maxsona
14-07-2006, 22:38
Eurotrainer: lo strano caso di Dr. Europe e Mr. Korea
I piloti degli Eurofighter si addestreranno su un aereo "made in Korea" con tecnologie "made in USA"? Forse no, ma è quello a cui starebbe pensando EADS. Negli ambienti militari italiani lo si sussurrava da qualche settimana. «Sarebbe francamente sorprendente che nell’Unione ci fossero Paesi che andassero a cercare risorse tecniche altrove piuttosto che utilizzare quelle, peraltro di livello insuperato come il velivolo M-346, già disponibili in Europa», aveva ipotizzato con noi il gen. Vincenzo Camporini, presidente del Centro Alti Studi Difesa. Ora la notizia è approdata sulle pagine di Flight, secondo cui il T-50 della Korea Aerospace Industries «potrebbe ricevere ulteriore supporto da un potenziale accordo con EADS». Naturalmente a danno dell’Aermacchi M-346 italiano.
Ma facciamo un passo indietro.
L’idea di un Advanced European Jet Pilot Training (AEJPT, in breve Eurotraining) nacque anni fa per dare alle aeronautiche militari europee un programma addestrativo comune in termini di curriculum, scuole, supporto e naturalmente aeroplani.
La logica è chiara. Da un lato, l’addestramento è un’attività che consente forti economie di scala: una stessa organizzazione può addestrare il doppio delle persone con differenze minime di costo. Dall’altro, addestrarsi insieme è la base per operare insieme, perché studiare le procedure sugli stessi manuali non è sufficiente.
Attorno a quest’idea si sono raccolti sinora Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna, Svezia e Svizzera: 11 paesi, pochi dei quali produttori di velivoli completi. Questo è un punto importante, perchè l’AEJPT comprende anche un aeroplano in grado di preparare i piloti a gestire i caccia della quarta generazione, sia in termini di manovrabilità che di avionica.
L’esigenza è chiara da almeno vent’anni, da quando cioè Aermacchi iniziò a studiare un New Technology Trainer (NTT), poi divenuto Advanced Trainer X (ATX). I concetti chiave di entrambi erano comandi fly-by-wire, stabilità variabile, grande spinta. Attorno a questo Advanced Trainer del 2000 (AT2000) l’azienda di Varese ragionò con tedeschi e francesi di una possibile collaborazione europea in materia di addestramento militare, tanto come impostazione di programma quanto di sviluppo della macchina adatta.
Sono passati 15 anni. MBB, confluita in EADS, ha ingombrato per alcuni anni i saloni aeronautici con il simulacro del Mako, una estrapolazione dell’ATX che ha infine abbandonato. (foto Dedalonews/Gregory Alegi) Solo Aermacchi ha proseguito, sviluppando il bireattore M-346, del quale due esemplari volano ed un terzo è in costruzione. L’M-346 è l’unico addestratore avanzato di concezione europea oggi volante. L’Italia è disposta ad aprire fino a metà del programma, ed ha già trovato nella Grecia il suo primo partner.
Ma allora perchè guardare a est? E perché i tre paesi europei che controllano EADS dovrebbero preferire a un progetto europeo un apparecchio sviluppato in Corea con il supporto ingegneristico di Lockheed-Martin?
Si dice che contro l’M-346 militi il fatto di essere già tanto avanti nello sviluppo da lasciare poco spazio ad altri partner e che l’alto costo del lavoro in Francia renda difficile coinvolgere in maniera efficace Dassault. Può darsi, ma il T-50 sta addirittura già entrando in linea e nei paesi EADS i costi non sono meno alti che in Italia. Dunque sono argomenti pretestuosi.
Prendere il T-50 sarebbe uno spreco di investimenti europei in ricerca e sviluppo - quegli stessi di cui tutti lamentano la macroscopica inferiorità rispetto alla concorrenza americana - da non potersi spiegare in termini razionali, siano essi tecnologici, di costo/efficacia o di spirito europeo.
A meno che, naturalmente, le scelte di EADS non rappresentino la "continuazione con altri mezzi" di una politica in cui l’Europa debba ruotare attorno agli interessi di Parigi-Berlino, sacrificandogli anche tradizioni industriali secolari e 50 anni di esperienza in settori molto specifici. L’aperta ostilità franco-tedesca ad un Eurotrainer europeo ha il sapore della vendetta - l’ennesima! - per non aver scelto Mirage 2000 o A400M.
Si potrebbe addirittura ipotizzare uno scambio tra la scelta coreana di Eurocopter quale partner di KAI nello sviluppo di un elicottero da trasporto coreano - un programma da 245 macchine e 6-8 miliardi di dollari - e l’adozione del T-50 da parte di EADS (foto KAI). Fantaindustria? Può darsi, ma il 13 dicembre 2005 il trionfale comunicato Eurocopter chiudeva con queste testuali parole: «KAI è il principale costruttore coreano e questa partnership rientra nella politica di schieramento mondiale e alleanze strategiche del gruppo Eurocopter e della sua controllante EADS.»
Se così fosse, lo strano caso del Dr. Europe che si trasforma nottetempo in Mr. Korea diventerebbe la versione aeronautica dell’affaire Suez/Gaz de France.
