View Full Version : Router = anonimi?
Ciao!
Da come ho letto in giro mi è sembrato di capire che un router sembra offrire maggiore sicurezza rispetto al modem tradizionale ADSL per via del firewall integrato , nonchè maggiore anonimato visto che l'IP che lasci in giro non è il tuo effettivo ma quello del router stesso.
Confermate quest'ultimo punto, ovvero che con il router significa non essere rintracciabili? :confused:
BravoGT83
10-04-2005, 16:20
dovrebbe essere cosi....
VelenoX79
10-04-2005, 18:27
io l'ho preso per questo:D
BravoGT83
10-04-2005, 18:29
Originariamente inviato da VelenoX79
io l'ho preso per questo:D
idem infatti mi arriva settimana prox:)
VelenoX79
10-04-2005, 19:01
io ormai e piu' di un anno che ho il modello router aetrha SB e vanno che una meraviglia,lo consiglierei tranquillamente a chi e in procinto di farsene uno;)
hannibal
10-04-2005, 20:27
Originariamente inviato da RS7000
Da come ho letto in giro mi è sembrato di capire che un router sembra offrire maggiore sicurezza rispetto al modem tradizionale ADSL per via del firewall integrato
Vero, purché sia attivo e configurato correttamente.
nonchè maggiore anonimato visto che l'IP che lasci in giro non è il tuo effettivo ma quello del router stesso.
L'indirizzo IP visibile dall'esterno è quello che ti assegna il provider, il quale può comunque risalire all'intestatario della linea.
Anche se uso un router quando vado sui siti che ti dicono l'ip mi dice quello effettivo ....:confused:
Dottor Brè
10-04-2005, 23:03
non è proprio così.
il router ottiene l'Ip (es. 82.48.145.65), ed ogni macchina collegata risulterà con quell'indirizzo.
Quindi il discorso di non essere rintracciabili può essere magari in ufficio, con molti terminali collegati (la probabilità che risalgano a te è più improbabile).
Se invece il router è "casalingo" il discorso non c'ha più valore.
Con l'ip e il riscontro dei log sapranno a chi è intestata la linea.
Cmq non mi fiderei del solo firewall incorporato nel router, in primis perchè spesso bloccano il traffico in entrata, ma non quello in uscita.
Originariamente inviato da Dottor Brè
Cmq non mi fiderei del solo firewall incorporato nel router, in primis perchè spesso bloccano il traffico in entrata, ma non quello in uscita.
Esattamente come il firewall di Win XP sp2, dico bene? ;)
Dottor Brè
10-04-2005, 23:16
Originariamente inviato da RS7000
Esattamente come il firewall di Win XP sp2, dico bene? ;)
sinceramente non ho idea di come funzioni il fw di xp.
Quando navigo su macchine con su installato win, uso sygate.
Originariamente inviato da Dottor Brè
Quindi il discorso di non essere rintracciabili può essere magari in ufficio, con molti terminali collegati (la probabilità che risalgano a te è più improbabile).
Se invece il router è "casalingo" il discorso non c'ha più valore.
A questo punto l'acquisto di un router da abbinare al modem ADSL che già ho è una spesa inutile, vero?
Dottor Brè
10-04-2005, 23:33
allora, se quello che vorresti fare è "essere anonimo", la soluzione router è inutile.
A questo punto ti suggerirei un proxy, se non che alla fine non fai altro che rallentare la tua connessione e rendere solo un pò più lunghe le procedure di tracciatura del tuo indirizzo.
