 del 2001, che avrebbe integrato il regime transitorio previsto dalla legge n. 249 del 1997, rispettando le indicazioni date dalla sentenza n. 420 del 1994.

Dopo aver ricordato le disposizioni più rilevanti del nuovo assetto televisivo "imposto" dal legislatore, la difesa di R.T.I. sostiene che le attuali reti "eccedentarie" dovranno - alla luce, soprattutto, di quanto statuito dall'art. 2-bis della legge citata - svolgere un ruolo trainante del sistema verso la conversione delle tecniche di trasmissione e conseguentemente verso la migliore attuazione del principio del pluralismo informativo.

La società deduce, inoltre, che una ipotetica dichiarazione di illegittimità costituzionale determinerebbe il crollo dell'intero sistema televisivo, in quanto: a) verrebbe a cadere l'insieme degli atti impugnati; b) le imprese sarebbero private dei titoli abilitativi, tornando ad operare in una situazione di precarietà ed incertezza; c) non sarebbe possibile assegnare frequenze "ad altri aspiranti", atteso che, venute meno le concessioni, tutti i soggetti diventerebbero soltanto "aspiranti"; d) non si potrebbe procedere all'assegnazione di frequenze in presenza di un piano "annullato".

A questo, la difesa della parte aggiunge che l'impossibilità di assegnazione delle frequenze deriverebbe anche dal fatto che le stesse sarebbero localizzate in determinati punti di irradiazione, suscettibili, in quanto tali, di utilizzazione soltanto mediante gli impianti disattivati. Tutto questo evidenzierebbe l'errore in cui sarebbe incorso il giudice rimettente; da ciò la rafforzata necessità di un riesame della rilevanza della questione da parte di quest'ultimo.

18.- La difesa di TV Internazionale s.p.a. e di Beta Television s.r.l., in ordine alle diverse eccezioni sollevate dalle parti costituite sulla rilevanza della questione, replica che, affinché la questione di legittimità costituzionale possa dirsi rilevante, è sufficiente "una non implausibile motivazione sulla applicabilità nel giudizio a quo delle disposizioni" censurate; osserva che, in ogni caso, nell'ipotesi concreta la rilevanza deriva dal fatto che il trasferimento sul satellite delle reti eccedenti consentirebbe di "recuperare" un numero elevato di radiofrequenze suscettibili di nuova assegnazione.

Nel merito, le società ribadiscono la "consecuzione" temporale e concettuale esistente tra la disciplina oggetto della sentenza n. 420 del 1994 e la legge n. 249 del 1997, attestata dal fatto che la rete eccedente di R.T.I. continuerebbe ad operare grazie al rilascio della concessione avvenuta nel 1992 sulla base dell'art. 15, comma 4, della legge n. 223 del 1990, dichiarato incostituzionale con sentenza n. 420 del 1994.

Le deducenti affermano, inoltre, in risposta alla sostenuta assenza di effetti favorevoli al pluralismo in caso di cessazione dell'attività delle reti eccedenti, che una sentenza di accoglimento consentirebbe all'emittente Centro Europa 7 di iniziare ad operare nel mercato e, più in generale, agli altri soggetti concessionari di ottenere le frequenze in concreto assegnate.

Quanto alla dedotta influenza dell'innovazione tecnologica digitale sulla garanzia del pluralismo osserva che tale influenza non sarebbe attuale, tenuto conto che la tecnologia digitale sostituirà quella analogica soltanto "entro l'anno 2006", quando già saranno scadute le concessioni sessennali rilasciate nel luglio del 1999.

La situazione, ad avviso delle deducenti, non è mutata né con la fissazione del termine ad opera della deliberazione dell'Agcom n. 346 del 2001 (termine ritenuto inattendibile e suscettibile di successive proroghe), né con l'emanazione della legge n. 66 del 2001. Gli artt. 1 e 2-bis di detta legge sarebbero, anzi, anch'essi incostituzionali perché: a) l'art. 1 impedirebbe alle amministrazioni competenti - in contrasto con gli artt. 3, 21, 41 e 97 della Costituzione - di esercitare le funzioni di governo dell'etere, là dove consente alle reti (anche prive di concessioni) di proseguire nell'esercizio delle loro trasmissioni sino all'attuazione del nuovo piano digitale; b) gli artt. 1 e 2-bis perpetuerebbero sino al 2007 - in contrasto con gli artt. 3, 21, 41, 97 e 136 della Costituzione - uno stato di fatto già dichiarato incostituzionale, consentendo, al contempo, che l'etere terrestre continui - in contrasto con gli artt. 3, 21, 41, 42 e 97 - ad essere utilizzato dalle emittenti criptate di un solo gruppo imprenditoriale.

La difesa delle società insiste, pertanto, nelle conclusioni già rassegnate nell'atto di costituzione e nella richiesta di dichiarazione di incostituzionalità consequenziale delle norme da ultimo richiamate.

19.- La difesa di Prima TV s.p.a. ed Europa TV s.p.a. prospetta, innanzitutto, la violazione del principio di pari trattamento, per l'ingiustificato regime giuridico che caratterizza le trasmissioni criptate rispetto a quelle in chiaro.

Le deducenti, dopo aver sottolineato il rapporto di stretta dipendenza esistente tra impianti e frequenze secondo quanto già riferito dalla difesa di R.T.I, chiedono che la Corte disponga la restituzione degli atti al giudice a quo a seguito della emanazione della più volte citata deliberazione della Agcom n. 346 del 2001.

20.- La società Centro Europa 7 s.r.l. - dopo aver sostenuto l'irrilevanza ai fini della decisione della sopravvenuta fissazione del termine da parte dell'Agcom secondo le linee difensive già tracciate dalla società Rete A - sottolinea che tuttavia l'emittente da essa gestita è l'unica ad avere ottenuto regolare concessione ma che non può operare per la mancata assegnazione delle frequenze da utilizzare; evidenzia la gravità dell'attuale assetto televisivo caratterizzato dalla presenza di tre reti nazionali di R.T.I. su un totale di sei effettivamente operanti, delle quali due "Tele+Bianco e Telemarket (Elefante) non farebbero informazione, la prima in quanto pay tv e la seconda perché emittente di sole televendite"; insiste, pertanto, per l'accoglimento della questione.

21.- A seguito dell'udienza pubblica del 6 novembre 2001 la Corte, con ordinanza istruttoria 3 dicembre 2001, ha disposto, "ai fini di una più completa valutazione di tutti gli aspetti della controversia e delle tesi contrapposte illustrate dalle parti", l'acquisizione di una serie di elementi di conoscenza circa l'assetto radiotelevisivo italiano, con particolare riguardo a quello in ambito nazionale, la sua evoluzione nel tempo, specie nel periodo transitorio, e i fattori che hanno concorso a determinarlo, compresi, tra gli altri, gli aspetti tecnici (tecnologie di trasmissione, impianti, frequenze, copertura del territorio, ecc.), economici (assetti proprietari, accordi tra emittenti, ecc.) e finanziari (entrate e costi, entità e distribuzione della raccolta pubblicitaria, ecc.).

La Corte, con la predetta ordinanza, ha previsto i termini e le modalità dell'esecuzione dell'istruttoria, affidando al Giudice relatore, quale giudice per l'istruzione, l'acquisizione degli elementi sopra indicati e la determinazione dei termini per i singoli adempimenti.

22.- Il Giudice per l'istruzione ha disposto l'acquisizione degli elementi di conoscenza indicati, inoltrando formale richiesta al Ministero delle comunicazioni e all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (in data 4 febbraio 2002), nonché all'Autorità della concorrenza e del mercato (in data 14 febbraio 2002).

In relazione alle rispettive competenze tecniche è stato chiesto di indicare, con riferimento:

A. alle emittenti televisive private nazionali e alla concessionaria del servizio pubblico:

- gli impianti di radiodiffusione televisiva nazionale esercenti nei seguenti periodi: a) 1 ottobre 1984-agosto 1990 (in riferimento al decreto-legge 6 dicembre 1984, n. 807 - legge 6 agosto 1990, n. 223); b) agosto 1990-agosto 1993 (in riferimento al decreto-legge 27 agosto 1993, n. 323); c) agosto 1993-agosto 1996 (in riferimento al decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545); d) agosto 1996-luglio 1997 (in riferimento alla legge 31 luglio 1997, n. 249); e) luglio 1997- luglio 1999 (in riferimento alla data di rilascio delle concessioni e delle autorizzazioni per le emittenti private); f) luglio 1999 fino alla data di comunicazione della richiesta inoltrata (con aggiornamento alla data dell'adempimento istruttorio), con indicazione delle aree coperte e della localizzazione dei siti di emissione dei segnali televisivi;

B. all'evoluzione del sistema televisivo dal 1994 ad oggi:

- numero delle reti, livello di copertura del territorio e localizzazione degli impianti esercenti nel dicembre del 1994, con elencazione delle variazioni intervenute fino alla comunicazione della richiesta inoltrata (con aggiornamento alla data dell'adempimento istruttorio) e delle misure concretamente adottate "al fine di consentire e gradualmente ridimensionare le concentrazioni esistenti";

C. ai sistemi, alle tecniche e alle modalità di trasmissione:

a) la quantità percentuale di servizi di televisione attualmente offerta con qualsiasi sistema (ad esempio: via etere terrestre; via cavo; via satellite), tecnica (ad esempio: analogica; digitale) o modalità (es. in chiaro; ad accesso condizionato) di trasmissione, con specificazione delle rispettive aree coperte e della possibile integrazione dei sistemi e delle modalità di trasmissione sotto il profilo degli impianti riceventi; b) l'andamento del "mercato degli utenti e degli operatori" dal 1997 ad oggi, con previsione sino al 2006 per ciascuno dei predetti sistemi, tecniche e modalità di trasmissione;

C.1 alla televisione digitale terrestre:

a) i dati sulla fase di sperimentazione prevista dall'art. 2-bis del decreto-legge n. 5 del 2001, con (eventuale) indicazione degli operatori privati che hanno intrapreso la suddetta sperimentazione; b) i costi degli apparecchi riceventi e/o degli adattatori necessari per la ricezione del segnale televisivo digitale trasmesso in chiaro o in forma codificata (ad esempio: set top box; decoder; sistemi di antenna individuali/centralizzati), con specificazione delle possibilità di utilizzazione/adattamento di quelli esistenti ai fini della ricezione del segnale digitale; c) i costi di installazione e di utilizzazione degli impianti di trasmissione in tecnica digitale; d) l'andamento del mercato dei predetti costi dal 1997 ad oggi, con previsione sino al 2006; e) il numero dei canali e delle reti "disponibili" con un sistema di trasmissione digitale a regime, specificando i limiti anticoncentrativi in grado di assicurare le regole concorrenziali;

D. all'attuazione del piano di assegnazione delle frequenze:

a) gli interventi tecnici e le iniziative comunque intraprese per l'attuazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze al fine di consentire, in particolare, l'effettivo impiego delle frequenze concretamente assegnate ai singoli concessionari; b) la prevedibile durata del processo di compatibilizzazione della situazione esistente a quella prefigurata nel piano;

E. alla copertura del territorio nazionale delle emittenti televisive private in chiaro e criptate:

- l'attuale livello di illuminazione delle aree di servizio consentito alle stazioni televisive appartenenti alle emittenti private nazionali cui è stata rilasciata l'autorizzazione o la concessione nel luglio del 1999; sul punto si è chiesto di specificare, altresì: a) lo scarto esistente tra tale livello e quello raggiungibile mediante la concreta utilizzazione delle frequenze oggetto dei titoli abilitativi; b) le modalità tecniche di ridistribuzione delle frequenze necessarie per la configurazione dei siti comuni previsti nel piano;

E.1. alla copertura del territorio nazionale della concessionaria del servizio pubblico:

- l'attuale livello di illuminazione raggiunto;

F. alla convergenza multimediale:

- lo stadio di sviluppo del processo di convergenza multimediale tra il settore radiotelevisivo e delle telecomunicazioni.

Con riferimento agli aspetti economici, si è richiesto di indicare, in relazione alle rispettive competenze:

a) la situazione degli assetti proprietari di tutte le reti televisive private nazionali, nonché le situazioni di controllo e di collegamento comunque esistenti tra le emittenti e tra queste e i soggetti proprietari in ciascuno dei periodi indicati sub A);

b) gli accordi intercorsi tra le emittenti, compresi quelli di interconnessione o di trasmissione di programmi in contemporanea eccedenti l'ambito locale.

Infine, per gli aspetti finanziari, è stato richiesto, sempre avuto riguardo agli ambiti di competenza, di specificare:

a) le entrate e i costi di ciascuna rete privata e pubblica, con allegazione degli estratti di bilancio; b) le quote di audience e della raccolta pubblicitaria di tutte le emittenti private e pubbliche operanti a livello nazionale dal 1994 fino alla data dell'inoltro della richiesta (con aggiornamento alla data dell'adempimento istruttorio).

Con riferimento a tutti gli aspetti sopra riportati, è stato chiesto, inoltre, di fornire elementi in ordine al livello di concorrenza effettivo e consentito, con previsione fino al 2006, tenendo conto, tra l'altro, del numero delle imprese televisive nazionali pubbliche e private operanti, delle risorse tecniche disponibili, delle barriere all'ingresso esistenti.

In data 23 maggio 2002, il giudice per l'istruzione, a seguito dell'avvenuto deposito delle relazioni illustrative e della relativa documentazione da parte dei soggetti sopra indicati, ha chiesto al Ministero delle comunicazioni di fornire i seguenti chiarimenti:

a) in ordine alla copertura del territorio nazionale, sulla base di quali elementi si fosse accertato il superamento della soglia del 75% del territorio da parte di Canale 5 e Italia 1 e il mantenimento al di sotto di detta soglia per le altre emittenti nazionali; b) in ordine al numero dei canali e delle reti disponibili in tecnica digitale, sulla base di quali criteri fosse stato possibile ipotizzare - avendo la disponibilità di 55 canali - un numero di programmi pari a 220; c) sulle attuali e prevedibili possibilità di utilizzazione dei quattro canali previsti dal piano (analogico) nazionale di assegnazione delle frequenze (66, 67 e 68 della banda V della gamma UHF ed il canale 9 della banda III della gamma VHF) per la diffusione digitale terrestre; d) in ordine agli accordi tra emittenti, l'assetto proprietario dei seguenti soggetti: Consorzio Italia 9 Network; Circuito Odeon Tv; Consorzio Italia 3, dal momento della loro costituzione ad oggi; e) l'attuale stato dei giudizi promossi da Rete Mia, Rete A, Rete Capri, 7 Plus.

In pari data, il giudice per l'istruzione ha chiesto, altresì, all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni chiarimenti sul punto c) sopra indicato, nonché di specificare in dettaglio, in ordine al numero dei canali e delle reti disponibili in tecnica digitale, i criteri che consentirebbero - avendo la disponibilità di 55 canali - un numero di programmi complessivo pari a 144.

Infine, le due Autorità e il Ministero sono stati invitati a trasmettere (entro il 2 settembre 2002) ulteriori ed eventuali elementi di aggiornamento relativi allo stato della sperimentazione del digitale terrestre.

23.- Con memoria depositata all'esito dell'istruttoria, Centro Europa 7 s.r.l. ha sottolineato, quanto al contenuto della relazione redatta dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, come detta Autorità abbia confermato "con termini chiari ed inequivoci" che il quadro normativo delineato dalla legge n. 249 del 1997 ha "lasciato pressoché immutato il precedente assetto", attraverso l'ulteriore proroga del periodo transitorio e il rilascio di titoli abilitativi alle reti eccedenti, con conseguente impossibilità per la esponente di utilizzare le frequenze oggetto della concessione rilasciata nel luglio del 1999; per quanto riguarda il contenuto della relazione depositata dal Ministero delle comunicazioni, ha osservato come lo stesso "non abbia potuto fare a meno di confermare" che "la proroga dell'esercizio delle emittenti televisive nazionali veniva disposta fino al 31 luglio 1999".

La difesa della società, inoltre, contesta l'affermazione ministeriale secondo cui non vi sarebbe "legame tra le concessioni rilasciate e la disponibilità delle frequenze transitoriamente in esercizio", mediante il richiamo all'art. 5, comma 2, del decreto ministeriale 8 marzo 1999 (Disciplinare per il rilascio delle concessioni nazionali). L'esponente conclude, sul punto, affermando che l'attuale situazione prorogherebbe con aggravio la precedente, operando allo stato, sul mercato, sei reti nazionali, di cui due (Tele+ Bianco e Telemarket) "non farebbero informazione".

Nella memoria, infine, la parte analizza la questione di legittimità costituzionale alla luce del previsto sistema televisivo digitale, sottolineando come tutte le parti in causa, nonché le due Autorità e il Ministero, direttamente o indirettamente, abbiano ritenuto non realizzabile il passaggio alla nuova tecnica di trasmissione entro la data prefissata della fine dell'anno 2006. Vengono riportati, a tal proposito, alcuni passi della relazione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, in cui si manifesta la conseguente preoccupazione di una protrazione dell'attuale situazione di sostanziale duopolio con "rilevanti barriere all'ingresso" e "fenomeni collusivi a carattere escludente nei confronti di altri operatori in violazione delle regole di concorrenza".

La difesa di Centro Europa 7 s.r.l. indica quale data realistica del passaggio al digitale l'anno 2017, precisando, però, come l'attuale questione di legittimità costituzionale abbia ad oggetto il sistema di trasmissioni televisive in tecnica analogica e non digitale, considerato anche che le concessioni rilasciate nel luglio del 1999 scadranno nel luglio del 2005 e quindi prima della programmata data di cessazione della tecnica analogica del 2006.

La società deducente afferma di condividere quanto sostenuto dalla difesa delle società TV Internazionale s.p.a. e Beta Television s.r.l., secondo cui alcune norme della legge n. 66 del 2001 "concorrono anch'esse a perpetuare la situazione di incostituzionalità denunciata dal Tar Lazio, con richiesta di dichiarazione di illegittimità costituzionale in via consequenziale degli artt. 1 e 2-bis del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, per contrasto con gli artt. 3, 21, 41, 42, 97 e 136 della Costituzione".

Infine, la difesa della parte deduce che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella propria relazione "si dimentica", nel descrivere il panorama dell'emittenza nazionale, che il piano nazionale di assegnazione delle frequenze del 1998 è stato accantonato, con la conseguente oggettiva impossibilità per la stessa Centro Europa 7 s.r.l. di utilizzare concretamente le frequenze oggetto di concessione. La parte richiama, inoltre, l'affermazione contenuta nella "relazione aggiuntiva" predisposta dall'Autorità citata, secondo cui "la nuova assegnazione delle frequenze ha consentito una copertura di oltre l'80% del territorio nazionale e di tutti i capoluoghi di provincia. La popolazione servita è pari ad oltre il 92 % (...)"; tale asserzione viene contestata in quanto la stessa rischierebbe di creare "pericolosi equivoci", atteso che nessuna "nuova frequenza" è stata assegnata, come, del resto, ammette lo stesso Ministero, laddove nella relazione fa riferimento all'accantonamento del piano.

L'esponente, pertanto, chiede che vengano dichiarate incostituzionali le norme censurate, compreso l'art. 3, commi 6 e 7 - qualora non si ritenga che detto articolo sia stato implicitamente abrogato dalla successiva legge 29 marzo 1999, n. 78 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 gennaio 1999, n. 15, recante "Disposizioni urgenti per lo sviluppo equilibrato dell'emittenza televisiva e per evitare la costituzione o il mantenimento di posizioni dominanti nel settore radiotelevisivo") -, e le altre norme sopra indicate.

24.- Con memoria anch'essa depositata all'esito dell'istruttoria, l'Adusbef contesta, innanzitutto, la ricostruzione dell'assetto televisivo pubblico e privato svolta dal Ministero nella relazione depositata agli atti, in quanto la stessa farebbe pensare "che lo sviluppo dell'etere sia stato sotto il controllo dello Stato". La difesa della parte ripercorre l'evoluzione legislativa che ha caratterizzato il settore al fine di dimostrare, di converso, la carenza di una normativa organica, rispettosa dei principi costituzionali, sottolineando la nascita di fatto dell'attuale situazione del mercato televisivo e illustrando il contenuto delle sentenze ritenute più significative emanate dalla Corte costituzionale fino alla sentenza n. 420 del 1994, cui non sarebbe stata data "esecuzione". Viene, inoltre, riportato un passo della relazione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato in cui verrebbe fotografata, secondo l'Adusbef, l'attuale situazione in contrasto con il principio della concorrenza e del pluralismo. Allo stesso modo, l'esponente richiama parte del contenuto delle relazioni annuali al Parlamento dell'Agcom del 2000 e 2001, in cui si sarebbe rilevata la presenza di un sostanziale duopolio (Rai e Mediaset).

La difesa della parte si sofferma, poi, sulla televisione digitale terrestre, ribadendo l'impossibilità dell'avvio di detto sistema entro la data programmata del 2006 e dando atto che lo stesso si trova in uno stadio di sperimentazione che, tra l'altro, la RAI starebbe effettuando esclusivamente sul piano tecnico, senza diffusione al pubblico, in tre località.

Nell'ultima parte della memoria, l'Adusbef illustra "il concetto di pluralismo" in tutte le sue manifestazioni, anche alla luce delle esperienze degli altri Paesi, sottolineando lo stato di inattuazione di detto principio nel nostro Paese. La parte dà atto, inoltre, che "l'Autorità Antitrust Europea ha aperto una procedura nei confronti del Governo italiano per la questione ben nota di Centro Europa 7 s.r.l., che ha ottenuto da tre anni la concessione, ma non ha le frequenze in quanto occupate da Rete Quattro".

25.- Con memoria depositata all'esito dell'istruttoria, l'Avvocatura generale dello Stato ha ripreso, ampliandole, le argomentazioni già contenute nel precedente atto di intervento ed ha sottolineato, inoltre, quanto segue.

Descrivendo il contesto televisivo digitale alla luce di quanto previsto dal decreto-legge n. 5 del 2001, la difesa erariale ritiene che i tempi non brevi di attuazione del piano analogico di assegnazione delle frequenze finirebbero con il sovrapporsi a "quelli dell'imprescindibile introduzione del digitale" (ritardandone il passaggio), con pesanti ricadute in termini economici per gli operatori, a causa della necessaria duplicazione degli investimenti, e per la stessa utenza, costretta a "risintonizzare gli apparecchi riceventi ed a riorientare le antenne e, successivamente, nuovamente costretta a risintonizzare gli apparecchi e ad acquisire set top box o nuovi televisori digitali". L'Avvocatura aggiunge, inoltre, che la caducazione delle norme censurate non potrebbe condurre all'attuazione del piano analogico di assegnazione, stante "il congelamento della situazione di detenzione attuale" sino all'attuazione del piano digitale di assegnazione delle frequenze di cui al citato decreto-legge n. 5 del 2001.

