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View Full Version : Spiegatemi...


geppof
27-12-2004, 11:51
...cosa vogliono i gruppi no-global italiani, perchè a questo punto non ci capisco proprio più niente!
Premetto che non è una provocazione gratuita, probabilmente la mia scarsa conoscienza politica non mi permette di coglierne il significato.
Per quel che ne so:
Il movimento no-global, come da definizione stessa è CONTRO la globalizzazione, quindi sarà portato a salvaguardare le tradizioni, la cultura, e i prodotti, dalla contaminazione di agenti esterni che ne pregiudichino l'integrità originale.
Fino a qui posso essere d'accordo.
I no-global, sono a favore dell'integrazione razziale e si schierano spesso a favore degli 'amici immigrati' ( così vuole la definizione Casarini ), sia su problematiche sociali che su ideologie culturali e religiose.
Qui comincio a fare confusione...
L'immigrazione è la massima espressione della globalizzazione, perchè tende a mischiare etnie differenti con relative tradizioni culturali, sociali, religiose e ovviamente di consumo.
Di conseguenza: nascita di strutture apposite, come ad esempio moschee per la professione del culto religioso, 'nuovi' centri e scuole appositi ( 'nuovi' in tutti i sensi perchè importati e a volte imposti visto che non ci si vuole adattare alla situazione del popolo ospitante...)
ed ovviamente nascita di negozi ( che noi spesso definiamo 'etnici' ) che servono a soddisfare l'esigenze alimentari o cmq anche solo di vestiario dei 'nuovi' cittadini italiani.
Il risultato non può non essere un mercato globale.
Io non sono no-global, anche se posso condividere alcune ideologie riguardo la preservazione della nostra cultura, che, in mio parere, in alcun modo deve essere adattata all'esigenza dei 'nuovi' cittadini.
A parte queste mie personali considerazioni...il movimento no-global cosa vuole???

FastFreddy
27-12-2004, 12:01
Originariamente inviato da geppof
A parte queste mie personali considerazioni...il movimento no-global cosa vuole???

Non lo sanno neanche loro...........





..... protestano " a prescindere"!

geppof
27-12-2004, 12:05
Questa è la versione che conosco, mi piacerebbe averne anche una più 'ufficiale'.

Lucio Virzì
27-12-2004, 12:05
:confused:
Non capisco quale sia il tuo dubbio.
La distinzione l'hai esposta tu stesso.
C'è globalizzazione buona: di persone, di culture, di religione
C'è globalizzazione cattiva: di finanza, di commercio, di produzione di beni e servizi
Globalizzare i diritti umani, la cultura e favorire l'interscambio fra popolazioni diversi è buono.
Globalizzare la produzione di beni sfruttando la manodopera dove costa meno e vendendo dove rende di più è cattivo.
Detta "tera tera"....
Per avere una risposta più prolissa alla tua provocazione attendi Cerbert o chi ha più tempo di me al momento. ;)

LuVi

SaMu
27-12-2004, 12:06
Originariamente inviato da FastFreddy
Non lo sanno neanche loro...........

..... protestano " a prescindere"!

Ti sei guadagnato un papiro di Cerbert!:D

geppof
27-12-2004, 12:07
Globalizzare i diritti umani, la cultura e favorire l'interscambio fra popolazioni diversi è buono
Globalizzare la cultura non mi sembra buono, a meno che tu non intenda la cultura come 'sapere'.

jumbo81
27-12-2004, 12:07
tutto come ha detto LuVi

:)

Lucio Virzì
27-12-2004, 12:10
Originariamente inviato da geppof
Globalizzare la cultura non mi sembra buono, a meno che tu non intenda la cultura come 'sapere'.
Si e no...

FastFreddy
27-12-2004, 12:10
Originariamente inviato da SaMu
Ti sei guadagnato un papiro di Cerbert!:D


Chiedi a 10 no-global e otterrai 15 opinioni diverse......

geppof
27-12-2004, 12:12
C'è globalizzazione buona: di persone, di culture, di religione

avevo dimenticato anche questa.

Io non la vedo così, l'unica che posso forse accettare e quella delle persone, ma la cultura e la religione, mi sembrano una cosa assurda.

SaMu
27-12-2004, 12:13
Originariamente inviato da FastFreddy
Chiedi a 10 no-global e otterrai 15 opinioni diverse......

Mi accontenterei di riceverne una, che si possa chiamare opinione.:D

Lucio Virzì
27-12-2004, 12:15
Originariamente inviato da geppof
avevo dimenticato anche questa.

Io non la vedo così, l'unica che posso forse accettare e quella delle persone, ma la cultura e la religione, mi sembrano una cosa assurda.
E allora pensi sia illecito esportare la cultura occidentale, ad esempio, in Iraq? Ci sono molti aspetti da considerare.
Cosa intendi tu per "globalizzazione di cultura e religione"?

LuVi

geppof
27-12-2004, 12:21
Originariamente inviato da Lucio Virzì
E allora pensi sia illecito esportare la cultura occidentale, ad esempio, in Iraq? Ci sono molti aspetti da considerare.
Cosa intendi tu per "globalizzazione di cultura e religione"?

LuVi
Anch'io non ritengo giusto che si vada ad 'inquinare' le culture altrui, ma neanche che si adattino le nostre alle altre.
Intendo dire che tradizioni di un popolo vanno protette e con la globalizzazione delle etnie andranno inevitabilmente a disperdersi poco a poco.
Quindi, insisto a chiedermi: per cosa lottano questi?

jumbo81
27-12-2004, 12:26
prendendo ad esempio l'italia
con l'unità del 1800 non mi sembra che siamo giunti a una globalizzazione completa di cultura, lingua e tradizioni

ogni regione, ogni zona, ha ancora le sue tradizioni, i suoi dialetti

ma c'è uno spirito nazionale che mi sembra molto forte (anche se non lo condivido)

ENGINE
27-12-2004, 19:02
Originariamente inviato da Lucio Virzì
:confused:
Non capisco quale sia il tuo dubbio.
La distinzione l'hai esposta tu stesso.
C'è globalizzazione buona: di persone, di culture, di religione
C'è globalizzazione cattiva: di finanza, di commercio, di produzione di beni e servizi
Globalizzare i diritti umani, la cultura e favorire l'interscambio fra popolazioni diversi è buono.
Globalizzare la produzione di beni sfruttando la manodopera dove costa meno e vendendo dove rende di più è cattivo.
Detta "tera tera"....
Per avere una risposta più prolissa alla tua provocazione attendi Cerbert o chi ha più tempo di me al momento. ;)

LuVi


Non esiste globalizzazione buona e cattiva.............

e tutta merda.

jumbo81
27-12-2004, 20:03
Originariamente inviato da ENGINE
Non esiste globalizzazione buona e cattiva.............

e tutta merda.

e vai col flame :D

argomentazioni più chiare e "pulite"??

Banus
27-12-2004, 20:18
Originariamente inviato da geppof
Per quel che ne so:
Il movimento no-global, come da definizione stessa è CONTRO la globalizzazione, quindi sarà portato a salvaguardare le tradizioni, la cultura, e i prodotti, dalla contaminazione di agenti esterni che ne pregiudichino l'integrità originale.
I "no-global" non sono contrari alla "globalizzazione". Ho usato le virgolette perchè il termine ormai ha un significato troppo vago.

