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View Full Version : 28 ottobre 1922


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DUX
06-11-2003, 22:32
Originariamente inviato da asca
Dimentichi di dire che rubi alle vecchiette la pensione e anche le elemosine in chiesa....:D

Se è per questo vado anche davanti alle elementari ad adescare le bambine! :p

scherzi a parte, il topic sta decisamente degenerando... pure ni.jo, che era forse l'unico utente con cui era possibile dialogare, preferisce rispondere ai topic direttamente con un "inciso" pseudo-simpaticone (ah, ecco la risposta alla mia domanda: a che pro.
Ecco a che pro. ....fasisti su marteeeh.... ).
Un tempo prima di deliziarci con i "gran finali" scriveva almeno un pò di testo... :D

asca
06-11-2003, 22:32
Originariamente inviato da GhePeU
meine Ehre heißt Treue :rolleyes:
era il motto di un'amena associazione di escursionisti biondi e ariani, no ?

asca
06-11-2003, 22:35
per Dux:
Comunque, l'hai sparata proprio grossicella.. ci credo che s'è inca@@ato Moebius... tu sarai anche in buona fede, ma hai una visione a senso unico e soprattutto non cogli la retorica untuosa e vuota di quelle frasi che citi... a me fan ridere, ma animi più sensibili potrebbero anche avere disturbi seri...

DUX
06-11-2003, 22:48
Originariamente inviato da asca
per Dux:
Comunque, l'hai sparata proprio grossicella.. ci credo che s'è inca@@ato Moebius... tu sarai anche in buona fede, ma hai una visione a senso unico e soprattutto non cogli la retorica untuosa e vuota di quelle frasi che citi... a me fan ridere, ma animi più sensibili potrebbero anche avere disturbi seri...

La mia citazione era semplicemente utile per analizzare OBIETTIVAMENTE un altro modo di intendere la storia del Fascismo.
Se poi gli utenti del forum preferiscono intavolare un processo nei miei confronti (e ribadisco che per correttezza ed onestà intellettuale non ho MAI dato opinioni personali, ma ho esclusivamente riportato dati storici) piuttosto che dibattere del topic in questione, è un altro paio di maniche.

Non sono poi assolutamente d'accordo sul fatto che io abbia una visione a senso unico... mi considero anzi il primo critico nei confronti del fascismo storico.
E' ormai evidente che in questo topic si preferisce esprimere disprezzo ai miei danni (senza peraltro minimamente conoscermi) piuttosto che parlare di storia, come io sto affannosamente cercando di fare da giorni...

Stupido io a pensare che si potessero trattare tematiche di questo tipo senza sputare addosso a chi la pensa diversamente.

asca
06-11-2003, 22:51
Hai problemi di paranoia ?
Io non penso di aver sputato addosso a nessuno, tra l'altro non è mio costume sputare, se la tua suscettibilità è così estrema lascia perdere i forums e resta tra chi la pensa come te.
Chi ha delle convinzioni, per quanto errate esse siano, ha diritto di esporle, e di essere contraddetto.
IMHO, of course

DUX
06-11-2003, 22:58
Originariamente inviato da asca
Hai problemi di paranoia ?
Io non penso di aver sputato addosso a nessuno, tra l'altro non è mio costume sputare, se la tua suscettibilità è così estrema lascia perdere i forums e resta tra chi la pensa come te.
Chi ha delle convinzioni, per quanto errate esse siano, ha diritto di esporle, e di essere contraddetto.
IMHO, of course

non mi riferivo a te, ma al Mohebius in questione, o più velatamente a ni.jo o a Ghepeù.

Comunque pure tu... "lascia perdere i forums e resta tra chi la pensa come te"

va beh, fingerò di non sentire una leggera provocazione in queste parole... d'altronde qui ne ho lette di ben peggio!

asca
06-11-2003, 23:03
Originariamente inviato da DUX
non mi riferivo a te, ma al Mohebius in questione, o più velatamente a ni.jo o a Ghepeù.

Comunque pure tu... "lascia perdere i forums e resta [b]tra chi la pensa come te[b]"

va beh, fingerò di non sentire una leggera provocazione in queste parole... d'altronde qui ne ho lette di ben peggio!
potevi anche essere anarco comunistaipermaoista o nazista.... per me.
La frase era riferita al fatto che chi resta sempre con chi la pensa come lui, QUALSIASI cosa pensi, non è esposto al rischio della critica.
Forse un filino di paranoia o di mania di persecuzione......che dici ?
Ma non perchè sei fascista, non attribuire le critiche solo al fatto che sei di destra.. se spari cazzate le spari, ti si critica per questo, se qualcuno qui dicesse che le purghe staliniane sono le fave di fuca rosse avrebbe le stesse risposte...
Sempre IMHO, ancora di + of course

hirpus90
06-11-2003, 23:04
Ancora con sta storia della marcia su roma?!?!? Oltre a 60 anni sono passati pure 8 giorni.. che ne dite di parlare d'altro? :rolleyes:

asca
06-11-2003, 23:07
Originariamente inviato da hirpus90
Ancora con sta storia della marcia su roma?!?!? Oltre a 60 anni sono passati pure 8 giorni.. che ne dite di parlare d'altro? :rolleyes:

Scusa la franchezza, ma se a te non interessa che cavolo posti a fare ? Qui son 8 giorni che si discute, forse a ca@@o, ma si discute.
Il tuo post non aggiunge nulla di utile, e quel rolleyes è abbastanza antipatico...
se, come sembra, ci sei superiore ignoraci e te ne saremo grati.

DUX
06-11-2003, 23:11
Originariamente inviato da asca
potevi anche essere anarco comunistaipermaoista o nazista.... per me.
La frase era riferita al fatto che chi resta sempre con chi la pensa come lui, QUALSIASI cosa pensi, non è esposto al rischio della critica.
Forse un filino di paranoia o di mania di persecuzione......che dici ?
Ma non perchè sei fascista, non attribuire le critiche solo al fatto che sei di destra.. se spari cazzate le spari, ti si critica per questo, se qualcuno qui dicesse che le purghe staliniane sono le fave di fuca rosse avrebbe le stesse risposte...
Sempre IMHO, ancora di + of course

non sai quanto ambirei a ricevere una critica rispetto a quello di cui ho parlato... invece continuo a ricevere accuse rispetto a quello che la gente pensa che io sia!
E questo che non sopporto... in un forum si può parlare solo di quello che la gente comunica, dal momento che non si ha la possibilità di conoscere direttamente le persone.

Il fatto che io sia fascista (o di destra), oppure che io resti sempre con chi la pensa come me (nulla di più falso! ci sarebbe da ridere se sapeste che gente frequento...) sono esempi di tentativi di intuire lati della mia personalità che io non ho esplicitamente espresso, e non ho nemmeno intenzione di fare!

Non credo in conclusione di essere paranoico solo perchè vorrei essere considerato un utente come un altro... un semplice utente del quale non si pretende di conoscere idee o atteggiamenti... ma si parla semplicemeente dei concetti espressi.

asca
06-11-2003, 23:15
Originariamente inviato da DUX
non sai quanto ambirei a ricevere una critica rispetto a quello di cui ho parlato... invece continuo a ricevere accuse rispetto a quello che la gente pensa che io sia!
E questo che non sopporto... in un forum si può parlare solo di quello che la gente comunica, dal momento che non si ha la possibilità di conoscere direttamente le persone.

Il fatto che io sia fascista (o di destra), oppure che io resti sempre con chi la pensa come me (nulla di più falso! ci sarebbe da ridere se sapeste che gente frequento...) sono esempi di tentativi di intuire lati della mia personalità che io non ho esplicitamente espresso, e non ho nemmeno intenzione di fare!

Non credo in conclusione di essere paranoico solo perchè vorrei essere considerato un utente come un altro... un semplice utente del quale non si pretende di conoscere idee o atteggiamenti... ma si parla semplicemeente dei concetti espressi.


Temo che tu sia un caso più grave di quel che credevo .... ma sai leggere ?
La tua risposta fa pensare che tu capisca solo quello che vuoi e non quello che è invece scritto.
La rileggi con attenzione, per favore ?

ni.jo
06-11-2003, 23:18
Originariamente inviato da DUX
Se è per questo vado anche davanti alle elementari ad adescare le bambine! :p

scherzi a parte, il topic sta decisamente degenerando... pure ni.jo, che era forse l'unico utente con cui era possibile dialogare, preferisce rispondere ai topic direttamente con un "inciso" pseudo-simpaticone (ah, ecco la risposta alla mia domanda: a che pro.
Ecco a che pro. ....fasisti su marteeeh.... ).
Un tempo prima di deliziarci con i "gran finali" scriveva almeno un pò di testo... :D

non buttare alle erbacce il mio inciso, è pregno di significato.
Secondo me tutte le menate sulla guerra del grano, aracione, ssulla bella architettura fascista, sulle leggi ecc, dovevano servire come percorso alla frase quotata.
Che ci riporta ad una visione illusoria di un ideologia omicida e funesta, nonchè,grazie al cielo, superata (sennò col cavolo avresti trovato frasi simpaticone).;)

Non ti offendere,l'ironia la metto anche in cose ben più serie.
Ma non è un vezzo di superiorità, è un modo di affrontare le cose...

Certo se dopo aver deriso i valori fondanti del Repubblica e il sangue di chi ha combattuto per tirarla sù dalle ceneri in cui il tuo duce l'ha sprofondata mi scarichi per un "fasisti su marte"...credo che anche il mio almirantissimo paparino non possa trattenere un ghigno alla visione di quella parodia...sù!

DUX
06-11-2003, 23:42
Originariamente inviato da asca
potevi anche essere anarco comunistaipermaoista o nazista.... per me.
La frase era riferita al fatto che chi resta sempre con chi la pensa come lui, QUALSIASI cosa pensi, non è esposto al rischio della critica.
Forse un filino di paranoia o di mania di persecuzione......che dici ?
Ma non perchè sei fascista, non attribuire le critiche solo al fatto che sei di destra.. se spari cazzate le spari, ti si critica per questo, se qualcuno qui dicesse che le purghe staliniane sono le fave di fuca rosse avrebbe le stesse risposte...
Sempre IMHO, ancora di + of course

Devo rivalutare le mie teorie sulla comunicazione telematica... è molto più "buggosa" di quanto pensassi...
CMQ, rileggendo:


La frase era riferita al fatto che chi resta sempre con chi la pensa come lui, QUALSIASI cosa pensi, non è esposto al rischio della critica.
Ma chi sarebbe questo losco figuro che resta sempre con chi la pensa come lui? scusa ma proprio non capisco di chi o cosa diavolo stai parlando! io ingenuamente pensavo ti riferissi a me, dato che il post era a me dedicato... evidentemente mi sbagliavo... urge spiegazione! :D

Forse un filino di paranoia o di mania di persecuzione......che dici ?
A questa ho risposto nel mio post precedente... a testimonianza che SI, so leggere.

Ma non perchè sei fascista, non attribuire le critiche solo al fatto che sei di destra.. se spari cazzate le spari, ti si critica per questo, se qualcuno qui dicesse che le purghe staliniane sono le fave di fuca rosse avrebbe le stesse risposte...

Pure a queste ho risposto... e riconfermo che, a parte il mio ormai amicone ni.jo, NESSUNO mi ha criticato per le cazzate che ho sparato. Cosa darei per un quote sulla interpretazione del fascismo che ho postato, con su scritto per filo e per segno che sono un mentecatto!
Invece ho solo ricevuto demenzialità sul mio disprezzo per la repubblica o per chicchessia... cose che non penso e che non ho mai detto... (e NON da parte tua, sta volta specifico :p )


X ni.jo: Secondo me tutte le menate sulla guerra del grano, aracione, ssulla bella architettura fascista, sulle leggi ecc, dovevano servire come percorso alla frase quotata.

Perdona la mia ottusaggine, ma non capisco chi avrebbe ordito questo metodo di propaganda geniale... forse il vostro caro amico DUX? oppure anche tu ti riferivi a qualcun altro indefinito, pur parlando con me?

Certo se dopo aver deriso i valori fondanti del Repubblica e il sangue di chi ha combattuto[...]
Ma chi ha deriso niente... guarda mi sto definitivamente spaccando le p@##e di rispondere ad accuse per affermazioni che io non ho mai fatto, e concetti che non ho mai espresso...
LA PROSSIMA VOLTA QUOTATE LA MIA FRASE, VE NE SARO' GRATO IN ETERNO!!! se non io almeno le mie coronarie...

Ah, anch'io mi sbellicavo dalle risate per fascisti su marte"!! era una satira parecchio intelligente su uno degli aspetti del regime... ;)

BeBrA
06-11-2003, 23:44
Vedo con dispiacere che la discussione sta degenerando (a dire il vero già da qualche pagina la discussione ha raggiunto una brutta piega (piccole provocazioni, sarcasmi più o meno velati...)).

Ormai si è capito, c'e' chi la pensa in un modo e chi la pensa in un altro e a quanto sembra c'e' scarsa propensione al dialogo sereno.

Penso sia nell'interesse di tutti evitare l'intervento dei moderatori e anche se con un po' di amaro in bocca credo sia meglio che la discussione si concluda qui.

Saluti a tutti,
Simone

asca
06-11-2003, 23:46
Concordo e vado a :ronf:
(tra un po' :D )

yossarian
07-11-2003, 01:38
oggi, 7 novembre, è l'anniversario della Rivoluzione di Ottobre; un evento che ha cambiato la storia dell'umanità. Bisogna celebrarla :rolleyes:

:sofico: :D

-kurgan-
07-11-2003, 01:57
oggi è anniversario del mio primo bacio. La mia autostima, la mia vita sessuale e un certo numero di ragazze che ho avuto la fortuna di conoscere finora ringraziano.
festeggiamo e ricordiamo qualcosa di serio, va.. :D

yossarian
07-11-2003, 02:07
Originariamente inviato da -kurgan-
oggi è anniversario del mio primo bacio. La mia autostima, la mia vita sessuale e un certo numero di ragazze che ho avuto la fortuna di conoscere finora ringraziano.
festeggiamo e ricordiamo qualcosa di serio, va.. :D

mi sa che hai proprio ragione


;) :cincin: :happy:

IroNLieR
07-11-2003, 02:09
Purtroppo l'ignoranza dilaga:rolleyes:

yossarian
07-11-2003, 02:15
Originariamente inviato da IroNLieR
Purtroppo l'ignoranza dilaga:rolleyes:

proprio vero: non c'è peggior ignorante di chi vuole ignorare.
Comunque, meglio ignoranti finti che revi-sionisti veri


:oink:

jumpermax
07-11-2003, 02:21
Originariamente inviato da DUX
Non capisco in che modo le frasi alle quali hai dato il bold possano essere offensive, se puoi cerca di essere meno sibillino... Potrei cmq risponderti che la festa della Liberazione è un ignobile insulto ai ragazzi che diedero la vita per una cosa chiamata Onore, ed un'altra chiamata Fedeltà... ma evito commenti personali perchè OT.
Qui stiamo parlando di Storia.

guarda questa poi... non sono certo un amante della retorica antifascista e mi spiace certo per quei ragazzi che diedero la vita per una causa che forse credevano giusta, ma insomma non si possono misificare i fatti. IL 25 aprile sancisce per quanto mi riguarda la fine di una dittatura durata più di un ventennio che aveva portato il paese alla catastrofe, ma non solo la fine di una guerra spaventosa che si trascinò per qualche anno sotto forma di guerra civile con vendette atroci e sanguinose uccisioni che poco hanno a che vedere col concetto di liberazione, ma che tristemente molto sono legate alla realtà della caduta di un regime. Il fatto chiaro e certo è che da lì in poi il paese si è rimboccato le maniche e ha riavviato la ricostruzione che ci ha portato ad essere la nazione che siamo, civile e democratica. Concetti che il fascismo aveva calpestato e che ritengo siano fondamentali per uno stato moderno.


Le idee FURONO rivoluzionarie ed incredibilmente all'avanguardia, ma non si capisce se tu ti riferisca al presente oppure al passato... anche qui urgerebbero chiarimenti...

bella questa... lo dicono spesso anche del comunismo quando si parla dei macelli che ha causato nell'ultimo secolo, ma almeno lì c'è un'ideologia di cui parlare. Il fascismo mi sembra non avesse certo niente di tutto questo. Insomma quali dovrebbero essere queste idee? Quale concetto di società, di istituzioni, di modo di ntendere la politica?


Il gran finale (sta diventando un MUST in questo topic, eh? ;) ) non te lo rovino. Ma retorica di questa fatta non la trovo poi troppo lontana da quella che faceva "El Testun" dal balcone di Palazzo Venezia...
beh guarda è anche colpa tua. Se ti metti a fare di queste sparate sai benissimo che qualcuno più sanguigno possa reagire male. Il thread aperto da BeBra mi sembra si fosse messo su un bel binario fino al tuo intervento... insomma c'è un limite anche alle cose che si possono dire pur pensandole. La tua affermazione sulla festa di liberazione è inutilmente offensiva. Poco importa se la pensi non cambia certo la sostanza delle cose.
Non siamo liberi di dire quel che ci pare, possiamo pensare peste e corna della chiesa delle istituzioni o delle altre persone ma certo non sparare certi giudizi a questo modo.

yossarian
07-11-2003, 02:35
in realtà, il fascismo aveva una sorta di programma politico, per la verità non troppo dissimile, in alcuni passi, dal manifesto del partito socialista. Poi, come si dice, tra il dire e il fare..............
Te ne riporto il testo (chi l'avrebbe mai detto che avrei sprecato qualche parola in difesa del fascio :rolleyes: )

Il manifesto dei fasci di combattimento (1919) - Programma di San Sepolcro

Italiani! Ecco il programma di un movimento genuinamente italiano. Rivoluzionario perché antidogmatico; fortemente innovatore antipregiudiziaiolo.

Per il problema politico:
Noi vogliamo:
a) Suffragio universale a scrutinio di lista regionale, con rappresentanza proporzionale, voto ed eleggibilità per le donne.
b) II minimo di età per gli elettori abbassato ai I 8 anni; quello per i deputati abbassato ai 25 anni.
c) L'abolizione del Senato.
d) La convocazione di una Assemblea Nazionale per la durata di tre anni, il cui primo compito sia quello di stabilire la forma di costituzione dello Stato.
e) La formazione di Consigli Nazionali tecnici del lavoro, dell'industria, dei trasporti, dell'igiene sociale, delle comunicazioni, ecc. eletti dalle collettività professionali o di mestiere, con poteri legislativi, e diritto di eleggere un Commissario Generale con poteri di Ministro.

Per il problema sociale:
Noi vogliamo:
a) La sollecita promulgazione di una legge dello Stato che sancisca per tutti i lavori la giornata legale di otto ore di lavoro.
b) I minimi di paga.
c) La partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori al funzionamento tecnico dell'industria.
d) L'affidamento alle stesse organizzazioni proletarie (che ne siano degne moralmente e tecnicamente) della gestione di industrie o servizi pubblici.
e) La rapida e completa sistemazione dei ferrovieri e di tutte le industrie dei trasporti.
f) Una necessaria modificazione del progetto di legge di assicurazione sulla invalidità e sulla vecchiaia abbassando il limite di età, proposto attualmente a 65 anni, a 55 anni.

Per il problema militare:
Noi vogliamo:
a) L'istituzione di una milizia nazionale con brevi servizi di istruzione e compito esclusivamente difensivo.
b) La nazionalizzazione di tutte le fabbriche di armi e di esplosivi.
c) Una politica estera nazionale intesa a valorizzare, nelle competizioni pacifiche della civiltà, la Nazione italiana nel mondo.

Per il problema finanziario:
Noi vogliamo:
a) Una forte imposta straordinaria sul capitale a carattere progressivo, che abbia la forma di vera espropriazione parziale di tutte le ricchezze.
b) II sequestro di tutti i beni delle congregazioni religiose e l'abolizione di tutte le mense Vescovili che costituiscono una enorme passività per la Nazione e un privilegio di pochi.
c) La revisione di tutti i contratti di forniture di guerra ed il sequestro dell' 85% dei profitti di guerra.

(«II popolo d'Italia», 6 giugno 1919)


potete divertirvi a verificare quanti di questi punti si sia effettivamente tentato di realizzare (io resto sempre dell'idea che programmi e ideologie servano per nascondercisi dietro e prendere per il cu@o la gente)

:cool:

jumpermax
07-11-2003, 02:50
Originariamente inviato da yossarian
in realtà, il fascismo aveva una sorta di programma politico, per la verità non troppo dissimile, in alcuni passi, dal manifesto del partito socialista. Poi, come si dice, tra il dire e il fare..............
Te ne riporto il testo (chi l'avrebbe mai detto che avrei sprecato qualche parola in difesa del fascio :rolleyes: )

Il manifesto dei fasci di combattimento (1919) - Programma di San Sepolcro

Italiani! Ecco il programma di un movimento genuinamente italiano. Rivoluzionario perché antidogmatico; fortemente innovatore antipregiudiziaiolo.