La difesa erariale ribadisce, inoltre, che la questione sarebbe inammissibile in quanto inciderebbe sulla definizione delle modalità di attuazione e di messa a regime del sistema misto previste dal legislatore, nell'esercizio non arbitrario della propria discrezionalità, mediante la correlazione tra la fissazione di limiti di cumulo delle concessioni (art. 2, comma 6, della legge n. 249 del 1997) e la ristrutturazione della concessionaria pubblica, in modo che la stessa non possa avvalersi di più di due reti per la trasmissione di pubblicità (art. 3, comma 9, della legge citata). L'Avvocatura dello Stato afferma testualmente: "nel concreto, le parallele misure rispettivamente previste per il settore privato e per la concessionaria del servizio pubblico rientrano in un disegno unitario ed inscindibile del legislatore, che intende intervenire sulla struttura del mercato pubblicitario incidendo contemporaneamente su entrambi i maggiori soggetti, pubblico e privato, ad evitare alterazione e squilibri ulteriori. Le censurate disposizioni dell'art. 3, commi 6 e 7, risultano per tale verso intimamente collegate a quelle del comma 9 dello stesso articolo (nonché a quelle del comma 11 concernenti le emittenti che trasmettono in forma codificata via etere terrestre)".

In ordine agli evocati parametri costituzionali, l'Avvocatura sottolinea l'infondatezza della censura riferita all'art. 136 della Costituzione, per essere diverso il regime transitorio in atto rispetto a quello giudicato con sentenza n. 420 del 1994.

Per quanto attiene all'art. 21 della Costituzione, la difesa erariale ritiene l'inammissibilità della questione, in quanto la stessa non si fonda "su di una valutazione diretta del rapporto tra i principi dell'art. 21 (quali enucleati dalla giurisprudenza) e la normativa censurata, ma si risolve essenzialmente in una denuncia di violazione dell'art. 136 della Costituzione". In ogni caso - aggiunge l'Avvocatura - anche con riguardo al parametro dell'art. 21 della Costituzione direttamente investito, la inammissibilità della censura permarrebbe, in quanto "il rimettente avrebbe dovuto necessariamente darsi carico di ricostruire sia il concreto contesto fattuale e normativo caratterizzante la situazione attuale sia la platea complessiva degli operatori comunque legittimati all'esercizio".

Nel presente giudizio, precisa la difesa erariale, il rispetto del principio del pluralismo dovrebbe essere valutato esclusivamente con riferimento all'art. 21 e non anche all'art. 41 della Costituzione, con consequenziale ininfluenza delle considerazioni espresse sul versante della concorrenza da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato.

L'Avvocatura ritiene, inoltre, che, rispetto alla situazione considerata nella citata sentenza n. 420 del 1994, il pluralismo delle voci sarebbe aumentato per il seguente ordine di motivi: a) possibilità attribuita alle emittenti nazionali con copertura inferiore al 75% del territorio di acquisire dalle emittenti locali impianti e rami di azienda (art. 1, comma 13, del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545; art. 1, comma 1, del decreto-legge n. 5 del 2001); b) assegnazione provvisoria di frequenze di cui all'art. 3, commi 8 e 11, della legge n. 249 del 1997; c) diminuzione degli impianti delle reti R.T.I. (-39 Canale 5; -94 Italia 1; -76 Rete A) e aumento degli impianti di TMC (+83), di TMC2 (+101), di Rete A (+46), di Elefante Telemarket (+67), di Rete Capri (+22); d) presenza sul mercato delle c.d. syndications o network nazionali, "costituiti da un insieme di emittenti in possesso di concessione per la radiodiffusione televisiva in ambito locale che si accordano per irradiare lo stesso programma sul territorio complessivamente servito, così realizzando, nella sostanza, nel trasmettere con tale modalità, una rete nazionale"; detti circuiti, tenendo conto esclusivamente di quelli che servono singolarmente più di dieci regioni, sarebbero, secondo l'Avvocatura, quattro: Fox Kids, Italia 9, Odeon tv, Super six; e) la ricca offerta di canali televisivi da parte delle emittenti locali.

La difesa erariale si sofferma, infine, sul principio del pluralismo così come inteso nella sentenza n. 155 del 2002 di questa Corte e nelle direttive 2002/19/CE e 2002/21/CE del 7 marzo 2002.

In ordine all'asserita violazione dell'art. 3 della Costituzione, l'Avvocatura afferma che il parametro è evocato in modo generico dal rimettente "senza specificazione dei canoni riconducibili a tale norma ritenuti violati e senza alcun supporto motivazionale"; in ogni caso, rileva come non contrasterebbe con il principio di ragionevolezza l'adozione di un criterio di gradualità nel passaggio al nuovo sistema.

26.- La società Rete A s.r.l. evidenzia, nella memoria depositata, la incompletezza delle risposte rese all'esito dell'istruttoria. In particolare, ritiene che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni abbia fornito, relativamente agli assetti proprietari di TV Internazionale e di Tele+, dati parziali e non aggiornati (risalenti rispettivamente al 9 agosto 1995 e al 28 aprile 1995). La difesa della società osserva, inoltre, che mancherebbero del tutto i dati relativi a Tele+3 Omega TV (la sesta televisione nazionale controllata, si ritiene, dalla Fininvest fino al 1994). La parte contesta, infine, l'omesso riferimento al provvedimento adottato nell'ottobre del 1996 dal Garante dell'editoria, con cui era stata accertata la mancanza di controllo di Tele+ da parte della Fininvest, ancorché una situazione di controllo venisse riconosciuta esistente per il periodo antecedente; la deducente sostiene che, a tutt'oggi, persisterebbe detto controllo societario tramite il possesso e la gestione delle postazioni di trasmissione di Tele+ da parte di Elettronica Industriale, società di R.T.I.

In relazione alla raccolta delle risorse pubblicitarie, la società Rete A pone in evidenza l'illegittimità dell'attività realizzata dalla società Publitalia, la quale, essendo concessionaria esclusiva della raccolta pubblicitaria per le tre reti R.T.I., supererebbe il limite anticoncentrativo del 20%, non applicandosi ad essa, sempre secondo l'esponente, la disciplina transitoria prevista per le reti eccedenti.

Sui tempi del passaggio alla televisione in tecnica digitale, nonché sul merito della questione sollevata, la difesa della società ribadisce quanto sostenuto nei precedenti scritti difensivi, che avrebbe trovato conferma negli esiti dell'istruttoria svolta da questa Corte.

La predetta società, pertanto, conclude per l'accoglimento della prospettata questione, chiedendo, altresì, la declaratoria in via consequenziale della illegittimità costituzionale dell'art. 1 della legge n. 66 del 2001, per aver sancito il definitivo accantonamento del piano analogico.

27.- La società R.T.I. s.p.a., con memoria depositata all'esito dell'istruttoria, sostiene che il giudice rimettente avrebbe dovuto, seguendo criteri di consequenzialità logico-giuridica nella risoluzione della controversia sottoposta al suo esame, alla luce dei motivi del ricorso, accertare in via principale la legittimità delle procedure di rilascio dei titoli concessori e (a monte) degli atti di contenuto normativo. La conseguenza sarebbe stata - una volta caducate giudizialmente le concessioni assentite - l'automatico venir meno della base di calcolo dalla quale dipenderebbe la collocazione in posizione eccedentaria delle emittenti che superano i limiti anticoncentrativi fissati dalla legge. Con l'ulteriore conseguenza della perdita di qualsiasi rilevanza della questione sollevata, così da imporre alla Corte la restituzione degli atti al giudice a quo.

Nella memoria vengono ribaditi gli errori nei quali sarebbe incorso il giudice rimettente. Al riguardo, la difesa della società riporta gli esiti di uno studio tecnico, depositato agli atti, che avrebbe accertato che gli impianti censiti non coinciderebbero con quelli pianificati. Ciò dimostrerebbe che la temporanea sopravvivenza delle reti eccedenti non avrebbe intaccato la provvista di frequenze pianificate. Una eventuale dichiarazione di illegittimità costituzionale provocherebbe, pertanto, la mera disattivazione delle reti eccedenti, "non assegnabili ad altri aspiranti e non utilizzabili ai fini (peraltro ormai accantonati) dell'adeguamento delle reti al piano".

Viene ribadita, infine, la necessità di una restituzione degli atti al giudice a quo, a seguito della sopravvenuta fissazione del dies ad quem del regime transitorio da parte dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nonché della legge n. 66 del 2001. Quest'ultima, sottolinea la difesa delle società, avrebbe consentito che la sperimentazione avvenga direttamente sugli impianti analogici censiti, senza previo adattamento degli impianti stessi al piano analogico, per evitare investimenti vanificati dalla sopravvenienza del piano digitale.

Nel merito, la società deducente insiste nella dichiarazione di infondatezza della questione sollevata, ritenendo che l'attuale grado di pluralismo del sistema televisivo italiano sia rispettoso dei principi costituzionali. L'istruttoria avrebbe, infatti, dimostrato, secondo l'esponente, che in ciascun capoluogo di provincia ogni utente dispone di almeno quindici programmazioni nazionali e 10 locali. L'importanza del "pluralismo locale" sarebbe stata ribadita dallo stesso processo in atto di "trasformazione" di una rete RAI in una rete a prevalente vocazione regionalistica.

In relazione alla posizione di Centro Europa 7, la società R.T.I. sottolinea come la posizione di detta concessionaria sia uguale a quella delle altre, in quanto nessuna di esse ha ottenuto le frequenze "promesse nelle concessioni (pianificate)"; l'attuale situazione di Centro Europa 7 dipenderebbe esclusivamente dalla mancanza di impianti in esercizio censiti "sufficienti al momento del rilascio della concessione". La parte evidenzia, inoltre, la "inspiegabile" mancanza di domanda di assegnazione provvisoria di frequenze (ex art. 3, commi 8 e 11, della legge n. 249 del 1997) da parte della predetta concessionaria. Ai fini della sperimentazione, quest'ultima potrebbe comunque avvalersi, ad avviso della società esponente, della possibilità di accedere con i propri programmi alle reti dei soggetti titolari di più di una concessione su scala nazionale.

Nell'ultima parte della memoria, la difesa della società R.T.I., oltre a ribadire la "discontinuità" tra la situazione attuale e quella esistente all'epoca della sentenza n. 420 del 1994, si sofferma sulla "svolta digitale", evidenziando la irreversibilità della scelta "a pena di pericolo di grave ritardo tecnologico del Paese".

28.- La società TV Internazionale s.p.a. e Beta Television s.r.l., nella memoria depositata - in relazione a parte del contenuto delle relazioni predisposte all'esito dell'istruttoria - sostengono quanto segue:

a) l'Autorità Garante della concorrenza e del mercato e lo stesso Ministero delle comunicazioni - affermando rispettivamente che "la struttura del mercato ... continua ... come al tempo della sentenza della Corte costituzionale n. 420 del 1994", e che le frequenze allo stato utilizzate sono "quelle censite ai sensi dell'articolo 32 della legge n. 223 del 1990" - avrebbero confermato la continuità della disciplina contenuta nella legge n. 249 del 1997 rispetto alla quella dichiarata incostituzionale con la citata sentenza n. 420 del 1994;

b) l'Autorità Garante della concorrenza e del mercato avrebbe, altresì, attestato che la liberazione di frequenze terrestri potrebbe comportare la loro ricollocazione a vantaggio di operatori televisivi destinatari di concessione. Sul punto, vengono ritenute non condivisibili le affermazioni contenute nella relazione "istruttoria" del Ministero delle comunicazioni, in cui si ritiene che le principali ragioni della non attuazione del piano nazionale delle frequenze risiederebbero: 1) nel fatto che "i soggetti che hanno ricevuto [nel 1999] il decreto di diniego della concessione continuano a trasmettere sulla base di pronunce giurisdizionali"; le esponenti replicano che dette pronunce altro non sarebbero che ordinanze cautelari in relazione alle quali non sarebbe ancora conclusa la fase di merito e, in ogni caso, la copertura del territorio delle tre emittenti nazionali che ancora "sopravvivono" (Rete Capri, Rete Mia e Rete A) sarebbe assolutamente "risibile e disomogenea"; 2) nella disciplina introdotta con la legge n. 66 del 2001, che avrebbe autorizzato la prosecuzione dell'esercizio della radiodiffusione anche da parte delle emittenti locali prive delle nuove concessioni (rilasciate nel 2001), purché in possesso di alcuni requisiti per l'ottenimento della concessione; la società replica sul punto che dette emittenti sarebbero soltanto 151 su un totale di 2019 reti locali e che, comunque, è stata chiesta la dichiarazione di incostituzionalità in via consequenziale delle disposizioni normative citate.

La difesa delle società ribadisce 1'ininfluenza dell'innovazione tecnologica digitale sulla attuale esigenza di garanzia del pluralismo nel settore radiotelevisivo, attesi i tempi lunghi per la diffusione delle nuove tecnologie, gli elevati costi di investimento, la mancanza di interesse delle imprese dominanti. Il quadro di riferimento non sarebbe neanche influenzato dalla convergenza multimediale, trattandosi, secondo quanto riferito dall'Agcom nella relazione istruttoria, di "un fenomeno ancora complessivamente marginale".

Nell'ultima parte della memoria si richiamano, ai fini ricostruttivi della attuale concezione e necessità di tutela del pluralismo informativo, quanto contenuto: nella sentenza n. 155 del 2002 di questa Corte; nel messaggio del Presidente della Repubblica indirizzato alle Camere il 23 luglio 2002; nelle direttive 2002/19/CE; 2002/20/CE; 2002/21/CE; 2002/22/CE del 7 marzo 2002.

29.- Le società Prima TV s.p.a. e Europa TV s.p.a., rappresentate e difese dagli avvocati Felice Vaccaro, Giuseppe Morbidelli e Roberto Afeltra, hanno depositato due memorie.

Nella prima memoria le esponenti, dopo avere illustrato "la vicenda Tele+ nel sistema normativo", sottolineano "l'equivalenza delle trasmissioni in chiaro e in codice" (confermata dall'art. 27 del d.P.R. 27 marzo 1992, n. 255, recante: "Regolamento di attuazione della legge 6 agosto 1990, n. 223, sulla disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato" e dall'art. 2 della legge 5 ottobre 1991, n. 327, recante: "Ratifica ed esecuzione della convenzione europea sulla televisione transfrontaliera, con annesso, fatta a Strasburgo il 5 maggio 1989", nonché dalle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 marzo 2002), con l'unico elemento di differenziazione rappresentato dal rapporto contrattuale intercorrente, nel primo caso, tra emittente e sponsor, nel secondo tra emittente e abbonato. Da qui, l'assunta illegittimità del diverso regime antitrust previsto dalla legge n. 249 del 1997.

La difesa delle società sostiene che le misure adottate dal legislatore del 1997, nel regime transitorio, abbiano dato "tutela complessiva al sistema" mediante: la previsione del piano di ristrutturazione di RAI tre, ex art. 3, comma 9, della legge n. 249 del 1997; il meccanismo dell'assegnazione provvisoria delle frequenze, in base all'art. 3, commi 8 e 11, che dovrebbe tendere a garantire la pari illuminazione dell'area di servizio e di bacino, ma che di fatto sarebbe stato utilizzato illegittimamente attraverso l'assegnazione delle frequenze non indispensabili e di quelle provenienti dalla terza rete terrestre Tele+3 esclusivamente in favore di Beta Television, Rete A e TV Internazionale.

La parte aggiunge, inoltre, che l'art. 2, comma 4, della legge 14 gennaio 2000, n. 5, di conversione del decreto-legge 18 novembre 1999, n. 433 (Disposizioni urgenti in materia di esercizio dell'attività radiotelevisiva locale e di termini relativi al rilascio delle concessioni per la radiodiffusione televisiva privata su frequenze terrestri in ambito locale), avrebbe consentito la prosecuzione delle trasmissioni delle reti eccedenti anche in ambito locale.

La difesa delle predette società chiede, inoltre, un supplemento istruttorio per accertare il numero degli impianti non indispensabili, ex art. 3, comma 8, citato, e di quelli dismessi, ex art. 32 della legge n. 223 del 1990.

La difesa delle medesime società, poi, ribadisce quanto già sostenuto nei precedenti scritti difensivi, riprendendo l'ordine delle considerazioni svolte anche dalla società R.T.I. relativamente alla sopravvenuta irrilevanza della questione per l'avvenuto accantonamento del piano di assegnazione analogico a seguito dell'emanazione della legge n. 66 del 2001, nonché alla non fungibilità degli impianti "censiti" con quelli analogicamente "pianificati".

A tal proposito, la stessa difesa ritiene che il numero complessivo degli impianti esercenti sul piano nazionale sarebbe sufficiente ad escludere che la concentrazione di tre reti in un unico soggetto superi il limite del 20%. Dall'entrata in vigore della legge n. 249 del 1997 ad oggi, detti impianti sarebbero i seguenti: Canale 5, Italia 1, Europa TV, Tele+Bianco, TV Internazionale (TMC), Beta Television (TMC2), Centro Europa 7, Elefante Telemarket; le due reti eccedenti: Rete 4, Prima TV-Tele+Nero; le quattro emittenti autorizzate dal giudice amministrativo: Rete Capri, Rete Mia, Rete A, 7 Plus; i ripetitori di programmi esteri (individuati dal Ministero nel solo Telecentro Toscana); i consorzi ex art. 21 della legge n. 223 del 1990 individuati dal Ministero nel numero di tre; le tre reti RAI.

La mancata attuazione del piano di assegnazione, continua la difesa delle due società, non sarebbe dipesa dalla permanenza nell'etere delle reti eccedenti ma dalla presenza di oltre seicento emittenti locali; dalla mancata emanazione da parte dei Comuni del "regolamento sull'installazione degli apparati di ricezione delle trasmissioni radiotelevisive satellitari nei centri storici"; dai numerosi provvedimenti che, in tempi recenti, regioni, province e comuni hanno emanato in materia di tutela della salute e dell'ambiente dal c.d. inquinamento radioelettrico.

In relazione alla posizione della società Centro Europa 7, le predette società sottolineano, così come rilevato dalla società R.T.I., la "inspiegabile" mancanza di domanda di assegnazione provvisoria (ex art. 3, commi 8 e 11) di frequenze da parte di Centro Europa 7, così come la mancata impugnazione della "previsione contenuta all'art. 1 p. 3 del titolo concessorio rilasciatogli, di assentimento della rete pianifica dopo due anni". La difesa delle società aggiunge che detta emittente, contrariamente a quanto dalla stessa assunto, trasmetterebbe dal 19 febbraio 1996 in consorzio, operante in almeno otto regioni per il periodo giugno-dicembre 2002.

In relazione alla posizione di TV Internazionale s.p.a., le predette società ritengono che la stessa non avrebbe mai avuto il legittimo esercizio di impianti richiesti dalla normativa di settore e, in particolare, dalla legge n. 249 del 1997 e dalla legge n. 78 del 1999. Sarebbe stato, infatti, accertato che tale emittente non avrebbe mai operato come impresa di ripetizione di programma estero, unica attività radiotelevisiva alla stessa consentita, avendo diffuso programmi in lingua italiana privi dei connotati richiesti per la "reale esterità" del programma, dal punto di vista nazionale interno, e della "normalità" del programma dal punto di vista del Paese di provenienza. Da qui l'assunto secondo cui, dalla prosecuzione del regime transitorio, essa nessun danno può aver subito.

Le società Prima TV s.p.a. e Europa TV s.p.a. concludono chiedendo nell'ordine: che la questione di legittimità costituzionale venga respinta; che venga espletato, se ritenuto opportuno, il supplemento istruttorio richiesto; che vengano restituiti gli atti al giudice rimettente per un riesame della rilevanza delle questioni sollevate.

30.- Nella seconda memoria le società Prima TV s.p.a. e Europa TV s.p.a. contestano la possibilità di una eventuale estensione in via consequenziale del presente giudizio di costituzionalità all'art. 3, comma 11, attesa la "diversità" del regime transitorio - derivante dal differente limite antitrust - previsto per le emittenti in chiaro e criptate.

31.- La Società Centro Europa 7 s.r.l. ha depositato una ulteriore memoria con la quale, oltre a ribadire le argomentazioni svolte nei precedenti scritti difensivi, si sofferma sul disegno di legge presentato dal Ministro delle comunicazioni al fine di criticarne, in particolare: l'art. 22 con cui si obbliga la RAI (e non Mediaset) a realizzare due reti digitali terrestri "con un costo pesantissimo (a carico dello Stato e quindi dei contribuenti)"; l'art. 21, «in virtù del quale "anche" Retequattro potrà continuare a trasmettere sostanzialmente sine die in totale dispregio dei principi sanciti dalla sentenza della Corte costituzionale n. 420 del 1994».

Considerato in diritto

1.- Le questioni sottoposte all'esame della Corte riguardano l'art. 2, comma 6, e l'art. 3, commi 6 e 7, della legge 31 luglio 1997, n. 249 (Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo).

Secondo l'ordinanza del Tar del Lazio le predette norme:

a) nel demandare all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di stabilire un periodo transitorio nel quale non venga applicato il limite imposto ad uno stesso soggetto di irradiare più del 20% dei programmi televisivi su frequenze terrestri in ambito nazionale;

b) nel consentire l'esercizio delle reti eccedenti i predetti limiti successivamente alla data del 30 aprile 1998, a condizione che "le trasmissioni siano effettuate contemporaneamente su frequenze terrestri e via satellite o via cavo", nonché "esclusivamente via cavo o via satellite" alla scadenza del termine indicato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, "in relazione all'effettivo e congruo sviluppo dell'utenza dei programmi radiotelevisivi via satellite e via cavo";

c) conferirebbero alla detta Autorità una facoltà non delimitata nel tempo e consentirebbero che la regolamentazione del settore, colpito dalla pronuncia di illegittimità costituzionale di questa Corte (sentenza n. 420 del 1994), sia ancora in atto, e si perpetui indefinitivamente, rinviando la nuova disciplina ad una data imprecisata, con violazione del principio di ragionevolezza (art. 3 della Costituzione), dei principi del pluralismo nella manifestazione del pensiero (art. 21 della Costituzione) e della libertà di iniziativa economica (art. 41 della Costituzione), nonché del giudicato costituzionale (art. 136 della Costituzione).

