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View Full Version : Marco Travaglio - dichiarazione di voto - LEGGETE !


dobro
29-03-2008, 13:39
Ecco qui sotto la dichiarazione di voto di Marco Travaglio ...

LEGGETELA è molto interessante anche perchè inizialmente non voleva votare poi ha cambiato idea e spiega perchè ...

"Due anni fa votai per l’Italia dei Valori, soprattutto perché nel mio Piemonte candidava Franca Rame, persona straordinaria che sono felice di aver contribuito a mandare al Senato. Credo proprio che anche stavolta tornerò a votare per il partito di Antonio Di Pietro. Conosco le obiezioni dei critici: la gestione padronale e personalistica del partito, da cui molti si sono allontanati; la caduta di stile di far prendere al partito una sede in affitto in uno stabile di proprietà dello stesso Di Pietro; la candidatura di personaggi come Sergio De Gregorio e Federica Rossi Gasparrini, puntualmente usciti dall’Idv dopo pochi mesi dall’elezione; l’adesione di Di Pietro, come ministro delle Infrastrutture, al progetto del Tav per le merci in Valsusa (sia pure dialogando con le popolazioni e discutendo di un possibile nuovo tracciato, alternativo al famigerato «buco» da 54 km a Venaus); la decisione di non chiudere la società Stretto di Messina, pur con la contrarietà ribadita al progetto del ponte; il no alla commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del G8 (secondo me sacrosanto, visto che le commissioni parlamentari in Italia servono a confondere le acque e a ostacolare le indagini della magistratura; ma maldestramente motivato con la richiesta di indagare anche sulle violenze dei black bloc, quasi che il parlamento dovesse occuparsi dei reati dei cittadini comuni). Per essere chiari: voterei molto più volentieri per un Einaudi o un De Gasperi redivivi. Ma, in attesa che rinasca qualcuno di simile e riesca a entrare in politica, penso che l’astensione – da cui sono stato a lungo tentato – finisca col fare il gioco della casta, anzi della cosca. Il non voto, anche se massiccio, non viene tenuto in minimo conto dalla partitocrazia: anche se gli elettori fossero tre in tutto, i partiti se li spartirebbero in percentuale per stabilire vincitori e vinti. E infischiandosene degli assenti, che alla fine hanno sempre torto. Dunque penso che si debba essere realisti, votando non il «meno peggio», ma ciò che si sente meno lontano dai propri desideri.
A convincermi a votare per l’Idv sono le liste che ha presentato Di Pietro, che ospitano diverse persone di valore, alcune delle quali sono amici miei, di MicroMega, dei girotondi e di chi ha combattuto in questi anni le battaglie per la legalità e la libertà d’informazione. Ne cito alcuni.

C’è Beppe Giulietti, animatore dell’associazione Articolo 21 contro ogni censura ed epurazione, dunque scaricato dal Pd che gli ha preferito addirittura Marco Follini, ex segretario dell’Udc ed ex vicepremier di Berlusconi, come responsabile per l’Informazione: quel Follini che ha votato tutte le leggi vergogna, compresa la Gasparri che è il principale ostacolo alla libertà d’informazione. C’è Pancho Pardi, che ho incontrato la prima volta al Palavobis, poi in tutti i girotondi e che mi auguro di reincontrare quando – se, come temo, rivincerà Berlusconi – ci toccherà tornare in piazza. C’è la baronessa Teresa Cordopatri, simbolo della lotta alla ’ndrangheta in Calabria. C’è, a Napoli, un sindaco anticamorra come Franco Barbato, che ha militato nel progetto di lista civica nazionale insieme a tanti altri amici. C’è Leoluca Orlando, che in quanto ad antimafia non teme confronti. Non ci sono, in compenso, alcuni personaggi discutibili che si erano avvicinati all’Idv, e che sono stati respinti o non ricandidati. E poi ci sarebbero anche Beppe Lumia e Nando Dalla Chiesa, ai quali Di Pietro aveva offerto un posto nella sua lista in Sicilia dopo l’estromissione (nel primo caso provvisoria, nel secondo definitiva) da quelle del Pd, che in compenso ospitano elementi come Mirello Crisafulli, l’amico del boss di Enna: alla fine, grazie anche all’Idv, Lumia è rientrato nel Pd, mentre Nando ha rispettabilmente deciso di declinare l’offerta. E poi c’è Di Pietro che, pur con tutti i suoi difetti, ha saputo pronunciare – da ministro e da leader di partito – una serie di «no» molto pesanti contro le vergogne del centro-sinistra. No all’indulto extralarge salva-Previti, salva-furbetti, salva-corrotti e salva-mafiosi. No al segreto di Stato e al ricorso alla Consulta sul sequestro Abu Omar contro i giudici di Milano. No alla depenalizzazione strisciante della bancarotta tentata da qualche ministro furbetto. No agli attacchi contro De Magistris e Forleo. No al salvataggio di Previti alla Camera (il deputato Idv Belisario, per un anno e mezzo, è stato il solo con il Pdci a chiedere la cacciata del pregiudicato berlusconiano, mentre gli altri facevano i pesci in barile). No al salvataggio di D’Alema e Latorre da parte della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera (lì il dipietrista Palomba s’è pronunciato per autorizzare le intercettazioni Unipol-Antonveneta-Rcs, senza se e senza ma). No all’inciucio mastelliano sulla controriforma dell’ordinamento giudiziario e a tutte le altre porcate del cosiddetto ministro della Giustizia ceppalonico.

No all’inciucio in commissione Affari costituzionali per la legge-truffa di Franceschini e Violante sul conflitto d’interessi (anche qui, solo il Pdci con Licandro e l’allora Ds Giulietti han tenuto botta con l’Idv). No alla limitazione delle intercettazioni telefoniche e no – dopo un’iniziale esitazione alla Camera – alla legge-bavaglio di Mastella & C. contro la pubblicazione delle intercettazioni e degli altri atti d’indagine fino al processo. No all’aumento del finanziamento pubblico dei partiti e al colpo di mano tentato in tal senso dai tesorieri di tutti i partiti (tranne quelli dell’Idv, Silvana Mura, e della Rosa nel pugno, Fabrizio Turco). No al comma Fuda che assicurava la prescrizione agli amministratori pubblici indagati dalla Corte dei conti per infrazioni contabili.
Come ministro delle Infrastrutture, poi, Di Pietro ha bonificato quel lombrosario che era prima il vertice dell’Anas, cacciando gli inquisiti e i condannati e denunciando i responsabili di certi ammanchi. Ha razionalizzato la miriade di progetti faraonici ereditati da Lunardi, concentrando le poche risorse disponibili su alcune opere davvero necessarie. E, in campagna elettorale, è stato il solo a dire papale papale che Rete 4 deve andare sul satellite e che bisogna applicare immediatamente la sentenza dell’Alta Corte di Giustizia europea di Lussemburgo che, dichiarando illegittime le proroghe concesse a Mediaset dal 1999, privano da nove anni Europa 7 di Francesco Di Stefano delle frequenze necessarie per trasmettere. Infine, last but not least: sia che vinca Berlusconi sia che Pdl e Pd arrivino al pareggio e magari tentino un bel governissimo di larghe intese, mi auguro che arrivi in parlamento una pattuglia di guastatori capaci di fare opposizione con fermezza e competenza sui due temi cruciali, la libertà d’informazione e la giustizia uguale per tutti. Di gente così ce n’era anche nel Pd, ma è stata scientificamente eliminata con una specie di pulizia etnica. Ricordiamoci quel che accadde nel 2001, quando l’Idv mancò il quorum per un soffio: l’unica vera opposizione al regime berlusconiano non era in parlamento (a parte i cani sciolti alla Dalla Chiesa e alla De Zulueta, ora scomparsi dalle liste), ma in piazza. Se stavolta entrano in parlamento Di Pietro, Orlando, Pardi, Giulietti, Cordopatri, Mura e qualcun altro come loro, è meglio per tutti."

seb87
29-03-2008, 13:41
:O .....


Grande Marco !:)

sander4
29-03-2008, 14:35
Ecco qui sotto la dichiarazione di voto di Marco Travaglio ...

LEGGETELA è molto interessante anche perchè inizialmente non voleva votare poi ha cambiato idea e spiega perchè ...

"Due anni fa votai per l’Italia dei Valori, soprattutto perché nel mio Piemonte candidava Franca Rame, persona straordinaria che sono felice di aver contribuito a mandare al Senato. Credo proprio che anche stavolta tornerò a votare per il partito di Antonio Di Pietro. Conosco le obiezioni dei critici: la gestione padronale e personalistica del partito, da cui molti si sono allontanati; la caduta di stile di far prendere al partito una sede in affitto in uno stabile di proprietà dello stesso Di Pietro; la candidatura di personaggi come Sergio De Gregorio e Federica Rossi Gasparrini, puntualmente usciti dall’Idv dopo pochi mesi dall’elezione; l’adesione di Di Pietro, come ministro delle Infrastrutture, al progetto del Tav per le merci in Valsusa (sia pure dialogando con le popolazioni e discutendo di un possibile nuovo tracciato, alternativo al famigerato «buco» da 54 km a Venaus); la decisione di non chiudere la società Stretto di Messina, pur con la contrarietà ribadita al progetto del ponte; il no alla commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del G8 (secondo me sacrosanto, visto che le commissioni parlamentari in Italia servono a confondere le acque e a ostacolare le indagini della magistratura; ma maldestramente motivato con la richiesta di indagare anche sulle violenze dei black bloc, quasi che il parlamento dovesse occuparsi dei reati dei cittadini comuni). Per essere chiari: voterei molto più volentieri per un Einaudi o un De Gasperi redivivi. Ma, in attesa che rinasca qualcuno di simile e riesca a entrare in politica, penso che l’astensione – da cui sono stato a lungo tentato – finisca col fare il gioco della casta, anzi della cosca. Il non voto, anche se massiccio, non viene tenuto in minimo conto dalla partitocrazia: anche se gli elettori fossero tre in tutto, i partiti se li spartirebbero in percentuale per stabilire vincitori e vinti. E infischiandosene degli assenti, che alla fine hanno sempre torto. Dunque penso che si debba essere realisti, votando non il «meno peggio», ma ciò che si sente meno lontano dai propri desideri.
A convincermi a votare per l’Idv sono le liste che ha presentato Di Pietro, che ospitano diverse persone di valore, alcune delle quali sono amici miei, di MicroMega, dei girotondi e di chi ha combattuto in questi anni le battaglie per la legalità e la libertà d’informazione. Ne cito alcuni.

