Quote:
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Originariamente inviato da Goldrake_xyz
Mangerecci ! 
Effettivamente io oltre che x l'acido le uso anche come contenitori per i componenti ..
Uhm x i vestiti non sò, ma se casca sul marmo, (e la mammina si incazza
come una gatta idrofoba) o sul cemento, si può provare a levare con
l'acido muriatico. Funziona che è qualcosa di miracoloso, l'unico
problema è che sul lucidato poi resta un alone opaco, ma x non
far insospettire nessuno, basta poi passare un pò di cera ...
Cmq. qual' è la reazione chimica del Cloruro ferrico con il rame ?
ciao. 
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Semplice

!
Si dice che il ferro "sposta" il rame e gli cede il suo posto nel sale

.
Questo dato che nel cloriuro ferrico la "forza" con cui il ferro vuole gli elettroni è maggiore di quella con cui il rame trattiene i suoi, quindi il ferro si riduce a spese del rame (prende i suoi elettroni), portandolo in soluzione, e si deposita ferro

.....
Non me la ricordo benissimo, ma a senso l'ho ricostruita sfruttando quel che mi ricordo della chimica inorganica

...... la reazione dovrebbe essere
4FeCl3 + 4Cu +3O2 > 2CuCl2 + 2Fe2O3 2Cl2,
ovvero il ferro 3+ in presenza di ossigeno prende due elettroni al rame e lo lascia in soluzione col cloro, parte del cloro diventa gassoso dato che nel sale si passa da un composto a numero di ossidazione +3 ad uno a +2 formando il cloruro rameico, mentre il ferro reagisce con l'ossigeno e si trasforma in ruggine, che è quella fanghiglia che si trova sul fondo dopo un po.
Il cloruro di rame invece è quello che da al colorazione verdastra al percloruro esaurito

.
Dando un occhio con Goooolge x verificare se mi ricordavo bene i potenziali della reazione, ho trovato sta roba qua

:
Prima questo, dove viene confermato quel che ricordavo
http://www.vialattea.net/esperti/chim/fecl2.htm
poi questo
http://www.qsl.net/iz7ath/web/02_bre...r/index_it.htm
Un folle che ha le idee MOLTO POCO CHIARE sulla cosa e suggerisce di rigenerare il cloruro ferrico esaurito e pieno di rame con acido muriatico (HCl diluito) , dato che il cloro, + forte dell' ossigeno, riesce a spostare l'equilibrio della ruggine e riforma il cloruo di ferro, specie se lo si accoppia a qualche composto che sottrae ossigeno alla miscela di reazione tipo acqua ossigenata, ipoclorito di sodio, etc etc .....
...in pratica i procedimenti sono + o - giusti ma la teoria è tutta scazzata

....
...ovvio, ma cmq lo ribadisco, che è tutto MOLTO PERICOLOSO da farsi, sia x i gas che si sprigionano, sia x eventuali schizzi provocati dalal veloce formazione di bolle d gas se le reazioni vanno troppo forte .....
sempre scartabellando poi ho trovato qusto a proposito della incisione artistica di lastre di rame, che ci mette un po in guardia sui potenziali pericoli nell' uso di FeCl3 cocnentrato e delle sue azioni su occhi e pelle (uso prolungato)
http://www.printshow.it/lab/180504a.asp
Riporto la parte saliente :
Incidere il rame
Per il rame si usa il per cloruro di ferro (Fe Cl3), un mordente non acido, inodore, color ruggine. In commercio si trova allo stato solido in pezzi o in soluzione liquida satura. Il per cloruro è un sale neutro, che in soluzione acquosa, si idrolizza e reagisce come un acido, è fortemente igroscopico e si decompone alla luce: va perciò conservato in confezioni ermetiche e opache. Inoltre ha un'azione corrosiva sulla pelle, e non va quindi maneggiato a mani nude. Nel corso dell'incisione il per cloruro si colora. Questo è dovuto al crescente contenuto di prodotti di reazione, che si formano per la dissoluzione del rame, è irritante per la pelle, corrosivo per le mucose e gli occhi, valgono pertanto le stesse precauzioni usate con l'acido nitrico. Lo si diluisce con queste proporzioni:
* 1 parte di percloruro e 2 parti di acqua per una morsura molto forte. Tempi nell'ordine dei minuti
* 1 parte di percloruro e 3 parti di acqua per una morsura normale. Tempi nell'ordine dei 5 minuti.
È importante porre la lastra da incidere capovolta nella bacinella (per esempio su dei tacchetti di cera) per evitare che si depositi ossido nei solchi (è utile interrompere le lunghe morsure con un bagno disossidante: acqua, aceto bianco e sale), meglio ancora se si dispone di una vaschetta verticale vedi qui.
Il per cloruro ferrico, come detto sopra, si altera alla luce e all'aria, è meglio quindi riporlo ogni volta nel suo contenitore quando abbiamo finito di lavorare per evitare che si scarichi rapidamente. Bisogna ricordarsi che l'esaurimento dei mordenti, e questo vale per tutti i mordenti, è legato alle condizioni di permanenza all'aria e alla luce, ma anche, e soprattutto, al lavoro fatto, ovvero, se acidiamo una lastra piuttosto grande con moltissimi segni per un periodo di tempo molto lungo è chiaro che l'acido si esaurirà più velocemente rispetto a 4-5 lavori di piccolo formato con acidature brevi.
Ciapps
Gyxx