2.- Preliminarmente devono essere esaminate le eccezioni di inammissibilità variamente prospettate dalla difesa del Presidente del Consiglio dei ministri e di alcune parti costituite.

Le eccezioni sono infondate.

Va premesso che, ai fini della rilevanza delle questioni sollevate, la motivazione del rimettente appare complessivamente plausibile.

Il punto essenziale delle ragioni giustificative della proposizione delle questioni di legittimità costituzionale e della loro rilevanza nel giudizio sulla domanda di annullamento dei provvedimenti, emessi in data 28 luglio 1999, di attribuzione delle concessioni ed autorizzazioni per la radiodiffusione televisiva privata su frequenze terrestri in ambito nazionale, è stato evidenziato nell'ordinanza di rimessione. In quest'ultima, infatti, si sottolinea che la caducazione del regime transitorio comporterebbe che sia "incrementata la disponibilità delle frequenze da assegnare ad altri aspiranti, con evidente beneficio del pluralismo nella manifestazione del pensiero e nell'informazione".

Nel contempo, il collegio rimettente precisa che l'obiettivo della sottoposizione delle questioni all'esame della Corte è quello di impedire la continuazione in modo indefinito - attraverso "una facoltà non delimitata nel tempo" - dell'assetto giudicato incostituzionale dalla sentenza n. 420 del 1994, con conseguenze sulla disponibilità delle frequenze, sul pluralismo informativo e, quindi, sulla legittimità delle impugnate concessioni ed autorizzazioni, nonché delle relative clausole.

3.- E' ininfluente la circostanza che la rete analogica terrestre eccedente (in ambito nazionale) occupi frequenze terrestri non rispondenti (in tutto o in parte) ad una rete configurabile nel piano delle frequenze.

Infatti, vi sarebbero sempre frequenze che verrebbero liberate con la cessazione del periodo transitorio e l'avvio, per le reti eccedenti, del trasferimento delle trasmissioni esclusivamente sul cavo o sul satellite (combinato disposto dell'art. 3, commi 6 e 7, della legge n. 249 del 1997).

Allo stesso modo, una caducazione totale o parziale del denunciato art. 3, comma 7, della citata legge sarebbe in grado di produrre effetti indiretti sulle disposizioni, di cui ai commi 9 (terza rete Rai senza pubblicità) e 11 (rete eccedente di televisione a pagamento) che richiamano lo stesso comma 7 per fissare il termine di connessi ed interdipendenti periodi transitori (coincidenti anche nella data fissata dalla deliberazione Agcom 7 agosto 2001, n. 346). La conseguenza sarebbe sempre quella di consentire una diversa distribuzione delle risorse economiche derivanti dalla pubblicità, nonché, relativamente alla rete criptata eccedente, la liberazione di frequenze.

4.- Ai fini della rilevanza della questione di legittimità costituzionale della norma che attribuisce all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il potere di stabilire il termine per la fine del regime transitorio, è ugualmente ininfluente la circostanza che, con deliberazione n. 346 del 2001 della stessa Autorità, sia sopravvenuta una prima (e non definitiva) fissazione in via amministrativa di detto termine. Né può, tantomeno, profilarsi l'ipotesi di una restituzione degli atti al giudice a quo, in quanto trattasi di atto amministrativo, che non può incidere sulla presente questione di legittimità costituzionale della norma che lo prevede, se non per confermare - attraverso l'attuazione concreta della stessa norma denunciata - il contenuto e i relativi dubbi sollevati sul comma 7 dell'art. 3 della legge n. 249 del 1997.

Infatti, il termine del 31 dicembre 2003, fissato in via amministrativa, è accompagnato - proprio in adempimento della previsione normativa relativa al raggiungimento di un "effettivo e congruo sviluppo dell'utenza dei programmi radiotelevisivi via satellite e via cavo" - da una espressa e motivata riserva di rivedere il termine stesso entro il 31 gennaio 2003. Nella motivazione è chiarita la ragione di tale riserva, ritenendosi opportuno "effettuare in data antecedente una verifica circa lo sviluppo dei sistemi alternativi di diffusione in modo da controllare se, all'avvicinarsi della data indicata, le previsioni assunte si rivelino corrette".

In altre parole, è prevista una nuova valutazione - in un momento in cui è possibile disporre di un quadro di riferimento più certo - con il fine di variare il termine, posticipandolo o anticipandolo, all'esito della verifica del raggiungimento, rispettivamente, di un limite di quota inferiore al 35%, o superiore al 45%, delle "famiglie digitali" raggiunto al 31 dicembre 2002.

Giova subito sottolineare che - sulla base delle esaustive risultanze istruttorie e delle relative proiezioni, secondo i dati e le valutazioni di stima offerti dagli stessi organi preposti al settore delle comunicazioni, anche alla luce delle emerse difficoltà economiche e di sviluppo (sopravvenute ed imprevedibili alla data del 7 agosto 2001) - deve escludersi la realizzabilità in Italia in tempi congrui della soglia minima prevista di diffusione dei sistemi di trasmissione televisiva alternativi alla via terrestre analogica (cavo, satellite, digitale terrestre).

Segnatamente, infatti, il sistema di trasmissione via cavo si trova "a uno stato poco più che embrionale".

Il sistema di trasmissione via satellite, come risulta dagli atti acquisiti, raggiunge un modesto numero di utenti.

Infine, la televisione digitale terrestre si trova ancora in una fase di mera sperimentazione.

Pertanto, il regime transitorio, agganciato al criterio dello sviluppo effettivo e congruo dell'utenza dei programmi radiotelevisivi via satellite e via cavo (art. 3, comma 7, della legge n. 249 del 1997), non è destinato a concludersi in tempi ragionevolmente brevi. Tutti gli elementi raccolti dall'istruttoria conducono, anzi, a ritenere irrealizzabile, in periodi prossimi o almeno ragionevolmente susseguenti in maniera certa e definitiva, il rispetto del termine previsto in via amministrativa sulla base dei criteri fissati dal citato comma 7 dell'art. 3.

5.- Del tutto ininfluente, ai fini delle questioni sollevate, deve ritenersi anche l'invocato decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5 (Disposizioni urgenti per il differimento di termini in materia di trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali, nonché per il risanamento di impianti radiotelevisivi), convertito, con modificazioni, nella legge 20 marzo 2001, n. 66.

Il predetto decreto contiene disposizioni riguardanti la televisione privata in ambito locale (art. 1, comma 1); la radiodiffusione sonora in tecnica digitale e anche analogica (art. 1, commi 2, 2-bis, 2-ter e 2-quater); la riduzione di inquinamenti da emissioni di radiodiffusione sonora e televisiva (art. 2, comma 1); le antenne per la telefonia mobile (art. 2, comma 1-bis); la sperimentazione e le agevolazioni per l'avvio dei mercati di programmi televisivi digitali su frequenze terrestri (art. 2-bis, commi 1 e 2); l'indicazione dell'anno 2006 entro il quale "le trasmissioni televisive di programmi e dei servizi multimediali su frequenze terrestri devono essere irradiati esclusivamente in tecnica digitale" (art. 2-bis, comma 5); e altri punti, infine, di interesse scientifico e di propulsione di nuove tecnologie.

Si tratta di aspetti estranei al presente giudizio e privi di riflesso sulle sollevate questioni di legittimità costituzionale, che investono l'attuazione del sistema delle misure anticoncentrative e il termine del relativo regime transitorio, incentrato sulle trasmissioni in ambito nazionale su frequenze terrestri con tecnica analogica.

6.- Nessuno ostacolo ad un esame del merito delle questioni sollevate può, inoltre, derivare dalla mancanza di assegnazione delle frequenze; dal preteso accantonamento del piano analogico; dalla attuale parziale localizzazione delle emittenti in siti non pianificati; dalle difficoltà pratiche di futura assegnazione provvisoria di frequenze; dalle esigenze di un ulteriore intervento legislativo per le modalità di messa a regime del sistema in seguito ad un eventuale superamento della fase transitoria.

Gli anzidetti profili attengono, invero, alle modalità di successiva attuazione di una eventuale pronuncia di illegittimità costituzionale delle norme denunciate, nonché, in alcuni casi, alle esigenze di un ulteriore intervento legislativo. Come tali, detti aspetti possono incidere non sulla ammissibilità delle questioni sollevate, ma, semmai, sulla tipologia di decisione della Corte.

7.- Sul merito delle questioni di legittimità costituzionale proposte, occorre anzitutto sottolineare i seguenti punti.

A) Le questioni sollevate riguardano solo la radiodiffusione televisiva privata nazionale in chiaro su frequenze terrestri con tecnica analogica.

Tuttavia la sorte del censurato comma 7 dell'art. 3 della legge n. 249 del 1997 si riflette evidentemente sulle collegate previsioni di termine contenute nel comma 9 dello stesso articolo (relativo alla realizzazione da parte della RAI della terza rete senza pubblicità), e nel comma 11 (relativo alla rete eccedente che trasmette in forma codificata, c.d. televisione a pagamento).

B) La formazione dell'esistente sistema televisivo italiano privato in ambito nazionale ed in tecnica analogica trae origine da situazioni di mera occupazione di fatto delle frequenze (esercizio di impianti senza rilascio di concessioni e autorizzazioni), al di fuori di ogni logica di incremento del pluralismo nella distribuzione delle frequenze e di pianificazione effettiva dell'etere.

Detta occupazione di fatto è stata, peraltro, in varie occasioni per lunghi periodi temporali, legittimata ex post e sanata con il consentire "la prosecuzione delle attività delle singole emittenti radiotelevisive private con gli impianti in funzione al 1° ottobre 1984" (decreto-legge 6 dicembre 1984, n. 807, recante: "Disposizioni urgenti in materia di trasmissioni radiotelevisive", convertito, con modificazioni, nella legge 4 febbraio 1985, n.10, prorogato con decreto-legge 1° giugno 1985, n. 223, recante: "Proroga di termini in materia di trasmissioni radiotelevisive", convertito nella legge 2 agosto 1985, n. 397).

Anche per gli impianti in esercizio all'entrata in vigore della legge 6 agosto 1990, n. 223, recante: "Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato", è stata data l'autorizzazione a "proseguire nell'esercizio... a condizione di avere inoltrato domanda per il rilascio della concessione" e fino ad un termine di 730 giorni (art. 32, comma 1; v. sentenza n. 408 del 1996), prorogato dal decreto-legge 19 ottobre 1992, n.407 (Proroga dei termini in materia di impianti di radiodiffusione), convertito, con modificazioni, nella legge 17 dicembre 1992, n. 482.

I termini di prosecuzione sono stati, ulteriormente prorogati dai seguenti atti normativi: decreto-legge 27 agosto 1993 n. 323 (Provvedimenti urgenti in materia radiotelevisiva), convertito, con modificazioni, nella legge 27 ottobre 1993, n. 422; decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545 (Disposizioni urgenti per l'esercizio dell'attività radiotelevisiva e delle telecomunicazioni), convertito, con modificazioni, nella legge 23 dicembre 1996, n. 650; legge 31 luglio 1997, n. 249; legge 30 aprile 1998, n. 122 (Differimento di termini previsti dalla legge 31 luglio 1997, n. 249 relativi all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nonché norme in materia di programmazione e di interruzioni pubblicitarie televisive); decreto-legge 30 gennaio 1999, n.15 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo equilibrato dell'emittenza televisiva e per evitare la costituzione o il mantenimento di posizioni dominanti nel settore radiotelevisivo), convertito, con modificazioni, nella legge 29 marzo 1999, n.78; decreto del ministro delle comunicazioni 28 luglio 1999.

La protrazione del termine è stata motivata: fino al luglio 1997, dall'attesa della riforma complessiva del sistema radiotelevisivo e della predisposizione del nuovo piano di assegnazione delle frequenze; fino al luglio 1999, dall'attesa del rilascio delle concessioni; in epoca successiva, dall'esigenza di attendere i tempi di attuazione del piano di assegnazione delle frequenze (approvato con deliberazione 30 ottobre 1998 dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni).

C) L'attuale sistema di radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri con tecnica analogica mantiene immutata la caratteristica di ristrettezza delle frequenze e quindi di assai limitato numero delle reti realizzabili a copertura nazionale.

Il piano nazionale di assegnazione delle frequenze - sulla base di 51 canali pianificati (3 per ciascuna rete) - ha previsto 17 reti, di cui 11 assegnate alla radiodiffusione televisiva in ambito nazionale (3 utilizzate dalla televisione pubblica-RAI e 8 destinate a quella privata, sempre in ambito nazionale) e le rimanenti 6 reti, pari al 35,3%, riservate alle esigenze della radiodiffusione televisiva in ambito locale.

Rispetto a quella esaminata dalla sentenza n. 420 del 1994, la situazione di ristrettezza delle frequenze disponibili per la televisione in ambito nazionale con tecnica analogica si è, pertanto, accentuata, con effetti ulteriormente negativi sul rispetto dei principi del pluralismo e della concorrenza e con aggravamento delle concentrazioni. Si è passati, infatti, da una previsione di 12 reti nazionali (9 private, 3 pubbliche), ad 11 reti (8 private, 3 pubbliche), oltre alle televisioni criptate a pagamento. Alle televisioni private sono state rilasciate, in data 28 luglio 1999, soltanto sette concessioni, peraltro senza attribuzione di frequenze, mentre nella fase transitoria sono state mantenute in esercizio con le frequenze già utilizzate anche le tre reti private nazionali riconducibili ad unico soggetto.

8.- La descritta situazione di fatto non garantisce, pertanto, l'attuazione del principio del pluralismo informativo esterno, che rappresenta uno degli "imperativi" ineludibili emergenti dalla giurisprudenza costituzionale in materia. Questa Corte ha, infatti, costantemente affermato la necessità di assicurare l'accesso al sistema radiotelevisivo del "massimo numero possibile di voci diverse" (sentenza n. 112 del 1993), ed ha sottolineato l'insufficienza del mero concorso fra un polo pubblico e un polo privato ai fini del rispetto delle evidenziate esigenze costituzionali connesse all'informazione (sentenze n. 826 del 1988 e n. 155 del 2002).

L'obiettivo di garantire, tra l'altro, il pluralismo dei mezzi di informazione è stato sottolineato, in una prospettiva più ampia, anche a livello comunitario in recenti direttive: direttiva 2002/19/CE, relativa all'accesso alle reti di comunicazione elettronica, alle risorse correlate e all'interconnessione delle medesime (direttiva di accesso); direttiva 2002/20/CE, relativa alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (direttiva autorizzazioni); direttiva 2002/21/CE, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (direttiva quadro); direttiva 2002/22/CE, relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (direttiva servizio universale).

In questo quadro la protrazione della situazione (peraltro aggravata) già ritenuta illegittima dalla sentenza n. 420 del 1994 ed il mantenimento delle reti considerate ancora "eccedenti" dal legislatore del 1997 esigono, ai fini della compatibilità con i principi costituzionali, che sia previsto un termine finale assolutamente certo, definitivo e dunque non eludibile.

9.- Tanto ritenuto è, tuttavia, da precisare che la esigenza di un equilibrato passaggio di riconversione del sistema di trasmissione delle reti eccedenti i limiti anticoncentrativi non esclude la legittimità sul piano costituzionale di un regime transitorio in cui si dilazioni temporaneamente l'applicazione, rispetto a situazioni preesistenti, dei limiti anzidetti.

Del resto, l'esistenza di un regime transitorio è stata già ritenuta legittima da questa Corte (sentenza n. 420 del 1994), la quale già in precedenza aveva precisato che la fase transitoria non poteva assumere "di fatto carattere definitivo", senza che la Corte stessa effettuasse "una diversa valutazione con le relative conseguenze" (sentenza n. 826 del 1988).

La illegittimità costituzionale non investe il regime transitorio in deroga e nemmeno l'attuale prosecuzione, purché temporaneamente limitata, dell'esercizio delle emittenti in eccedenza rispetto ai limiti anzidetti (combinato disposto dell'art. 2, comma 6, e dell'art. 3, commi 6, 9 e 11).

10.- Non sussiste, inoltre, il vizio denunciato derivante dal coinvolgimento, in funzione garantistica, dell'Autorità per le garanzie delle comunicazioni. Non è, infatti, l'affidamento della concreta determinazione del termine ad una Autorità amministrativa indipendente a comportare vizi di legittimità costituzionale del termine stesso, bensì il suo aggancio a criteri e modalità fissati dal legislatore, non idonei ad assicurare - legati come sono ai tempi di realizzazione dei sistemi alternativi di trasmissione - alcuna certezza di cessazione della fase transitoria entro un termine congruo e definitivo.

11.- L'individuazione di un termine finale, entro il quale possa avvenire la cessazione definitiva del regime transitorio dell'art. 3, comma 7, e delle collegate previsioni dei commi 9 e 11 della legge n. 249 del 1997, può essere ricavata dalla valutazione di congruità tecnica dei tempi di passaggio al regime definitivo effettuata dalla Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con la delibera n. 346 del 2001. L'Autorità ha indicato la data del 31 dicembre 2003 quale termine ritenuto sufficiente per le semplici operazioni di trasferimento delle reti analogiche eccedenti, tanto in chiaro che in forma codificata.

In altre parole, una volta esclusa la tollerabilità di una protrazione dell'anzidetto regime transitorio fino alla realizzazione di un congruo sviluppo della utenza satellitare e via cavo e di altri sistemi alternativi alla diffusione terrestre in tecnica analogica, può essere assunto quale termine di chiusura quello già ritenuto tecnicamente utilizzabile dall'Autorità. Ciò a prescindere dal raggiungimento della prevista quota di "famiglie digitali", che rimane indipendente dalle operazioni tecniche di trasferimento verso sistemi alternativi a quello analogico su frequenze terrestri.

D'altro canto, la data del 31 dicembre 2003 offre margini temporali all'intervento del legislatore per determinare le modalità della definitiva cessazione del regime transitorio di cui al comma 7 dell'art. 3 della legge n. 249 del 1997.

E' appena il caso di precisare che la presente decisione, concernente le trasmissioni radiotelevisive in ambito nazionale su frequenze terrestri analogiche, non pregiudica il diverso futuro assetto che potrebbe derivare dallo sviluppo della tecnica di trasmissione digitale terrestre, con conseguente aumento delle risorse tecniche disponibili.

12.- Sulla base delle esposte considerazioni, deve dichiararsi l'illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 7, della legge 31 luglio 1997, n. 249, nella parte in cui non prevede la fissazione di un termine finale certo, e non prorogabile, che comunque non oltrepassi il 31 dicembre 2003, entro il quale i programmi, irradiati dalle emittenti eccedenti i limiti di cui al comma 6 dello stesso art. 3, devono essere trasmessi esclusivamente via satellite o via cavo. Ovviamente ciò è destinato a riflettersi sulla portata dei commi 9 e 11 dell'art. 3 della legge n. 249 del 1997 in forza dell'evidenziato collegamento con il comma 7 dello stesso art. 3, quale risultante dalla presente decisione.

Vanno, invece, dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 6, e dell'art. 3, comma 6, della citata legge n. 249 del 1997, sollevate in riferimento agli artt. 3, 21, 41 e 136 della Costituzione.

Per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 7, della legge 31 luglio 1997, n. 249 (Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo), nella parte in cui non prevede la fissazione di un termine finale certo, e non prorogabile, che comunque non oltrepassi il 31 dicembre 2003, entro il quale i programmi, irradiati dalle emittenti eccedenti i limiti di cui al comma 6 dello stesso art. 3, devono essere trasmessi esclusivamente via satellite o via cavo;

dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 6, e dell'art. 3, comma 6, della legge 31 luglio 1997, n. 249, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 21, 41 e 136 della Costituzione, con l'ordinanza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio indicata in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 novembre 2002.

parax
17-12-2003, 16:42
Originariamente inviato da izutsu
E allora mandiamola su satellite e indeboliamo una grande azienda italiana come Mediaset... tanto siamo abituati a cose del genere da decenni no? Murdock era interessato... il fatto che non sia stata nemmeno contemplata l'eventualità della vendità la dice lunga sul "velo di politica"... una persona libera da pregiudizi ci avrebbe pensato, ci avrebbe provato... potevano dire "se non la vendi entro il 2003 rete4 finisce su satellite"... ma no, non era logica come soluzione...
Ma chi ha detto che devono restare tutte e 3 nelle mani di uno? Potevano obbligare a vendere la quota di maggioranza o addirittura tutto... le soluzioni alternative ci sono, non puoi negarlo... ora invece avremo meno scelta e meno libertà... perchè com'è giusto che si esprima la guzzanti è giusto che lo possa fare anche fede, no? Che poi per te sia meglio non avere fede poco importa, per me è meglio non avere la guzzanti

Ma magari volessero venderla, è l'ultimo dei pensieri che sfiora la mente della dirigenza mediaset, non se n'è parlato IMHO perchè Mediaset immaginava che proprio questo periodo dovesse essere il + tranquillo, ti rigiro la domanda, è perchè non è stato Gasparri a mettere l'obbligo di vendita???
io sono daccordissimo con l'ipotesi di vendita ma ripeto non è assolutamente intenzione di Mediaset vendere alcunchè, anzi, con la legge gasparri Mediaset fra qualche anno potrà entrare anche nella stampa.
Il problema di Fede non esiste, se ci tengono tanto lo possono benissimo mandare su Italia1 al contrario della Guzzanti che è stata censurata a torto o a ragione ma che comunque non può apparire in TV grazie al duopolio attuale.


x Jumper
ma come mai non ti stai stracciando le vesti per i 1500 lavoratori Alitalia che sono a rischio del posto???


Storace: "Il governo dimostri per il trasporto aereo
lo stesso ardimento che sta manifestando per Rete 4"

GioFX
17-12-2003, 16:43
Il testo del messaggio di Ciampi

«In data 5 dicembre 2003, mi è stata inviata per la promulgazione la legge "Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai-Radiotelevisione italiana Spa, nonché delega al Governo per l’emanazione del testo unico della radiotelevisione", approvata dalla Camera dei Deputati il 2 ottobre 2003 e approvata in via definitiva dal Senato il 2 dicembre 2003.