C’è Beppe Giulietti, animatore dell’associazione Articolo 21 contro ogni censura ed epurazione, dunque scaricato dal Pd che gli ha preferito addirittura Marco Follini, ex segretario dell’Udc ed ex vicepremier di Berlusconi, come responsabile per l’Informazione: quel Follini che ha votato tutte le leggi vergogna, compresa la Gasparri che è il principale ostacolo alla libertà d’informazione. C’è Pancho Pardi, che ho incontrato la prima volta al Palavobis, poi in tutti i girotondi e che mi auguro di reincontrare quando – se, come temo, rivincerà Berlusconi – ci toccherà tornare in piazza. C’è la baronessa Teresa Cordopatri, simbolo della lotta alla ’ndrangheta in Calabria. C’è, a Napoli, un sindaco anticamorra come Franco Barbato, che ha militato nel progetto di lista civica nazionale insieme a tanti altri amici. C’è Leoluca Orlando, che in quanto ad antimafia non teme confronti. Non ci sono, in compenso, alcuni personaggi discutibili che si erano avvicinati all’Idv, e che sono stati respinti o non ricandidati. E poi ci sarebbero anche Beppe Lumia e Nando Dalla Chiesa, ai quali Di Pietro aveva offerto un posto nella sua lista in Sicilia dopo l’estromissione (nel primo caso provvisoria, nel secondo definitiva) da quelle del Pd, che in compenso ospitano elementi come Mirello Crisafulli, l’amico del boss di Enna: alla fine, grazie anche all’Idv, Lumia è rientrato nel Pd, mentre Nando ha rispettabilmente deciso di declinare l’offerta. E poi c’è Di Pietro che, pur con tutti i suoi difetti, ha saputo pronunciare – da ministro e da leader di partito – una serie di «no» molto pesanti contro le vergogne del centro-sinistra. No all’indulto extralarge salva-Previti, salva-furbetti, salva-corrotti e salva-mafiosi. No al segreto di Stato e al ricorso alla Consulta sul sequestro Abu Omar contro i giudici di Milano. No alla depenalizzazione strisciante della bancarotta tentata da qualche ministro furbetto. No agli attacchi contro De Magistris e Forleo. No al salvataggio di Previti alla Camera (il deputato Idv Belisario, per un anno e mezzo, è stato il solo con il Pdci a chiedere la cacciata del pregiudicato berlusconiano, mentre gli altri facevano i pesci in barile). No al salvataggio di D’Alema e Latorre da parte della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera (lì il dipietrista Palomba s’è pronunciato per autorizzare le intercettazioni Unipol-Antonveneta-Rcs, senza se e senza ma). No all’inciucio mastelliano sulla controriforma dell’ordinamento giudiziario e a tutte le altre porcate del cosiddetto ministro della Giustizia ceppalonico.

No all’inciucio in commissione Affari costituzionali per la legge-truffa di Franceschini e Violante sul conflitto d’interessi (anche qui, solo il Pdci con Licandro e l’allora Ds Giulietti han tenuto botta con l’Idv). No alla limitazione delle intercettazioni telefoniche e no – dopo un’iniziale esitazione alla Camera – alla legge-bavaglio di Mastella & C. contro la pubblicazione delle intercettazioni e degli altri atti d’indagine fino al processo. No all’aumento del finanziamento pubblico dei partiti e al colpo di mano tentato in tal senso dai tesorieri di tutti i partiti (tranne quelli dell’Idv, Silvana Mura, e della Rosa nel pugno, Fabrizio Turco). No al comma Fuda che assicurava la prescrizione agli amministratori pubblici indagati dalla Corte dei conti per infrazioni contabili.
Come ministro delle Infrastrutture, poi, Di Pietro ha bonificato quel lombrosario che era prima il vertice dell’Anas, cacciando gli inquisiti e i condannati e denunciando i responsabili di certi ammanchi. Ha razionalizzato la miriade di progetti faraonici ereditati da Lunardi, concentrando le poche risorse disponibili su alcune opere davvero necessarie. E, in campagna elettorale, è stato il solo a dire papale papale che Rete 4 deve andare sul satellite e che bisogna applicare immediatamente la sentenza dell’Alta Corte di Giustizia europea di Lussemburgo che, dichiarando illegittime le proroghe concesse a Mediaset dal 1999, privano da nove anni Europa 7 di Francesco Di Stefano delle frequenze necessarie per trasmettere. Infine, last but not least: sia che vinca Berlusconi sia che Pdl e Pd arrivino al pareggio e magari tentino un bel governissimo di larghe intese, mi auguro che arrivi in parlamento una pattuglia di guastatori capaci di fare opposizione con fermezza e competenza sui due temi cruciali, la libertà d’informazione e la giustizia uguale per tutti. Di gente così ce n’era anche nel Pd, ma è stata scientificamente eliminata con una specie di pulizia etnica. Ricordiamoci quel che accadde nel 2001, quando l’Idv mancò il quorum per un soffio: l’unica vera opposizione al regime berlusconiano non era in parlamento (a parte i cani sciolti alla Dalla Chiesa e alla De Zulueta, ora scomparsi dalle liste), ma in piazza. Se stavolta entrano in parlamento Di Pietro, Orlando, Pardi, Giulietti, Cordopatri, Mura e qualcun altro come loro, è meglio per tutti."

*

pietro84
29-03-2008, 14:44
quoto soprattutto per la critica al non-voto e per la considerazione correttissima che i politici se ne infischiano dei non votanti

johannes
29-03-2008, 14:51
d'accordissimo con travaglio che però ha omesso che Di Pietro e Bassolino sono entrambi nel PD, per cui NON voterò Di Pietro proprio per questo motivo.

pietro84
29-03-2008, 14:54
d'accordissimo con travaglio che però ha omesso che Di Pietro e Bassolino sono entrambi nel PD, per cui NON voterò Di Pietro proprio per questo motivo.

Di Pietro è alleato in Parlamento col PD, Bassolino non è e non starà in parlamento; quindi non vedo il nesso tra i due personaggi.
imo sbagli a fare così anche perchè Di Pietro in Campania si oppone pesantemente a Bassolino, più voti riceve più forza ha per far sentire la sua voce.
e poi non che nel PD siano contenti dell'operato di Bassolino

icoborg
29-03-2008, 14:56
d'accordissimo con travaglio che però ha omesso che Di Pietro e Bassolino sono entrambi nel PD, per cui NON voterò Di Pietro proprio per questo motivo.

allora nn hai letto.

seb87
29-03-2008, 15:00
d'accordissimo con travaglio che però ha omesso che Di Pietro e Bassolino sono entrambi nel PD, per cui NON voterò Di Pietro proprio per questo motivo.

ma hai letto l'articolo ? :confused:
DiPietro e Bassolino hanno due ruoli completamente differenti ... e poi votando DiPietro si favorisce in minima parte alla candidatura di Bassolino...

Votare DiPietro non vuol dire votare al 100% il PD...il P.d.Consiglio sarà lo steso ma più voti avrà l'IDV più sarà rappresentato e più potrà fare la voce grossa...

johannes
29-03-2008, 15:16
ma hai letto l'articolo ? :confused:
DiPietro e Bassolino hanno due ruoli completamente differenti ... e poi votando DiPietro si favorisce in minima parte alla candidatura di Bassolino...

Votare DiPietro non vuol dire votare al 100% il PD...il P.d.Consiglio sarà lo steso ma più voti avrà l'IDV più sarà rappresentato e più potrà fare la voce grossa...

il fatto che si favorisca, anche in minima parte, mi fa desistere.
no, voterò Pdci.

johannes
29-03-2008, 15:17
Di Pietro è alleato in Parlamento col PD, Bassolino non è e non starà in parlamento; quindi non vedo il nesso tra i due personaggi.
imo sbagli a fare così anche perchè Di Pietro in Campania si oppone pesantemente a Bassolino, più voti riceve più forza ha per far sentire la sua voce.
e poi non che nel PD siano contenti dell'operato di Bassolino

c'è la moglie di bassolino, la moglie di fassino, d'alema, sempre la stessa gente.
no, mi spiace, non avrà il mio voto.

sander4
29-03-2008, 15:26
c'è la moglie di bassolino, la moglie di fassino, d'alema, sempre la stessa gente.
no, mi spiace, non avrà il mio voto.