Essenzialmente i no-global sono contrari a una situazione economica mondiale che vede una divisione del lavoro in manodopera nei paesi in via di sviluppo e dirigenza nei paesi sviluppati, con quest'ultimi che dettano condizioni e impongono il libero mercato in modo da avere condizioni favorevoli.
Poi vedo che "no-global" è diventata per qualcuno una scusa per dire "fanc***o USA" oppure "il capitalismo ci sta portando alla rovina", ma considerare questi "no-global" è come considerare comunista chi si compra la maglietta del 'Che...

Le categorie "buona" e "cattiva" le lascerei perdere. Non si adattano alla politica ;)

Bardiel
27-12-2004, 20:20
Originariamente inviato da ENGINE
Non esiste globalizzazione buona e cattiva.............

e tutta merda.
Tu sei la classica persona che, sensa offesa, snatura l'immagine del mondo della tradizione e della cultura tradizionale e ne rovina l'immagine, dandole un penoso significato neo-nazionalistico borghese.

jumpermax
27-12-2004, 21:11
Originariamente inviato da Bardiel
Tu sei la classica persona che, sensa offesa, snatura l'immagine del mondo della tradizione e della cultura tradizionale e ne rovina l'immagine, dandole un penoso significato neo-nazionalistico borghese.
commenti e opinioni sugli altri utenti andrebbero evitati, oltre al rischio flame e alla possibilità di offendere qualcuno, sono quasi sempre totalmente OT.

Bardiel
27-12-2004, 21:20
Scusami. :)
:) :) :)
:)

geppof
28-12-2004, 09:32
Originariamente inviato da Banus
I "no-global" non sono contrari alla "globalizzazione". Ho usato le virgolette perchè il termine ormai ha un significato troppo vago.

Essenzialmente i no-global sono contrari a una situazione economica mondiale che vede una divisione del lavoro in manodopera nei paesi in via di sviluppo e dirigenza nei paesi sviluppati, con quest'ultimi che dettano condizioni e impongono il libero mercato in modo da avere condizioni favorevoli.
Poi vedo che "no-global" è diventata per qualcuno una scusa per dire "fanc***o USA" oppure "il capitalismo ci sta portando alla rovina", ma considerare questi "no-global" è come considerare comunista chi si compra la maglietta del 'Che...

Le categorie "buona" e "cattiva" le lascerei perdere. Non si adattano alla politica ;)
Grazie della spiegazione, si comincia a fare un po di luce sull'argomento.
:)

Lucio Virzì
28-12-2004, 09:43
Originariamente inviato da geppof
Grazie della spiegazione, si comincia a fare un po di luce sull'argomento.
:)

Perchè, io che avevo detto? :confused:
O forse questa opinione ti piace di più perchè dice che ci sono noglobal anti usa? :confused:

LuVi

nathanx
28-12-2004, 09:55
Originariamente inviato da Lucio Virzì
Perchè, io che avevo detto? :confused:
O forse questa opinione ti piace di più perchè dice che ci sono noglobal anti usa? :confused:

LuVi
Senza offesa, ma questa, seppur molto breve, mi è sembrata una spiegazione più obiettiva.
Per il fatto che esistano noglobal anti usa... mi sembra che fosse la cosa più evidente!

Lucio Virzì
28-12-2004, 10:17
Originariamente inviato da nathanx
Senza offesa, ma questa, seppur molto breve, mi è sembrata una spiegazione più obiettiva.
Per il fatto che esistano noglobal anti usa... mi sembra che fosse la cosa più evidente!

Ah, beh, certo, io ti ho detto le stesse cose, ma non ti ho detto quello che tu, in maniera strumentale, credi, quindi non sono stato obiettivo... :confused:
Mah, perdo meno tempo, la prossima volta.

LuVi

nathanx
28-12-2004, 10:32
Originariamente inviato da Lucio Virzì
Ah, beh, certo, io ti ho detto le stesse cose, ma non ti ho detto quello che tu, in maniera strumentale, credi, quindi non sono stato obiettivo... :confused:
Mah, perdo meno tempo, la prossima volta.

LuVi
Svegliato male? :D

Lucio Virzì
28-12-2004, 10:33
Originariamente inviato da nathanx
Svegliato male? :D
No, no, basta saperle le cose.
Te, per esempio, perchè ti sei preso l'avatar di geppof? Così per poter confondere per benino gli altri utenti?

LuVi

Banus
28-12-2004, 13:09
Originariamente inviato da Lucio Virzì
Te, per esempio, perchè ti sei preso l'avatar di geppof? Così per poter confondere per benino gli altri utenti?
A naso direi che è sempre lui, dal momento che geppof risulta bannato oggi, e nathanx registrato ieri...

Comunque per chi vuole avere una visione abbastanza completa consiglierei la lettura del libro "No Logo". La scrittrice simpatizza con il cosidetto "popolo di Seattle" ma tenuto conto di questo ho trovato il libro molto interessante, soprattutto quando spiega in dettaglio molte strategie economiche emerse alla fine degli anni 80 e inizio anni 90, che hanno portato all'attuale definizione di "globalizzazione economica".

nathanx
28-12-2004, 13:36
Originariamente inviato da Banus
A naso direi che è sempre lui, dal momento che geppof risulta bannato oggi, e nathanx registrato ieri...

Comunque per chi vuole avere una visione abbastanza completa consiglierei la lettura del libro "No Logo". La scrittrice simpatizza con il cosidetto "popolo di Seattle" ma tenuto conto di questo ho trovato il libro molto interessante, soprattutto quando spiega in dettaglio molte strategie economiche emerse alla fine degli anni 80 e inizio anni 90, che hanno portato all'attuale definizione di "globalizzazione economica".
A naso direi che hai ragione, visto poi che nella mia sign è scritto...:p

nathanx
28-12-2004, 13:38
Originariamente inviato da Lucio Virzì
No, no, basta saperle le cose.
Te, per esempio, perchè ti sei preso l'avatar di geppof? Così per poter confondere per benino gli altri utenti?

LuVi

Non ti scaldare tanto, cmq, come ho già detto, bastava che LEGGESSI la mia sign e avresti evitato un uscita infelice.
Ma..basta saperle le cose.
Ciao.

Lucio Virzì
28-12-2004, 14:03
Originariamente inviato da Banus
A naso direi che è sempre lui, dal momento che geppof risulta bannato oggi, e nathanx registrato ieri...

Quando ho scritto quel post in sign non c'era nulla ed erano entrambi utenti attivi.
Quando uno decide di cambiare nick vuol dire che pensa di aver scritto una quantità sufficiente di corbellerie nel passato! :D

LuVi

Lucio Virzì
28-12-2004, 14:04
Originariamente inviato da Banus
Comunque per chi vuole avere una visione abbastanza completa consiglierei la lettura del libro "No Logo". La scrittrice simpatizza con il cosidetto "popolo di Seattle" ma tenuto conto di questo ho trovato il libro molto interessante, soprattutto quando spiega in dettaglio molte strategie economiche emerse alla fine degli anni 80 e inizio anni 90, che hanno portato all'attuale definizione di "globalizzazione economica".
Letto, ma non è l'unica lettura, anche se è alla base del movimento, interessante sull'argomento. ;)

LuVi

nathanx
28-12-2004, 15:16
Originariamente inviato da Lucio Virzì
Quando ho scritto quel post in sign non c'era nulla ed erano entrambi utenti attivi.
Quando uno decide di cambiare nick vuol dire che pensa di aver scritto una quantità sufficiente di corbellerie nel passato! :D

LuVi
No, non c'era nulla, come no.
Infatti cambio nick perchè mi vergogno di tutte le cazzate che ho detto in passato.
Oh, ma che stupido! ho mantenuto lo stesso avatar, posto nello stesso tread e ho messo in sign che ero Geppof!
Non è che mi scoprono!?
:ahahah: :blah: :rotfl: :rotfl:
Ho sempre detto che durante le feste di Natale bisogna stare attendi a non bere troppo!
Chiudo da parte mia l'inutile polemica che hai aperto.
Se vuoi continuare fai pure senza di me.
Complimenti campione, sei riuscito a far degenerare l'ennesimo 3t!

