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View Full Version : MIT : scoperto collegamento fra longevità,dieta ipocalorica e funzioni endocrine


D.O.S.
21-06-2007, 10:06
MIT biologists link calorie restriction, endocrine function in worm longevity
Identifying neurons advances MIT study of aging

Deborah Halber, News Office Correspondent
June 18, 2007

The link between calorie restriction and a longer, healthier life may lie in the head, not in the gut, MIT biologists report.

Dietary restriction extends lifespan and retards age-related disease in many species, although the phenomenon's underlying mechanisms remain a mystery. Underfeeding an organism such as the ordinary roundworm alters its endocrine function, which regulates hormones instrumental in metabolism. But no connection between the longevity induced by calorie restriction and the endocrine system has been found--until now.

In a recent issue of Nature, Leonard P. Guarente, Novartis Professor of Biology, and postdoctoral associate Nicholas A. Bishop show that a particular pair of neurons in the heads of underfed worms may play an essential role in their lengthy lives. When these two individual neurons were killed by a laser beam, the worms could not enjoy the longevity normally associated with calorie restriction.

"This study directs our attention to the brain as a center for mediating the beneficial effects of calorie restriction in higher organisms, potentially including us," Guarente said. "A complete molecular understanding of calorie restriction may lead to new drugs for the major diseases of aging."

Restricting calories activates a gene in two neurons, Guarente and Bishop report. The gene, called skn-1, is found in a particular pair of sensory neurons in the head of the nematode worm Caenorhabditis elegans. These neurons are critical in translating information about food availability into endocrine signals. The neurons lead peripheral tissues to increase their metabolic activity, and this enhanced metabolism makes the worms live longer than normally fed counterparts.

In the study, the researchers also confirmed the results with a genetic test: They showed that skn-1 genes expressed only in these two cells support dietary-restriction longevity; without the genes, the longevity increase on dietary restriction disappeared. At the same time, the lack of skn-1 genes had little or no effect on the lifespan of worms whose calorie intake was not restricted, Guarente said.

"We suspect that the two neurons sense dietary restriction and secrete a hormone that increases metabolism--and life span--in the animal," he said.

Guarente, who published "Ageless Quest: One Scientist's Search for Genes that Prolong Youth" in 2003, discovered in 2000 that calorie restriction activates the silenced information regulator (SIR2) gene, which has the apparent ability to slow aging. This gene makes a protein called Sir2, which Guarente has shown is integrally tied to extending life span in yeast and in the roundworm. Humans carry a similar gene. How Sir2 relates to the two neurons identified in the findings is not yet clear, Guarente said.

Guarente suggests that the first commercial products based on manipulating Sir2 to slow aging will appear in the next 10 to 20 years. It is only a matter of time, he said, before aging itself is declared a disease.

This work is supported by the National Institutes of Health and the Glenn Foundation.

LINK ALL'ARTICOLO (http://web.mit.edu/newsoffice/2007/aging-0618.html)

quindi mangiate poco ... perchè prima di 20 anni farmaci mirati contro l'invecchiamento non verranno prodotti :stordita:

D.O.S.
23-06-2007, 00:26
ma non interessa a nessuno ? :sob:

gianly1985
23-06-2007, 02:21
ma non interessa a nessuno ? :sob:

Eccomi :p , allora:

1) il fatto che mangiare poco allunga la vita è stra-OLD, si conosce da tempo (ma lo dice anche l'articolo), su tutti i libri c'è l'esperimento dei 2 topini uno che mangia poco e uno normale....indovina chi campa di più :D

2) solo che l'articolo dice anche che il meccanismo fino ad oggi era un mistero, beh mi sembra un po' azzardata come affermazione visto che proprio oggi il caso ha voluto che ho studiato l'invecchiamento :ciapet: e sul mio libro di Patologia la cosa è spiegata così: mangiare poco ----> meno utilizzazione ossidativa dei nutrienti ------>meno produzione di RADICALI LIBERI prodotti nel mitocondrio ------> invecchiamento rallentato (il tutto all'interno della teoria radicalica dell'invecchiamento, che è quella attualmente più accreditata e attribuisce appunto ai radicali liberi endogeni prodotti nel metabolismo la causa principale dei processi di senescenza)
Detto in parole povere per "bruciare gli alimenti" nel mitocondrio si producono dei "prodotti di scarto" (i RADICALI LIBERI) che poi si comportano come trottole impazzite sia nella cellula sia nell'ambiente extracellulare rovinando tutta una serie di strutture (perossidazione degli acidi grassi insaturi, denaturazione proteine, danni agli acidi nucleici e al mtDNA in particolare, ecc.), da cui poi il processo di invecchiamento....