Ma votando la lista Di Pietro si contribuisce a far entrare in parlamento persone come la Cardopatri, Pardi, Giulietti, direi ottimi candidati rispetto agli altri partiti e sarebbe solo un bene se ce la facessero; le persone che hai elencato tu se ne poteva fare a meno, ma non mi sembra tanto grave da impedire addirittura il voto per una lista collegata.

Anche secondo me per questo sbagli ma rispetto la tua scelta, per carità.

pietro84
29-03-2008, 15:31
c'è la moglie di bassolino, la moglie di fassino, d'alema, sempre la stessa gente.
no, mi spiace, non avrà il mio voto.

che c'entra tu voti per Di Pietro mica per la moglie di Fassino o di Bassolino?
Più potere ha Di Pietro, più può fare la voce grossa.
e poi se non voti favorisci l'altra coalizione, e ti becchi i candidati che tutti sappiamo :D che sono molto peggio della moglie di Fassino

johannes
29-03-2008, 15:51
che c'entra tu voti per Di Pietro mica per la moglie di Fassino o di Bassolino?
Più potere ha Di Pietro, più può fare la voce grossa.
e poi se non voti favorisci l'altra coalizione, e ti becchi i candidati che tutti sappiamo :D che sono molto peggio della moglie di Fassino

sì, sono d'accordo sul fatto che se non voto il PD favorisco berlusconi però, sinceramente non mi sento di votare uno che ha distrutto la Campania. peggio per loro. hanno avuto 18 mesi per riscattarsi. e voto bertinotti che ha accettato una misera revisione della legge biagi. meglio Ferrando a questo punto, anche se in tema di immigrazione è troppo molle.
quindi ripeto, il mio voto a di pietro lo nego proprio a malincuore, perchè, fino a poco tempo fa, lo ritenevo il top dei politici, ma dopo aver visto la puntata di Report con le capre che muoiono annientate dalla diossina.....no.

pietro84
29-03-2008, 15:57
sì, sono d'accordo sul fatto che se non voto il PD favorisco berlusconi però, sinceramente non mi sento di votare uno che ha distrutto la Campania. peggio per loro. hanno avuto 18 mesi per riscattarsi. e voto bertinotti che ha accettato una misera revisione della legge biagi. meglio Ferrando a questo punto, anche se in tema di immigrazione è troppo molle.
quindi ripeto, il mio voto a di pietro lo nego proprio a malincuore, perchè, fino a poco tempo fa, lo ritenevo il top dei politici, ma dopo aver visto la puntata di Report con le capre che muoiono annientate dalla diossina.....no.

libero di pensare e fare come vuoi naturalmente.
cmq non vedo il nesso dato che votando Di Pietro non voti Bassolino assolutamente, col parlamento non c'entra nulla Bassolino.
Nessuno vuole dare il voto a Bassolino qui, nemmeno io che sono un convinto sostenitore del csx lo voterei per il parlamento o lo riconfermerei per la presidenza della regione Campania

Apix_1024
29-03-2008, 15:58
premetto che di polita io me ne intendo circa come un limite che tende allo zero ma quando parlano persone come marco travaglio o beppe grillo si riesce sempre a capire qualcosa.
nn posso che ringraziare che esistano persone come loro che invece di snocciolare discorsi altisonanti senza un senso vero tirano fuori problemi e colpevoli a rotta di collo senza peli sulla lingua.

johannes
29-03-2008, 16:00
libero di pensare e fare come vuoi naturalmente.
cmq non vedo il nesso dato che votando Di Pietro non voti Bassolino assolutamente, col parlamento non c'entra nulla Bassolino.
Nessuno vuole dare il voto a Bassolino qui, nemmeno io che sono un convinto sostenitore del csx lo voterei per il parlamento o lo riconfermerei per la presidenza della regione Campania

ma no, per carità, mi interessa conoscere le altre opinioni, ci penserò dai:)

johannes
29-03-2008, 16:20
@pietro
ma, un mio collega che andrà domani in piazza col banchetto del PD, mi ha spiegato che al senato invece sarebbe meglio votare la Sinistra Arcobaleno, che altrimenti in Lombardia non arriverebbe all'8%. che ne pensi?

pietro84
29-03-2008, 16:38
@pietro
ma, un mio collega che andrà domani in piazza col banchetto del PD, mi ha spiegato che al senato invece sarebbe meglio votare la Sinistra Arcobaleno, che altrimenti in Lombardia non arriverebbe all'8%. che ne pensi?

se tu hai più fiducia in Di Pietro ti conviene votarlo sia alla camera che al senato affinchè abbia più forza e possa far valere all'interno delle due camere le sue posizioni. anzi in virtù di questa legge elettorale proprio il Senato è la Camera in cui Di Pietro avrà più forza politica.

Ser21
29-03-2008, 16:42
*

*

greasedman
29-03-2008, 16:46
@pietro
ma, un mio collega che andrà domani in piazza col banchetto del PD, mi ha spiegato che al senato invece sarebbe meglio votare la Sinistra Arcobaleno, che altrimenti in Lombardia non arriverebbe all'8%. che ne pensi?Dipende dalle regioni... nelle regioni in bilico (prima fra tutte il lazio) è più logico votare PD anche al senato, nelle altre conviene votare SA.

GianoM
29-03-2008, 16:47
Se lo vota Travaglio posso votare ad occhi chiusi.

Interessanti queste intenzioni di voto, in generale. :)

johannes
29-03-2008, 16:52
se tu hai più fiducia in Di Pietro ti conviene votarlo sia alla camera che al senato affinchè abbia più forza e possa far valere all'interno delle due camere le sue posizioni. anzi in virtù di questa legge elettorale proprio il Senato è la Camera in cui Di Pietro avrà più forza politica.

ok, grazie:)

johannes
29-03-2008, 16:53
Dipende dalle regioni... nelle regioni in bilico (prima fra tutte il lazio) è più logico votare PD anche al senato, nelle altre conviene votare SA.

eh, purtroppo nell'azzurra Lombardia il PD ha poche probabilità.:(

rip82
29-03-2008, 16:59
eh, purtroppo nell'azzurra Lombardia il PD ha poche probabilità.:(

Anche tu residente in questa tetra Lombardia azzurro-verde? :doh:

Ser21
29-03-2008, 17:05
Anche tu residente in questa tetra Lombardia azzurro-verde? :doh:

gia :Puke:

giammy
29-03-2008, 17:31
è di parte e si sapeva. astenersi dal dichiarare la propria intenzione di voto lo avrebbe fatto sembrare super partes come vuole apparire, in realtà è uno dei tanti giornalisti a tirare la volata di veltroni.

pietro84
29-03-2008, 17:34
è di parte e si sapeva. astenersi dal dichiarare la propria intenzione di voto lo avrebbe fatto sembrare super partes come vuole apparire, in realtà è uno dei tanti giornalisti che tira la volata a veltroni.


questa è nuova :D

Ser21
29-03-2008, 17:36
è di parte e si sapeva. astenersi dal dichiarare la propria intenzione di voto lo avrebbe fatto sembrare super partes come vuole apparire, in realtà è uno dei tanti giornalisti a tirare la volata di veltroni.
chiunque scrive da una vita dei problemi e dei fatti che riguardano l'italia preferirebbe vedere vincere ualter invece di berlusconi.
anche xche' chi,come certi giornalisti tra cui travaglio,conosce la realta' dei fatti,non potrebbe mai votare per silvio,siamo seri :read:

Maxmel
29-03-2008, 17:39
*
*

GianoM
29-03-2008, 17:41
Asspetto la dichiarazione di voto di Beppe Grillo. :D

Con il bacino di utenza che ha, se la pubblica sul blog idv prende il 10%. :fagiano:

giammy
29-03-2008, 18:21
chiunque scrive da una vita dei problemi e dei fatti che riguardano l'italia preferirebbe vedere vincere ualter invece di berlusconi.
anche xche' chi,come certi giornalisti tra cui travaglio,conosce la realta' dei fatti,non potrebbe mai votare per silvio,siamo seri :read:

anche no, si potrebbero avere ragioni per non votare veltroni e la sua coalizione (roma e napoli amministrate da lustri sono due pattumiere....).

GianoM
29-03-2008, 18:22
Vabè, delle TUE motivazioni non ce ne po fregà de meno.