Per il problema politico:
Noi vogliamo:
a) Suffragio universale a scrutinio di lista regionale, con rappresentanza proporzionale, voto ed eleggibilità per le donne.
b) II minimo di età per gli elettori abbassato ai I 8 anni; quello per i deputati abbassato ai 25 anni.
c) L'abolizione del Senato.
d) La convocazione di una Assemblea Nazionale per la durata di tre anni, il cui primo compito sia quello di stabilire la forma di costituzione dello Stato.
e) La formazione di Consigli Nazionali tecnici del lavoro, dell'industria, dei trasporti, dell'igiene sociale, delle comunicazioni, ecc. eletti dalle collettività professionali o di mestiere, con poteri legislativi, e diritto di eleggere un Commissario Generale con poteri di Ministro.

Per il problema sociale:
Noi vogliamo:
a) La sollecita promulgazione di una legge dello Stato che sancisca per tutti i lavori la giornata legale di otto ore di lavoro.
b) I minimi di paga.
c) La partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori al funzionamento tecnico dell'industria.
d) L'affidamento alle stesse organizzazioni proletarie (che ne siano degne moralmente e tecnicamente) della gestione di industrie o servizi pubblici.
e) La rapida e completa sistemazione dei ferrovieri e di tutte le industrie dei trasporti.
f) Una necessaria modificazione del progetto di legge di assicurazione sulla invalidità e sulla vecchiaia abbassando il limite di età, proposto attualmente a 65 anni, a 55 anni.

Per il problema militare:
Noi vogliamo:
a) L'istituzione di una milizia nazionale con brevi servizi di istruzione e compito esclusivamente difensivo.
b) La nazionalizzazione di tutte le fabbriche di armi e di esplosivi.
c) Una politica estera nazionale intesa a valorizzare, nelle competizioni pacifiche della civiltà, la Nazione italiana nel mondo.

Per il problema finanziario:
Noi vogliamo:
a) Una forte imposta straordinaria sul capitale a carattere progressivo, che abbia la forma di vera espropriazione parziale di tutte le ricchezze.
b) II sequestro di tutti i beni delle congregazioni religiose e l'abolizione di tutte le mense Vescovili che costituiscono una enorme passività per la Nazione e un privilegio di pochi.
c) La revisione di tutti i contratti di forniture di guerra ed il sequestro dell' 85% dei profitti di guerra.

(«II popolo d'Italia», 6 giugno 1919)


potete divertirvi a verificare quanti di questi punti si sia effettivamente tentato di realizzare (io resto sempre dell'idea che programmi e ideologie servano per nascondercisi dietro e prendere per il cu@o la gente)

:cool:
questo è un più programma elettorale che una ideologia di base.
Il rapporto è lo stesso che esiste tra oggetto e forma o meglio tra la concezione di un sistema e il modo in cui realizzarlo...


potete divertirvi a verificare quanti di questi punti si sia effettivamente tentato di realizzare (io resto sempre dell'idea che programmi e ideologie servano per nascondercisi dietro e prendere per il cu@o la gente)

Che Mussolini avesse un trascorso socialista e noto. Cambiò radicalmente posizione alla fine della I guerra mondiale anche per sfruttare il malcontento dei reduci, insomma tra questo manifesto e la marcia su Roma il salto è considerevole... non credo proprio che se ne possa tenere conto.
E comunque in ogni caso se la gente ha diritto di voto e non è soddisfatta dell'attuazione di un programma elettorale può cambiare partito... e qua chiudo e stoppo la tua velata allusione...
Anche perchè guarda sarei curioso di vedere... insomma se la democrazia è un'utopia allora tanto vale una dittatura no? Quindi immagino che per te non ci sia differenza tra l'Italia repubblicana e quella del ventennio ( e mo' voglio vedere come te la sbrogli)

yossarian
07-11-2003, 04:06
Originariamente inviato da jumpermax
questo è un più programma elettorale che una ideologia di base.
Il rapporto è lo stesso che esiste tra oggetto e forma o meglio tra la concezione di un sistema e il modo in cui realizzarlo...


Che Mussolini avesse un trascorso socialista e noto. Cambiò radicalmente posizione alla fine della I guerra mondiale anche per sfruttare il malcontento dei reduci, insomma tra questo manifesto e la marcia su Roma il salto è considerevole... non credo proprio che se ne possa tenere conto.
E comunque in ogni caso se la gente ha diritto di voto e non è soddisfatta dell'attuazione di un programma elettorale può cambiare partito... e qua chiudo e stoppo la tua velata allusione...
Anche perchè guarda sarei curioso di vedere... insomma se la democrazia è un'utopia allora tanto vale una dittatura no? Quindi immagino che per te non ci sia differenza tra l'Italia repubblicana e quella del ventennio ( e mo' voglio vedere come te la sbrogli)

Ci sono varie forme di dittatura; quelle imposte con la forza delle armi e quelle imposte con la forza del denaro. Le prime sono violente e deprecabili, le seconde subdole e ambigue; le prime sono palesi, le seconde mascherate. Chiunque è libero di scegliere di quale morte morire, oppure può tentare di sopravvivere. Io opterei per la seconda ipotesi.
La mia allusione non è tanto velata; se cambiare partito significa scegliere il minore (di poco) tra due mali, allora sarebbe auspicabile un intervento chirurgico radicale, anche a rischio di morte per il paziente.
Differenze tra l'Italia repubblicana e quella del ventennio ce ne sono: più libertà apparente nella prima (si può parlar male o manifestare contro tutto e tutti, tanto i centri di potere sono talmente forti da sentirsi pressochè intoccabili, un regime dittatoriale dichiarato non può permettersi di lasciare troppa libertà), squadrismo e violenze da un lato, stragi di stato e terrorismo dall'altro. E' cambiato anche il soggetto davanti al quale calarsi le brache. Quelli che non sono mai cambiati sono i veri poteri forti dello stato (degli stati?): mafia, potere economico e potere religioso.
Un'ultima analogia (ce ne sarebbero anche altre, ma non vale la pena di starle ad elencare), stavolta faceta: ora, come durante il ventennio, i treni viaggiano in orario :rolleyes:

Tornando in topic, so che il salto tra questo manifesto e la marcia su Roma è notevole; l'ho solo postato per ricordare che persino un'aberrazione come il ventennio fascista aveva uno straccio di ideologia dietro cui nascondersi e a nome della quale giustificare le proprie nefandezze. Poi, ovviamente, come spesso accade, le cose si evolvono (stranamente sempre nella stessa direzione), le ideologie sono sostituite dalla politica e la politica è sempre asservita al potere. Che poi, durante quel periodo, ci sia stato anche qualcosa di positivo, non voglio negarlo; però, per giudicare qualcuno o qualcosa, esiste sempre la famosa bilancia a due piatti (statera mi pare che si chiami), che è sempre stata associata all'idea di giustizia suprema (Atena, Anubis).

p.s.: ormai dovrebbe esserti chiaro che non accetto l'idea di dover scegliere cosa sia meglio, basandomi sulle idee di qualcuno che non sia io; perciò rifiuto anche l'idea di dover accettare una situazione di fatto, impostami da qualcun altro (libera scelta che tanto libera non è).
Forse sarò presuntuoso, però penso di avere la stessa possibilità di essere depositario di una verità (assoluta o relativa) di quella che può avere chiunque altro essere vivente (non necessariamente umano) sulla faccia della terra o nell'intero universo. Perciò, se le verità altrui non mi convincono, mi tengo la mia.

:huh: :D

Bet
07-11-2003, 08:38
yossarian, dopo questa lettura, per me altrettanto ideologica, non si capisce bene quale dovrebbe essere un proposta concreta ed attuabile alternativa

DUX
07-11-2003, 10:49
Originariamente inviato da jumpermax
guarda questa poi... non sono certo un amante della retorica antifascista e mi spiace certo per quei ragazzi che diedero la vita per una causa che forse credevano giusta, ma insomma non si possono misificare i fatti. IL 25 aprile sancisce per quanto mi riguarda la fine di una dittatura durata più di un ventennio che aveva portato il paese alla catastrofe, ma non solo la fine di una guerra spaventosa che si trascinò per qualche anno sotto forma di guerra civile con vendette atroci e sanguinose uccisioni che poco hanno a che vedere col concetto di liberazione, ma che tristemente molto sono legate alla realtà della caduta di un regime. Il fatto chiaro e certo è che da lì in poi il paese si è rimboccato le maniche e ha riavviato la ricostruzione che ci ha portato ad essere la nazione che siamo, civile e democratica. Concetti che il fascismo aveva calpestato e che ritengo siano fondamentali per uno stato moderno.

[...]

beh guarda è anche colpa tua. Se ti metti a fare di queste sparate sai benissimo che qualcuno più sanguigno possa reagire male. Il thread aperto da BeBra mi sembra si fosse messo su un bel binario fino al tuo intervento... insomma c'è un limite anche alle cose che si possono dire pur pensandole. La tua affermazione sulla festa di liberazione è inutilmente offensiva. Poco importa se la pensi non cambia certo la sostanza delle cose.


Allora, cerchiamo di capirci: la mia linea di condotta all'interno del thread è stata quella di osservare i fatti con una visione prettamente storica, evitando di inserire commenti personali o digressioni sulla mia visione ideologico/politica proprio per non viziare la discussione che IO cercavo di mantenere sui binari.
Da alcune pagine a questa parte invece, si preferisce commentare quella mia singola osservazione personale invece di continuare la discussione sui fatti oggettivi.

Adesso, non so se la vostra intenzione è convincere me o voi stessi sulla falsità dei miei Ideali, e nemmeno mi interessa perchè per quanto mi riguarda la discussione è sul Fascismo storico, non su come la vedo io o come la vedete voi.

Credete di riuscire a mantenere il thread In Topic, o preferite aprire una discussione a livello PERSONALE, in cui ognuno esprime la sua RELATIVA e RISPETTABILE opinione?

Marco

yossarian
07-11-2003, 12:23
Originariamente inviato da Bet
yossarian, dopo questa lettura, per me altrettanto ideologica, non si capisce bene quale dovrebbe essere un proposta concreta ed attuabile alternativa


l'unica alternativa concreta che mi venga in mente è quella che non è mai stata attuata da alcun tipo di governo presente o passato: una vera rivoluzione culturale (non quella della Cina di Mao, per intenderci), che permetta alla gente di autodeterminarsi. Non c'è bisogno che qualcuno ci dica cosa dobbiamo fare e quali sono gli obbiettivi della nostra vita (né attraverso proclami elettorali, né attraverso messaggi subliminali o altro). E' ovvio che qualunque cosa venga detta appartiene ad una determinata ideologia, che sia di massa o individuale. La cosa importante è: non aderire all'ideologia senza aver verificato chi e cosa si nascondono dietro di essa. Se questo avviene è per ignoranza o perchè si ha o si pensa di avere un tornaconto personale nel farlo.
Non basta che una forma di governo si autodefinisca democrazia o repubblica e si ammanti di uno straccio ideologico che ne mascheri la reale natura. Tutte le rivoluzioni della storia hanno, apparentemente, fallito i loro obbiettivi, perchè non si sono curate di permettere alle masse un'emancipazione culturale (che è ben diversa dall'istruzione guidata operata da qualcuno). Non ti sembra strano che si curi con tanta dovizia la fase pre rivoluzionaria e non ci si occupi (sempre apparentemente) affatto di quella successiva?
Mi chiedi quale sia l'alternativa non ideologica? Mi sembra di averti risposto, comunque lo faccio di nuovo: nessuna forma di governo che prescinda dalla crescita culturale delle masse o non la consideri prioritaria. Non è possibile parlare di democrazia in un paese in cui tutti conoscono "Il grande fratello" e solo una parte (non troppo cospicua) di essi sa chi sia Orwell.

:rolleyes:

Bet
07-11-2003, 12:51
yossarian non è mia intenzione convincerti di altre cose: penso che nessuno ti convincerebbe, così come nessuno convincerebbe DUX, e nessuno convincerebbe pure me :D
Pero' mi sembra che il problema che tu poni sia l'eterno dilemma, che ci perseguiterà fino alle "fine dei temi", della conflittualità tra la mia libertà personale e quello della libertà personale di ciascuno che purtroppo o per fortuna (per me, per fortuna) si trovano a dover convivere. Guardacaso sto problema esiste da quando esiste l'uomo perchè da sempre si vive in società, ma dai tempi dell'uomo primitivo passi avanti se ne sono fatti ed io continuo ad essere fiducioso. Mi sembra che tu prescinda dal dato storico per rigettare tutto un cammino fatto, per rigettare tutto il positivo (che non vuole nascondere cio' che non va). E per questo sento il tuo pensiero troppo idealista e di conseguenza ideologico :)

fine ot

yossarian
07-11-2003, 13:09
Originariamente inviato da Bet
yossarian non è mia intenzione convincerti di altre cose: penso che nessuno ti convincerebbe, così come nessuno convincerebbe DUX, e nessuno convincerebbe pure me :D
Pero' mi sembra che il problema che tu poni sia l'eterno dilemma, che ci perseguiterà fino alle "fine dei temi", della conflittualità tra la mia libertà personale e quello della libertà personale di ciascuno che purtroppo o per fortuna (per me, per fortuna) si trovano a dover convivere. Guardacaso sto problema esiste da quando esiste l'uomo perchè da sempre si vive in società, ma dai tempi dell'uomo primitivo passi avanti se ne sono fatti ed io continuo ad essere fiducioso. Mi sembra che tu prescinda dal dato storico per rigettare tutto un cammino fatto, per rigettare tutto il positivo (che non vuole nascondere cio' che non va). E per questo sento il tuo pensiero troppo idealista e di conseguenza ideologico :)

fine ot

non si può prescindere dal dato storico, ma neppure dalla situazione attuale. E proprio perchè non prescindo da nessuna delle due che mi viene da ridere quando sento dire che l'Unione Sovietica era un esempio di applicazione del comunismo reale o che gli USA sono un esempio di democrazia applicata. Una volta dettava legge chi riusciva a manovrare la clava più pesante, adesso chi ha il conto in banca più cospicuo. Quando si riuscirà a capire che non c'è bisogno di qualcuno che detti legge o, se proprio è necessario che qualcuno lo faccia, quando saranno variati i criteri meritocratici (cosa che, mi pare, nessuno di quelli che detengono il potere ha intenzione di fare), allora si saranno compiuti reali passi in avanti.
Non dico che non si siano fatti dei progressi; però non tutti i progressi sono stati fatti nella giusta direzione. Una volta il mondo era diviso in due: i forti da una parte, gli altri dall'altra; ora è diviso in due: i ricchi (e gli aspiranti tali) e gli altri; da sempre è diviso in due: i potenti ( pre-potenti) e gli altri: i primi hanno da sempre pensato di poter dettare leggi da imporre ai secondi (i mezzi per farle rispettare sono variati nel tempo, ma il risultato finale è stato sempre quello), indipendentemente dal fatto che queste leggi fossero o meno giuste. Faccio un esempio concreto: in Italia, quasi metà delle leggi vigenti viola almeno un articolo della Costituzione. Adesso si dice che la Costituzione è ormai superata (e questo sia da destra che da sinistra) e che va modificata. Che si faccia attenzione alle modifiche che si vanno a fare (semmai ce ne saranno e spero proprio di no), perchè la Costituzione è l'unico corpo legislativo che, se applicato in tutti i suoi dettami, può rendere giustizia a chi, attualmente, non ne ha.

Personalmente non mi meraviglio che ci sia chi commemori l'anniversario della marcia su Roma. Anche questo rientra in quello che dicevo sopra. Quando ci sarà cultura vera (non nozionismo), si potranno guardare in faccia le imposture dei regimi presenti passati e futuri e ridere di loro.
Siamo stati qui a scannarci (in senso lato :D ) per mesi, discutendo sulla necessità o meno dell'intervento in Iraq, sulle armi di distruzione di massa (vere o presunte); quel che è peggio è che c'è chi è andato ad ammazzare e a farsi ammazzare in quella guerra, mentre, nello stesso tempo, c'era chi si faceva la campagna elettorale e chi si rimpinguava il conto in banca. Così è stato allora e così è sempre stato e sempre sarà, finchè ci sarà chi accetterà di andare a uccidere e a morire per un'idea in cui crede, inculcatagli da qualcuno che, invece, in quell'idea non ha fede ma crede in qualcosa d'altro (e di molto meno nobile).
Se per te è idealismo rifiutarsi di partecipare a guerre (anche metaforiche) dichiarate da altri e da cui solo alcuni traggono beneficio, allora sono sicuramente un idealista. Però ricorda una cosa: le guerre, quando si vincono le vincono i ricchi, quando si perdono le perdono i poveri.

Bet
07-11-2003, 13:18
Faccio il mio ultimo intervento perchè veramente non so quanto riusciamo a capirci. Per me non è vero (o cmq non è così vero e non è così fondamentale) che "una volta il mondo era diviso in due: i forti da una parte, gli altri dall'altra; ora è diviso in due: i ricchi (e gli aspiranti tali) e gli altri; da sempre è diviso in due: i potenti ( pre-potenti) e gli altri... ". Per me, grossomodo, ogni persona è divisa in due e a seconda delle circostanze e di altri fattori puo' fare uscire una parte piuttosto che un'altra: quanto dico non è assolutamente dimostrabile e riconsco che è una mia convinzione. Se potessi sai cosa farei? Darei un lembo a tutti quelli che la pensano come te e mi metterei a cronometrare quanto tempo passa prima che in quella terra si ripropongano le stesse cose che tu contesti. Purtroppo non lo posso fare e mio tengo la mia convinzione non dimostrata :)

yossarian
07-11-2003, 13:33
Originariamente inviato da Bet
Faccio il mio ultimo intervento perchè veramente non so quanto riusciamo a capirci. Per me non è vero (o cmq non è così vero e non è così fondamentale) che "una volta il mondo era diviso in due: i forti da una parte, gli altri dall'altra; ora è diviso in due: i ricchi (e gli aspiranti tali) e gli altri; da sempre è diviso in due: i potenti ( pre-potenti) e gli altri... ". Per me, grossomodo, ogni persona è divisa in due e a seconda delle circostanze e di altri fattori puo' fare uscire una parte piuttosto che un'altra: quanto dico non è assolutamente dimostrabile e riconsco che è una mia convinzione. Se potessi sai cosa farei? Darei un lembo a tutti quelli che la pensano come te e mi metterei a cronometrare quanto tempo passa prima che in quella terra si ripropongano le stesse cose che tu contesti. Purtroppo non lo posso fare e mio tengo la mia convinzione non dimostrata :)

forse è vero quello che dici, che ogni persona o quasi, è divisa in due; però anche questo è frutto di ignoranza e condizionamenti mentali. Nasce dall'idea che l'affermazione personale passi solo attraverso il potere e che l'unità di misura sia il conto in banca; nasce dall'idea che non si possa avere tutti ciò che è sufficiente (e anche di più) ma che ciò che c'è non sia sufficiente per tutti (anzi, il problema, alcuni non se lo pongono affatto).
Può essere vero che c'è una parte bianca e una nera in ognuno, però la divisione non è fatta a metà. C'è chi ha molto più bianco e chi ha molto più nero. E sicuramente il potere non è nelle mani dell'animo più Candido


:D

Bet
07-11-2003, 13:36
Originariamente inviato da yossarian
... E sicuramente il potere non è nelle mani dell'animo più Candido


:D

beh, su questo non c'è dubbio :D

ni.jo
07-11-2003, 14:01
Originariamente inviato da DUX
----

Pure a queste ho risposto... e riconfermo che, a parte il mio ormai amicone ni.jo, NESSUNO mi ha criticato per le cazzate che ho sparato. Cosa darei per un quote sulla interpretazione del fascismo che ho postato, con su scritto per filo e per segno che sono un mentecatto!
Invece ho solo ricevuto demenzialità sul mio disprezzo per la repubblica o per chicchessia... cose che non penso e che non ho mai detto... (e NON da parte tua, sta volta specifico :p )


X ni.jo: Secondo me tutte le menate sulla guerra del grano, aracione, ssulla bella architettura fascista, sulle leggi ecc, dovevano servire come percorso alla frase quotata.

Perdona la mia ottusaggine, ma non capisco chi avrebbe ordito questo metodo di propaganda geniale... forse il vostro caro amico DUX? oppure anche tu ti riferivi a qualcun altro indefinito, pur parlando con me?

Certo se dopo aver deriso i valori fondanti del Repubblica e il sangue di chi ha combattuto[...]
Ma chi ha deriso niente... guarda mi sto definitivamente spaccando le p@##e di rispondere ad accuse per affermazioni che io non ho mai fatto, e concetti che non ho mai espresso...
LA PROSSIMA VOLTA QUOTATE LA MIA FRASE, VE NE SARO' GRATO IN ETERNO!!! se non io almeno le mie coronarie...