valuta tu
il vantaggio del router è quello che dall'esterno non sei accessibile se non attraverso regole precise di port forwarding. quindi devi iniziare tu la connessione, altrimenti niente
questo può essere un vantaggio ma anche una seccatura in alcuni casi
in ogni caso non è che con un router diventi anonimo. se ad esempio sei in azienda o a scuola è vero che all'esterno non si vede il tuo IP ma nulla vieta all'amministratore di sistema di tenere un bel log e venire a farti un discorsetto se tenti di fare il furbo
Dottor Brè
11-04-2005, 00:20
Originariamente inviato da recoil
in ogni caso non è che con un router diventi anonimo. se ad esempio sei in azienda o a scuola è vero che all'esterno non si vede il tuo IP ma nulla vieta all'amministratore di sistema di tenere un bel log e venire a farti un discorsetto se tenti di fare il furbo
beh pure qui la questione è complicata.
bisogna vedere come sono state impostate le policy di sicurezza da parte dell'amministratore, e soprattutto la tipologia del router, alcuni tengono solo i syslog degli dell'Ids, e non del traffico dei singoli terminali
BravoGT83
12-04-2005, 16:11
Esattamente come il firewall di Win XP sp2, dico bene? ;)
molto meglio Sygate 5.5 free edition :)
ahrevelation
12-04-2005, 21:00
non è proprio così.
il router ottiene l'Ip (es. 82.48.145.65), ed ogni macchina collegata risulterà con quell'indirizzo.
Quindi il discorso di non essere rintracciabili può essere magari in ufficio, con molti terminali collegati (la probabilità che risalgano a te è più improbabile).
Se invece il router è "casalingo" il discorso non c'ha più valore.
Con l'ip e il riscontro dei log sapranno a chi è intestata la linea.
Cmq non mi fiderei del solo firewall incorporato nel router, in primis perchè spesso bloccano il traffico in entrata, ma non quello in uscita.
Mah, non mi sembra proprio che sia così. In realtà la funzione di mascheramento dell'ip e del port vale anche per il singolo pc. Anche in questo caso infatti un eventuale malintenzionato non viene a conoscere il reale ip del pc domestico e comunque, come se non bastasse, il router instrada solo richieste che provengono dall'interno.
Il discorso del provider, ai fini della sicurezza, chiaramente c'entra una beneamata, visto che non è da lui che ci si deve guardare :D E' comunuque molto dubbio che il provider riesca ad individuare la struttura di una lan che lavori dietro un router.
Infine per quanto riguarda il fatto che un router non impedisca il traffico in uscita, io dico: per fortuna :p
Dottor Brè
12-04-2005, 23:22
Mah, non mi sembra proprio che sia così. In realtà la funzione di mascheramento dell'ip e del port vale anche per il singolo pc. Anche in questo caso infatti un eventuale malintenzionato non viene a conoscere il reale ip del pc domestico e comunque, come se non bastasse, il router instrada solo richieste che provengono dall'interno.
Il discorso del provider, ai fini della sicurezza, chiaramente c'entra una beneamata, visto che non è da lui che ci si deve guardare :D E' comunuque molto dubbio che il provider riesca ad individuare la struttura di una lan che lavori dietro un router.
Infine per quanto riguarda il fatto che un router non impedisca il traffico in uscita, io dico: per fortuna :p
Non ho capito cosa non ti quadra.
Per il fatto del blocco in uscita: per me sarebbe molto comodo invece.
Implementa una maggiore policy di sicurezza.
Posizionando il fw in questo modo, si controlla direttamente il traffico dalla propria rete, e in casi particolari autorizzare determinati indirizzi interni, in modo che si eviti lo spoofing
beh i router se ben configurati offrono una sicurezza nettamente superiore :p ma che garantiscano l'anonimato è impensabile :mc:
Se il router lo si vuole perchè si ha in mente di andare contro la legge e si pensa di non essere rintracciabili allora dico che è inutile buttare via soldi...la Polizia Informatica se vuole rintraccia chiunque anche se ha il router.
