View Full Version : CGIL: aumentano gl'iscritti, e la percentuale di lavoratori attivi tra essi
blamecanada
16-07-2009, 19:03
Nel 2008 la CGIL ha aumentato il numero dei propri iscritti (5.734.855, +1,25%).
Nuovi iscritti: 300.000
Lavoratori stranieri: +11%
Donne: +6%
Giovani sotto i 30 anni: +13% (tra i nuovi iscritti
L'umento degli attivi è trainato dal Nidil, l’organizzazione dei lavoratori atipici, con un incremento annuo del 9,84%
Fonte: rassegna.it (http://www.rassegna.it/articoli/2009/07/13/49770/cgil-57-milioni-di-iscritti-nel-2008)
Mi auguro che i nuovi iscritti favoriscano l'elezione di una dirigenza piú combattiva, purtroppo i quadri non sono il massimo. In ogni caso per quanto mi riguarda la CGIL è l'unico sindacato, gli altri non fanno che firmare contratti inaccettabili e che vanno a danno dei loro stessi iscritti.
Deprimente che sindacati che mirano solo a perpetuare ed alimentare sè stessi incrementino pure il numero degli iscritti.
Deprimente che sindacati che mirano solo a perpetuare ed alimentare sè stessi incrementino pure il numero degli iscritti.
quoto.
factanonverba
16-07-2009, 19:26
:asd:
Gente che perde solo decine di € dalla busta paga mensilmente.
:asd:
Gente che perde solo decine di € dalla busta paga mensilmente.
Sempre che lo sappiano, perfino nei comuni fanno delle trattenute a gente che non ne sapeva niente.
blamecanada
16-07-2009, 19:52
Io invece credo che per quanto il sindacato faccia talvolta scelte discutibili, sia l'unico mezzo per la tutela dei lavoratori.
L'unica alternativa è il “si salvi chi può”, con conseguenti stipendi sempre piú bassi e condizioni di lavoro sempre peggiori.
Purtroppo nella CGIL fanno carriera sistematicamente i sindacalisti peggiori, gl'iscritti sono molto migliori della dirigenza.
Una persona quando nasce si iscrive all'anagrafe, quando inizia a lavorare si dovrebbe iscrivere ad un sindacato.
Ognuno ha la libertà di scegliere quello che più gli aggrada.
La confindustria cos'è se non l'organizzazione che raggruppa e rappresenta le imprese? La contrattazione nazionale chi te la fa altrimenti?
blamecanada
16-07-2009, 21:54
Una persona quando nasce si iscrive all'anagrafe, quando inizia a lavorare si dovrebbe iscrivere ad un sindacato.
Ognuno ha la libertà di scegliere quello che più gli aggrada.
La confindustria cos'è se non l'organizzazione che raggruppa e rappresenta le imprese? La contrattazione nazionale chi te la fa altrimenti?
Tra un po' nessuno, perché aboliranno direttamente la contrattazione nazionale.
Cosí verrà “premiato il merito”: ovveroi “migliori” prenderanno lo stesso stipendio che prendono ora lavorando il doppio; lavorando sempre il doppio, ne prenderanno uno piú basso. Un vero affare.
L'idea che un lavoratore (a meno che non sia fortemente specializzato) possa contrattare con successo con l'azienda, fa quasi tenerezza nella sua ingenuità. Talvolta le persone sono cosí miopemente egoiste da non saper fare neanche i propri interessi...
Gia' in Italia c'e' l'esaltazione giuridica e di tutela della impresa, senza i sindacati i lavoratori sarebbero in balia degli eventi.
cdimauro
17-07-2009, 07:48
Tra un po' nessuno, perché aboliranno direttamente la contrattazione nazionale.
Cosí verrà “premiato il merito”: ovveroi “migliori” prenderanno lo stesso stipendio che prendono ora lavorando il doppio; lavorando sempre il doppio, ne prenderanno uno piú basso. Un vero affare.
L'idea che un lavoratore (a meno che non sia fortemente specializzato) possa contrattare con successo con l'azienda, fa quasi tenerezza nella sua ingenuità. Talvolta le persone sono cosí miopemente egoiste da non saper fare neanche i propri interessi...
I miei interessi so farmeli, e fino allo scorso anno il mio stipendio lo contrattavo direttamente col CEO della mia azienda. Adesso è diventata troppo grande (siamo più di 80 persone), e il CEO non può gestire i rapporti coi singoli (come ha SEMPRE fatto in precedenza), per cui mi devo "accontentare" del suo braccio destro.
In ogni caso e venendo al punto, se avessi dovuto aspettare la contrattazione nazionale per poter avere lo stipendio che ho adesso (e ricordo che i programmatori oggi hanno un contratto da metalmeccanico; uno dei peggiori, visto che non ci tocca neppure la quattordicesima), avrei fatto la fame e mia moglie sarebbe stata costretta a trovare un lavoro qualunque pur di sbarcare il lunario. Magari invece di due figli ci saremmo fermati soltanto alla prima, e amen, anche se adoriamo i bambini.
Poi dai sindacati ormai mi aspetto ben poco. Sono centri di potere e di poltrone. Gli ideali di lotta per i diritti dei lavoratori sono soltanto un lontano ricordo.
E no, prima che mi ricordi che io sia un lavoratore altamente specializzato, questo trattamento "personalizzato" dei lavoratori è tipico della mia azienda. E' vero che viene premiato molto il merito, questo non lo nego, ma NON al prezzo di lavorare il doppio. Io metto mani verso le 8 ed esco poco dopo le 17 (ho un'ora di pausa pranzo).
Mi rendo perfettamente conto che magari siamo una realtà atipica, ma... esistiamo anche noi. Cerchiamo di non fare di tutta l'erba un fascio.
I miei interessi so farmeli, e fino allo scorso anno il mio stipendio lo contrattavo direttamente col CEO della mia azienda. Adesso è diventata troppo grande (siamo più di 80 persone), e il CEO non può gestire i rapporti coi singoli (come ha SEMPRE fatto in precedenza), per cui mi devo "accontentare" del suo braccio destro.
In ogni caso e venendo al punto, se avessi dovuto aspettare la contrattazione nazionale per poter avere lo stipendio che ho adesso (e ricordo che i programmatori oggi hanno un contratto da metalmeccanico; uno dei peggiori, visto che non ci tocca neppure la quattordicesima), avrei fatto la fame e mia moglie sarebbe stata costretta a trovare un lavoro qualunque pur di sbarcare il lunario. Magari invece di due figli ci saremmo fermati soltanto alla prima, e amen, anche se adoriamo i bambini.
Poi dai sindacati ormai mi aspetto ben poco. Sono centri di potere e di poltrone. Gli ideali di lotta per i diritti dei lavoratori sono soltanto un lontano ricordo.
E no, prima che mi ricordi che io sia un lavoratore altamente specializzato, questo trattamento "personalizzato" dei lavoratori è tipico della mia azienda. E' vero che viene premiato molto il merito, questo non lo nego, ma NON al prezzo di lavorare il doppio. Io metto mani verso le 8 ed esco poco dopo le 17 (ho un'ora di pausa pranzo).
Mi rendo perfettamente conto che magari siamo una realtà atipica, ma... esistiamo anche noi. Cerchiamo di non fare di tutta l'erba un fascio.
Ecco il tipico nuovo iscritto al sindacato tra un anno quando l'azienda gli fara' capire che e' solo un numero.
