eraser
31-08-2007, 14:08
Tratto da Ansa:
IN FRANCIA 40% ALLIEVI NON SA LEGGERE, SCRIVERE E CONTARE
PARIGI - Erano già stati lanciati segnali d'allarme. Prima per il metodo di insegnamento considerato inadatto, poi per l'apprendimento delle tabelline. Le circolari sul livello, giudicato critico, della scuola francese, si sono andate moltiplicando negli ultimi tempi. Ora arriva un rapporto che conferma lo stato di crisi dell'istruzione in Francia: ogni anno, il 40% degli allievi, ovvero 300 mila giovani circa, escono dalla scuola primaria senza le nozioni di base, cioé leggere, scrivere e far di conto.
Lo studio portato avanti dall' Alto Consiglio dell'educazione - un organismo composto da nove consiglieri nominati tra l'altro dalla presidenza della Repubblica - è un vero colpo al cuore per la Francia ed in particolare per quel mito della scuola materna, fiore all'occhiello della Republique. Il bilancio giudicato "severo" fa crollare dunque anche l'idea diffusa che tutti i mali della scuola francese e le sue insufficienze si formino al 'college',a la scuola media inferiore (11-15 anni). Niente di tutto ciò, bisogna andare ancora più indietro.
Il testo, consegnato oggi al presidente Nicolas Sarkozy, è allarmante: 300 mila allievi che escono dalle primarie (6-11 anni) presentano "gravi lacune"; tra questi, 200 mila sono quelli che hanno conoscenze "fragili e insufficienti" per le nozioni fondamentali, leggere, scrivere e fare calcoli; 100 mila sono quelli che "non padroneggiano le competenze di base". Soluzioni? Non sono fornite, ma la miccia è accesa e rilancerà senza dubbio quelle polemiche che erano già scoppiate negli ultimi mesi in seguito ad una serie di altri rapporti, in particolare riguardo all'introduzione del metodo sillabico - in opposizione a quello globale - per insegnare ai bambini a leggere e scrivere correttamente. C'era stata poi l'introduzione - anche questa voluta dal ministero dell'educazione - del quarto d'ora di tabelline obbligatorio per rafforzare il calcolo mentale. E in seguito anche l'invenzione delle 'lezioni di vocabolario' per arricchire il linguaggio dei bambini. Se non propone soluzioni, lo studio lancia qualche chiave di lettura del fallimento della scuola francese.
Dito puntato innanzi tutto contro gli insegnanti delle materne che non avrebbero una "formazione specifica". Sta di fatto che la scuola "non riesce a compensare" - si legge nel testo - la "disparità sociale" che esiste al di fuori dei banchi di scuola. I bambini che "dispongono di un ambiente favorevole a casa" saranno più bravi. L'affermazione suona come una sentenza per i bambini che non hanno la stessa fortuna. La scuola infatti "si rassegna" di fronte agli allievi che accumulano lacune su lacune, "incapace di instaurare un sostegno efficace". Per Le Parisien questo rapporto è "un buon motivo" per Sarkozy di lanciare una vera riforma della scuola.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/approfondimenti/visualizza_new.html_122454379.html
Al momento, purtroppo non ho tempo di commentare oltre perché sono di fretta. Non mancherò di commentare nelle prossime ore, appena mi libero di alcuni impegni.
La situazione dipinta in Francia è, almeno secondo me, grave. La cosa ancora più grave, purtroppo, è che temo personalmente qui in Italia si stia seguendo la stessa scia - vedi genitori che rimproverano insegnanti perché quest'ultimi sequestrano ai bambini le carte di yughi-oh (o come diavolo se scrive) usate dai bambini per giocare durante le lezioni e pretendono che siano restituite immediatamente perché non si devono permettere.
L'argomento è stato trattato più volte, ma il quadro esposto ora riguardante una delle maggiori potenze europee lascia preoccupare.