Il relativo disegno di legge era stato presentato dal Governo alla Camera dei Deputati il 25 settembre 2002. Successivamente, il 20 novembre 2002, era sopraggiunta la sentenza della Corte Costituzionale n.446, che dichiarava "la illegittimità costituzionale dell’articolo 3, comma 7, della legge 31 luglio 1997, n.249 (Istituzione della Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni radiotelevisivo), nella parte in cui non prevede la fissazione di un termine finale certo, e non prorogabile, che comunque non oltrepassi il 31 dicembre 2003, entro il quale i programmi irradiati dalle emittenti eccedenti i limiti di cui al comma 6 dello stesso articolo 3, devono essere trasmessi esclusivamente via satellite o via cavo.

La data del 31 dicembre era già stata indicata, come termine per la cessazione del regime transitorio di cui all’articolo 3, settimo comma, della legge 249 del 1997, dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (deliberazione numero 346 del 7 agosto 2001). Detto articolo 3 rinvia ai limiti fissati dal sesto comma dell’articolo 2 della stessa legge n.249, la dove si stabilisce che ad uno stesso soggetto o a soggetti controllati o collegati "non possono essere rilasciate concessioni né autorizzazioni che consentano di irradiare più del 20% rispettivamente delle reti televisivi o radiofoniche analogiche e dei programmi televisivi o radiofonici numerici, in ambito nazionale, trasmessi su frequenze terrestri, sulla base del piano delle frequenze".

Tutto ciò detto in relazione alla compatibilità delle succitate disposizioni della legge in esame con la sentenza 466 del 20 novembre 2002, non posso esimermi dal richiamare l’attenzione del Parlamento su altre parti della legge che - per quanto attiene al rispetto del pluralismo dell’informazione - appaiono non in linea con la giurisprudenza della Corte Costituzionale.

Si consideri, a tale proposito, che la sentenza della Corte Costituzionale n.826 del 1988 poneva come un imperativo la necessità di garantire "il massimo di pluralismo esterno, onde soddisfare, attraverso una pluralità di voci concorrenti, il diritto del cittadino all’informazione". E ancora, nella sentenza 420 del 1994, la stessa Corte sottolineava l’indispensabilità di "un’idonea disciplina che prevenga la formazione di posizioni domninanti".

Nell’ambito dei principi fissati dalla richiamata giurisprudenza della Corte Costituzionale, si è mosso il messaggio da me inviato alle Camere il 23 luglio 2002". "Per quanto riguarda la concentrazione dei mezzi finanziari, il sistema integrato delle comunicazioni (Sic) - assunto dalla legge in esame come base di riferimento per il calcolo dei ricavi dei singoli operatori di comunicazione - potrebbe consentire, a causa della sua dimensione, a chi ne detenga il 20% (articolo 15, secondo comma, della legge) di disporre di strumenti di comunicazione in misura tale da dar luogo alla formazione di posizioni dominanti".

"Quanto al problema della raccolta pubblicitaria, si richiama la sentenza della Corte Costituzionale n. 231 del 1985 che, riprendendo i principi affermati in precedenti decisioni, richiede che sia evitato il pericolo ’che la radiotelevisione, inaridendo una tradizionale fonte di finanziamento della libera stampa, rechi grave pregiudizio ad una libertà che la Costituzione fa oggetto di energica tutela’". "Si rende infine indispensabile espungere dal testo della legge il comma 14 dell’articolo 23, che rende applicabili alla realizzazione di reti digitali terrestri le disposizioni del decreto legislativo 4 settembre 2002, numero 198, del quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale con la sentenza 303 del 25 settembre/1 ottobre 2003.

Per la stessa ragione, va soppresso il riferimento al predetto decreto legislativo dichiarato incostituzionale, contenuto nell’articolo 5, primo comma lettera L e nell’artico,o 24, terzo comma". "Per i motivi innanzi illustrati - conclude Ciampi - chiedo alle Camere, a norma dell’articolo 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge a me trasmessa il 5 dicembre 2003".

"La sentenza della corte numero 466 del 20 novembre 2002 muove dalla considerazione della situazione di fatto allora esistente, che, a suo giudizio, non garantisce... l’attuazione del principio del pluralismo informativo esterno, che rappresenta uno degli imperativi ineludibili emergenti dalla giurisprudenza costituzionale in materia. Nell’ultima delle considerazioni in diritto, la Corte precisa che "la presente decisione, concernente le trasmissioni televisive in ambito nazionale su frequenze terrestri analogiche, non pregiudica il diverso futuro assetto che potrebbe derivare dallo sviluppo della tecnica di trasmissione digitale terrestre, con conseguente aumento delle risorse tecniche disponibili’".

"Dalla sentenza - i cui contenuti essenziali sono stati richiamati dai presidenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e dell’Autorità garante della concorrenze e del mercato, nelle audizioni rese alle commissioni riunite VII e IX della Camera dei Deputati il 10 settembre 2003 - discende, pertanto, che, per poter considerare maturate le condizioni del diverso futuro assetto derivante dall’espansione della tecnica di trasmissione digitale terrestre e, quindi, per poter giudicare separabile il limite temporale fissato nel dispositivo, deve necessariamente ricorrere la condizione che sia intervenuto un effettivo arricchimento del pluralismo derivante da tale espansione".

"La legge a me inviata si fa carico di questo problema. Le norme che disciplinano l’assetto sopraconsiderato sono contenute nell’articolo 25, il cui primo comma stabilisce che, entro il 31 dicembre 2003, dovranno essere rese attive reti televisive digitali terrestri, ponendo in particolare, a carico della società concessionaria del servizio pubblico (secondo comma) l’obbligo di predisporre impianti (blocchi di diffusione) che consentano il raggiungimento del 50% della popolazione entro il primo gennaio 2004 e del 60% entro il primo gennaio 2005. L’articolo 25, terzo comma, stabilisce inoltre che ’l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro i dodici mesi successivi al 31 dicembre 2003, svolge un esame della complessiva offerta dei programmi televisivi digitali terrestri allo scopo di accertare: a) la quota di popolazione raggiunta dalle nuove reti digitali terrestri; b) la presenza sul mercato di decoder a prezzi accessibili; c) l’effettiva offerta al pubblico su tali reti anche di programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche’"

"Ciò premesso, ritengo di dover formulare alcune osservazioni in merito alla compatibilità di talune disposizioni della legge in esame con la sentenza 466/2002 della Corte Costituzionale. Una prima osservazioni riguarda il termine massimo assegnato all’Autorità per effettuare detto esame: ’Entro i 12 mesi successivi al 31 dicembre 2003’ (articolo 25, terzo comma). Questo lasso di tempo - molto ampio rispetto alle presumibili occorrenze della verifica - si traduce, di fatto, in una proroga del termine finale indicato dalla Corte Costituzionale".

"Una seconda osservazione concerne i poteri riconosciuti all’Autorità: questa, entro i 30 giorni successivi al completamento dell’accertamento, invia una relazione al governo e alle competenti Commissioni parlamentari, ’nella quale verifica se sia intervenuto un effettivo ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore televisivo ed eventualmente formula proposte di interventi diretti a favorire l’ulteriore incremento dell’offerta di programmi televisivi digitali terrestri e dell’accesso ai medesimi’ (articolo 25, terzo comma).

Ne deriva che, se l’Autorità dovesse accertare, entro il termine assegnatole, che le suesposte condizioni (raggiungimento della prestabilita quota di popolazione da parte delle nuove reti digitali terrestri; presenza sul mercato di decoder a prezzi accessibili; effettiva offerta al pubblico su tali reti anche di programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche) non si sono verificate, non si avrebbe alcuna conseguenza certa. La legge, infatti, non fornisce indicazioni in ordine al tipo e agli effetti dei provvedimenti che dovrebbero seguire all’eventuale esito negativo dell’accertamento".

"Si consideri inoltre che il paragrafo 11, penultimo capoverso, delle considerazioni in diritto della sentenza numero 466, recita: ’d’altro canto, la data del 31 dicembre 2003 offre margini temporali all’intervento del legislatore per determinare le modalità della definitiva cessazione del regime transitorio di cui al comma 7 dell’articolo 3 della legge 249 del 1997’. Ne consegue che il primo gennaio 2004 può essere considerato come il dies a quo non di un nuovo regime transitorio, ma dell’attuazione delle predette modalità di cessazione del regime medesimo, che devono essere determinate dal Parlamento entro il 31 dicembre 2003. Si rende inoltre necessario indicare il dies ad quam, e cioè il termine di tale fase di attuazione".

#####

Che dire, è proprio cattivo... :rolleyes:

izutsu
17-12-2003, 16:48
GioFX... forse non ti è chiaro che nessuno (almeno mi pare) sta dicendo che sia sbagliata la sentenza della Corte Costituzionale quanto piuttosto che non si sia fatto niente per evitare di mandare Rete4 su satellite che, per quanto se ne dica, equivale alla sua "morte"... si poteva obbligare a venderla o a vendere tutta mediaset... il conflitto di interessi non si risolve così, non si risolve impedendo ad una sola persona di possedere più di due reti su analogico. E resta cmq il fatto che ai fini del sondaggio, che richiedeva apoliticità (ma esiste sta parola? :D) nei commenti, non si può preferire Europa 7, che quasi nessuno ha mai visto, a Rete 4 che ha almeno 5 programmi di indubbio interesse culturale.

Detto ciò io spero, come alcuni esponenti di sinistra, che venga fatto un decreto per tamponare questi due mesi durante i quali ridiscutere la legge...

jumpermax
17-12-2003, 16:50
Originariamente inviato da GioFX
Io su, tu evidentemente no.

Vuoi l'indirizzo del ministero delle Comunicazioni?
l'hai letta bene. Allora sai prima di tutto cosa la legge stabilisce per le posizioni dominanti e cosa la legge stabilisce per il digitale.
Non mi sembra proprio che i tempi del digitale siano per le calende greche, anzi.


2. La società concessionaria del servizio pubblico generale
radiotelevisivo, avvalendosi anche della riserva di blocchi di diffusione
prevista dal decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, è tenuta a realizzare
almeno due blocchi di diffusione su frequenze terrestri con una copertura
del territorio nazionale che raggiunga:
a) entro il 1º gennaio 2004, il 50 per cento della popolazione;
b) entro il 1º gennaio 2005, il 70 per cento della popolazione.
3. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro i dodici mesi
successivi al 31 dicembre 2003, svolge un esame della complessiva offerta
dei programmi televisivi digitali terrestri allo scopo di accertare: a) la
quota di popolazione raggiunta dalle nuove reti digitali terrestri; b) la
presenza sul mercato di decoder a prezzi accessibili; c) l’effettiva offerta
al pubblico su tali reti anche di programmi diversi da quelli diffusi dalle
reti analogiche. Entro trenta giorni dal completamento di tale
accertamento, l’Autorità invia una relazione al Governo e alle competenti
Commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica nella quale verifica se sia intervenuto un effettivo
ampliamento delle offerte disponibili e del pluralismo nel settore
televisivo ed eventualmente formula proposte di interventi diretti a
favorire l’ulteriore incremento dell’offerta di programmi televisivi digitali
terrestri e dell’accesso ai medesimi.
4. La società concessionaria di cui al comma 2, di concerto con il
Ministero delle comunicazioni, individua uno o più bacini di diffusione, di
norma coincidenti con uno o più comuni situati in aree con difficoltà di
ricezione del segnale analogico, nei quali avviare entro il 1º gennaio 2005
la completa conversione alla tecnica digitale.
5. Nella fase di transizione alla trasmissione in tecnica digitale la
società concessionaria assicura, comunque, la trasmissione di tre
programmi televisivi in tecnica analogica in chiaro e, nei tempi e nei modi
di cui al comma 2, di tre programmi televisivi in tecnica digitale in chiaro.
6. Con regolamento, da emanare su proposta del Ministro delle
comunicazioni, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge ai sensi
dell’articolo 17, commi 1 e 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono
definiti, nei limiti della copertura finanziaria di cui al comma 7
dell’articolo 21 della presente legge conseguita anche mediante cessione
dei relativi crediti futuri, gli incentivi all’acquisto e alla locazione
finanziaria necessari per favorire la diffusione nelle famiglie italiane di
apparecchi utilizzabili per la ricezione di segnali televisivi in tecnica
digitale, in modo tale da consentire l’effettivo accesso ai programmi
trasmessi in tecnica digitale. Il regolamento di cui al presente comma può
essere attuato ovvero modificato o integrato solo successivamente alla
riscossione dei proventi derivanti dall’attuazione dell’articolo 21, comma
3, conseguita anche mediante cessione di crediti futuri.
7. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino
alla completa attuazione del piano di assegnazione delle frequenze
televisive in tecnica digitale, il limite al numero complessivo di
programmi per ogni soggetto è del 20 per cento ed è calcolato sul numero
complessivo dei programmi televisivi concessi o irradiati anche ai sensi
dell’articolo 23, comma 1, in ambito nazionale su frequenze terrestri
indifferentemente in tecnica analogica o in tecnica digitale. I programmi
televisivi irradiati in tecnica digitale possono concorrere a formare la base
di calcolo ove raggiungano una copertura pari al 50 per cento della
popolazione. Al fine del rispetto del limite del 20 per cento non sono
computati i programmi che costituiscono la replica simultanea di
programmi irradiati in tecnica analogica.



e un'altra questione sic e posizione dominante. La legge consente posizioni dominanti? non avete letto la legge a mio avviso

Art. 14.
(Accertamento della sussistenza di posizioni dominanti nel sistema
integrato
delle comunicazioni)
1. I soggetti che operano nel sistema integrato delle comunicazioni sono
tenuti a notificare all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni le
intese e le operazioni di concentrazione al fine di consentire, secondo le
procedure previste in apposito regolamento adottato dall’Autorità
medesima, la verifica del rispetto dei princìpi enunciati dall’articolo 15.
2. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, su segnalazione di
chi vi abbia interesse o, periodicamente, d’ufficio, individuato il mercato
rilevante conformemente ai princìpi di cui agli articoli 15 e 16 della
direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo
2002, verifica che non si costituiscano, nel sistema integrato delle
comunicazioni e nei mercati che lo compongono, posizioni dominanti e
che siano rispettati i limiti di cui all’articolo 15 della presente legge,
tenendo conto, fra l’altro, oltre che dei ricavi, del livello di concorrenza
all’interno del sistema, delle barriere all’ingresso nello stesso, delle
dimensioni di efficienza economica dell’impresa nonchè degli indici
quantitativi di diffusione dei programmi radiotelevisivi, dei prodotti
editoriali e delle opere cinematografiche o fonografiche.
3. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni qualora accerti che
un’impresa, o un gruppo di imprese, operanti nel sistema integrato delle
comunicazioni, si trovi nella condizione di potere superare,
prevedibilmente, i limiti di cui all’articolo 15, adotta un atto di pubblico
richiamo, segnalando la situazione di rischio e indicando l’impresa o il
gruppo di imprese e il singolo mercato interessato. In caso di accertata
violazione dei predetti limiti l’Autorità provvede ai sensi dell’articolo 2,
comma 7, della legge 31 luglio 1997, n. 249.
4. Gli atti giuridici, le operazioni di concentrazione e le intese che
contrastano con i divieti di cui al presente capo sono nulli.
5. All’articolo 2, comma 16, primo periodo, della legge 31 luglio 1997,
n. 249, le parole: «dalla presente legge» sono sostituite dalle seguenti:
«nel sistema integrato delle comunicazioni»; all’ultimo periodo del
medesimo comma le parole: «, ai fini della presente legge,» sono
soppresse.
Art. 15.
(Limiti al cumulo dei programmi televisivi e radiofonici e alla raccolta di
risorse nel sistema integrato delle comunicazioni. Disposizioni in materia
pubblicitaria)
1. All’atto della completa attuazione del piano nazionale di
assegnazione delle frequenze radiofoniche e televisive in tecnica digitale,
uno stesso fornitore di contenuti, anche attraverso società qualificabili
come controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2, commi 17 e 18, della
legge 31 luglio 1997, n. 249, non può essere titolare di autorizzazioni che
consentano di diffondere più del 20 per cento del totale dei programmi
televisivi o più del 20 per cento dei programmi radiofonici irradiabili su
frequenze terrestri in ambito nazionale mediante le reti previste dal
medesimo piano.
2. Fermo restando il divieto di costituzione di posizioni dominanti nei
singoli mercati che compongono il sistema integrato delle comunicazioni,
i soggetti tenuti all’iscrizione nel registro degli operatori di comunicazione
costituito ai sensi dell’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5), della
legge 31 luglio 1997, n. 249, non possono né direttamente, né attraverso
soggetti controllati o collegati ai sensi dell’articolo 2, commi 17 e 18,
della citata legge n. 249 del 1997, conseguire ricavi superiori al 20 per
cento delle risorse complessive del settore integrato delle comunicazioni.
3. I ricavi di cui al comma 2 sono quelli derivanti dal finanziamento del
servizio pubblico radiotelevisivo al netto dei diritti dell’erario, da
pubblicità nazionale e locale, da sponsorizzazioni, da televendite, dagli
investimenti di enti ed imprese in altre attività finalizzate alla promozione
dei propri prodotti o servizi, da convenzioni con soggetti pubblici, da
provvidenze pubbliche, da offerte televisive a pagamento, da vendite di
beni, servizi e abbonamenti relativi ai settori indicati alla lettera g) del
comma 1 dell’articolo 2.
4. Gli organismi di telecomunicazioni previsti dal regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 1997, n. 318, i cui
ricavi nel mercato dei servizi di telecomunicazioni, come definiti dal
medesimo regolamento, sono superiori al 40 per cento dei ricavi
complessivi di quel mercato non possono conseguire nel settore integrato
delle comunicazioni ricavi superiori al 10 per cento del settore medesimo.
5. All’articolo 2, comma 7, primo periodo, della legge 31 luglio 1997,
n. 249, le parole: «ed avendo riguardo ai criteri indicati nei commi 1 e 8»
sono soppresse.
6. I soggetti che esercitano l’attività televisiva in ambito nazionale
attraverso più di una rete non possono, prima del 31 dicembre 2008,
acquisire partecipazioni in imprese editrici di giornali quotidiani o
partecipare alla costituzione di nuove imprese editrici di giornali
quotidiani. Il divieto si applica anche alle imprese controllate, controllanti
o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile.
7. Secondo le disposizioni dell’articolo 18, paragrafi 1 e 2, della
direttiva 89/552/CEE del Consiglio, del 3 ottobre 1989, come sostituito
dalla direttiva 97/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30
giugno 1997, e fermi restando i limiti orari e giornalieri di affollamento
pubblicitario indicati nella legge 6 agosto 1990, n. 223, all’articolo 8 della
medesima legge n. 223 del 1990, e successive modificazioni, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 7, la parola: «messaggi» è sostituita dalla seguente:
«spot»;
b) al comma 9-bis, al primo periodo, dopo le parole: «se comprende
forme di pubblicità» sono inserite le seguenti: «diverse dagli spot
pubblicitari» e le parole: «le forme di pubblicità diverse dalle offerte di
cui al presente comma» sono sostituite dalle seguenti: «gli spot
pubblicitari» e, al secondo periodo, la parola: «offerte» è sostituita dalle
seguenti: «pubblicità diverse dagli spot pubblicitari».
8. L’articolo 10 della legge 7 marzo 2001, n. 62, è sostituito dal
seguente:
«Art. 10. - (Messaggi pubblicitari di promozione del libro e della
lettura). – 1. I messaggi pubblicitari facenti parte di iniziative, promosse
da istituzioni, enti, associazioni di categoria, produttori editoriali e librai,
volte a sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti del libro e della
lettura, trasmessi gratuitamente o a condizioni di favore da emittenti
televisive e radiofoniche pubbliche e private, non sono considerati ai fini
del calcolo dei limiti massimi di cui all’articolo 8 della legge 6 agosto
1990, n. 223, e successive modificazioni».

izutsu
17-12-2003, 16:51
Originariamente inviato da parax
Ma magari volessero venderla, è l'ultimo dei pensieri che sfiora la mente della dirigenza mediaset, non se n'è parlato IMHO perchè Mediaset immaginava che proprio questo periodo dovesse essere il + tranquillo, ti rigiro la domanda, è perchè non è stato Gasparri a mettere l'obbligo di vendita???
io sono daccordissimo con l'ipotesi di vendita ma ripeto non è assolutamente intenzione di Mediaset vendere alcunchè, anzi, con la legge gasparri Mediaset fra qualche anno potrà entrare anche nella stampa.
Il problema di Fede non esiste, se ci tengono tanto lo possono benissimo mandare su Italia1 al contrario della Guzzanti che è stata censurata a torto o a ragione ma che comunque non può apparire in TV grazie al duopolio attuale.


Una rete non si vende in 2 mesi... e nemmeno in 1 anno forse... rispondi alla mia, perchè la sinistra non ha fatto nulla contro il conflitto di interessi e, anzi, lo ha favorito permettendo a rete4 di trasmettere fino a fine anno?

Beh, la guzzanti andrà su Europa 7 magari... e se non andasse nemmeno da loro? Censura anche quella?

parax
17-12-2003, 16:53
Originariamente inviato da y4mon
L'unico modo x sconfiggere il vs.antagonista politico è non votarlo e convincere con proposte serie gli altri a non votarlo, non certo gambizzando le aziende che a prescindere di chi ne sia il proprietario sono una risorsa x il paese oltre che la fonte di sostentamento x migliaia di famiglie.


sono stato licenziato nel 2000 da un'azienda assieme ad altri 170 dipendenti e nessuno ci ha degnato di una parola tranne il TG3 Lazio per cronaca e i sindacati che dopo un po hanno battuto la ritirata.
Ergo Ciampi, l'UE, l'OSCE, la federazione della stampa e compagnia bella sono tutti impegnati nella lotta al Berluska. :eek: Converrai con me che l'opposizione sleale questa volta non c'entra molto. :)

goldorak
17-12-2003, 16:55
Originariamente inviato da izutsu
Una rete non si vende in 2 mesi... e nemmeno in 1 anno forse... rispondi alla mia, perchè la sinistra non ha fatto nulla contro il conflitto di interessi e, anzi, lo ha favorito permettendo a rete4 di trasmettere fino a fine anno?

Beh, la guzzanti andrà su Europa 7 magari... e se non andasse nemmeno da loro? Censura anche quella?


