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View Full Version : Gioventu' ingannata


<Straker>
13-07-2006, 12:40
Storia politica attualita' o Scuola e lavoro? :stordita:

Babuo' scriviamo qua va :D

http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=25&ID_articolo=1320&tp=C

Gioventù ingannata
13/7/2006
di Paolo Mastrocola

Apprendiamo con gioia, da tutti i giornali di ieri, che i nostri giovani sono bravissimi. Eccezionali, geniali: finiti gli esami di maturità, quasi nessun bocciato (solo l'1,1%, nei licei) e tantissimi col punteggio massimo: pare che il 10-13% abbia preso il mitico 100 su 100. Bravi, complimenti! Complimenti anche alla scuola italiana, che ingiustamente alcuni si ostinano ad accusare e che invece pare funzionare benissimo, se sforna tali e tanti geni.

Ma… non eravamo tra gli ultimi nei risultati PISA? I test PISA registrano ogni anno, con criteri omogenei, le performances scolastiche degli studenti di tutti i paesi sviluppati (OECD) e negli ultimi anni ci dicono in modo drammaticamente chiaro che l'Italia è agli ultimi posti: in Europa i nostri ragazzi sono addirittura i penultimi in assoluto, davanti soltanto alla Grecia. Insomma, non sanno tanto bene né leggere né far di conto. Però prendono un sacco di 100… Prendono un sacco di 100, però poi stentano a trovare lavoro, oppure trovano lavori inadeguati.

E quindi, modello Tanguy, restano a vivere in casa fino ai trent'anni e oltre. Come la mettiamo? Non li bocciamo alla maturità, a molti diamo addirittura il massimo dei voti, e poi non li assumiamo? Ma come è possibile? O ci sono forse due realtà, e di volta in volta ci piace vederne solo una? Il voto massimo, da che mondo è mondo, sancisce la massima eccellenza; ma da sempre, le persone ai massimi livelli per impegno e capacità sono poche, per forza di cose. Quindi, cosa stiamo combinando?

Svendiamo i 100? Pensiamo che in fondo un 100 non si può negare a nessuno? Se anche l'eccellenza diventa di massa, c'è qualcosa che non va sul piano logico. Una scuola che non boccia è una scuola che rinuncia a fare la sua parte. Come un medico che non opera il malato, un giudice che non condanna più l'assassino. Si astiene. Delega a un anonimo altro, situato sempre più avanti nel tempo e nello spazio. Posticipa all'infinito il verdetto, lascia che sia poi la vita, la società, il destino individuale di ognuno a decidere, a sancire virtù e debolezze. Intanto a noi piace rendere tutti i nostri allievi felici: nessuno ha perso, nessuno paga.

Alle elementari tutti promossi, ci penseranno gli insegnanti delle medie; alle medie tutti promossi, ci penseranno al liceo; al liceo tutti promossi, ci penserà l'università; all'università tutti laureati, ci penserà poi il mondo del lavoro... L'importante è che tutti vadano avanti, poi si vedrà. Se non troveranno lavoro, saremo pronti a incolpare il governo, l'aumento del lavoro precario (che di fatto pare non sia aumentato…), il mammismo italico, la taccagneria delle imprese che offrono stipendi così irrisori… Sarà anche tutto vero. Ma la scuola intanto dovrebbe fare la scuola e non indulgere a meccanismi di facilitazione costante.

Dovrebbe dire la verità ai suoi allievi: se non hai studiato nulla, ti boccio; se non sei eccellente, non ti do 100. Non dovremmo ingannare i giovani, lasciando che incontrino dopo la realtà e incitandoli a vederla sempre popolata di mostri cattivi. Tutto ciò innesca una cultura del piagnisteo e alimenta un eterno vittimismo, da cui è assente ogni senso di responsabilità individuale. Dovremmo invece ribadire concetti semplici, del tipo che ad ogni causa corrisponde un effetto: se non hai studiato, non troverai lavoro perché non saprai fare ciò che ti chiedono, semplice. Inutile che io adesso, illudendoti con voti ipocriti, ti spiani una via che fra tre anni tu troverai sbarrata; meglio fermarti subito, così ti aiuto a ripartire.

E' così difficile? Perché non agiamo in questo modo chiaro e leale? Da una parte, temo che ci sia, sotto sotto, sempre la stessa, intramontabile e obsoleta, ideologia del non discriminare mai, a nessun costo, nessuno. Se tutti avranno 100, non ci saranno più i famigerati migliori e ci sembrerà così di poter meglio assicurare a tutti le stesse opportunità. In realtà, così facendo, non assicuriamo più niente a nessuno, perché togliamo senso a tutto, a voti e giudizi (tanto varrebbe avere più coraggio e abolire esami e votazioni…): i nostri 100 non avranno più alcun valore, nemmeno quei pochi effettivamente meritati.