Nel 2008 la CGIL ha aumentato il numero dei propri iscritti (5.734.855, +1,25%).
Nuovi iscritti: 300.000
Lavoratori stranieri: +11%
Donne: +6%
Giovani sotto i 30 anni: +13% (tra i nuovi iscritti
L'umento degli attivi è trainato dal Nidil, l’organizzazione dei lavoratori atipici, con un incremento annuo del 9,84%
Fonte: rassegna.it (http://www.rassegna.it/articoli/2009/07/13/49770/cgil-57-milioni-di-iscritti-nel-2008)
Mi auguro che i nuovi iscritti favoriscano l'elezione di una dirigenza piú combattiva, purtroppo i quadri non sono il massimo. In ogni caso per quanto mi riguarda la CGIL è l'unico sindacato, gli altri non fanno che firmare contratti inaccettabili e che vanno a danno dei loro stessi iscritti.
CGIL è l'unico sindacato???
Ma non scherziamo.
CGIL è il primo sindacato dei PENSIONATI !!
Soli di quelli si preoccupa la CGIl, di vere proposte sostenibili non ne hanno mai fatte, facile non firmare i contratti, ma poi?
Deprimente che sindacati che mirano solo a perpetuare ed alimentare sè stessi incrementino pure il numero degli iscritti.
Dove lavoro io dire che la presenza della CGIL sia FONDAMENTALE è dire poco, nonostante certi personaggi che vi operano.
:asd:
Gente che perde solo decine di € dalla busta paga mensilmente.
e in cambio hanno prese x il culo .. :asd: ...
sulla CGIL ci sarebbe da dire molte cose .. ;)
cdimauro
17-07-2009, 08:42
Ecco il tipico nuovo iscritto al sindacato tra un anno quando l'azienda gli fara' capire che e' solo un numero.
Finora, nell'arco di quasi 5 anni, ho capito che se sono un numero, sono sicuramente importante. Molto importante.
E tanti mie colleghi la pensano come me.
Con buona pace dei gufi e di quelli che, mi spiace per loro, possono soltanto rosicare.
P.S. Da quando s'è sparsa la voce di come si lavora da noi, c'è la fila per fare i colloqui nella mia azienda. E la sede più grande sta... al sud.
Franx1508
17-07-2009, 08:50
Nel 2008 la CGIL ha aumentato il numero dei propri iscritti (5.734.855, +1,25%).
Nuovi iscritti: 300.000
Lavoratori stranieri: +11%
Donne: +6%
Giovani sotto i 30 anni: +13% (tra i nuovi iscritti
L'umento degli attivi è trainato dal Nidil, l’organizzazione dei lavoratori atipici, con un incremento annuo del 9,84%
Fonte: rassegna.it (http://www.rassegna.it/articoli/2009/07/13/49770/cgil-57-milioni-di-iscritti-nel-2008)
Mi auguro che i nuovi iscritti favoriscano l'elezione di una dirigenza piú combattiva, purtroppo i quadri non sono il massimo. In ogni caso per quanto mi riguarda la CGIL è l'unico sindacato, gli altri non fanno che firmare contratti inaccettabili e che vanno a danno dei loro stessi iscritti.
io sono tesserato cgil,e secondo me dovrebbero farsi vedere e sentire di piu,considerato quanti milioni siamo dovrebbero smuoversi di più in qualunque modo.
Finora, nell'arco di quasi 5 anni, ho capito che se sono un numero, sono sicuramente importante. Molto importante.
E tanti mie colleghi la pensano come me.
Con buona pace dei gufi e di quelli che, mi spiace per loro, possono soltanto rosicare.
P.S. Da quando s'è sparsa la voce di come si lavora da noi, c'è la fila per fare i colloqui nella mia azienda. E la sede più grande sta... al sud.
Anch'io sono molto, molto importante, come tutti dietro un nick, sono bellissimo, invidiato, bla bla bla ad libidum
Franx1508
17-07-2009, 08:52
Tra un po' nessuno, perché aboliranno direttamente la contrattazione nazionale.
Cosí verrà “premiato il merito”: ovveroi “migliori” prenderanno lo stesso stipendio che prendono ora lavorando il doppio; lavorando sempre il doppio, ne prenderanno uno piú basso. Un vero affare.
L'idea che un lavoratore (a meno che non sia fortemente specializzato) possa contrattare con successo con l'azienda, fa quasi tenerezza nella sua ingenuità. Talvolta le persone sono cosí miopemente egoiste da non saper fare neanche i propri interessi...
completamente d'accordo.ma vaglielo a far capire che i diritti di parola,salario,dignità li si è acquistati quasi sempre dal basso...:rolleyes:
Franx1508
17-07-2009, 08:54
I miei interessi so farmeli, e fino allo scorso anno il mio stipendio lo contrattavo direttamente col CEO della mia azienda. Adesso è diventata troppo grande (siamo più di 80 persone), e il CEO non può gestire i rapporti coi singoli (come ha SEMPRE fatto in precedenza), per cui mi devo "accontentare" del suo braccio destro.
In ogni caso e venendo al punto, se avessi dovuto aspettare la contrattazione nazionale per poter avere lo stipendio che ho adesso (e ricordo che i programmatori oggi hanno un contratto da metalmeccanico; uno dei peggiori, visto che non ci tocca neppure la quattordicesima), avrei fatto la fame e mia moglie sarebbe stata costretta a trovare un lavoro qualunque pur di sbarcare il lunario. Magari invece di due figli ci saremmo fermati soltanto alla prima, e amen, anche se adoriamo i bambini.
Poi dai sindacati ormai mi aspetto ben poco. Sono centri di potere e di poltrone. Gli ideali di lotta per i diritti dei lavoratori sono soltanto un lontano ricordo.
E no, prima che mi ricordi che io sia un lavoratore altamente specializzato, questo trattamento "personalizzato" dei lavoratori è tipico della mia azienda. E' vero che viene premiato molto il merito, questo non lo nego, ma NON al prezzo di lavorare il doppio. Io metto mani verso le 8 ed esco poco dopo le 17 (ho un'ora di pausa pranzo).
Mi rendo perfettamente conto che magari siamo una realtà atipica, ma... esistiamo anche noi. Cerchiamo di non fare di tutta l'erba un fascio.
si ma in questo caso dell'erba un fascio ne fai tu.perchè ci sono centinaia o migliaia di datori di lavoro non certo così illuminati e concilianti....e noi dobbiamo pensare alle situazioni piu deboli.
La realtà è che la CGIL (ma i sindacati in generale, non sottilizziamo, tanto...) nella PMI non fa una mazza.
Io ho sempre contrattato da me i miei aumenti, in ogni ditta in cui ho lavorato. Con alterne fortune, certo, ma ci ho sempre messo la faccia e le chiappe (come ben sa chi ha mai provato a chiedere un diverso trattamento).
Dai vari sindacalisti zero, niet, nada. Il sindacalista tipo che ho incontrato è un tizio che indice una riunione ogni tot settimane in cui si parla del nulla spinto ma con forti connotazioni politiche, e che per il resto passa metà del suo tempo a cazzeggiare sul lavoro, inventandosi mille impegni "sindacali" per cui lo trovi al suo posto solo il 50% del tempo.