E' vero non si vende in 2 mesi, ma la mediset aveva 4 anni per far fronte al passaggio sul satellite di rete4. E cosa hanno fatto ? NIENTE.
Il fatto di trasmettere fino al 31 dicembre 2003 e' a norma di legge.

parax
17-12-2003, 16:57
Originariamente inviato da izutsu
Una rete non si vende in 2 mesi... e nemmeno in 1 anno forse... rispondi alla mia, perchè la sinistra non ha fatto nulla contro il conflitto di interessi e, anzi, lo ha favorito permettendo a rete4 di trasmettere fino a fine anno?

Beh, la guzzanti andrà su Europa 7 magari... e se non andasse nemmeno da loro? Censura anche quella?

Se la Guzzanti andrà su Europa7? chissà, al limite gli facciamo fare la VJ su MTV.

Alla prima domanda ti rispondo con piacere, la sinistra non ha fatto nulla, punto. :eek:

izutsu
17-12-2003, 17:01
Originariamente inviato da parax
Se la Guzzanti andrà su Europa7? chissà, al limite gli facciamo fare la VJ su MTV.

:eek: :eek: :eek:

Però se con il vestitino grigio e le calze milaniste come la vj della pubblicità tim sta bene quasi quasi la guardo :p

GioFX
17-12-2003, 17:02
Originariamente inviato da jumpermax
l'hai letta bene. Allora sai prima di tutto cosa la legge stabilisce per le posizioni dominanti e cosa la legge stabilisce per il digitale.
Non mi sembra proprio che i tempi del digitale siano per le calende greche, anzi.


Guarda, leggiti le opinioni dei tecnici del settore, italiani, ma soprattutto europei e americani. NON esiste che il digitale arrivi a quelle coperture prima di almeno 8 anni, se non 10 o 12 come dice qualcuno.

Solo adesso sta partendo la sperimentazione, non so se mi spiego...


e un'altra questione sic e posizione dominante. La legge consente posizioni dominanti? non avete letto la legge a mio avviso

jumper, cos'è il 20% di infinito? che razza di bacino di riferimento è qualcosa che tiene conto di tv, radio, giornali, cinema, riviste, affissioni (!!!!) e tutto il resto? poi... come diavolo è controllabile delle authority?

questo non lo dico io, lo dicono i costituzionalisti del PDR, è chiaro? guarda che anche la tua parte politica l'ha capito questo, eh? sei solo tu che ancora insisti...

y4mon
17-12-2003, 17:03
Originariamente inviato da izutsu
. E resta cmq il fatto che ai fini del sondaggio, che richiedeva apoliticità (ma esiste sta parola? :D)

Ma l'hai visto il risultato del sondaggio?

Mi chiedo se quelli che l'hanno votata abbiano la minima idea di cosa trasmetta Europa7, o se sia solo un'antipatia politica x R4.

E questo x l'amor di Dio senza voler mettere in dubbio il diritto ad esistere di Europa7.

Ciao
Y4mon

GioFX
17-12-2003, 17:06
Originariamente inviato da izutsu
GioFX... forse non ti è chiaro che nessuno (almeno mi pare) sta dicendo che sia sbagliata la sentenza della Corte Costituzionale quanto piuttosto che non si sia fatto niente per evitare di mandare Rete4 su satellite che, per quanto se ne dica, equivale alla sua "morte"... si poteva obbligare a venderla o a vendere tutta mediaset... il conflitto di interessi non si risolve così, non si risolve impedendo ad una sola persona di possedere più di due reti su analogico. E resta cmq il fatto che ai fini del sondaggio, che richiedeva apoliticità (ma esiste sta parola? :D) nei commenti, non si può preferire Europa 7, che quasi nessuno ha mai visto, a Rete 4 che ha almeno 5 programmi di indubbio interesse culturale.

Detto ciò io spero, come alcuni esponenti di sinistra, che venga fatto un decreto per tamponare questi due mesi durante i quali ridiscutere la legge...

Si ma izutsu, chi ha voluto questo?!? quelle decisioni chi le ha prese? perfino la legge maccanico è venuta in aiuto di Mediaset , "fotografando" la situazione attuale.

Qualcuno qui non dice che sono sbagliate le sentenze del 97 e del 2002, ne il meseggio alle camere del 2002 e il rinvino con motivazione ben precisa del PDR del 15 scorso... c'è chi dice che qualcuno (politico) ha causato questo sta legiferando per mettere il bavaglio a rete4, robe da pazzi...

ALBIZZIE
17-12-2003, 17:09
visto che:
le sentenze della corte costituzionale sono carta straccia,
il parere vincolante del presidente della repubblica è solo un mite consiglio da aggirare entro 15 giorni,
quello che dicono gli osservatori europei ce ne infischiamo

non vedo proprio perchè mandare sul sat rete4.

y4mon
17-12-2003, 17:10
Originariamente inviato da parax
sono stato licenziato nel 2000 da un'azienda assieme ad altri 170 dipendenti e nessuno ci ha degnato di una parola tranne il TG3 Lazio per cronaca e i sindacati che dopo un po hanno battuto la ritirata.

Classico dei sindacati.
Mi dispiace.

Originariamente inviato da parax
Ergo Ciampi, l'UE, l'OSCE, la federazione della stampa e compagnia bella sono tutti impegnati nella lotta al Berluska. :eek: Converrai con me che l'opposizione sleale questa volta non c'entra molto. :)

Mi pare proprio che tutto ciò stia succedendo x un modo errato di fare opposizione.
E se la vogliamo vedere da un punto di vista mediatico mi pare che con Rai 3 gambizzata ci perda di + l'opposizione che non gli altri (Fede è una macchietta...)

Ciao
Y4mon

GioFX
17-12-2003, 17:11
Originariamente inviato da y4mon
Mi chiedo se quelli che l'hanno votata abbiano la minima idea di cosa trasmetta Europa7, o se sia solo un'antipatia politica x R4.


Come si fa a paragonare le due emittenti data la diversità di risorse e visibilità (in termini di bacino e raccolta pubblicitaria). E' ovvio che un raffronto andrebbe fatto solo se Europa7 avrebbe potuto andare a regime di trasmissione (CON IL SECONDO CANALE, CHE NON PUO' TRASMETTERE, NON CONFONDETE Europa7 canale con il GRUPPO Centro Europa7!), raccogliendo la pubblicità di un'emittente nazionale privata e facendo accordi con le major e le catene di distribuzione e vendita di format televisivi e programmi.

Aggiungo: la posizione dominante di Mediaset nella raccolta pubblicitaria è dimostrata dalla posizione dominante del primo operatore di vendita pubblicitaria in Italia, guardacaso Publitalia '80. :rolleyes:

parax
17-12-2003, 17:11
Originariamente inviato da ALBIZZIE
visto che le sentenze della corte costituzionale sono carta straccia, d'accordo che il parere vincolante del presidente della repubblica è solo un mite consiglio da aggirare entro 15 giorni, non vedo prorpio perchè chiudere rete4.


Tratto dal libro "Parole di un golpista" :D

jumpermax
17-12-2003, 17:13
Originariamente inviato da GioFX
Guarda, leggiti le opinioni dei tecnici del settore, italiani, ma soprattutto europei e americani. NON esiste che il digitale arrivi a quelle coperture prima di almeno 8 anni, se non 10 o 12 come dice qualcuno.

Solo adesso sta partendo la sperimentazione, non so se mi spiego...



jumper, cos'è il 20% di infinito? che razza di bacino di riferimento è qualcosa che tiene conto di tv, radio, giornali, cinema, riviste, affissioni (!!!!) e tutto il resto? poi... come diavolo è controllabile delle authority?

questo non lo dico io, lo dicono i costituzionalisti del PDR, è chiaro? guarda che anche la tua parte politica l'ha capito questo, eh? sei solo tu che ancora insisti...
e dire che te l'ho postata... devo scriverla più in grande?

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, su segnalazione di
chi vi abbia interesse o, periodicamente, d’ufficio, individuato il mercato
rilevante conformemente ai princìpi di cui agli articoli 15 e 16 della
direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo
2002, verifica che non si costituiscano, nel sistema integrato delle
comunicazioni e nei mercati che lo compongono, posizioni dominanti e
che siano rispettati i limiti di cui all’articolo 15 della presente legge,
tenendo conto, fra l’altro, oltre che dei ricavi, del livello di concorrenza
all’interno del sistema, delle barriere all’ingresso nello stesso, delle
dimensioni di efficienza economica dell’impresa nonchè degli indici
quantitativi di diffusione dei programmi radiotelevisivi, dei prodotti
editoriali e delle opere cinematografiche o fonografiche.



Fermo restando il DIVIETO di costituzione di posizioni dominanti nei
singoli mercatiche compongono il sistema integrato delle comunicazioni,

mi spiegate come una legge che vieta la costituzione di posizioni dominanti favorisca la costituzione di posizioni dominanti... è qualcosa che va oltre l'umana capacità di comprensione....

GioFX
17-12-2003, 17:13
Originariamente inviato da y4mon
Mi pare proprio che tutto ciò stia succedendo x un modo errato di fare opposizione.


Cioè spiegami... FIEG, OSCE, antitrust, authority per le comunicazioni, corte costituzionale e capo dello stato sono l'opposizione al Presidenrte del Consiglio?

parax
17-12-2003, 17:13
Originariamente inviato da izutsu
:eek: :eek: :eek:

Però se con il vestitino grigio e le calze milaniste come la vj della pubblicità tim sta bene quasi quasi la guardo :p


ma, francamente, io 2 colpi glieli darei. :D

izutsu
17-12-2003, 17:15
Originariamente inviato da GioFX
jumper, cos'è il 20% di infinito? che razza di bacino di riferimento è qualcosa che tiene conto di tv, radio, giornali, cinema, riviste, affissioni (!!!!) e tutto il resto? poi... come diavolo è controllabile delle authority?

Io non sono molto ferrato in Economia, ho dato solo 5 esami e di economia ne ho dati ben pochi prima di passare a informatica... ma 100% - 20% mi risulta essere 80%... quell'80% chi se lo pappa? Ipoteticamente potrebbe arrivare uno e papparsi il 50%, no? Spiegami un po' sta cosa, mi sembra che tu ne capisca un po' + di me di economia

izutsu
17-12-2003, 17:15
Originariamente inviato da y4mon
Ma l'hai visto il risultato del sondaggio?

Mi chiedo se quelli che l'hanno votata abbiano la minima idea di cosa trasmetta Europa7, o se sia solo un'antipatia politica x R4.

E questo x l'amor di Dio senza voler mettere in dubbio il diritto ad esistere di Europa7.

Ciao
Y4mon

Straquoto... per me è solo questione di antipatia...

bluelake
17-12-2003, 17:16
Originariamente inviato da marcolan
Volevo sapere quanto costa una concessione, se vuoi dimmi quanto paga LA7.
E quanto ha pagato Di Stefano.
Cavolo, c'è da spulciare nel passato e non poco... ti posso dire per certo che nel 1998 la concessione per trasmettere nella provincia di Pistoia è costata ad una radio locale circa 800 milioni di vecchie lire, 400 per la concessione e 400 depositati su un conto corrente vincolato svincolabile solo dopo vari controlli del ministero (controlli finiti nel 2001). Quanto pagarono Cecchi Gori e Di Stefano non lo so, ma mi informo ;)

izutsu
17-12-2003, 17:17
Originariamente inviato da ALBIZZIE
visto che:
le sentenze della corte costituzionale sono carta straccia,
il parere vincolante del presidente della repubblica è solo un mite consiglio da aggirare entro 15 giorni,
quello che dicono gli osservatori europei ce ne infischiamo

non vedo proprio perchè mandare sul sat rete4.

Il parere del PDR non è vincolante, potrebbero rimandare la legge così com'è

E dei referendum popolari ce ne infischiamo? Chi più del popolo può dire cosa il popolo vuole?

parax
17-12-2003, 17:17
Originariamente inviato da izutsu
Io non sono molto ferrato in Economia, ho dato solo 5 esami e di economia ne ho dati ben pochi prima di passare a informatica... ma 100% - 20% mi risulta essere 80%... quell'80% chi se lo pappa? Ipoteticamente potrebbe arrivare uno e papparsi il 50%, no? Spiegami un po' sta cosa, mi sembra che tu ne capisca un po' + di me di economia


No stai bono, :eek: che se pappa, il limite massimo è il 20% cadacranio.

GioFX
17-12-2003, 17:18
Originariamente inviato da jumpermax
e dire che te l'ho postata... devo scriverla più in grande?

mi spiegate come una legge che vieta la costituzione di posizioni dominanti favorisca la costituzione di posizioni dominanti... è qualcosa che va oltre l'umana capacità di comprensione....

jumper, ma lo fai apposta?!? vuoi discutere o parlare a vanvera?

cosa diavolo signidica:

"L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, su segnalazione di
chi vi abbia interesse o, periodicamente, d’ufficio, individuato il mercato rilevante conformemente ai princìpi di cui agli articoli 15 e 16 della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, verifica che non si costituiscano, nel sistema integrato delle comunicazioni e nei mercati che lo compongono, posizioni dominanti"

?????

Questo ACCADE GIA', ESISTE GIA' UN'AUTHORITY... è come dire... l'Authority deve garantire che io non possa guidare ubriaco.

Ma che significa?!? Occorre fissare dei limiti e delle regolamentazioni entro i quali io sia considerato ubriaco.

Non è quello il punto della legge che chiarisce questo, è l'articolo che riguarda il SIC - Sistema Integrato delle Comunicazioni, che fissa il tetto del 20% per gli operatori, ma su un bacino che tiene conto di TUTTO, e non solo della raccolta pubblicitaria di radio e televisione, ed è questo uno dei punti contestati dal PDR.

E' chiaro?

izutsu
17-12-2003, 17:18
Originariamente inviato da GioFX
Come si fa a paragonare le due emittenti data la diversità di risorse e visibilità (in termini di bacino e raccolta pubblicitaria). E' ovvio che un raffronto andrebbe fatto solo se Europa7 avrebbe potuto andare a regime di trasmissione (CON IL SECONDO CANALE, CHE NON PUO' TRASMETTERE, NON CONFONDETE Europa7 canale con il GRUPPO Centro Europa7!), raccogliendo la pubblicità di un'emittente nazionale privata e facendo accordi con le major e le catene di distribuzione e vendita di format televisivi e programmi.

Aggiungo: la posizione dominante di Mediaset nella raccolta pubblicitaria è dimostrata dalla posizione dominante del primo operatore di vendita pubblicitaria in Italia, guardacaso Publitalia '80. :rolleyes:

Ma le altre reti nazionali che fanno? Perchè Europa 7 dovrebbe essere meglio di Odeon TV?

Mo' facciamo vendere pure publitalia '80 :p

izutsu
17-12-2003, 17:20
Originariamente inviato da parax
ma, francamente, io 2 colpi glieli darei. :D

Beh... spero non quando si traveste da D'Alema :p

GioFX
17-12-2003, 17:20
Originariamente inviato da izutsu
Io non sono molto ferrato in Economia, ho dato solo 5 esami e di economia ne ho dati ben pochi prima di passare a informatica... ma 100% - 20% mi risulta essere 80%... quell'80% chi se lo pappa? Ipoteticamente potrebbe arrivare uno e papparsi il 50%, no? Spiegami un po' sta cosa, mi sembra che tu ne capisca un po' + di me di economia

Che ci vuole a capire cosa si intende per bacino di riferimento?

Se ti dico, per esempio assurdo, che tu non puoi possedere più del 20% delle acque minerali è uguale a dire che non puoi possedere più del 20% di tutta l'acqua della Terra?

goldorak
17-12-2003, 17:20
Originariamente inviato da izutsu
Io non sono molto ferrato in Economia, ho dato solo 5 esami e di economia ne ho dati ben pochi prima di passare a informatica... ma 100% - 20% mi risulta essere 80%... quell'80% chi se lo pappa? Ipoteticamente potrebbe arrivare uno e papparsi il 50%, no? Spiegami un po' sta cosa, mi sembra che tu ne capisca un po' + di me di economia


Il problema del sic e' che e' troppo allargato. In questo caso uno puo' detenere il 10% del sic ed essere tuttavia in posizione dominante nel mercato tv. Vediamolo con un esempio: Dire che Mediset grazie al sic non deteniene una psizione dominante e' come affermare che la coca-cola non detiene una posizione dominante perche a livello mondiale detiene il 10% del campo delle bibite anche se detiene l'80% del mercato delle bibite gassose. Ecco i problemi ai quali andiamo incontro col sic. Le posizioni dominante dovrebbero essere riferite ai singoli mercati tv, editoria, etc... e non tutti insieme.

xber-gigi
17-12-2003, 17:21
Rete 4 è uno dei 6 canali tv più importanti in Italia e spero davvero che resti lì dovè.
Rete4 ha offerto al pubblico tante belle trasmissioni interessati, guarda la Macchina del Tempo, o vecchi film che cmq aumentavano la possibilità di scelta dei programmi tv...

izutsu
17-12-2003, 17:21
Originariamente inviato da parax
No stai bono, :eek: che se pappa, il limite massimo è il 20% cadacranio.

E allora che problema c'è? In teoria possono venire 5 papponi e papparsi 5 pappe da 20% :p

ALBIZZIE
17-12-2003, 17:23
Originariamente inviato da izutsu
Il parere del PDR non è vincolante, potrebbero rimandare la legge così com'è

E dei referendum popolari ce ne infischiamo? Chi più del popolo può dire cosa il popolo vuole?

a parte che il discorso che fece alle camere, come si è visto è stato bellamente disatteso, ma la firma del PDR su una legge E' vincolante.

izutsu
17-12-2003, 17:23
Originariamente inviato da GioFX
Che ci vuole a capire cosa si intende per bacino di riferimento?

Se ti dico, per esempio assurdo, che tu non puoi possedere più del 20% delle acque minerali è uguale a dire che non puoi possedere più del 20% di tutta l'acqua della Terra?

Ma il bacino riguarda l'italia, mica il resto del mondo... il restante 80% se lo possono prendere altri operatori no?

GioFX
17-12-2003, 17:24
Originariamente inviato da izutsu
Ma le altre reti nazionali che fanno? Perchè Europa 7 dovrebbe essere meglio di Odeon TV?


Non c'entra Odeon TV, tra l'altro ho sbagliato, è l'emittente l'Elefante ad essere l'11 concessionario...

Perchè a regime, con la raccolta pubblicitaria che potrebbe raccogliere e gli accordi che potrebbe fare come Mediaset, chi sta dietro ad Europa7 non dovrebbe essere in grado di fare bene quanto o meglio di Rete4?

E' solo una questione di principio, che tra l'altro ESULA dalla questione legislativa, perchè la consulta non dice di chiudere Rete4, era compito di Mediaset in prima persona, e poi del legislatore, impedire LEGALMENTE che questo potesse avvenire.


Mo' facciamo vendere pure publitalia '80 :p

Perchè secondo te la venderebbero?

GioFX
17-12-2003, 17:26
Originariamente inviato da izutsu
Ma il bacino riguarda l'italia, mica il resto del mondo... il restante 80% se lo possono prendere altri operatori no?

ma in che senso? Ovvio che si parla di Italia! Ma scusa, chi sta fuori dalla torta deve andare a fare affari all'estero? :confused:

the_joe
17-12-2003, 17:26
Originariamente inviato da ALBIZZIE
a parte che il discorso che fece alle camere, come si è visto è stato bellamente disatteso, ma la firma del PDR su una legge E' vincolante.

Non è così, le camere potrebbero rimettere in votazione la legge così com'è e rimandarla al PDR che la DOVREBBE a quel punto firmare per forza.

jumpermax
17-12-2003, 17:26
Originariamente inviato da GioFX
jumper, ma lo fai apposta?!? vuoi discutere o parlare a vanvera?

cosa diavolo signidica:

"L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, su segnalazione di
chi vi abbia interesse o, periodicamente, d’ufficio, individuato il mercato rilevante conformemente ai princìpi di cui agli articoli 15 e 16 della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, verifica che non si costituiscano, nel sistema integrato delle comunicazioni e nei mercati che lo compongono, posizioni dominanti"

?????

Questo ACCADE GIA', ESISTE GIA' UN'AUTHORITY... è come dire... l'Authority deve garantire che io non possa guidare ubriaco.

Ma che significa?!? Occorre fissare dei limiti e delle regolamentazioni entro i quali io sia considerato ubriaco.

Non è quello il punto della legge che chiarisce questo, è l'articolo che riguarda il SIC - Sistema Integrato delle Comunicazioni, che fissa il tetto del 20% per gli operatori, ma su un bacino che tiene conto di TUTTO, e non solo della raccolta pubblicitaria di radio e televisione, ed è questo uno dei punti contestati dal PDR.

E' chiaro?

Non è chiaro per un accidente. Non c'è nessuna legge che sancisca il divieto di posizioni dominanti, semmai l'abuso di posizione dominante che è una cosa ben diversa vedi caso Microsoft. Non è un potere campato in aria questo. Se una azienda ha una posizione dominante in un mercato l'authority può intervenire d'ufficio sull'azienda stessa. Non sono mica frasi messe lì a caso...

goldorak
17-12-2003, 17:26
Originariamente inviato da izutsu
Ma il bacino riguarda l'italia, mica il resto del mondo... il restante 80% se lo possono prendere altri operatori no?


E come fanno se tutte le frequenza terrestri sono gia' occupate ?

izutsu
17-12-2003, 17:27
Originariamente inviato da goldorak
Il problema del sic e' che e' troppo allargato. In questo caso uno puo' detenere il 10% del sic ed essere tuttavia in posizione dominante nel mercato tv. Vediamolo con un esempio: Dire che Mediset grazie al sic non deteniene una psizione dominante e' come affermare che la coca-cola non detiene una posizione dominante perche a livello mondiale detiene il 10% del campo delle bibite anche se detiene l'80% del mercato delle bibite gassose. Ecco i problemi ai quali andiamo incontro col sic. Le posizioni dominante dovrebbero essere riferite ai singoli mercati tv, editoria, etc... e non tutti insieme.

Sì ma nel tuo esempio, la coca-cola non potrebbe detenere + del 20% dell'intero mercato delle bibite... questo vuol dire che altri operatori potranno immettersi in altri rami, no? Non mi pare una cosa così penalizzante. Inoltre ieri Gasparri farfugliava qualcosa riguardo il sic... che è una cosa che esiste da tempo... qualcuno ne sa qualcosa?

izutsu
17-12-2003, 17:28
Originariamente inviato da ALBIZZIE
a parte che il discorso che fece alle camere, come si è visto è stato bellamente disatteso, ma la firma del PDR su una legge E' vincolante.