Lucio Virzì
28-12-2004, 15:41
Originariamente inviato da nathanx
No, non c'era nulla, come no.
Infatti cambio nick perchè mi vergogno di tutte le cazzate che ho detto in passato.
Oh, ma che stupido! ho mantenuto lo stesso avatar, posto nello stesso tread e ho messo in sign che ero Geppof!
Non è che mi scoprono!?
:ahahah: :blah: :rotfl: :rotfl:
Ho sempre detto che durante le feste di Natale bisogna stare attendi a non bere troppo!
Chiudo da parte mia l'inutile polemica che hai aperto.
Se vuoi continuare fai pure senza di me.
Complimenti campione, sei riuscito a far degenerare l'ennesimo 3t!

Ma falla finita.
Hai fatto una domanda, ti ho risposto, l'hai ignorata ed hai cambiato nick per dare ragione ad un altro utente che diceva noglobal=antiusa.
Non chiedere più opinioni, risponditi da solo ed evita di postare del tutto.

LuVi

John Cage
28-12-2004, 16:13
Originariamente inviato da Lucio Virzì
Ma falla finita.
Hai fatto una domanda, ti ho risposto, l'hai ignorata ed hai cambiato nick per dare ragione ad un altro utente che diceva noglobal=antiusa.
Non chiedere più opinioni, risponditi da solo ed evita di postare del tutto.

LuVi

su dai non te la prendere.. ho letto la discussione e dev'essere stato tutto un malinteso. Perchè non tornate a parlare di no global che mi interessava?

Mi interessa capire perchè un movimento seppur controverso come questo attiri così tante antipatie a prescindere.

nathanx
28-12-2004, 16:21
Originariamente inviato da Lucio Virzì
Ma falla finita.
Hai fatto una domanda, ti ho risposto, l'hai ignorata ed hai cambiato nick per dare ragione ad un altro utente che diceva noglobal=antiusa.
Non chiedere più opinioni, risponditi da solo ed evita di postare del tutto.

LuVi
Ho detto che avrei finito di partecipare alla tua polemica.
Solo che a questo puinto, non posso non rispondere ad uno che mi scrive: EVITA DI POSTARE DEL TUTTO.
Stai solo tirandoti fango addosso con le tue assurde allusioni sul cambio del nick ( tra l'altro avevo chiesto informazioni a riguardo a Blulake circa 1 mese fà...).
Scusa se non tutti ti trattano come un Dio del forum.
Buona gionata.

nathanx
28-12-2004, 16:47
Svuota la casella mail Luvi, hai PVT

jumpermax
28-12-2004, 16:55
luvi nathanx la vostra discussione non è di pubblico interesse e per giunta è ot. Stop grazie... ;)

Banus
28-12-2004, 17:15
Originariamente inviato da Lucio Virzì
Hai fatto una domanda, ti ho risposto, l'hai ignorata ed hai cambiato nick per dare ragione ad un altro utente che diceva noglobal=antiusa.
A me pare di aver detto l'esatto contrario:
Originariamente inviato da Banus
"no-global" è diventata per qualcuno una scusa per dire "fanc***o USA"
Secondo me conviene chiamare "no global" solo quelli che si informano oppure che si impegnano ad esempio in associazioni no profit collegate. Insomma, che non parlano per sentito dire.
Altrimenti si continua a cadere nei soliti luoghi comuni: gabber-fascista, zarro-comunista, truzzo-destra etc. in cui penso si riconoscerà una minima parte di questo forum.

SaMu
28-12-2004, 22:17
Originariamente inviato da John Cage
Mi interessa capire perchè un movimento seppur controverso come questo attiri così tante antipatie a prescindere.

Ma quali antipatie, perlomeno da parte mia mi fanno sorridere :) scimmiottano il '68 fuori tempo massimo, discutono di 2004 con le categorie del 1894, sono simpatici (e adeguati alla realtà) come un pantalone vintage di tuo padre che trovi in un vecchio scatolone e metti alla festa delle superiori.:D

GioFX
28-12-2004, 23:47
Originariamente inviato da SaMu
Mi accontenterei di riceverne una, che si possa chiamare opinione.:D

Forse perchè, tra le tante cazzate, non si è mai provato ad ascoltare le poche, ma non rare, argomentazioni meritevoli di attenzione...

In ogni caso, i no global (o new global, come si definiscono meglio) non sono contro LA globalizzazione, ma contro QUESTA globalizzazione. Il che è assai diverso, non ti pare?

LittleLux
29-12-2004, 00:03
Originariamente inviato da GioFX
Forse perchè, tra le tante cazzate, non si è mai provato ad ascoltare le poche, ma non rare, argomentazioni meritevoli di attenzione...

In ogni caso, i no global (o new global, come si definiscono meglio) non sono contro LA globalizzazione, ma contro QUESTA globalizzazione. Il che è assai diverso, non ti pare?

Eh, ma sai, per molti essere contro QUESTA globalizzazione significa essere contro la GLOBALIZZAZIONE.

songoge
29-12-2004, 00:10
Se è vero che si chiamano new global e sono contro questa globalizzazione, allore perchè non ci dicono cosa vogliono chiaramente e la smettono di mettersi in mostra o peggio distruggere città e rubare per i negozi?
Perchè non fondano un partito in cui "istruire" la gente sulla loro "migliore" globalizzazione?
Anche se ci sono buone idee le manifestazioni di piazza sono solo un modo per farsi notare. Per esprimere delle idee bisogna andare oltre.
Secondo me non lo fanno perchè non hanno idee coerenti!!

-kurgan-
29-12-2004, 00:22
Originariamente inviato da Banus
Essenzialmente i no-global sono contrari a una situazione economica mondiale che vede una divisione del lavoro in manodopera nei paesi in via di sviluppo e dirigenza nei paesi sviluppati, con quest'ultimi che dettano condizioni e impongono il libero mercato in modo da avere condizioni favorevoli.
Poi vedo che "no-global" è diventata per qualcuno una scusa per dire "fanc***o USA" oppure "il capitalismo ci sta portando alla rovina", ma considerare questi "no-global" è come considerare comunista chi si compra la maglietta del 'Che...


questa posizione rispecchia pure il mio pensiero.. si richiede insomma un minimo di etica nei rapporti economici mondiali, cosa che attualmente non esiste affatto.
a mio parere, e anche secondo molti altri, continuare a sfruttare in questo modo i paesi del terzo mondo ci porterà solo ad un aumento incontrollato della tensione.. a nuove guerre.. e ad una massa enorme di disperati che cercherà di arrivare in ogni modo (anche e soprattutto clandestinamente) nel nostro paese per trovare condizioni di vita migliori. Fame, guerra, sangue.. basta guardare un pò più in là del proprio naso per accorgersene.

