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View Full Version : scandalo tangenti "oil for food"


jumpermax
24-03-2004, 11:46
Sono senza parole... se questa cosa è vera davvero sono senza parole

http://www.wittgenstein.it/cr/oilforwhat.html

New York. Oil for food, petrolio in cambio di cibo, è stato il più grande programma di aiuti umanitari mai gestito dalle Nazioni Unite, ma è già il più grande scandalo della sua storia, nonostante la scarsa attenzione dei giornali che continuano a preferire i pettegolezzi sui trascorsi rapporti tra gli uomini di Bush e il mondo dei petrolieri.
Tra il 1996 e la liberazione di Baghdad del 2003, l'Onu ha consentito a Saddam Hussein, con la risoluzione 986, di vendere 100 miliardi di dollari di petrolio, prevalentemente a Francia e Russia, per scopi umanitari, cioè per comprare cibo e mezzi di sostentamento per la sua popolazione. Saddam ha incassato e tenuto alla fame i suoi, ma questa è un'altra storia. La storia adesso è questa: il nuovo governo iracheno, il Wall Street Journal e il General Accounting Office americano, in tempi e modi diversi, hanno scoperto che mancano all'appello almeno dieci miliardi di dollari, rubati da Saddam per arricchire il bottino personale e per pagare tangenti e mazzette a politici e personaggi vari del mondo arabo e occidentale. La notizia è stata accolta più come un'amena curiosità che come una cosa seria, anche perché molti dei beneficiari dei cadeux petroliferi di Saddam hanno subito smentito. Nella lista trovata nei palazzi saddamiti, c'erano Scott Ritter, l'ex ispettore Onu poi diventato uno dei fantocci del regime (400 mila dollari), il deputato pacifista inglese George Galloway (585 mila dollari) e anche qualche italiano, tra cui Roberto Formigoni e quel padre Benjamin che frequentava i salotti televisivi italiani per spiegare quanto fosse equa e libera la vita sotto la dittatura di Saddam. Ma questi sono spiccioli, in realtà della maggior parte di questi dieci miliardi non c'è ancora traccia. Il Consiglio governativo iracheno ha chiesto alla società di revisione Kpmg e agli avvocati tedeschi Freshfields, Bruckhaus e Deringer di indagare e scoprire se davvero quei soldi sottratti agli iracheni abbiano riempito le tasche di politici e funzionari dell'Onu. La Heritage Foundation, prestigioso centro studi americano, ha accertato che gli abusi del programma "Oil for food" sono il risultato dell'impressionante fallimento gestionale delle Nazioni Unite: "In realtà _ si legge nel rapporto della Heritage _ il programma era più che un bazar aperto per tangenti, favoritismi e mazzette. La serietà di queste accuse merita un'indagine del Congresso e una Commissione indipendente del Consiglio di sicurezza". Il Congresso, dopo aver ascoltato la relazione del General Accounting Office, ha già deciso che se ne occuperà ad aprile con una serie di audizioni alla commissione Esteri della Camera guidata dal senatore repubblicano Henry Hyde. Gli americani vogliono andare fino in fondo e l'interesse è doppio: quei soldi servono perché la ricostruzione dell'Iraq pesa sulle loro spalle, così come grava sulle tasche dei contribuenti americani quasi un quarto dei conti delle Nazioni Unite.

Francia e Germania contrarie all'inchiesta
Colin Powell ha chiesto a Kofi Annan di indagare sullo scandalo, nonostante Annan per mesi abbia fatto finta di niente. Il segretario generale, l'altro giorno, ha ammesso che effettivamente qualcosa è andato storto e ha comunicato al Consiglio di sicurezza che questa settimana nominerà una commissione di inchiesta. Francia e Germania, i due paesi più beneficiati dai contratti petroliferi con l'Iraq, sono contrarie, ha scritto ieri il New York Times.
Gli iracheni si aspettano che finalmente l'Onu metta a disposizione le ricevute dei conti della banca francese Paribas, attraverso i quali l'Onu ha gestito i pagamenti a Saddam. Annan sembra costretto a farlo ma certo, in generale, non è aiutato dal fatto che suo figlio Kojo sia stato uno dei manager di Cotecna Inspection fino a pochi giorni prima che la società svizzera firmasse il contratto Onu per controllare la correttezza dell'esecuzione di "Oil for food".
Annan era anche il responsabile del programma e aveva l'obbligo di controllare ogni sei mesi che "Oil for food" procedesse secondo i piani. Il direttore esecutivo del programma "Oil for food", nonché uomo di fiducia di Kofi Annan, era il cipriota Benon Sevan, oggi accusato di aver preso tangenti petrolifere da Saddam. Sevan ha smentito, ma a Baghdad e a Washington si accumulano le diffidenze tanto che Kofi Annan lo ha mandato in ferie fino ad aprile, mese in cui Sevan maturerà la pensione. Annan due giorni fa ha ammesso che "è altamente probabile che siano state fatte molte cose sbagliate, ma abbiamo bisogno di indagare per scoprire i responsabili". Una volta accertati sarà interessante scoprire perché Saddam pagasse francesi e funzionari Onu con il denaro del petrolio: in cambio di cosa? Oil for what?


Allucinante...

Hanamichi
24-03-2004, 11:47
Originariamente inviato da jumpermax
Sono senza parole... se questa cosa è vera davvero sono senza parole


Allucinante...
mi potresti riassumere? :confused:

jumpermax
24-03-2004, 11:48
Originariamente inviato da Hanamichi
mi potresti riassumere? :confused:
i fondi per il programma oil for food che doveva servire per finanziare aiuti umanitari al popolo irakeno sono stati usati da Saddam per pagare politici e funzionari occidentali.

Hanamichi
24-03-2004, 11:49
Originariamente inviato da jumpermax
i fondi per il programma oil for food che doveva servire per finanziare aiuti umanitari al popolo irakeno sono stati usati da Saddam per pagare politici e funzionari occidentali.
assolutamente schockante!:eek: nn ci credo...!:muro:

Quincy_it
24-03-2004, 11:49
"Chi è senza macchia scagli la pietra"
Come mai non ne vedo nessuna? :rolleyes:

Sono tutti uguali, non esistono buoni e cattivi, sono tutti "sfumature di grigio", chi più chiaro, chi più scuro.

jumpermax
24-03-2004, 12:29
quanto interesse... forse avrei dovuto intitolarla scandalo tangenti USA ai governi alleati per avere partecipazione.... :D

crespo80
24-03-2004, 12:34
l'ONU è una delle poche istituzioni in cui ancora ripongo un briciolo di speranza (nel senso, speranza che conti di più e faccia di più) ma a leggere certe cose davvero si perdono i pochi appigli a cui questa speranza cerca di aggrapparsi
:(

