23-05-2004, 01:37
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i radicali cacciati fuori dall'onu su pressione di un gruppo di dittature
E poi non venitemi a chiedere perchè ritengo l'ONU un carrozzone ridicolo ed inutile, se un gruppo di paesi illiberali e dittatoriali come questo può ottenere la cacciata di una delle poche organizzazioni non governative che si occupa della tutela dei diritti umani... sono disgustato.
Quote:
http://coranet.radicalparty.org/pres...aa36338c602c9c
22/05/2004 | ONU: IL COMITATO SULLE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE RACCOMANDA LA SOSPENSIONE PER 3 ANNI DELLO STATUS CONSULTIVO DEL PARTITO RRT
New York, 21 maggio 2004 – Dopo tre ore di dibattito sostanziale e procedurale, che ha portato la presidenza a sospendere la seduta per oltre mezz'ora, il Comitato sulle Organizzazioni Non-Governative ha votato sulla richiesta dell'Ambasciatore vietnamita presso le Nazioni unite di sospendere lo status
consultivo del Partito Radicale Transnazionale per tre anni. Favorevoli al Vietnam 9 delegazioni: Cina, Costa d'Avorio, Cuba, Federazione russa, India, Iran, Pakistan, Sudan e Zimbawe; contrary 8: Camerun, Cile, Francia, Germania, Peru, Romania, Stati uniti e Turchia; astenuti 2: Colombia e Senegal.
Il 14 maggio scorso, il Vietnam aveva presentato un documento che riaffermava le accuse di terrorismo nei confronti di Kok Ksor imputando al PRT un abuso del
proprio status con il Consiglio economico e sociale e aveva chiesto al Comitato sulle ONG di sospendere il PRT fino a quando non avesse deciso di non accreditare piu' Ksor all'Onu. Il dibattito era stato aggiornato a venerdì 21. In apertura della seduta pomeridiana l'Ambasciatore del Vietnam ha chiesto al comitato di votare sulla richiesta di sospensione e, a seguito dell'opposizione delle Germania si è innescato un dibattito procedurale che si concluso un voto contro la mozione tedesca di rinvio del dibattito alla settimana prossima, per dare tempo alle delegazioni di valutare le accuse presentate dall’Ambasciatore vietnamita. Il Comitato quindi è passato al voto sulla richiesta vietnamita presentata dalla Cina.
La decisione presa il 21 dovrà essere ratificata nella sessione plenaria del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni che si terrà a New York a luglio.
Se la decisione sara’ confermata il Partito Radicale Transnazionale non potra’ piu’ partecipare con le proprie delegazioni di rappresentanti di popoli oppressi alle Nazioni Unite.
Si può riascoltare la diretta del voto su www.radioradicale.it selezionando la diretta dalle 2330 alle 2400 del 21 maggio.
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Quote:
http://www.radicalparty.org/welcome2.html
IL PARTITO RADICALE TRANSNAZIONALE CACCIATO DALL’ONU GRAZIE AI PAESI DITTATORIALI. ECCO COME SI ZITTISCE L’ORGANIZZAZIONE NONVIOLENTA DEI POPOLI OPPRESSI, DEI PERSEGUITATI, DELLE MINORANZE, DEI NONVIOLENTI.
OCCORRE SEMPRE DI PIU’ LAVORARE PER L’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA/DELLE DEMOCRAZIE
"La decisione della notte scorsa del Comitato delle Ong dell’Onu, di espellere per tre anni il Partito Radicale Transnazionale dal Consiglio Economico e Sociale dell’Onu è gravissima. L’iniziativa è stata promossa dal regime comunista del Vietnam perché i radicali hanno fatto parlare, alla Commissione diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, il leader del popolo dei Montagnards, il popolo cristiano degli altipiani vietnamiti perseguitato dal Governo e che ancora di recente ha subito una durissima e sanguinosa repressione nel silenzio generale.
Strana alleanza quella di paesi come la Cina, Cuba, Iran, Sudan e Zimbabwe che hanno colto al volo l’occasione di unirsi per zittire per sempre la voce dei radicali all’Onu.
Ringraziamo i paesi dell’asse democratico che hanno difeso i radicali: Francia, Camerun, Germania, Romania, Stati Uniti, Perù e Turchia.
Occorrerà fare appello alla Sessione plenaria del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite che si svolgerà a New York a Luglio per tentare di ribaltare il risultato dell’alleanza dei paesi dittatoriali.
Occorrerà lavorare in ogni sede istituzionale per promuovere l’Organizzazione Mondiale della/delle democrazie per contrastare queste strane alleanze e promuovere ovunque nel mondo libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani".
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