L'unico sindacalista esterno a cui abbia mai chiesto qualcosa, anche se come facente parte della forza lavoro e non personalmente, si doveva occupare di gestire la cassa integrazione straordinaria quest'anno. E' venuto in ditta una volta, una, per una riunione di mezz'ora. Dopo mesi di silenzio, scopriamo che la CIGS non ci è stata concessa perchè l'imbecille, il cui unico, UNICO compito era di firmare e mettere la data sulla richiesta, ha firmato ma non ha datato il foglio.
Ovviamente, i tentativi di trovarlo per fargli riparare al danno sono stati frustrati dal fatto che a giugno il signorino era in vacanza per 15 giorni, ed a luglio... idem. CIGS sfumata e danno enorme per l'azienda, ma no problem: il sindacalista non si prende responsabilità nè copre eventuali danni. Gran bel lavoro.
Magari nelle SPA enormi qualcosa fanno, ma nella PMI, ed io ne ho lunga conoscenza, il loro apporto è zero spaccato.
Franx1508
17-07-2009, 09:20
La realtà è che la CGIL (ma i sindacati in generale, non sottilizziamo, tanto...) nella PMI non fa una mazza.
Io ho sempre contrattato da me i miei aumenti, in ogni ditta in cui ho lavorato. Con alterne fortune, certo, ma ci ho sempre messo la faccia e le chiappe (come ben sa chi ha mai provato a chiedere un diverso trattamento).
Dai vari sindacalisti zero, niet, nada. Il sindacalista tipo che ho incontrato è un tizio che indice una riunione ogni tot settimane in cui si parla del nulla spinto ma con forti connotazioni politiche, e che per il resto passa metà del suo tempo a cazzeggiare sul lavoro, inventandosi mille impegni "sindacali" per cui lo trovi al suo posto solo il 50% del tempo.
L'unico sindacalista esterno a cui abbia mai chiesto qualcosa, anche se come facente parte della forza lavoro e non personalmente, si doveva occupare di gestire la cassa integrazione straordinaria quest'anno. E' venuto in ditta una volta, una, per una riunione di mezz'ora. Dopo mesi di silenzio, scopriamo che la CIGS non ci è stata concessa perchè l'imbecille, il cui unico, UNICO compito era di firmare e mettere la data sulla richiesta, ha firmato ma non ha datato il foglio.
Ovviamente, i tentativi di trovarlo per fargli riparare al danno sono stati frustrati dal fatto che a giugno il signorino era in vacanza per 15 giorni, ed a luglio... idem. CIGS sfumata e danno enorme per l'azienda, ma no problem: il sindacalista non si prende responsabilità nè copre eventuali danni. Gran bel lavoro.
Magari nelle SPA enormi qualcosa fanno, ma nella PMI, ed io ne ho lunga conoscenza, il loro apporto è zero spaccato.
ma infatti io non sono contro il sindacato,ma contro questo modo di fare si,però un sindacato EFFICIENTE è fondamentale in un paese civile.ma si sà in Italia non funziona mai niente.
cdimauro
18-07-2009, 08:15
Anch'io sono molto, molto importante, come tutti dietro un nick, sono bellissimo, invidiato, bla bla bla ad libidum
Guarda che qui sono abbastanza conosciuto, e se fai una ricerchina (in particolare nella sezione programmazione) trovi nome, cognome, e pure dove lavoro.
si ma in questo caso dell'erba un fascio ne fai tu.perchè ci sono centinaia o migliaia di datori di lavoro non certo così illuminati e concilianti....e noi dobbiamo pensare alle situazioni piu deboli.
Guarda che non l'ho mai negato, se ti leggi bene i miei messaggi. :read:
ma infatti io non sono contro il sindacato,ma contro questo modo di fare si,però un sindacato EFFICIENTE è fondamentale in un paese civile.ma si sà in Italia non funziona mai niente.
Il sindacato è diventato un parcheggio di fancazzisti, nonché dispensatore di poltrone e raccomandazioni per i lavoratori.
Il quadro dipinto da Tenebra è tutt'altro che irreale, specialmente se hai avuto modo di stare all'interno di un ex partito comunista o socialista, che con realtà come la CGIL & co. mantiene forti legami, e prendere atto di come stanno le cose.
Se vogliono avere un po' di credibilità devono tornare a fare gli interessi dei lavoratori. Non i loro. Che sembrano diventati ormai una succursale dei peggiori partiti politici lottizzati e clientelari.
blamecanada
18-07-2009, 09:40
I problemi del sindacato purtroppo sono noti.
Personalmente non saprei come superarli, visto che non m'intendo particolarmente del suo funzionamento interno, ma il rappresentante sindacale mi risulta comunque che sia eletto dagl'iscritti...
Ciononostante credo che il sindacato sia importante, visto che i lavoratori da soli hanno inevitabilmente minor potere contrattuale, e senza di essi si apre una concorrenza sfrenata tra i lavoratori, spesso anche su cose che vanno oltre il lavoro (straordinari-ordinari, nel senso che sono ufficiosamente obbligatori, e cose del genere)
È chiaro che il sindacato ha importanza soprattutto nelle grandi imprese.
cdimauro
18-07-2009, 10:34
Guarda, sono perfettamente d'accordo con te, ed è per questo che auspico un ritorno al passato per quanto riguarda il modus operandi del sindacato.
Anzi, io mi danno proprio a vedere in che stato è ormai ridotto. :muro:
Purtroppo, come te, non ho idea di come farlo funzionare.
tdi150cv
18-07-2009, 11:17
Una persona quando nasce si iscrive all'anagrafe, quando inizia a lavorare si dovrebbe iscrivere ad un sindacato.
e per quale motivo ?
La confindustria cos'è se non l'organizzazione che raggruppa e rappresenta le imprese? La contrattazione nazionale chi te la fa altrimenti?
il problema infatti non è iscriversi o meno ad un sindacato ma il fatto che esiste un contratto nazionale uguale per tutti. Cioè io la mia professionalità la discuto in base ad un contratto nazionale uguale per tutti capaci e non capaci , volenterosi o meno , genialoidi o non genialoidi ... per come la vedo io ... ASSURDO !
tdi150cv
18-07-2009, 11:24
Tra un po' nessuno, perché aboliranno direttamente la contrattazione nazionale.
Cosí verrà “premiato il merito”: ovveroi “migliori” prenderanno lo stesso stipendio che prendono ora lavorando il doppio; lavorando sempre il doppio, ne prenderanno uno piú basso. Un vero affare.
L'idea che un lavoratore (a meno che non sia fortemente specializzato) possa contrattare con successo con l'azienda, fa quasi tenerezza nella sua ingenuità. Talvolta le persone sono cosí miopemente egoiste da non saper fare neanche i propri interessi...
hai un concetto di azienda privata e lavoro davvero astruso ...
Una azienda non va avanti da sola per grazia ricevuta ma funziona per il genio di un datore di lavoro capace di circondarsi di persone valide e adatte al suo scopo ...
Una persona che porta beneficio all'azienda verra' sempre ripagata adeguatamente perchè il datore di lavoro sa perfettamente che senza tale persona puo' fare a meno ma ad un prezzo nettamente salato ...
Mi sembra davvero stupido non capire questo banalissimo concetto !
