MaxArt
29-06-2007, 15:56
Chiedo scusa se il thread non è nuovo, ma la ricerca mi ha dato frutti negativi.
Credo che sarebbe interessante parlare del "sequestro della CO2", una tecnica che si sta sviluppando negli ultimi anni e che sembra promettente, sia a livello di riduzione delle emissioni delle centrali termoelettriche, sia per i secondi utilizzi della cosa. Proprio ieri SuperQuark ne ha parlato, ma ero distratto da mio cugino e non sono riuscito a registrare tutto (a dire il vero neanche 3 minuti... sigh!). Qualcuno ce l'ha registrato e può metterlo a disposizione?
Non vorrei che poi sul sito di Superquark (http://www.superquark.rai.it/category/0,1067207,1067006-1073219,00.html) alla fine non lo mettano online :(
La pagina inglese (http://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_capture_and_storage) della Wikipedia offre un riassunto delle tecniche di sequestro, ed un'altra pagina (http://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_dioxide_sink) parla di quelle di stoccaggio in sito.
Discutiamone anche noi, illustrando le metodologie, le direzioni di ricerca, i vantaggi e gli svantaggi, e soprattutto la convenienza in vista di nuove tecniche di produzione energetica, per parlare infine della posizione dell'Italia e dell'ENEL. Comincio con un piccolo elenco riassuntivo.
A cosa serve e a cosa si applica
Il sequestro dell'anidride carbonica ha la funzione di impedire che la CO2 prodotta dalla combustione o da altre attività industriali (estrazione del metano, ad esempio) finisca liberamente nell'atmosfera a contribuire all'aumento dei "gas serra".
E' utile soprattutto nelle centrali termoelettriche, e mostra la sua migliore convenienza in abbinamento allo stoccaggio in profondità per lo sfruttamento di giacimenti di petrolio o gas naturale in esaurimento.
(Per motivi che non mi sono chiari non se ne parla per la combustione del petrolio: perché?)
I vantaggi
A seconda del tipo di centrale, c'è una riduzione sino al 90% del diossido di carbonio prodotto.
La CO2 prodotta può essere raccolta e resa inerte, oppure stoccata in riserve sotterranee, anche per secondi scopi.
Rende nuovamente conveniente in termini ambientali lo sfruttamento del carbone per la produzione di energia elettrica, rendendo il bilancio energetico europeo (e possibilmente quello italiano) meno dipendente dal petrolio e contribuendo alla stabilità politica internazionale.
Gli svantaggi
Il sequestro della CO2 costa energia, sino al 40% in più. Risulta evidente quindi la minore convenienza economica dell'energia prodotta con questa metodologia.
Per quanto sia grande la riduzione dell'anidride carbonica, c'è un certo aumento delle emissioni di ossidi di azoto e di zolfo.
Il ritorno alle centrali a carbone non è ben visto dall'opinione pubblica, a prescindere a quanto "pulite" siano.
Il diossido di carbonio, pur essendo inetre, quando in grandi quantità dev'essere trattato con cura e stipato in maniera sicura, perché una concentrazione del 10% nell'aria provoca morte per asfissia.
Lo stoccaggio
La CO2 sequestrata può essere posta in maniera stabile:
in giacimenti di gas naturale o di petrolio (la stabilità del sito è intrinsecamente legata alla presenza del giacimento stesso);
in filoni di carbone o in falde acquifere saline, dove il gas viene assorbito in maniera permanente;
negli oceani, rilasciato a medie profondità (1000 m) in piccole quantità, o ad elevate profondità (3000 m) in quantità maggiori (è una via meno consigliata perché non si tratta di un vero stoccaggio ed inoltre c'è il rischio di un aumento dell'acidità delle acque).
Aggiungete le vostre idee, opinioni, commenti, dati. :)
Credo che sarebbe interessante parlare del "sequestro della CO2", una tecnica che si sta sviluppando negli ultimi anni e che sembra promettente, sia a livello di riduzione delle emissioni delle centrali termoelettriche, sia per i secondi utilizzi della cosa. Proprio ieri SuperQuark ne ha parlato, ma ero distratto da mio cugino e non sono riuscito a registrare tutto (a dire il vero neanche 3 minuti... sigh!). Qualcuno ce l'ha registrato e può metterlo a disposizione?
Non vorrei che poi sul sito di Superquark (http://www.superquark.rai.it/category/0,1067207,1067006-1073219,00.html) alla fine non lo mettano online :(
La pagina inglese (http://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_capture_and_storage) della Wikipedia offre un riassunto delle tecniche di sequestro, ed un'altra pagina (http://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_dioxide_sink) parla di quelle di stoccaggio in sito.
Discutiamone anche noi, illustrando le metodologie, le direzioni di ricerca, i vantaggi e gli svantaggi, e soprattutto la convenienza in vista di nuove tecniche di produzione energetica, per parlare infine della posizione dell'Italia e dell'ENEL. Comincio con un piccolo elenco riassuntivo.
A cosa serve e a cosa si applica
Il sequestro dell'anidride carbonica ha la funzione di impedire che la CO2 prodotta dalla combustione o da altre attività industriali (estrazione del metano, ad esempio) finisca liberamente nell'atmosfera a contribuire all'aumento dei "gas serra".
E' utile soprattutto nelle centrali termoelettriche, e mostra la sua migliore convenienza in abbinamento allo stoccaggio in profondità per lo sfruttamento di giacimenti di petrolio o gas naturale in esaurimento.
(Per motivi che non mi sono chiari non se ne parla per la combustione del petrolio: perché?)
I vantaggi
A seconda del tipo di centrale, c'è una riduzione sino al 90% del diossido di carbonio prodotto.
La CO2 prodotta può essere raccolta e resa inerte, oppure stoccata in riserve sotterranee, anche per secondi scopi.
Rende nuovamente conveniente in termini ambientali lo sfruttamento del carbone per la produzione di energia elettrica, rendendo il bilancio energetico europeo (e possibilmente quello italiano) meno dipendente dal petrolio e contribuendo alla stabilità politica internazionale.
Gli svantaggi
Il sequestro della CO2 costa energia, sino al 40% in più. Risulta evidente quindi la minore convenienza economica dell'energia prodotta con questa metodologia.
Per quanto sia grande la riduzione dell'anidride carbonica, c'è un certo aumento delle emissioni di ossidi di azoto e di zolfo.
Il ritorno alle centrali a carbone non è ben visto dall'opinione pubblica, a prescindere a quanto "pulite" siano.
Il diossido di carbonio, pur essendo inetre, quando in grandi quantità dev'essere trattato con cura e stipato in maniera sicura, perché una concentrazione del 10% nell'aria provoca morte per asfissia.
Lo stoccaggio
La CO2 sequestrata può essere posta in maniera stabile:
in giacimenti di gas naturale o di petrolio (la stabilità del sito è intrinsecamente legata alla presenza del giacimento stesso);
in filoni di carbone o in falde acquifere saline, dove il gas viene assorbito in maniera permanente;
negli oceani, rilasciato a medie profondità (1000 m) in piccole quantità, o ad elevate profondità (3000 m) in quantità maggiori (è una via meno consigliata perché non si tratta di un vero stoccaggio ed inoltre c'è il rischio di un aumento dell'acidità delle acque).
Aggiungete le vostre idee, opinioni, commenti, dati. :)