Ser21
29-03-2008, 18:23
anche no, si potrebbero avere ragioni per non votare veltroni e la sua coalizione (roma e napoli amministrate da lustri sono due pattumiere....).

si ma.....forse ti sfugge che per chi si tiene informato,anche una foca,sarebbe meglio di berlusconi.

deggungombo
29-03-2008, 18:33
anche io sono stato tentato dall'astensionismo, ma poi non sopporterei l'idea di non aver fatto nulla per ostacolare il sommo farabutto

sono d'accordo con Travaglio

^TiGeRShArK^
29-03-2008, 18:47
è di parte e si sapeva. astenersi dal dichiarare la propria intenzione di voto lo avrebbe fatto sembrare super partes come vuole apparire, in realtà è uno dei tanti giornalisti a tirare la volata di veltroni.
:rotfl:
è di parte solo perchè dice le cose come stanno? :asd:
ah....no è vero :O
è comunista anche lui :O

:asd:

-kurgan-
29-03-2008, 18:50
è di parte e si sapeva. astenersi dal dichiarare la propria intenzione di voto lo avrebbe fatto sembrare super partes come vuole apparire, in realtà è uno dei tanti giornalisti a tirare la volata di veltroni.

super partes tipo bruno vespa insomma.

dasdsasderterowaa
29-03-2008, 19:47
è di parte e si sapeva. astenersi dal dichiarare la propria intenzione di voto lo avrebbe fatto sembrare super partes come vuole apparire, in realtà è uno dei tanti giornalisti a tirare la volata di veltroni.


ma che dici, lo sanno tutti (tranne noi) che travaglio è di destra :)

luxorl
29-03-2008, 19:56
Travaglio rules :D

Jacoposki
29-03-2008, 19:58
ma che dici, lo sanno tutti (tranne noi) che travaglio è di destra :)

qualunque vera destra non può che essere avversaria di Berlusconi.

luxorl
29-03-2008, 19:59
qualunque vera destra non può che essere avversaria di Berlusconi.

qualunque vera destra non può essere amica di Berlusconi, basti pensare al valore molto forte per la legalità che i veri uomini di destra ancora hanno a cuore.

giammy
29-03-2008, 20:14
super partes tipo bruno vespa insomma.

di fatti il bruno nazionale non dichiara il proprio voto.
un po' come nandone martellini, si scoprì che era viola dopo morto.

-kurgan-
29-03-2008, 20:32
di fatti il bruno nazionale non dichiara il proprio voto.
un po' come nandone martellini, si scoprì che era viola dopo morto.

non c'è mica bisogno che lo dichiari :D

Fabryce
29-03-2008, 21:27
è di parte e si sapeva. astenersi dal dichiarare la propria intenzione di voto lo avrebbe fatto sembrare super partes come vuole apparire, in realtà è uno dei tanti giornalisti a tirare la volata di veltroni.

Forse non lo sai ma Travaglio è di destra...


Non nvota B. perchè evidentemente il pdl è improponibile..

andrewxx
29-03-2008, 21:36
Forse non lo sai ma Travaglio è di destra...


Non nvota B. perchè evidentemente il pdl è improponibile..

travaglio l'ho lasciato che era MSI ora non so!!!!

dave4mame
29-03-2008, 21:44
a dire il vero travaglio si autodefinisce "liberale", e pertanto, ora come ora, senza patria.

ultimamente si è accasato con l'idv nonostante (parole sue) una sfilza di storture che non gli paiono particolarmente calzanti.

LUVІ
29-03-2008, 21:46
Ineccepibile.
Fin troppo sensato.

LuVi

LUVІ
29-03-2008, 21:47
Forse non lo sai ma Travaglio è di destra...


Non nvota B. perchè evidentemente il pdl è improponibile..

Quoto.
Lo sanno tutti.
E tutti dovrebbero rendersi conto di quanto sia invotabile quella gente.

LuVi

fuocoz
29-03-2008, 22:54
il link?

giammy
30-03-2008, 00:13
Forse non lo sai ma Travaglio è di destra...


Non nvota B. perchè evidentemente il pdl è improponibile..

no Travaglio è un opportunista (e non c'è nulla di male ad esserlo). da signor nessuno, grazie a Berlusconi, ha raggiunto soldi e notorietà.

dasdsasderterowaa
30-03-2008, 00:35
Forse non lo sai ma Travaglio è di destra...



Siccome non è la prima volta che cerco invano una sua dichiarazione in cui si definisce di destra, sapresti aiutarmi?

Perché su internet è facile che le chiacchiere si diffondano con il tam-tam.

rip82
30-03-2008, 00:54
no Travaglio è un opportunista (e non c'è nulla di male ad esserlo). da signor nessuno, grazie a Berlusconi, ha raggiunto soldi e notorietà.Travaglio deve la sua fama all'anomalia regnante nella stampa italiana, dove i giornalisti invece di fare informazione sono costretti a scegliere se lavorare per grandi testate (televisive o stampate) come lacche' oppure fare informazione da testatucole insignificanti e/o scrivere libri sperando che qualcuno li legga. In un paese civile sarebbe un giornalista come tanti che si occupa di inchieste su personaggi pubblici controversi, e probabilmente in un paese civile non avrebbe poi molto da scrivere, perche' mr.b non sarebbe in parlamento, ma a San Vittore, come molti suoi "amici".

Siccome non è la prima volta che cerco invano una sua dichiarazione in cui si definisce di destra, sapresti aiutarmi?

Perché su internet è facile che le chiacchiere si diffondano con il tam-tam.Lo dice implicitamente anche in questa "dichiarazione di voto" che voterebbe volentieri per un "redivivo Einaudi", noto liberale, non ha mai fatto mistero del suo orientamento politico e non ci vedo niente di male nell'esserlo, io stesso sono abbastanza vicino al pensiero liberale. Purtroppo in Italia gia' dichiarandosi liberali si corre il rischio di venire scambiati per berlusconiani, cosi' come per la destra, che viene confusa col berlusconismo...

dasdsasderterowaa
30-03-2008, 01:08
Lo dice implicitamente anche in questa "dichiarazione di voto" che voterebbe volentieri per un "redivivo Einaudi", noto liberale, non ha mai fatto mistero del suo orientamento politico e non ci vedo niente di male nell'esserlo, io stesso sono abbastanza vicino al pensiero liberale. Purtroppo in Italia gia' dichiarandosi liberali si corre il rischio di venire scambiati per berlusconiani, cosi' come per la destra, che viene confusa col berlusconismo...

Ah, ecco, dice che voterebbe Einaudi o De Gasperi (anch'io li voterei, caspita), in quanto liberali, ma questo non significa essere di destra.

A me non risulta, infatti, che i movimenti di destra siano liberali, ma hanno solo alcuni aspetti del liberismo.

Abbiamo appurato, quindi, che Travaglio NON è di destra.
Mi sembrava strano.

rip82
30-03-2008, 01:17
Ah, ecco, dice che voterebbe Einaudi o De Gasperi (anch'io li voterei, caspita), in quanto liberali, ma questo non significa essere di destra.Il pensiero liberale e' orientato a destra, tuttavia oggi e' buono anche per la sinistra.

A me non risulta, infatti, che i movimenti di destra siano liberali, ma hanno solo alcuni aspetti del liberismo.

Abbiamo appurato, quindi, che Travaglio NON è di destra.
Mi sembrava strano.Questo e' un falso sillogismo, non ho detto che tutta la destra e' liberale, ma che un liberale e' di destra (moderata), poi l'applicare alla lettera il liberismo economico si e' dimostrato deleterio, un mercato reale non si autoregola se non ha qualche vincolo.

dave4mame
30-03-2008, 01:19
Abbiamo appurato, quindi, che Travaglio NON è di destra.
Mi sembrava strano.

no, abbiamo appurato che non hai le idee ben chiare di cosa sia la destra :)

johannes
30-03-2008, 08:59
Anche tu residente in questa tetra Lombardia azzurro-verde? :doh:

sì, e ciellina, purtroppo:(

gourmet
30-03-2008, 09:34
A me non risulta, infatti, che i movimenti di destra siano liberali, ma hanno solo alcuni aspetti del liberismo.

Abbiamo appurato, quindi, che Travaglio NON è di destra.
Mi sembrava strano.

Ti sbagli: la destra storica, quella che governava l'Italia prima di Mussolini, quindi Giolitti ecc.. era una destra liberale e anche anticlericale. Magari ci fosse ancora :rolleyes:

Pino Zulpo
30-03-2008, 10:53
è il paese in se ad essere in una situazione "anomala", dove chi dice di essere liberale nei suoi anni di governo non ha liberalizzato un cazzo, ha anzi fortificato le lobby esistenti, mentre i "comunisti" (che ormai vede solo il nanetto come spauracchio per i suoi elettori) perlomeno ci hanno provato, mettendosi contro farmacisti, tassisti e le compagnie telefoniche (tutte difese dai cosiddetti "liberali" che infatti hanno messo nelle loro file colui che l'ha guidata, la protesta dei tassisti... come potete leggere qui (http://pdcolle.wordpress.com/2008/03/08/berlusconi-candida-il-capo-della-rivolta-dei-tassisti-a-roma-veltroni-scelta-che-non-riesco-a-capire/)...)

a me del PD non frega un cazzo perche di nuovo non c'ha proprio nulla, esattamente come il PDL (e qui (http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1699118) c'è un ottimo thread sui "distinti gentiluomini" che molti andranno a votare), ma sentir parlare certa gente che approfitta della memoria corta degli italiani mi fa girare gli zebedei.

il punto è che ormai molti fanno i "tifosi" e non c'è verso di farli ragionare, salvo poi, come è successo nel 2001 dopo qualche mese dell'elezione di berlusca, non trovare in giro piu nessuno che dicesse di averlo votato...
piu o meno quando fini la 2a guerra mondiale e non si trovava piu un fascista in giro... erano diventati tutti partigiani... :stordita:

mt_iceman
30-03-2008, 11:05
piu o meno quando fini la 2a guerra mondiale e non si trovava piu un fascista in giro... erano diventati tutti partigiani... :stordita:

ciò non ha impedito di far strage di innocenti

Pino Zulpo
30-03-2008, 11:14
infatti.
lasciando perdere il discorso sui partigiani che non voglio considerarli tutti dei "santi liberatori" visto che molti, approfittando della situazione di caos creatasi con la guerra, hanno fatto i loro porci comodi (i miei nonni mi raccontavano cose allucinanti quando avevano il ristorante, negli anni 40... molti di loro si comportavano quasi come i nazisti), è indubbio che siamo un popolo che ha nel DNA il fatto di salire prontamente sul carro del vincitore senza colpo ferire.

non voglio citare gli "ex-comunisti" passati dalla parte dello gnometto, sarebbe come sparare su un bimbo che caga con ancora la carta da culo in mano, ma è innegabile che gli italiani fanno gli splendidi appena un caprone alza la voce piu degli altri, salvo poi non capire del perche brucia loro il popò nel momento in cui il caprone in questione, nel loro deretano, infila un braccio.