-kurgan-
29-12-2004, 00:30
Originariamente inviato da songoge
perchè non ci dicono cosa vogliono chiaramente

l'hanno fatto diverse volte, in diversi "social forum". La prossima volta potresti parteciparci ;)

SaMu
29-12-2004, 00:32
Originariamente inviato da -kurgan-
questa posizione rispecchia pure il mio pensiero.. si richiede insomma un minimo di etica nei rapporti economici mondiali, cosa che attualmente non esiste affatto.
a mio parere, e anche secondo molti altri, continuare a sfruttare in questo modo i paesi del terzo mondo ci porterà solo ad un aumento incontrollato della tensione.. a nuove guerre.. e ad una massa enorme di disperati che cercherà di arrivare in ogni modo (anche e soprattutto clandestinamente) nel nostro paese per trovare condizioni di vita migliori. Fame, guerra, sangue.. basta guardare un pò più in là del proprio naso per accorgersene.

Prima o poi qualcuno dovrà dire cos'è nel 2004 lo sfruttamento.. 2 secoli fa potevo capire la compagnia delle Indie, il cacao, ma oggi?

Tu fai il sistemista in una grande azienda, fare il sistemista crea valore, molto più valore di quanto ne crei coltivare bietole con metodi arcaici nelle pianure dello Sri Lanka.

Ora se nel caso del cacao potevo capire e vedere e persino condannare (con la mentalità di oggi, non con quella di allora) l'appropriazione indebita, nel caso attuale non la capisco.. vuoi dirmi che stai rubando la capacità di creare valore al contadino dello Sri Lanka?


Nota che la questione non è ne' sofistica ne' marginale, la questione è fondamentale.. perchè se non si capisce in cosa consiste il problema, come possono esser corrette le risposte?

Se il problema è che rubiamo cacao ai poveri del mondo, smettiamo di rubarglielo (ma oggi mi pare che glielo paghiamo, forse non abbastanza, discutiamone). Se il problema è che sappiamo produrre con mezzi e metodi molto più efficienti, e che in 1 giornata di lavoro un italiano produce qualcosa che vale 200 euro, mentre un cinese sempre in una giornata di lavoro produce qualcosa che vale 10 euro, allora non è un problema di "ridare".

Questa capacità non è "sottratta", non è presa a uno e data a un altro, non è un gioco a somma zero, una torta da dividere, un sistema a 2 classi come in Marx.. il povero nelle campagne cinesi è povero perchè produce con mezzi arcaici, in maniera inefficiente, come produceva mio nonno 1 secolo fa (ed infatti è ricco quanto lui lo era, in termini di beni).. non perchè gli ingegneri della Cisco o i designer di Pininfarina gli hanno sottratto qualcosa.


Questo mi sembra che i no global non lo capiscono, sono fermi ad un'analisi del tipo "risorse sottratte" come stupirsi che all'atto pratico non sappiano avanzare proposte? Non a caso, l'unica proposta -condivisibile- (che non a caso non è solo loro) è quella di ridurre le sovvenzioni all'agricoltura nei nostri paesi, l'unico vero caso rimasto di -beni sottratti ai poveri e dati ai ricchi- perlomeno in termini economici, non fisici.

songoge
29-12-2004, 00:38
-kurgan- non ha capito il senso della mia risposta. Dire qualcosa su un forum da parte di un Pinco Pallino non è la stessa cosa se esistesse un capo del movimento riconosciuto da tutti, che parla per tutti, in mezzi di comunicazione di massa che possono essere oltre internet, la tv, i giornali e anche i partiti politici(questo era una volta il loro scopo)

ChristinaAemiliana
29-12-2004, 00:39
Qualcuno può spiegarmi gentilmente (1) come i no global intendano perseguire i loro intenti e (2) come si pongono nei confronti dei molti delinquenti perdigiorno che si confondono tra le loro file e si presentano alle manifestazioni e ai cortei spaccando tutto ciò che capita loro a tiro?

GioFX
29-12-2004, 00:41
Originariamente inviato da songoge
Se è vero che si chiamano new global e sono contro questa globalizzazione, allore perchè non ci dicono cosa vogliono chiaramente e la smettono di mettersi in mostra o peggio distruggere città e rubare per i negozi?
Perchè non fondano un partito in cui "istruire" la gente sulla loro "migliore" globalizzazione?
Anche se ci sono buone idee le manifestazioni di piazza sono solo un modo per farsi notare. Per esprimere delle idee bisogna andare oltre.
Secondo me non lo fanno perchè non hanno idee coerenti!!

beh, come si poteva pensare che non si facesse di tutta l'erba il solito fascio, eh?

perchè considerare tutto cacca e mettere sullo stesso piano semplicisticamente i no global o new global che dir si voglia con gli altrettanto cosiddetti "black block"?

quanti sono quelli che distruggono le vetrine e le macchine rispetto all'insieme dei manifestanti in genere?

-kurgan-
29-12-2004, 00:46
parliamo di due cose differenti.. risorse economiche e sfruttamento della popolazione. Partiamo dalla seconda:

le multinazionali attualmente per ridurre i costi del personale, qui altissimi per via di varie conquiste sindacali che sono state conquistate via via nel tempo, spostano le linee produttive in paesi dove molti diritti non esistono.
è giusto far lavorare bambini, non rispettare le piu' elementari norme anti-incendio, non rispettare le minime precauzioni per la sicurezza degli operai?
sicuramente per chi controlla le multinazionali è piu' che giusto, ci guadagnano delle cifre non indifferenti.. e noi pure, questi prodotti li paghiamo meno. Ma questa gente sfruttata che vita fa? E' giusto che molti muoiano o rimangano invalidi sul lavoro senza avere un minimo "paracadute sindacale" perchè noi dobbiamo comprarci il televisore nuovo a 20 euro in meno?
questo è appunto il discorso dell'etica che facevo prima.

parliamo di risorse.. molti stati (direi tutti, ma non voglio generalizzare) del terzo mondo hanno svenduto praticamente tutto a poche società occidentali.. usiamo questi luoghi per estrarre petrolio, materie prime in genere, per coltivare prodotti che qui non possiamo ottenere causa clima o altro..
la popolazione di questi stati quante possibilità ha di guadagnare il giusto dall'estrazione di questi materiali? zero.. quegli stati rimarranno sempre schiavi, moderne colonie delle nostre aziende, e non cambierà mai nulla.

da questo insieme di situazioni alcuni paesi occidentali si ritrovano sempre piu' ricchi.. e tre quarti del mondo sarà sempre piu' povero.
sarebbe carino infischiarsene, tanto.. noi viviamo qui, che ci importa? solo sarebbe un comportamento un pò miope, visto che ogni pochi mesi arrivano navi piene di disperati che cercano fortuna qui.. forse sarebbe il caso di chiedersi perchè partono.

a parte la cina, che fa caso a sè da millenni, il resto del mondo è in gran parte così per colpa nostra.. dai tempi delle colonie sfruttiamo ogni possibile risorsa nel mondo per arricchirci e vivere meglio, e ti dirò.. non è cambiato assolutamente nulla se non i mezzi.
la domanda che i no global si pongono è: questa situazione è sostenibile, sarà sostenibile per sempre? o è destinata a scoppiare, in guerre sempre piu' frequenti?

GioFX
29-12-2004, 00:47
Originariamente inviato da ChristinaAemiliana
Qualcuno può spiegarmi gentilmente (1) come i no global intendano perseguire i loro intenti e (2) come si pongono nei confronti dei molti delinquenti perdigiorno che si confondono tra le loro file e si presentano alle manifestazioni e ai cortei spaccando tutto ciò che capita loro a tiro?