Ad oggi invece devi limitarti dall'elargire premi o aumenti di categoria ai piu' meritevoli in quanto si rischia l'intervento del sindacato che scassa i maroni in quanto rifiuta di accettare il fatto che uno puo' essere promosso mentre tutti gli altri no in quanto meno capaci o meno volenterosi ... e forse lo dovresti capire anche tu ...
tdi150cv
18-07-2009, 11:28
I miei interessi so farmeli, e fino allo scorso anno il mio stipendio lo contrattavo direttamente col CEO della mia azienda. Adesso è diventata troppo grande (siamo più di 80 persone), e il CEO non può gestire i rapporti coi singoli (come ha SEMPRE fatto in precedenza), per cui mi devo "accontentare" del suo braccio destro.
In ogni caso e venendo al punto, se avessi dovuto aspettare la contrattazione nazionale per poter avere lo stipendio che ho adesso (e ricordo che i programmatori oggi hanno un contratto da metalmeccanico; uno dei peggiori, visto che non ci tocca neppure la quattordicesima), avrei fatto la fame e mia moglie sarebbe stata costretta a trovare un lavoro qualunque pur di sbarcare il lunario. Magari invece di due figli ci saremmo fermati soltanto alla prima, e amen, anche se adoriamo i bambini.
Poi dai sindacati ormai mi aspetto ben poco. Sono centri di potere e di poltrone. Gli ideali di lotta per i diritti dei lavoratori sono soltanto un lontano ricordo.
E no, prima che mi ricordi che io sia un lavoratore altamente specializzato, questo trattamento "personalizzato" dei lavoratori è tipico della mia azienda. E' vero che viene premiato molto il merito, questo non lo nego, ma NON al prezzo di lavorare il doppio. Io metto mani verso le 8 ed esco poco dopo le 17 (ho un'ora di pausa pranzo).
Mi rendo perfettamente conto che magari siamo una realtà atipica, ma... esistiamo anche noi. Cerchiamo di non fare di tutta l'erba un fascio.
condivido perfettamente ...
se dovessi basarmi sul dato base della mia busta paga dovrei piangere ... e nessun sindacato mi ha mai aiutato a migliorare la mia situazione economica ... ho avuto anche culo , ma me la sono giocata bene , e non sono un genio ...
FabioGreggio
18-07-2009, 11:34
Io invece credo che per quanto il sindacato faccia talvolta scelte discutibili, sia l'unico mezzo per la tutela dei lavoratori.
L'unica alternativa è il “si salvi chi può”, con conseguenti stipendi sempre piú bassi e condizioni di lavoro sempre peggiori.
Purtroppo nella CGIL fanno carriera sistematicamente i sindacalisti peggiori, gl'iscritti sono molto migliori della dirigenza.
Iperquoto.
Ma se aumentano gli iscritti nonostante le campagne di discredito organizzate da Giordano&crikka cattofascista, credo valga la pena rifletterci su un pò.
fg
FabioGreggio
18-07-2009, 11:37
e per quale motivo ?
il problema infatti non è iscriversi o meno ad un sindacato ma il fatto che esiste un contratto nazionale uguale per tutti. Cioè io la mia professionalità la discuto in base ad un contratto nazionale uguale per tutti capaci e non capaci , volenterosi o meno , genialoidi o non genialoidi ... per come la vedo io ... ASSURDO !
Nessuno ti vieta di fare un sindacato per raccogliere gli interessi dei tuoi simili, cioè fra i più capaci.
La CGIL non è vangelo, ma una delle opportunità.
Ci sono sindacati di destra, sinistra, e perfino quello della Lega, cioè di estrema destra.
Si può sciegliere o addirittura farne altri.
Se è così logico, il tuo successo dovrebbe essere scontato.
fg
FabioGreggio
18-07-2009, 11:49
condivido perfettamente ...
se dovessi basarmi sul dato base della mia busta paga dovrei piangere ... e nessun sindacato mi ha mai aiutato a migliorare la mia situazione economica ... ho avuto anche culo , ma me la sono giocata bene , e non sono un genio ...
Questi incensamenti personali sono fuori luogo e OT.
Il percorso professionale di ogni persona non ha nulla a che vedere con il sindacato, che serve per le contrattazioni di base in senso generale.
Personalmente 10 anni fa iniziai una professione accettando la sfida di un imprenditore a d aprire un'azienda che avrei dovuto gestire io.
Mi sono inventato tutto quello che non sapevo. Cioè io sono un tecnico programmatore di robotica, CNC, Cad, progettista, ma ho dovuto invetarmi parte dell'amministrazione, fare da consulente e costringere tutti i nostri clienti ad informattizzarsi.
Dopo 10 anni abbiamo triplicato l'area di lavoro in una struttura nuova, assorbito un'altra azienda, triplicato le assunzioni.
Oggi, nonostante la crisi, non ci siamo mai fermati e scarico il 90% del lavoro da internet, mentre altre aziende ormai obsolete hanno chiuso.
Qui il sindacato non difende i miei interssi specifici. Io faccio un lavoro atipico nel senso che mi occuppo dei progetti, delle relazioni con i clienti e fornitori, della parte tecnico informatica, e perfino delle visite ai clienti importanti.
Come può un sindacato inquadrare i miei interessi specifici?
Il mio valore è logico che lo contratto con il capo, che sa quanto valgo.
Ma su quale base?
Sulla base di un contratto nazionale che deve essere contrattato dalle parti sociali appunto.
Quello che tu puoi e devi fare è farti valere per quello che pensi di valere, e credimi, se vali davvero, sulla base sindacale puoi costruire il tuo stipendio, a prescindere.
Se invece pensi di essere castrato dalla base contrattuale frutto delle sindacalizzazioni, allora vuoi in più quello che non ti spetta.
Cioè pensi di valere, ma in realtà sei normodotato.
E quindi dai la colpa ai sindacati delle tue frustrazioni basate su presunzioni.
Chi vale sa farsi pagare.
E sa scegliere chi paga di più.
E' il mercato bellezza, me lo insegni tu.
fg
Io invece credo che per quanto il sindacato faccia talvolta scelte discutibili, sia l'unico mezzo per la tutela dei lavoratori.
L'unica alternativa è il “si salvi chi può”, con conseguenti stipendi sempre piú bassi e condizioni di lavoro sempre peggiori.
Purtroppo nella CGIL fanno carriera sistematicamente i sindacalisti peggiori, gl'iscritti sono molto migliori della dirigenza.
Il sindacato... Ma come al solito i sindacati, IN ITALIA, sono un'altra cosa. Un'altra cosca.
nomeutente
18-07-2009, 12:50
il problema infatti non è iscriversi o meno ad un sindacato ma il fatto che esiste un contratto nazionale uguale per tutti. Cioè io la mia professionalità la discuto in base ad un contratto nazionale uguale per tutti capaci e non capaci , volenterosi o meno , genialoidi o non genialoidi ... per come la vedo io ... ASSURDO !
Come ti ho scritto già almeno tre volte, ti invito a studiare un po' di storia: com'erano le condizioni dei lavoratori quando i sindacati erano proibiti?
Non importa molto se tu non sei iscritto al sindacato e credi di fare i tuoi interessi da solo: i sindacati ci sono e tutelano anche quelli come te che non si iscrivono, perché contrattano per tutti i lavoratori (a differenza degli Usa, ad es., dove i sindacati sono lobby che tutelano solo i propri iscritti).
Quindi, avanti: porta le prove che senza sindacati si stava meglio. Oppure rassegnati all'evidenza che il sindacato è lo strumento migliore (anche se non perfetto) per ottenere le migliori condizioni di lavoro.