E' però vero che se abbiamo un router all'esterno non si vedrà il vero IP del nostro computer ma quello del router. Inoltre volendo con il router si può usare l'IP dinamico che consente di cambiare l'IP del router ogni tot ore, anche se questo procedimento può causare problemi di stabilità se si stanno usando determinati programmi nel momento del cambio di IP
Tutti quelli che hanno un router possono vedere il vero IP del loro computer e l'IP del router (IP che si vede all'esterno) facendo così :
vanno su start-> esegui->cmd->invio
poi scrivono : ipconfig->invio
vedranno 3 numeri il primo è l'ip del pc, il terzo è l'ip del router.
Il router ha inoltre la funzione di avere un firewall interno e di bloccare tutti i tentativi di comunicazione dall'esterno.
Per usare emule per esempio (peraltro cosa illegale) occorre aprire delle porte del router
Dottor Brè
13-04-2005, 19:37
permettimi di notare alcune cose:
Se il router lo si vuole perchè si ha in mente di andare contro la legge e si pensa di non essere rintracciabili allora dico che è inutile buttare via soldi...la Polizia Informatica se vuole rintraccia chiunque anche se ha il router.
le forze dell'ordine rintracciano l'intestatario della linea. Stop.
è cosa ben diversa dal rintracciare il soggetto.
Per usare emule per esempio (peraltro cosa illegale) occorre aprire delle porte del router
L'uso di p2p non è illegale. L'illegalità ricade nelle tipologie di file protetti da © che si va a scaricare (nessuno mi può vietare di usare emule per scaricare l'ultima versione di ubuntu, ad esempio)
Le porte che vanno aperte solo solo 3(4661-4662-4672)
permettimi di notare alcune cose:
le forze dell'ordine rintracciano l'intestatario della linea. Stop.
è cosa ben diversa dal rintracciare il soggetto.
E' evidente....come è evidente che la stragrande maggioranza delle volte c'è un rapporto non superficiale tra intestatario della linea e colui che infrange la legge.
L'uso di p2p non è illegale. L'illegalità ricade nelle tipologie di file protetti da © che si va a scaricare (nessuno mi può vietare di usare emule per scaricare l'ultima versione di ubuntu, ad esempio)
Le porte che vanno aperte solo solo 3(4661-4662-4672)
9 su 10 usano emule per scaricare anche canzoni....
Quincy_it
14-04-2005, 14:55
E' evidente....come è evidente che la stragrande maggioranza delle volte c'è un rapporto non superficiale tra intestatario della linea e colui che infrange la legge.
Dal modo in cui scrivi mi viene da chiederti: avvocato o poliziotto? ;)
Dal modo in cui scrivi mi viene da chiederti: avvocato o poliziotto? ;)
Secondo te ?
Quincy_it
15-04-2005, 09:30
Secondo te ?
Come ho detto prima,
dal modo in cui tratti certi argomenti mi viene spontaneo pensare ad una delle due "professioni" sopra citate. ;)
La mia cmq era una semplice osservazione, senza secondi intenti/fini. :)
Dottor Brè
15-04-2005, 20:47
E' evidente....come è evidente che la stragrande maggioranza delle volte c'è un rapporto non superficiale tra intestatario della linea e colui che infrange la legge.
permettimi anche qui, ma allo stato attuale delle cose ho alcuni dubbi.
Se parliamo del classico scriptkiddy, sicuramente i log di rete possono risultare utilissimi ai fini di indagine.
Se parliamo però di reati più consistenti, come il cyberlaundering, la pedopornografia, il phishing e gli stessi hoax, risulta che il soggetto cominci a fornirsi di un collegamento promiscuo (internetcafè) nello svolgere le attività.
Tant'è vero che la maggior parte dell'attività delle varie unità è quella della ricerca dei dispositivi fissi e degli elementi a carico, preceduta di norma da intercettazioni ambientali/telefoniche.
permettimi anche qui, ma allo stato attuale delle cose ho alcuni dubbi.
Se parliamo del classico scriptkiddy, sicuramente i log di rete possono risultare utilissimi ai fini di indagine.