Ah, anch'io mi sbellicavo dalle risate per fascisti su marte"!! era una satira parecchio intelligente su uno degli aspetti del regime... ;)

aspetta ti riquoto così capisci a cosa mi riferivo:

Originariamente inviato da DUX
Io parlavo di decompartimentare la storia ma a leggere le tue frasi scollegate mi pare che tu abbia deciso di decompartimentare pure il cervello! :D :D ;) scherzavo, eh, non te la prendere... :)

Non capisco in che modo le frasi alle quali hai dato il bold possano essere offensive, se puoi cerca di essere meno sibillino... Potrei cmq risponderti che la festa della Liberazione è un ignobile insulto ai ragazzi che diedero la vita per una cosa chiamata Onore, ed un'altra chiamata Fedeltà... ma evito commenti personali perchè OT.
Qui stiamo parlando di Storia.

Le idee FURONO rivoluzionarie ed incredibilmente all'avanguardia, ma non si capisce se tu ti riferisca al presente oppure al passato... anche qui urgerebbero chiarimenti...

Il gran finale (sta diventando un MUST in questo topic, eh? ;) ) non te lo rovino. Ma retorica di questa fatta non la trovo poi troppo lontana da quella che faceva "El Testun" dal balcone di Palazzo Venezia...

Ignobile insulto?:mad:
(non nasconderti dietro al "potrei dirti" eh!)
Idee all'avanguardia...
Se non capisci da solo perchè qualcuno è turbato da queste parole nessuno può spiegartelo, ci ha provato jumper.

Poi, come già detto, non basta camuffare da analisi storica alcuni dati (rivelatisi arancioni, x lo - imho) per dire bene del fascismo; BeBra continua a pensare che di un assassino bisognerebbe scindere le cose buone dalle cose negative: in teoria non sarebbe un discorso malvagio, ma ci sono alcune cose che ho cercato di spiegare e che non vengono recepite:
-1 tutti gli aspetti della vita sotto la dittatura sono stati influenzati dall'oppressione,dalla violenza e dalla mancanza di libertà.

-2 la stessa violenza è alla base del pensiero fascista, gli squadristi ne sono l'ovvio sfogo, il confino e gli omicidi politici le aggressioni a stati sovrani come Grecia e una Francia ormai battuta (vendimi l'onore contenuto nella lettera al Fuhrer dove annunciava l'ingresso delle truppe in Grecia nonostante i soldati fossero senza camicie e in numero insufficente - secondo i suoi stessi generali- e nella frase tranquillizzante "tra 15gg sarà tutto finito" :D o nella pretesa di un pugno di soldati morti per sedersi al tavolo della pace, che poi si rivelarono migliaia)

-3 l'abbandono del punto 2 e il riconoscimento degli errori commessi ha leggittimato le formazioni che ora si richiamano ad alcuni valori portanti di quella ideologia e che ora sono legittimamente al governo.'
Ho visto con i miei occhi il deputrato 'Vercingetorige' tirare una manata ad un camerata che faceva il saluto romano: a parte la apparente contraddizione (era leggittima difesa!) è un simbolo dell'abbandono (o del tentativo di) anche della parte simbolica e retorica del regime.
Mi pare che non tutti abbiano seguito l'evoluzione, correggimi se sbaglio.

Ah, sono felice che ti piaccia 'fasisti su marte': forse non sei poi così cattivo...:D

ni.jo log out ;)

DUX
07-11-2003, 21:44
Originariamente inviato da ni.jo
aspetta ti riquoto così capisci a cosa mi riferivo:



Ignobile insulto?:mad:
(non nasconderti dietro al "potrei dirti" eh!)
Idee all'avanguardia...
Se non capisci da solo perchè qualcuno è turbato da queste parole nessuno può spiegartelo, ci ha provato jumper.

Poi, come già detto, non basta camuffare da analisi storica alcuni dati (rivelatisi arancioni, x lo - imho) per dire bene del fascismo; BeBra continua a pensare che di un assassino bisognerebbe scindere le cose buone dalle cose negative: in teoria non sarebbe un discorso malvagio, ma ci sono alcune cose che ho cercato di spiegare e che non vengono recepite:
-1 tutti gli aspetti della vita sotto la dittatura sono stati influenzati dall'oppressione,dalla violenza e dalla mancanza di libertà.

-2 la stessa violenza è alla base del pensiero fascista, gli squadristi ne sono l'ovvio sfogo, il confino e gli omicidi politici le aggressioni a stati sovrani come Grecia e una Francia ormai battuta (vendimi l'onore contenuto nella lettera al Fuhrer dove annunciava l'ingresso delle truppe in Grecia nonostante i soldati fossero senza camicie e in numero insufficente - secondo i suoi stessi generali- e nella frase tranquillizzante "tra 15gg sarà tutto finito" :D o nella pretesa di un pugno di soldati morti per sedersi al tavolo della pace, che poi si rivelarono migliaia)

-3 l'abbandono del punto 2 e il riconoscimento degli errori commessi ha leggittimato le formazioni che ora si richiamano ad alcuni valori portanti di quella ideologia e che ora sono legittimamente al governo.'
Ho visto con i miei occhi il deputrato 'Vercingetorige' tirare una manata ad un camerata che faceva il saluto romano: a parte la apparente contraddizione (era leggittima difesa!) è un simbolo dell'abbandono (o del tentativo di) anche della parte simbolica e retorica del regime.
Mi pare che non tutti abbiano seguito l'evoluzione, correggimi se sbaglio.

Ah, sono felice che ti piaccia 'fasisti su marte': forse non sei poi così cattivo...:D

ni.jo log out ;)


Ahh, finalmente un quote :) :)
Dopo la lettura di questo post ho deciso che dovrò farmi una TAC al cervello perchè non vedo come possa insultare qualcuno la mia personalissima opinione... a meno che voi non vi consideriate detentori della Verità, e mi consideriate quindi un'anima persa.
Converrai con me, infatti, che se io adottassi lo stesso ragionamento adattandolo alla mia scala di valori, troverei assolutamente lesivo verso la mia sensibilità chiunque dicesse che un'eventuale commemorazione del 28 ottobre sarebbe indegna (e + o - esplicitamente è quello che tutti hanno detto).

Perdonami, ma non riesco a concepire come si possa fare una scala di valori, in cui da una parte sono i cattivi e dall'altra i buoni...
sono anzi così deficente da non fare scale di merito tra morto e morto... figurati che per me chiunque è caduto in nome di un Ideale è degno di massimo rispetto!

Tutti questi post mi convincono sempre più che la gente è democratica e tollerante fino a quando si rimane nello spettro delle proprie convinzioni personali...


Per concludere, a meno che non si faccia una scala di valore delle diverse sensibilità (e qui ci vorrebe la collaborazione di un Essere Assoluto), non permetto che nessuno venga a dirmi che lo insulto
quando esplicito i miei ideali o i miei modelli di riferimento.

A differenza di quanto si afferma nei registri originali del Comitato di Liberazione Nazionale, anche i fascisti sono uomini ( :eek: ), e la loro sensibilità vale per lo meno quanto quella degli altri esseri viventi.

Che poi tu venga a dirmi che il Fascismo non fu nella nascita rivoluzionario e all'avanguardia... me ne dispiace molto, perchè evidenzia parecchia ignoranza in materia :( :(
Adesso che mi sei salito, vorrai mica dimostrarmi che mi sono sbagliato?? ;)

DUX
07-11-2003, 21:55
-2 la stessa violenza è alla base del pensiero fascista, gli squadristi ne sono l'ovvio sfogo, il confino e gli omicidi politici le aggressioni a stati sovrani come Grecia e una Francia ormai battuta (vendimi l'onore contenuto nella lettera al Fuhrer dove annunciava l'ingresso delle truppe in Grecia nonostante i soldati fossero senza camicie e in numero insufficente - secondo i suoi stessi generali- e nella frase tranquillizzante "tra 15gg sarà tutto finito" o nella pretesa di un pugno di soldati morti per sedersi al tavolo della pace, che poi si rivelarono migliaia)



questo è uno spunto interessante, e finalmente nei binari storici (a differenza, ne converrai, degli ultimi post, che tendevano a delegittimare me e le mie idee).

Non preoccuparti, questo intervento non l'ho bypassato tout court... ma ho bisogno di più tempo per trattarlo con un minimo di concentrazione, mentre adesso sono già in ritardo all'appuntamento con alcuni amici (TUTTI o anarchici o comunisti o "agnostici"... :eek: ;) ).

Buona serata!

MonsieurMoebius
07-11-2003, 22:14
Originariamente inviato da DUX
Ahh, finalmente un quote :) :)
Dopo la lettura di questo post ho deciso che dovrò farmi una TAC al cervello perchè non vedo come possa insultare qualcuno la mia personalissima opinione... a...

...

Tutti questi post mi convincono sempre più che la gente è democratica e tollerante fino a quando si rimane nello spettro delle proprie convinzioni personali...


Per concludere, a meno che non si faccia una scala di valore delle diverse sensibilità (e qui ci vorrebe la collaborazione di un Essere Assoluto), non permetto che nessuno venga a dirmi che lo insulto
quando esplicito i miei ideali o i miei modelli di riferimento.

A differenza di quanto si afferma nei registri originali del Comitato di Liberazione Nazionale, anche i fascisti sono uomini ( :eek: ), e la loro sensibilità vale per lo meno quanto quella degli altri esseri viventi.

Che poi tu venga a dirmi che il Fascismo non fu nella nascita rivoluzionario e all'avanguardia... me ne dispiace molto, perchè evidenzia parecchia ignoranza in materia :( :(
Adesso che mi sei salito, vorrai mica dimostrarmi che mi sono sbagliato?? ;)

Quando avrai finito di autocommiserarti per la sorte avversa, che ti presenta stuoli di persone che attaccano il tuo pensiero, forse ti renderai conto che continui a non rispondere alle domande che ti vengono poste. :rolleyes:
E ci terrei a sottolineare anche il fatto che di quote, anche io te ne ho fatti, e contenevano solo attacchi personali, TUOI, e frasi irridenti la Repubblica Italiana.
Ora, poichè qui nessuno è cieco, potresti anche farla finita di sprecare inutili frecciatine, e cominciare a rispondere, altrimenti, a questo punto, ben pochi ti prenderanno sul serio, sia come fascista che come uomo.

Moebius

asca
07-11-2003, 22:34
Originariamente inviato da DUX
Ahh, finalmente un quote :) :)
Dopo la lettura di questo post ho deciso che dovrò farmi una TAC al cervello perchè non vedo come possa insultare qualcuno la mia personalissima opinione... a meno che voi non vi consideriate detentori della Verità, e mi consideriate quindi un'anima persa.
Converrai con me, infatti, che se io adottassi lo stesso ragionamento adattandolo alla mia scala di valori, troverei assolutamente lesivo verso la mia sensibilità chiunque dicesse che un'eventuale commemorazione del 28 ottobre sarebbe indegna (e + o - esplicitamente è quello che tutti hanno detto).

Perdonami, ma non riesco a concepire come si possa fare una scala di valori, in cui da una parte sono i cattivi e dall'altra i buoni...


Io sì, per fortuna, altrimenti l'etica ed il libero arbitrio che cosa ci stanno a fare ?

sono anzi così deficente da non fare scale di merito tra morto e morto... figurati che per me chiunque è caduto in nome di un Ideale è degno di massimo rispetto!

Per me il soldato delle SS morto mentre gassava un ebreo non vale quanto qualcun altro... la morte del carnefice non vale quanto quella della vittima... hai torto, semplicemente, e spero te ne renda conto, perchè questo tipo di ragionamento non conduce, come dici, alla rivisitazione serena di un periodo storico, ma alla sua travisazione e mistificazione.


Tutti questi post mi convincono sempre più che la gente è democratica e tollerante fino a quando si rimane nello spettro delle proprie convinzioni personali...

al contrario, ne hai dette di fesserie, ma quasi tutti hanno provato a farti ragionare...con scarsi risultati


Per concludere, a meno che non si faccia una scala di valore delle diverse sensibilità (e qui ci vorrebe la collaborazione di un Essere Assoluto), non permetto che nessuno venga a dirmi che lo insulto
quando esplicito i miei ideali o i miei modelli di riferimento.

tu non espliciti un bel niente, nei tuoi posts non si è visto nulla di ciò che dici, ti sei limitato a sparare cazzate e a lamentarti se ti veniva detto che erano cazzate... come se ti si criticasse per ciò che eri e non per ciò che dicevi... e non è la prima volta che te lo dico, senza aver avuto uno straccetto di risposta.


A differenza di quanto si afferma nei registri originali del Comitato di Liberazione Nazionale, anche i fascisti sono uomini ( :eek: ), e la loro sensibilità vale per lo meno quanto quella degli altri esseri viventi.

nulla da dire se non: vedi sopra.


Che
poi tu venga a dirmi che il Fascismo non fu nella nascita rivoluzionario e all'avanguardia... me ne dispiace molto, perchè evidenzia parecchia ignoranza in materia :( :(

Della nascita del fascismo e della sua rivoluzionarietà non è che tu abbia detto molto, al di là di frasi fatte e citazioni da due soldi... sarebbe meglio che studiassi tu un po' di più.[/b]

Adesso che mi sei salito, vorrai mica dimostrarmi che mi sono sbagliato?? ;)

[b] In effetti mi rendo conto che parlare con te è stato, purtroppo, tempo perso, perchè sei uno che sfugge la dialettica per rifugiarsi nel piagnisteo del "voi mi trattate male perchè sono Fascista".. non è così, ti si tratta come meriti, da inetto.[/ b]

Passo e chiudo definitivamente. Non risponderò più a qyesto 3d che , come unico risultato positivo, mi ha fatto conoscere alcune belle teste.. e altre meno.
Saluti
Ascanio

Bet
08-11-2003, 01:01
DUX che ne pensi di Gentile? Il suo pensiero rientra nella tua visione?

jumpermax
08-11-2003, 02:24
Originariamente inviato da DUX
Allora, cerchiamo di capirci: la mia linea di condotta all'interno del thread è stata quella di osservare i fatti con una visione prettamente storica, evitando di inserire commenti personali o digressioni sulla mia visione ideologico/politica proprio per non viziare la discussione che IO cercavo di mantenere sui binari.
Da alcune pagine a questa parte invece, si preferisce commentare quella mia singola osservazione personale invece di continuare la discussione sui fatti oggettivi.

Quella tua singola osservazione personale per quanto mi riguarda equivale a cacciare una bestemmia mentre si parla di teologia con un gruppo di seminaristi...


Adesso, non so se la vostra intenzione è convincere me o voi stessi sulla falsità dei miei Ideali, e nemmeno mi interessa perchè per quanto mi riguarda la discussione è sul Fascismo storico, non su come la vedo io o come la vedete voi.

ecco bene allora evita di qui in poi certe digressioni che portano solo guai. E soprattutto non venire a lamentarti se ti rispondono male quando per primo lanci di queste provocazioni.

Credete di riuscire a mantenere il thread In Topic, o preferite aprire una discussione a livello PERSONALE, in cui ognuno esprime la sua RELATIVA e RISPETTABILE opinione?

Marco
Io personalmente finora sono intervenuto solo per quello, mi interessava leggere un dibattito storico e non di altro. Sulle opinioni relative e rispettabili di cui vorresti eventualmente parlare in un altro thread ti dico subito che se queste sono le premesse non credo proprio che sia il caso... continuiamo con la discussione storica e chiudiamo qua la vicenda.

johnnyboy79
08-11-2003, 05:05
Originariamente inviato da Bet
DUX che ne pensi di Gentile? Il suo pensiero rientra nella tua visione?

Perchè, dici che dovremmo pensar male di Gentile?:rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:

ni.jo
08-11-2003, 16:13
Originariamente inviato da johnnyboy79
Perchè, dici che dovremmo pensar male di Gentile?:rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:
Come sei arrivato dalla domanda cosa ne pensi a "dovresti pensarne male"?

johnnyboy79
08-11-2003, 16:16
Originariamente inviato da ni.jo
Come sei arrivato dalla domanda cosa ne pensi a "dovresti pensarne male"?

Semplicemente per il modo in cui era stata rivolta.

ni.jo
08-11-2003, 16:17
Originariamente inviato da DUX
Ahh, finalmente un quote :) :)
Dopo la lettura di questo post ho deciso che dovrò farmi una TAC al cervello perchè non vedo come possa insultare qualcuno la mia personalissima opinione... a meno che voi non vi consideriate detentori della Verità, e mi consideriate quindi un'anima persa.
Converrai con me, infatti, che se io adottassi lo stesso ragionamento adattandolo alla mia scala di valori, troverei assolutamente lesivo verso la mia sensibilità chiunque dicesse che un'eventuale commemorazione del 28 ottobre sarebbe indegna (e + o - esplicitamente è quello che tutti hanno detto).

Perdonami, ma non riesco a concepire come si possa fare una scala di valori, in cui da una parte sono i cattivi e dall'altra i buoni...
sono anzi così deficente da non fare scale di merito tra morto e morto... figurati che per me chiunque è caduto in nome di un Ideale è degno di massimo rispetto!

Tutti questi post mi convincono sempre più che la gente è democratica e tollerante fino a quando si rimane nello spettro delle proprie convinzioni personali...


Per concludere, a meno che non si faccia una scala di valore delle diverse sensibilità (e qui ci vorrebe la collaborazione di un Essere Assoluto), non permetto che nessuno venga a dirmi che lo insulto
quando esplicito i miei ideali o i miei modelli di riferimento.

A differenza di quanto si afferma nei registri originali del Comitato di Liberazione Nazionale, anche i fascisti sono uomini ( :eek: ), e la loro sensibilità vale per lo meno quanto quella degli altri esseri viventi.

Che poi tu venga a dirmi che il Fascismo non fu nella nascita rivoluzionario e all'avanguardia... me ne dispiace molto, perchè evidenzia parecchia ignoranza in materia :( :(
Adesso che mi sei salito, vorrai mica dimostrarmi che mi sono sbagliato?? ;)

uf.
Finalmente un quote, sei pure orgoglioso di quello che hai scritto...
1° il 25 aprile è la festa della liberazione dell'Italia dall'oppressione NAZIFASCISTA.


La data del 25 aprile rappresenta un giorno fondamentale per la storia della giovane repubblica italiana. E’ l’anniversario della rivolta armata partigiana e popolare contro le truppe di occupazione naziste tedesche e contro i loro fiancheggiatori fascisti della Repubblica Sociale Italiana.

Il 25 aprile 1945 segna il culmine del risveglio della coscienza nazionale e civile italiana impegnata nella riscossa contro gli invasori e come momento di riscatto morale di una importante parte della popolazione italiana dopo il ventennio di dittatura fascista.

Alla liberazione dell’Italia dalla dittatura si poté arrivare grazie al sacrificio di tanti giovani ragazzi e ragazze che, pur appartenendo ad un ampio ed eterogeneo schieramento politico (dai comunisti ai militari monarchici, passando per i gruppi cattolici, socialisti ed azionisti), si chiamavano con un solo nome: partigiani; combatterono al fianco di molti soldati provenienti da paesi diversi e lontani (dagli Stati Uniti all’Australia, senza dimenticare Inglesi e Francesi), ma tutti accolti come alleati.
La stessa storia dell’Italia repubblicana fonda interamente le proprie basi nell’esperienza dell’antifascismo che Piero Calamandrei definì “quel monumento che si chiama ora e sempre Resistenza”, elemento base di una nuova religione civile della nascitura giovane democrazia repubblicana. Si è parlato più volte e da più parti della Resistenza come di “un secondo Risorgimento i cui protagonisti furono le masse popolari” (S. Pertini).

Non è intenzione di chi scrive fornire una ricostruzione storica dei fatti e dei protagonisti, ma semplicemente sfatare una teoria storiografica revisionista che, negli ultimi anni, è molto di moda: la Resistenza come “guerra civile”.

Benché la Resistenza non sia stato un fatto coinvolgente la maggioranza degli italiani, ma solo quella relativa degli abitanti delle aree centro-settentrionali, essa non è stata affatto una guerra di italiani contro italiani, come, in Spagna nel 1936, si era avuto uno scontro di spagnoli contro spagnoli.
Infatti vi fu lo scontro tra soldati e combattenti italiani contro gli invasori tedeschi ed i collaboratori repubblichini, i primi, nel rispetto della pluralità politica, combattevano in nome della democrazia liberale o socialista che fosse, i secondi combattevano a fianco delle SS hitleriane sostenitrici della necessità di conquistare uno “spazio vitale” per la Germania nazista.
Chi scrive non vuole assolutamente cadere nella retorica resistenziale, ma è fortemente concorde col fatto che la Resistenza fu un momento edificante in cui si affrontarono i sostenitori della libertà, della democrazia e della giustizia sociale contro gli adulatori della tirannide di cui furono essi stessi le prime vittime, se di “guerra civile” si vuole parlare la si deve intendere come “per la civiltà” (Dante Livio Bianco), come “una guerra politica, popolare ….. .Una guerra democratica, in duplice senso, in quanto democratico è il suo metodo ed è democratico il suo ultimo, l’abbattimento di una dittatura e l’instaurazione di un regime fondato sulla partecipazione popolare al potere” (Norberto Bobbio, ora in D. L. Bianco, Guerra partigiana, Einaudi, Torino 1973, p. VIII).