Quincy_it
24-03-2004, 12:35
Originariamente inviato da jumpermax
quanto interesse... forse avrei dovuto intitolarla scandalo tangenti USA ai governi alleati per avere partecipazione.... :D
In effetti strano che i "rossi" non siano ancora arrivati.. :p :D

jumpermax
24-03-2004, 12:44
Originariamente inviato da crespo80
l'ONU è una delle poche istituzioni in cui ancora ripongo un briciolo di speranza (nel senso, speranza che conti di più e faccia di più) ma a leggere certe cose davvero si perdono i pochi appigli a cui questa speranza cerca di aggrapparsi
:(
più che l'ONU trovo che sarebbe gravissimo, sempre che la cosa venga provata, il convolgimento di Formigoni, che tra l'altro si è sempre dichiarato vicino ad Aziz.... di padre Benjamin non commento...

jumpermax
24-03-2004, 12:52
questa va più nel dettaglio...

http://itaca.netfirms.com/printer_1076.shtml
Che il regime di Saddam Hussein avesse trovato il modo di aggirare embargo e sanzioni era noto a tutti. In particolare si sapeva che, nonostante tutti i controlli dell'Onu, il programma «Oil for Food» era un vero e proprio colabrodo e che il regime se ne serviva per stornare fondi e foraggiare gli amici. Non solo quelli iracheni ma anche quelli nel resto del mondo. E per questo che qualche settimana fa membri del Consiglio governativo iracheno hanno voluto scandagliare gli archivi del ministero del Petrolio alla ricerca di dati o documenti che provassero L’esistenza di contratti di favore a beneficio di personalità estere. Il risultato è un rapporto con circa 266 nomi di 52 Paesi diversi. Sono individui o società a cui, a partire dal '98, risulta che il regime abbia assegnato centinaia di milioni di barili di petrolio senza che i responsabili del programma «Oil for Food» ne sapessero niente. Il rapporto doveva rimanere segreto ma una copia è finita nelle mani di un quotidiano di sinistra iracheno che ha deciso di pubblicarlo. Nel rapporto i nomi sono ovviamente scritti in arabo, e la conversione in alfabeto latino non può che esser fatta su base sonora (a complicare le cose c'è il fatto che in arabo non esistono vocali). Ma alcuni nomi importanti sono già stati tradotti e “decifrati'.
Tra i nomi ci sono, ad esempio, quello dell'attuale primo ministro libico, dell'ex ministro francese Charles Pasqua e di Patrick Maugein, controverso uomo d'affari francese, più volte associato al presidente Jacques Chirac, a cui risultano esser stati assegnati 25 milioni di barili attraverso la società Trafigura. Il 17' Paese elencato nel rapporto è l'Italia, con nove nomi di individui e società. In testa a questa lista c'è un nome che suona come Roberto Formigoni. Accanto ci sono le cifre delle quote che dalle carte degli archivi del ministero risulterebbero essere state a lui assegnate nel corso delle varie fasi del programma Oil for Food. Per un totale di 24 milioni e mezzo di barili, pari ad almeno una ventina di petroliere. A seguire c'è il nome di un broker petrolifero, il siciliano Salvatore Nicotra che risulta aver avuto assegnazioni per 15 milioni e mezzo di barili. Il terzo nome, con un totale di 6,5 milioni di barili, è leggibile come “signor Folloni". Il quarto è Padre Benjamin, con 4 milioni e mezzo di barili.
Quando «Il Sole-24 Ore» ha chiesto se il presidente della regione Lombardia abbia mai ricevuto assegnazioni o in qualche modo abbia trattato partite di petrolio iracheno, il suo portavoce ha risposto che Formigoni «non ha mai ricevuto una lira dall’Iraq», aggiungendo: «Abbiamo sempre cercato di aiutare le aziende italiane nei confronti dell'Irak, anche all'interno del programma Oil for Food, e abbiamo organizzato, a nostre spese, missioni umanitarie». Salvatore Nicotra ha in vece apertamente ammesso di aver ricevuto, in qualità di broker e di amico dell' Irak, assegnazioni per circa 15 milioni di barili. E così anche l'ex senatore democristiano oggi membro della giunta Esteri della Margherita, Gian Guido Folloni, che ha riconosciuto di aver ricevuto due assegnazioni in qualità di presidente dell'Associazione Italia-Irak. «Due volte nel giro di un anno e mezzo mi furono assegnate delle quote che io poi passai ad aziende italiane. Mi era stato detto che si potevano fare queste segnalazioni nell'ambito del programma Oil for Food. Era un modo per l'Associazione di aiutare aziende che le erano legate». Quali aziende avete aiutato? «Mi pare che la seconda volta contattammo Nicotra». E che cosa avete ottenuto in cambio? «Le aziende dettero dei contributi all 'Associazione». Il segretario dell'Associazione Italia lrek Antuniu Luhc aggiunge ulteriori dettagli: «La seconda società che segnalammo fu effettivamente quella di Nicotra. L'altra non era italiana. Il nome ci era stato dato da un nostro socio a Baghdad». In pratica avete fatto da broker? «Noi siamo un ente non a fini di lucro e quindi non possiamo fare business. Abbiamo semplicemente fatto delle segnalazioni a società che poi ci hanno dato un contributo», spiega Loche. (…)
Che il regime di Saddam avesse architettato un sistema per aiutare amici del regime aggirando il programma Oil for Food, «Il Sole-24 ore» lo ha comunque accertato. Ecco come funzionava: con cadenza semestrale, da New York, l'Onu determinava il quantitativo di greggio che l'lrak era autorizzato a esportare in una determinata fase del programma Oil for Food. Simultaneamente a Baghdad, il regime individuava nomi di personaggi stranieri per un motivo o per un altro "meritori', ai quali assegnare informalmente partite di greggio da vendere ai trader ufficiali registrati all'Onu. Semestralmente gli assegnatari, che potevano essere singoli individui oppure società (perlopiù di facciata) venivano informati dell'ammontare concesso e del prezzo (spesso scontato rispetto al cosiddetto Official seller price, il prezzo del Brent sul mercato). Di solito questa comunicazione avveniva telefonicamente attraverso un contatto che l'assegnatario aveva direttamente all'interno del ministero del Petrolio oppure nella sezione commerciale del ministero degli Esteri. Gli assegnatari intavolavano poi una trattativa con i trader, offrendo la loro assegnazione al miglior offerente. Il margine di guadagno era determinato dalle oscillazioni del mercato e dallo sconto concesso dalla Somo. Variava perciò a seconda del momento e del contratto, ma a detta di funzionari iracheni interpellati oscillava solitamente tra i 2 e i 10 centesimi, con punte di 20 centesimi a barile. In altre parole 25 milioni di barili potevano rendere all'assegnatario dai 5OO mila ai 5 milioni di dollari. (…)
Che a ricevere contratti dalla Somo, accanto a giganti del settore come Agip, Elf, Total e colossi petroliferi russi e cinesi, fossero anche minuscole società apparse dai nulla era da tempo noto agli addetti ai lavori. «C'erano moltissime società di comodo che per un motivo o un altro venivano favorite dal regime con grossi contratti. Ed erano spesso società neppure in grado di fare il lifting, cioè di caricare la petroliera, e che quindi giravano subito il contratto ad altri, incluso le società petrolifere anglo-americane a cui Saddam aveva dato ordine di non vendere petrolio direttamente» , spiega un addetto ai lavori che preferisce mantenere l'anonimato. «In effetti si sapeva che dietro ci potessero essere degli amici del regime. Ma io pensavo che fossero partner commerciali di grossi papaveri iracheni». Un altro trader va però oltre: «Le assegnazioni potevano andare anche a persone non del settore che si erano impegnate a favore dell'Irak. Gente che si batteva per togliere l'embargo per esempio Era una forma di ringraziamento. Un omaggio per le attività e l'impegno dimostrato». E c'erano anche uomini politici italiani? «Effettivamente nei nostri ambienti si sapeva che tra gli assegnatari c'erano dei politici. Circolavano dei nomi. Ma preferisco non farli. Posso solo aggiungere una curiosità è: essendo estranei al settore, e quindi incompetenti, provavano spesso cifre esorbitanti, anche 50 centesimi o addirittura un dollaro al barile. Ma nessuno pagava quelle cifre per un'assegnazione».
Da fonti sia in Iraq che negli Stati Uniti, «Il Sole-24 Ore» ha saputo che il programma di supporto finanziario a personaggi stranieri attraverso l'assegnazione di quote di greggio veniva in buona parte gestito o comunque coordinato dal ministro Tarek Aziz. E non si può non notare che, a parte il trader, gli italiani citati dal rapporto avevano una conoscenza personale con l'ex vice primo ministro e ministro degli Esteri di Saddam e hanno tutti e tre partecipato alla missione di pace compiuta da Aziz nel febbraio scorso a Roma nel tentativo in extremis di evitare la guerra. A ideare e realizzare quell'operazione fu padre Benjamin «I1 13 gennaio 2003 scrissi una lettera al sottosegretario di Stato, l'allora vescovo e adesso cardinale Jean-Louis Tauran, chiedendogli se era disposto a sollecitare la disponibilità del Santo Padre a incontrare Tarek Aziz nel caso io lo avessi invitato in Italia. Due giorni dopo, il 15 gennaio, ebbi un fax dalla segreteria di Stato con cui ottenni il pieno appoggio all'iniziativa», spiega padre Benjamm. «Contattai così Tarek Aziz, che conoscevo dal dicembre del '98, dicendogli che ci dovevamo vedere. Lui mi invitò a Baghdad, dove gli spiegai la mia idea. Lui mi disse che ne avrebbe informato il rais, ma che non vedeva problemi».
Il 12 febbraio Padre Benjamin non mancò di andare a ricevere Tarek Aziz all'aeroporto di Fiumicino. Ma rimase con lui in una saletta Vip dell'aeroporto appena una ventina di minuti. Dopodiché, anziché prendere insieme la strada per Roma, Aziz andò direttamente in un ristorante sul mare a incontrare un uomo politico italiano che conosceva dal '90: Roberto Formigoni. «Formigoni lo voleva vedere subito al suo arrivo ricorda padre Benjamm —. Andarono a pranzo insieme, verso Ostia credo, dove si erano dati appuntamento». Una volta a Roma, Aziz fu poi invitato a Via Ennio Quirino Visconti, vicino Piazza Cavour dove, in qualità di presidente dell'Associazione Italia-Irak, lo aspettava Gian Guido Folloni.