^TiGeRShArK^
30-03-2008, 11:52
Ah, ecco, dice che voterebbe Einaudi o De Gasperi (anch'io li voterei, caspita), in quanto liberali, ma questo non significa essere di destra.

A me non risulta, infatti, che i movimenti di destra siano liberali, ma hanno solo alcuni aspetti del liberismo.

Abbiamo appurato, quindi, che Travaglio NON è di destra.
Mi sembrava strano.

Nella sua famosa intervista rilasciata a Daniele Luttazzi, nella trasmissione Satyricon, ha dichiarato di essere un liberale (precisamente "un allievo di Montanelli") che ha trovato "asilo" nell'area di sinistra (in Italia N.d.r.), ma che non si dichiara appartenente a quest'area politica.

Come se ancora ci fosse bisogno di ribadirlo.. :rolleyes:
a meno che non mi veniate a dire che anche montanelli era di sinistra :muro:

shinji_85
30-03-2008, 12:04
a meno che non mi veniate a dire che anche montanelli era di sinistra :muro:

Credo che in realtà più di qualcuno abbia etichettato Montanelli come "di sinistra" (o peggio) dopo la discesa in campo di B...

A parte 'ste questioni di lana caprina (liberale, comunista, anarchico, giudaico)...
Qual è la fonte del post in prima pagina? Lo chiedo perché vorrei linkare "l'originale" e non un thread di HWU... ;)

dobro
30-03-2008, 12:10
no Travaglio è un opportunista (e non c'è nulla di male ad esserlo). da signor nessuno, grazie a Berlusconi, ha raggiunto soldi e notorietà.

Con due righe sei riuscito a rappresentare il perfetto elettore berlusconiano ...

poca informazione, poca morale, interesse solo per i soldi
e' giusto che tu voti PDL

Pino Zulpo
30-03-2008, 12:15
basta informarsi SUL SERIO per vedere chi ha torto e chi ha ragione, ma evidentemente leggere Il Giornale, Libero, Panorama e tutta quella cartaccia rubata alla carta da culo (senz'altro piu utile anche se simile nei contenuti) serve come anestetico...:doh:

non perdere tempo con chi si tappa occhi e orecchie... lascialo cuocere nel suo brodo... se crede alla fatina è un problema suo...:rolleyes:

dobro
30-03-2008, 12:16
L'originale potete trovarlo qui

http://temi.repubblica.it/micromega-online/marco-travaglio-con-di-pietro-per-fare-i-guastafeste/

oppure anche sul blog di Dipietro


Bisognerebbe riuscire a diffonderlo a farlo girare via mail soprattutto agli indecisi e soprattutto FUORI DALLA RETE perchè non so se avete notato ma gli elettori in rete sono sicuramente i più informati ... il problema sono i tv dipendenti

GianoM
30-03-2008, 12:19
L'originale potete trovarlo qui

http://temi.repubblica.it/micromega-online/marco-travaglio-con-di-pietro-per-fare-i-guastafeste/

oppure anche sul blog di Dipietro


Bisognerebbe riuscire a diffonderlo a farlo girare via mail soprattutto agli indecisi e soprattutto FUORI DALLA RETE perchè non so se avete notato ma gli elettori in rete sono sicuramente i più informati ... il problema sono i tv dipendenti
Magari ne parlerà ad Anno Zero. Sperem.

Pino Zulpo
30-03-2008, 12:20
purtroppo a leggere certi messaggi non so quanto siano informati veramente i lettori in rete... :D

bluelake
30-03-2008, 12:28
qualunque vera destra non può che essere avversaria di Berlusconi.
e qualunque signature in regola ha l'immagine più piccola della tua :mbe:

dobro
30-03-2008, 12:29
Bisognerebbe raggiungere quel 30% di indecisi che non vuole votare perchè stufo ...

Il discorso di Marco è molto lucido e persuasivo ... :read:

Soprattutto sarebbe importante mandare gente onesta pulita e in buona fede (come i capilista di Dipietro) perchè se ne esce un governo di coalizione sarà assolutamente necessario avere dentro il palazzo qualcuno per davvero dei "nostri" (intendo popolo italiano) che rompa le scatole alla casta ed eviti giochini squallidi ;)

Fabryce
30-03-2008, 12:29
Qui qualcuno confonde un pò di cose..

Il liberalismo è storicamente di destra

B. non è nè di destra nè liberale..

Pino Zulpo
30-03-2008, 12:31
Bisognerebbe raggiungere quel 30% di indecisi che non vuole votare perchè stufo ...

Il discorso di Marco è molto lucido e persuasivo ... :read:

Soprattutto sarebbe importante mandare gente onesta pulita e in buona fede (come i capilista di Dipietro) perchè se ne esce un governo di coalizione sarà assolutamente necessario avere dentro il palazzo qualcuno per davvero dei "nostri" (intendo popolo italiano) che rompa le scatole alla casta ed eviti giochini squallidi ;)

concordo su tutto, purtroppo l'unica speranza "istituzionale" è proprio quella di pompare tonino in modo che possa avere piu voce in capitolo in quella gabbia di serpi e rompere il cazzo quando serve (cioè quasi sempre)

altrimenti tanto vale prendere un piede di porco, fare com in Half Life 2 e tanti saluti al cazzo

dasdsasderterowaa
30-03-2008, 12:40
no, abbiamo appurato che non hai le idee ben chiare di cosa sia la destra :)

Può darsi, ma magari esistono più concetti di "destra", tant'è che alcuni utenti hanno citato la destra giolittiana che mi sembra assai remota rispetto ai nostri giorni.

Dire "Travaglio è di destra", lui che è un personaggio dei nostri giorni, non credo sia molto opportuno, perché la destra di oggi non è quella giolittiana.

Semmai, si potrebbe dire "Travaglio è un liberale", questo sì, ma il liberismo è oggi abbracciato anche da alcuni movimenti di centrosinistra. Anzi, secondo me sono anche più liberali di alcune formazioni di centrodestra.

dasdsasderterowaa
30-03-2008, 12:46
Come se ancora ci fosse bisogno di ribadirlo.. :rolleyes:
a meno che non mi veniate a dire che anche montanelli era di sinistra :muro:

No, era un liberale, ma non puoi dire che era di destra, perché la destra di oggi, così come quella degli anni '50/'60/'70 e anni successivi non era certo un movimento liberale.

La destra di quegli anni e quella di oggi è detta "destra sociale", non "destra liberale", che in Italia non c'è nemmeno.

shinji_85
30-03-2008, 12:46
concordo su tutto, purtroppo l'unica speranza "istituzionale" è proprio quella di pompare tonino in modo che possa avere piu voce in capitolo in quella gabbia di serpi e rompere il cazzo quando serve (cioè quasi sempre)

altrimenti tanto vale prendere un piede di porco, fare com in Half Life 2 e tanti saluti al cazzo

Finisce bene "Half Life 2"?!?
Però non è significativo... Non è ambientato in Italia e non ci sono Italiani... :D

Son curioso di vedere quanti voti "sposterà" Travaglio... Che risultati otterrà l'Idv in queste elezioni...
Anche se il mio pessimismo mi porta a pensare che non sarà per niente decisivo... :(

^TiGeRShArK^
30-03-2008, 12:49
No, era un liberale, ma non puoi dire che era di destra, perché la destra di oggi, così come quella degli anni '50/'60/'70 e anni successivi non era certo un movimento liberale.

La destra di quegli anni e quella di oggi è detta "destra sociale", non "destra liberale", che in Italia non c'è nemmeno.
quindi solo perchè in italia non c'è Montanelli e Travaglio sarebbero comunisti? :mbe:
annamo bene... :doh:

bluelake
30-03-2008, 12:52
a meno che non mi veniate a dire che anche montanelli era di sinistra :muro:
il primo che da di comunista a Montanelli si becca una denuncia per diffamazione, il caro vecchio Indro risorge apposta per andare dall'avvocato... :D

shinji_85
30-03-2008, 12:54
quindi solo perchè in italia non c'è Montanelli e Travaglio sarebbero comunisti? :mbe:
annamo bene... :doh:

Ha scritto solo che non è di "Destra"... :D

Troppe definizioni...
Per me il discorso che si fa su Travaglio è quello che fanno molti Italiani: SE il Centro-Destra in Italia fosse differente, avrebbe il MIO (suo) voto...
E nel "differente" ci entra per forza la storia del più grande imprenditore nel settore delle "comunicazioni" che ha avuto questo Paese... ;)

seb87
30-03-2008, 12:58
travaglio si definisce liberal-montanelliano...ormai nemmeno lui dice più di essere di destra...perchè la destra vera nn esiste più :)

dasdsasderterowaa
30-03-2008, 13:00
quindi solo perchè in italia non c'è Montanelli e Travaglio sarebbero comunisti? :mbe:
annamo bene... :doh:

Ho detto per caso che sono comunisti? a me non pare.
Secondo me, però, sono più vicini al CSX attuale che al CDX.
Non capisco cosa c'entri dire "sono di destra" se la destra di oggi è profondamente diversa dalla loro ideologia.