Non si chiama nazifascismo per un vezzo, ma per le similitudini e l'alleanza tra le due ideologie.
Puoi fare i distinguo che vuoi, ma non puoi negare l'alleanza tra le due ideologie.

Insultando quella data,lo hai fatto e non ti quoto più, hai insultato tutta la repubblica e chi è morto per sollevarla dalle ceneri in cui il fascismo l'aveva sprofondata, compresi non pochi parenti di chi ti legge, scivolando fuori dallo status di interlocutore accreditato.
Che tu la pensi così non toglie che sia un insulto.
Continua a pensarlo, ma evita di pronunciare certe offese o enunciatele da solo; è una festa che è stata commemorata (fino a poco tempo fà, per lo meno) da tutti gli schieramenti politici.
I maggiori statisti italiani del dopoguerra furono antifascisti.

Dato che l'anniversario della marcia su roma commemorerebbe l'inizio di quel incubo, le due cose non sono sullo stesso piano e nemmeno sulla stessa galassia;

Mettere insieme chi ha dato la vita per cacciare i nazisti dalle nostre terre e chi li ha aiutati è ugualmente fuori luogo e pur senza denigrare i caduti accostare un carabiniere passato alla resistenza ad un milite delle ss italiane fà differenza eccome: Hitler credeva in quello che faceva, aveva i suoi ideali e non era certo un pavido: peccato che i suoi ideali si scontrassero quanto meno con gli altri 3/4 del mondo e circa una mezza decina di milioni di ebrei...
Che tu e altri 4 siano offesi dalla liberazione dai nazisti è una cosa che sopporteremo, solo sino a quando non insulterete quella data come hai fatto tu.

Sulla rivoluzionaria e anvanguardistica nascita del fascismo in cui sarei ignorante, la tua frase "Le idee FURONO rivoluzionarie ed incredibilmente all'avanguardia" non sembra chiaramente riferita alla nascita o alle origini (quanto al fascismo in toto), e se leggi il quote quì sotto troverai la conferma del mio errore: in effetti in uno stato liberal democratico una manganellata in testa è certamente una rivoluzione, non la più salutare forse...
Con lo stesso metro di giudizio potremmo definire rivoluzionari il nazismo e il comunismo di pol pot.

Sullo spunto interessante:

"Squadristi !" - Una ricostruzione storica Saverio Ferrari - Osservatorio Democratico - 18/06/2003

“SQUADRISTI!”
IL PESO ED IL RUOLO DELLA VIOLENZA ORGANIZZATA NELL’ASCESA DEL FASCISMO

La violenza squadrista non rappresentò semplicemente uno dei tanti aspetti caratterizzanti l’ascesa del movimento fascista, ma lo strumento decisivo per la sua affermazione.
(leggi Mimmo Franzinelli in “Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista 1919-1922” )

Lo squadrismo nacque subito intrecciandosi con la figura di Benito Mussolini, sin dall’autunno del 1918, quando apostrofò gli “Arditi” come “mirabile giovinezza guerriera”, destinata a “fare giustizia” con “il balenio dei pugnali e lo scrosciare delle bombe”.

Furono proprio gli ufficiali dei “reparti d’assalto” a fornire il nerbo della prima manovalanza al nascente movimento fascista, impegnatosi in azioni violente contro le sedi del partito socialista e dei suoi principali esponenti.

A sole tre settimane dalla fondazione dei Fasci (Milano 23 marzo 1919, adunata di Piazza San Sepolcro), il 15 aprile, venne disperso a revolverate un corteo anarchico ed assaltata la redazione de l”Avanti!”.
4 i morti (un militare e tre socialisti che si erano barricati nell’edificio).
In omaggio fu portata a Mussolini l’insegna in legno del giornale.

A partire dall’autunno del 1920, ... lo squadrismo si trasformò ... in un vero e proprio apparato militare, ...non più unicamente dotato di bastoni, rivoltelle e bombe a mano, ma armato di fucili e mitragliatori montati su autocarri.


Per questa via, attraverso il sistematico ricorso all’omicidio, l’assalto alle Camere del Lavoro, la distruzione delle sedi delle cooperative e delle leghe contadine, di quelle dei partiti e delle redazioni dei giornali, fino all’imposizione con la forza delle dimissioni di migliaia di amministrazioni socialiste, si giungerà a spezzare la forza della sinistra e del movimento operaio e contadino.

Già nel maggio del 1922 il Partito Nazionale Fascista, combinando l’azione legale con la forza squadristica, arriverà con i suoi 322.000 iscritti a rappresentare la più forte formazione politica italiana.

La “marcia su Roma” del 28 ottobre del 1922 giunse come epilogo, ....il conferimento dell’incarico di presidente del Consiglio a Mussolini, da parte di Vittorio Emanuele, segnò il definitivo collasso del sistema democratico liberale.

Sulla progressiva espansione dello squadrismo, Mimmo Franzinelli ha riservato una parte rilevante all’analisi del comportamento degli apparati statali. I Prefetti, deputati al controllo periferico dell’ordine pubblico, si adoperarono, quasi in massa, a sminuire presso le autorità governative la gravità delle violenze e a sostituire con commissari prefettizi i sindaci costretti con la forza dimettersi.

La magistratura garantì, invece, agli squadristi l’impunità.
Da una statistica nazionale di elaborazione governativa risultò ad un certo punto come in realtà fossero soprattutto i socialisti e i comunisti a finire in galera, rei di aver reagito alle aggressioni.

“Lo squadrismo fu dunque – conclude Mimmo Franzinelli - la leva con cui i vertici del PNF scardinarono i vecchi assetti di potere”. La sinistra non ne comprese la valenza. Neanche successivamente, in sede di bilancio storico, riuscì davvero a farci i conti.
Ma la storia personale degli squadristi non si esaurì. Molti di loro, più della metà, si ritrovò poi nella RSI o a fianco delle SS. Altri non terminarono, nemmeno con la caduta del fascismo, la loro carriera, arrivando a farsi eleggere in Parlamento, come Araldo Di Crollalanza nelle fila del MSI, o come Greco Paolo in quelle monarchiche. Ad uno di loro, Pennavaria Filippo, nel 2002, il Comune di Ragusa ha addirittura deliberato l’erezione di una statua.

Che farebbe il paio con la tua commemorazione della marcia su Roma.

La violenza squadrista non rappresentò semplicemente uno dei tanti aspetti caratterizzanti l’ascesa del movimento fascista, ma lo strumento decisivo per la sua affermazione

Piazza un pò quest'affermazione in una scala di valori.:muro: ma osservala bene.
Chiudo.

ni.jo
08-11-2003, 16:18
Originariamente inviato da johnnyboy79
Semplicemente per il modo in cui era stata rivolta.

DUX che ne pensi di Mozart? Ti piace la sua musica?

johnnyboy79
08-11-2003, 16:28
Originariamente inviato da ni.jo
DUX che ne pensi di Mozart? Ti piace la sua musica?

Gentile al contrario di Mozart era un filosofo di regime, per cui si presta molto più del sommo musicista viennese a critiche (spesso denigratorie) provenienti dallo schieramento opposto; il modo in cui è stata rivolta la domanda mi sembrava nascondesse un minimo di questo tentativo e perciò ho semplicemente chiesto a chi l'ha posta di specificare se la mia sensazione fosse esatta o meno.

ni.jo
08-11-2003, 16:30
Originariamente inviato da johnnyboy79
Gentile al contrario di Mozart era un filosofo di regime, per cui si presta molto più del sommo musicista viennese a critiche (spesso denigratorie) provenienti dallo schieramento opposto; il modo in cui è stata rivolta la domanda mi sembrava nascondesse un minimo di questo tentativo e perciò ho semplicemente chiesto a chi l'ha posta di specificare se la mia sensazione fosse esatta o meno.

un pochino prevenuto, non ti pare?:D

johnnyboy79
08-11-2003, 16:36
Originariamente inviato da ni.jo
un pochino prevenuto, non ti pare?:D

Forse è vero:D :D :D

Però mi dà fastidio che uno dei tre maggiori filosofi italiani del secolo scorso sia oggetto di attacchi denigratori a molti anni dal suo assasinio in virtù del suo credo politico.

ni.jo
08-11-2003, 16:47
Originariamente inviato da johnnyboy79
Forse è vero:D :D :D

Però mi dà fastidio che uno dei tre maggiori filosofi italiani del secolo scorso sia oggetto di attacchi denigratori a molti anni dal suo assasinio in virtù del suo credo politico.

posso capire, ma non vedo certo Bet nella parte del denigrante.;)
Come me non lo vedo neppure gongolare del suo assassinio.:)

johnnyboy79
08-11-2003, 17:20
Originariamente inviato da ni.jo
posso capire, ma non vedo certo Bet nella parte del denigrante.;)
Come me non lo vedo neppure gongolare del suo assassinio.:)

Anche io sono certo che non gongoli per il suo assasinio; aspetto, però, ancora la risposta in merito all' intellettuale...

Bet
08-11-2003, 17:40
Originariamente inviato da johnnyboy79
Anche io sono certo che non gongoli per il suo assasinio; aspetto, però, ancora la risposta in merito all' intellettuale...

ti rispondo che hai viaggiato troppo con la testa :D
la mia domanda ha il significato che deriva dai termini che la compone, ok ;)

ps: maro' che fatica parlare di sti argomenti...

ni.jo
08-11-2003, 17:41
Originariamente inviato da johnnyboy79
Anche io sono certo che non gongoli per il suo assasinio; aspetto, però, ancora la risposta in merito all' intellettuale...

mi sono perso la domanda, forse la stessa rivolta a Dux?
:confused:

DUX
08-11-2003, 17:42
Per evitare di generare confusione ed inutili incomprensioni, consiglio di considerare di volta in volta singolarmente gli spunti di dibattito che si stanno venendo a creare.

Il Fascismo fu rivoluzionario?

Questa è una delle tematiche più contraddittorie e dibattute tra tutte quelle che trattano il Ventennio fascista.

Il dizionario Garzanti della lingua italiana definisce Rivoluzione:"Rivolgimento violento dell'ordine politico/sociale vigente, e ancora:"Trasformazione rapida e radicale di un assetto", e come se non bastasse "Profondo rinnovamento culturale, del comportamento, del costume". Secondo queste definizioni il Fascismo fu rivoluzionario.

Le somiglianze con la Rivoluzione Francese non sono poche: L'intenzione di costruire l'uomo nuovo, di appropriarsi del tempo (v. la datazione), i metodi, la propaganda, la violenza, le riforme scolastiche, l'istituzione di nuovi modelli artistici, culturali, un nuovo modo di approcciarsi alla vita, esaltazione del concetto di Stato e Nazione, tendenza all'omogeneità dell'individuo, il desiderio di riscossa della società piccolo-borghese, ...

Spero con questo paragone (peraltro fatto dalla maggioranza degli storici) di non aver offeso nessun fan dell'uguaglianza, fraternità, legalità; il confronto era sui metodi, non sulle finalità che furono, è evidente, differenti e non paragonabili.

Gli storici degli anni '60 furono propensi a negare questo attributo al Fascismo, perchè consideravano il termine Rivoluzione da associarsi unicamente al ribaltamento violento della struttura sociale (visione Marxista). Concetti ormai largamente superati, ma che in alcuni casi si sono trascinati fino ad oggi per evidenti convenienze politiche.

Il fine ultimo del Fascismo era quello di creare un nuovo modello di cittadino italiano, anche attraverso il tentativo di istituire lo Stato a nuova religione laica. Se quindi il Fascismo non riuscì del tutto nei suoi intenti rivoluzionari (ma nemmeno la Rivoluzione Francese ci riuscì), fu soprattutto per l'indole individualistica del popolo italiano, e per la compresenza di poteri forti (v. Chiesa e monarchia).

Bet
08-11-2003, 17:42
Originariamente inviato da ni.jo
DUX che ne pensi di Mozart? Ti piace la sua musica?

non sono DUX ma ti rispondo che secondo me è il migliore :)

ps: chissà adesso cosa si leggerà dietro a questa macchinosa risposta :D

ni.jo
08-11-2003, 17:47
Originariamente inviato da Bet
non sono DUX ma ti rispondo che secondo me è il migliore :)

ps: chissà adesso cosa si leggerà dietro a questa macchinosa risposta :D

ah !è evidente che detesti Beethoven!
la Sinfonia No. 3 ''Eroica" è troppo futurista, ammettilo. :D

ClauDeus
08-11-2003, 17:47
Originariamente inviato da Bet
non sono DUX ma ti rispondo che secondo me è il migliore :)

ps: chissà adesso cosa si leggerà dietro a questa macchinosa risposta :D

Bah...troppo fricchettone e fru-fru :D
:cool:

Perde il confronto con Beethoven

Bet
08-11-2003, 17:52
ao' stronsetti :p :D
va già bene che non ho detto Wagner in questa discussione :D (che x altro non mi piace)

Bet
08-11-2003, 17:53
x ClauDeus: mi ricordi le obiezione che l'imperatore faceva a Mozart nel film Amadeus :D

ni.jo
08-11-2003, 17:54
Originariamente inviato da Bet
ao' stronsetti :p :D
va già bene che non ho detto Wagner in questa discussione :D (che x altro non mi piace)

:ahahah: :D

johnnyboy79
08-11-2003, 18:01
Originariamente inviato da ni.jo
mi sono perso la domanda, forse la stessa rivolta a Dux?
:confused:


No quella che io gli ho rivolto prima.

johnnyboy79
08-11-2003, 18:04
Originariamente inviato da Bet
ti rispondo che hai viaggiato troppo con la testa :D
la mia domanda ha il significato che deriva dai termini che la compone, ok ;)

ps: maro' che fatica parlare di sti argomenti...


Non volevo sentire altro.

ni.jo
08-11-2003, 18:14
Originariamente inviato da DUX
...
Se quindi il Fascismo non riuscì del tutto nei suoi intenti rivoluzionari (ma nemmeno la Rivoluzione Francese ci riuscì), fu soprattutto per l'indole individualistica del popolo italiano, e per la compresenza di poteri forti (v. Chiesa e monarchia).

"mi farò greco pur di non restare duce di questi italiani che non si lasciano comandare" :D

Certo, in quell'eccezzione (nè negativa nè positiva) è stato certamente rivoluzionario- agli inizi -
l'appoggio degli apparati statali, dei Prefetti, la sostituzione dei sindaci con commissari prefettizi, la magistratura che garantì loro l’impunità, il comportamento del Re, i rapporti col clero, le forze armate che passavano loro le armi, ne fecero una classica forza reazionaria estremamente repressiva, anche contro le parti più dinamiche della sua stessa fazione (vedi l'episodio del MIAR nell'architettura).

dal Garzanti
Lemma: fascismo
Sillabazione/Fonetica: [fa-scì-Smo]
Etimologia: Deriv. di fascio, nel sign. 6
Definizione: s. m. movimento politico italiano che venne fondato nel 1919 da B. Mussolini e, trasformatosi in regime, fu al potere dal 1922 al 1943 | la dottrina del fascismo, nazionalista e antidemocratica in politica, corporativista in economia | (estens.) qualsiasi regime totalitario del sec. XX fondato su un'ideologia e una politica economica di tipo fascista; anche, ideologia o atteggiamento reazionario e violento.

DUX
08-11-2003, 18:30
Originariamente inviato da ni.jo
"mi farò greco pur di non restare duce di questi italiani che non si lasciano comandare" :D

Certo, in quell'eccezzione (nè negativa nè positiva) è stato certamente rivoluzionario- agli inizi -
l'appoggio degli apparati statali, dei Prefetti, la sostituzione dei sindaci con commissari prefettizi, la magistratura che garantì loro l’impunità, il comportamento del Re, i rapporti col clero, le forze armate che passavano loro le armi, ne fecero una classica forza reazionaria estremamente repressiva, anche contro le parti più dinamiche della sua stessa fazione (vedi l'episodio del MIAR nell'architettura).


Che delusione, pare che tu non abbia neppure letto il mio post... ciò che hai scritto ha un sapore MOLTO politico e PER NULLA storico.


dal Garzanti
Lemma: fascismo
Sillabazione/Fonetica: [fa-scì-Smo]
Etimologia: Deriv. di fascio, nel sign. 6
Definizione: s. m. movimento politico italiano che venne fondato nel 1919 da B. Mussolini e, trasformatosi in regime, fu al potere dal 1922 al 1943 | la dottrina del fascismo, nazionalista e antidemocratica in politica, corporativista in economia | (estens.) qualsiasi regime totalitario del sec. XX fondato su un'ideologia e una politica economica di tipo fascista; anche, ideologia o atteggiamento reazionario e violento.

E' difficile per te capire che io non sto propagandando il fascismo, ma sto solo parlando di Storia? A leggerti mi sembra che consideri discutere di fascismo e antifascismo alla stregua di parlare di Juve e Milan...
Non vedo quindi in cosa il tuo quote dal dizionario (perlatro basato sul significato comune di fascismo, non sul Fascismo storico) possa essere utile al dibattito attinente la sua rivoluzionarietà.

ni.jo
08-11-2003, 18:43
Originariamente inviato da DUX
Che delusione, pare che tu non abbia neppure letto il mio post... ciò che hai scritto ha un sapore MOLTO politico e PER NULLA storico.
E' difficile per te capire che io non sto propagandando il fascismo, ma sto solo parlando di Storia? A leggerti mi sembra che consideri discutere di fascismo e antifascismo alla stregua di parlare di Juve e Milan...
Non vedo quindi in cosa il tuo quote dal dizionario (perlatro basato sul significato comune di fascismo, non sul Fascismo storico) possa essere utile al dibattito attinente la sua rivoluzionarietà.

darti ragione è come dar la mano ad una pressa idraulica.:D

Il quote del dizionario ti dice come il f., seppur all'inizio potesse essere considerato rivoluzionario, ora è sinonimo di forza reazionaria, e lo è perchè storicamente divenne forza reazionaria.
Vuoi altri esempi oltre il MIAR?

MEGLIO, lo faccio dire ad uno che per esso simpatizzò e che nel 1929, anno della Conciliazione tra il governo fascista e il Vaticano non perdona alla Chiesa romana di non aver visto il male che c'era nel fascismo e di essersi rivelata ancora una volta "alleata del tiranni".
(tanto per tornare al tuo rapporto coi poteri forti)
Nel 1930, il nostro venne chiamato guardacaso proprio da Gentile a espletare le funzioni di segretario economo della Normale.

estratto da "IL PONTE", anno XVI, N.1, Gennaio 1960

versione integrale (http://www.citinv.it/associazioni/ANAAC/articoliesaggi/mof.htm)

Aldo Capitini

Sapevo degli arresti, delle persecuzioni. Dov'era piú quel bel fermento di idee, quella vivacità di spirito di riforme che avevo vissuto dal '18 al '24? Quanti libri liberi, riviste ("Conscientia" per es. che conservavo come preziosa), erano finiti!. L'Italia che avrebbe dovuto riformarsi in tutto, era ora affidata ad un governo reazionario e militarista


Posso assicurare i giovani di oggi che il mio rifiuto fu dopo aver sentito le premesse del fascismo proprio nell'animo adolescente, e dopo averle consumate; sicché i fascisti mi apparvero dei ritardatari.