Dall'altra parte, credo che siamo mossi da una diabolica volontà di autopromuoverci: la scuola, o la sezione, che può vantare pochi bocciati e molti eccellenti viene immantinente promossa a scuola e sezione fantastica: gli insegnanti saranno automaticamente ritenuti ottimi, il dirigente scolastico potrà pubblicare sbalorditivi dati statistici sui dépliant del suo esemplare istituto, e gli utenti faranno la fila per iscriversi lì, accalcandosi smaniosi ai cancelli. Signori per di qua, nessun bocciato e la metà che esce con 100…!

Evidentemente, se funziona tale messaggio pubblicitario, è perché una scuola esigente non la vuole più nessuno. E pensare che un tempo certi "utenti" (che allora si chiamavano padri…) sceglievano apposta per i figli le scuole più dure… Segnali di fumo, non di realtà. Nulla è più reale. E si perpetua il ben noto "patto scellerato" tra studenti e docenti: i docenti promuovono e premiano studenti mediocri, gli studenti accettano e occultano insegnanti mediocri. Il voto che diamo ai nostri allievi - oggi più che mai, visto che gli esami si fanno con le commissioni interne - è un voto che diamo a noi stessi. E' la scuola italiana che oggi si premia e s'incensa: tutti promossi, tutti bravissimi! Tanto poi, quando i giovani si troveranno davanti all'impresa che non li assume, noi insegnanti non ci saremo.

Gemma
13-07-2006, 12:47
spettacolare, perfetto: non c'è nessun punto che non abbia toccato, i miei complimenti all'autore del pezzo.

Di questa faciloneria è da ormai 4/ anni che mi lamento, vedendo il rendimento scolastico di mio figlio (che pur fa solo la prima media) e confrontando i suoi voti con le sue reali conoscenze e meriti.

Uno schifo dal quale nemmeno volendo qualcosa di diverso si sa come uscirne.

Come si risolve una simile situazione?

lowenz
13-07-2006, 12:52
Dipende cmq scuola a scuola, conosco un ragazza uscita con 70 che a mio parere meritava 100 per il lavoro e la serietà dimostrata nel trienno.

La questione poi del "ti boccio" servirebbe se la bocciatura venisse vissuta in modo costruttivo e non come "condanna". Questa (corretta) visione della bocciatura non può insegnarla la scuola, ma la famiglia, che invece - tipicamente - vuole che il figlio o la figlia faccia tutto e subito fin da neonato e non crei problemi perchè "i genitori hanno già tanto da fare".

lowenz
13-07-2006, 12:59
Levando dal cranio alla gente che i loro rampolli sono sempre i più bravi ed i più perfetti.
Sono capaci di querelarti se glielo dici :D

Gemma
13-07-2006, 13:04
Levando dal cranio alla gente che i loro rampolli sono sempre i più bravi ed i più perfetti. Se non esistesse tale considerazione, quando tornavo da scuola punito le beccavo pure dai miei mentre oggidì si querelal'insegnante colpevole di aver ingiustamente oppresso un esempio di perfezione, non esisterebbe neppure il vezzo di barare per mantenere in piedi la frottola e non perdere la reputazione per aver figli "scolasticamente incapaci".

Troppo garantismo, il garantismo toglie la competizione e l'assenza di competizione azzera la selezione, il resto viene di conseguenza. Il doping ed il voler vincere ad ogni costo, anche barando, è una delle tante facce di tutto questo.
si, ok, ma nel pratico? :D

non è che posso andare io porta a porta a far capire alla gente che il figlio/la figlia non va messo su un piedistallo ovattato.

Queste battaglie, in piccolo, le ho già ben portate avanti in tutti questi anni: dal richiedere esplicitamente agli insegnanti di dare le note , invece che semplicemente redarguirli, all'invito a non applicare la sufficienza consolatoria.

Pensa che a fine anno, quando sono andata a ritirare la pagella di mio figlio, mi sono fermata a parlare con la profe di tecnologia perchè in quella materia c'era un'insufficienza.

IO: "buongiorno signora, vedo che in pagella c'è l'insufficienza, sono interessata a conoscerne le motivazioni"
(io intendevo solo capire se era dettato dalla cronica noncuranza di mio figlio, da una mancanza di studio o altro)
Lei stava quasi per giustificarsi :eek:
Ho dovuto spiegarle esplicitamente che non intendevo assolutamente confutare il suo giudizio, ma solo capire su cosa dovevo battere a acasa per farlo migliorare.

In questi anni ho visto atteggiamenti genitoriali raccapriccianti. Il rifiuto che i figli ricevano delusioni, che vengano, come invece sarebbe giusto, caricati delle proprie responsabilità.