^TiGeRShArK^
30-03-2008, 13:00
travaglio si definisce liberal-montanelliano...ormai nemmeno lui dice più di essere di destra...perchè la destra vera nn esiste più :)
in italia.

^TiGeRShArK^
30-03-2008, 13:02
Ho detto per caso che sono comunisti? a me non pare.
Secondo me, però, sono più vicini al CSX attuale che al CDX.
Non capisco cosa c'entri dire "sono di destra" se la destra di oggi è profondamente diversa dalla loro ideologia.

in italia potresti anche avere ragione.
Ma, sai com'è, se uno è di destra in un paese non è che per magia in un altro paese non lo è +.
Travaglio e Montanelli sono di destra.
Una destra che in italia non esiste, ma pur sempre una destra.

Pino Zulpo
30-03-2008, 13:03
Finisce bene "Half Life 2"?!?
Però non è significativo... Non è ambientato in Italia e non ci sono Italiani... :D

Son curioso di vedere quanti voti "sposterà" Travaglio... Che risultati otterrà l'Idv in queste elezioni...
Anche se il mio pessimismo mi porta a pensare che non sarà per niente decisivo... :(

no, ma mi sa che tra un po metteranno pure gli schermi alla "Mr Breen" con lo gnometto che dirà "va tutto bene voi non avete visto un cazzo!" e con scene tipo mars attacks con gli alieni che sparano e arronzano e contemporaneamente dicendo "siamo venuti in pace!"... ;)

dasdsasderterowaa
30-03-2008, 13:11
in italia potresti anche avere ragione.
Ma, sai com'è, se uno è di destra in un paese non è che per magia in un altro paese non lo è +.
Travaglio e Montanelli sono di destra.
Una destra che in italia non esiste, ma pur sempre una destra.

In Italia? eh? ovvio, siamo in Italia e loro sono italiani.
E poi è sbagliato dire "destra" o "sinistra", perché la definizione di queste cambia da paese a paese.

Un esempio: Blair in Inghilterra non era certo di destra, ma qui lo sarebbe.
Anche in Francia Blair sarebbe di destra.

Infine, Travaglio e Montanelli in Inghilterra sarebbero di centrosinistra, come Blair.

^TiGeRShArK^
30-03-2008, 13:16
vabbè...mi arrendo.
Quindi non sarebbero di destra...:rolleyes:
mi sa che c'è qualcuno che si sta rivoltando nella tomba in questo preciso istante...:doh:

seb87
30-03-2008, 13:18
in italia.

beh...di cosa stiamo parlando..ovvio che parlavo dell'italia :D

dave4mame
30-03-2008, 14:05
Può darsi, ma magari esistono più concetti di "destra", tant'è che alcuni utenti hanno citato la destra giolittiana che mi sembra assai remota rispetto ai nostri giorni.

Dire "Travaglio è di destra", lui che è un personaggio dei nostri giorni, non credo sia molto opportuno, perché la destra di oggi non è quella giolittiana.

Semmai, si potrebbe dire "Travaglio è un liberale", questo sì, ma il liberismo è oggi abbracciato anche da alcuni movimenti di centrosinistra. Anzi, secondo me sono anche più liberali di alcune formazioni di centrodestra.

diciamo piuttosto che non è "destra" chi - ad oggi - si autoproclama tale...

GianoM
06-04-2008, 12:44
UP. Magari qualcuno s'è perso il tutto.

gretas
06-04-2008, 13:35
ma che dici, lo sanno tutti (tranne noi) che travaglio è di destra :)





E infatti,sei poco informato.


Marco Travaglio e' di destra,una destra liberale e legalitaria.

Una destra non presente attualmente in Italia.







Marco Travaglio ad Affari: "Sono un antiberlusconiano di destra"






Parliamo un pò di tv. Non crede che la crescita di Sky e delle altre tv satellitari, il digitale terrestre, la diffusione della tv via internet finiranno per indebolire di molto il duopolio Rai-Mediaset, aumentando il pluralismo?
"Forse questo sarà vero tra venti anni. Non credo prima. Il satellite non ha ancora un pubblico sufficientemente vasto e fino ad ora non ho visto esempi di informazione scomoda sulle reti di Murdoch. Quanto al Dtt sarà in grado di sfruttarne le potenzialità chi oggi ha i mezzi per sperimentare, ossia Rai e Mediaset".

Ma non c’è niente che salva in Rai e in Mediaset?
"C’è stata una fase, negli anni ’80, in cui le reti Fininvest hanno contribuito a rinnovare la tv. La Rai era ancora ingessata e paludata, mentre Fininvest trasformava il linguaggio del varietà, avvicinava la tv agli strati popolari, portava sugli schermi il sesso. L’innovazione è terminata quando il modello Fininvest è diventato unico e totalizzante, anche in Rai".

Che futuro auspica per la Rai?
"Credo che si debbano svincolare le nomine dalla politica. Penso a nomine di durata decennale, fatte da un’autorità indipendente dai partiti e con una cadenza temporale diversa da quella delle elezioni politiche. Le scelte in Rai devono essere fatte da artisti, registi, produttori e uomini di cultura".

E' contrario a privatizzare la Rai?
"Oggi sì. Anche perché la Rai è già controllata da organizzazioni private come i partiti. Solo dopo aver approvato una legge che impedisca a qualunque soggetto privato di controllare più di una rete generalista e dopo aver stabilito che chi è proprietario di tv non può fare politica, si potrà ridurre la Rai a due reti, una finanziata dal canone e l’altra dalla pubblicità".

Nel suo ultimo libro “Intoccabili” parla di mafia. Secondo lei negli ultimi anni la criminalità organizzata è cambiata, ha maturato strategie nuove?
"C’è stato un salto di qualità. Se prima la mafia cercava un’alleanza con il potere, oggi la mafia si è fatta potere e siede in Parlamento".



(Affari Italiani 13.06.2005)

gretas
06-04-2008, 13:49
Il paradosso Montanelli



Questo articolo è tratto dal numero 84 (luglio-agosto 2004) di Reset

Che una certa destra sia finita a votare a sinistra è una delle anomalie dell'Italia degli ultimi dieci anni. Ma perché la destra di governo non rivendica l'esperienza di Indro Montanelli, uno dei più importanti simboli dell'anticomunismo e del conservatorismo italiano del dopoguerra? Lo abbiamo chiesto a Marco Travaglio, che al suo maestro di giornalismo ha dedicato l'ultimo libro, Montanelli e il Cavaliere. Storia di un grande e di un piccolo uomo (Garzanti, 2004, euro 14,50).



Quella tra Montanelli e Berlusconi, lei ha scritto, è stata la storia di "un divorzio senza matrimonio". Che vuol dire?

Che Montanelli non ha mai "sposato" Berlusconi. C'è stato un matrimonio di interessi reciproci: il primo aveva bisogno di un editore solido e il secondo di un fiore all'occhiello, di un biglietto da visita per il salotto buono, perché in quel momento era un palazzinaro poco addentro alla Milano che conta. Ma si è capito subito che il Cavaliere era in difficoltà non appena ha manifestato, volente o nolente, interessi politici. Nell'83, Craxi era Presidente del Consiglio, e nelle telefonate che sono state intercettate si lamentava con Berlusconi, perché il suo giornale lo attaccava. Craxi gli diceva: "questo Montanelli è una 'merdolina', mi fa la guerra, c'è solo l'Unità che è peggio". Berlusconi, che era in difficoltà perché aveva fatto un patto di non interferenza, ha tentato di bypassare Montanelli chiamando il condirettore, utilizzando la redazione romana per cercare di neutralizzare o attutire i pezzi fortemente anticraxiani del direttore. Le sue interferenze politiche sono state stoppate finché è stato possibile, finché non ha preteso che il suo giornale diventasse un giornale di partito. In realtà non c'è mai stato un matrimonio vero, perché i due sono troppo diversi.

Il periodo abbastanza lungo che va dalla fondazione del "Giornale" nel '74 fino a buona parte degli anni '80 non fu conflittuale. Berlusconi e Confalonieri parlavano di Montanelli con il rispetto che si deve al monumento di un vecchio tipo di giornalismo, che a loro non piaceva più tanto. La cosa che incuriosisce è che uno come lei, che arriva nell'87 al "Giornale", trova un vecchio quotidiano, dalla logica un po' ammuffita anche nella grafica. Ma lei lì era a suo agio?

Ero un ragazzino di 23 anni, innamorato degli articoli di Montanelli. Decisi che dovevo fare il giornalista quando cominciai a leggerli, più o meno a 12-13 anni. Ero affascinato dal suo modo di scrivere più che dalle sue idee, che in quel momento non ero neanche in grado di capire. Io d'altronde sono sempre stato abbastanza conservatore, finché c'erano i comunisti ero anticomunista. Quindi mi trovavo a mio agio. È ovvio che i berluscones, abituati alle televisioni culi-e-tette, ai giornali- panino-di pubblicità, ai sorrisi-e-canzoni, soffrissero quel tipo di quotidiano che non attirava pubblicità, era antipatizzante, non piacione come tutto il resto dei loro prodotti editoriali. Pensavano di infilarci dentro promozioni e oggettistica varia. Montanelli, invece, si opponeva fieramente, e nel farlo ci si divertiva anche.