1. non posso rispondere per loro, che per'altro è quasi impossibile dato che non sono organizzati come un'entità politica o sociale indipendente, ma penso che per esempio il denunciare una politica economica iperliberista o lo sfruttamento nei paesi "in via di sviluppo", e proporre una serie di misure economiche e politiche come fatto nei diversi social forum sia già un punto di partenza, non ti pare? Anzi la prima cosa, dalla quale parte tutto è l'associazionismo.

Ma se dall'altra parte nessuno ascolta? la politca nazionale, cioè.... come si fa secondo te?

2. tutte le persone serie che hanno partecipato alle varie manifestazioni o forum sociali hanno sempre preso le distanze dai suddetti facinorosi, spesso anche denunciandoli. Il punto è: non è che forse fa comodo alla politica (specie in Italia) mettere sullo stesso piano manifestanti e criminali e quindi presentarli ai media come un tutt'uno, come è successo in un modo tragico e squallido a genova nel 2001?

-kurgan-
29-12-2004, 00:50
Originariamente inviato da ChristinaAemiliana
Qualcuno può spiegarmi gentilmente (1) come i no global intendano perseguire i loro intenti e (2) come si pongono nei confronti dei molti delinquenti perdigiorno che si confondono tra le loro file e si presentano alle manifestazioni e ai cortei spaccando tutto ciò che capita loro a tiro?

1- se ne discute appunto nei social forum..

2- ma i giornali preferiscono parlare solo di queste persone.

ovviamente chi ha potere economico in questa situazione ha tutto l'interesse che niente cambi.
un frigorifero prodotto in vietnam ammazzando qualche operaio, ma per 30 euro in meno non è un grosso problema attualmente per chi li produce e neppure per molti di noi che li compriamo.
è solo un discorso di etica, niente di piu' niente di meno.

songoge
29-12-2004, 01:09
GioFX non era mia intenzione fare di tutta un'erba un fascio, ma sta di fatto che alcuni sono dei teppisti veri e propri. Anche se non hanno nulla a che vedere con i no-global e la loro "filosofia".
Per loro questo non fa bene alla loro immagine.
Allora dico io, perchè non organizzarsi in un gruppo con una sede fissa e un leader? Perchè non esporre un programma, sempre che ce l'abbiano su come fronteggiare queste "neo-colonizzazioni"?
A mio avviso, il problema non sta nel fatto che alcune multinazionali vadano in certi paesi perchè la manodopera costa meno (questo tra l'altro aiuta la concorrenza). Il problema sta su come queste nazioni spendono i loro soldi. E' un dato di fatto che tutti gli stanziamenti che si fanno si perdono per strada e alla fine i poveri rimangono poveri e i ricchi più ricchi. Non bisogna mandare cibo, per il fatto semplice che non sanno cucinarlo. Bisogna istruirli, mandare mezzi perchè il cibo lo possano fare da se.
Su i mezzi, io opterei per gli OGM. In questi paesi a causa del clima è difficile far crescere alcuni tipi di cibo. Perchè i no-global si ostinano a ostacolare la diffusione degli OGM che potrebbero sfamare molte persone?

ChristinaAemiliana
29-12-2004, 01:14
Originariamente inviato da GioFX
1. non posso rispondere per loro, che per'altro è quasi impossibile dato che non sono organizzati come un'entità politica o sociale indipendente, ma penso che per esempio il denunciare una politica economica iperliberista o lo sfruttamento nei paesi "in via di sviluppo", e proporre una serie di misure economiche e politiche come fatto nei diversi social forum sia già un punto di partenza, non ti pare? Anzi la prima cosa, dalla quale parte tutto è l'associazionismo.

Ma se dall'altra parte nessuno ascolta? la politca nazionale, cioè.... come si fa secondo te?

2. tutte le persone serie che hanno partecipato alle varie manifestazioni o forum sociali hanno sempre preso le distanze dai suddetti facinorosi, spesso anche denunciandoli. Il punto è: non è che forse fa comodo alla politica (specie in Italia) mettere sullo stesso piano manifestanti e criminali e quindi presentarli ai media come un tutt'uno, come è successo in un modo tragico e squallido a genova nel 2001?

1) Non so rispondere, ma visto il messaggio che portano,è comprensibile che con gli equilibri attuali questo non venga accolto (per ascoltare, credo che lo ascoltino). Quindi, fanno denuncia e propongono anche una serie di misure alternative alle attuali. Confesso di non avere un'idea precisa delle loro proposte pratiche...

2) Conosco personalmente una serie di persone che frequentano queste manifestazioni attivamente e sono assolutamente certa che siano tutt'altro che facinorosi o avanzi di galera. Anzi, sono persone di squisita intelligenza e di fine sensibilità.

Io non conosco abbastanza la politica italiana da giudicare con sottigliezza quello che potrebbe far comodo o meno a una fazione o all'altra...mi limiterei a dire delle ovvietà. Però posso senz'altro mettermi nei panni della gente comune e dire che, se ci sono negozi lungo una via che deve essere percorsa da un corteo e durante la manifestazione questi negozi vengono sfondati e vandalizzati, gli esercenti saranno i primi a fare di tutte le erbe un fascio senza aspettare che glielo consiglino i politici avversi ai no global... Quindi dev'essere interesse dei no global "seri" allontanare questi soggetti dalle proprie manifestazioni, pena il finire identificati con loro.

GioFX
29-12-2004, 01:27
Originariamente inviato da ChristinaAemiliana
Io non conosco abbastanza la politica italiana da giudicare con sottigliezza quello che potrebbe far comodo o meno a una fazione o all'altra...mi limiterei a dire delle ovvietà. Però posso senz'altro mettermi nei panni della gente comune e dire che, se ci sono negozi lungo una via che deve essere percorsa da un corteo e durante la manifestazione questi negozi vengono sfondati e vandalizzati, gli esercenti saranno i primi a fare di tutte le erbe un fascio senza aspettare che glielo consiglino i politici avversi ai no global... Quindi dev'essere interesse dei no global "seri" allontanare questi soggetti dalle proprie manifestazioni, pena il finire identificati con loro.

Hai ragione al 100%... ma vedi, le asssociazioni (e spesso sono centinaia, e quindi difficilmente gestibili) che organizzazano le manifestazioni o i "forum sociali" difficilmente possono mettersi a fare i poliziotti... questo dovrebbe essere il compito delle forze dell'ordine e, successivamente poi l'accertamento delle responsabilità e degli atti vandalici, della magistratura. Se così non avviene significa che qualcosa non funziona. Tutto qua.