La firma, non il parere. Può mandare indietro la legge 1 sola volta, se anche dovesse tornare uguale sarebbe costretto a firmarla

jumpermax
17-12-2003, 17:28
Originariamente inviato da goldorak
Il problema del sic e' che e' troppo allargato. In questo caso uno puo' detenere il 10% del sic ed essere tuttavia in posizione dominante nel mercato tv. Vediamolo con un esempio: Dire che Mediset grazie al sic non deteniene una psizione dominante e' come affermare che la coca-cola non detiene una posizione dominante perche a livello mondiale detiene il 10% del campo delle bibite anche se detiene l'80% del mercato delle bibite gassose. Ecco i problemi ai quali andiamo incontro col sic. Le posizioni dominante dovrebbero essere riferite ai singoli mercati tv, editoria, etc... e non tutti insieme.
MA LE LEGGETE LE LEGGI PRIMA DI COMMENTARE? DETENERE UNA POSIZIONE DOMINANTE SU UN MERCATO NON E' CONSENTITO CON LA NUOVA LEGGE!

m4st3rx
17-12-2003, 17:29
rete 4 dovrebbe essere eliminata ... non ho mai visto niente di peggio , perfino rai 3 viaggia meglio !!! :eek:

quindi cambiamento va bene ... ;)

bluelake
17-12-2003, 17:29
Originariamente inviato da y4mon
Ma l'hai visto il risultato del sondaggio?

Mi chiedo se quelli che l'hanno votata abbiano la minima idea di cosa trasmetta Europa7, o se sia solo un'antipatia politica x R4.

E questo x l'amor di Dio senza voler mettere in dubbio il diritto ad esistere di Europa7.

Ciao
Y4mon
Io guardo Europa7 da quando arrivò in Toscana acquistando Teleregione (che stava fallendo, tra l'altro... una trentina di lavoratori a Firenze sono stati "salvati" da Di Stefano, dato che va di moda parlare dei lavoratori in questi giorni), non mi pare così orribile...

izutsu
17-12-2003, 17:29
Originariamente inviato da GioFX
Perchè a regime, con la raccolta pubblicitaria che potrebbe raccogliere e gli accordi che potrebbe fare come Mediaset, chi sta dietro ad Europa7 non dovrebbe essere in grado di fare bene quanto o meglio di Rete4?

Perchè si vede cosa hanno fatto le altre emittenti nazionali! Se La7, con dietro Telecom, non riesce a fare concorrenza in maniera decente, vuoi che ci riesca Europa 7?

y4mon
17-12-2003, 17:29
Originariamente inviato da goldorak
Il problema del sic e' che e' troppo allargato.

Certo se la ns. galassia è il paese.
Se invece allarghiamo lo sguardo all'Europa e al mondo, le cose cambiano.

A meno che non si preferisca vedere anche sul terrestre i programmi prodotti da un Murdoch e non dagli italiani.

Pensateci alle posizioni dominanti... mi pare che la Fiat abbia ben + del 20% della produzione auto in Italia eppure non ce la fa, xchè il mercato da considerare è quello internazionale.

Non continuo con gli esempi xchè ce ne sono tanti in tutti i campi, ma guarda caso ce n'è solo uno che infervora le folle...

chissà xchè...?!:D

Ciao
Y4mon

izutsu
17-12-2003, 17:30
Originariamente inviato da GioFX
ma in che senso? Ovvio che si parla di Italia! Ma scusa, chi sta fuori dalla torta deve andare a fare affari all'estero? :confused:

Boh, sei te che parlavi di tutta l'acqua del pianeta :p

parax
17-12-2003, 17:30
Originariamente inviato da goldorak
E come fanno se tutte le frequenza terrestri sono gia' occupate ?

forse non è chiara la facccenda, non si tratta solo della TV, come in tutti gli altri stati normali, quel bacino è illimitato ed incontrollabile, il famoso SIC della legge Gasparri sarebbe,
1) tutta la TV di ogni genere e specie
2) tutta la carta stampata di ogni genere e specie
4) cinema e teatri
5) editoria
3) i manifesti pubblicitari

ni.jo
17-12-2003, 17:31
Originariamente inviato da izutsu
La firma, non il parere. Può mandare indietro la legge 1 sola volta, se anche dovesse tornare uguale sarebbe costretto a firmarla

sarebbe il massimo, non è mai successo per leggi di una certa importanza e non credo che succederà.
il parere del PDR è il parere più autorevole, ma sempre un parere.

goldorak
17-12-2003, 17:31
Originariamente inviato da izutsu
Sì ma nel tuo esempio, la coca-cola non potrebbe detenere + del 20% dell'intero mercato delle bibite... questo vuol dire che altri operatori potranno immettersi in altri rami, no? Non mi pare una cosa così penalizzante. Inoltre ieri Gasparri farfugliava qualcosa riguardo il sic... che è una cosa che esiste da tempo... qualcuno ne sa qualcosa?


E penalizzante eccome, supponi che mediaset-rai dispongano di non piu' del 20% del sic ma che corrisponda al 99% del mercato tv. Ci sarebbe l'80% del sic libero per altri operatori ma non potrebbero piu' entrare nel mercato tv perche' gia' duopolizzato. Il problema del sic c'e' ed e' molto grave.

izutsu
17-12-2003, 17:31
Originariamente inviato da goldorak
E come fanno se tutte le frequenza terrestri sono gia' occupate ?

La legge prevede tutto ciò partendo dal presupposto che ci sia il digitale e quindi molti più canali... del resto senza digitale la legge non ha senso visto che si basa su questo

izutsu
17-12-2003, 17:32
Originariamente inviato da m4st3rx
rete 4 dovrebbe essere eliminata ... non ho mai visto niente di peggio , perfino rai 3 viaggia meglio !!! :eek:

quindi cambiamento va bene ... ;)

Ma motivare i commenti non si usa?

Vuoi dire che i bellissimi fa schifo? che la macchina del tempo fa schifo? che solaris fa schifo? mah...

GioFX
17-12-2003, 17:32
Originariamente inviato da the_joe
Non è così, le camere potrebbero rimettere in votazione la legge così com'è e rimandarla al PDR che la DOVREBBE a quel punto firmare per forza.

Si, ma oltre ad aprirsi uno scontro istituzionale senza precedenti (nessun parlamento ha mai rimandato al capo dello stato una legge tale e quale con evidenti pregiudizi di costituzionalità), la Corte Costituzionale la boccerebbe sicuramente.

A questo puno è ovvio che la legge va cambiata, hanno voluto sfidare la Costituzione e la giurisdizione vigente sperando di farla franca ma non ce l'hanno fatta, come era ovvio a tutti coloro che non avessero interessi in gioco (come appunto i costituzionalisti o gli osservatori imparziali, soprattutto esteri).

goldorak
17-12-2003, 17:33
Originariamente inviato da izutsu
La legge prevede tutto ciò partendo dal presupposto che ci sia il digitale e quindi molti più canali... del resto senza digitale la legge non ha senso visto che si basa su questo


Si, ma siamo appena nella fase di sperimentazione del digitale e contrariamente a quanto vogliono farci credere le pubblicita' mediaset ci vorra' un buon decennio prima che la copertura del digitale arrivi agli stessi livelli del analogico. Quindi la vera battaglia degli asscolti e raccolta pubblicitaria si fara; ancora per molto tempo sulla rete analogica e non digitale.

GioFX
17-12-2003, 17:35
Originariamente inviato da izutsu
Vuoi dire che i bellissimi fa schifo? che la macchina del tempo fa schifo? che solaris fa schifo? mah...

Per carità, a me la TV fa tutta cacare, con l'esclusione di poche trasmissioni... ma parlare dei programmi di cecchi paone come dei capolavori ce ne vuole... ha dei modi di presentare le cose spesso discutibili, compra i documentari tutti dall'estero, fa servizi sulla storia del tutto di parte... bah...

goldorak
17-12-2003, 17:36
Originariamente inviato da jumpermax
MA LE LEGGETE LE LEGGI PRIMA DI COMMENTARE? DETENERE UNA POSIZIONE DOMINANTE SU UN MERCATO NON E' CONSENTITO CON LA NUOVA LEGGE!


Eh no, con la nuova legge la determinazione di posizione dominante si fara' rispetto al sic e non rispetto ai singoli mercati. Il problema sta proprio li'.

ni.jo
17-12-2003, 17:36
Originariamente inviato da izutsu
Ma motivare i commenti non si usa?

Vuoi dire che i bellissimi fa schifo? che la macchina del tempo fa schifo? che solaris fa schifo? mah...

per questo non puoi basarti sul merito del "mi piace/non mi piace".
Io ho votato il circuito europa 7 per questioni di legalità non di "estetica".
Mi spiego, se uno costruisce un albergo bellissimo ma abusivo sul terreno di un altro mica non lo tiri giù o glielo sequestri perchè è bello....:D

the_joe
17-12-2003, 17:36
Originariamente inviato da GioFX
Si, ma oltre ad aprirsi uno scontro istituzionale senza precedenti (nessun parlamento ha mai rimandato al capo dello stato una legge tale e quale con evidenti pregiudizi di costituzionalità), la Corte Costituzionale la boccerebbe sicuramente.

A questo puno è ovvio che la legge va cambiata, hanno voluto sfidare la Costituzione e la giurisdizione vigente sperando di farla franca ma non ce l'hanno fatta, come era ovvio a tutti coloro che non avessero interessi in gioco (come appunto i costituzionalisti o gli osservatori imparziali, soprattutto esteri).

Non ho mica parlato delle conseguenze pratiche, ho solo detto come è l'iter burocratico, come il rimbalzo delle leggi fra la camera e il senato che anche se contrario alla prima presentazione di una legge, se la camera gliela ripropone uguale la deve ratificare per forza, idem per il capo dello stato, poi è logico che se una legge viene mandata indietro venga anche modificata nei punti richiesti altrimenti si crea uno scontro istituzionale.

GioFX
17-12-2003, 17:38
Originariamente inviato da jumpermax
MA LE LEGGETE LE LEGGI PRIMA DI COMMENTARE? DETENERE UNA POSIZIONE DOMINANTE SU UN MERCATO NON E' CONSENTITO CON LA NUOVA LEGGE!

ANCORA, HAI CAPITO CHE QUESTO LO REGOLEREBBE IL SIC, HAI CAPITO COME FUNZIONA? TI RIPETO: QUELLA FRASE IN SE NON VUOL DIRE NULLA, E' COME DIRE "ALLACCIATI LE CINTURE", MA LE LEGGI LE RISPOSTE, O NO?

GioFX
17-12-2003, 17:39
Originariamente inviato da the_joe
Non ho mica parlato delle conseguenze pratiche, ho solo detto come è l'iter burocratico, come il rimbalzo delle leggi fra la camera e il senato che anche se contrario alla prima presentazione di una legge, se la camera gliela ripropone uguale la deve ratificare per forza, idem per il capo dello stato, poi è logico che se una legge viene mandata indietro venga anche modificata nei punti richiesti altrimenti si crea uno scontro istituzionale.

Ed è ovvio, l'articolo 47 impone al PDR di firmare la legge una volta licenziata nuovamente dalle camere.

goldorak
17-12-2003, 17:40
Originariamente inviato da parax
forse non è chiara la facccenda, non si tratta solo della TV, come in tutti gli altri stati normali, quel bacino è illimitato ed incontrollabile, il famoso SIC della legge Gasparri sarebbe,
1) tutta la TV di ogni genere e specie
2) tutta la carta stampata di ogni genere e specie
4) cinema e teatri
5) editoria
3) i manifesti pubblicitari


Per me la facenda e' chiarissima. Lo so che il sic non si riferisce solo al mercato tv ma il problema lo ribbadisco sta proprio li' per quanto riguarda l'uso del sic per la determinazione delle posizioni dominanti.

GioFX
17-12-2003, 17:40
Originariamente inviato da goldorak
Eh no, con la nuova legge la determinazione di posizione dominante si fara' rispetto al sic e non rispetto ai singoli mercati. Il problema sta proprio li'.

Guarda, non so più come farglielo capire... è 2 giorni che ci provo...

GioFX
17-12-2003, 17:41
Originariamente inviato da izutsu
Boh, sei te che parlavi di tutta l'acqua del pianeta :p

Dai, ci siamo capiti, no? L'acqua del mare è infinita, non puoi darmi un tetto alla raccolta pubblicitaria su qualcosa di indefinito e che non è quantificabile...

parax
17-12-2003, 17:42
Originariamente inviato da jumpermax
MA LE LEGGETE LE LEGGI PRIMA DI COMMENTARE? DETENERE UNA POSIZIONE DOMINANTE SU UN MERCATO NON E' CONSENTITO CON LA NUOVA LEGGE!

No dico ma che mi leggi scritto "cojone" in fronte, sai cosa significa avere il 20% di tutto il sistema informativo italiano, onnicomprensivo di tutto di tutto? All'antitrust gli sono presi degli attacchi di panico quando hanno la legge, ed ancor prima di valutare la cosa dal punto di vista della regolarità e dell'antitrust in senso stretto, avevano fatto notare che tecnicamente è impossibile controllare il SIC.

parax
17-12-2003, 17:43
Originariamente inviato da GioFX
Guarda, non so più come farglielo capire... è 2 giorni che ci provo...


dai che fino a Natale ce la fai :D

jumpermax
17-12-2003, 17:43
Originariamente inviato da goldorak
Eh no, con la nuova legge la determinazione di posizione dominante si fara' rispetto al sic e non rispetto ai singoli mercati. Il problema sta proprio li'.
forse adesso lo scrivo a lettere cubitali e qualcuno se ne accorge

Fermo restando il DIVIETO di costituzione di posizioni dominanti nei
singoli mercati che compongono il sistema integrato delle comunicazioni
cosa non ti è chiaro la parte con su scritta divieto, la parte dei singoli mercati o la parte sulle posizioni dominanti? Oppure non è chiara la combinazione dei tre concetti?

the_joe
17-12-2003, 17:44
Non vedo comunque come una grande vittoria per la democrazia il fatto di togliere di mezzo un'azienda sana che fa del buon fatturato per dare lo spazio ad un'altra che non si sa cosa possa fare di buono, l'esempio de la 7 con telecom dietro dovrebbe insegnare qualcosa e più nello specifico che per fare concorrenza alla RAI non solo a MEDIASET perchè in ITALIA il problema principale per il mercato TV è che esiste una TV di stato che prende il canone e pure più del 50% della raccolta pubblicitaria lasciando agli altri pochi mezzi per contrastarla, Mediaset ha nel corso del tempo acquisito 3 reti, ricordo che il Berlusca è nato con solo canale 5 per contrastare alla pari i 3 canali RAI.
Ora che venga un altro concorrente con pochi mezzi ed ancor meno credibilità a far concorrenza a mamma RAI ci credo poco.

ni.jo
17-12-2003, 17:45
Originariamente inviato da goldorak
Per me la facenda e' chiarissima. Lo so che il sic non si riferisce solo al mercato tv ma il problema lo ribbadisco sta proprio li' per quanto riguarda l'uso del sic per la determinazione delle posizioni dominanti.

infatti non c'è nulla di scadenziato che dice che la torta si ingrandirà, tranne l'aver incorporato agli spot anche la pubblicità sui biglietti del cinema, lol...
e se la tv si ingrandisse sicuramente col digitale terrestre, perchè attaccarsi con le unghie all'etere di r4?
non sembra un gesto dimostrante poca fiducia?...:D

GioFX
17-12-2003, 17:46
Originariamente inviato da jumpermax
forse adesso lo scrivo a lettere cubitali e qualcuno se ne accorge

Fermo restando il DIVIETO di costituzione di posizioni dominanti nei
singoli mercati che compongono il sistema integrato delle comunicazioni
cosa non ti è chiaro la parte con su scritta divieto, la parte dei singoli mercati o la parte sulle posizioni dominanti? Oppure non è chiara la combinazione dei tre concetti?

jumper, sbagliare è umano, perseverare è diabolico... non renderti ridicolo (e te lo dico con affetto ;)).

izutsu
17-12-2003, 17:46
Originariamente inviato da ni.jo
sarebbe il massimo, non è mai successo per leggi di una certa importanza e non credo che succederà.
il parere del PDR è il parere più autorevole, ma sempre un parere.

Ci mancherebbe... sarebbe anche una "mancanza di rispetto"... anche se cmq Ciampi per me ha sbagliato...

izutsu
17-12-2003, 17:48
Originariamente inviato da GioFX
A questo puno è ovvio che la legge va cambiata, hanno voluto sfidare la Costituzione

:confused: :confused: :confused:

parax
17-12-2003, 17:48
Originariamente inviato da jumpermax
forse adesso lo scrivo a lettere cubitali e qualcuno se ne accorge

Fermo restando il DIVIETO di costituzione di posizioni dominanti nei
singoli mercati che compongono il sistema integrato delle comunicazioni
cosa non ti è chiaro la parte con su scritta divieto, la parte dei singoli mercati o la parte sulle posizioni dominanti? Oppure non è chiara la combinazione dei tre concetti?


Allora, chiariamo insieme questo punto io vi ho capiti entrambi ed ora vi farò entrare in simbiosi, e tu jumper non fare il paraculo. :D
La legge attuale fissa un tetto del 30% e non permette alle TV di accedere per es. alla carta stamapata.
La nuova legge passa al 20% ma onnicomprensivo di tutto il sistema informativo, fermo restando che non sarà possibile avere il 100% della TV o della carta stampata, ma il problema resta ed anzi peggiora e non per bertinotti, ma per ciampi, perchè avere il 20% di TV, carta stampata, editoria, cinema teatri ecc... di fatto non favorisce affato il pluralismo, anzi crea la fottutissima posizione dominante.
Se avete capito bene altrimenti baffanculo a tutti :p

GioFX
17-12-2003, 17:49
per jumper:

Originariamente inviato da GioFX
SIC - Sistema Integrato delle Comunicazioni, che fissa il tetto del 20% per gli operatori, ma su un bacino che tiene conto di TUTTO, e non solo della raccolta pubblicitaria di radio e televisione. Sempliciemente non è quantificabile, non è neanche contestato il tetto del 20%, semplicemente non è quantificabile.



NON E' QUANTIFICABILE
NON E' QUANTIFICABILE
NON E' QUANTIFICABILE
NON E' QUANTIFICABILE
NON E' QUANTIFICABILE

izutsu
17-12-2003, 17:49
Originariamente inviato da goldorak
Si, ma siamo appena nella fase di sperimentazione del digitale e contrariamente a quanto vogliono farci credere le pubblicita' mediaset ci vorra' un buon decennio prima che la copertura del digitale arrivi agli stessi livelli del analogico. Quindi la vera battaglia degli asscolti e raccolta pubblicitaria si fara; ancora per molto tempo sulla rete analogica e non digitale.

Ma questo chi lo dice? Non sono le pubblicità mediaset a farcelo credere, è una legge fatta dal centro-sinistra. L'hanno deciso loro di porre come limite il 2006... hanno sbagliato i conti anche loro? Un po' di fiducia no? Ad oggi la copertura quant'è?

ni.jo
17-12-2003, 17:50
Originariamente inviato da izutsu
Ci mancherebbe... sarebbe anche una "mancanza di rispetto"... anche se cmq Ciampi per me ha sbagliato...
Ciampi ha già firmato cose infirmabili, questa era semplicemente un pò oltre la decenza...imho :)


ni.jo log out.

GioFX
17-12-2003, 17:50
Originariamente inviato da izutsu
:confused: :confused: :confused:

Articolo 47, 2 sentenze della CC, per non parlare delle considerazioni formali delle authority (Comunicazioni e Antitrust).

izutsu
17-12-2003, 17:50
Originariamente inviato da GioFX
Per carità, a me la TV fa tutta cacare, con l'esclusione di poche trasmissioni... ma parlare dei programmi di cecchi paone come dei capolavori ce ne vuole... ha dei modi di presentare le cose spesso discutibili, compra i documentari tutti dall'estero, fa servizi sulla storia del tutto di parte... bah...

Nessuno dice che son capolavori... ma non puoi negare che siano meglio di molti altri programmi... comprare i documentari non vuol dire che facciano pena, anzi...

StefAno Giammarco
17-12-2003, 17:51
Originariamente inviato da parax
Allora, chiariamo insieme questo punto io vi ho capiti entrambi ed ora vi farò entrare in simbiosi. :D
La legge attuale fissa un tetto del 30% e non permette alle TV di accedere per es. alla carta stamapata.
La nuova legge passa al 20% ma onnicomprensivo di tutto il sistema informativo, fermo restando che non sarà possibile avere il 100% della TV o della carta stampata, ma il problema resta ed anzi peggiora e non per bertinotti, ma per ciampi, perchè avere il 20% di TV, carta stampata, editoria, cinema teatri ecc... di fatto non favorisce affato il pluralismo, anzi crea la fottutissima posizione dominante.
Se avete capito bene altrimenti baffanculo a tutti :p

Sì ma è anche vero che del SIC a mio avviso è casomai contestabile la percentuale, non il concetto a men oche non si voglia relegare l'Italia nel rovincialismo più assoluto (per tornare all'esempio di Murdoch non è che possieda solo televisioni)

StefAno Giammarco
17-12-2003, 17:52
Originariamente inviato da GioFX
per jumper:




NON E' QUANTIFICABILE
NON E' QUANTIFICABILE
NON E' QUANTIFICABILE
NON E' QUANTIFICABILE
NON E' QUANTIFICABILE

Dici? E perché?

GioFX
17-12-2003, 17:52
Originariamente inviato da izutsu
Nessuno dice che son capolavori... ma non puoi negare che siano meglio di molti altri programmi... comprare i documentari non vuol dire che facciano pena, anzi...

sono d'accordo, ma perche non trasferirli su Italia1, e mandare tutte le altre puttanate che trasmettono sulle tre reti (purtroppo la gran parte) sul satellite o sul DT, quando sarà?

jumpermax
17-12-2003, 17:52
Originariamente inviato da GioFX
jumper, sbagliare è umano, perseverare è diabolico... non renderti ridicolo (e te lo dico con affetto ;)).
inizio a rompermi le scatole guarda te lo dico con affetto, sai almeno di cosa sto parlando? Sai la differenza tra posizione dominante e abuso di posizione dominante? Sai cosa vuol dire nominare un authority che deve verificare che questa posizione dominante non si verifichi?
Non puoi liquidare un paragrafetto del genere con 2 battute cretine è un punto sostanziale della legge. Parlare di posizione dominante anziché di abuso è una colossale differenza. Vuol dire che è sanzionabile la sola dominazione di un singolo mercato anche in assenza di comportamenti lesivi nei confonti degli altri soggetti ivi presenti.
Non è lana caprina, può essere la differenza tra una sentenza a favore o contro.