Come mai un vero conservatore come Montanelli, il giornalista campione dell'anticomunismo, di una visione atlantica del mondo, della cultura della conventio ad excludendum contro i comunisti, non è stato e non viene oggi rivendicato dalla destra?

Perché Montanelli era tutte le cose che avete detto, ma da posizioni liberaldemocratiche. Dal '37 è antifascista, riceve la condanna a morte. Non frequenta i circoli golpisti e reazionari degli anni '60 e '70. Non lo trovi nella P2, sebbene ci sia il suo editore. Non frequenta il famoso convegno del 1965 dell'Istituto Pollio, dove quasi si stabiliscono le strategie della tensione. Appoggia la 'maggioranza silenziosa' di Massimo De Carolis, e poi lancia l'idea dei cento nomi (tra cui ci sono anche Scalfaro, Mario Segni e Bartolo Ciccardini): fa un po' da levatrice di una parte non catto-progressista della Dc, contraria al compromesso storico.

Montanelli è molto meno a destra dei suoi lettori. Certo, nell'ambito della sua collocazione nella guerra fredda, a volte prende anche lui delle cantonate, come con De Carolis, o sulla mafia. O anche sul Vajont. A me però quello che ha affascinato è che quando finisce la guerra fredda e nel 1989 cade il nemico, Montanelli smette completamente l'anticomunismo. Oggi tutti i montanelliani rimasti ne "Il Giornale", o comunque in quell'area, dicono ancora le stesse cose che dicevano trent'anni fa, come se il muro non fosse caduto. Lui invece a ottant'anni puliti dice "non sparo sui morti", "quando i comunisti erano vivi non c'era nessuno qua intorno, adesso arrivano gli anticomunisti senza comunismo".

È impressionante la sua freschezza mentale nell'abbandonare completamente quei panni e nell'occuparsi di cose attuali, come i nuovi pericoli che arrivavano per la democrazia italiana e che erano dovuti proprio all'affarismo berlusconiano e all'azienda che si faceva Stato. È per questo che la destra di oggi non lo rivendica.

Montanelli era un conservatore.

Sì, certamente. Si ricollegava al Risorgimento, ai liberali, a De Gasperi, ma dirà di non esser mai stato un reazionario, uno che apprezzava che si sparasse sulla folla, uno contrario alle riforme sociali. Il suo ideale è Giolitti, non Salandra, sebbene avesse molti salandrini a "Il Giornale" e moltissimi tra i lettori. Ecco perché dico che è sempre stato più a sinistra dei suoi lettori: quando è andato a "La Voce" tutti quelli che erano alla sua destra non l'hanno seguito, ed erano la maggioranza.

Staglieno, nel suo volume Montanelli, novant'anni controcorrente (Mondadori), ha riconosciuto però che il "Corriere della Sera" che faceva Spadolini (e con il quale Montanelli si trovava bene) era terribilmente conservatore, distante in maniera astrale dai giovani. Quando arriva Ottone è una liberazione, inizia una storia diversa, perché da lì nascerà "la Repubblica" e per "Il Giornale" stesso ci sarà un processo evolutivo, liberatorio per l'opinione pubblica italiana. Questo lo pensa anche lei?

Sì, quel "Corriere" era un giornale insopportabile, però Montanelli non ha mai scritto un editoriale politico prima della nascita de "Il Giornale". Il problema non era che non poteva attaccare i comunisti sul "Corriere" da quando c'era Ottone, ma che quel "Corriere" stava diventando un'altra cosa, in cui i vari Montanelli e Bettiza non erano più centrali (poi anche lì pesò molto il fattore umano e caratteriale, perché Ottone era il simbolo della borghesia chic che lui detestava). Di fatto Spadolini non gli piaceva tanto per il giornale che faceva, quanto perché gli lasciava fare tutto quello che voleva: lì era la firma numero uno, il grande inviato, e poteva fare campagne come quella contro Gronchi o contro le malversazioni.

Montanelli non era il trombone del giornale trombonesco, anzi era l'aspetto imprevedibile e la parte più brillante del giornale trombonesco. Poi avvertì che stava cambiando qualcosa nei suoi confronti, che veniva considerato il "fascista" (in quel momento il liberalconservatore e il fascista erano la stessa cosa). E c'è l'aspetto sgradevole di Ottone, che va a dirgli "non c'è più spazio per te nel Corriere". Quello era il periodo in cui sul resto della stampa italiana Calabresi era un "fascista" e "il commissario finestra", in cui i grandi intellettuali (anche persone stimabilissime) si fanno prendere dall'ubriacatura e firmano quegli infami appelli contro Calabresi "torturatore".

Sulle Br solo Montanelli e Pansa, tra i grandi giornalisti, dicevano "guardate che sono Br davvero, non sono tutti fascisti travestiti". Ancora una volta contava molto il suo spirito di "Bastian contrario": Montanelli diceva di non capire niente di politica, ma detestava il correre verso il carro di quelli che sembravano essere i vincitori (che poi per la verità non hanno mai vinto). Mentre negli altri che lasciavano il "Corriere" c'era molta ideologia, Montanelli ha sempre portato avanti la sua etica e la sua estetica personale, molto più che la politica.


Gian Antonio Stella, sul "Corriere della Sera", ha parlato molto bene del suo libro. Però non si trova affatto d'accordo con lei, quando scrive che, se fosse vivo, oggi Montanelli non scriverebbe su questo "Corriere terzista". Che cosa replica?

Resto della mia idea. È ovvio che Montanelli, essendo tornato al "Corriere" nel '95, oggi ci scriverebbe. Il problema è diverso. Se "La Voce" chiudesse oggi, il "Corriere" si riprenderebbe Montanelli? E gli darebbe lo spazio che gli diede nel '95? Oggi non si legge più quello che si scriveva sul "Corriere" nel '95, la durezza estrema con cui Montanelli combatteva Berlusconi anche durante l'ultima campagna elettorale, tutti i giorni sulla pagina delle lettere, prendendo a sberle lui e i lettori berlusconiani. Montanelli parlava di "regime" non nel 2001, ma nel '94.

Anche su un giornale libero come il "Corriere" si fanno delle critiche, ma senza usare toni così forti. C'è una tendenza a edulcorare, al terzismo, che esce dal "Corriere" e che arriva anche in molta stampa vicina al centrosinistra. La nostra categoria non si è distinta in battaglie in difesa di Biagi e di tutti gli altri. Io sono convinto che Montanelli avrebbe oggi dei problemi ad avere lo spazio che aveva soltanto due anni fa, e non perché penso che il "Corriere" sia il giornale "di Berlusconi", ma perché è passata questa linea che non sei riformista se dici certe cose, che sei massimalista, demonizzatore, ossessionato.


Un montanelliano in Italia è destinato a votare a sinistra finché c'è Berlusconi, o magari anche dopo?

Finché c'è Berlusconi è sicuro. Dopo bisognerà vedere che cosa c'è, perché credo che Montanelli avesse ragione quando diceva: "Io ce l'ho con questi qua molto più di quanto ce l'abbia uno di sinistra, perché in Italia dopo il passaggio di Berlusconi in politica per cinquant'anni bisognerà lavarsi la bocca ogni volta che si parla di destra".


E con due destre importanti dell'Occidente di oggi, come quella francese di Chirac e Sarkozy e quella americana di Bush, come si troverebbe?

Credo che gli piacerebbe molto la destra di De Villepin, una destra elegante, colta, non ideologica, ma in qualche modo etica. Nel libro troverete le cose durissime che Montanelli ha detto a proposito dei primi passi di Bush junior alla Presidenza americana: lui che ha sempre sostenuto i Repubblicani disse che se avesse potuto avrebbe votato Al Gore. C'è una liberazione totale dopo il crollo del muro di Berlino, c'è il crollo di tutti i vecchi punti di riferimento, per cui Montanelli diventa non di sinistra, ma imprevedibile. Anche in persone che stanno dall'altra parte vede incarnare i suoi ideali di politica moderata, senza fughe in avanti, riformatrice. Da quella destra lì è veramente l'unico che ha il coraggio di staccarsi subito. Poi arriveranno i Sartori, i Dini, ma all'inizio è veramente lui e basta, tanto che viene molto comodo dire che è "rincoglionito", che ha ceduto alla sindrome di Stoccolma o che è diventato comunista.


E la sua posizione nella guerra fredda?

Negli anni Settanta incontra in segreto Enrico Berlinguer, perché secondo la sua etica gli sembra una persona da conoscere. Anche il suo rapporto con Fortebraccio è un indizio del fatto che Montanelli stava sì in uno dei due schieramenti, ma ci stava già a modo suo, anche se spesso non traspariva dal giornale che faceva, che a volte sembrava scritto per colonnelli in pensione. Ma Montanelli ha svolto anche un compito, ha tenuto ferma una destra che avrebbe potuto dilagare in tutti quei movimenti golpistici che serpeggiavano negli anni Settanta. Per esempio non ha mai votato Msi, mai ha avuto alcun tipo di rapporto con Almirante, mentre molti dei suoi lettori erano proprio fascisti.


Quando va in Ungheria e fa quei bellissimi reportage rompe il suo rapporto con Longanesi, perché non racconta la storia che vogliono sentirsi raccontare gli anticomunisti italiani, cioè che si trattava di una rivolta liberaldemocratica contro il comunismo. Spiega che la rivolta d'Ungheria è tutta interna, che gli ungheresi non vogliono gli americani, ma un comunismo diverso. Tutto questo dimostra il suo modo personalizzato, originale, di stare nella guerra fredda.