Noi, invece, dove stiamo andando?
IN FRANCIA 40% ALLIEVI NON SA LEGGERE, SCRIVERE E CONTARE
PARIGI - Erano già stati lanciati segnali d'allarme. Prima per il metodo di insegnamento considerato inadatto, poi per l'apprendimento delle tabelline. Le circolari sul livello, giudicato critico, della scuola francese, si sono andate moltiplicando negli ultimi tempi. Ora arriva un rapporto che conferma lo stato di crisi dell'istruzione in Francia: ogni anno, il 40% degli allievi, ovvero 300 mila giovani circa, escono dalla scuola primaria senza le nozioni di base, cioé leggere, scrivere e far di conto.
Lo studio portato avanti dall' Alto Consiglio dell'educazione - un organismo composto da nove consiglieri nominati tra l'altro dalla presidenza della Repubblica - è un vero colpo al cuore per la Francia ed in particolare per quel mito della scuola materna, fiore all'occhiello della Republique. Il bilancio giudicato "severo" fa crollare dunque anche l'idea diffusa che tutti i mali della scuola francese e le sue insufficienze si formino al 'college',a la scuola media inferiore (11-15 anni). Niente di tutto ciò, bisogna andare ancora più indietro.
Il testo, consegnato oggi al presidente Nicolas Sarkozy, è allarmante: 300 mila allievi che escono dalle primarie (6-11 anni) presentano "gravi lacune"; tra questi, 200 mila sono quelli che hanno conoscenze "fragili e insufficienti" per le nozioni fondamentali, leggere, scrivere e fare calcoli; 100 mila sono quelli che "non padroneggiano le competenze di base". Soluzioni? Non sono fornite, ma la miccia è accesa e rilancerà senza dubbio quelle polemiche che erano già scoppiate negli ultimi mesi in seguito ad una serie di altri rapporti, in particolare riguardo all'introduzione del metodo sillabico - in opposizione a quello globale - per insegnare ai bambini a leggere e scrivere correttamente. C'era stata poi l'introduzione - anche questa voluta dal ministero dell'educazione - del quarto d'ora di tabelline obbligatorio per rafforzare il calcolo mentale. E in seguito anche l'invenzione delle 'lezioni di vocabolario' per arricchire il linguaggio dei bambini. Se non propone soluzioni, lo studio lancia qualche chiave di lettura del fallimento della scuola francese.
Dito puntato innanzi tutto contro gli insegnanti delle materne che non avrebbero una "formazione specifica". Sta di fatto che la scuola "non riesce a compensare" - si legge nel testo - la "disparità sociale" che esiste al di fuori dei banchi di scuola. I bambini che "dispongono di un ambiente favorevole a casa" saranno più bravi. L'affermazione suona come una sentenza per i bambini che non hanno la stessa fortuna. La scuola infatti "si rassegna" di fronte agli allievi che accumulano lacune su lacune, "incapace di instaurare un sostegno efficace". Per Le Parisien questo rapporto è "un buon motivo" per Sarkozy di lanciare una vera riforma della scuola.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/approfondimenti/visualizza_new.html_122454379.html
Al momento, purtroppo non ho tempo di commentare oltre perché sono di fretta. Non mancherò di commentare nelle prossime ore, appena mi libero di alcuni impegni.
La situazione dipinta in Francia è, almeno secondo me, grave. La cosa ancora più grave, purtroppo, è che temo personalmente qui in Italia si stia seguendo la stessa scia - vedi genitori che rimproverano insegnanti perché quest'ultimi sequestrano ai bambini le carte di yughi-oh (o come diavolo se scrive) usate dai bambini per giocare durante le lezioni e pretendono che siano restituite immediatamente perché non si devono permettere.
L'argomento è stato trattato più volte, ma il quadro esposto ora riguardante una delle maggiori potenze europee lascia preoccupare.
Noi, invece, dove stiamo andando?