Ma ripeto la domanda: come si fa ad invertire la tendenza?

Non starebbe all'apparato scuola pretendere un maggior rispetto per il proprio ruolo, sia dagli alunni che dai relativi genitori?

V.H.A.C
13-07-2006, 13:05
E peggiorerà vedrete: scuola, genitori e TV stanno diseducando alla vita le nuove generazioni. Stiamo creando un'esercito di beoti totalmente capaci di cavarsela da soli...

thotgor
13-07-2006, 13:07
Semplice: quasi nessuno guarda più il voto...si guarda la persona.

kaioh
13-07-2006, 13:23
Come si risolve una simile situazione?Educando prima di tutto i genitori . Quanti genitori si scandalizzano se il loro pupo non prende la sufficienza? ( Vedi il non esporre i cartelloni dì fine anno ) Quanti invece di rimproverare il professore non prendono il figlio per fargli una lavata di capo?

Quando c'è più sintonia di obbiettivi tra insegnanti e genitori allora si può agire con più tranquilità nei confronti delgi alunni e pure più seriamente.

Ricordo che in seconda superiore eravamo in 20 , 10 bocciati a giugno, 10 rimandati dei quali 5 bocciati a settembre . Ed anche allora le maniche erano molto più che larghe .

kaioh
13-07-2006, 13:27
Levando dal cranio alla gente che i loro rampolli sono sempre i più bravi ed i più perfetti. Ad un colloquio coi genitori ho detto ad una madre supersboriosa di se " suo figlio è maleducato " , apriti cielo , ha fatto il 48! E' andata a lagnarsi di me dai miei colleghi e dirigenti . Però il giorno dopo ho preso i complimenti da loro poiché ho avuto il coraggio di dirlo mentre loro non ce l'avevano di affontare sia la madre che il figlio.
Gli effetti benefici ci son stati visto che il ragazzo per quasi 3 settimane se ne è stato tranquillo. :p

Lucrezio
13-07-2006, 13:56
Concordo con l'articolo.
Il problema è che molto spesso gli insegnanti sono messi nell'impossibilità di bocciare: parlavo con la mia insegnante di italiano che in una classe ha proposto 8 bocciature su 20... ne ha ottenute due. Mi diceva addirittura che nel dare troppi debiti si rischia una "lavata di capo" dal preside... che è più a garanzia della promozione che non della qualità dell'insegnamento.
O tempora, o mores!

IpseDixit
13-07-2006, 14:04
http://www.repubblica.it/2006/04/sezioni/scuola_e_universita/servizi/maturita-2006/ispezioni-miur/ispezioni-miur.html

Gemma
13-07-2006, 14:29
direi un'ottima mossa, tanto per cominciare.

E' così che si comincia a mettere a posto l'apparato scuola, non con riforme buffone.

clasprea
13-07-2006, 14:49
Mia madre ha fatto per anni l'insegnante di educazione artistica alle medie. Quando qualche genitore andava a parlarle, accadeva solo perchè magari lei aveva sgridato qualche alunno molto maleducato, e i genitori venivano a lagnarsi... che poi mia mamma al massimo gli diceva "maleducato"... o alle femmine il massimo era "ochetta"... capirrai che affronti...
mi racconta semrpe di un alunno che diversi anni fa continuava ruttare molto rumorosmente in classe... distrendo i compagni e ovviamente impedendo lo svolgersi della lezione... mia mamma dopo svariati richiami si è stufata e l'ha trascinato dal preside... col risultato che il giorno dopo la madre è accorsa dicendo che "il mio bambino è rimasto traumatizzato da questa esperienza, lei non dovrebbe più insegnare, come si è permessa, mio figlio è un bravo ragzzo, ecc...."

cose da pazzi insomma

Zeu5
13-07-2006, 15:30
A mio parere, oltre ai problemi, ottimamente espressi, da proteus e gemma c'è anche il problema del metodo.
Dalla mia esperienza, ho avuto la netta sensazione (leggi -> certezza assoluta) che sistema scolastico&professori sempre più premia i pappagalli piuttosto che i cervelli: dando più valore (-> voti più alti) a chi, in modo "a-ragionativo", ripete la lezione a memoria rispetto a chi ,magari con qualche ovvia difficoltà in più, cercasse di proporre un ragionamento per arrivare alla soluzione del caso.
Sfornando persone da 100 che però alla prima difficoltà o "situazione nuova" si ritrovano nella...ehm...CACCA :D
Questo principalmente per le materie tecnico-scientifiche.

Capisco che non sia semplice per un insegnante capire le differenze tra queste tipologie di alunno, ma alla fine dovrebbe essere il loro lavoro. :O


Saluti.