sempreio
24-03-2004, 12:58
nulla di nuovo lo si sapeva ormai da anni, se non leggeste sempre e solo giornali comunisti......:rolleyes:

jumpermax
24-03-2004, 13:04
Originariamente inviato da sempreio
nulla di nuovo lo si sapeva ormai da anni, se non leggeste sempre e solo giornali comunisti......:rolleyes:
veramente no, qualcosa di nuovo c'è, qua c'è un'indagine ufficiale in corso e non sono più solo semplici voci. Per mesi hanno gridato che gli USA andavano in Iraq per il petrolio e ora viene fuori che tra quelli che gridavano c'era chi non voleva che ci andassero perché il petrolio se lo accaparravano loro...

GioFX
24-03-2004, 13:09
a parte che la fonte non mi sembra tanto attendibile... cmq, non vedo questo grande scandalo, si sapeva che non funzionava il programma, e poteva essere usato come desiderava il regime iracheno... io piuttosto mi chiedo perchè mai non sono stati bloccati i fondi esteri del regime...

cmq jumper, fin'ora quelli che stanno controllando le risorse petrolifere sono solo gli americani, halliburton in testa. L'amministrazione Bremer ha il controllo sullo sfruttamento delle risorse attualmente. Con questo come la mettiamo?

sempreio
24-03-2004, 13:14
Originariamente inviato da GioFX
a parte che la fonte non mi sembra tanto attendibile... cmq, non vedo questo grande scandalo, si sapeva che non funzionava il programma, e poteva essere usato come desiderava il regime iracheno... io piuttosto mi chiedo perchè mai non sono stati bloccati i fondi esteri del regime...

cmq jumper, fin'ora quelli che stanno controllando le risorse petrolifere sono solo gli americani, halliburton in testa. L'amministrazione Bremer ha il controllo sullo sfruttamento delle risorse attualmente. Con questo come la mettiamo?


si ma adesso è un po meglio, prima veniva sfruttato dagli europei e russi senza che il popolo ne avesse il ben che minimo vantaggio, adesso lo sfruttano gli usa ma anche ricostruiscono, il petrolio preso serve per coprire le spese di guerra degli americani e per la ricostruzione:rolleyes:







"gli unici che ci rimettono son sempre i più deboli:p "

jumpermax
24-03-2004, 13:15
Originariamente inviato da GioFX
a parte che la fonte non mi sembra tanto attendibile... cmq, non vedo questo grande scandalo, si sapeva che non funzionava il programma, e poteva essere usato come desiderava il regime iracheno... io piuttosto mi chiedo perchè mai non sono stati bloccati i fondi esteri del regime...

cmq jumper, fin'ora quelli che stanno controllando le risorse petrolifere sono solo gli americani, halliburton in testa. L'amministrazione Bremer ha il controllo sullo sfruttamento delle risorse attualmente. Con questo come la mettiamo?
La mettiamo che sicuramente meglio oggi di prima. E che se davvero certa gente ha speso belle parole contro l'intervento militare mentre guadagnava sulla pelle degli irakeni dovrebbe minimo tapparsi la bocca.
Poi non vedi questo grande scandalo? Il programma "oil for food" in realtà era oil for mazzette e affini e non c'è scandalo? Quanta gente sapeva? Quanti se ne sono fregati delle conseguenze sulla popolazione? Per favore dai...