GhePeU
17-12-2003, 17:52
Originariamente inviato da izutsu
GioFX... forse non ti è chiaro che nessuno (almeno mi pare) sta dicendo che sia sbagliata la sentenza della Corte Costituzionale quanto piuttosto che non si sia fatto niente per evitare di mandare Rete4 su satellite che, per quanto se ne dica, equivale alla sua "morte"... si poteva obbligare a venderla o a vendere tutta mediaset... il conflitto di interessi non si risolve così, non si risolve impedendo ad una sola persona di possedere più di due reti su analogico. E resta cmq il fatto che ai fini del sondaggio, che richiedeva apoliticità (ma esiste sta parola? :D) nei commenti, non si può preferire Europa 7, che quasi nessuno ha mai visto, a Rete 4 che ha almeno 5 programmi di indubbio interesse culturale.

Detto ciò io spero, come alcuni esponenti di sinistra, che venga fatto un decreto per tamponare questi due mesi durante i quali ridiscutere la legge...

dalla sentenza citata:

2.- Osserva il Tribunale rimettente che le norme impugnate, pur prescrivendo, in ossequio a quanto statuito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 420 del 1994, che non è consentito ad uno stesso soggetto di irradiare più del 20% dei programmi televisivi su frequenze terrestri in ambito nazionale, hanno poi demandato all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di "stabilire un periodo transitorio nel quale non vengono applicati i limiti" suddetti (art. 2, comma 6); più in particolare, continua il giudice a quo, l'art. 3, comma 6, consentirebbe l'esercizio delle reti eccedenti "a condizione che le trasmissioni siano effettuate contemporaneamente su frequenze terrestri e via satellite o via cavo", nonché "esclusivamente via cavo o via satellite", dopo lo spirare del termine che l'Autorità - "in relazione all'effettivo e congruo sviluppo dell'utenza dei programmi radiotelevisivi via satellite e via cavo" - avrebbe indicato (art. 3, comma 7).



non sono un avvocato, ma mi sembra di capire che non si obblighi a passare rete4 su satellite, si vieta solo che un singolo soggetto possa trasmettere via etere su tre reti...
se fosse stata venduta avrebbe potuto partecipare alla gara per le concessioni e, vincendola, continuare a trasmettere :rolleyes:

izutsu
17-12-2003, 17:52
Originariamente inviato da ni.jo
per questo non puoi basarti sul merito del "mi piace/non mi piace".
Io ho votato il circuito europa 7 per questioni di legalità non di "estetica".
Mi spiego, se uno costruisce un albergo bellissimo ma abusivo sul terreno di un altro mica non lo tiri giù o glielo sequestri perchè è bello....:D

Mica mi riferivo a te... mi riferivo a chi dice che Rete4 fa schifo...

izutsu
17-12-2003, 17:55
Originariamente inviato da GioFX
Guarda, non so più come farglielo capire... è 2 giorni che ci provo...

Scusa ma la legge impone che non ci siano posizioni dominanti nei singoli mercati... quindi mediaset non potrà mai avere il 99% del mercato televisivo come qualcuno suggeriva... non capisco dov'è il problema...

GioFX
17-12-2003, 17:55
Originariamente inviato da StefAno Giammarco
Dici? E perché?

Osssignur... pure tu? :O

perchè è una percentuale che si basa su un bacino NON DEFINIBILE, comparabile all'infinito.

Ripeto, è come dire le quote del latte riferite invece che al latte (o anche a tutto il settore caseario) a tutti i tipi di liquidi esistenti, acqua del mare inclusa.

E' tanto difficile da capire? Ripeto n. 2: non lo dico io, che non conto una sega e me ne intendo poco, ma i costituzionalisti del PDR e non, la CC, le authority, l'Europa, ecc.

jumpermax
17-12-2003, 17:56
aggiungo per chiarezza



Il funzionamento del mercato non viene distorto, di per sé, dal fatto che un'impresa raggiunga grandi dimensioni. Talvolta, per operare in modo efficiente, è necessario essere attivi su larga scala o in più mercati.

Inoltre, un'impresa può crescere proprio grazie al suo comportamento "virtuoso" sul mercato, offrendo prodotti che meglio di altri, anche tenuto conto del prezzo, soddisfano le esigenze dei consumatori.

Si dice che un'impresa detiene una posizione dominante quando essa vende gran parte dei prodotti di un determinato mercato e quando, a causa delle caratteristiche economiche di quel mercato, nonché, eventualmente, di vincoli istituzionali, le possibilità di reazione degli altri concorrenti, effettivi o potenziali, sono limitate, così che essa può comportarsi in modo significativamente indipendente dai concorrenti e dai consumatori.

La legge non vieta la posizione dominante in quanto tale, ma pone dei vincoli ai possibili comportamenti di un'impresa che si trova in questa situazione(*).

È vietato che una o più imprese abusino di una posizione dominante all'interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante (articolo 3 della legge n. 287/90).

I principali esempi di abuso consistono nel praticare prezzi o condizioni ingiustificatamente gravosi o nell'adottare comportamenti volti ad ostacolare l'accesso al mercato di altri concorrenti o a indurre questi ultimi ad abbandonare l'attività.

secondo questa legge invece è sanzionata la SEMPLICE POSIZIONE DOMINANTE e per giunta non sull'intero SIC ma nei SINGOLI MERCATI che lo compongono. Ergo non vedo proprio come sia sostenibile che la legge favorisca quello che esplicitamente VIETA.

izutsu
17-12-2003, 17:57
Originariamente inviato da GioFX
jumper, sbagliare è umano, perseverare è diabolico... non renderti ridicolo (e te lo dico con affetto ;)).

No ma guarda che non si sta rendendo ridicolo... se nei singoli mercati non può esserci una posizione dominante mi spieghi dove sta il problema? Quando mediaset dovesse raggiungere il 50% della tv l'antitrust direbbe "ok ciccia, fermati e investi in altro che altrimenti ti bastono"... cosa c'è di male non lo capisco

jumpermax
17-12-2003, 17:57
Originariamente inviato da GioFX
Osssignur... pure tu? :O

perchè è una percentuale che si basa su un bacino NON DEFINIBILE, comparabile all'infinito.

Ripeto, è come dire le quote del latte riferite invece che al latte (o anche a tutto il settore caseario) a tutti i tipi di liquidi esistenti, acqua del mare inclusa.

E' tanto difficile da capire? Ripeto n. 2: non lo dico io, che non conto una sega e me ne intendo poco, ma i costituzionalisti del PDR e non, la CC, le authority, l'Europa, ecc.
SINGOLO MERCATO Gio... hai presente cosa si intende per SINGOLO MERCATO che compone il SIC. Anche se esiste come figura retorica non è questo il caso di una metonimia.

izutsu
17-12-2003, 17:57
Originariamente inviato da GioFX
per jumper:




NON E' QUANTIFICABILE
NON E' QUANTIFICABILE
NON E' QUANTIFICABILE
NON E' QUANTIFICABILE
NON E' QUANTIFICABILE

Ma vuoi spiegare perchè?

StefAno Giammarco
17-12-2003, 17:58
Originariamente inviato da GioFX
Osssignur... pure tu? :O

perchè è una percentuale che si basa su un bacino NON DEFINIBILE, comparabile all'infinito.

Ripeto, è come dire le quote del latte riferite invece che al latte (o anche a tutto il settore caseario) a tutti i tipi di liquidi esistenti, acqua del mare inclusa.

E' tanto difficile da capire? Ripeto n. 2: non lo dico io, che non conto una sega e me ne intendo poco, ma i costituzionalisti del PDR e non, la CC, le authority, l'Europa, ecc.

La domanda non era ironica. Non ho avuto tempo di seguire sta cosa ma vevo orecchiato l'opinine di non quantificabilità e, non avendo letto tutta la legge, mi domandavo perché non fosse quantificabile. Ho capito l'esempio ma più nello specifico?

Mino
17-12-2003, 17:58
Originariamente inviato da twinpigs
2) PLURALISMO (FINALMENTE ANCHE DI INFORMAZIONE SENZA RETE4)
e non venitemi a dire che RAI3 fa disinformazione
sento notizie interessantissime che nemmeno vengono sfiorate dagli altri 5 tg nazionali

in più si sentono anche CRITICHE RAGIONEVOLI ED OBIETTIVE CHE MERITANO DI ESSERE DIFFUSE

Ovviamente, da quanto scrivi, le opinioni di Fede sono da cassare, mentre quelle di sinistra che spesso si odono su RaiTre sono ragionevoli ed obiettive... Sei per caso docente di par condicio :D :D :D?

Suvvia, siamo seri, e basta con questo totalitarismo secondo il quale la protesta e l'uso improprio del mezzo TV vada bene se fatto da sinistra e no se fatto da destra. Almeno Fede lo fa da una rete NON pubblica, a differenza dei vari Santoro-Luttazzi che lo facevano dalle reti di TUTTI in piena campagna elettorale...

Mino

goldorak
17-12-2003, 17:59
Originariamente inviato da izutsu
Ma questo chi lo dice? Non sono le pubblicità mediaset a farcelo credere, è una legge fatta dal centro-sinistra. L'hanno deciso loro di porre come limite il 2006... hanno sbagliato i conti anche loro? Un po' di fiducia no? Ad oggi la copertura quant'è?

Ti rispondo da una parte dicendoti che le stime fatte dai giapponesi, americani ed europei prevede che il passaggio completo al digitale avverra' non prima del 2010-2012.

Poi per quanto riguarda il mio parere onestamente non lo so', pero' ti chiedo, tutti gli italiani che hanno un televisore analogico compreranno un decoder ?. Io non penso, sara' gia' tanto se il 10% delle persone compreranno questo decoder. Inoltre non e' che uno cambia televisore quotidianamente, i tv resistono anche 10 anni ed oltre. Quindi prima che il parco tv venga rinnovato ai livelli di quello odierno ci vorra' secondo me molto piu' di 3 anni e cioe' della data del 2006. Io sono convinto ma posso sbagliare che la data del 2006 verra' prorogata molto piu' in la' e che non cesseranno le trasmissioni analogiche nel 2006.

jumpermax
17-12-2003, 18:00
Originariamente inviato da StefAno Giammarco
La domanda non era ironica. Non ho avuto tempo di seguire sta cosa ma vevo orecchiato l'opinine di non quantificabilità e, non avendo letto tutta la legge, mi domandavo perché non fosse quantificabile. Ho capito l'esempio ma più nello specifico?
il riferimento al SIC è solo per la parte della legge che specifica una quota del 20%. Il riferimento alla posizione dominante però, presente nero su bianco nel testo della legge è ai singoli mercati in cui le aziende operano. Ergo nel caso di mediaset il mercato televisivo.

izutsu
17-12-2003, 18:00
Originariamente inviato da GioFX
Osssignur... pure tu? :O

perchè è una percentuale che si basa su un bacino NON DEFINIBILE, comparabile all'infinito.

Ripeto, è come dire le quote del latte riferite invece che al latte (o anche a tutto il settore caseario) a tutti i tipi di liquidi esistenti, acqua del mare inclusa.

E' tanto difficile da capire? Ripeto n. 2: non lo dico io, che non conto una sega e me ne intendo poco, ma i costituzionalisti del PDR e non, la CC, le authority, l'Europa, ecc.

Certo che è difficile! Vuoi dirmi che non si conosce il valore dei mercati? E come li fanno i conti a fine anno questi?

izutsu
17-12-2003, 18:03
Originariamente inviato da goldorak
Ti rispondo da una parte dicendoti che le stime fatte dai giapponesi, americani ed europei prevede che il passaggio completo al digitale avverra' non prima del 2010-2012.

Poi per quanto riguarda il mio parere onestamente non lo so', pero' ti chiedo, tutti gli italiani che hanno un televisore analogico compreranno un decoder ?. Io non penso, sara' gia' tanto se il 10% delle persone compreranno questo decoder. Inoltre non e' che uno cambia televisore quotidianamente, i tv resistono anche 10 anni ed oltre. Quindi prima che il parco tv venga rinnovato ai livelli di quello odierno ci vorra' secondo me molto piu' di 3 anni e cioe' della data del 2006. Io sono convinto ma posso sbagliare che la data del 2006 verra' prorogata molto piu' in la' e che non cesseranno le trasmissioni analogiche nel 2006.

Tutti dovranno comprare il decoder perchè nel 2006 cesseranno le trasmissioni analogiche. Il decoder poi è gratis visto che costa circa 150 euro, rimborsati con la prossima dichiarazione dei redditi...

jumpermax
17-12-2003, 18:03
Originariamente inviato da goldorak
Ti rispondo da una parte dicendoti che le stime fatte dai giapponesi, americani ed europei prevede che il passaggio completo al digitale avverra' non prima del 2010-2012.

Poi per quanto riguarda il mio parere onestamente non lo so', pero' ti chiedo, tutti gli italiani che hanno un televisore analogico compreranno un decoder ?. Io non penso, sara' gia' tanto se il 10% delle persone compreranno questo decoder. Inoltre non e' che uno cambia televisore quotidianamente, i tv resistono anche 10 anni ed oltre. Quindi prima che il parco tv venga rinnovato ai livelli di quello odierno ci vorra' secondo me molto piu' di 3 anni e cioe' della data del 2006. Io sono convinto ma posso sbagliare che la data del 2006 verra' prorogata molto piu' in la' e che non cesseranno le trasmissioni analogiche nel 2006.
la copertura del territorio da parte della Rai è comunque vincolata per legge. Così come sono previste agevolazioni per la diffusione dei decoder. Su questo la legge mi sembra abbastanza chiara. Se poi la questione è di mettere nero su bianco vincoli anche sull'occupazione delle frequenze posso anche essere d'accordo, ma non mi sembra in questo una modifica sostanziale, nè uno stravolgimento della legge.

GioFX
17-12-2003, 18:05
Originariamente inviato da jumpermax
inizio a rompermi le scatole guarda te lo dico con affetto, sai almeno di cosa sto parlando? Sai la differenza tra posizione dominante e abuso di posizione dominante? Sai cosa vuol dire nominare un authority che deve verificare che questa posizione dominante non si verifichi?
Non puoi liquidare un paragrafetto del genere con 2 battute cretine è un punto sostanziale della legge. Parlare di posizione dominante anziché di abuso è una colossale differenza. Vuol dire che è sanzionabile la sola dominazione di un singolo mercato anche in assenza di comportamenti lesivi nei confonti degli altri soggetti ivi presenti.
Non è lana caprina, può essere la differenza tra una sentenza a favore o contro.


Ma di che diavolo parli? Ma ti senti? non hai letto uno straccio dei miei post che mi sono sbattuto a scrivere nel tentativo idiota di risponderti, ormai ci rinuncio... non ho interesse a parlare col muro.

GioFX
17-12-2003, 18:08
ok, io me ne esco, preferisco conservare il fegato per altre attività... sono solo sopreso di aver scoperto che il ministro aveva ragione e le ragioni espresse del capo dello stato siano infondate.

Adieu.

goldorak
17-12-2003, 18:09
Allora per ritornare al problrma di rete4, se siamo tutti convinti che il futuro delle trasmissioni tv e' il digitale e non potrebbe essere altrimenti perche' non portano rete4 a trasmettere sulla rete digitale? Visto che sul satellite avrebbe poco spazio quindi poca pubblicita' non vedo questi problemi sul digitale. A meno che chi e' al governo non creda neanche lui al digitale. Qualcuno mi spiega perche' rete 4 dove per forza andare sul staellite e non sul digitale terrestre.

the_joe
17-12-2003, 18:12
Originariamente inviato da izutsu
Tutti dovranno comprare il decoder perchè nel 2006 cesseranno le trasmissioni analogiche. Il decoder poi è gratis visto che costa circa 150 euro, rimborsati con la prossima dichiarazione dei redditi...

Nel 2006 tutto sul digitale terrestre?????
















Certo e poi avremo le marmotte che incartano il cioccolato......
Le stime più attendibili parlano di una buona copertura forse 3/4 anni più tardi.

jumpermax
17-12-2003, 18:15
Originariamente inviato da GioFX
Ma di che diavolo parli? Ma ti senti? non hai letto uno straccio dei miei post che mi sono sbattuto a scrivere nel tentativo idiota di risponderti, ormai ci rinuncio... non ho interesse a parlare col muro.
semmai sei tu che dei miei post non hai letto nulla.
Hai confuso il sic con i singoli mercati e il concetto di posizione dominante con quello di abuso. E pretendi dopo aver stravolto il significato di venire a sostenere che non ho capito un accidente.
Ripeto
il singolo mercato NON è il SIC
la posizione dominante non è l'abuso di posizione dominante.
Ora poiché nelle leggi contano anche le virgole questi due passaggi si interpretano in modo chiaro, non è consentito a mediaset di dominare il mercato televisivo. Con la quota che attualmente detiene è già quasi al limite. Se non ci fosse la Rai sarebbe già configurabile la posizione dominante e quindi sanzionabile.
E poi guarda non mi sembra il caso di strumentalizzare oltre il discorso di Ciampi. Ha fatto delle critiche nel merito e sarà opportuna una revisione della legge e non una bocciatura totale. Certo sarebbe stato molto meglio evitare di ridursi all'ultima settimana disponibile per fare la riforma. Se fosse passata a luglio magari ci sarebbe stato il tempo di fare le opportune correzioni. Ma vabbè il teatrino su questo ha avuto la precedenza...

jumpermax
17-12-2003, 18:17
Originariamente inviato da goldorak
Allora per ritornare al problrma di rete4, se siamo tutti convinti che il futuro delle trasmissioni tv e' il digitale e non potrebbe essere altrimenti perche' non portano rete4 a trasmettere sulla rete digitale? Visto che sul satellite avrebbe poco spazio quindi poca pubblicita' non vedo questi problemi sul digitale. A meno che chi e' al governo non creda neanche lui al digitale. Qualcuno mi spiega perche' rete 4 dove per forza andare sul staellite e non sul digitale terrestre.
perché visto che ci vorranno almeno 2 anni per un passaggio chiudere una rete già avviata e funzionante per fare spazio ad una che ancora si deve avviare (e avrà qualche vantaggio ad avviare in analogico per passare al digitale poi?) non mi sembra proprio la soluzione geniale.
Ma per questo basterebbe qualche modifica minimale all'articolo 25...

goldorak
17-12-2003, 18:23
Originariamente inviato da jumpermax
perché visto che ci vorranno almeno 2 anni per un passaggio chiudere una rete già avviata e funzionante per fare spazio ad una che ancora si deve avviare (e avrà qualche vantaggio ad avviare in analogico per passare al digitale poi?) non mi sembra proprio la soluzione geniale.
Ma per questo basterebbe qualche modifica minimale all'articolo 25...


E allora perche' sia canale 5 che italia 1 trasmetteranno al piu' presto e non in 2 anni sul digitale? Tanto tutte le reti analogiche dovranno passare al digitale quindi il problema per rete 4 non si pone. La verita' e' come ti detto in un post piu' su che il digitale per i prossimi anni restera' un mercato sperimentale. La legge sul digitale e' una farsa perche' ci vorranno anni per generare un mercato equo ed equilibrato con una sana concorrenza, non e' una cosa attuabile nel giro di poche settimane come questa legge vuole farci intendere.

Linux&Xunil
17-12-2003, 18:34
Originariamente inviato da Raven
... il fatto è che si sa da ANNI che la concessione attualemente di rete4 doveva passare a qualcun altro... non è storia degli ultimi 2-3 mesi.... bastava svegliarsi prima, prenderne atto ed attuare un piano di ri-assestamento/conversione con le p@alle, invece di star lì, a sperare in decreti, leggine, etc. :rolleyes:

:ave:

jumpermax
17-12-2003, 18:35
Originariamente inviato da goldorak
E allora perche' sia canale 5 che italia 1 trasmetteranno al piu' presto e non in 2 anni sul digitale? Tanto tutte le reti analogiche dovranno passare al digitale quindi il problema per rete 4 non si pone. La verita' e' come ti detto in un post piu' su che il digitale per i prossimi anni restera' un mercato sperimentale. La legge sul digitale e' una farsa perche' ci vorranno anni per generare un mercato equo ed equilibrato con una sana concorrenza, non e' una cosa attuabile nel giro di poche settimane come questa legge vuole farci intendere.
prima di arrivare ad una copertura ragionevole del mercato ci vorranno un paio di anni. Questo a costo ovviamente di ingenti investimenti da parte di chi dovrà passare dall'analogico al digitale.
Qua non vedo nessun vantaggio di ingresso per Europa7 visto che non credo proprio avrà convenienza ad investire nell'analogico punterà sul digitale o resterà più o meno sulla stessa copertura. In questo quindi non ci vedo il senso. Se il timore è che il mercato non decollerà nei tempi previsti dalla legge si può modificare il testo in modo tale che in ogni caso entro il 2005 nessun soggetto possa avere più del 20% delle reti analogiche, e questo taglierebbe la testa al toro. Senza il bisogno di cancellare rete4 mandandola sul satellite.

Linux&Xunil
17-12-2003, 19:42
Da Il Foglio:
http://utenti.lycos.it/agev/foglio.gif

bluelake
18-12-2003, 09:12
Articolo tratto da
NewMedia

MILLE DIPENDENTI A RETE4? UN FALSO

Ma quanti sono i dipendenti di Rete4 che perderebbero il posto di lavoro se la rete andasse sul satellite? Mille secondo il presidente del Consiglio, proprietario di Mediaset. Almeno 700 secondo Emilio Fede, direttore del Tg4. In realta', i dipendenti di Rete4 nemmeno esistono. Tecnici e amministrativi sono assunti dalle due societa' di produzione, Rti e Videotime, che lavorano per tutti e tre i canali Mediaset. I dipendenti sono quindi splittati secondo l'organizzazione del lavoro orizzontale e per funzioni, non verticale e per canali. E anche considerando le ore-lavoro, non si parla di piu' di 70 dipendenti "a rischio". Per paradosso la conferma arriva anche dai sindacati: nessun allarme occupazione se Rete4 "volasse" sul satellite.