Se parliamo però di reati più consistenti, come il cyberlaundering, la pedopornografia, il phishing e gli stessi hoax, risulta che il soggetto cominci a fornirsi di un collegamento promiscuo (internetcafè) nello svolgere le attività.
Tant'è vero che la maggior parte dell'attività delle varie unità è quella della ricerca dei dispositivi fissi e degli elementi a carico, preceduta di norma da intercettazioni ambientali/telefoniche.
Uno che vuol provare l'ebrezza di emulare un cracker e tenta uno scriptkiddy non credo che abbia bisogno di sapere come funziona un router...di solito qualcosina già sa...
Non parliamo poi di chi fa cyberlaundering ...
Non giriamoci tanto in giro ...la maggior parte degli utenti di Internet scaricano canzoni tramite Emule,BitTorrent,WinMx etc etc e lo fanno da casa...
Dottor Brè
16-04-2005, 02:20
la pp, come l'arma e la gf con i loro uffici competenti, non hanno voglia di perdere tempo a cercare di individuare il 14enne che si sta scaricando l'album degli aerosmith o la trilogia dell'anello.
Primo, perchè sanno che sono operazioni inutili.
Secondo, perchè, in caso di accertamenti, non è poi così semplice portare in fase dibattimentale il tutto. Dovrebbero ottenere un mandato, venire a casa tua, seguire il protocollo (repertazione, identificazioni univoca degli oggetti, lo schetch, fare il log di spedizione; poi andare in laboratorio, iniziare il log di laboratorio, generare la sbcopy, l'hash dei dati, e infine l'analisi forense), e alla fine manco è detto che trovino più i file che stavano cercando....etc etc.
Terzo, spero che abbiano di meglio da fare.
la pp, come l'arma e la gf con i loro uffici competenti, non hanno voglia di perdere tempo a cercare di individuare il 14enne che si sta scaricando l'album degli aerosmith o la trilogia dell'anello.
Primo, perchè sanno che sono operazioni inutili.
Secondo, perchè, in caso di accertamenti, non è poi così semplice portare in fase dibattimentale il tutto. Dovrebbero ottenere un mandato, venire a casa tua, seguire il protocollo (repertazione, identificazioni univoca degli oggetti, lo schetch, fare il log di spedizione; poi andare in laboratorio, iniziare il log di laboratorio, generare la sbcopy, l'hash dei dati, e infine l'analisi forense), e alla fine manco è detto che trovino più i file che stavano cercando....etc etc.
Terzo, spero che abbiano di meglio da fare.
> P2P, nuove denunce anche in Italia
>Sono quasi mille le nuove denunce che colpiscono
>utenti del peer-to-peer, 26 delle quali in Italia.
>Secondo le major questo ha già provocato una forte
>riduzione nell'uso del file sharing. Tutti i dettagli
>
>13/04/05 - News - Roma - Sono più di 1400 le case
>discografiche coordinate dall'IFPI, la federazione
>internazionale dei discografici, ad aver scatenato
>un'ondata di nuove azioni legali contro utenti del
>peer-to-peer in numerosi paesi, Italia compresa. Ne ha
>dato ieri l'annuncio la FIMI, la federazione musicale
>italiana.
>Ad essere presi nel mirino sono utenti dei più
>gettonati sistemi di download e condivisione di file,
>da Kazaa a eDonkey-eMule, da diversi servizi Gnutella
>a Direct Connect, a WinMX. Al centro anche
>utilizzatori di BitTorrent, della piattaforma
>giapponese Winny e gestori di server OpenNap.
>
>Nel complesso sono 963 i soggetti denunciati dalle
>case discografiche e per la prima volta sono
>interessati utenti olandesi, finlandesi, irlandesi,
>islandesi e giapponesi. Proprio il Governo giapponese
>nei giorni scorsi aveva annunciato un giro di vite
>dopo che i produttori avevano denunciato che lo
>scambio non autorizzato di file musicali avrebbe
>contribuito, assieme ad altri fattori, al calo del 30
>per cento nel mercato musicale nipponico tra il 2000 e
>il 2004.