Posso assicurare i giovani di oggi che il mio rifiuto fu dopo aver sentito le premesse del fascismo proprio nell'animo adolescente, e dopo averle consumate; sicché i fascisti mi apparvero dei ritardatari. Ero arrivato al punto in cui non potevo accettare:

1, il nazionalismo che esasperava un riferimento nazionale e guerriero a tutti i valori, proprio quando ero convinto che la guerra avrebbe indebolito l'Europa, e che la nazione dovesse trovare precisi nessi con le altre;

2, l'imperialismo colonialistico, che, oltre a portare l'Italia fuori dalla sua influenza in Europa, nei Balcani e a freno della Germania, era un metodo arretrato, per la fine del colonialismo nel mondo;

3, il centralismo assolutistico e burocratico con quel far discendere tutto dall'alto (per giunta corrotto), mentre io ero decentralista, regionalista, per l'educazione democratica di tutti all'amministrazione e al controllo;

4, il totalitarismo, con la soppressione di ogni apporto di idee e di correnti diverse, si che quando parlavo ai giovanissimi della vecchia possibilità di scegliersi a vent'anni un partito, che aveva sue sedi e sua stampa, sembrava che parlassi di un sogno, di un regno felice sconosciuto;

5, il prepotere poliziesco, per cui uno doveva sempre temere parlando ad alta voce, conversando con ignoti, scrivendo una lettera, facendo un telefonata;

6, quel gusto dannunziano e quell'esaltazione della violenza, del manganello come argomento, dello spaccare le teste, del pugnale, delle bombe a mano, e, infine, l'orribile persecuzione contro gli ebrei;

7, quel finto rivoluzionarismo attivista e irrazionale sopra un sostanziale conservatorismo, difesa dei proprietari, di ciò che era vecchio e perfino anteriore alla rivoluzione francese;

8, quell'alleanza con il conservatorismo della chiesa, della parrocchia, delle gerarchie ecclesiastiche, prendendo della religione i riti e il lato reazionario, affratellandosi con i gesuiti, perseguitando gli ex-sacerdoti;

9, quel corporativismo con una insostenibile parità tra capitale e lavoro che si risolveva in una prigione per moltitudini lavoratrici alla mercé dei padroni in gambali ed orbace;

10, quel rilievo forzato e malsano di un solo tipo di cultura e di educazione, quella fascista, e il traviamento degli adolescenti, mentre ero convinto che della libera produzione e circolazione delle varie forme di cultura una società nazionale ha bisogno come del pane;

11, quell'ostentazione di Littoria e altre poche cose fatte, dilapilando immensi capitali, invece di affrontare il rinnovamento del Mezzogiorno e delle Isole;

12, l'onnipotenza di un uomo, di cui era facile vedere quotidianameute la grossolanità, la mutevolezza, l'egotismo, l'iniziativa brigantesca, la leggerezza nell'affrontare cose serie, gli errori e la irragionevolezza impersuadibile, mentre ero convinto che il governo di un paese deve il piú possibile lasciare operare le altre forze e trarne consigli e collaborazione, ed essere anonimo, grigio anche, perché lo splendore stia nei valori puri della libertà, della giustizia, dell'onestà, della produzione culturale e religiosa, non nelle persone, che in uniforme o no, nel governo o a capo dello Stato, sono semplicemente al servizio di quei valori.

Perciò il fascismo, nel problema dell'Italia di educarsi a popolo onesto, libero, competente, corretto, collaborante, mi parve un potenziamento del peggio e del fondo della nostra storia infelice, una malattia latente nell'organismo e venuta fuori, l'ostacolo che doveva, per il bene comune, essere rimosso, non in un modo semplicemente materiale, ma prendendo precisa e attiva coscienza delle ragioni per cui era sbagliato, e trasformando in questo lavoro sé e persuadendo gli altri italiani.

-kurgan-
08-11-2003, 19:09
Originariamente inviato da DUX
E' difficile per te capire che io non sto propagandando il fascismo, ma sto solo parlando di Storia?

difficile da credersi con quel nick..

ni.jo
08-11-2003, 19:20
Originariamente inviato da -kurgan-
difficile da credersi con quel nick..

...ma no, è un polipo gigante...:D

ni.jo
08-11-2003, 19:47
Antonio Landolfi
....
Eppure questi nuovi storici - alcuni peraltro autenticamente revisionisti - poco hanno potuto innovare sui giudizi da dare sul carattere golpista e reazionario della Marcia mussoliniana su Roma: anzi hanno tutti finito per accentuare tale giudizio, anche paradossalmente al fine di dare rilievo alla "originalità" del sorgere e dell'affermarsi con rapido successo della formula fascista inequivocabilmente "made in Italy", e poi esportata in tutta Europa ed anche nel resto del mondo. In questo, come ha sottolineato lo storico americano Spencer Di Scala nel suo libro Storia d'Italia (dal 1700 ai nostri giorni), si può cogliere paradossalmente il senso di un primato negativo: quello della primogenitura di un movimento di portata storica che inaugurò una fase drammatica della storia del XX secolo partendo dall'Italia, con la veemenza dovuta al suo rapido affermarsi, e al richiamo esercitato su tutti i successivi imitatori.
....
Infatti, poco più di tre anni prima della Marcia su Roma, quando a Milano vennero fondati i Fasci, confluirono nel movimento creato dall'ex leader del socialismo rivoluzionario vecchi suoi compagni, un'ala dei sindacalisti rivoluzionari che facevano capo all'Unione Sindacale Italiana, fuori dal PSI e dalla CGIL, anarchici, nazionalisti di destra e rappresentanti del reducismo insieme con molti seguaci dell'impresa fiumana di D'Annunzio.
Lo stesso programma del movimento che si andava creando aveva connotazioni repubblicane, laiche e di sinistra sociale.
Era un programma insieme di destra e di sinistra, che sembrava corrispondere al modello che Sternhell ha definito, ma che aveva esclusivamente o fondamentalmente la finalità pratica di mietere consensi nell'elettorato di destra, deluso dai risultati del Trattato di pace e spaventato, specie nelle campagne, dalle battaglie dei contadini reduci per ottenere le terre dei latifondi; e nell'elettorato di sinistra che a giudizio del futuro Duce si doveva presto accorgere della incapacità rivoluzionaria della guida socialista, sia riformista, che massimalista o comunista.
Cosicché il movimento si mise da un lato a disposizione degli agrari contro i contadini e le loro organizzazioni; mentre iniziò sul piano sindacale addirittura un'azione più radicale della CGL, per conquistare simpatie tra gli operai.
La caratteristica del fascismo-movimento fu fin dall'inizio la violenza a senso unico rivolta contro i lavoratori delle campagne (l'Italia era al tempo un paese in cui il sessanta per cento della popolazione era agricola) specialmente nella Valle Padana e nel Mezzogiorno. Ma consensi ne raccolse pochi, come testimoniano i risultati delle elezioni del 16 novembre del 1919. Dalle urne uscì il successo del PSI (nonostante la propaganda astensionista dei comunisti di Bordiga) che ottenne 156 deputati, cui si aggiungevano i 27 dei riformisti di Bissolati e Bonomi, usciti sette anni prima dal partito, espulsi dall'allora compagno Mussolini. I popolari di Don Sturzo ebbero 100 seggi. Le liste dei fascisti non riuscirono a raccogliere più di qualche decina di migliaia di voti, e nessuno seggio.
Questo risultato indusse peraltro la sinistra ed i partiti democratici a sottovalutare il ruolo ed il pericolo rappresentato dal recente movimento, indussero anche Mussolini a cambiare tattica ed a compiere una decisiva virata. L'occasione gli venne offerta un anno dopo dallo sciopero dei metalmeccanici e dal movimento di occupazione delle fabbriche, che a Torino aveva preso l'indirizzo del movimento dei Consigli propugnato dall'Ordine Nuovo di Gramsci. Il fascismo sfruttò la grande paura degli industriali e di tutta la borghesia per il profilarsi di una rivoluzione proletaria, per il "fare come a Mosca" senza che agli slogan seguissero i fatti. Il fascismo divenne in tal modo non solo il braccio politico violento degli agrari, ma anche degli industriali che avevano considerato troppo debole il governo democratico di Giolitti nei confronti degli occupanti delle fabbriche, e della destra nazionalista e liberale, proclive ad una soluzione della crisi politica del dopoguerra.
La nuova strada imboccata da Mussolini condusse i fasci ad abbandonare l'originario ermafroditismo di un programma politico che intendeva coniugare le idee tradizionali del nazionalismo spiritualistico ed autoritario con istanze sociali e rivoluzionarie (la concezione riassunta da Sternhell con il suo Ni droite ni gauche) per indossare rapidamente le vesti di un soggetto politico e sociale reazionario ed autoritario.

ni.jo
08-11-2003, 20:21
Originariamente inviato da DUX
Che delusione, pare che tu non abbia neppure letto il mio post... ciò che hai scritto ha un sapore MOLTO politico e PER NULLA storico.

E' difficile per te capire che io non sto propagandando il fascismo, ma sto solo parlando di Storia? A leggerti mi sembra che consideri discutere di fascismo e antifascismo alla stregua di parlare di Juve e Milan...
Non vedo quindi in cosa il tuo quote dal dizionario (perlatro basato sul significato comune di fascismo, non sul Fascismo storico) possa essere utile al dibattito attinente la sua rivoluzionarietà.

poi scusa:

1- hai postato tu per primo dal dizionario.
2- non amo discutere di calcio, nè lo farei facendo ricerche sull'argomento, ricerche che snobbi puntualmente (mie e di altri)
3- l'utilità di questo dibattito è sfuggita ai più e inizia a sfuggire anche a me, se non tornando al "che pro" di qualche pagina fà.

Senti, posso consigliarti la lettura dell'esperienza di Aldo Capitini?
Poi quando l'hai macinata fammi sapere, per un pò voglio dedicarmi a qualciosa di più faceto, tipo il lago dei cigni di Chaikowski e lasciar perdere per un pò Wagner.;)

Ciao.

DUX
08-11-2003, 23:03
Ho letto con interesse gli articoli da te postati, nonostante fossero parecchio generici e quasi per nulla centrati con la questione della Rivoluzione.


Ni.jo dice: [...]il f., seppur all'inizio potesse essere considerato rivoluzionario, ora è sinonimo di forza reazionaria, e lo è perchè storicamente divenne forza reazionaria.

Mi sembra cmq di aver capito che sei d'accordo con il fatto che il fascismo fu nella sua nascita rivoluzionario (chissà poi perchè all'inizio me lo contestavi, allora...). Sul fatto che poi si sia irrigidito in posizioni reazionarie, sarebbe stupido negarlo; se ne accorsero all'epoca sia Marinetti sia Pirandello, che dopo un periodo di fervente militanza finirono per rimanere tesserati solo per convenienza.

E' altresì vero che ogni rivoluzione storica avvenuta (Francese, Russa, Cubana, ...), dopo l'avvento al potere, è mutata in regime conservatore. Credo che i due fenomeni costituiscano un binomio inscindibile: Non c'è Rivoluzioine che non sia stata seguita da una Reazione, e viceversa.


Vorrei anche chiederti di essere così gentile da evitare di postare documenti che trattino genericamente le tematiche antifasciste; leggere materiale in cui ci si affanna a deprecare il Fascismo considerandolo come blocco granitico, mi fa venire il dubbio che tu non abbia capito con esatrezza i punti che volevo via via toccare.


Il prossimo punto che mi interesserebbe approfondire è quello della Violenza, da te evidenziato in molti post...

ni.jo
09-11-2003, 12:05
Originariamente inviato da DUX
Ho letto con interesse gli articoli da te postati, nonostante fossero parecchio generici e quasi per nulla centrati con la questione della Rivoluzione.*
Ni.jo dice: [...]il f., seppur all'inizio potesse essere considerato rivoluzionario, ora è sinonimo di forza reazionaria, e lo è perchè storicamente divenne forza reazionaria.
Mi sembra cmq di aver capito che sei d'accordo con il fatto che il fascismo fu nella sua nascita rivoluzionario (chissà poi perchè all'inizio me lo contestavi, allora...). Sul fatto che poi si sia irrigidito in posizioni reazionarie, sarebbe stupido negarlo; se ne accorsero all'epoca sia Marinetti sia Pirandello, che dopo un periodo di fervente militanza finirono per rimanere tesserati solo per convenienza.
E' altresì vero che ogni rivoluzione storica avvenuta (Francese, Russa, Cubana, ...), dopo l'avvento al potere, è mutata in regime conservatore. Credo che i due fenomeni costituiscano un binomio inscindibile: Non c'è Rivoluzioine che non sia stata seguita da una Reazione, e viceversa.

"Se quindi il Fascismo non riuscì del tutto nei suoi intenti rivoluzionari" sembra riferito a tutto l'arco di vita del fascismo, in questo caso non sarei d'accordo.
Se ti riferisci alla sua nascita, e solo nell'eccezione del termine che hai proposto, posso essere d'accordo.

Originariamente inviato da DUX
Vorrei anche chiederti di essere così gentile da evitare di postare documenti che trattino genericamente le tematiche antifasciste; leggere materiale in cui ci si affanna a deprecare il Fascismo considerandolo come blocco granitico, mi fa venire il dubbio che tu non abbia capito con esatrezza i punti che volevo via via toccare.


sono due testimonianze, una di un socialista (e alla fine hai ammesso che in vita il f. fù reazionario, quindi è servito :D ) e l'altra di un ex fascista che pensava alla rivoluzione e si è trovato in una dittatura reazionaria violenta: ad esempio per l'economia tra le "altre poche cose fatte, dilapilando immensi capitali, invece di affrontare il rinnovamento del Mezzogiorno e delle Isole".
Non capisci, sono uomini che hanno vissuto il fascismo dall'interno.Hanno visto quello di cui si parla, non come me e te.
Uno dei due lo ha fortemente appoggiato all'inizio e si è accorto che non era quello per cui si era battuto: ti sembra si affanni a deprecare il fascismo come blocco granitico? A me sembra una lettera sofferta ai posteri, quest'uomo si è convertito profondamente alla religione, ha vissuto e ha fatto un percorso ammirevole.Liquidi un pò troppo semplicemente queste testimonianze.
Come già detto, Meyssan con le sole foto ha fatto sì che un aereo sparisse...:eek:
Tu vuoi tabelle e studi come se dietro non ci fosse un uomo a compilarle...nel caso delle violenze, per esempio, terrebbero conto della connivenza dei tribunali con gli squadristi?Delle innumerevoli morti "misteriose" come quella dell'architetto Edoardo Persico?:muro:

Originariamente inviato da DUX
Il prossimo punto che mi interesserebbe approfondire è quello della Violenza, da te evidenziato in molti post...
"trattengo a stento l'entusiasmo.":D

ni.jo
09-11-2003, 17:02
Tonino Bucci
Le sentenze del duce

"Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l'ho creato con una propaganda che va dall'intervento ad oggi".

Con queste parole, a pochi mesi dal rapimento e uccisione del deputato socialista Giacomo Matteotti (giugno '24) lo stesso Mussolini rivendicava alla propria persona la responsabilità dell'omicidio politico.

Di patimenti in carcere si spegnerà, a poco a poco, Antonio Gramsci, per le durezze della detenzione e per l'aggravarsi delle condizioni di salute. Un vero e proprio omicidio preordinato dallo stesso Mussolini fin dalla celebre frase "Dobbiamo impedire a questo cervello di pensare".

ENDer
09-11-2003, 18:31
Originariamente inviato da BeBrA
Certo, difficilmente credo si trovera' mai una via con questo nome, perchè purtruppo in Italia si deve distuinguere sempre tutto in "bene" e "male". Questa data essendo legata al Fascismo fa parte della seconda categoria per molti italiani.

Comunque se nel 28 ottobre non ci fosse stata la Marcia su Roma non troveresti nemmeno Latina (Littoria) nelle cartine geografiche.
E come Latina anche altre città.

Sai che perdita...

DUX
10-11-2003, 21:35
Spero che tutti coloro che creano gerarchie tra morti e morti, abbiano visto lo speciale di "TERRA" apparso ieri sera, che trattava gli eccidi perpetrati dai partigiani.

X Ni.jo: Mussolini si prese la responsabilità politica (per onestà, dal momento che gli assassini erano squadristelli di bassa lega, ma pur aderenti al PNF), ma MAI quella esecutiva: Il Capo del Governo (B.M.) condannò i criminali ed offrì alla famiglia Matteotti un vitalizio per continuare una vita dignitosa. E' importante sottolineare che la famiglia ACCETTO' le offerte in denaro... cosa che non avrebbe fatto (dato il suo storico senso dell'onore e della dignità) se avesse avuto dubbi sulle responsabilità del Duce.

Poco tempo fa è apparsa su "La Storia illustrata" un'intervista al figlio di Matteotti, che dichiarava di essere venuto a scoprire le responsabilità dell'uccisione del padre. Secondo i suoi studi erano del Re, per una storia di concessioni di pozzi di petrolio delle nostre colonie alle multinazionali Anglo-americane (sotto banco). Matteotti, in buoni rapporti con le istituzioni inglesi, ne era venuto a conoscenza, e tornò dal suo ultimo viaggio da Londra con la documentazione dei fatti.
Il giorno dopo Matteotti viene ucciso.

Non c'è solo questa versione del caso, ma moltissime, e, tra le più recenti, QUASI NESSUNA annovera Mussolini come mandante.
Se le scuole non si ostinassero ad insegnare la storia con i saggi degli anni '50...

johnnyboy79
10-11-2003, 21:39
Originariamente inviato da ENDer
Sai che perdita...
:rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:

ni.jo
11-11-2003, 08:34
Originariamente inviato da DUX
Spero che tutti coloro che creano gerarchie tra morti e morti, abbiano visto lo speciale di "TERRA" apparso ieri sera, che trattava gli eccidi perpetrati dai partigiani.

X Ni.jo: Mussolini si prese la responsabilità politica (per onestà, dal momento che gli assassini erano squadristelli di bassa lega, ma pur aderenti al PNF), ma MAI quella esecutiva: Il Capo del Governo (B.M.) condannò i criminali ed offrì alla famiglia Matteotti un vitalizio per continuare una vita dignitosa. E' importante sottolineare che la famiglia ACCETTO' le offerte in denaro... cosa che non avrebbe fatto (dato il suo storico senso dell'onore e della dignità) se avesse avuto dubbi sulle responsabilità del Duce.

Poco tempo fa è apparsa su "La Storia illustrata" un'intervista al figlio di Matteotti, che dichiarava di essere venuto a scoprire le responsabilità dell'uccisione del padre. Secondo i suoi studi erano del Re, per una storia di concessioni di pozzi di petrolio delle nostre colonie alle multinazionali Anglo-americane (sotto banco). Matteotti, in buoni rapporti con le istituzioni inglesi, ne era venuto a conoscenza, e tornò dal suo ultimo viaggio da Londra con la documentazione dei fatti.
Il giorno dopo Matteotti viene ucciso.

Non c'è solo questa versione del caso, ma moltissime, e, tra le più recenti, QUASI NESSUNA annovera Mussolini come mandante.
Se le scuole non si ostinassero ad insegnare la storia con i saggi degli anni '50...

stà a vedere che dietro a tutto cce stà er nano...:D

Ci sono alcuni punti "volanti".
cmq, faccio qualche ricerca e ti faccio sapere.;)

sulle gerarchie tra morti e morti, mettiamola così: ognuno in privato si commemori i morti che vuole - ma la pretesa di onorare i caduti fascisti il giorno della liberazione dal nazifascismo è quantomeno bizzantina...sulla caccia al fascista del dopoguerra cmq ho già detto più su.

ni.jo
11-11-2003, 09:10
eri tu che postavi stralci da cronologia.it?
Intanto ecco cosa ci si legge.

quando il deputato socialista si accinse a rivelare truffe e affarismi del partito fascista…

IL DUCE ORDINÒ'
AI SUOI:
"FATELO TACERE"

Casa Italia nei primissimi anni Venti. Ai piani alti corsari della finanza, capitani d'industria, faccendieri di grande e piccolo cabotaggio, lestofanti di varia estrazione, "pescicani" arricchiti con le forniture militari a fattura gonfiata o con il mercato nero, trafficanti di favori. Ai piani di sotto un popolo povero, ancora vestito di nero per i suoi seicentomila morti inghiottiti dall'Apocalisse della Prima guerra mondiale, alle prese con la disoccupazione o la sotto-occupazione, con la battaglia quotidiana per un piatto di cibo. Al potere il fascismo, una dittatura ancora nascosta sotto la redingote e il cilindro di Benito Mussolini, l'uomo che fra poco sarà il "duce della rivoluzione": un fascismo affamato di finanziamenti per la propria organizzazione e per i leaders che sono arrivati ai "palazzi" "con le toppe ai pantaloni" (sono espressioni di Mussolini) ma con un patologico bisogno di rivalsa e onnipotenza. Questo lo scenario che fa da sfondo alle pagine del libro "Il delitto Matteotti", scritto dallo storico Mauro Canali (Editrice "il Mulino" - Bologna 1997). Dal 10 giugno 1924, data dell'assassinio del deputato socialista, la bibliografia su questo cinico e premeditato delitto politico si è arricchita sempre più, accumulando materiale alle volte romanzato o basato su supposizioni, prove indiziarie, ricostruzioni di parte viziate dalle ideologie degli autori.

