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Originariamente inviato da BadMirror
Il discorso è sicuramente bello.
Ma un album (o mp3 se fa più piacere, io odio tale denominazione riferita a una canzone), un libro, un programma, un film etc.. sono frutto di lavoro di svariate persone che hanno speso determinati (molti, moltissimi a volte) soldi e sacrificato parecchio tempo alla sua realizzazione. Tanto quanto quello che ha coltivato le sue vigne e ha fatto il suo vino e te lo vende. O quello che fa divani (che parliamoci chiaro non li fa mica tutti i giorni, starebbe fresco sennò).
Puoi contestare le tasse sui cd vergini, puoi contestare i diritti insulsi che a volte ti fa pagare la siae, posso contestare io da musicista io soldi spesi per essere "abilitato" a suonare in giro, etc..... ma non puoi contestare che scaricandoti un prodotto che è in vendita tu commetti un furto, perchè in pratica lo è. Certo i modi sono più docili e visto che lo fanno tutti sembra quasi che sia normale, "giusto", farlo. Ma ti assicuro che se il "prodotto intellettuale" come lo si chiama domani dovesse essere distribuito gratuitamente, non esisterebbe più nulla da scaricare.
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Ed invece no è proprio questo il punto. Semmai puoi venirmi a parlare di mancato introito, ma certo non di furto, perché il furto prevede la sottrazione di un bene e non la sua copia. Non è questione nè di docilità nè di altro è questione di capire di cosa stiamo parlando.
La frase centrale del discorso è questa
"la protezione della proprietà intellettuale è uno strumento per promuovere l'innovazione, il trasferimento e la disseminazione della tecnologia e non può essere vista come un fine in sé".
insomma la questione non è tutelare il lavoro ma tutelare l'innovazione e la tecnologia, almeno nel settore scientifico ed industriale. Scambiare il fine con il mezzo e parlare di furto è abuso di linguaggio.