yossarian
24-03-2004, 13:42
niente di nuovo; sono cose, purtroppo già note. Personalmente ho sempre parlato di finto pacifismo interessato da parte di Francia, Russia e anche Germania (se non nel petrolio, comunque era la nazione che, durante l'embargo, aveva più industrie interessate a traffici illeciti con L'Iraq).
D'altra parte sia chi ha deciso di fare la guerra che chi era contraria a farla era mosso dalle stesse motivazioni.
La cosa psitiva è che c'è un'inchiesta in corso che spero possa fare un po' di pulizia nel marciume in cui rischia di annegare la nostra società (anche se ci credo poco)

Iolao
24-03-2004, 13:55
aldilà dell'attendibilità o meno della notizia (da quanto leggo nei vostri commenti sembra tuttavia che ci sia del vero) questi "scandali" esplodono sempre in momenti strategici... non è una critica, è solo un'osservazione sulla dialettica politica.

parax
24-03-2004, 14:01
Originariamente inviato da sempreio
nulla di nuovo lo si sapeva ormai da anni, se non leggeste sempre e solo giornali comunisti......:rolleyes:


:rotfl: :rotfl:
ovviamente per chi non lo sapesse l'ONU ha sostituito l'Internazionale Socialista.
che gente :rotfl:

yossarian
24-03-2004, 14:02
Originariamente inviato da Iolao
aldilà dell'attendibilità o meno della notizia (da quanto leggo nei vostri commenti sembra tuttavia che ci sia del vero) questi "scandali" esplodono sempre in momenti strategici... non è una critica, è solo un'osservazione sulla dialettica politica.


ci ho pensato anch'io; è anche vero che però, se ogni volta che viene fuori uno scandalo si andasse fino in fondo e si facesse realmente pulizia, si starebbe tutti meglio. Se poi gli scandali, come spesso accade, servono solo a distogliere l'attenzione da un fatto per farla concentrare su un altro, allora la cosa cambia aspetto e si ridimensiona notevolmente

Bet
24-03-2004, 14:05
azz... averlo saputo, mi facevo dare qualcosa anch'io :fagiano:

Iolao
24-03-2004, 14:12
Originariamente inviato da yossarian
ci ho pensato anch'io; è anche vero che però, se ogni volta che viene fuori uno scandalo si andasse fino in fondo e si facesse realmente pulizia, si starebbe tutti meglio. Se poi gli scandali, come spesso accade, servono solo a distogliere l'attenzione da un fatto per farla concentrare su un altro, allora la cosa cambia aspetto e si ridimensiona notevolmente

Non è solo distogliere l'attenzione... il tentativo di screditare ulteriormente l'ONU è chiaro, quindi lo scandalo è strumentale. Onestamenete la logica non è molto lontana dalla sete di giustizialismo a cui assistiamo in Italia nei confronti del presidente del consiglio.

jumpermax
24-03-2004, 14:15
Originariamente inviato da Iolao
Non è solo distogliere l'attenzione... il tentativo di screditare ulteriormente l'ONU è chiaro, quindi lo scandalo è strumentale. Onestamenete la logica non è molto lontana dalla sete di giustizialismo a cui assistiamo in Italia nei confronti del presidente del consiglio.
direi che se la questione è vera l'ONU si è screditata da sola. O si dovrebbe insabbiare tutto per evitare il rischio strumentalizzazioni?

Iolao
24-03-2004, 14:19
Originariamente inviato da jumpermax
direi che se la questione è vera l'ONU si è screditata da sola. O si dovrebbe insabbiare tutto per evitare il rischio strumentalizzazioni?

per carità, oltretutto screditare l'onu è come sparare su un'anatra morta :D Solo che per l'ennesima volta gli scandali vengono tirati fuori "ad arte".

jumpermax
24-03-2004, 14:23
Originariamente inviato da Iolao
per carità, oltretutto screditare l'onu è come sparare su un'anatra morta :D Solo che per l'ennesima volta gli scandali vengono tirati fuori "ad arte".
beh prenditela con quel quotidiano di sinistra irakeno che ha pubblicato la notizia... un altra nefasta conseguenza della guerra imperialista :D

tatrat4d
24-03-2004, 14:25
Originariamente inviato da Iolao
Non è solo distogliere l'attenzione... il tentativo di screditare ulteriormente l'ONU è chiaro, quindi lo scandalo è strumentale. Onestamenete la logica non è molto lontana dalla sete di giustizialismo a cui assistiamo in Italia nei confronti del presidente del consiglio.

Che il programma avesse qualche perdita quando passava dai palazzi del Raiss lo si sapeva da tempo, ciò non toglie che l'ONU ne ricavi la figura che merita (ossia essere screditata; la mia opinione sull'ONU l' ho scritta nel thread di qualche giorno fa). A questo riguardo si può pensare che la notizia sia strumentale, anche se non cambia di molto il quadro.
Ma questa è solo una parte del problema: è molto più interessante scoprire cosa ci avrebbe fatto Saddam con questi denari. Tralasciando figure come Formigoni e Padre Benjamin (che credo e spero non indirizzeranno un granchè le sorti del pianeta), non stupirebbe il fatto di trovare tra i ricettori francesi e tedeschi.
Il ruolo dei primi era già chiaro quando la coalizione entro nel QG del Muhabarrat (se si scrive così) e vi trovo la contropartita dei contratti così favoravoli che Saddam concedeva ai cugini d'oltralpe, mentre come già scritto da qualcuno l'interesse tedesco in Iraq risale all'800 e ha già dato più di una volta esempi di questo genere.
Se poi entrambi i paesi rifiutano l'inchiesta il quadro assume tinte ancora più fosche.

LittleLux
24-03-2004, 14:34
Originariamente inviato da sempreio
si ma adesso è un po meglio, prima veniva sfruttato dagli europei e russi senza che il popolo ne avesse il ben che minimo vantaggio, adesso lo sfruttano gli usa ma anche ricostruiscono, il petrolio preso serve per coprire le spese di guerra degli americani e per la ricostruzione:rolleyes:







"gli unici che ci rimettono son sempre i più deboli:p "

Peccato che di ricostruzione, in Irak, sino ad ora, non ve ne sia traccia...poi che il programma oil for food fosse usato dal regime di saddam per fare altre cose, invece di quelle per cui era destinato, si sapeva da tempo, tanto è vero che la sua inutilità è stata denunciata da tempo...e sicuramente quel petrolio faceva gola a qualcuno, come del resto fa gola tutt'ora, tanto è vero che ci sono andati li con le armi, a prenderselo.