C.V.D....

Fratello Cadfael
18-12-2003, 10:11
Originariamente inviato da bluelake
...Ma quanti sono i dipendenti di Rete4 che perderebbero il posto di lavoro se la rete andasse sul satellite? Mille secondo il presidente del Consiglio, proprietario di Mediaset. Almeno 700 secondo Emilio Fede, direttore del Tg4. In realta', i dipendenti di Rete4 nemmeno esistono.
...
Che Fede abbia uno strano rapporto con l'aritmetica molti lo sospettano già quando dà le cifre delle partecipazioni alle manifestazioni. Per quanto riguarda la dirigenza Mediaset... beh, ricordiamo che un esponente di primo piano :angel: ha una condanna passata in giudicato per falsa testimonianza in un'aula di tribunale.
Insomma anche senza questa puntualizzazione di New Media c'erano buoni motivi per non prendere sul serio quei dati. Che comunque non spostano la questione. I tempi per affrontarla c'erano. Si è voluto arrivare a venti giorni dall'ora X per avere un motivo per forzare la mano. IMHO, naturalmente.

ni.jo
18-12-2003, 10:29
Originariamente inviato da jumpermax
prima di arrivare ad una copertura ragionevole del mercato ci vorranno un paio di anni. Questo a costo ovviamente di ingenti investimenti da parte di chi dovrà passare dall'analogico al digitale.
Qua non vedo nessun vantaggio di ingresso per Europa7 visto che non credo proprio avrà convenienza ad investire nell'analogico punterà sul digitale o resterà più o meno sulla stessa copertura. In questo quindi non ci vedo il senso. Se il timore è che il mercato non decollerà nei tempi previsti dalla legge si può modificare il testo in modo tale che in ogni caso entro il 2005 nessun soggetto possa avere più del 20% delle reti analogiche, e questo taglierebbe la testa al toro. Senza il bisogno di cancellare rete4 mandandola sul satellite.

Ma Europa7 insiste da anni e nulla fà credere che non insisterà ancora proprio per voler entrare nell'analogico "che conta"!
Esattamente come rete4 non intende spostarsi sul satellite aspettando il d.t. ...addirittura sperando in un d.l. ad Hoc, una roba illiberale anche per i più moderati quali Mieli, (che comunque lo auspicano, imho poco coerentemente).
Questo perchè il mercato importante della pubblicità televisiva ORA e per molti anni sarà quello dell'etere, non quello di un vago "futuro" d.t. nè la torta dai vaghissimi confini prospettata dal Sic, che NON è il singolo mercato come dici, e infatti l'obiezione è che venga utilizzato come indice per stabilire il limite oltre il quale c'è una posizione di mercato soffocante, quando per sua stassa natura i suoi stessi limiti sono vaghi e allargati a elementi che con quel mercato importante di cui sopra non c'entrano nulla...insomma, per quanto ci si sforzi la posizione dominante rimane rispetto AD UNO STESSO MERCATO (che in questo caso è l'etere, perchè non è in competizione nemmeno con lo stesso media trasmesso per altri canali), e includere carta stampata e addirittura i biglietti del cinema con la tv nello stesso indice è una forzatura evidentissima, creata ad arte per sollevare i limiti del gioco, un pò come quando nelle città inquinate si sollevano le soglie di pericolosità delle sostanze pericolose...

y4mon
18-12-2003, 10:55
Originariamente inviato da bluelake
Articolo tratto da
NewMedia

MILLE DIPENDENTI A RETE4? UN FALSO

Ma quanti sono i dipendenti di Rete4 che perderebbero il posto di lavoro se la rete andasse sul satellite? Mille secondo il presidente del Consiglio, proprietario di Mediaset. Almeno 700 secondo Emilio Fede, direttore del Tg4. In realta', i dipendenti di Rete4 nemmeno esistono. Tecnici e amministrativi sono assunti dalle due societa' di produzione, Rti e Videotime, che lavorano per tutti e tre i canali Mediaset. I dipendenti sono quindi splittati secondo l'organizzazione del lavoro orizzontale e per funzioni, non verticale e per canali. E anche considerando le ore-lavoro, non si parla di piu' di 70 dipendenti "a rischio". Per paradosso la conferma arriva anche dai sindacati: nessun allarme occupazione se Rete4 "volasse" sul satellite.

C.V.D....

Quando la disinformazione diventa arte (da tutt'e 2 le parti).

E' vero che non esistono dipendenti di Rete4 così come non ne esistono di C5 o I1, ma tutti i dipendenti lavorano x tutt'e 3 le reti.

Ora a prescindere dai mancati ricavi pubblicitari che sono poi quelli che determinano le risorse e nel caso la quantità di tagli da effettuare.
Parliamo solo della mole di lavoro vero e proprio, se in un ufficio siamo in numero tot. a svolgere il lavoro x 3 società, mi sembra chiaro che se una di queste manca, la mole di lavoro calerebbe e non ho mai sentito parlare (a parte negli statali) di imprenditori che pagano i dipendenti x non far niente.
Nel settore tecnico avviene lo stesso R4 impegna lo stesso numero di risorse che impegnano C5 e I1, stesso numero di apparati, stesso numero di ripetitori.
Paradossalmente anche se porta meno introiti impegna lo stesso numero di persone.

Poi che le cifre non siano quelle indicate a dx o a sx è probabile, di sicuro non sono solo settanta.

Su quel che dicono i sindacati stendiamo un velo pietoso.

Ciao
Y4mon

bluelake
18-12-2003, 11:27
Una incongruenza abbastanza vistosa... se davvero Mediaset crede così tanto nel DT, al punto da promuoverlo varie volte al giorno, che paura deve avere nel rinunciare alla trasmissione analogica di Rete4? E' chiaro e lampante che loro per primi non credono nel DT, altrimenti che problemi dovrebbero avere nel rinunciare alla trasmissione analogica se tanto a gennaio il 50% del territorio sarà coperto dal digitale?

Fermo restando che un decreto legge che va contro la corte COSTITUZIONALE (noti comunisti bolscevichi che fanno colazione a base di bambini) fatto ESPLICITAMENTE per favorire un soggetto PRIVATO qual'è Mediaset è un fatto inaudito sotto ogni punto di vista.

goldorak
18-12-2003, 11:32
Originariamente inviato da bluelake
Una incongruenza abbastanza vistosa... se davvero Mediaset crede così tanto nel DT, al punto da promuoverlo varie volte al giorno, che paura deve avere nel rinunciare alla trasmissione analogica di Rete4? E' chiaro e lampante che loro per primi non credono nel DT, altrimenti che problemi dovrebbero avere nel rinunciare alla trasmissione analogica se tanto a gennaio il 50% del territorio sarà coperto dal digitale?



Esatto, tantopiu' che le stime piu' ottimistiche rivelano che ci vorranno almeno 7-8 anni se non dippiu' afinche' il d.t arrivi a coprire quanto e' coperto ora dal analogico. Per il prossimo decennio la partita economica si giochera' ancora sul analogico e non sul d.t.

ni.jo
18-12-2003, 11:33
Originariamente inviato da bluelake
Una incongruenza abbastanza vistosa... se davvero Mediaset crede così tanto nel DT, al punto da promuoverlo varie volte al giorno, che paura deve avere nel rinunciare alla trasmissione analogica di Rete4? E' chiaro e lampante che loro per primi non credono nel DT, altrimenti che problemi dovrebbero avere nel rinunciare alla trasmissione analogica se tanto a gennaio il 50% del territorio sarà coperto dal digitale?

Fermo restando che un decreto legge che va contro la corte COSTITUZIONALE (noti comunisti bolscevichi che fanno colazione a base di bambini) fatto ESPLICITAMENTE per favorire un soggetto PRIVATO qual'è Mediaset è un fatto inaudito sotto ogni punto di vista.

oh!
Sul d.l., inaudito sopratutto dai sostenitori del libero mercato...

LittleLux
18-12-2003, 11:39
Originariamente inviato da bluelake
Nessuno vieta a Rete4 di continuare a trasmettere in digitale terrestre all'interno del pacchetto Mediaset... questa bagarre e tragedia dimostra che in Mediaset per primi non credono ad uno sviluppo in tempi rapidi del digitale terrestre, altrimenti perché far tanto casino?


PS: ho votato Europa7, già adesso la guardo più di Rete4 ;)

Giusta osservazione, nella Gasparri si da tanto credito al digitale dicendo che è il "vero" futuro delle tv, poi, quando si tratta di "digitalizzare" rete4, questi fanno casino dicendo che sarebbe praticamente la fine per quella rete, mettendo addirittura a piedi 1.000 lavoratori...ma, allora, dove sta l'inghippo?:rolleyes:

Ciao

y4mon
18-12-2003, 11:42
Originariamente inviato da bluelake
Una incongruenza abbastanza vistosa... se davvero Mediaset crede così tanto nel DT,...

Secondo me ci crede x disperazione...

Il DT è stato quasi imposto come condizione x il mantenimento di R4, dato l'allargamento del numero di canali nel digitale.

Originariamente inviato da bluelake
altrimenti che problemi dovrebbero avere nel rinunciare alla trasmissione analogica se tanto a gennaio il 50% del territorio sarà coperto dal digitale?...

Una cosa è la copertura, ben altra la fruizione dell'utenza.
Anche se fosse coperto il 100% chi "pippa" se lo vede se nessuno ha il decoder.
Stando al tuo ragionamento basterebbe il satellite, lì la copertura è già del 99%...

Originariamente inviato da bluelake
Fermo restando che un decreto legge che va contro la corte COSTITUZIONALE (noti comunisti bolscevichi che fanno colazione a base di bambini) fatto ESPLICITAMENTE per favorire un soggetto PRIVATO qual'è Mediaset è un fatto inaudito sotto ogni punto di vista.

No comment.

Ciao
Y4mon

the_joe
18-12-2003, 11:42
Non entro nel merito diretto alla questione Rete4 perchè per me potrebbe benissimo andare su Marte e non morirei per questo.
Vorrei solo porre la questione del libero mercato, è vero che oggi ci sono 2 enti televisivi che si spartiscono la torta grossa perciò non vedo perchè ne debba venire colpito solo uno in nome del libero mercato, in realtà dovrebberovenire ridimensionati entrambi i contendenti per favorire l'entrata di nuove realtà televisive, non si capisce altrimenti come potrebbe un nuovo arrivato con una quantità notevolmente inferiore di mezzi sia finaziari che tecnologici fare concorrenza ai 2 giganti, non dimentichiamoci che la TV italiana è dominata dalla RAI che oltre ad avere la maggior raccolta pubblicitaria in termini economici, raccoglie anche svariati milioni di Euro con il canone, cosa che le TV private non fanno.
Poi per me ripeto potrebbero pure chidere Mediaset ed esiliarne il proprietario che domani sarei vivo lo stesso ergo non me ne frega niente.

y4mon
18-12-2003, 11:47
Originariamente inviato da LittleLux
Giusta osservazione, nella Gasparri ......ma, allora, dove sta l'inghippo?:rolleyes:

Ciao

L'inghippo sta nel fatto che se la cosa deve avvenire dal 1° Gennaio 2004, R4 passa da un'audience di 2-3 milioni (manco lo so quanti la guardano... :D)
ad un'audience uguale a zero.

Credo che se imponessero come data quella imposta x l'ultimazione della copertura digitale 31-12-2007, le conseguenze sarebbero meno gravi sia x l'occupazione che x l'utenza.

Ciao
Y4mon

parax
18-12-2003, 11:56
Originariamente inviato da the_joe
Non entro nel merito diretto alla questione Rete4 perchè per me potrebbe benissimo andare su Marte e non morirei per questo.
Vorrei solo porre la questione del libero mercato, è vero che oggi ci sono 2 enti televisivi che si spartiscono la torta grossa perciò non vedo perchè ne debba venire colpito solo uno in nome del libero mercato, in realtà dovrebberovenire ridimensionati entrambi i contendenti per favorire l'entrata di nuove realtà televisive, non si capisce altrimenti come potrebbe un nuovo arrivato con una quantità notevolmente inferiore di mezzi sia finaziari che tecnologici fare concorrenza ai 2 giganti, non dimentichiamoci che la TV italiana è dominata dalla RAI che oltre ad avere la maggior raccolta pubblicitaria in termini economici, raccoglie anche svariati milioni di Euro con il canone, cosa che le TV private non fanno.
Poi per me ripeto potrebbero pure chidere Mediaset ed esiliarne il proprietario che domani sarei vivo lo stesso ergo non me ne frega niente.

questo discorso non fa una piega, ma è esattamente quello che ha sentenziato la corte costituzionale, a RAI 3 sarà tolta la pubblicità, per non parlare poi del referendum del 1995 dove i cittadini si erano gia’ espressi chiedendo la privatizzazione della Rai. L'avete vista voi? Le TV sono un mezzo di successo politico fondamentale ed hanno tutti paura a privarsene. Basti vedere i 40 anni di lottizazione RAI per rendersene conto. Non sta ne in cielo ne in terra che appena si cambia il governo automaticamente si cambia tutta la dirigenza della TV pubblica, lottizando reti, TG e trasmissioni di dibattito politico, solo in Italia possono accadere cose del genere.

oltrelospecchio
18-12-2003, 11:57
un monopolio di fatto, è davvero contro la libertà e il mercato libero, quindi è evidente che se si è favorevoli ad un mercato aperto, moderno, si sceglie la presenza di più soggetti, e non uno solo

parax
18-12-2003, 12:00
Originariamente inviato da oltrelospecchio
un monopolio di fatto, è davvero contro la libertà e il mercato libero, quindi è evidente che se si è favorevoli ad un mercato aperto, moderno, si sceglie la presenza di più soggetti, e non uno solo


La cosa ridicola e sorprendente al tempo stesso è che proprio i liberisti o sedicenti tali hanno fatto una legge di fatto monopolistica che se passasse con colpi di mano in Italia verrà immediatamente bloccata dall'UE.

y4mon
18-12-2003, 12:00
Originariamente inviato da the_joe
Non entro nel merito diretto alla questione Rete4 perchè per me potrebbe benissimo andare su Marte e non morirei per questo....

Quoto...
Se non s'era capito... manco a me, frega tanto di R4 (mi dispiace x mia nonna che se la guarda... e magari lo vota...).

La Legge x il digitale l'ha voluta la sinistra, ma visto che l'ha fatta la destra non piace alla sinistra e probabilmente manco alla destra (visto che l'ha voluta la sinistra)... un domani se ci sarà un governo di sinistra se ne farà un'altra che non piacerà nè alla destra nè alla sinistra...

E' questo "balletto" che trovo vergognoso da una parte e dall'altra... ed in mezzo ci siamo noi... :(

Sarò terra-terra ma altro che digitale... se si fossero occupati del fatto che i commercianti &co il digitale nel senso di dito indice lo stanno usando x altri scopi...
avrei giustificato di + l'esistenza della ns. classe politica.


Ciao
Y4mon

izutsu
18-12-2003, 12:10
Originariamente inviato da goldorak
Allora per ritornare al problrma di rete4, se siamo tutti convinti che il futuro delle trasmissioni tv e' il digitale e non potrebbe essere altrimenti perche' non portano rete4 a trasmettere sulla rete digitale? Visto che sul satellite avrebbe poco spazio quindi poca pubblicita' non vedo questi problemi sul digitale. A meno che chi e' al governo non creda neanche lui al digitale. Qualcuno mi spiega perche' rete 4 dove per forza andare sul staellite e non sul digitale terrestre.

Perchè la sentenza impone a rete4 di passare su cavo o satellite...

izutsu
18-12-2003, 12:12
Originariamente inviato da the_joe
Nel 2006 tutto sul digitale terrestre?????



Certo e poi avremo le marmotte che incartano il cioccolato......
Le stime più attendibili parlano di una buona copertura forse 3/4 anni più tardi.

Ad oggi ci sono dati sulla copertura? Io non lo so, qualcuno ha dati?

Non è colpa del ministro se c'è una legge che impone di passare al digitale entro il 2006... l'ha fatta la sinistra sta legge, perchè se lo dice gasparri è impossibile e quando l'ha detto la sinistra nessuno s'è lamentato?

izutsu
18-12-2003, 12:14
Originariamente inviato da goldorak
La verita' e' come ti detto in un post piu' su che il digitale per i prossimi anni restera' un mercato sperimentale.

La verità è che la sentenza parla chiaro, rete4 deve andare via cavo o via satellite.

izutsu
18-12-2003, 12:17
Originariamente inviato da bluelake
Articolo tratto da
NewMedia

MILLE DIPENDENTI A RETE4? UN FALSO

Ma quanti sono i dipendenti di Rete4 che perderebbero il posto di lavoro se la rete andasse sul satellite? Mille secondo il presidente del Consiglio, proprietario di Mediaset. Almeno 700 secondo Emilio Fede, direttore del Tg4. In realta', i dipendenti di Rete4 nemmeno esistono. Tecnici e amministrativi sono assunti dalle due societa' di produzione, Rti e Videotime, che lavorano per tutti e tre i canali Mediaset. I dipendenti sono quindi splittati secondo l'organizzazione del lavoro orizzontale e per funzioni, non verticale e per canali. E anche considerando le ore-lavoro, non si parla di piu' di 70 dipendenti "a rischio". Per paradosso la conferma arriva anche dai sindacati: nessun allarme occupazione se Rete4 "volasse" sul satellite.

C.V.D....

AHAHAHA scusa eh... ma se rete4 dovesse ridurre il proprio lavoro causa meno pubblicità su satellite o dovesse chiudere del tutto... ci sarebbe un esubero in queste 2 società che dovrebbero licenziare, mi pare chiaro no?

izutsu
18-12-2003, 12:19
Originariamente inviato da bluelake
Una incongruenza abbastanza vistosa... se davvero Mediaset crede così tanto nel DT, al punto da promuoverlo varie volte al giorno, che paura deve avere nel rinunciare alla trasmissione analogica di Rete4? E' chiaro e lampante che loro per primi non credono nel DT, altrimenti che problemi dovrebbero avere nel rinunciare alla trasmissione analogica se tanto a gennaio il 50% del territorio sarà coperto dal digitale?

E' chiaro che Rete4 deve trasmettere via cavo o via satellite... questo dic la sentenza, no?

LittleLux
18-12-2003, 12:27
Originariamente inviato da izutsu
Il decreto è salva-fede-rete4-RAITRE

non dimentichiamolo... la rai non è molto contenta di questa situazione... e se non erro anche a sinistra qualcuno sarebbe favorevole ad un decreto per tamponare la situazione per un paio di mesi...

Il mondo della televisione non aspetta pochi mesi... mandare rete4 per qualche mese sul digitale vuol dire ucciderla cmq, la pubblicità non ci sarà fino a quando non ci sarà una certa quota di persone col decoder... questo fino al 2006, data alla quale la sinistra ha deciso di far passare tutto su digitale...

In realtà non è prorpio del tutto così, anche per quanto riguarda la copertura delle antenne sateliitari, infatti:

"Il «botto» di Capodanno, il crak di RaiTre è un bluff, è già stato detto e scritto, e ieri il presidente della Vigilanza RAI lo ha scritto in una relazione che smentisce il direttore generale della rai: «Per Raitre non c'è nessuna scadenza ultimativa. Quella del 31 dicembre 2003 fissata dalla Corte Costituzionale nella sentenza del 20/11 del 2002 riguarda soltanto l'obbligo del passaggio di Rete4 - e Telepiù nero - sul satellite come prevede il comma 7 dell'art.3 della legge 249 del 1997 (legge Maccanico) che peraltro non stabilisce nessun termine certo». A parlare di una data, legata al «congruo» numero di parabole (il 50% della copertura del territorio) è solo la delibera dell?Autorità delle Comunicazioni del 7 agosto 2001; testo che, secondo Petruccioli, «è venuto meno proprio con la successiva sentenza della corte Costituzionale», che ha anche dichiarato «incostituzionale» il comma della Maccanico"

Ciao

LittleLux
18-12-2003, 12:29
Originariamente inviato da jumpermax
forse adesso lo scrivo a lettere cubitali e qualcuno se ne accorge

Fermo restando il DIVIETO di costituzione di posizioni dominanti nei
singoli mercati che compongono il sistema integrato delle comunicazioni
cosa non ti è chiaro la parte con su scritta divieto, la parte dei singoli mercati o la parte sulle posizioni dominanti? Oppure non è chiara la combinazione dei tre concetti?

Evidentemente il Presidente della Repubblica è uno che ha le idee poco chiare, se ha rinviato alle camere la legge
:rolleyes:

y4mon
18-12-2003, 12:30
Originariamente inviato da izutsu
Ad oggi ci sono dati sulla copertura? Io non lo so, qualcuno ha dati?

Non è colpa del ministro se c'è una legge che impone di passare al digitale entro il 2006... l'ha fatta la sinistra sta legge, perchè se lo dice gasparri è impossibile e quando l'ha detto la sinistra nessuno s'è lamentato?

Non è che nessuno s'è lamentato... si sono lamentati eccome... xò hanno pensato c'è tempo... si farà una legge che sistemi tutto.

Così come adesso gli altri hanno già dichiarato che, nel caso, quando governeranno loro ne faranno ancora un'altra...

E se ci sarà un PDR proveniente dall'altra parte sarà lui che non firmerà... e via dicendo...

Se ci pensate e' come x il pallone d'oro:
x i milanisti andava a Maldini.
x gli juventini a Nevded.
Siamo fortunati che non l'hanno dato ad un francese...:D

Ciao
Y4mon

crimson snow
18-12-2003, 12:30
Bè, GUARDANDO IL PALINSESTO DI rETE 4 INFARCITO DI TELENOVELAS E M**** SIMILE QUALUNQUE ALTRA RETE E' MEGLIO...

izutsu
18-12-2003, 12:34
Originariamente inviato da crimson snow
Bè, GUARDANDO IL PALINSESTO DI rETE 4 INFARCITO DI TELENOVELAS E M**** SIMILE QUALUNQUE ALTRA RETE E' MEGLIO...

Ma che stai dicendo? In pratica fanno più telenovelas su Canale5 ormai... e i programmi di divulgazione dove li metti? Solaris, Sai Perchè, La Macchina del Tempo, I Viaggi della Macchina del Tempo, Appuntamento con la Storia e poi i Bellissimi... ma cosa dici?!?!?! Ma la guardi Rete4? Ho i miei seri dubbi...