3) ora, detto questo, a chi credere di più, a questi qua che come modello hanno preso il sistema neuro-endocrino di un verme (:doh: eh sì sì perchè è paragonabile al nostro con tutte li gli ormoni del GEP, i riflessi vago-vagali, il SNE, ecc. :rolleyes: ) oppure credere alla teoria dei radicali liberi che ha proprio, come dire, una "tangibilità" chimica difficilmente confutabile? (altro che "mistero" :asd: le solite esagerazioni giornalistiche....)

Comunque mangiate poco e non fatevi mancare gli ANTIOSSIDANTI (vitamina E e vitamina C soprattuto, anche la vit. A, vabbè ovviamente tutte le vitamine sono indispensabili per definizione :) ) perchè quelli combattono i radicali liberi e quindi rallentano l'invecchiamento, proteggono da lesioni ateromatose, dalle placche senili nel cervello,ecc. (studiando patologia mi sto rendendo conto che dovunque ci sia qualcosa che va male nel corpo è sempre un po' colpa dei radicali liberi :doh: alcol, radiazioni ionizzanti, raggi UV, aterosclerosi, ecc. c'entrano sempre come il prezzemolo i radicali liberi!)

gianly1985
23-06-2007, 02:32
edit doppio

Dacchio
23-06-2007, 11:08
Effettivamente la teoria della restrizione calorica non è una novità, basta dire che la si tratta a lezione e persino sui libri :D Proprio ieri stavo ripassando ROS, invecchiamento e restrizione calorica di cui abbiamo trattato sia gli effetti metabolici (es. http://www.progettodiabete.org/indice_net800.html?news/2006/n2006_040.html ), sia quelli su Sir-2 (sui quali mi sembra agisca, beneficamente, anche il resveratolo del vino rosso.. in modeste quantità :D ), che riporta anche l'articolo.

Comunque mi sembra di capire che questa ricerca non vuole contrapporsi alla teoria dei radicali liberi, ma integrarla dicendo che gli effetti della restrizione calorica, nei vermi, dovrebbero essere mediati da questi neuroni che traducono un imput riguardo la scarsità di cibo in un segnale endocrino sul metabolismo, ricollegandosi alla teoria metabolica. Forse il "mistero" di cui parla l'articolo riguardava appunto la trasduzione del segnale :confused: ma sono argomenti che non conosco e che non ho studiato.
Resta il fatto che, effettivamente, tra un verme e un uomo c'è qualche differenza a livello di sistema nervoso e quindi è possibilissimo che, oltre ad essere eccessivamente semplicistico, sia una proprio una cavolata :stordita:

Johnn
23-06-2007, 12:00
Non sono un esperto in materia.

Da quello che so la restrizione calorica deve comunque garantire tutti i nutrienti. Dire mangiare poco -> vivere di più è sbagliato se all'organismo vengono a mancare delle sostanze di cui ha bisogno. A superquark di qualche edizione fa fecero un servizio su un uomo che stava sperimentando la restrizione calorica ma sottolinearono il fatto che la dieta doveva essere studiata attentamente.

Sulla questione c'è anche un articolo di Le Scienze di qualche mese fa:

http://lescienze.espresso.repubblica.it/edicola_mese/LE_SCIENZE/1293427

D.O.S.
23-06-2007, 12:50
direi che gianly1985 e Dacchio hanno ragione : il sistema nervoso di un verme è troppo differente da quello dei mammiferi , se avessero usato dei roditori la ricerca avrebbe avuto molta più rilevanza .

Dacchio
23-06-2007, 13:02
direi che gianly1985 e Dacchio hanno ragione : il sistema nervoso di un verme è troppo differente da quello dei mammiferi , se avessero usato dei roditori la ricerca avrebbe avuto molta più rilevanza .