Iolao
24-03-2004, 14:41
Originariamente inviato da LittleLux
Peccato che di ricostruzione, in Irak, sino ad ora, non ve ne sia traccia...poi che il programma oil for food fosse usato dal regime di saddam per fare altre cose, invece di quelle per cui era destinato, si sapeva da tempo, tanto è vero che la sua inutilità è stata denunciata da tempo...e sicuramente quel petrolio faceva gola a qualcuno, come del resto fa gola tutt'ora, tanto è vero che ci sono andati li con le armi, a prenderselo.

che fosse noto, conosciuto e dununciato non ne diminuisce di una virgola la gravità; se tutto fosse confermato sarebbe un bel colpo inferto al velo d'ipocrisia di alcune politiche estere.


complimenti per la cpu, sembra la gemella della mia :D

twinpigs
24-03-2004, 14:42
Originariamente inviato da jumpermax
i fondi per il programma oil for food che doveva servire per finanziare aiuti umanitari al popolo irakeno sono stati usati da Saddam per pagare politici e funzionari occidentali.

vermente era risaputo (almeno io l'aveva già sentita vociferare sta cosa, in qualche trasmissione di rai3 che la fanno andare in onda a notte fonda inoltrata)

jumpermax
24-03-2004, 14:42
Originariamente inviato da LittleLux
Peccato che di ricostruzione, in Irak, sino ad ora, non ve ne sia traccia...poi che il programma oil for food fosse usato dal regime di saddam per fare altre cose, invece di quelle per cui era destinato, si sapeva da tempo, tanto è vero che la sua inutilità è stata denunciata da tempo...e sicuramente quel petrolio faceva gola a qualcuno, come del resto fa gola tutt'ora, tanto è vero che ci sono andati li con le armi, a prenderselo.



Più scuola, sanità, istruzione. E’ l’Iraq che vedono gli iracheni


Dopo gli spaventosi attentati del 2 marzo scorso,
che hanno ucciso 170 persone
nei santuari di Baghdad e Karbala, un
cittadino iracheno ha dato una risposta
perfetta a tutti coloro che, in Occidente, si
domandano se tattiche di questo genere
possano funzionare. Le sue parole hanno
grande importanza di fronte all’orrore suscitato
in Spagna la scorsa settimana e
mercoledì a Baghdad. Il suo nome è Ali;
sul suo Web-log c’è scritto, a proposito dei
terroristi e dei loro alleati: “Stanno sputando
in faccia al vento”. Uno degli sviluppi
più interessanti dell’Iraq post-Saddam è
la comparsa di numerosi siti web indipendenti
[…]. Uno di questi siti mostra una foto
di donne irachene che dimostrano contro
la Risoluzione 137, che era stata approvata
dal Consiglio di Governo Iracheno, e
che minacciava i diritti delle donne. […]
Come ha detto una di loro: “Non siamo vissute
tutti questi anni prive di qualsiasi diritto
soltanto per vedercelo negato un’altra
volta”. Un giornalista arabo le ha chiesto
se fosse sciita o sunnita. Lei ha risposta
molto seccamente: “prima di tutto sono
una cittadina irachena; e mi rifiuto di rispondere
ad una simile domanda”.
In numero sempre maggiore, gli iracheni
chiedono a voce alta il riconoscimento dei
propri diritti fondamentali. La gente sta
ascoltando. Infatti, le proteste delle donne
irachene non ha semplicemente costretto il
Consiglio a revocare la Risoluzione 137; ma,
quando, l’8 marzo, è stata firmata la nuova
costituzione provvisoria, erano state inserite
clausole che garantivano pari diritti e
un’adeguata rappresentanza
delle donne. Questa nuova costituzione
garantisce anche
altri pilastri fondamentali
di un’autentica democrazia,
compresa la separazione dei
poteri e un apparato giudiziario
indipendente, lo Stato
di diritto, tutti gli essenziali diritti
civili ed un controllo civile delle forze
militari. Si tratta di un sostanziale passo in
avanti, compiuto attraverso un dibattito politico
molto acceso ma sano; un dibattito che
soltanto un anno fa sarebbe stato del tutto
impossibile. Se questi dibattiti dimostrano
che gli iracheni hanno divergenze interne,
dimostrano anche, cosa molto più importante,
che gli iracheni possono discutere i
loro problemi apertamente e democraticamente.
Significativamente, in un recente
sondaggio, il 56 per cento degli iracheni ha
detto che la situazione è migliore di quella
di un anno fa; e il 71 per cento ritiene che
sarà ancora migliore fra un altro anno. Lo
scorso marzo, gli iracheni erano ancora sotto
il giogo di una delle più brutali dittature
degli ultimi cento anni: un regime che torturava
i bambini per spezzare la volontà dei
loro genitori e che stuprava le donne per
punire i loro parenti. Un ufficiale dell’esercito
americano mi ha detto, lo scorso luglio,
che durante lo scavo di una sepoltura di
massa erano stati scoperti i resti di 80 donne
e bambini.
Oggi, il tempo della violenza sistematica
e selvaggia in Iraq è finito. […] Il rifornimento
di elettricità ha raggiunto lo scorso
ottobre i livelli pre-bellici, e si avvia a superarli
nettamente, nonostante le principali
infrastrutture siano state distrutte da Saddam.
La produzione di petrolio è arrivata a
due milioni e mezzo di barili al giorno, molto
più di quanto era stato previsto. I fondi
per la sanità superano di 26 volte quelli del
regime di Saddam. Tutte le 22 università,
più 43 istituti tecnici, hanno iniziato i propri
corsi in modo regolare. Circa 72 milioni di
nuovi manuali scolastici verranno forniti
entro la fine dell’anno scolastico alle scuole
elementari e medie, in modo che gli studenti
non debbano più imparare la matematica
da libri che formulano così le regole:
“2 Saddam più 2 Saddam fa 4 Saddam”.
Uno degli sviluppi più importanti è il ruolo
sempre maggiore che gli iracheni hanno nel
garantire la sicurezza del proprio paese. Da
quando Baghdad è stata liberata, il numero
delle forze di sicurezza irachene è passato
da quasi zero alle 200.000 unità che attualmente
sono in servizio con vari compiti. Oggi,
gli iracheni che combattono e muoiono
per il “Nuovo Iraq” sono, numericamente,
la forza principale della Coalizione. Sebbene
non siano addestrati ed equipaggiati come
gli americani, possono sfruttare il grande
vantaggio di conoscere il paese e la lingua.
Sono l’home team e hanno grandissimo
sostegno da parte della popolazione, con
profonda frustrazione dei terroristi. E’ giusto
che gli iracheni combattano e difendano
il proprio paese, ed è molto incoraggiante
che continuino ad offrirsi volontari in grande
numero, malgrado i tentativi del nemico
di terrorizzarli.
Poche settimane fa, dopo un attacco contro
una stazione di polizia a Fallujah, quando
le forze statunitensi hanno offerto il proprio
aiuto al Corpo di Sicurezza Civile iracheno,
i suoi comandanti hanno risposto:
no grazie, vogliamo sconfiggere i nemici da
soli in modo che il popolo iracheno sappia
che siamo in grado di farlo. Ali, il blogger
iracheno, inquadra questi attacchi in una
prospettiva più ampia: “Qualcuno si domanda
ancora quale sia la relazione tra la
liberazione dell’Iraq e la guerra contro il
terrorismo. Penso che il fatto che praticamente
tutti i terroristi siano qui nel nostro
paese a combattere con tale ferocia sia una
spiegazione più che sufficiente”. E aggiunge:
“Noi stiamo dimostrando… agli altri
arabi ciò che anche loro potranno fare
quando saranno liberi… Vedo questi poteri
malvagi mostrare la loro vera e orrenda
faccia e giocare la loro ultima carta, e sono
più che mai certo che stiamo vincendo”. […]
I recenti attentati suicidi in Spagna – un
paese che ha preso una posizione coraggiosa
nella lotta contro il terrorismo globale –
ci avvertono che ogni società libera e aperta
può diventare un obiettivo. […] In Iraq,
come il presidente ci ricorda spesso, non
sarà né rapida né facile. I killer saddamiti e
i terroristi stranieri stanno facendo di tutto
per impedire il progresso. Tuttavia, una lettera,
recentemente intercettata, inviata da
Abu Musab al-Zarqawi […] ai suoi compagni
di al-Qaida in Afghanistan, dimostra che
Abu Musab sta perdendo le speranze: la
geografia non offre nessun vantaggio e gli
iracheni non collaborano, si lamenta Musab.
Ogni volta che compiono un attentato
per disunire gli iracheni, il solo risultato
che ottengono è di farli unire ancora di più.
In Iraq “la democrazia”, scrive Musab, “sta
arrivando”, e ciò sarà equivalente ad un
“soffocamento” per i terroristi. Musab dice
che la sua migliore speranza è quella di scatenare
una guerra civile fra sciiti e sunniti
uccidendo esponenti sciiti. La democrazia
sta effettivamente arrivando in Iraq. E noi
saremo lì ad assistere. Quando la sovranità
sarà data agli iracheni il primo luglio, i nostri
compiti cambieranno. Ma il nostro impegno
resterà lo stesso. Staremo in Iraq fino
a quando il lavoro sarà terminato. […]
Come ha detto benissimo Ali: “E’ soltanto
una questione di tempo”.
Paul Wolfowitz
© New York Post - Il Foglio
(traduzione di Aldo Piccato)