Montanelli era un uomo dall'orgoglio fortissimo, al punto che forse si può dire sia stato più spesso ispirato dal temperamento che dal ragionamento freddo. Era uno che la giurava, come altri la giuravano a lui.

Montanelli non è mai stato mosso da rancore, piuttosto da orgoglio, da puntiglio personale. Nelle sue battaglie si sente tutto l'aspetto umano e antropologico, che secondo me per lui conta molto più che non l'aspetto politico: c'è anche il lato estetico, il lato caratteriale del Bastian contrario che vede tutti andare a sinistra e quindi rimane orgogliosamente a destra. Ma non era rancoroso, era orgoglioso.

Una somiglianza da maestro ad allievo: si può parlare di Montanelli come di un suo maestro?

Sì, certamente. Lui mi diceva "datti una calmata". Ma aggiungeva "perché sennò quelli ti segano le gambe", non perché non fosse giusto. Io non so se il mio essere sia più mosso da orgoglio o da spirito "rompicoglioni". Da questo punto di vista lui era più "sereno". Non ha fatto "La Voce" per rancori personali, ma perché credeva giusto fare un nuovo giornale, così come pensava fosse giusto fare il vero "Corriere", e così come nel '94 riteneva giusto fare il vero "Giornale", cioè evitare che si potesse dire che la destra era Berlusconi, far vedere che ci può essere anche una destra liberaldemocratica, che prende il conflitto d'interessi come punto di non-ritorno, come cosa massimamente inaccettabile per una democrazia.

Che non fosse rancoroso lo dimostra inoltre il fatto che quando Berlusconi crolla la prima volta, Montanelli smette di sparargli addosso. Poi, quando nel 2000, dai primi sondaggi si capisce che Berlusconi sta ritornando alla grande, allora ricomincia ad attaccarlo, mai con rancore, ma perché si rende conto del pericolo che sta emergendo. È sempre stata una cosa abbastanza ragionata, ancora una volta partendo dall'aspetto umano, perché lui conosceva Berlusconi e conosceva gli italiani, ed era più preoccupato degli italiani che non di Berlusconi, perché vedeva che c'era una certa Italia che sembrava fatta apposta per Berlusconi.

Montanelli cita la frase di Mussolini: "Come si fa a non diventare dittatori in un paese di servi?". Sa che c'è un'Italia pronta a inginocchiarsi per i tipi da balcone. Gli italiani da balcone lo preoccupavano molto più di Berlusconi al balcone.



Daniele Castellani Perelli

Dream_River
06-04-2008, 14:44
Per quanto stimi Travaglio, lei a idee ben diverse dalle mie, per ciò penso che lui faccia bene a votare IDV ma per quanto mi riguarda, il massimo partito che mi rappresenta è SA

dantes76
09-04-2008, 20:45
sempre attento a tutto quello che passa, il marco

loncs
09-04-2008, 23:46
Alla camera potrei votare IDV ... ma al Senato? IDV e PD sono sempre distinti?
Altrimenti chi si vota?

FabioGreggio
10-04-2008, 09:57
Può darsi, ma magari esistono più concetti di "destra", tant'è che alcuni utenti hanno citato la destra giolittiana che mi sembra assai remota rispetto ai nostri giorni.

Dire "Travaglio è di destra", lui che è un personaggio dei nostri giorni, non credo sia molto opportuno, perché la destra di oggi non è quella giolittiana.

Semmai, si potrebbe dire "Travaglio è un liberale", questo sì, ma il liberismo è oggi abbracciato anche da alcuni movimenti di centrosinistra. Anzi, secondo me sono anche più liberali di alcune formazioni di centrodestra.

Non capisco perchè a volte ti ostini anche difronte all'evidenza dei fatti.
Marco Travaglio ha più volte dichiarato di essere della destra liberale.

Ora portare avanti la tesi che si però in confronto alla destra della Moldavia o del New Jersey potrebbe essere di sinistra, mi sembra una cosa comica.

fg

Locurtola
10-04-2008, 10:20
anche io sono stato tentato dall'astensionismo, ma poi non sopporterei l'idea di non aver fatto nulla per ostacolare il sommo farabutto

sono d'accordo con Travaglio

*

dasdsasderterowaa
10-04-2008, 10:33
Non capisco perchè a volte ti ostini anche difronte all'evidenza dei fatti.
Marco Travaglio ha più volte dichiarato di essere della destra liberale.

Ora portare avanti la tesi che si però in confronto alla destra della Moldavia o del New Jersey potrebbe essere di sinistra, mi sembra una cosa comica.

fg

Perché la destra "liberale" a cui si riferisce Travaglio è più simile al centrosinistra del PD o anche di Italia dei Valori che alla destra nostrana, per un'anomalia italiana, ovviamente.

Quindi, dire in Italia che Travaglio è di destra (destra o sinistra non sono ideologie politiche) è sbagliato, perché la destra italiana (cioè quella sociale) è tutta un'altra cosa.

rip82
10-04-2008, 11:18
Perché la destra "liberale" a cui si riferisce Travaglio è più simile al centrosinistra del PD o anche di Italia dei Valori che alla destra nostrana, per un'anomalia italiana, ovviamente.

Quindi, dire in Italia che Travaglio è di destra (destra o sinistra non sono ideologie politiche) è sbagliato, perché la destra italiana (cioè quella sociale) è tutta un'altra cosa.

E qui torna attuale una frase di Indro Montanelli: Questa non è la destra, questo è il manganello. Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello. (17 marzo 2001)

Mirabilis
10-04-2008, 11:24
Con due righe sei riuscito a rappresentare il perfetto elettore berlusconiano ...

poca informazione, poca morale, interesse solo per i soldi
e' giusto che tu voti PDL

Parla per te..o per lui.

korry78
10-04-2008, 11:50
Non capisco cosa cambia se Travaglio è di destra o di sinistra.
E' così difficile leggere delle dichiarazioni senza doverle obbligatoriamente etichettare e schierare?
Le buone idee e la buona politica possono stare da entrambe le parti. Almirante e Berlinguer vi dicono nulla?
Politica d'altri tempi, distante anni luce dalla politica attuale e dal berlusconismo...
Non so ancora chi voterò (anche se so per certo chi NON voterò!), in ogni caso mi trovo d'accordo con le ragioni di Travaglio.

GT82
10-04-2008, 12:27
Grandissimo travaglio, sottoscrivo in pieno

atinvidia284
10-04-2008, 15:35
Essendo lui una persona che vota NON il meno peggio ma colui in cui crede ed è il più vicino al suo pensiero(d'accordissimo),ed avendo votato anche in passato l'Italia dei Valori,Travaglio in consoderazione della nostra classe politica è di centrosonistra.
Poi che ci sia gente che continua a dire che di Pietro non sa parlare (tanto ha fatto Silvio che continuando ad offenderlo ed a mettere in dubbio la sua laurea,ha resso comune questa cosa,soprattutto tra coloro che odiano Antonio) senza neanche dare uno sguardo al suo blog ed al programma,non c'è molto da fare...
Osservate Belusca quando attacca di Pietro o quando lo fanni i suoi cagnolini,ci credono davvero,veramente lo odiano,lo schifano perchè gli fa paura.
Il mio sogno è vedere di Pietro ministro della giustizia,probabilmente al nano gli verrebbe un infarto:D
Guardatevi qualche video simpatico a riguardo.

Di Pietro infuriato, su De Magistris, a Porta a Porta (http://www.youtube.com/watch?v=wcYhan6zdDA)
Beppe Grillo, Di Pietro e la battuta su Mastella (http://www.youtube.com/watch?v=QFSR1PSHGJI)
Antonio Di Pietro vs Sandro Bondi (Bugiardo!!!) -Ballarò- (http://www.youtube.com/watch?v=M2SRM7JOREs)

Per chi non segue il blog di Antonio,già dal 2007 di Pietro si è tecnologicamente evoluto,ha infatti uno "spazio" (un'siola) su Second Life,cosa molto divertente:D
Videdo su youtube (http://www.youtube.com/watch?v=RrRvPsWOCmI&feature=related)

GianoM
10-04-2008, 15:42
Antonio Di Pietro vs Sandro Bondi (Bugiardo!!!) -Ballarò- (http://www.youtube.com/watch?v=M2SRM7JOREs)
Ma dov'era finito questo video? Perchè lo avevano cancellato? :cry:

FabioGreggio
10-04-2008, 15:55
Ma dov'era finito questo video? Perchè lo avevano cancellato? :cry:

Infatti non gira.
Mano pesante su YouTube da parte del nano...non è il primo video o commento che cancellano.

fg

GianoM
10-04-2008, 16:44
Infatti non gira.
Mano pesante su YouTube da parte del nano...non è il primo video o commento che cancellano.

fg
Come non gira? :mbe:

Comunque non si possono cancellare video altrui, credo. Si possono solamente segnalare come offensivi, violenti, che vìolano copyright, etc...

Per i commenti non so come funziona, un qualsiasi utente li può segnare come spam. Quello che ha uppato il video può disabilitarli, cancellarli non so.

atinvidia284
10-04-2008, 17:02
E' necessario ricaricare la pagina quando si blocca l'avvio automatico.
Cmq era quello che cercavo di dire QUI (http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1719276):( riguardo la censura