ChristinaAemiliana
29-12-2004, 01:39
Originariamente inviato da -kurgan-
parliamo di due cose differenti.. risorse economiche e sfruttamento della popolazione. Partiamo dalla seconda:

le multinazionali attualmente per ridurre i costi del personale, qui altissimi per via di varie conquiste sindacali che sono state conquistate via via nel tempo, spostano le linee produttive in paesi dove molti diritti non esistono.
è giusto far lavorare bambini, non rispettare le piu' elementari norme anti-incendio, non rispettare le minime precauzioni per la sicurezza degli operai?
sicuramente per chi controlla le multinazionali è piu' che giusto, ci guadagnano delle cifre non indifferenti.. e noi pure, questi prodotti li paghiamo meno. Ma questa gente sfruttata che vita fa? E' giusto che molti muoiano o rimangano invalidi sul lavoro senza avere un minimo "paracadute sindacale" perchè noi dobbiamo comprarci il televisore nuovo a 20 euro in meno?
questo è appunto il discorso dell'etica che facevo prima.

parliamo di risorse.. molti stati (direi tutti, ma non voglio generalizzare) del terzo mondo hanno svenduto praticamente tutto a poche società occidentali.. usiamo questi luoghi per estrarre petrolio, materie prime in genere, per coltivare prodotti che qui non possiamo ottenere causa clima o altro..
la popolazione di questi stati quante possibilità ha di guadagnare il giusto dall'estrazione di questi materiali? zero.. quegli stati rimarranno sempre schiavi, moderne colonie delle nostre aziende, e non cambierà mai nulla.

da questo insieme di situazioni alcuni paesi occidentali si ritrovano sempre piu' ricchi.. e tre quarti del mondo sarà sempre piu' povero.
sarebbe carino infischiarsene, tanto.. noi viviamo qui, che ci importa? solo sarebbe un comportamento un pò miope, visto che ogni pochi mesi arrivano navi piene di disperati che cercano fortuna qui.. forse sarebbe il caso di chiedersi perchè partono.

a parte la cina, che fa caso a sè da millenni, il resto del mondo è in gran parte così per colpa nostra.. dai tempi delle colonie sfruttiamo ogni possibile risorsa nel mondo per arricchirci e vivere meglio, e ti dirò.. non è cambiato assolutamente nulla se non i mezzi.
la domanda che i no global si pongono è: questa situazione è sostenibile, sarà sostenibile per sempre? o è destinata a scoppiare, in guerre sempre piu' frequenti?


Dunque...

Sul fare lavorare i bambini ho qualche dubbio. In certi Paesi la normalità è una famiglia con 7-8 figli. Come fanno i genitori a mantenerli tutti? Ciò sarebbe impossibile anche in Italia, se parliamo di persone con stipendi da operaio o da impiegato. Molti dei nostri nonni hanno lavorato da bambini: mio nonno è morto di cancro perché a 7 anni lavorava già in miniera. Quindi la soluzione di non far più lavorare i bambini mi sembra difficile a praticarsi anche se eticamente parlando sarebbe l'unica da auspicare.

Per quanto riguarda le norme di sicurezza, ovviamente non è giusto che queste vengano rispettate solo a casa propria. Lo stesso dicasi per infortuni sul lavoro et similia. Qui la soluzione sarebbe relativamente semplice: obbligare le multinazionali ad applicare anche nei Paesi in via di sviluppo le norme assistenziali e di sicurezza che rispetta in patria. Ovviamente sarebbero necessari dei controlli da parte di un organismo super partes.

Poi molto si potrebbe fare, ad esempio far sì che le multinazionali debbano impegnarsi a finanziare l'istruzione dei figli dei loro operai...così nel futuro i giovani istruiti potrebbero fare una certa carriera nell'azienda, in modo tale che non si creino situazioni stagnanti in cui la forza lavoro locale viene usata solo come bassa manovalanza. Gradualmente il Paese potrebbe diventare economicamente competitivo fino all'autosufficienza.

Insomma, a mio avviso la presenza di realtà imprenditoriali sviluppate, se opportunamente regolata, non è nociva.

SaMu
29-12-2004, 01:47
Originariamente inviato da -kurgan-
parliamo di due cose differenti.. risorse economiche e sfruttamento della popolazione. Partiamo dalla seconda:

le multinazionali attualmente per ridurre i costi del personale, qui altissimi per via di varie conquiste sindacali che sono state conquistate via via nel tempo,

E qui le nostre strade si dividono, non concordo sulle conclusioni perchè già le premesse dell'analisi.

Il costo del personale (vale a dire lo stipendio dei lavoratori) nei nostri paesi è alto -per via di varie conquiste sindacali-?

Detto così, pare che se nel 1900 l'operaio produceva 100 e la divisione era 95-5, ora grazie alle lotte produce 100 e la divisione è 60-40.. mentre in Cina è ancora 95-5.. appunto, il gioco a somma zero di cui parlavamo, la torta da dividere, puro Marx.

Ma non è così che funziona.

Mio nonno non produceva 100, produceva 5. Tu produci molto ma molto più valore di tuo nonno, perchè produci con mezzi tecniche e organizzazione molto più efficiente. Se fossi un agricoltore, in 1 ora di lavoro produrresti quanto tuo nonno produceva in 2 giorni.

Per dividere il valore, bisogna in primo luogo produrlo.. mio nonno non aveva 150 giorni non lavorativi all'anno, malattie pagate, pensione, e l'equivalente in beni di 1500 euro di oggi, non perchè mancassero le lotte per dividere il valore.. ma perchè mancava il valore.

Il contadino cinese delle campagne, che in 1 giorno produce 0,5 euro di riso, può lottare dalla mattina alla sera ma lotta per dividere 0,5 euro.. è questo che sembrano non concepire i no global.

E infatti non riescono a spiegare perchè se di sfruttamento si tratta, i cinesi sfruttati nelle fabbriche guadagnino 10 volte di più dei loro conterranei in campagna, non a caso alimentando la migrazione appunto dalle campagne alle città.. sono stupidi, vanno a farsi sfruttare? No, sono realisti.. passano da un sistema in cui producono 0,5 euro di riso al giorno, ad uno in cui producono 10 euro di componenti elettronici al giorno.. producono più valore, e accedono all'unico percorso che potrà permettergli di dividere più valore.. perchè se non c'è niente da dividere, non si divide niente.. è lapalissiano.


Col risultato che paradossalmente, i no global finiscono per osteggiare le produzioni occidentali in Cina, quando proprio quelle produzioni alzano il reddito medio (dei cinesi) a tassi del 10% annuo.. per giunta, il 10% è la media ancorata in basso dalle masse nelle campagne: nelle città e nei complessi industriali la gente guadagna fino al 20-30-40% in più ogni anno.

E non c'è da stupirsi.. 10 anni fa coltivavano riso con le mani, oggi producono elettronica di consumo con mezzi migliori di quelli usati in alcuni dei nostri paesi.

ChristinaAemiliana
29-12-2004, 01:51
Originariamente inviato da GioFX
Hai ragione al 100%... ma vedi, le asssociazioni (e spesso sono centinaia, e quindi difficilmente gestibili) che organizzazano le manifestazioni o i "forum sociali" difficilmente possono mettersi a fare i poliziotti... questo dovrebbe essere il compito delle forze dell'ordine e, successivamente poi l'accertamento delle responsabilità e degli atti vandalici, della magistratura. Se così non avviene significa che qualcosa non funziona. Tutto qua.


Allora mi viene da pensare che per qualche motivo non riesca ad esserci collaborazione con le forze dell'ordine. L'intento dei manifestanti onesti e dei poliziotti è lo stesso, cioè una manifestazione pacifica senza guai di sorta. A questo punto sarebbe forse conveniente una maggiore organizzazione: le associazioni serie dovrebbero interlacciarsi e comunicare di più in modo da identificare e isolare, con l'aiuto delle autorità, i facinorosi che non fanno altro che minare alla base il loro lavoro, visto che finché la gente sarà occupata a difendersi dagli atti vandalici non potrà preoccuparsi di stare a sentire quello che le associazioni hanno da dire...

prio
29-12-2004, 09:19
Originariamente inviato da SaMu
CUTTONE

Forse e' l'insieme delle due cose.
Una volta mio nonno produceva 1 euro al mese che veniva diviso 90-10 (cioe' lui incassava 0,1), ora io produco 5 euro al mese che e' diviso 60-40 (cioe' io incasso 2).
Ora, vero che io incasso di piu' perche' produco piu' valore, ma se fosse solo quello e si fosse mantenuto il vecchio sistema incasserei 0,5, non 2.
Incasserei 10 volte di piu' di mio nonno ma sempre sfruttato sarei, eppure il mio reddito sarebbe 500% il suo.