tatrat4d
24-03-2004, 14:42
Originariamente inviato da LittleLux
Peccato che di ricostruzione, in Irak, sino ad ora, non ve ne sia traccia..

Affermazione quantomeno opinabile....
Fognature, forniture mediche, riduzione della corruzione, costruzione di un'apparato dello stato (con i suoi costi) nuovo rispetto al precedente, non è proprio nulla.
I ricavi della vendita del petrolio sono ora certamente meglio amministrati (e non vengono sottratti al popolo dal' Amm. provvisoria), oltre ad essere maggiori (poichè il prezzo è cresciuto).
I problemi ci sono (sicurezza e legittimazione del circuito politico), ma non facciamoli più grandi di quello che già sono.

twinpigs
24-03-2004, 14:45
ma lo sapete che nassirya è un importante sito petrolifero?


Perchè i soldati italiani sono stati mandati proprio a nassirya?


ma lo sapete che ......?

Perchè ...... i ..... hanno fatto ............?


:D

LittleLux
24-03-2004, 14:46
Originariamente inviato da Iolao
che fosse noto, conosciuto e dununciato non ne diminuisce di una virgola la gravità; se tutto fosse confermato sarebbe un bel colpo inferto al velo d'ipocrisia di alcune politiche estere.


complimenti per la cpu, sembra la gemella della mia :D


Perfettamente d'accordo...

[OT]
Grazie per i complimenti;)
[OT]

Dr. Death
24-03-2004, 14:48
ma...che schifo
no comment

twinpigs
24-03-2004, 14:52
comunque si sapeva anche che moooltissimi uomini d'"affari" occidentali andavano in iraq con aerei "appositi"

null di starno se non per il fatto che ciò accadeva anche durante il periodo della No Fly Zone e dell'embargo. :rolleyes:

che cosa commerciasse Saddam con questi "importanti uomini d'affari" e perchè non potesse farlo sono lapalissiani
il fatto che nessuno abbia osata "indagare" per far luce ... rimane un mistero tranne se si fa 2+2 ed allora tornano i conti :D


Fonte?
sempre quella di sopra :muro:

Bet
24-03-2004, 14:56
cmq se c'è qualcosa di vero "oil for food" è una espressione adatta: qualcuno ci ha magnato :( :p

LittleLux
24-03-2004, 14:56
Originariamente inviato da tatrat4d
Affermazione quantomeno opinabile....
Fognature, forniture mediche, riduzione della corruzione, costruzione di un'apparato dello stato (con i suoi costi) nuovo rispetto al precedente, non è proprio nulla.
I ricavi della vendita del petrolio sono ora certamente meglio amministrati (e non vengono sottratti al popolo dal' Amm. provvisoria), oltre ad essere maggiori (poichè il prezzo è cresciuto).
I problemi ci sono (sicurezza e legittimazione del circuito politico), ma non facciamoli più grandi di quello che già sono.


Mi sembra di ricordare che, proprio la nostra croce rossa, afferma la carenza assoluta di materiale medico, ed inoltre, tanto per smentire la tanto decantata ricostruzione, ha detto che la maggior parte delle ferite che ormai curano sono quelle derivanti da ustioni, il perchè?Semplice, la gente, nelle case, si illumina e fa da mangiare con lampade e fornelli ad olio, i quali spesso esplodono causando ustioni gravissime al malcapitato...tutto questo perchè, ovviamente, hanno ricostruito la rete elettrica e quella del gas:rolleyes: ...senza poi considerare la mancanza gravissima di acqua potabile...ma si sa, la ricostruzione va a gonfie veleeeee, yiuhuuuu....senza parlare poi del problema della sicurezza, sicurezza che gli occupanti non sanno garantire neanche a se stessi, figurarsi agli irakeni, tanto è vero che i 600 e passa morti della "rinata" polizia irakena stanno li a dimostrarlo...

yossarian
24-03-2004, 14:58
Originariamente inviato da Bet
cmq se c'è qualcosa di vero "oil for food" è una espressione adatta: qualcuno ci ha magnato :( :p


sintetizza perfettamente l'accaduto

:D

ni.jo
24-03-2004, 15:00
fosse vero non avrei parole: :nono:

Bet
24-03-2004, 15:02
Originariamente inviato da ni.jo
fosse vero non avrei parole: :nono:

alè, forse ci siamo liberati da un logorroico :blah: :sofico:

ni.jo
24-03-2004, 15:06
Originariamente inviato da Bet
alè, forse ci siamo liberati da un logorroico :blah: :sofico:
forse.

























...segue qualche decina di cartelle di spiegazione...:cool: :sofico:

aracnox
24-03-2004, 15:12
secondo me i soldi non vanno mai ai poveri.

