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View Full Version : Discussione sulla scienza


fsdfdsddijsdfsdfo
07-07-2006, 21:30
Vorrei aprire una discussione sulla mia tesina.
Ora che l'ho finita e discussa (per la maturità) vorrei aprire con voi alcune discussioni riguardo alcune mie opinioni.
In particolare sulla perfittibilità della scienza e sull'idea di scienza come mito moderno.

Per scienza si intende un complesso organico di conoscenze ottenuto con un processo sistematico di acquisizione delle stesse allo scopo di giungere ad una descrizione precisa della realtà fattuale delle cose, e in ultima analisi di una verità universalmente condivisa. Non ha alcuno scopo se non quello di soddisfare la curiosità umana. Una curiosità senza alcun fine, o traguardo, a parte quello di donare dignità intellettuale all'uomo permettendogli di capire se stesso e quello che gli sta intorno.
La parola scienza deriva dal latino scientia, che significa conoscenza, sapere.


Il termine tecnica assume nei secoli il significato di ambito multidisciplinare di ricerca e sviluppo di soluzioni, legate soprattutto ai processi produttivi, alle macchine e al loro funzionamento partendo da principi della scienza.
Il termine greco tékne indica l' 'arte' nel senso di 'perizia',‘saper fare, saper operare’ e quindi si potrebbe tradurre con ‘abilità specifica’. La tecnica si occupa del funzionamento delle cose.


Fino al '600 scienza e tecnica erano contrapposte, l'una cercava di scoprire l'intervento divino, l'altra di guidare l'attività umana. Oggi le vediamo come due aspetti della stessa medaglia, indissolubili tra loro, ma questo non è né naturale né esatto. Fin dagli albori della civiltà l'uomo si è interrogato sulla natura e come risposta ha sviluppato il mito, cioè una serie di credenze per spiegarsi quello che gli stava intorno. L'umanità ha sempre avuto bisogno di spiegazioni sulla natura, ha sempre sentito l'innato bisogno di capirla per non averne paura. Ogni civiltà, dagli indigeni maori, ai greci e latini, fino ai giorni nostri, ha una sua forma di mito che gli serve per sentirsi in pace con se stessa. Il rapporto tra scienza e mito è indissolubile, possiamo vederlo dal fatto che molti termini della scienza derivino dalla mitologia greca, una sorta di tributo a chi prima di noi ha provato, in vari modi, a darsi delle risposte. In questo senso possiamo definire la scienza come la forma moderna di mito.


Forse per questo motivo oggi molti ripongono una sorta di fede nella scienza: chi di noi dubita che la medicina sconfiggerà tutte le malattie, o che gli ingegneri aerospaziali un giorno ci faranno volare su marte? Ma qui nasce l'errore.
La scienza non ha alcuno scopo, al contrario della tecnica, e non ha alcuna fede, se non quella nel dubbio metodico. L'uomo ha voluto indagare per pura curiosità l'intimità della materia, scoprendo l'atomo. L'atomica invece, è tutt'altra cosa.


La scienza ha distrutto sistematicamente ogni forma di antropocentrismo: si è partiti con Galileo, che ci ha spostati dalla posizione privilegiata di centro dell'universo. Abbiamo visto poi Darwin, che ci ha tolti dalla posizione di creature di Dio (almeno nel senso stretto di creati direttamente dalle sue mani), Freud poi ha sottolineato il nostro collegamento con il mondo animale. L'ultima domanda che ci rimane è se siamo diversi dalle macchine, forse si, forse no. La risposta, grazie all'informatica, non è poi cosi lontana.

Alcuni credono che questo abbia svilito l'uomo, ma ciò non è assolutamente vero, anzi, ci ha donato enorme dignità culturale. Solo comprendendo quanto piccoli siamo, riusciamo a capire quanto grande è quello che abbiamo fatto.


La tecnica invece esiste da molto meno, circa dall'invenzione dei primi utensili in pietra. Come già detto essa è stata a lungo slegata dalla scienza: per tutto l'ottocento l'uomo ha costruito macchine a vapore senza sapere molto sulla termodinamica ma basandosi solo sull'esperienza, oppure la matematica, per antonomasia la scienza piu astratta, anche se sappiamo che questa ci è stata di enorme aiuto.

Queste due discipline alla fine però si sono incontrate, dandosi vicendevolmente un enorme aiuto. Ed è proprio su questo che si baserà la mia tesina: il matrimonio tra scienza e tecnica

Gemma
07-07-2006, 21:56
non era meglio nella sezione "scienza e tecnica"?

fsdfdsddijsdfsdfo
07-07-2006, 22:05
non era meglio nella sezione "scienza e tecnica"?
non è una discussione tecnica. E' una discussione di filosofia della scienza.

Lucrezio
07-07-2006, 22:09
Bello spunto ;)
Magari ci sarebbe stata bene anche una mazzatina al determinismo universale!

Gemma
07-07-2006, 22:10
non è una discussione tecnica. E' una discussione di filosofia della scienza.
appunto.
quindi adatta alla sezione scienza.
o pensi che possa rientrare in politica?