>
>Fino a questo annuncio, fanno sapere gli industriali
>del disco, erano 248 gli utenti europei perseguiti
>legalmente che hanno già pagato sanzioni
>amministrative o risarcimenti tirando fuori mediamente
>3mila euro a testa. Si tratta perlopiù di uomini di
>fascia d'età compresa tra i 25 e i 35 anni.
>
>Nel complesso, afferma IFPI, sono più di 11.500 le
>denunce per attività illegali sul file sharing che
>sono state prodotte nel Mondo, gran parte delle quali
>ascrivibili all'azione della RIAA, l'associazione che
>raduna i discografici americani. E questo, a detta
>delle major, si è già tradotto in un calo negli abusi
>registrati sui sistemi di peering, calo che in
>Germania sarebbe particolarmente consistente: secondo
>IFPI, infatti, in quel paese nel 2004 si è assistito
>ad una diminuzione nel download illegale da 602
>milioni di brani stimati nel 2003 ai 382 stimati alla
>fine dell'anno scorso. Dati che, va detto, sono legati
>a quanto riportato da un campione di 10mila persone.
>
>In Italia sono 26 le nuove denunce a carico di
>soggetti che, secondo gli industriali di settore,
>avevano posto in condivisione grandi quantità di brani
>musicali senza autorizzazione. Non è una novità
>assoluta: nel nostro paese a marzo 2004 e ad ottobre
>dello stesso anno erano stati denunciati un totale di
>37 utenti.
>
>"Di questi ultimi - afferma ora l'industria - circa il
>20 per cento ha già versato sanzioni amministrative ed
>è in attesa del procedimento penale connesso". Come
>noto la legge italiana sul diritto d'autore, in
>particolare dopo l'approvazione della Legge Urbani e
>le successive modifiche, la condivisione di musica in
>rete è considerata un'azione di rilevanza penale, al
>contrario di quanto accade nella stragrande
>maggioranza degli altri paesi.
>
>Nel complesso, le major sembrano assai soddisfatte dei
>risultati della campagna legale che, se si prendono
>per buoni i loro numeri, sta comprimendo sempre più le
>attività sul peer-to-peer. "Complessivamente il numero
>di file illegali su internet ha subito un calo
>vertiginoso - affermano - passando da 1.1. miliardi
>nell'aprile del 2003 a 870 milioni nel 2005, con una
>diminuzione del 21%. Nello stesso periodo la
>penetrazione della banda larga è cresciuta del 75%,
>passando da 80 a 140 milioni di utenti a livello
>mondiale". Come noto il broad band viene considerato
>un acceleratore delle attività di condivisione sulle
>reti di sharing.
>
>A loro dire, inoltre, è aumentata anche la conoscenza
>dell'illegalità di certo file sharing grazie alle
>campagne informative, oltre a quelle legali: 7 persone
>su 10,secondo l'industria, oggi sanno che scambiare
>file tutelati dal diritto d'autore senza permesso è
>illegale. E questo avrebbe un ruolo nella forte
>crescita dei jukebox a pagamento che nel 2004 hanno
>fatto registrare in USA e UE vendite per 200 milioni
>di brani contro i 20 milioni dell'anno precedente, un
>mercato che ha spinto molti nuovi operatori ad entrare
>nel settore: oggi in Europa sono 150 le società
>impegnate nella distribuzione online legale di musica.
>
>Ma non è finita qui. Enzo Mazza, direttore generale di
>FIMI, ha già anticipato che le denunce andranno
>avanti. "Sono stati colpiti duramente - ha detto - i
>pusher delle musica illegale e nelle prossime
>settimane altri soggetti saranno perseguiti per la
>violazione sistematica delle norme".