JL_Picard
18-07-2009, 13:20
Come dice nomeutente, senza il sindacato, alcune prerogative dei lavoratori che oggi si considerano "acquisite" non ci sarebbero mai state.
Se oggi non ci troviamo ad avere orari di lavoro e retribuzioni tipo Cina o Est Europa, lo dobbiamo anche ai sindacati.
Tuttavia i sindacati hanno nel passato compiuto alcuni peccati "mortali":
- difendere spesso e volentieri lavoratori "indifendibili" (assenteisti, fannulloni, falsi invalidi, ladri colti sul fatto);
- non contrastare forme clientelari (come le baby pensioni) che sono alla base delle difficoltà del sistema previdenziale pubblico (e che obbligano a spostare in là il pensionamento...);
- aver spesso privilegiato gli interessi degli operai a scapito dei livelli superiori, che si sono generalmente allontanati dai sindacati stessi;
Questo ha fatto sì che taluni sindacati siano visti più come difensori di posizioni "di rendita" piuttosto che portatori di idee migliorative della condizione dei lavoratori.
Per quel che ho potuto vedere, analizzando vari CCNL, noto spesso un appiattimento fra i vari livelli contrattuali, pur in presenza di specificità o responsabilità ben diverse.
E' evidente poi che chi in un'azienda ricopre mansioni difficilmente sostituibili ha un potere contrattuale ben maggiore di chi svolge mansioni più facilmente sostituibili (e non sempre è legato alla scolarizzazione... un esempio su tutti, data la penuria di infermieri ed abbondanza di medici, ai primi si arrivano ad offrire retribuzioni d'oro, mentre i secondi faticano a trovare impiego).
Infine non è casuale che le iscrizioni siano in forte aumento in alcune ben precise categorie e non in altre.
nomeutente
18-07-2009, 14:19
Tuttavia i sindacati hanno nel passato compiuto alcuni peccati "mortali":
- difendere spesso e volentieri lavoratori "indifendibili" (assenteisti, fannulloni, falsi invalidi, ladri colti sul fatto);
- non contrastare forme clientelari (come le baby pensioni) che sono alla base delle difficoltà del sistema previdenziale pubblico (e che obbligano a spostare in là il pensionamento...);
- aver spesso privilegiato gli interessi degli operai a scapito dei livelli superiori, che si sono generalmente allontanati dai sindacati stessi;
I primi due punti li condivido, il terzo un po' meno, per le ragioni che tu stesso esponi:
E' evidente poi che chi in un'azienda ricopre mansioni difficilmente sostituibili ha un potere contrattuale ben maggiore di chi svolge mansioni più facilmente sostituibili (e non sempre è legato alla scolarizzazione... un esempio su tutti, data la penuria di infermieri ed abbondanza di medici, ai primi si arrivano ad offrire retribuzioni d'oro, mentre i secondi faticano a trovare impiego).
La solidarietà fra lavoratori imho impone che chi è qualificato debba essere senz'altro pagato per quello che vale, ma senza dimenticare che la tutela prioritaria deve essere per chi è, come tu dici, facilmente sostituibile.
Ragionando per assurdo, non c'è da stupirsi se Marchionne non è iscritto alla cgil, ma ovviamente il compito della cgil non è fare gli interessi di Marchionne, bensì degli operai di Mirafiori.
Non ha molto senso tutelare ulteriormente chi ha già un potere contrattuale più alto, penalizzando ulteriormente chi al contrario ne ha meno, soprattutto perché (come tu dici) non sempre il potere contrattuale deriva da particolari meriti ma è spesso legato a domanda e offerta.
JL_Picard
18-07-2009, 15:26
La solidarietà fra lavoratori imho impone che chi è qualificato debba essere senz'altro pagato per quello che vale, ma senza dimenticare che la tutela prioritaria deve essere per chi è, come tu dici, facilmente sostituibile.
Ragionando per assurdo, non c'è da stupirsi se Marchionne non è iscritto alla cgil, ma ovviamente il compito della cgil non è fare gli interessi di Marchionne, bensì degli operai di Mirafiori.
Infatti io non mi riferisco ai "Marchionne" di turno, ovvero ai top manager.
ma a quella categoria non trascurabile che va sotto il nome di "quadri".
all'inizio della mia vita lavorativa (fine anni 90) ho partecipato a qualche concorso nella Pubblica Ammistrazione.
Trovavo alquanto vergognoso che fra un ingegnere ed un geometra ci fosse solo un livello retributivo di differenza, e quindi solo 100/150 mila lire (lorde) di differenza.
Mia moglie è insegnante elementare: la sua retribuzione (salvo compensi per attività scolastiche aggiuntive) è di poco superiore di quella di un collaboratore scolastico (o come diavolo si chiamano ora i bidelli), salvo che le responsabilità sono ben diverse (se un bambino si fa male, sono problemi dell'insegnante) e l'impegno anche (un'insegnante seria impiega parte del suo tempo "libero" per aggiornarsi professionalmente, mentre il bidello, finito l'orario di lavoro non ha più impegni).
nomeutente
18-07-2009, 15:42
Infatti io non mi riferisco ai "Marchionne" di turno, ovvero ai top manager.
ma a quella categoria non trascurabile che va sotto il nome di "quadri".
Naturalmente la mia era un'esagerazione per rendere l'idea. ;)
Se non ho capito male, ti lamenti del fatto che c'è un appiattimento delle retribuzioni...
Però penso che tua moglie non farebbe a cambio con il bidello, perché oltre alle questioni economiche c'è anche la gratificazione nel lavoro che si fa. Credo che chiunque se può scegliere se lavorare in miniera per 1100 euro o fare il dirigente di banca per 1100 euro scelga la seconda...
A mio avviso il ruolo del sindacato sta nel definire un minimo di compenso e di diritti, non sta nel decidere se un lavoratore merita di più o di meno rispetto ad un altro: quando si comincia ad essere corporativi (cioè a difendere una specifica categoria a scapito delle altre) non credo si faccia un buon servizio nemmeno alla categoria che si difende, perché l'interesse di ciascuno dipende dal quadro complessivo del mercato del lavoro.
In parole povere, a voler difendere i quadri anziché gli operai si rischia che alla fine i quadri guadagnino comunque poco e gli operai ancora meno...
JL_Picard
18-07-2009, 16:07
In parole povere, a voler difendere i quadri anziché gli operai si rischia che alla fine i quadri guadagnino comunque poco e gli operai ancora meno...
La vera sfida è difendere entrambe le categorie (in fin di conti sono lavoratori entrambi).
Certamente mia moglie non farebbe a cambio col bidello, per la differente gratificazione proessionale, ma credimi, se non avesse impegni lavorativi scolastici (alcuni dei quali connessi con la retribuzione base, come la correzione dei compiti e le varie riunioni di pianificazione), potrebbe arrotondare dando lezioni private, guadagnando di più.
l'aver appiattito le retribuzioni non è certamente stato uno stimolo per chi ha potenzialità da esprimere, che vengono mortificate in vario modo (dalle paghe appiattite, ai premi di produttività distribuiti a pioggia...).
Tanto mortificate che spesso uno comincia a chiedersi "ma chi me lo fa fare a sbattermi di più?" (che poi spesso i lavoratori "attivi" vengono pure mal visti dagli altri)... con gli evidenti effetti sulla produttività globale.
nomeutente
18-07-2009, 17:18
La vera sfida è difendere entrambe le categorie (in fin di conti sono lavoratori entrambi).