Lucrezio
07-07-2006, 22:18
appunto.
quindi adatta alla sezione scienza.
o pensi che possa rientrare in politica?
Io penso che in politica, dove molto spesso del termine scienza si abusa, così come del suo contenuto e del suo messaggio, un thread così non possa che far bene.
Troppi ancora sono convinti che la scienza aprirà all'uomo le porte del paradiso o altre fregnacce simili, che tutto sarà determinato e scoperto e che risolveremo tutti i problemi del mondo grazie ad essa.
Molti dimenticano che la scienza è prima di tutto un metodo *razionale* di indagine della realtà e che parole come "assoluto", "vero", "giusto" non le si confacciono, in quanto si tratta dell'apoteosi del relativsmo ipsa facta!

lowenz
07-07-2006, 22:20
Uh che bella come introduzione, il mio pane quotidiano :D

Lucrezio ha detto bene, c'è da considerare il divario fra la vecchia scienza positivista e determinista con quella attuale.
E' un abisso che tanti ancora non sospettano minimamente esista.

Lucrezio
07-07-2006, 22:21
Uh che bella come introduzione, il mio pane quotidiano :D

Lucrezio ha detto bene, c'è da considerare il divario fra la vecchia scienza positivista e determinista con quella attuale.
E' un abisso che tanti ancora non sospettano minimamente esista.
E adesso si scatena il mio postatore filosofo-logorroico preferito!

zerothehero
07-07-2006, 22:25
"
Fino al '600 scienza e tecnica erano contrapposte, l'una cercava di scoprire l'intervento divino, l'altra di guidare l'attività umana."

Che intendi?
Non è esattamente vero che tutta l'attività teoretica/speculativa fosse rivolta all'ambito "trascendente". Democrito era ateo, idem Socrate. :p

La teknè è semplicemente un elemento strumentale che sò..i sofisti facevano uso dellà teknè retorikè, nell'ambito dialettico.

"
Ogni civiltà, dagli indigeni maori, ai greci e latini, fino ai giorni nostri, ha una sua forma di mito che gli serve per sentirsi in pace con se stessa."

Vero :) , ma non è la sola funzione del muzos/mito. Platone usava il mito a fini esemplificativi.
In politica il mito ha una funzione di fictio/di finzione falsificante...il mito americano ad es. è una finzione.




"
Forse per questo motivo oggi molti ripongono una sorta di fede nella scienza: chi di noi dubita che la medicina sconfiggerà tutte le malattie, o che gli ingegneri aerospaziali un giorno ci faranno volare su marte? Ma qui nasce l'errore.
La scienza non ha alcuno scopo, al contrario della tecnica, e non ha alcuna fede, se non quella nel dubbio metodico. L'uomo ha voluto indagare per pura curiosità l'intimità della materia, scoprendo l'atomo. L'atomica invece, è tutt'altra cosa. "

D'accordo. :)

"
La scienza ha distrutto sistematicamente ogni forma di antropocentrismo: si è partiti con Galileo, che ci ha spostati dalla posizione privilegiata di centro dell'universo. Abbiamo visto poi Darwin, che ci ha tolti dalla posizione di creature di Dio (almeno nel senso stretto di creati direttamente dalle sue mani), Freud poi ha sottolineato il nostro collegamento con il mondo animale. L'ultima domanda che ci rimane è se siamo diversi dalle macchine, forse si, forse no. La risposta, grazie all'informatica, non è poi cosi lontana.

Alcuni credono che questo abbia svilito l'uomo, ma ciò non è assolutamente vero, anzi, ci ha donato enorme dignità culturale. Solo comprendendo quanto piccoli siamo, riusciamo a capire quanto grande è quello che abbiamo fatto. "

Penso più che altro che se in passato la razionalità scientifica faceva da pandant con "l'umanesimo", adesso non è più così e quindi i valori etici non hanno sostanzialmente più un fondamento e una sussistenza "trascendente", nelle leggi "divine", nè nelle leggi naturali (che sussistono in quanto "razionali"etsi deus non daretur) (in fin dai conti non c'è scritto da nessuna parte che un moscerino sia meno importante di un uomo ad es. :p )..quindi in sostanza l'antropocentrismo e i valori dell'umanesimo sono nostre costruzioni "razionali", senza una sussistenza trascendente, desacralizzate, come invece era sostenuto passato.(auctoritas sacra pontificum et regalis potestas)

Cmq la tua tesina è mostruosa..abbraccia argomenti imho troppo vasti. :D



Per scienza si intende un complesso organico di conoscenze ottenuto con un processo sistematico di acquisizione delle stesse allo scopo di giungere ad una descrizione precisa della realtà fattuale delle cose, e in ultima analisi di una verità universalmente condivisa. Non ha alcuno scopo se non quello di soddisfare la curiosità umana. Una curiosità senza alcun fine, o traguardo, a parte quello di donare dignità intellettuale all'uomo permettendogli di capire se stesso e quello che gli sta intorno.
La parola scienza deriva dal latino scientia, che significa conoscenza, sapere.