Salvo qualche eccezione, la strada della ricerca scientifica, della rigorosa indagine condotta negli archivi storici non è stata molto frequentata anche a causa, in tempi passati, dell'irreperibilità dei documenti decisivi. Il lavoro di Canali chiude questo "buco nero" e mette a disposizione degli specialisti e degli appassionati di storia uno studio di eccezionale ampiezza e documentazione. Diciamo subito che la ricerca stabilisce indiscutibilmente una verità, almeno per ora: non c'è la prova provata che il "pericoloso" Matteotti, il quale si preparava a rivelare uno scandalo che avrebbe fatto saltare all'aria il duce, tutti i suoi ras e i suoi "colletti neri", sia stato fatto trucidare su ordine diretto di Mussolini. Tuttavia il metodo investigativo di Canali, basato sull'analisi incrociata di una miriade di fatti più o meno clamorosi, di una lunga serie di elementi interdipendenti, innesca la reazione a catena di un procedimento logico, indiscutibile come una formula matematica, alla conclusione del quale è impossibile sottrarsi: fu Mussolini che diede ordine alla Ceka (la sua polizia politica personale, un gruppo di killers da lui organizzato per "mettere a posto" chi tentava di fermare la marcia verso la dittatura) di chiudere per sempre la bocca di Giacomo Matteotti.

Il deputato socialista venne rapito il 10 giugno 1924 nelle vicinanze di casa mentre, percorrendo il Lungotevere, stava andando verso il Parlamento. Dopo averlo picchiato mortalmente gli uomini del commando della Ceka lo caricarono in macchina e partirono a tutta velocità verso la periferia di Roma. Circa due mesi dopo il cadavere venne trovato, malamente sepolto, in un'area seminascosta da una fitta boscaglia. Nessuna traccia, accanto ai resti, della borsa piena di documenti che Matteotti aveva con sé al momento del sequestro. In quella borsa c'era la batteria di prove che avrebbe dovuto disgregare il sistema fascista, un sistema ancora gracile che si reggeva sui fragili pilastri degli imbonimenti mussoliniani. C'erano le prove che il regime fascista stava in piedi anche e soprattutto con l'aiuto della corruzione, che i suoi uomini si arricchivano truffando lo Stato, incassando jugulatorie tangenti.

Il Pnf, il partito nazionale fascista, esigeva parte dei proventi ("succhiati" ai big della finanza e dell'industria che in cambio ricevevano favori e appalti), per finanziare le federazioni che stavano sorgendo in tutta Italia, i quotidiani fiancheggiatori, e, ultime ma vicinissime al cuore del duce, le clientele di fedelissimi che avevano ben meritato prima, durante e dopo la marcia su Roma e tuttora meritavano per ragioni che erano ai limiti o fuori della legalità. Tipico esempio la Ceka, un manipolo di criminali superpagati. Gli scandali ad alto potenziale distruttivo che minacciavano il regime erano soprattutto due: la sistematica truffa ai danni dello Stato rappresentata dal traffico dei residuati bellici e l'operazione Sinclair Oil con la quale Mussolini tentò di dare in concessione esclusiva i diritti per la ricerca petrolifera in Italia al gigante Usa Standard Oil. Il che, come appare ovvio, rappresentava un danno incalcolabile per il nostro Paese. Brevemente vediamo i particolari di queste due vicende, una delle tante, dell'affarismo e della corruzione fascista. Quello dei residuati bellici era un business enorme: dopo la fine della guerra nei magazzini militari si erano accumulati ingenti quantità di armamenti, vestiario, scorte alimentari che lo Stato vendeva in stock ai privati a prezzi di "saldo". Sistema incriticabile se non fosse che molti dei blocchi più importanti venivano assegnati a prezzi irrisori, ulteriormente e benevolmente tagliati, a fascisti di provata fede che agivano o come teste di turco del regime o per sé.

Un esempio per tutti, l'affare Amerigo Dumini, braccio destro di Cesare Rossi, capo ufficio stampa della Presidenza del consiglio e fidatissimo complice e collaboratore di Mussolini. Dumini, che poi diventerà il capo della Ceka e parteciperà all'assassinio di Matteotti, aveva messo in piedi un inghippo che gli aveva permesso di acquistare, per rivenderla alla Jugoslavia, una partita di alcune centinaia di migliaia di fucili, proiettili ed altre armi, avuti in assegnazione dalla Direzione d'artiglieria. Come aveva potuto un piccolo squadrista con quattro soldi in tasca comprare uno stock di armi che stava a malapena nella stiva di una nave da trasporto? Semplice. Era stato finanziato da Alessandro Rossini, amministratore delegato della Banca adriatica di Trieste. "Dal contratto veniamo a conoscere - scrive Mauro Canali - che si trattava del solito sistema a trucco. Dumini si accaparrava il contratto che poi cedeva a Rossini e costui si impegnava a versare a Dumini la cospicua somma di un milione e mezzo (per quei tempi cifra astronomica, n.d.r.). L'affare appariva abbastanza grosso per credere che Dumini stesse lavorando in proprio. Stabilire tuttavia per chi Dumini stesse agendo non è impresa facile anche se tutti gli indizi conducono agli alti livelli del regime fascista".

Ancora più grave e indicativo il caso della Standard Oil, il trust che puntava, nascondendosi dietro la controllata Sinclair Oil, alla conquista totale del mercato italiano nel periodo in cui, nel Paese, la necessità di benzina e di derivati del petrolio diventava sempre più pressante. Come aveva fatto negli Usa, finanziando nel 1920 la campagna presidenziale dei repubblicani in cambio di previlegi specifici per la compagnia, la S.O. puntò alla conquista dell'esclusiva italiana a suon di "percentuali" passate sottobanco ai big della nomenklatura fascista. In un primo momento l'operazione riuscì, grazie alla decisissima e imperativa azione di Mussolini. Che per non avere ostacoli spazzò via dal dicastero dell'Agricoltura il ministro De' Capitani e Arnaldo Petretti, capo della direzione generale per i combustibili, entrambi forti sostenitori della costituzione di un Ente petrolifero nazionale che avrebbe permesso all'Italia si sottrarsi alla dipendenza del monopolio Standard Oil-Sinclair. Anche nello specifico caso, considerata la dura offensiva scatenata dal capo del governo contro i due "avversari", appariva chiaro il motivo dell'interesse di Mussolini. In questo quadro l'intervento di Matteotti in Parlamento, annunciato proprio per il 10 giugno 1924, alla riapertura della Camera, rappresentava una carica di dinamite con la miccia già accesa. Quella miccia andava spenta prima dell'esplosione. E i killers di Dumini entrarono in azione.

ni.jo
11-11-2003, 10:43
ho trovato dove è avvalorata la tesi del complotto regio come l'hai proposta:

http://www.cuoreribelle.it/matteotti.htm
tratto da www.ilduce.net

:nonsifa: :D

Comunque dopo aver letto il "ricavato" dalle sue affermazioni, il figlio Matteo respinge le accuse "Mai avuti soldi dai fascisti mai difeso le spie dell'Ovra" nel giornale "La Repubblica, 07-02-1997, Cultura, Pag. 39.

In ogni caso anche la tua versione sottolinea le colpe di influentissime personalità del fascismo, e l'associazione a delinquere con il monarca: mussolini probabilmente si sarebbe guardato dal comandare l'uccisione ma tieni conto di due cose:
la rabbia per il famoso discorso e la sua propensione a comandare delle "sane" bastonate come per Giovanni Amendola e Piero Gobetti: e come confessa il Volpi in questura, "Probabilmente se si fosse umiliato un momento e ci avesse chiesto di salvarlo e avesse riconosciuto l'errore della sua idea, avremmo forse non compiuto fino alla fine la nostra operazione".

limes on line
Pure il delitto Matteotti andò a sta maniera. C'è chi dice che fosse stato il re, perché Matteotti aveva svagato certe storie di casa Savoia con le ricerche petrolifere in Libia, ma non c'entra: sicuramente pure il re si sarà fregato le mani quando Matteotti è sparito, ma non ci è entrato lui. Fu Dumini. Quando Matteotti attaccò Mussolini in parlamento questi era livido. Uscì fuori incazzato come una iena e urlò al suo factotum, Cesare Rossi: "Che fa Dumini?". Quello chiamò Dumini: "Ma si può sapere che stai a fare?". E Dumini capì l'antifona. Poi, certo, dissero: "Vabbe', ma noi mica intendevamo che lo dovesse ammazzare" e giustamente in galera ci andò soltanto lui. Ma fu il Duce che disse: "Che fa Dumini?", se no a quello quando gli veniva in testa di andare a fare quello che ha fatto.

Su
http://italy.indymedia.org/news/2003/04/273150.php
troviamo la stessa motivazione ma il nano non sembra proprio essere il solo mandante; cioè le personalità in grassetto sono "fascistissime" e nemmeno mussolini potè evitare di assumersi le responsabilità dell'omicidio.
Politiche o materiali...non venne mai accertato l'ordine: comunque la Ceka, era la polizia segreta a servizio di Mussolini, e gli uomini implicati erano e continuarono ad essere interni al fascismo (il processo farsa di Chieti fù un bel bidet di legalità).


Tangenti sul petrolio a importanti uomini del fascismo.

Sempre secondo De Felice, il movente del delitto doveva essere un altro: sopprimere Matteotti per sottrargli documenti da lui raccolti, e che avrebbe divulgato l’11 giugno alla Camera, su loschi affari petroliferi che coinvolgevano influentissime personalità del fascismo cui una società petrolifera americana, la Sinclair, aveva versato "tangenti" pari a 150 milioni per ottenere in esclusiva i diritti delle ricerche in Italia. Essi erano: Emilio De Bono, comandante della PS e della MVSN (Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale); il sottosegretario agli Interni Aldo Finzi (destinato a morire alle Fosse Ardeatine); il segretario amministrativo del PNF Giovanni Marinelli (finirà fucilato il 13 gennaio 1944 a Verona con gli altri “traditori” del 25 luglio 1943, lo stesso De Bono, Ciano, Gottardi e Pareschi); il capo ufficio stampa della presidenza del Consiglio Cesare Rossi; il giornalista Filippo Filippelli, direttore del "Corriere italiano" (controllato nell’assetto proprietario da Finzi). Per di più, uccidendo il deputato socialista, essi avrebbero impedito quell’"apertura a sinistra" che li avrebbe comunque travolti.

Il movente secondo Matteo Matteotti: il re e la Sinclair. Seguendo questa duplice pista, Matteo Matteotti ebbe via via nuovi elementi, sull cui base finì per convincersi che il principale mandante del delitto, attraverso De Bono, poteva essere il re, per via d’interessi petroliferi correlati sempre al gruppo Sinclair. Nell’intervista che, grazie a De Felice, mi rilasciò nel novembre 1985 per "Storia Illustrata", mi spiegò che ricevette da Giancarlo Fusco un articolo da questi pubblicato il 2 gennaio 1978 su "Stampa sera". Precisandomi: "Nell’autunno del 1942, Aimone di Savoia duca d’Aosta raccontò a un gruppo di ufficiali che nel 1924 Matteotti si recò in Inghilterra [del viaggio riferirono i giornali dell’epoca] dove fu ricevuto, come massone d’alto grado, dalla Loggia The Unicorn and the Lion. E venne casualmente a sapere che in un certo ufficio della Sinclair, ditta americana associata all’Anglo Persian Oil, la futura BP, esistevano due scritture private. Dalla prima risultava che Vittorio Emanuele III, dal 1921, era entrato nel register degli azionisti senza sborsare nemmeno una lira; dalla seconda risultava l’impegno del re a mantenere il più possibile ignorati (covered) i giacimenti nel Fezzan tripolino e in altre zone del retroterra libico". In relazione alla prima scrittura privata, Matteo Matteotti aggiunse che essa faceva comprendere come fosse “passato” tanto rapidamente il RDL sullo sfruttamento da parte della Sinclair del petrolio reperibile nel territorio italiano, in Emilia e in Sicilia. Si trattava del RDL n.677, in data 4 maggio 1924,nel quale l’articolo primo afferma: 'È approvata e resa esecutiva la convenzione stipulata nella forma di atto pubblico, numero di repertorio 285, in data 29 aprile 1924, fra il ministero dell’Economia nazionale [presieduto da Corbino] e la Sinclair Exploration Company'. Le firme sono quattro: Vittorio Emanuele, Corbino, De Stefani, Ciano".

E' falso che tra le più recenti, QUASI NESSUNA annoveri Mussolini come mandante, le ricerche per il film e Mauro Canali e il suo ampio saggio "Il delitto Matteotti" sono ad edizioni Il Mulino, 1997.


un pò di dati accertati, tralascia il "condimento" (la fonte è l'anpi) e segui la storia della targa e delle confessioni.

http://www.romacivica.net/anpiroma/antifascismo/antifascismo1.html


Il delitto Matteotti

Il fatto: l'assassinio di Matteotti

La sera dell’11 giugno 1924 il deputato socialista Giuseppe Emanuele Modigliani denuncia alla Questura di Roma la scomparsa dell’on. Giacomo Matteotti, uscito di casa il pomeriggio del giorno prima intorno alle 16.30 e non più rientrato. Le prime sollecite indagini della Questura accertano che il deputato è stato aggredito da cinque o sei uomini e trascinato a forza su un’automobile sul Lungotevere Arnaldo da Brescia (quindi vicino alla sua abitazione) il pomeriggio del 10 giugno: è quanto affermano alcuni testimoni presenti casualmente al fatto (due bambini - Adelchi Frattaroli ed Eliseo De Leo -, un netturbino-Giovanni Puzzi- e un impiegato - Giovanni Tavanna). Un’altra testimone, la portinaia Ester D’Erasmi, riconosce il numero della targa: Roma 55 - 12169.

La targa dell’autoveicolo è la chiave di volta delle indagini. L’automobile risulta presa a nolo dall’avv. Filippo Filippelli, già portavoce del sottosegretario agli Interni Finzi, direttore del Giornale Italiano, testata fiancheggiatrice del fascismo, e consegnata ad Amerigo Dumini, noto squadrista toscano, conosciuto come intimo amico di Cesare Rossi, capo dell’Ufficio stampa della Presidenza del Consiglio dei ministri. Altro nome che viene fatto durante le prime indagini è quello di Giovanni Marinelli, segretario amministrativo del Partito nazionale fascista.
Si interessa attivamente alla vicenda Emilio De Bono, quadriumviro e capo della Pubblica sicurezza.
L’autoveicolo viene ritrovato dalla PS la sera del 12 nell’autorimessa “Tattini e Malaga” in via Frattina impolverata, con il vetro posteriore infranto e la tappezzeria interna lacerata in più parti e macchiata di sangue.

Il capo del fascismo fu informato l'indomani dei dettagli dell'"operazione" e, appreso che la macchina era stata individuata, se ne uscì: "Porca m..., bastava avessero pisciato sulla targa!". Gli indizi erano più che significativi e subito si diffusero voci che indicavano le responsabilità nella stessa presidenza del Consiglio e gli autori materiali in alcuni figuri notoriamente appartenenti alla cosiddetta Ceka, la polizia segreta a servizio del capo del fascismo per i lavori "sporchi" e soprattutto in quell'Amerigo Dumini, che amava presentarsi aggiungendo al suo nome "diciotto omicidi". Nel rimpallarsi di accuse e contraccuse, circolarono memoriali di collaboratori diretti di Mussolini con allusioni abbastanza chiare e talvolta trasparenti sulle sue responsabilità. Anche se le prove definitive della colpevolezza del capo del fascismo non furono mai trovate, è convinzione più che diffusa che di lì fosse partito l'ordine.

Dalle indagini emerge, successivamente che Amerigo Dumini ha alloggiato, nei giorni precedenti la scomparsa di Giacomo Matteotti, all’hotel “Dragoni” con sette persone (fra i quali un gruppo di “arditi” ) da lui stesso fatte venire a Roma da Milano: Albino Volpi, Giuseppe Viola, Augusto Malacria, Amleto Poveromo, Filippo Panzeri, Aldo Putato e Otto Thierschald.

Dumini e i suoi vengono arrestati.

Uno di essi, Albino Volpi, interrogato in istruttoria, riferì: "Il contegno di Matteotti è stato assolutamente spavaldo. Mentre lo pugnalavamo, egli è stato - direi - eroico. Ha continuato fino alla fine a gridarci in faccia: "Assassini! Barbari! Vigliacchi!". Mai ebbe un momento di debolezza per invocare pietà. E mentre noi continuavamo nella nostra azione, egli ci ripeteva: "Uccidete me, ma l'idea che è in me non l'ucciderete mai!". Probabilmente se si fosse umiliato un momento e ci avesse chiesto di salvarlo e avesse riconosciuto l'errore della sua idea, avremmo forse non compiuto fino alla fine la nostra operazione. Ma no, fino alla fine, fino che ha avuto un filo di voce, ha gridato: "La mia idea non muore! I miei bambini si glorieranno del loro padre. I lavoratori benediranno il mio cadavere". È morto gridando: "Viva il socialismo!"".

Il 16 agosto viene ritrovato il corpo di Matteotti da un brigadiere dei carabinieri nel bosco della Quartarella lungo la via Flaminia a 23 km da Roma fra Riano e Scrofano (ora Sacrofano), in una piccola fossa già adibita a carbonaia e protetta da arbusti e querce. Il cadavere è ridotto a scheletro e quasi totalmente decomposto. La perizia dell’odontoiatra di fiducia della famiglia Matteotti riconosce il deputato dalle protesi dentarie. Gli esami disposti sul cadavere e sull’automobile accertano che Giacomo Matteotti è deceduto per una ferita da arma da taglio inferta sulla parte sinistra del torace quando il deputato si trovava ancora nell’automobile.

Le reazioni

Il delitto ebbe ripercussioni immediate in tutta Italia. La convinzione che Matteotti fosse rimasto vittima di un delitto politico era talmente salda che i parlamentari delle opposizioni, fin dal 14 giugno, prima ancora, cioè, che fosse ritrovato il corpo del deputato socialista, abbandonarono l'aula per riunirsi in un'altra sala di Montecitorio e costituirsi in unico parlamento legittimo, visto che nel parlamento ufficiale era ormai impossibile esercitare ogni funzione libera per gli eletti del popolo. In quell'occasione fu votato un ordine del giorno che diede origine alla cosiddetta "secessione dell'Aventino".

ps sono al lavoro, ho leggiucchiato un pò in fretta tra un render e l'altro: devo ancora cercare delle cose...il discorso non è chiuso

;)

ciao.

ni.jo
11-11-2003, 13:59
versione completa sul sito del
ministero dell'interno (http://www.interno.it/sezioni/attivita/sicurezza/dip_ps/dcpp/s_000000296.htm)

Si dice che Mussolini, profondamente irritato dal discorso di Matteotti alla Camera, esclamasse: “Cosa fa questa Ceka? Cosa fa Dumini? Quell’uomo dopo quel discorso non dovrebbe più circolare... ”. Si sa come andarono poi le cose, ma ciò che qui si vuole porre in evidenza è quell'accenno di Mussolini alla Ceka, nome con cui era conosciuta la polizia politica rivoluzionaria sovietica costituita nel 1918.
Proprio poco tempo prima del delitto Matteotti (10 giugno 1924), era stato lo stesso Mussolini a volere una Ceka fascista e cioè una polizia segreta di partito, cui affidare compiti informativi può immaginarsi di quale natura e E’ inevitabile che in tutte le dittature la polizia politica “istituzionale” ereditata dai passati governi, pur se epurata non venga ritenuta sufficientemente affidabile o bastante a vigilare sulla sicurezza del regime e ad essa si preferisca sovrapporre una struttura interna al partito dominante, sua diretta emanazione, fatta di fedelissimi. La segretezza allora da semplice cautela di cui si circonda abitualmente la polizia politica per garantire la riservatezza del proprio operato o la sicurezza dei propri uomini, si traduce in una sorta di clandestinità per assicurare agli agenti impunità e libertà di azione. La Ceka fascista non fu, comunque, una struttura sofisticata e professionale ma poco più che una squadraccia di “bravi” di regime, che si resero protagonisti di violenze di basso livello, fino ad incappare per eccesso di zelo, approssimazione e gratuita brutalità nell’ “incidente” Matteotti, che rischiò di travolgere Mussolini.
Emblematica della commistione di ruoli tra Milizia, polizia e Ceka e dell’esistenza quindi di strutture “parallele” a quelle ufficiali, era la circostanza che De Bono, primo capo della Polizia fascista, fosse al tempo stesso comandante della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Le disastrose conseguenze del delitto Matteotti segnarono anche la rapida fine della Ceka, i cui membri finirono nel 1926, bene o male, innanzi ad un Tribunale, sia pure cavandosela con lievi pene.
Dopo una parentesi, alquanto breve, di Francesco Crispo Moncada, l’incarico di Capo della Polizia venne affidato ad altro prefetto di carriera, Arturo Bocchini che fu per gran parte del periodo fascista (1926-1940) personaggio centrale e di notevole spessore nelle politiche e nelle strategie di sicurezza del regime.
Pare che Bocchini non ebbe alcuna perplessità nel manifestare all’inizio del suo lungo mandato la convinzione che nessuna dittatura può vivere senza un efficiente apparato di polizia politica.

piccola cronologia di fatti dal '23 al '28

1923
23 Gennaio. Una spedizione punitiva per la morte di due fascisti è organizzata a La Spezia : sei morti.
2 Febbraio. Arresto del liberale Piero Gobetti.