Sono d'accordo, ma forse non mi sono spiegato a dovere.
A mio avviso è deleterio quando una categoria comincia a dire "io sono sottopagato rispetto all'altra categoria che lavora meno di me", perché questo divide i lavoratori e non li aiuta a contrattare con la controparte, che non sono gli altri lavoratori ma il datore di lavoro (nel tuo esempio, lo stato).
I sindacati devono essere la camera di compensazione delle diverse rivendicazioni e devono presentare in trattativa una piattaforma unitaria, perché se ciascuno tira acqua alla sua categoria e si viaggia divisi si è più deboli.
Questo può anche comportare un'appiattimento, ma è a mio avviso un male necessario se si vuole essere uniti. L'alternativa penso che sarebbe dannosa per tutte le categorie.
l'aver appiattito le retribuzioni non è certamente stato uno stimolo per chi ha potenzialità da esprimere, che vengono mortificate in vario modo (dalle paghe appiattite, ai premi di produttività distribuiti a pioggia...).
Tanto mortificate che spesso uno comincia a chiedersi "ma chi me lo fa fare a sbattermi di più?" (che poi spesso i lavoratori "attivi" vengono pure mal visti dagli altri)... con gli evidenti effetti sulla produttività globale.
Anche su questo sono d'accordo, ma non lo vedo come una questione di categoria: se il bidello sta tutto il giorno chino a lucidare il pavimento a specchio sta comunque facendo egregiamente il lavoro che gli compete; viceversa se un insegnante (ti riporto esempi _reali_ che mi sono stati riferiti da mia sorella, maestra elementare) scrive "carabBinieri" e "valigGia" perché (ahimé) in alcune scuole i diplomi li regalano o li vendono, oppure scrive in fondo ad un compito "ci sono delle imperfettazioni" perché il diploma a questo punto non so se l'ha trovato nelle patatine o cosa... non vedo perché debba essere pagata più del bidello che si fa il mazzo... è insomma imho una questione di impegno individuale: il premio lo merita chi si fa il mazzo, indipendentemente dalla qualifica... e per me il premio è anche potersi permettere di ricoprire un incarico di responsabilità (ci sono persone che _non_ sono idonee a ricoprire certi incarichi e dovrebbero svolgere mansioni meno delicate).
JL_Picard
18-07-2009, 18:03
(ti riporto esempi _reali_ che mi sono stati riferiti da mia sorella, maestra elementare) scrive "carabBinieri" e "valigGia" perché (ahimé) in alcune scuole i diplomi li regalano o li vendono, oppure scrive in fondo ad un compito "ci sono delle imperfettazioni" perché il diploma a questo punto non so se l'ha trovato nelle patatine o cosa... non vedo perché debba essere pagata più del bidello che si fa il mazzo...
Vedo che mi capisci...
non è il caso quindi che riporti quanto sento da mia moglie e dalla sua migliore amica (entrambe maestre elementari)...
Però a fine anno gli eventuali premi di produzione vengono spartiti a pioggia fra tutti gli insegnanti (capaci o capre che siano)...
anzi spesso quelli meno capaci ad insegnare sono veri professionisti del lecchinaggio del direttore, così che qualche vantaggio lo ricavano pure... :mad:
blamecanada
18-07-2009, 20:20
Guarda, sono perfettamente d'accordo con te, ed è per questo che auspico un ritorno al passato per quanto riguarda il modus operandi del sindacato.
Anzi, io mi danno proprio a vedere in che stato è ormai ridotto. :muro:
Purtroppo, come te, non ho idea di come farlo funzionare.
Io credo che l'unico mezzo sia la democratizzazione. Quando lavorerò ed entrerò nel sindacato mi farò un'idea piú precisa, per ora non potrei comunque fare nulla.
hai un concetto di azienda privata e lavoro davvero astruso ...
Una azienda non va avanti da sola per grazia ricevuta ma funziona per il genio di un datore di lavoro capace di circondarsi di persone valide e adatte al suo scopo ...
Una persona che porta beneficio all'azienda verra' sempre ripagata adeguatamente perchè il datore di lavoro sa perfettamente che senza tale persona puo' fare a meno ma ad un prezzo nettamente salato ...
Per tutta una serie di lavori non qualificati la differenza tra il lavoratore migliore e quello peggiore a livello di produttività è minimo, e l'unico interesse del datore di lavoro è risparmiare il piú possibile sugli stipendi, sulle norme di sicurezza, obbligando agli straordinari...
Questo è dimostrato da tutte quelle aziende che continuano ad assumere solo ed esclusivamente con contratti a tempo determinato da un mese: in questo modo è possibile risparmiare al massimo, appena uno si lamenta viene licenziato.
Non vorrai mica pensare che lo facciano perché tutti i lavoratori sono fancazzisti! :muro:
Il sindacato... Ma come al solito i sindacati, IN ITALIA, sono un'altra cosa. Un'altra cosca.
Sí, ma questo mi sembra un discorso un po' qualunquista. Nel senso che, posto quello che dici, il problema è cosa fare.
1. Abolire i sindacati
2. Tenere i sindacati, e vedere se si può fare il possibile per migliorarli.
Anche la democrazia in Italia fa schifo, non per questo sarebbe una buona idea abolirla, almeno secondo me.
Deprimente che sindacati che mirano solo a perpetuare ed alimentare sè stessi incrementino pure il numero degli iscritti.
*
(oggi nubifragia)
Nessuno è perfetto...
Tutto è perfettibile..
Ma la disumanità di certi imprenditori e il concetto stesso di lavoratore presso tutti i nostri "capitalisti" italioti
E' CONTROBILANCIATA da un minimo di unità dei lavoratori...
La CGIL è splendida controparte forte ed unitaria...
Gli ambiti dove il sindacato si è spezzato in mille sigle (es. infermieri) o scomparso (lavoratori precari in molte aziende del nord-est) il lavoratore è stato CALPESTATO...
Sta a voi difendervi.. UNITI... la CGIL è perfetta in questo... i suoi difetti sono comuni all'essere umano...
L'alternativa???
L'OCCUPAZIONE IN STILE CINESE e lavoro a cottimo a trattativa privata tipo questo.....
tdi150cv
19-07-2009, 22:40
Come ti ho scritto già almeno tre volte, ti invito a studiare un po' di storia: com'erano le condizioni dei lavoratori quando i sindacati erano proibiti?
Non importa molto se tu non sei iscritto al sindacato e credi di fare i tuoi interessi da solo: i sindacati ci sono e tutelano anche quelli come te che non si iscrivono, perché contrattano per tutti i lavoratori (a differenza degli Usa, ad es., dove i sindacati sono lobby che tutelano solo i propri iscritti).
Quindi, avanti: porta le prove che senza sindacati si stava meglio. Oppure rassegnati all'evidenza che il sindacato è lo strumento migliore (anche se non perfetto) per ottenere le migliori condizioni di lavoro.
Prove ? ma chissenefrega ... per la mia esperienza dove ci sono sindacati ci sono solo casini ... devo dirti il contrario ?
se vuoi lo faccio ... dipendesse da me li manderei tutti a zappare la terra ... stop !
blamecanada
20-07-2009, 00:39
Prove ? ma chissenefrega ... per la mia esperienza dove ci sono sindacati ci sono solo casini ... devo dirti il contrario ?
se vuoi lo faccio ... dipendesse da me li manderei tutti a zappare la terra ... stop !