Sarebbe interessante sapere se i politici che invocano un europeismo "innanzi tutto" vorrebbero proprio stroncare un programma davvero europeo per far posto ad un prodotto coreano-americano. Magari a costo di affossare la strategia del primo gruppo industriale italiano , leader nelle tecnologie avanzate, con risultati che iniziano a premiare le scelte lucidamente perseguite in questi anni.
http://www.dedalonews.it
W l'Europa :O
I piloti degli Eurofighter si addestreranno su un aereo "made in Korea" con tecnologie "made in USA"? Forse no, ma è quello a cui starebbe pensando EADS. Negli ambienti militari italiani lo si sussurrava da qualche settimana. «Sarebbe francamente sorprendente che nell’Unione ci fossero Paesi che andassero a cercare risorse tecniche altrove piuttosto che utilizzare quelle, peraltro di livello insuperato come il velivolo M-346, già disponibili in Europa», aveva ipotizzato con noi il gen. Vincenzo Camporini, presidente del Centro Alti Studi Difesa. Ora la notizia è approdata sulle pagine di Flight, secondo cui il T-50 della Korea Aerospace Industries «potrebbe ricevere ulteriore supporto da un potenziale accordo con EADS». Naturalmente a danno dell’Aermacchi M-346 italiano.
Ma facciamo un passo indietro.
L’idea di un Advanced European Jet Pilot Training (AEJPT, in breve Eurotraining) nacque anni fa per dare alle aeronautiche militari europee un programma addestrativo comune in termini di curriculum, scuole, supporto e naturalmente aeroplani.
La logica è chiara. Da un lato, l’addestramento è un’attività che consente forti economie di scala: una stessa organizzazione può addestrare il doppio delle persone con differenze minime di costo. Dall’altro, addestrarsi insieme è la base per operare insieme, perché studiare le procedure sugli stessi manuali non è sufficiente.
Attorno a quest’idea si sono raccolti sinora Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna, Svezia e Svizzera: 11 paesi, pochi dei quali produttori di velivoli completi. Questo è un punto importante, perchè l’AEJPT comprende anche un aeroplano in grado di preparare i piloti a gestire i caccia della quarta generazione, sia in termini di manovrabilità che di avionica.
L’esigenza è chiara da almeno vent’anni, da quando cioè Aermacchi iniziò a studiare un New Technology Trainer (NTT), poi divenuto Advanced Trainer X (ATX). I concetti chiave di entrambi erano comandi fly-by-wire, stabilità variabile, grande spinta. Attorno a questo Advanced Trainer del 2000 (AT2000) l’azienda di Varese ragionò con tedeschi e francesi di una possibile collaborazione europea in materia di addestramento militare, tanto come impostazione di programma quanto di sviluppo della macchina adatta.
Sono passati 15 anni. MBB, confluita in EADS, ha ingombrato per alcuni anni i saloni aeronautici con il simulacro del Mako, una estrapolazione dell’ATX che ha infine abbandonato. (foto Dedalonews/Gregory Alegi) Solo Aermacchi ha proseguito, sviluppando il bireattore M-346, del quale due esemplari volano ed un terzo è in costruzione. L’M-346 è l’unico addestratore avanzato di concezione europea oggi volante. L’Italia è disposta ad aprire fino a metà del programma, ed ha già trovato nella Grecia il suo primo partner.
Ma allora perchè guardare a est? E perché i tre paesi europei che controllano EADS dovrebbero preferire a un progetto europeo un apparecchio sviluppato in Corea con il supporto ingegneristico di Lockheed-Martin?
Si dice che contro l’M-346 militi il fatto di essere già tanto avanti nello sviluppo da lasciare poco spazio ad altri partner e che l’alto costo del lavoro in Francia renda difficile coinvolgere in maniera efficace Dassault. Può darsi, ma il T-50 sta addirittura già entrando in linea e nei paesi EADS i costi non sono meno alti che in Italia. Dunque sono argomenti pretestuosi.
Prendere il T-50 sarebbe uno spreco di investimenti europei in ricerca e sviluppo - quegli stessi di cui tutti lamentano la macroscopica inferiorità rispetto alla concorrenza americana - da non potersi spiegare in termini razionali, siano essi tecnologici, di costo/efficacia o di spirito europeo.
A meno che, naturalmente, le scelte di EADS non rappresentino la "continuazione con altri mezzi" di una politica in cui l’Europa debba ruotare attorno agli interessi di Parigi-Berlino, sacrificandogli anche tradizioni industriali secolari e 50 anni di esperienza in settori molto specifici. L’aperta ostilità franco-tedesca ad un Eurotrainer europeo ha il sapore della vendetta - l’ennesima! - per non aver scelto Mirage 2000 o A400M.
Si potrebbe addirittura ipotizzare uno scambio tra la scelta coreana di Eurocopter quale partner di KAI nello sviluppo di un elicottero da trasporto coreano - un programma da 245 macchine e 6-8 miliardi di dollari - e l’adozione del T-50 da parte di EADS (foto KAI). Fantaindustria? Può darsi, ma il 13 dicembre 2005 il trionfale comunicato Eurocopter chiudeva con queste testuali parole: «KAI è il principale costruttore coreano e questa partnership rientra nella politica di schieramento mondiale e alleanze strategiche del gruppo Eurocopter e della sua controllante EADS.»
Se così fosse, lo strano caso del Dr. Europe che si trasforma nottetempo in Mr. Korea diventerebbe la versione aeronautica dell’affaire Suez/Gaz de France.
Sarebbe interessante sapere se i politici che invocano un europeismo "innanzi tutto" vorrebbero proprio stroncare un programma davvero europeo per far posto ad un prodotto coreano-americano. Magari a costo di affossare la strategia del primo gruppo industriale italiano , leader nelle tecnologie avanzate, con risultati che iniziano a premiare le scelte lucidamente perseguite in questi anni.
http://www.dedalonews.it
W l'Europa :O