>
>Sulla stessa linea anche John Kennedy, presidente e
>CEO di IFPI, secondo cui "il primo anno di azioni
>svolte per fermare il file-sharing illegale non è
>stato particolarmente felice, tanto da non essere
>celebrato. Quando però si osserva l'impatto delle
>campagne di sensibilizzazione messe in atto l'anno
>scorso, non si può non essere ottimisti".
>
>IFPI prevede una serie di nuove azioni legali condite
>da una campagna di sensibilizzazione che sempre più
>ricorre anche all'instant messaging, messaggini di
>"avvertimento" che vengono fatti pervenire a chi
>appare "come potenziale distributore di musica
>illegale in rete".
>
>Ad appoggiare le iniziative di IFPI anche la Business
>Software Alliance, l'alleanza dei produttori di
>software proprietario, secondo cui "ci sono utilizzi
>di questa tecnologia (il P2P, ndr.) che richiedono
>azioni come quelle annunciate oggi (...) Usare il P2P
>per condividere opere senza autorizzazione purtroppo
>oscura i vantaggi legali di questa tecnologia. BSA e i
>suoi associati ritengono che la pirateria sul P2P non
>sia accettabile e che rappresenti un uso illegale di
>una tecnologia altrimenti di grande interesse".
>
>Da parte sua Kennedy ha anche sottolineato che ormai è
>cosa risaputa che scaricare certi file o condividerli
>è illegale e che quindi oggi "l'ignoranza non può
>essere considerata una scusa". "Le persone denunciate
>sono di tutti i generi - ha detto - noi non scegliamo
>loro, sono loro stessi che si fanno scegliere in base
>al materiale che condividono. Non mi gratifica sapere
>che qualche trasgressore è stato sanzionato a pagare
>un sostanzioso indennizzo. Comunque molti ignorano gli
>avvertimenti e si pentono solo quando incappano nella
>sanzione. Io spero che la gente impari dalle
>esperienze negative vissute da chi ha deciso di
>scaricare musica illegalmente".
>
>Con le centinaia di utenti europei denunciati e fin
>qui identificati, IFPI ha anche tracciato un profilo
>dell'utente P2P che agisce in modo illegale. Per i due
>terzi si tratta di uomini, la maggiorparte sotto i 20
>anni di età, la cui occupazione è spesso legata
>all'informatica, che risiedono perlopiù in grandi
>città. Secondo IFPI, scaricano perlopiù album e
>canzoni di maggiore successo e talvolta mettono in
>condivisione migliaia di file: un utente francese
>aveva condiviso dal suo PC 56mila brani.
>Sulla stessa linea anche John Kennedy, presidente e
>CEO di IFPI, secondo cui "il primo anno di azioni
>svolte per fermare il file-sharing illegale non è
>stato particolarmente felice, tanto da non essere
>celebrato. Quando però si osserva l'impatto delle
>campagne di sensibilizzazione messe in atto l'anno
>scorso, non si può non essere ottimisti".
>
>IFPI prevede una serie di nuove azioni legali condite
>da una campagna di sensibilizzazione che sempre più
>ricorre anche all'instant messaging, messaggini di
>"avvertimento" che vengono fatti pervenire a chi
>appare "come potenziale distributore di musica
>illegale in rete".
>
>Ad appoggiare le iniziative di IFPI anche la Business
>Software Alliance, l'alleanza dei produttori di
>software proprietario, secondo cui "ci sono utilizzi
>di questa tecnologia (il P2P, ndr.) che richiedono
>azioni come quelle annunciate oggi (...) Usare il P2P
>per condividere opere senza autorizzazione purtroppo
>oscura i vantaggi legali di questa tecnologia. BSA e i
>suoi associati ritengono che la pirateria sul P2P non
>sia accettabile e che rappresenti un uso illegale di
>una tecnologia altrimenti di grande interesse".