^TiGeRShArK^
24-03-2004, 15:21
ma jumper, allora vabbè ke tu 6 a favore della guerra in iraq.... ma non ti rendi conto ke l'iraq non era l'unica dittatura brutale presente nel mondo? in africa ci sono NAZIONI intere ke sono in condizioni MOLTO peggiori di quanto era l'iraq! secondo te bush ha fatto la guerra solo x essere l'arcangelo salvatore di quelle persone? io non penso proprio! intanto la sua motivazione ufficale principale era il terrorismo (ke come si è visto non ne è uscito affatto distrutto, anzi il contrario) e le armi di distruzione di massa (mai trovate)
ma alla fine sappiamo tutti benissimo qual'era il suo vero interesse, dato ke anke tu in questo topic l'hai proprio introdotto: l'oro nero.
Dopotutto c'erano francia, russia etc. ke erano contrarie alla guerra x lo stesso motivo x cui bush era favorevole. Quindi non mi pare proprio il caso di dare dei meriti a bush x quello ke ha fatto. Io anzi continuo a disapprovare questa guerra, xkè, come hai riportato in quell'articolo molte persone dicono di stare meglio, ma a ke prezzo? Il paese è distrutto, è in preda in certe zone a vere e proprie guerriglie, sono morti MOLTI innocenti.... ne valeva pena dato ke il motivo princiaple era il petrolio, e il miglioramento delle loro condizioni è stato solo un "effetto collaterale"?
Se poi bush è veramente così disinteressato, ke lo dimostri aiutando anke gli altri popoli ke si trovano nelle stesse condizioni irakene .... ah no dimenticavo, lì non c'è petroio!

ni.jo
24-03-2004, 17:23
credo sia partito da quì:

http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,70458,00.html

Sarebbe stata scoperta a Baghdad una lista contenente più di 270 nomi di politici e personalità del mondo arabo, europeo ed asiatico che avrebbero preso, nel corso degli anni in cui l'Iraq è stato sotto embargo, dei finanziamenti per supportare la causa del regime iracheno.

Lo rivela un esponente di alto livello del ministero del petrolio iracheno, al giornale kuwaitiano Al-Siyasa. In base a quanto riportano i documenti ritrovati, il regime iracheno avrebbe finanziato diverse personalità attraverso la società petrolifera di stato Somo, che avrebbe fornito loro grosse forniture di petrolio. Si tratta di circa 270 nomi di parlamentari o esponenti governativi provenienti da 50 paesi del mondo, sia arabi che europei e asiatici.

In particolare riguardano personalità di 16 paesi arabi, 17 europei, 9 asiatici, 4 africani ed alcuni americani. Tra loro ci sarebbe il figlio del presidente libanese Hamil Lihud, la presidentessa indonesiana Megawati Sukarnoputri, Firas Talas, figlio del ministro della Difesa siriano Mustafa Talas, Sultan Isa figlio del presidente degli Emirati Arabi Uniti Zayd ibn Sultan e Shukri Ghanim presidente del consiglio libico.

L'unico nome occidentale che fornisce il giornale arabo è quello di George Galloway, deputato laburista britannico strenuo oppositore della guerra all'Iraq. I documenti ritrovati saranno presto consegnati all'Interpool. Secondo il funzionario del ministero del petrolio che ha scoperto la lista di nomi, molti altri documenti sarebbero stati distrutti durante gli episodi di saccheggio avvenuti dopo la caduta del regime di Saddam.

jumpermax
24-03-2004, 17:48
Originariamente inviato da ^TiGeRShArK^
ma jumper, allora vabbè ke tu 6 a favore della guerra in iraq.... ma non ti rendi conto ke l'iraq non era l'unica dittatura brutale presente nel mondo? in africa ci sono NAZIONI intere ke sono in condizioni MOLTO peggiori di quanto era l'iraq! secondo te bush ha fatto la guerra solo x essere l'arcangelo salvatore di quelle persone? io non penso proprio! intanto la sua motivazione ufficale principale era il terrorismo (ke come si è visto non ne è uscito affatto distrutto, anzi il contrario) e le armi di distruzione di massa (mai trovate)
ma alla fine sappiamo tutti benissimo qual'era il suo vero interesse, dato ke anke tu in questo topic l'hai proprio introdotto: l'oro nero.
Dopotutto c'erano francia, russia etc. ke erano contrarie alla guerra x lo stesso motivo x cui bush era favorevole. Quindi non mi pare proprio il caso di dare dei meriti a bush x quello ke ha fatto. Io anzi continuo a disapprovare questa guerra, xkè, come hai riportato in quell'articolo molte persone dicono di stare meglio, ma a ke prezzo? Il paese è distrutto, è in preda in certe zone a vere e proprie guerriglie, sono morti MOLTI innocenti.... ne valeva pena dato ke il motivo princiaple era il petrolio, e il miglioramento delle loro condizioni è stato solo un "effetto collaterale"?
Se poi bush è veramente così disinteressato, ke lo dimostri aiutando anke gli altri popoli ke si trovano nelle stesse condizioni irakene .... ah no dimenticavo, lì non c'è petroio!

Che ci siano dittature anche peggiori di quella di Saddam non ci piove, ma questo certo non è un argomento a favore del non interventismo. Tolte di mezzo le valutazioni di legittimità, perché per quanto mi riguarda non c'è alcuna legittimità in una dittatura la questioni sono IMHO pratiche: quanto danno una dittatura arreca al paese, quanto è pericolosa per il resto del mondo e che alternativa possiamo proporre, alternativa che ovviamente non dipende solo da noi ma soprattutto da dalla popolazione.

Per il resto è vero il paese è distrutto, ma buona parte della rovina non è stata determinata dall'ultima guerra ma dalla sconsiderate scelte di Saddam.
Ora non è che questo scandalo aggiunge una virgola in più o in meno alle valutazioni del conflitto, semmai dovrebbe essere uno stimolo per sgombrare il confronto da valutazioni dietrologiche petolio sì petrolio no che finiscono sempre in mezzo.
Gente che se ne approfitta ce n'è da entrambe le parti, ma non è che questo toglie valore ai concetti espressi da una parte o dall'altra. Ogni strumentalizzazione quindi è fuori luogo ma di sicuro le "santificazioni" sono fuori gioco... non esistono a mio avviso superiorità morali di una parte rispetto all'altra.

ni.jo
24-03-2004, 18:09
Originariamente inviato da jumpermax
Che ci siano dittature anche peggiori di quella di Saddam non ci piove, ma questo certo non è un argomento a favore del non interventismo. Tolte di mezzo le valutazioni di legittimità, perché per quanto mi riguarda non c'è alcuna legittimità in una dittatura la questioni sono IMHO pratiche: quanto danno una dittatura arreca al paese, quanto è pericolosa per il resto del mondo e che alternativa possiamo proporre, alternativa che ovviamente non dipende solo da noi ma soprattutto da dalla popolazione.