Beh, l'esperienza personale è limitata, per fare un discorso generale non ci si può basare solo su quella.
yggdrasil
20-07-2009, 01:24
Prove ? ma chissenefrega ... per la mia esperienza dove ci sono sindacati ci sono solo casini ... devo dirti il contrario ?
se vuoi lo faccio ... dipendesse da me li manderei tutti a zappare la terra ... stop !
eh, già. era meglio quando si lavorava così eh?
http://www.comune.torino.it/infogio/omaggi/aiace2/tempi.jpg
tanto per curiosità, che lavoro fai? :fagiano:
nomeutente
20-07-2009, 16:06
Però a fine anno gli eventuali premi di produzione vengono spartiti a pioggia fra tutti gli insegnanti (capaci o capre che siano)...
anzi spesso quelli meno capaci ad insegnare sono veri professionisti del lecchinaggio del direttore, così che qualche vantaggio lo ricavano pure... :mad:
ok, allora siamo perfettamente d'accordo ;)
Prove ? ma chissenefrega ... per la mia esperienza dove ci sono sindacati ci sono solo casini ... devo dirti il contrario ?
se vuoi lo faccio ... dipendesse da me li manderei tutti a zappare la terra ... stop !
Per la mia esperienza personale oggi il tempo è variabile.
Ma per le esperienze personali c'è la piazzetta ;)
Se si discute di problemi sociali, la tua esperienza personale è una goccia nel mare: contano le macrodinamiche verificabili, misurabili e quantificabili e spesso nemmeno quelle.
L'esperienza storica è che dove ci sono i sindacati il potere contrattuale dei lavoratori è superiore a dove non ci sono.
Poi ci possono essere altre conseguenze di varia natura (ad esempio l'imposizione di un salario minimo, secondo alcuni, impedisce di raggiungere la massima occupazione teoricamente possibile) e se vuoi ne discutiamo. Ma lo facciamo scientificamente con dati alla mano, perché il fatto che a te i sindacalisti stiano antipatici perché fanno casino non ha alcuna rilevanza...
tdi150cv
20-07-2009, 16:15
ok, allora siamo perfettamente d'accordo ;)
Per la mia esperienza personale oggi il tempo è variabile.
Ma per le esperienze personali c'è la piazzetta ;)
Se si discute di problemi sociali, la tua esperienza personale è una goccia nel mare: contano le macrodinamiche verificabili, misurabili e quantificabili e spesso nemmeno quelle.
L'esperienza storica è che dove ci sono i sindacati il potere contrattuale dei lavoratori è superiore a dove non ci sono.
Poi ci possono essere altre conseguenze di varia natura (ad esempio l'imposizione di un salario minimo, secondo alcuni, impedisce di raggiungere la massima occupazione teoricamente possibile) e se vuoi ne discutiamo. Ma lo facciamo scientificamente con dati alla mano, perché il fatto che a te i sindacalisti stiano antipatici perché fanno casino non ha alcuna rilevanza...
io rispondevo a chi diceva che chiunque dovrebbe iscriversi ad un sindacato ... be per come la vedo io non è affatto detto.
Per come la vedo io è piu' un problema sia per il lavoratore volenteroso sia per un imprenditore ...
ciao
nomeutente
20-07-2009, 16:32
io rispondevo a chi diceva che chiunque dovrebbe iscriversi ad un sindacato ... be per come la vedo io non è affatto detto.
Per come la vedo io è piu' un problema sia per il lavoratore volenteroso sia per un imprenditore ...
ciao
Sull'obbligo di iscriversi ad un sindacato non sono d'accordo nemmeno io: ci mancherebbe. Ognuno è libero di iscriversi dove vuole.
Ma se metti in discussione l'utilità del ccnl, allora devi dimostrare che l'assenza di un minimo salariale e di regole valevoli per tutti possono costituire un vantaggio per i lavoratori.
L'esperienza storica afferma l'esatto contrario: in assenza di regole, il mercato avvantaggia chi ha già un vantaggio contrattuale, cioè il detentore del capitale.
Lo stipendio accessorio o il premio produttività si può dare in più ai più bravi (e non è che non esistano nel ccnl), ma se non stabilisci un minimo di legge si finisce con il dare stipendi più bassi anche ai più bravi (e l'utilità del premio viene meno), specialmente in momenti in cui vi è alta disoccupazione (per la legge della domanda e dell'offerta).
Sí, ma questo mi sembra un discorso un po' qualunquista. Nel senso che, posto quello che dici, il problema è cosa fare.
1. Abolire i sindacati
2. Tenere i sindacati, e vedere se si può fare il possibile per migliorarli.
Anche la democrazia in Italia fa schifo, non per questo sarebbe una buona idea abolirla, almeno secondo me.
Vatti a rivedere la puntata di Report sui cari sindacati. Hanno fatto un lavoro indipendente, circostanziato e dettagliato, altro che qualunquismo... Cosa si può fare? Smettere di regalargli soldi finchè non si mettono a fare davvero gli interessi della gente che lavora, per esempio.
alarico75
20-07-2009, 19:17
Sull'obbligo di iscriversi ad un sindacato non sono d'accordo nemmeno io: ci mancherebbe. Ognuno è libero di iscriversi dove vuole.
Ma se metti in discussione l'utilità del ccnl, allora devi dimostrare che l'assenza di un minimo salariale e di regole valevoli per tutti possono costituire un vantaggio per i lavoratori.
L'esperienza storica afferma l'esatto contrario: in assenza di regole, il mercato avvantaggia chi ha già un vantaggio contrattuale, cioè il detentore del capitale.
Lo stipendio accessorio o il premio produttività si può dare in più ai più bravi (e non è che non esistano nel ccnl), ma se non stabilisci un minimo di legge si finisce con il dare stipendi più bassi anche ai più bravi (e l'utilità del premio viene meno), specialmente in momenti in cui vi è alta disoccupazione (per la legge della domanda e dell'offerta).
D'altro canto fissare dei minimi salariali nazionali alti in zone dove la disoccupazione e' endemica favorisce solo il lavoro in nero con risultati nefasti sia per lo Stato che per i lavoratori coinvolti.
Da qui la possibilita' di fissare contratti non piu' nazionali ma per macro aree produttive sarebbe sicuramente piu' aderente alla reale situazione di alcuni luoghi del nostro bel paese.
Per l'iscrizione al sindacato la liberta' di iscriversi o meno e' necessaria: mi limito ad osservare che in piccole realta' d'impresa non interessa a nessuno quando i rapporti maestranze-imprenditori sono diretti e improntati alla comprensione reciproca.
Discorso diverso ovviamente per realta' conflittuali (ma li' ci sono errori di gestione del personale) o per realta' di medio-grandi dimensioni dove effettivamente la struttura porta inevitabilmente alla crescita di un sindacato interno.
nomeutente
20-07-2009, 20:07
D'altro canto fissare dei minimi salariali nazionali alti in zone dove la disoccupazione e' endemica favorisce solo il lavoro in nero con risultati nefasti sia per lo Stato che per i lavoratori coinvolti.