3 Febbraio. Arresto del comunista Amedeo Bordiga, di quasi tutto il comitato centrale del partito, di 72 segretari federali, di 41 segretari delle organizzazioni giovanili e chiusura del giornale "L'Avanguardia". Chi può fugge all'estero.
Fascisti e nazionalisti aggrediscono e malmenano a Livorno il deputato socialista Giuseppe Emanuele Modigliani. La milizia intima a Modigliani di lasciare Livorno.

8 Febbraio. Lo stato assume il monopolio della rete telefonica a grande distanza.

26 Febbraio. L'associazione nazionalista si fonde nel partito fascista.

1 Marzo. Arresto del socialista Giacinto Menotti Serrati.

31 Marzo. Arresto del comunista Ruggero Grieco.

19 Maggio. Mussolini incontra Alcide De Gasperi. Ha bisogno dei voti dei popolari per la sua riforma elettorale

27 Aprile. Approvazione della riforma della scuola promossa dal Ministro Giovanni Gentile. La riforma sancisce il controllo generale dello stato sulla scuola.

29 Maggio. Il deputato fascista Alfredo Misuri denuncia alla Camera le illegalità commesse dagli squadristi. Per questo sarà aggredito, bastonato ed espulso dal partito.

15 Luglio. Il prefetto di Trieste ordina la cessazione della pubblicazione del giornale comunista "Il Lavoratore".

21 Luglio : La Camera approva la legge elettorale Acerbo (dal nome del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giacomo Acerbo) che adotta il sistema maggioritario, ripristina il collegio uninominale.e introduce il premio di maggioranza assegnando i due terzi dei seggi alla lista che ottiene il maggior numero di voti. Servirà al partito fascista per monopolizzare il potere giocando sulla paura dell'instabilitá.

24 Luglio. Mussolini riceve i vertici sindacali della CGdL cercando di trascinarli dalla sua parte. Non per nulla in Marzo il governo aveva introdotto con decreto legge la giornata lavorativa di otto ore.

24 Agosto. Don Giovanni Minzoni è ucciso dai fascisti ad Argenta, nel Ferrarese. Proseguono gli atti di violenza e di devastazione dei circoli cattolici.

31 Agosto. Mussolini decide l'occupazione dell'isola greca di Corfú a seguito di un incidente occorso ai membri di una missione militare italiana sul confine greco-albanese. La Societá delle Nazioni condanna l'occupazione che cesserà a fine settembre.

21 Settembre. Vengono arrestati esponenti di spicco del partito comunista d'Italia tra cui Palmiro Togliatti, Angelo Tasca e Alfonso Leonetti.

19 Ottobre. Un comunicato del partito liberale ribadisce la fiducia dei liberali nel governo Mussolini.

14 Novembre. Viene definitivamente approvata la legge elettorale Acerbo.

26 Novembre. Il comitato direttivo della CGdL decide di tenere un atteggiamento di apertura nei confronti di Mussolini.

29 Novembre. Dimostranti fascisti invadono e devastano l'abitazione di Francesco Saverio Nitti senza che la polizia intervenga.

5 Dicembre. Il deputato comunista Nicola Bombacci pronuncia alla Camera un discorso in cui sostiene l'affinità tra la rivoluzione russa e quella fascista. Sarà sconfessato dal partito comunista e invitato a dare le dimissioni da deputato. Entrerà in seguito nel partito fascista, indice evidente dell'esistenza di punti di contatto tra le due esperienze .

12 Dicembre. Con pretestuosi motivi di ordine pubblico sono sospese numerosi pubblicazioni socialiste, comuniste e sindacali.

26 Dicembre. L'onorevole Giovanni Amendola, direttore del giornale "Il Mondo" viene assalito e bastonato a Roma da un gruppo di fascisti.


1924
28 Febbraio. I fascisti uccidono a Reggio Emilia il deputato socialista Antonio Piccinini.
19 Marzo. In un discorso a Milano, Antonio Salandra riconosce in Mussolini il continuatore della migliore tradizione liberale e risorgimentale. Questo mostra l'insipienza totale del liberalesimo in Italia.

6 Aprile. Elezioni politiche. Si svolgono in un clima di violenza e di intimidazioni sulla base della nuova legge maggioritaria (legge Acerbo). Il listone fascista riceve 4.305.906 voti che sommati ai voti di altre liste fasciste (fascisti di disturbo, fascisti dissidenti) arriva a quasi 5 milioni di voti. Le altre 11 liste ottengono in complesso solo 2 milioni e mezzo di voti. Il fascismo ha in sostanza l'appoggio delle masse e può, a ragione, sostenere di aver raggiunto il potere in maniera democratica (attribuendo alla parola 'democratico' connotazioni nè positive nè negative). Con il premio di maggioranza i fascisti si assicurano 356 seggi + 19 delle liste fiancheggiatrici. Le altre liste fanno eleggere 161 deputati.

30 Maggio. Il deputato socialista Giacomo Matteotti denuncia le violenze e i brogli che hanno caratterizzato le elezioni politiche e ne chiede la invalidazione.

10 Giugno. Una squadra fascista che comprende Amerigo Dumini (stipendiato dall'ufficio stampa della presidenza del consiglio), Albino Volpi, Giuseppe Viola, Amleto Poveromo, Augusto Malacria, rapisce e uccide il deputato socialista Giacomo Matteotti.

14 Giugno. Presentano le dimissioni il sottosegretario agli Interni Aldo Finzi e il capo dell'ufficio stampa della presidenza del consiglio Cesare Rossi, in relazione al caso Matteotti.

18 Giugno. Giovanni Marinelli, segretario amministrativo del partito nazionale fascista, è arrestato con l'accusa di complicità nel delitto Matteotti.

27 Giugno. L'Aventino. Per protesta contro il governo coinvolto nel caso Matteotti, deputati di vari partiti decidono di non partecipare ai lavori della Camera fino alla costituzione di un nuovo governo.

8 Luglio. Il consiglio dei ministri approva un decreto restrittivo della libertà di stampa.

6 Agosto. Luigi Einaudi pubblica sul Corriere della Sera un articolo intitolato "Il silenzio degli industriali" in cui accusa il mondo industriale di assistere passivamente ai tragici eventi.

16 Agosto. Il cadavere di Giacomo Matteotti viene rinvenuto nella macchia della Quartarella a una ventina di chilometri da Roma.

27 Agosto. Nasce l'URI (Unione Radiofonica Italiana) sotto il controllo monopolistico dello stato.

5 Settembre. Piero Gobetti, editore e direttore della rivista "La rivoluzione liberale", viene aggredito a Torino dai fascisti.

25 Ottobre. Dietro pressioni esercitate da Mussolini, don Sturzo, ex segretario del Partito Popolare, è costretto a lasciare l'Italia. Rimarrà in esilio per 22 anni.

27 Dicembre. In un memoriale pubblicato sulla rivista di Giovanni Amendola 'Il Mondo', l'ex capo dell'ufficio stampa della presidenza del consiglio, Cesare Rossi, ribadisce la responsabilitá diretta di Mussolini nel delitto Matteotti.

31 Dicembre. Vari giornali d'opposizione sono sequestrati in ogni parte d'Italia. I fascisti compiono aggressioni contro professionisti antifascisti. I gruppi fascisti nelle province chiedono a Mussolini di sopprimere qualsiasi opposizione.


1925
3 Gennaio. Parlando alla Camera, Mussolini si assume la responsabilitá 'politica, morale e storica' di tutto quanto è avvenuto durante il suo governo e quindi anche del delitto Matteotti. Assicura un chiarimento della situazione nelle quarantotto ore successive al suo discorso. É l'inizio del regime fascista.
4 Gennaio. I prefetti ricevono l'ordine di proibire qualsiasi manifestazione pubblica, di esercitare un controllo su circoli, ritrovi, organizzazioni, gruppi in qualche modo sospetti, di sciogliere le formazioni considerate sovversive, di reprimere ogni tentativo di resistenza.

6 Gennaio. Il ministro dell'interno Luigi Federzoni presenta un primo bilancio delle disposizioni date ai prefetti : sono stati chiusi o sciolti 95 circoli e ritrovi, 150 esercizi pubblici, 25 organizzazioni ritenute sovversive, 120 gruppi dell'associazione antifascista Italia libera; sono stati arrestati 111 persone diciarate sovversive; sono state effettuate 655 perquisizioni domiciliari.

8 Gennaio. I deputati aventiniani pubblicano un manifesto di condanna morale del fascismo. E' l'unica presa di posizione e testimonia la debolezza e l'insignificanza delle opposizioni.

12 Gennaio. Disegno di legge per il controllo statale di tutte le associazioni e organizzazioni.

18 Febbraio. Viene promossa la pubblicazione dell'Enciclopedia Italiana, esempio classico della gestione statale della cultura e quindi dell'asservimento statale delle idee.

2 Marzo. Il governo sospende il presidente Ettore Viola e l'intero gruppo dirigente dell'ANC (associazione nazionale combattenti) dimostratosi troppo indipendente nei confronti del fascismo.

1 Maggio. Viene istituita l'Opera nazionale dopolavoro che passerà sotto il diretto controllo del partito nazionale fascista.
Il deputato Antonio Gramsci, nel suo unico discorso parlamentare, si pronuncia contro la legge sulle associazioni in quanto concede allo stato la licenza di sciogliere a suo piacere qualsiasi organizzazione. La legge sarà approvata dalla Camera il giorno 19.

19 Maggio. La Camera approva una legge per l'epurazione dei burocrati che non si mostrino ligi alle direttive del governo.

20 Luglio. Giovanni Amendola subisce una nuova aggressione in conseguenza della quale morirà alcuni mesi dopo.

24 Luglio. Il governo ripristina il dazio sul grano.

4 Agosto. Gaetano Salvemini fugge in Francia dopo l'arresto e la messa in libertà provvisoria. Rimarrà in esilio per oltre 20 anni.

29 Settenbre. Il prefetto fa sospendere la pubblicazione del giornale La Stampa fino al 9 Novembre.

2 Ottobre. A palazzo Vidoni la Confindustria e la Confederazione delle corporazioni fasciste si riconoscono reciprocamente come i rappresentanti esclusivi degli industraili e dei lavoratori. Vengono abolite le commissioni interne di fabbrica. Il patto di palazzo Vidoni sancisce il monopolio sindacale fascista.

3 Ottobre. I fascisti toscani sono protagonisti di violenze e aggressioni contro singoli individui e sedi di associazioni.

8 Ottobre. Il podestà, di nomina prefettizia, sostituisce il sindaco eletto dai cittadini del Comune. Vengono inoltre estesi i poteri del prefetto. La legge entrerà in vigore nel febbraio del 1926.

19 Ottobre. L'esercito italiano completa l'occupazione della Somalia.

3 Novenbre. Il Popolo, giornale del partito popolare, è costretto a cessare la pubblicazione dopo che da mesi veniva quotidianamente sequestrato.

4 Novembre. La presunta organizzazione di un attentato contro Mussolini costituisce il pretesto per nuove repressioni nei confronti della massoneria e del partito socialista unitario.

5 Novembre. Lo stato riconosce ufficialmente per decreto legge l'istituto LUCE (L'unione per la cinematografia educativa) e lo pone al suo servizio come macchina di propaganda.

8 Novembre. Il prefetto di Milano sospende le pubblicazioni dei quotidiani l'Avanti e l'Unità.

10 Novembre. Il prefetto di Torino sospende la pubblicazione del periodico 'La rivoluzione liberale' diretto da Piero Gobetti.

12 Novembre. La Confindustria si integra nel regime e ottiene che un suo rappresentante sieda nel Gran Consiglio del fascismo.

14 Novembre. Ulteriore estensione del potere dei prefetti

27 Novembre. Il governo introduce il saluto romano fascista in tutte le amministrazioni dello stato.

10 Dicembre. Lo stato costituisce l'ONMI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia). La piovra statale si estende su tutte le espressioni della vita sociale.

24 Dicembre. Vengono allargati i poteri del capo del governo che può emanare norme giuridiche senza l'approvazione delle Camere.

31 Dicembre. Nuovi provvedimenti di controllo statale della stampa impongono ai giornali un direttore responsabile riconosciuto dallo stato. Dopo l'uscita del provvedimento molti giornali sospendono le pubblicazioni.


1926
16 Gennaio. I deputati fascisti cacciano dall'aula gli aventiniani che avevano deciso di riprendere il loro posto.
31 Gennaio. Accrescimento dei poteri dell'esecutivo e riduzione dei poteri di delibera e di controllo del Parlamento.

16 Febbraio. A soli 25 anni muore in esilio, a Parigi, Piero Gobetti, fiaccato nel corpo dalle aggressioni della violenza fascista.

16 Marzo. Inizia il processo per il delitto Matteotti. La giustizia di stato condannerà gli esecutori del delitto a cinque anni, undici mesi e venti giorni di cui quattro anni condonati per amnistia. Una beffa, tipica della 'giustizia di stato'.

28 Marzo. Il prefetto di Milano scioglie il VI Congresso nazionale di filosofia a seguito dell'insorgere di accesi dibattiti.

3 Aprile. La legge sull'organizzazione sindacale riconosce solo due confederazioni, una per gli imprenditori e una per i lavoratori, entrambe affidate a dirigenti fascisti. Sono vietati gli scioperi e qualsiasi forma di agitazione sindacale.
Viene costituita l'Opera Nazionale Balilla che inquadra i ragazzi dagli 8 ai 12 anni (balilla) e quelli dai 12 ai 18 anni (avanguardisti). Il regime pensa proprio a tutto e a tutti.

7 Aprile. Giovanni Amendola muore a Cannes, fisicamente distrutto dalle aggressioni subite dai fascisti.

19 Aprile. Il governo italiano e quello inglese concludono un accordo per la spartizione delle zone di influenza in Africa.

19 Maggio. Viene costituita l'Azienda Generale dei Petroli (AGIP). Lo stato invade anche questo campo di attività economica.

1 Luglio. Lo stato italiano annette ufficialmente l'Oltregiuba alla Somalia italiana.

19 Settembre. Su pressioni del governo italiano, il governo francese prende provvedimenti repressivi contro gli emigrati politici italiani.

31 Ottobre. A seguito di un attentato a Mussolini che viene attribuito ad un presunto anarchico, Anteo Zamboni (un ragazzo di 15 anni), immediatamente linciato dai fascisti, si moltiplicano gli assalti a giornali dell'opposizione e ad abitazioni di personalità non fasciste (Benedetto Croce, Carlo Sforza).

1 Novembre. Sono sospesi o soppressi i seguenti giornali e riviste: Il Mondo, Il Risorgimento, La Voce repubblicana, l'Avanti , l'Unità, Battaglie sindacali, Critica Sociale.

5 Novembre. Provvedimenti per la sicurezza del fascismo e per la difesa dello stato. Soppressione di tutti i partiti, associazioni e organizzazioni di opposizione al fascismo; controllo di tutti i passaporti per l'estero e annullamento di quelli rilasciati di recente; confisca dei beni degli emigrati politici; revoca della licenza di pubblicazione alla stampa di opposizione; istituzione del confino di polizia; ripristino della pena di morte per crimini contro lo stato; istituzione del 'tribunale speciale per la difesa dello stato'; costituzione dell'OVRA (Organizzazione per la vigilanza e la repressione dell'antifascismo). E' l'attuazione della concezione statista propria del secolo XX.

8 Novembre. Il deputato Antonio Gramsci e altri deputati comunisti sono arrestati in flagrante violazione dell'immunità parlamentare e rinchiusi a Regina Coeli.

9 Novembre. Tutti i deputati antifascisti sono dichiarati decaduti.

12 Dicembre. Filippo Turati abbandona clandestinamente l'Italia.

30 Dicembre. Il fascio littorio diventa emblema dello stato italiano.

31 Dicembre. Su tutti gli atti ufficiali delle amministrazioni statali è fatto obbligo di aggiungere alla data del calendario gregoriano la data del calendario fascista (anno di inizio 1922). Scimmiottando la rivoluzione francese (calendario repubblicano) il fascismo mette in rilievo le notevoli affinità tra le due esperienze entrambe caratterizzate dal segno dello statismo.


1927
Gennaio. La polizia, sotto la guida di Arturo Bocchini, rafforza la sua opera di repressione. Viene istituito il casellario politico centrale che, alla fine del 1927, ha più di 100mila fascicoli su persone cosiddette sospette o sovversive.
1 Febbraio. Due operai sono condannati dal tribunale speciale per la difesa dello stato con l'accusa di avere offeso Mussolini.
Si autoscioglie la confederazione generale del lavoro.

5 Gennaio. Il Procuratore generale Giovanni Appiani, inaugurando l'anno giudiziario, traccia il nuovo corso della magistratura a servizio dello stato fascista definendo la giustizia come un concetto relativo in rapporto e in subordine alla politica.

9 Gennaio. Sono sciolte le organizzazioni giovanili non fasciste. L'associazione degli esploratori cattolici, l'unica a sopravvivere, deve inserire nelle sue insegne il simbolo del littorio e le iniziali ONB (Opera Nazionale Balilla).

12 Gennaio. Vengono chiuse le iscrizioni al Partito Nazionale Fascista. L'unica spiegazione possibile è che la massa di arrivisti e carrieristi pronti a iscriversi era divenuta eccessiva anche per un partito rozzo come quello fascista.

18 Gennaio. L'ex deputato massimalista Romeo Campanini scrive una lettera a Mussolini piena di elogi e di ammirazione per la politica sociale del fascismo, dimostrando per l'ennesima volta l'affinità tra le varie ideologie del XX secolo, tutte caratterizzate dal culto dello stato.

2 Febbraio. Esponenti di primo piano della disciolta Confederazione Generale del Lavoro (Rinaldo Rigola, Ludovico d'Aragona, ed altri) si pongono in posizione favorevole alla nuova legislazione sul lavoro (che prevedeva tra l'altro l'abolizione del diritto di sciopero).

13 Febbraio. Il regime istituisce una imposta sui celibi dai 25 ai 65 anni di età. L'ammontare dell'imposta sarà raddoppiato nel giro di due anni. Lo stato sa che ha sempre bisogno di carne da cannone per cui, nelle parole stesse di Mussolini, intende dare "una frustata demografica alla nazione".

2 Marzo. Le società sportive sono organizzate sotto l'autorità centrale del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) posto alle dirette dipendenze del partito fascista.

19 Marzo. Alcide De Gasperi è arrestato a Firenze sotto l'accusa di tentato espatrio. Sarà condannato a 4 anni di reclusione. Per intervento del Vaticano sarà liberato dopo 16 mesi di carcere.

25 Marzo. Il ministro della istruzione statale Pietro Fedele dichiara che è suo compito "fascistizzare la scuola".

26 Maggio. In uniscorso, Mussolini sostiene l'inutilità delle opposizioni all'interno di un regime politico, riassumendo il suo pensiero nello slogan : "Tutto nello stato, niente contro lo stato, nulla al di fuori dello stato".

29 Maggio. Nella casa del fascio di Bologna il re accende una lampada votiva alla lapide dei caduti per il fascismo, a sancire l'accordo pieno tra corona e fascio.

18 Dicembre. Maffio Maffii diventa il nuovo direttore del Corriere della sera e procede ad una più radicale fascistizzazione del giornale.

24 Dicembre. Viene costituito il patronato nazionale per l'assistenza sociale. Dalla culla alla bara, tutto sotto il marchio dello stato.


1928
15 Gennaio. Arnaldo Mussolini (fratello di Benito) assume la vice-presidenza dell'EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) a sancire l'importanza attribuita dalla stato al controllo dei mezzi di comunicazione.
29 Marzo. Gli uffici di collocamento vengono posti alle dirette dipendenze del ministero delle corporazioni.

17 Marzo. Viene costituita l'ANAS (Azienda Nazionale Autonoma della Strada). Il fascismo pensa proprio a tutto!

28 Maggio. Il processo contro Gramsci, Terracini, Scoccimarro, Roveda e altri componenti del comitato centrale del partito comunista si conclude con la loro condanna a pene variabili dai 15 ai 23 anni. Nella sua arringa contro Antonio Gramsci (condannato a 20 anni e 4 mesi) il pubblico ministero (vale a dire l'accusatore a nome e per conto dello stato) pronuncia l'affermazione : "Per vent'anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare".

25 Luglio. Nella giunta provinciale scompaiono i membri elettivi sostituiti dai rappresentanti del partito fascista.

26 Luglio. Il governo impone l'adozione del libro di testo unico di stato nelle scuole elementari, provvedimento essenziale per la fascistizzazione delle masse fin dalla più giovane età.