Per il resto è vero il paese è distrutto, ma buona parte della rovina non è stata determinata dall'ultima guerra ma dalla sconsiderate scelte di Saddam.
Ora non è che questo scandalo aggiunge una virgola in più o in meno alle valutazioni del conflitto, semmai dovrebbe essere uno stimolo per sgombrare il confronto da valutazioni dietrologiche petolio sì petrolio no che finiscono sempre in mezzo.
Gente che se ne approfitta ce n'è da entrambe le parti, ma non è che questo toglie valore ai concetti espressi da una parte o dall'altra. Ogni strumentalizzazione quindi è fuori luogo ma di sicuro le "santificazioni" sono fuori gioco... non esistono a mio avviso superiorità morali di una parte rispetto all'altra.

esecrabile, certo, ma tu paragoni 4 galloni con l'intero pozzo... :D
"Non ci sono obiettivi di rilievo in Afghanistan, ma ce ne sono un sacco in Iraq", Rumsfeald il 12/9, quando la polvere delle torri non s'era ancora posata e Clarke gli diceva che Al Quaeda era in Afghanistan e non in Iraq....jumper :D ti voglio bene ma sai benissimo che della popolazione non glien'è fregato nulla ne agli nè agli altri (sempre che abbiano preso i soldi...).:)


ni.jo log out

LittleLux
24-03-2004, 18:14
Originariamente inviato da ni.jo
esecrabile, certo, ma tu paragoni 4 galloni con l'intero pozzo... :D
"Non ci sono obiettivi di rilievo in Afghanistan, ma ce ne sono un sacco in Iraq", Rumsfeald il 12/9, quando la polvere delle torri non s'era ancora posata e Clarke gli diceva che Al Quaeda era in Afghanistan e non in Iraq....jumper :D ti voglio bene ma sai benissimo che della popolazione non glien'è fregato nulla ne agli nè agli altri (sempre che abbiano preso i soldi...).:)

Il bello è che anche in afghankstan ci sono obbiettivi di rilievo, o se ci sono...magari sotto non c'è il petrolio, ma la regione è fondamentale per il controllo di tutta l'area, e da lì devono passare gli oleodotti che dal caspio trasportano il petrolio, almeno nelle intenzioni di qualcuno...poi, da ultimo, ricordiamoci dell'oppio, nn vi pare singolare che, con il paese controllato dagli americani, la produzione dell'oppio afghano sia tornata ai livelli, se non addirittura maggiore, del periodo talebano?...mah....

tatrat4d
24-03-2004, 18:17
Originariamente inviato da LittleLux
nn vi pare singolare che, con il paese controllato dagli americani, la produzione dell'oppio afghano sia tornata ai livelli, se non addirittura maggiore, del periodo talebano?...mah....

Vero, ma la ragione è che gli americani stanno facendo altro, mentre gli europei finanziavano via ONU e Pino Arlacchi i Talebani per distruggere le coltivazioni. Non so cosa sia peggio.

LittleLux
24-03-2004, 18:21
Originariamente inviato da tatrat4d
Vero, ma la ragione è che gli americani stanno facendo altro, mentre gli europei finanziavano via ONU e Pino Arlacchi i Talebani per distruggere le coltivazioni. Non so cosa sia peggio.

Oddio, la filosofia Arlacchi era quella di finanziare i contadini coltivatori di oppio affinchè questi potessero convertire la loro agricoltura verso altre colture...in molte altre parti questa metodologia ha dato buoni frutti...comunque la mia domanda è perchè gli americani tollerano, ora, mentre sono la, la coltivazione del papavero...cosa assai strana, almeno a prima vista...

tatrat4d
24-03-2004, 18:31
Originariamente inviato da LittleLux
Oddio, la filosofia Arlacchi era quella di finanziare i contadini coltivatori di oppio affinchè questi potessero convertire la loro agricoltura verso altre colture...in molte altre parti questa metodologia ha dato buoni frutti...comunque la mia domanda è perchè gli americani tollerano, ora, mentre sono la, la coltivazione del papavero...cosa assai strana, almeno a prima vista...

La filosofia Arlacchi così espressa andava bene (o non bene, secondo le opinioni) in Sud America, dove qualcuno con i sussidi ha potuto mitigare la perdita di reddito dovuta alla riconversione.
In Afghanistan i soldi andavano invece ai Talebani che con il pretesto (o comunque con una convinzione ideale molto redditizia) della legalità islamica battevano delle vie più brevi e distruttive per l'economia locale.
Riguardo a quanto avviene adesso credo:
1) gli americani hanno problemi ai quali dedicano maggiore attenzione;
2) saranno scesi a qualche compromesso con i locali che detengono gli interessi sulle coltivazioni, probabilmente in cambio del disarmo e di una collaborazione con il governo Karzai (è una mia ipotesi, non ho letto molto a riguardo).

ribbaldone
24-03-2004, 18:38
Nooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!! mi sono caduti 2 miti, i due stati europei piu' pacifisti del mondo, coloro che volevano la pace a tutti i costi, coloro che sono stati presi ad esempio e modello dalle sinistre italiane per il loro ideale di pace e il loro rifiuto ad una guerra in iraq, nooooooooooooooooo non posso crederci, adesso si oppongono ad una commissione di inchiesta, avranno mica la coda di paglia?
Giusto ieri sera facendo zapping sono capitato su porta a porta e c'erano il leader dei comunisti italiani e quello dei verdi che confrontandosi con i leader dei ds si appellavano alla responsabilita' di francia e germania per il loro rifiuto alla guerra, e adesso si scoprono queste cose, che in realtà gia' aleggiavano nell'aria l'anno scorso.
:rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:
ciao

jumpermax
24-03-2004, 18:41
Originariamente inviato da ribbaldone
Nooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!! mi sono caduti 2 miti, i due stati europei piu' pacifisti del mondo, coloro che volevano la pace a tutti i costi, coloro che sono stati presi ad esempio e modello dalle sinistre italiane per il loro ideale di pace e il loro rifiuto ad una guerra in iraq, nooooooooooooooooo non posso crederci, adesso si oppongono ad una commissione di inchiesta, avranno mica la coda di paglia?
Giusto ieri sera facendo zapping sono capitato su porta a porta e c'erano il leader dei comunisti italiani e quello dei verdi che confrontandosi con i leader dei ds si appellavano alla responsabilita' di francia e germania per il loro rifiuto alla guerra, e adesso si scoprono queste cose, che in realtà gia' aleggiavano nell'aria l'anno scorso.
:rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:
ciao
più che Francia e Germania qua sono certi nomi ad essere inquietanti... gente che ha speso non poco fiato contro l'intervento. Padre Benjamin era alle iene giusto qualche giorno fa...

ribbaldone
24-03-2004, 20:38
Originariamente inviato da jumpermax
più che Francia e Germania qua sono certi nomi ad essere inquietanti... gente che ha speso non poco fiato contro l'intervento. Padre Benjamin era alle iene giusto qualche giorno fa...
lo so jumper, pero' vedi quando ti tritano i maroni dicendo che francia e germania sono pacifisti e non prendendo in considerazione il fatto che magari hanno i loro interessi, ogni volta che si parla di iraq......
Comunque formigoni mi sorprende, tutto casto e puro e invece:rolleyes:

hannibalthecannibal
24-03-2004, 20:40
penso ke alla fine l'onu nn abbia mai fatto nulla di particolare x impedire le guerre, ha pensato al dopo, ma nn a evitare ke scoppiassero!!!!