E' corretto prevedere diversi livelli territoriali di contrattazione (contratti integrativi territoriali in aggiunta al ccnl). Ma sempre si tratta di contrattazione fra associazioni e non fra il singolo lavoratore e il datore.
blamecanada
20-07-2009, 21:47
Vatti a rivedere la puntata di Report sui cari sindacati. Hanno fatto un lavoro indipendente, circostanziato e dettagliato, altro che qualunquismo... Cosa si può fare? Smettere di regalargli soldi finchè non si mettono a fare davvero gli interessi della gente che lavora, per esempio.
Non ho detto che quello che dici sia falso, ma che il problema sia cosa fare.
Secondo me facendo quello che dici tu l'unico risultato sarà che tra un po' di anni avremo condizioni di lavoro simili alla Cina.
O si fonda un nuovo sindacato, o si cambia quello che c'è dall'interno. Secondo me entrambe le cose sono molto difficili, ma è meno difficile cambiare quello che c'è, anche perché può permettere di ottenere qualche risultato anche nell'immediato, mentre fondare un nuovo sindacato può dare risultati solo a lungo termine, ma nessuno garantisce che poi anche quel nuovo sindacato non diventi come quello vecchio.
alarico75
21-07-2009, 00:26
E' corretto prevedere diversi livelli territoriali di contrattazione (contratti integrativi territoriali in aggiunta al ccnl). Ma sempre si tratta di contrattazione fra associazioni e non fra il singolo lavoratore e il datore.
Ammetterai che ogni tanto,su piccole realta', spesso le contrattazioni datore-lavoratore sono sia piu' veloci sia piu' soddisfacenti per ambo le parti rispetto a seguire il trito modello categorie sindacali-confindustria.
Modello lento e non normabile alle singole specificita' che una nazione dalle migliaia di piccole industrie sembra proporre.
nomeutente
21-07-2009, 10:14
Ammetterai che ogni tanto,su piccole realta', spesso le contrattazioni datore-lavoratore sono sia piu' veloci sia piu' soddisfacenti per ambo le parti rispetto a seguire il trito modello categorie sindacali-confindustria.
Non si può ammettere che una cosa non prevista dalla legge sia meglio di quella prevista dalla legge. Ad oggi non abbiamo (almeno in Italia) esempi di contrattazione diretta, a meno di non prendere come esempio il lavoro nero, che però non prevede il versamento di contributi e quindi è ovvio che il datore sia soddisfatto (perché paga di meno) e in qualche misura lo possa essere anche il lavoratore (se è uno sprovveduto che si rallegra di avere qualcosa in tasca ma non si pone il problema dei contributi).
Modello lento e non normabile alle singole specificita' che una nazione dalle migliaia di piccole industrie sembra proporre.
Non si può nemmeno pensare di andare avanti con un tessuto industriale fatto di piccole fabbrichette che stanno in piedi grazie alla compressione salariale, al lavoro nero e alla svalutazione della lira... Per fare robetta a buon mercato sfruttando al massimo la manodopera c'è già la Cina: in ogni caso le nostre pmi devono capire che o fanno il salto di qualità o possono chiudere i cancelli domani mattina. Il "cumenda" con 14 dipendenti o va a fare il caporeparto in una spa di 1400 dipendenti o può provare a campare per altri 10 anni sullo sfruttamento della manodopera clandestina e l'evasione fiscale, ma non è che si debba andare incontro alle sue velleità di padroncino e sacrificare gli interessi superiori.
alarico75
21-07-2009, 21:07
Non si può ammettere che una cosa non prevista dalla legge sia meglio di quella prevista dalla legge. Ad oggi non abbiamo (almeno in Italia) esempi di contrattazione diretta, a meno di non prendere come esempio il lavoro nero, che però non prevede il versamento di contributi e quindi è ovvio che il datore sia soddisfatto (perché paga di meno) e in qualche misura lo possa essere anche il lavoratore (se è uno sprovveduto che si rallegra di avere qualcosa in tasca ma non si pone il problema dei contributi).
E chi l'ha detto? Chi ha deciso che non posso dare di piu' di quello che stabilisce il contratto dei metalmeccanici per ogni livello per evidenti meriti?
Guarda che su questo sbagli il datore di lavoro e' pienamente libero di aumentare lo stipendio al lavoratore oltre ai livelli minimi stabiliti dalla contrattazione.
Ci mancherebbe altro fra parentesi.
E di certo non si viola la legge.
Non si può nemmeno pensare di andare avanti con un tessuto industriale fatto di piccole fabbrichette che stanno in piedi grazie alla compressione salariale, al lavoro nero e alla svalutazione della lira... Per fare robetta a buon mercato sfruttando al massimo la manodopera c'è già la Cina: in ogni caso le nostre pmi devono capire che o fanno il salto di qualità o possono chiudere i cancelli domani mattina. Il "cumenda" con 14 dipendenti o va a fare il caporeparto in una spa di 1400 dipendenti o può provare a campare per altri 10 anni sullo sfruttamento della manodopera clandestina e l'evasione fiscale, ma non è che si debba andare incontro alle sue velleità di padroncino e sacrificare gli interessi superiori.
E' falso e basato su dei pregiudizi che non stanno in piedi questo antico schema.
Non ci crederai ma esistono piccole aziende in regola con il fisco che pagano regolarmente le persone e macinano utili regolarmente denunciati.
Ovviamente bisogna investire gli utili in ricerca e sviluppo ogni anno altrimenti non si resta al passo almeno in meccanica.
Che poi le persone trattate onestamente non abbiano nessun motivo per avere a che fare con la sinistra radicale e' un evidente sottoprodotto di certi trattamenti.
La produzione a basso costo in meccanica ma in molti altri settori in Italia non e' fattibile se non con altissima automazione quindi non e' conveniente.
Una buona strada e' unire tecnologia all'avanguardia e processi produttivi molto automatizzati con personale specializzato ben retribuito.
nomeutente
22-07-2009, 10:58
E chi l'ha detto? Chi ha deciso che non posso dare di piu' di quello che stabilisce il contratto dei metalmeccanici per ogni livello per evidenti meriti?
Guarda che su questo sbagli il datore di lavoro e' pienamente libero di aumentare lo stipendio al lavoratore oltre ai livelli minimi stabiliti dalla contrattazione.
Ci mancherebbe altro fra parentesi.
E di certo non si viola la legge.
Appunto: quindi dov'è il problema?
Il ccnl stabilisce il minimo, ma ciascuno può avere un premio.
Abolendo il ccnl si abolisce non la possibilità di avere un premio per il proprio impegno la ma la garanzia di avere un trattamento minimo.
E' falso e basato su dei pregiudizi che non stanno in piedi questo antico schema.
Mi dispiace, ma non si tratta di antichi schemi. La pmi italiana è sopravvissuta per decenni grazie alla compressione salariale, alla svalutazione della lira e ad un sistema politico che faceva finta di non vedere l'evasione fiscale, ed è la ragione per cui moltissime pmi soffrono la concorrenza cinese: perché le imprese che producono coserelle a bassa tecnologia, per essere competitive, devono venderle al prezzo di coserelle a bassa tecnologia, per cui non possono permettersi di produrre in un mercato con una moneta forte, con stipendi occidentali e con uno stato che non può permettersi di chiudere un occhio davanti al padroncino che evade le tasse per comprare i suv.
Che poi ci siano anche imprese di dimensioni ridotte che investono in alta tecnologia e producono l'eccellenza nessuno lo mette in discussione, ma la pmi italiana nel suo complesso non è rappresentata da questo esempio.
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