1 Dicembre. Per mantenere i contadini legati alle campagne il governo introduce limitazioni alla libertà di domicilio e di circolazione.

ni.jo
11-11-2003, 14:29
gli atti del processo (http://www.istitutospaventa.it/lavori/Modulo5/rossi_2.htm)

Comm. Avv. Tancredi
Sostituto Procuratore del Re
presso la Procura Generale di
Roma


Roma, 11 Febbraio 1925

24 - UNA CIRCOLARE D'ISTIGAZIONE AI DELITTI CONTRO LE LIBERTA' POLITICHE
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Nel Marzo del 1924 l'On. Giunta Vice Presidente della Camera dei Deputati ed allora Segretario Generale del Partito, invio ad alcune federazioni Provinciali Fasciste dell'Alta Italia una circolare a nome del Direttorio Nazionale del Partito - benché di questo fosse inconsapevole di tale atto in cui si ordinava di sabotare con tutti i mezzi ogni manifestazione verbale e scritta dei Fasci Nazionali facendo capo agli Onorevoli Forni, Corgini, Dott. Sala, ecc. La circolare riprodotta da alcuni quotidiani dell'opposizione ed acquisita al processo per l'aggressione al Cap. Forni, cominciava precisamente così: "Presi gli ordini dal Duce del Fascismo e Capo del Governo…"(art. 63 in rel. art. 139 cap.)

31 bis - LE INSISTENZE DI MUSSOLINI PER LA COSTITUZIONE DELLA CEKA
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L'opinione pubblica fuorviata dalle informazioni dettate dal Governo - secondo l'opportunità del momento - ha naturalmente bevuta la storiella di una Ceka, funzionante non solo all'insaputa del Governo e del Partito, ma addirittura contro gli interessi del regime ed al servizio di elementi plutocratici di essi nemici, Ceka diretta da Rossi, Marinelli e magari da Filippelli.
Ora sta di fatto che se manca una deliberazione ufficiale circa il funzionamento di detta Ceka, - spero bene non si pretenderà l'esibizione dei verbali di una decisione del genere né l'approvazione per referendum degli 800 mila iscritti al Partito - se di questo organismo in via di costituzione non erano stati segnati fini, precisate le modalità, scelta la direzione, sta di certo che l'idea madre, insistentemente era venuta proprio e soltanto da Mussolini, mentre mi riporto in proposito a quanto dissi nell'interrogatorio del 23 giugno aggiungo che la necessità di un organo di difesa e di vendetta era spiegata dal presidente così: "Il regime non dispone di mezzi legali per colpire i suoi nemici perché le leggi esistenti risentono dello spirito liberale contro il quale è insorto il Fascismo. Per colmare queste lacune tutti i governi allo stato di transizione hanno bisogno di governi illegali che mettano a posto gli avversari."
Aggiungeva - ricordando i particolari della lotta contro il Cap. Forni nella Lomellina - che con il possesso degli organi ufficiali dello Stato noi avevamo il modo di mettere lo spolverino su tutte le violenze illegali.
Se poi nel funzionamento della Ceka c'è stata della precipitazione, se nella sua attività, da coloro che erano candidati alla sua composizione per consenso del Duce - si sono commessi arbitri ed intempestività tutto ciò non vale a diminuire le responsabilità del proponente Onorevole Mussolini.
Affibbiarlo invece soltanto a Rossi, e il Marinelli è il colmo dell'audacia e dell'infantilismo.

N. 32 - I RAPPORTI DEL PRESIDENTE CON DUMINI

Non erano frequenti, ma in compenso erano cordiali fino all'espansività i rapporti del presidente con Amerigo Dumini. Chiedo sia fatta ricerca presso la Procura Generale di Firenze o presso la Biblioteca Nazionale e della stessa città di un numero della "Sassaiola Fiorentina" riproducente una fotografia del Duce con dedica a Dumini.
Ricordo inoltre che in varie occasioni e particolarmente il giorno in cui Mussolini mi dette ordine di fare affrontare il dissidentismo forniano (vedere mio interrogatorio presso il Signor Giudice Istruttore Occhiuto) ebbe a domandarmi: "Ma cosa fa Dumini?" Ed io risposi che girava per l'Italia per conto del Corriere Italiano.
In occasione del suo duello con il Direttore del "Becco Giallo", Alberto Gianini, il Presidente espresse il suo compiacimento per avere saputo che Dumini si preparava a scendere sul terreno in camicia nera, mentre io osservai che quella era una guasconata bella e buona - guasconata che avvenne ugualmente perché, si capisce, Dumini fra il mio giudizio e quello del Duce - optò per il secondo.

N. 35 - L'INIZIALE FAVOREGGIAMENTO IN OCCASIONE DEL DELITTO MATTEOTTI DA PARTE DEL PRESIDENTE ED IL SUO VARIO CONTEGNO

Il contegno del Presidente di fronte al delitto Matteotti si può dividere in vari tempi:


1° TEMPO: La sera di mercoledì 11 giugno l'On. Mussolini reduce da Montecitorio, dove aveva cominciato a circolare la voce della scomparsa dell'On. Matteotti da casa, con tono sarcastico, esclamò: "I pussisti sono inquieti perché non trovano Matteotti e sarà andato a ……….." e qui un'espressione eccessivamente boccaccesca. Era presente il Comm. Lo Jacono che in quei giorni sostituiva il Comm. Barone Russo.
Cominciò a pensare, riflettendo al tono di quelle parole, che il Presidente sapesse già per lo meno della cattura del deputato unitario, in considerazione che poi seppi come qualche amico del Presidente abbia visto prima e dopo la cattura del Dumini in giro con l'automobile sequestrata.


2° TEMPO: Il giorno dopo, giovedì, il presidente di fronte alla emozione che prendeva gli ambienti parlamentari, era più inquieto. Fu allora che, rimasto solo, dopo che se ne erano andati gli On. Rocco e Giunta, gli dissi che indubbiamente la cattura era opera di gente nostra e che poteva ben capire a chi alludevo. E' bene si sappia che io fino da allora accennai alla rottura dei miei rapporti, alla mancanza di contatti con Dumini ed alla conseguente mia assoluta irresponsabilità della faccenda.
Al che Mussolini interruppe: "Sfido io, sei troppo intelligente per poter compromettere con gesti del genere la situazione politica dopo il mio discorso di sabato!"
Mi accennò poi alle difficoltà del sabotaggio dei colpevoli, di cui nel mio interrogatorio del 23 giugno.


3° TEMPO: Venerdì di fronte alle denuncie di Giunta e Balbo contro Dumini - fatte allo scopo di colpire me e non proprio perché detti onorevoli fossero turbati per il delitto in se - ed alle sobillazioni di De Bono - determinate dalle stesse ragioni di cui sopra - Mussolini pensò di poter salvare la situazione buttandomi a mare e facendo ricadere di conseguenza tutte le responsabilità dell'ambiente di cui era sorto il delitto, su di me.


4° TEMPO: Sabato , ottenuto il mio dimissionamento da Capo Ufficio Stampa della Presidenza e da membro del Direttorio, di fronte alla preveduta e prevedibile campagna della stampa, grazie all'abbandono del Governo, perfezionò il suo fraterno piano arrivando addirittura ad ordinare il mio arresto.
E questo è il provvedimento che il Presidente indubbiamente impugnerà per svalutare le mie accuse: "AVEVO COSI' POCO DA TEMERE DA ROSSI E SONO COSI' PURO DA OGNI RESPONSABILITA' CHE L' HO FATTO ARRESTARE SABATO, QUATTRO GIORNI PRIMA CHE L'AUTORITA' GIUDIZIARIA PENSASSE A QUESTO PROVVEDIMENTO" così egli dirà.


5° TEMPO: Se nonché domenica nel pomeriggio io, sorpreso, commosso e sdegnato, per quanto mi capitava feci pervenire all'On. Mussolini un biglietto in cui ricordavo, grosso modo, le sue responsabilità in materia di illegalismo e di istigazione, la mia assoluta innocenza, la inanità ed il pericolo del mio sacrificio.
Il Presidente, dopo poco averlo ricevuto, spediva al Villino Bazzi - ove credeva mi fossi rifugiato - il Comm. Fasciolo. Fui viceversa raggiunto da due giornalisti incaricati di portarmi in auto al colloquio con Fasciolo che mi attendeva ancora alla villa della Camilluccia. Io non accettai di seguirli perché attendevo altre persone, e perché consideravo imprudente circolare tanto per la città e poi perché Bazzi era troppo noto amico mio per recarsi proprio in casa sua. Del resto gli stessi amici venuti a rilevarmi potevano più tardi informarmi del contenuto delle comunicazioni presidenziali.


Infatti dopo due ore, verso le dieci, tornarono detti giornalisti e mi dissero che Fasciolo aveva riferito a Bazzi:
1° - Che il Presidente voleva assolutamente mantenere contatti con me.


2° - Che era però urgente uscire da Roma perché il giorno dopo forse sarebbero state bloccate le porte dalla M.V.S.N. chiamata di rinforzo.


3° - Che ormai la macchina poliziesca della capitale era in moto e lui non sapeva come fermarla.
A riprova della volontà del Presidente di favorire la mia fuga, il Piccolo ed il Meridiano del lunedì pubblicavano un comunicato ufficiale della Stefani nel quale si informava che fino ad allora non esisteva alcun mandato di cattura contro il Comm. Rossi. Ciò doveva servire a togliere l'impressione del mandato di arresto contro di me nel pubblico ed assicurarmi che io potevo mettermi al sicuro.
Però, contemporaneamente "Il Sereno" pubblicava il telegramma-circolare inviato da De Bono alle Prefetture ed alle Tenenze dei Carabinieri ordinante il mio arresto con i connotati ecc. ecc.
Cosa risulta da tutto ciò? Che il Ministro dell'Interno che sabato sera ordinava il mio arresto, la domenica ed il lunedì diventava il mio favoreggiatore.
Dato, e non concesso, che il Presidente credesse realmente alla mia responsabilità e non agisse solo per opportunità politica.


Ho fatto il nome di Bazzi e di Fasciolo per queste ragione:
1° - Perché Fasciolo non si può seriamente colpire come favoreggiatore essendo stato ambasciatore di un ordine del Presidente del Consiglio.


2° - In quanto a Bazzi prima di tutto ho saputo dal G.S. Avv. Occhiuto fin dall' 11 agosto che ha riparato in Francia e poi perché anche lui sabato e domenica è stato ripetutamente a colloquio a Palazzo Chigi chiamato dal Presidente.
Non faccio viceversa - per ora si capisce - il nome dell'amico che mi ospitò quella domenica ed il nome dei due giornalisti perché non voglio coinvolgerli in responsabilità di favoreggiamento, dato che si occuparono prevalentemente di essermi utili in quell' occasione.


Dopo la mia costituzione, giunta lì per lì inattesa e non gradita al Presidente, egli deve essersi consolato giudicandomi rassegnato a fare il capro espiatorio di tutte le responsabilità sue e del regime. A questo giudizio superficiale deve essere stato indotto:
1° - Da certe attribuitemi dichiarazioni riferite da un mio giovane nipote che mi accompagnava al carcere, espressioni di scoraggiamento più che di amarezza.


2° - Dalla forma secca con la quale erano compilati i due telegrammi di dimissioni da Cons. Com. di Milano e da Vice Presidente dell' Associazione dei Comuni Italiani.
Circa quanto sopra chiedo sia per ora interrogato il Comm. Fasciolo.

CESARE ROSSI

ni.jo
11-11-2003, 14:40
tanto per chiarire che ci foss'anche il nano dietro

Le colpe dei Savoia.

Il delitto Matteotti, l’Aventino, le ambiguità del re

Antonello Sacchetti
28 febbraio 2001

Nel gennaio 1923 viene istituita (con decreto firmato dal re) la milizia fascista armata per "difendere la rivoluzione". A differenza dell'esercito regolare, gli appartenenti alla Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, non sono chiamati a giurare fedeltà al sovrano. E' una violazione lampante dello Statuto. Viene poi istituito un organo di partito parallelo al governo, il Gran consiglio del fascismo, che indebolisce il ruolo dei ministri della corona. Il re tentenna qualche giorno, ma alla fine concede il proprio consenso all'istituzione del nuovo organismo.

Nei primi due anni successivi alla Marcia su Roma, Mussolini si dedica all'eliminazione e alla neutralizzazione degli avversari. Le violenze contro partiti e sindacati si intensificano. La nuova legge elettorale (elaborata dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Giacomo Acerbo e istituita non per legge, ma per decreto) stabilisce che la lista di maggioranza relativa che raggiunga il 25 per cento dei voti ottenga i due terzi dei seggi alla Camera. In un clima di violenze ed intimidazioni, si vota nell'aprile 1924. I fascisti e i loro alleati ottengono il 64,9% dei voti e 374 seggi. Il Parlamento è ridotto a strumento nelle mani del partito di governo. Vittorio Emanuele, nel discorso della Corona alla nuova Camera, legge un discorso scritto da Mussolini: "Oggi la stessa generazione della vittoria regge il governo e costituisce la grande maggioranza dell'Assemblea elettiva".
Elogia la milizia fascista ed esalta il fascio littorio, simbolo del partito. E' un appoggio esplicito al progetto di esautorazione del Parlamento.

Quando la Camera è chiamata a ratificare la convalida delle elezioni, Giacomo Matteotti, segretario del Partito socialista unitario, denuncia in aula le violenze fasciste e l'irregolarità delle votazioni. Il 10 giugno viene rapito e assassinato da sicari fascisti. La reazione nel Paese è enorme. Il 13 giugno Mussolini fa chiudere la Camera per impedire alle opposizioni di servirsi delle sue tribune. Il 18 i deputati dei partiti contrari a Mussolini decidono che torneranno alla Camera soltanto dopo la restaurazione delle legalità e l'abolizione della Milizia fascista. Il socialista Filippo Turati parla di ritirata "sull'Aventino delle coscienze".E' chiaramente una pressione su Vittorio Emanuele affinché ritiri la fiducia a Mussolini. Ma il 30 giugno il re esorta le parti politiche alla concordia, appoggiando di fatto il fascismo. Il 12 novembre Mussolini riapre la Camera.
A dicembre Cesarino Rossi, ex capo ufficio stampa della presidenza del Consiglio, compie rivelazioni clamorose che indicano in Mussolini il responsabile politico del delitto Matteotti. Il 27 dicembre il liberale Giovanni Amendola viene informato dall'entourage di Vittorio Emanuele che il re ha deciso di mettere alla porta Mussolini e il suo governo..

il chè ci porta a:

Le responsabilità di Mussolini
Il 3 gennaio 1925 alla Camera il presidente del Consiglio si assume la responsabilità dell'accaduto: "Dichiaro qui, al cospetto di questa assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Quando due elementi sono in lotta e sono irriducibili, la soluzione è nella forza".

Vittorio Emanuele è colto di sorpresa dal mutato atteggiamento di Mussolini. Il 4 gennaio Amendola scrive al Quirinale: "Sorga fieramente il Re, poiché ove la restaurazione istituzionale non diventi immediatamente un fatto compiuto, di fronte all'aggressione di stile che il governo fascista sta muovendo in quest'ora contro lo Statuto e contro gli istituti che in esso trovano fondamento, la nostra battaglia costituzionale minaccia di naufragare in uno storico fallimento". Anche Turati confida in una presa di posizione del re. Il 6 gennaio scrive che "l'ometto sta in agguato…". C'è inoltre un elemento poco conosciuto da non sottovalutare: dopo il 3 gennaio, Mussolini si ammala gravemente per diverse settimane. In molti sperano in una "soluzione naturale" della crisi. Di fatto, per tutta la prima metà del 1925, Vittorio Emanuele non si schiera affatto con Mussolini. Si preoccupa, anzi, di mantenere stabili i contatti con l'opposizione. A chi gli chiede di intervenire, ripete: "Offritemi un fatto costituzionale", "preparate una successione", "assumete le vostre responsabilità e la Corona si assumerà le proprie". Potrebbe sembrare un atteggiamento opportunistico, ma la realtà è sicuramente più complessa.

Le leggi "fascistissime"
Lo storico Renzo De Felice sostiene che "fascista Vittorio Emanuele non lo fu mai e certo non lo era nel 1925. Se si fosse sentito sicuro di potersi liberare di Mussolini e soprattutto del fascismo senza scosse e soprattutto con la certezza di non mettere in forse l'equilibrio politico-sociale e l'istituto monarchico, lo avrebbe indubbiamente fatto. Egli temeva però da un lato la reazione fascista e da un altro lato che la successione avvenisse tra scosse incontrollabili, delle quali potessero approfittare altre forze anticostituzionali e addirittura rivoluzionarie". Si rende conto che difficilmente la monarchia potrebbe sopravvivere alla caduta del fascismo. Sceglie, allora di prendere tempo e di non precludersi alcuna strada.

In questo modo, finisce col favorire Mussolini, che si risolleva e arriva alla svolta decisiva. Il 14 gennaio, vengono approvati in blocco 2376 decreti legge che liquidano lo Stato liberale. Tra il 1925 e il 1926 vengono approvate le "leggi fascistissime": vengono soppressi tutti i partiti tranne quello fascista, e sono istituti il Tribunale Speciale e l'Ovra (polizia politica). Il presidente del consiglio diventa "Capo del governo", riassumendo potere esecutivo e legislativo. Una circolare governativa annuncia "l'inizio dell'era fascista". Nel 1928 avviene la costituzionalizzazione del Gran consiglio del fascismo. A questo organismo viene attribuita anche la possibilità di intervenire al momento della successione al trono, qualora questo fosse rimasto vacante. E' l'unico momento in cui Vittorio Emanuele esita ad avallare la "fascistizzazione" dello Stato. Ma è un dubbio che riguarda le prerogative regie, non le libertà dei cittadini. Ad ogni modo, su tutte le norme che mandano in soffitta lo Statuto Albertino, c'è la firma di Vittorio Emanuele III.

ni.jo
11-11-2003, 14:52
giornale non esattamente di sinistra, Giovedi 14 novembre 2002 :D

l'avvenire (http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2002_11_14/articolo_299516.html)

....Ebbene, nell'aprile del 1924 vengono indette nuove elezioni. La lista dei fascisti ottenne - tra consensi, intimidazioni e violenze - il 66 per cento dei voti, percentuale che si tradusse in 374 se ggi, più dei due terzi. Vivace e motivata fu la protesta dell'opposizione. E il 30 maggio Giacomo Matteotti, nell'aula di Montecitorio, parlò per quattro ore, con forza travolgente, contro la convalida dei risultati elettorali. Il discorso di Matteotti venne interrotto di continuo dai fascisti con fischi e minacce. Presidente della seduta era De Nicola, il quale invitò Matteotti a concludere, e gli disse: «Non provochi incidenti». E Matteotti: «Ma che maniera è questa! Lei deve tutelare il mio diritto di parlare». De Nicola: «Sì, ma ho anche quello di raccomandare la prudenza». Di nuovo Matteotti: «Io chiedo di parlare non prudentemente, né imprudentemente, ma parlamentarmente». E appena terminato il suo discorso, egli disse ai suoi compagni socialisti: «Ora sta a voi preparare la mia orazione funebre». Mentre Mussolini, che in silenzio aveva as coltato il discorso di Matteotti, sibilava a un suo collaboratore. «Che fa la Ceka? Che fa Dumini? Se non foste dei vigliacchi, nessuno avrebbe mai osato pronunciare un simile discorso».
La Ceka era una squadraccia di fascisti bastonatori che non erano ancora giunti all'assassinio. Ma Matteotti venne assassinato, il 10 giugno. Il delitto Matteotti suscitò nel Paese un'immane indignazione, E se il fascismo non ne fu travolto, ciò si dovette a tutta una combinazione di circostanze: abile fu Mussolini a far arrestare due dei cinque colpevoli, e cioé Dumini e Putato, a sospendere per ben sette mesi i lavori della Camera, e a imporre le dimissioni di alcuni suoi collaboratori; la maggior parte degli intellettuali non fece sentire la propria voce; e il re non intervenne. E si arrivò così al 24 giugno, quando il Senato, con 225 voti favorevoli, si schierò dalla parte di Mussolini. Tra i voti favorevoli ci fu quello di Gentile. E anche quello di Croce, il quale, sul Giornale d'Italia, spiegò nei termini seguenti la sua posizione: «Poiché il fascismo non è in grado di creare un nuovo assetto costituzionale e giuridico che sostituisca l'assetto del liberalismo, deve reggersi con quegli stessi procedimenti con cui è sorto, perpetuando ciò che doveva essere occasionale e transitorio. E nella serie di questi procedimenti violenti non si può determinare esattamente a qual punto ci si debba fermare.

homerr
19-11-2003, 23:38
Asca è stato sospeso per 5 giorni per polemica con l'utente Dux, scusate il mio colpevole ritardo.

Chiuso.