Anakin
29-12-2004, 09:48
Kurgan se essere no-global è inserire un minimo di etica nei rapporti economici mondiali,allora sono no-global anche io,lo è il Papa,e lo è un sacco di altra gente che proprio no-global non si definirebbe.

secondo me,essere no-global,invece è un po differente.
cioe' c'è si quello,ma non è quello che caratterizza il pensare no-global.

un no-global (avendo osservato le loro posizioni)si distingue imho
piu' che per l'obiettivo(che ti ripeto puo essere comune anche ad altri che no-global non sono),per la concezione che ha del problema.

cioe' per quel impostazione,e per le premesse che ha nel porsi nel problema,che sono poi le differenti impostazioni che si sono evidenziate nel dialogo tra te e Samu...

entrando nel merito imho un no-global parte ad affrontare la questione(...dico quello che penso senza girarci attorno...) con tanti pregiudizi.

la globalizzazione è una cosa( che è inevitabile,prima cosa da notare) che ha in se pregi e difetti(ed è tutto da vedere che i difetti siano preponderanti).
questo dei pregi e dei difetti è un fatto.
non parlo solo dei pregi dovuti alla globalizzazione dei valori,ecc
ci sono pregi anche per aspetti economici,di benessere,di salute,ecc
chi non sa questo,significa che ha passato tutto il suo tempo a fare ricerchine sui difetti..a cercare lo sfruttamento di vongole morte nel villaggio di sanpei per dimostrare la sua tesi,senza avere una visione di insieme.
i difetti ci sono,e sono brutti,ma non ci sono solo quelli.

se uno parte dall'idea che una multinazionale che va in un paese in via di sviluppo senza dare uno stipendio occidentale e senza mettere a norma 626 la fabbrica(magari in un posto dove si va a lavoro appesi fuori dal treno) è un associazione di delinquenti sfruttatori..beh è finita...
cerchera' di risolvere il problema su basi distorte,i difetti che vede(e di cui alcuni sono effettivamente presenti e impellenti) non si apprestera' a correggerli volendo fare i conti con un sistema(con pregi e difetti) che è il sistema vigente sul pianeta terra,ma agira demonizzando il sistema..e con questo si auto-scaraventano sulle nuvole.
uno perche' nasce da un astrazione la demonizazione di certe cose(come il sistema capitalistico per esempio),e due perche' non hanno nulla di pratico da offrire in cambio.

Lucio Virzì
29-12-2004, 09:51
Originariamente inviato da Anakin
ci sono pregi anche per aspetti economici,di benessere,di salute,ecc.

Parli degli embargo per i medicinali e dei prezzi "occidentali" delle medicine nel terzo mondo?

Anakin
29-12-2004, 10:26
Originariamente inviato da Lucio Virzì
Parli degli embargo per i medicinali e dei prezzi "occidentali" delle medicine nel terzo mondo?

evidentemente no,questi suonerebbero piu' annoverabili tra i difetti piuttosto che tra i pregi.
comunque sia mi sembrano obiezioni poco pertinenti.

embargo sui medicinali? :confused:
sei sicuro che stai parlando di paesi in via di globalizzazione?
in caso contrario non c'entrerebbe nulla col discorso.

sulla seconda...
se non ci fosse la globalizzazione gli africani troverebbero i medicinali quasi-gratis dallo shamano di fiducia?
se la risposta è si,allora mi hai fatto una bella obiezione.
se la risposta è no,nuovamente l'obiezione non ha molto a che vedere con il fatto se sia giusto o meno essere contro la globalizzazione.

Lucio Virzì
29-12-2004, 10:28
Sciamano.
Francesco, è un fatto che la old global è stata solo un mezzo per ottenere il fine di maggiori e globali utili, non nascondiamoci dietro il dito dell'aspirina per tutti.

LuVi

Anakin
29-12-2004, 10:41
e quindi?

anche il panettiere apre il suo negozio per profitto e non per beneficenza,ma a me torna comodo che ci sia un panettiere.

basta questa antiquata demonizazzione del profitto.

fare una cosa per profitto puo essere bene come male,dipende.
non squalifica a priori l'intenzione del profitto(come pensano i no-global),basta con l'ideologia.

Lucio Virzì
29-12-2004, 10:47
Originariamente inviato da Anakin
e quindi?

anche il panettiere apre il suo negozio per profitto e non per beneficenza,ma a me torna comodo che ci sia un panettiere.

basta questa antiquata demonizazzione del profitto.

fare una cosa per profitto puo essere bene come male,dipende.
non squalifica a priori l'intenzione del profitto(come pensano i no-global),basta con l'ideologia.


Ma basta di che?
Basta con le logiche di profitto sopra tutto!

Banus
29-12-2004, 11:05
Originariamente inviato da ChristinaAemiliana
Poi molto si potrebbe fare, ad esempio far sì che le multinazionali debbano impegnarsi a finanziare l'istruzione dei figli dei loro operai...
Questa secondo me è la soluzione migliore ;)
Il problema dell'istruzione è che richiede uno stato se si prenda carico dei costi. Le multinazionali non hanno molti interessi a istruire tutti perchè è un costo e rischia di creare lavoratori più consapevoli e organizzati. Inoltre molto spesso le multinazionali si appoggiano a imprese locali del cui comportamento (a parte qualche codice etico sulla filiera di produzione) non sono responsabili, ed è spesso in quei casi che c'è sfruttamento e lavoro minorile.

La storia degli aiuti al terzo mondo è intricata. Stiglitz, ex presidente della Banca Mondiale, ha denunciato come spesso si imponessero come condizioni per gli aiuti politiche economiche disastrose, come l'apertura delle frontiere e liberalizzazzione dei servizi. Per chi sa qualcosa di economia dovrebbe sapere che aprire le frontiere quando non si dispone di un solido tessuto industriale significa quasi certamente essere travolti dalla concorrenza di altri paesi più industrializzati. E infatti la Cina sta adottando alcune misure protezionistiche per difendere la sua produzione.

-kurgan-
29-12-2004, 19:28
Originariamente inviato da Anakin
Kurgan se essere no-global è inserire un minimo di etica nei rapporti economici mondiali,allora sono no-global anche io,lo è il Papa,e lo è un sacco di altra gente che proprio no-global non si definirebbe.

non è importante come tu o altri consideriate i no global, l'importante è che di questi problemi si discuta e che si arrivi, se non a delle soluzioni, a dei miglioramenti.

Originariamente inviato da Anakin
secondo me,essere no-global,invece è un po differente.
cioe' c'è si quello,ma non è quello che caratterizza il pensare no-global.

è un tuo parere.
altri cattolici ne hanno un altro, di parere..

Originariamente inviato da Anakin
un no-global (avendo osservato le loro posizioni)si distingue imho
piu' che per l'obiettivo(che ti ripeto puo essere comune anche ad altri che no-global non sono),per la concezione che ha del problema.
cioe' per quel impostazione,e per le premesse che ha nel porsi nel problema,che sono poi le differenti impostazioni che si sono evidenziate nel dialogo tra te e Samu...

per forza io e samu abbiamo idee differenti, un liberista non accetta il minimo controllo al mercato.. come si può pensare di controllarlo se non si accettano regole?