>
>Da parte sua Kennedy ha anche sottolineato che ormai è
>cosa risaputa che scaricare certi file o condividerli
>è illegale e che quindi oggi "l'ignoranza non può
>essere considerata una scusa". "Le persone denunciate
>sono di tutti i generi - ha detto - noi non scegliamo
>loro, sono loro stessi che si fanno scegliere in base
>al materiale che condividono. Non mi gratifica sapere
>che qualche trasgressore è stato sanzionato a pagare
>un sostanzioso indennizzo. Comunque molti ignorano gli
>avvertimenti e si pentono solo quando incappano nella
>sanzione. Io spero che la gente impari dalle
>esperienze negative vissute da chi ha deciso di
>scaricare musica illegalmente".
>
>Con le centinaia di utenti europei denunciati e fin
>qui identificati, IFPI ha anche tracciato un profilo
>dell'utente P2P che agisce in modo illegale. Per i due
>terzi si tratta di uomini, la maggiorparte sotto i 20
>anni di età, la cui occupazione è spesso legata
>all'informatica, che risiedono perlopiù in grandi
>città. Secondo IFPI, scaricano perlopiù album e
>canzoni di maggiore successo e talvolta mettono in
>condivisione migliaia di file: un utente francese
>aveva condiviso dal suo PC 56mila brani.
Quincy_it
16-04-2005, 10:26
>In Italia sono 26 le nuove denunce a carico di
>soggetti che, secondo gli industriali di settore,
>avevano posto in condivisione grandi quantità di brani
>musicali senza autorizzazione. Non è una novità
>assoluta: nel nostro paese a marzo 2004 e ad ottobre
>dello stesso anno erano stati denunciati un totale di
>37 utenti.
.
beh i router se ben configurati offrono una sicurezza nettamente superiore
è questo perchè???
ma sai a cosa serve un router di preciso???
il router è banalmente un tramite tra la rete interna e quella esterna ...è un traduttore...
cosa ha di sicuro questo'??
Dottor Brè
16-04-2005, 13:39
credo che sirus intendesse l'ottimale configurazione lato fw del router.
.
Ovvio che vadano prima da chi ha centinaia e centinaia di canzoni in condivisione.
Tenuto conto che ci sono centinaia di migliaia di persone che lo fanno se dovessero braccare tutti ci sarebbe un collasso della Polizia Informatica.
Quincy_it
16-04-2005, 17:36
Ovvio che vadano prima da chi ha centinaia e centinaia di canzoni in condivisione.
Tenuto conto che ci sono centinaia di migliaia di persone che lo fanno se dovessero braccare tutti ci sarebbe un collasso della Polizia Informatica.
[Piccolo OT]
Ed è questo su cui dovrebbero riflettere discografici, produttori cinematografici, ecc. Perchè non aprono gli occhi di fronte a questo fenomeno, da tutti considerato ormai, una "cosa normale"? Perchè dalla maggior parte delle persone non è considerato reato?
IMHO proporre l'acquisto di brani ad 1 € (come i maggiori store di musica) in formato mp3 non è la soluzione giusta: facendo un rapido calcolo, su una media di 10-12 brani ad album viene un costo di 10-12 € per lo stesso, quando nei grandi store online come Play.com si trovano tutte le ultime novità, perfettamente originali e su cd, allo stesso prezzo (leggi: se proprio voglio acquistare quell'album chi me lo fa fare a comprarlo in formato mp3 quando allo stesso prezzo posso averlo in formato cd?). Piuttosto che cercare un vero modo per porre fine al problema pirateria, non si fa altro che trovare nuove vie per "forzare" gli utenti a fare/non fare determinate azioni (piuttosto che invogliarli con offerte realmente vantaggiose). E le vendite sono in continuo calo.
Dottor Brè
16-04-2005, 17:45
[Piccolo OT]
Perchè dalla maggior parte delle persone non è considerato reato?
sostanzialmente perchè c'è una spersonificazione della vittima, che facilita l'insorgenza di tecniche di neutralizzazione del senso di colpa.
è una peculiarità del mezzo telematico, secondo me non direttamente collegabile con la politica delle maior.
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