Forse quello sarà il prossimo passo, anche se non conosco la logica con cui si fanno questi esperimenti.
C'è da dire però che il verme usato, l'Elegans, si presta bene perchè ha una vita media estremamente breve (qualche settimana) ed è un modello piuttosto semplice, quindi è molto usato per gli studi di apoptosi (morte cellulare programmata) ed evidentemente anche in quelli per l'invecchiamento. Probabilmente studiare l'invecchiamento/non invecchiamento di un organismo che vive un mese da risposte più immediate rispetto ad un organismo che invece vive normalmente qualche anno. Magari si è provato un primo approccio su un modello semplice per poi estendere la teoria ad organismi più complessi (suppongo che anche la teoria debba essere più complessa però :D )

gianly1985
23-06-2007, 14:01
direi che gianly1985 e Dacchio hanno ragione : il sistema nervoso di un verme è troppo differente da quello dei mammiferi , se avessero usato dei roditori la ricerca avrebbe avuto molta più rilevanza .

Esatto, non solo il sistema nervoso ma anche tutte le risposte endocrine con ormoni, peptidi vari, ecc. che sono implicate nella alimentazione, cioè nell'uomo quando mangia c'è letteralmente da impazzire per seguire tutto il popo' di roba che succede a livello endocrino (compresi tutti quei fattori rilasciati dalle ghiandole unicellullari dell'apud sparse per tutto il tubo digerente) e di sistema nervoso autonomo (l'Elegans ce l'ha il nervo vago? :p ), non penso che la "reazione" del verme verso il cibo sia la stessa o sia paragonabile...e di conseguenza nemmeno gli eventuali effetti sulla longevità...

gianly1985
23-06-2007, 14:07
Non sono un esperto in materia.

Da quello che so la restrizione calorica deve comunque garantire tutti i nutrienti. Dire mangiare poco -> vivere di più è sbagliato se all'organismo vengono a mancare delle sostanze di cui ha bisogno. A superquark di qualche edizione fa fecero un servizio su un uomo che stava sperimentando la restrizione calorica ma sottolinearono il fatto che la dieta doveva essere studiata attentamente.


Beh non c'è bisogno di scomodare nè il professor Cannella nè tg2 salute :p Nessuno qui ha mai detto che bisogna farsi mancare qualche nutriente ;) Mi sembrava scontato...La differenza rispetto a quello che viene detto a ripetizione in tv è che noi non stiamo dicendo semplicemente "mangia poco per non ingrassare" (cosa ovvia penso e nota all'uomo dalla notte dei tempi), stiamo dicendo "mangia poco per non USURARE il tuo corpo"....che è un pò diverso...

Johnn
23-06-2007, 15:10
Beh non c'è bisogno di scomodare nè il professor Cannella nè tg2 salute :p Nessuno qui ha mai detto che bisogna farsi mancare qualche nutriente ;) Mi sembrava scontato...La differenza rispetto a quello che viene detto a ripetizione in tv è che noi non stiamo dicendo semplicemente "mangia poco per non ingrassare" (cosa ovvia penso e nota all'uomo dalla notte dei tempi), stiamo dicendo "mangia poco per non USURARE il tuo corpo"....che è un pò diverso...

Qui non sono state dette cose scorrette, solo che tra gli addetti ai lavori o chi è ben informato ci si capisce; però se questo post, o le ricerche su questo argomento, venissero prese superficialmente da qualche lettore si rischia di far passare l'idea che il digiuno è salutare, di saltare i pasti, di non mangiare un piatto di pasta perché fa ingrassare...

E mi pare abbia avuto la stessa cautela la redazione di superquark ripetendo più volte che non si parlava solo di un razionamento selvaggio delle calorie.


(Comunque da quello che ho capito non si tratta solo di mangiare poco per mantenere il peso forma corretto (cosa che dicono in televisione, che consigliano i medici), ma di una lieve diminuzione dell'apporto calorico giornaliero raccomandato.)

gianly1985
23-06-2007, 16:11
Qui non sono state dette cose scorrette, solo che tra gli addetti ai lavori o chi è ben informato ci si capisce; però se questo post, o le ricerche su questo argomento, venissero prese superficialmente da qualche lettore si rischia di far passare l'idea che il digiuno è salutare, di saltare i pasti, di non mangiare un piatto di pasta perché fa ingrassare...

Ah ok, d'accordissimo, in effetti come affermazione è un po' pericolosa se interpretata superficialmente.


(Comunque da quello che ho capito non si tratta solo di mangiare poco per mantenere il peso forma corretto (cosa che dicono in televisione, che consigliano i medici), ma di una lieve diminuzione dell'apporto calorico giornaliero raccomandato.)

Esatto, per esempio l'esperimento coi topolini che ho citato funzionava così: un topolino mangiava "il giusto" (chiamiamolo 100%) mentre l'altro topolino mangiava mi pare il 70% e in questo modo la vita del secondo topolino si allungava.