Originariamente inviato da Anakin
entrando nel merito imho un no-global parte ad affrontare la questione(...dico quello che penso senza girarci attorno...) con tanti pregiudizi.
la globalizzazione è una cosa( che è inevitabile,prima cosa da notare) che ha in se pregi e difetti(ed è tutto da vedere che i difetti siano preponderanti).
questo dei pregi e dei difetti è un fatto.
non parlo solo dei pregi dovuti alla globalizzazione dei valori,ecc
ci sono pregi anche per aspetti economici,di benessere,di salute,ecc
chi non sa questo,significa che ha passato tutto il suo tempo a fare ricerchine sui difetti..a cercare lo sfruttamento di vongole morte nel villaggio di sanpei per dimostrare la sua tesi,senza avere una visione di insieme.
i difetti ci sono,e sono brutti,ma non ci sono solo quelli.
se uno parte dall'idea che una multinazionale che va in un paese in via di sviluppo senza dare uno stipendio occidentale e senza mettere a norma 626 la fabbrica(magari in un posto dove si va a lavoro appesi fuori dal treno) è un associazione di delinquenti sfruttatori..beh è finita...
cerchera' di risolvere il problema su basi distorte,i difetti che vede(e di cui alcuni sono effettivamente presenti e impellenti) non si apprestera' a correggerli volendo fare i conti con un sistema(con pregi e difetti) che è il sistema vigente sul pianeta terra,ma agira demonizzando il sistema..e con questo si auto-scaraventano sulle nuvole.
uno perche' nasce da un astrazione la demonizazione di certe cose(come il sistema capitalistico per esempio),e due perche' non hanno nulla di pratico da offrire in cambio.

quindi dici che è giusto avere un minimo di etica, ma contemporaneamente che chi lavora qui ha diritti piovuti dal cielo che gli abitanti del terzo mondo non hanno?
e per che motivo scusa?
perchè qui possiamo lavorare 8 ore, avere le ferie, avere un minimo di dignità e soprattutto sicurezza in quello che facciamo.. e loro non possono avere queste cose? sono "diversi"?
pensaci bene prima di rispondermi.. e pensa bene pure alla nostra storia, alle colonie, ecc.. cosa è cambiato nel nostro atteggiamento verso queste popolazioni?

-kurgan-
29-12-2004, 19:36
Originariamente inviato da SaMu
E qui le nostre strade si dividono, non concordo sulle conclusioni perchè già le premesse dell'analisi.

Il costo del personale (vale a dire lo stipendio dei lavoratori) nei nostri paesi è alto -per via di varie conquiste sindacali-?


anche e soprattutto per quello per gli operai generici.. che tu non consideri mai in questa analisi.
non capisco poi perchè continui a citare marx.. marx è come una religione, o si accetta in blocco e si butta il resto della teoria economica, o si rifiuta. Se lo accetti, mi viene da dire che sei marxista.. ma non lo sei :confused:

le conquiste sindacali sono indubbiamente un costo che tu sottovaluti completamente.. non lo consideri importante. Eppure è una questione fondamentale, ed è l'unico motivo per cui le multinazionali aprono fabbriche in paesi del terzo mondo e non qui.. non certo perchè gli piace il clima.
e questa questione tra l'altro è un fondamento delle lotte no global.. una vita migliore per queste popolazioni.

-kurgan-
29-12-2004, 19:40
Originariamente inviato da ChristinaAemiliana
Dunque...

Sul fare lavorare i bambini ho qualche dubbio. In certi Paesi la normalità è una famiglia con 7-8 figli. Come fanno i genitori a mantenerli tutti? Ciò sarebbe impossibile anche in Italia, se parliamo di persone con stipendi da operaio o da impiegato. Molti dei nostri nonni hanno lavorato da bambini: mio nonno è morto di cancro perché a 7 anni lavorava già in miniera. Quindi la soluzione di non far più lavorare i bambini mi sembra difficile a praticarsi anche se eticamente parlando sarebbe l'unica da auspicare.

Per quanto riguarda le norme di sicurezza, ovviamente non è giusto che queste vengano rispettate solo a casa propria. Lo stesso dicasi per infortuni sul lavoro et similia. Qui la soluzione sarebbe relativamente semplice: obbligare le multinazionali ad applicare anche nei Paesi in via di sviluppo le norme assistenziali e di sicurezza che rispetta in patria. Ovviamente sarebbero necessari dei controlli da parte di un organismo super partes.

Poi molto si potrebbe fare, ad esempio far sì che le multinazionali debbano impegnarsi a finanziare l'istruzione dei figli dei loro operai...così nel futuro i giovani istruiti potrebbero fare una certa carriera nell'azienda, in modo tale che non si creino situazioni stagnanti in cui la forza lavoro locale viene usata solo come bassa manovalanza. Gradualmente il Paese potrebbe diventare economicamente competitivo fino all'autosufficienza.

Insomma, a mio avviso la presenza di realtà imprenditoriali sviluppate, se opportunamente regolata, non è nociva.

cristina, obbligare le multinazionali attualmente a fare qualsiasi cosa nel caos legislativo internazionale è impossibile.
è di questo che si discute, si cerca appunto di porre delle regole.. e l'unico motivo per essere contrari ad una regolamentazione economica internazionale è solo per mantenere lo status attuale.
tutto qui.
i cattivissimi no global chiedono solo delle regole, o almeno che se ne discuta!

-kurgan-
29-12-2004, 19:48
è giusto infine che praticamente tutte le risorse dei paesi del terzo mondo siano di proprietà di aziende occidentali?
per noi si, sicuramente è giusto.. ma quanto tempo durerà prima che queste popolazioni si ribellino e se le riprendano con la forza?

ENGINE
30-12-2004, 01:35
Originariamente inviato da Bardiel
Tu sei la classica persona che, sensa offesa, snatura l'immagine del mondo della tradizione e della cultura tradizionale e ne rovina l'immagine, dandole un penoso significato neo-nazionalistico borghese.


Parla come mangi che ci fai piu' bella figura.......... :rolleyes:

jumpermax
30-12-2004, 01:39
Originariamente inviato da ENGINE
Parla come mangi che ci fai piu' bella figura.......... :rolleyes:
E' già stato richiamato per quel post ergo polemica chiusa. Se hai problemi con qualcuno gli mandi un pvt è la seconda volta che te lo dico in 5 minuti, evitiamo che ci sia una terza occasione.

ENGINE
30-12-2004, 01:46
Originariamente inviato da jumpermax
E' già stato richiamato per quel post ergo polemica chiusa. Se hai problemi con qualcuno gli mandi un pvt è la seconda volta che te lo dico in 5 minuti, evitiamo che ci sia una terza occasione.


ho letto solo ora il suo messaggino jumper.

jumpermax
30-12-2004, 01:53
Originariamente inviato da ENGINE
ho letto solo ora il suo messaggino jumper.
Ho capito che hai letto solo ora, ma questo thread non ha come tema le vostre polemiche personali. Se la sua frase non ti piaceva potevi segnalarmela in privato parlarne con lui o ignorarla proprio, quello che devi evitare nel modo più assoluto è riprendere una polemica che può portare solo ad un flame. Il thread non è solo vostro. E nemmeno nostro per cui se non condividi quanto ho detto contattami in privato. ;)

ENGINE
30-12-2004, 02:03
Questa volta hai ragione ;)

non ribatto.