Questo è contestabile. Sia sul lato della verità universalmente condivisa (che è impossibile, nella moderna scienza empirica falsificante), sia sul lato della descrizione precisa della realtà fattuale, che è in sostanza impossibile per i vari principi di indeterminazione. :p

lowenz
07-07-2006, 22:55
E adesso si scatena il mio postatore filosofo-logorroico preferito!
:D

No beh, non sono in periodo "gagliardo" dato che la fama di filosofo ti rende la vita peggiore di un ricercato nel mondo di oggi e la gente (-> :oink: ) ti guarda come se guardasse un appestato dal quale stare alla larga :D

Cmq dato che, come si dice dalle mie parti, la quaglia è andata.....e il quaglio è rimasto solo :asd: vediamo cosa posso dire.....mmmm.....

Per scienza si intende un complesso organico di conoscenze ottenuto con un processo sistematico di acquisizione delle stesse allo scopo di giungere ad una descrizione precisa della realtà fattuale delle cose, e in ultima analisi di una verità universalmente condivisa.
Al posto di realtà "fattuale" io avrei scritto kantianamente "fenomenica", cioè in questo contesto quella "misurabile": la scienza, da Galileo fino ad oggi, continua infatti ad avere come perno la misurazione, senza di essa risulterebbe solo una simpatica raccolta di modelli matemematici - più o meno fantasiosi - la cui validità si ferma inevitabilemente alla coerenza con la teoria di cui essi rappresentano l'ossatura, ma nulla di più; detto altrimenti, la misura è un elemento ESSENZIALE :cool:
Qui compare una interdipendenza con la tecnica: è infatti la tecnica a fornire gli strumenti di misura, ma è altresì vero che gli strumenti di misura sono frutto dell'applicazione (tecnica appunto) di un modello scientifico.
Sull'uso poi della parola verità in ambito scientifico storco sempre il naso, dato che lo trovo un abuso di linguaggio: la scienza è costituita da teoria e una teoria non è mai "vera", è semplicemente valida fino a prova contraria, ed è proprio questa caratteristica a renderla scientifica (-> falsificazionismo popperiano) e distinguerla così da altre forme di pensiero.

Il rapporto tra scienza e mito è indissolubile, possiamo vederlo dal fatto che molti termini della scienza derivino dalla mitologia greca, una sorta di tributo a chi prima di noi ha provato, in vari modi, a darsi delle risposte. In questo senso possiamo definire la scienza come la forma moderna di mito.
Beh, la scienza ha un figlio "bastardo" del resto :D, lo scientismo, cioè la credenza di poter rispondere a tutte le domande che l'uomo si pone attraverso la scienza.....per la serie "l'infantilismo non ha limiti" :D
Forma di parziale scientismo è stato il Positivismo di stampo meccanicistico/deterministico (->Laplace) dell'Ottocento, che però ha avuto il pregio di portare, quasi per "sovraelongazione" nelle applicazioni tecniche, ad una vera e propria rivoluzione alla fine dell'Ottocento, rivoluzione iniziata in termonidamica (guarda caso ambito incredibilmente prolifico per la tecnica in quel periodo) e culminata nella Relatività einsteniana e nel Principio di Indeterminazione, che hanno disfato questo vecchio paradigma, usando un termine molto caro a Kuhn; la Relatività in particolare ne ha messo in crisi il fulcro, cioè il ruolo ricoperto dall'osservatore di fronte ad un fenomeno: come vedete si torna ancora al problema centrale della scienza, cioè quello della misurazione (l'osservatore è infatti colui che effettua la misurazione).

L'ultima domanda che ci rimane è se siamo diversi dalle macchine, forse si, forse no. La risposta, grazie all'informatica, non è poi cosi lontana.
Considerando che proprio ieri mi esprimevo in questi termini con una mia ex fiamma (e quindi potete anche capire perchè è ex :asd: ).....questa è una problematica relativa a quella che viene designata come "I.A. (Intelligenza Artificiale) forte" ed è collegata al cosiddetto "test di Turing".....e la risposta è ancora mooooooolto lontana :D

Alcuni credono che questo abbia svilito l'uomo, ma ciò non è assolutamente vero, anzi, ci ha donato enorme dignità culturale. Solo comprendendo quanto piccoli siamo, riusciamo a capire quanto grande è quello che abbiamo fatto.
:mano:.....parole SANTE :stordita: :D

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In premio per queste mie sagge parole.....VOGLIO UNA QUAGLIA! :O :oink:
E' ovviamente per scopat.....scopi :D puramente scientifici :asd:

lowenz
07-07-2006, 23:00
Questo è contestabile. Sia sul lato della verità universalmente condivisa (che è impossibile, nella moderna scienza empirica falsificante), sia sul lato della descrizione precisa della realtà fattuale, che è in sostanza impossibile per i vari principi di indeterminazione. :p
Non togliermi le parole di bocca :Prrr:
Uffa ecco, lo sapevo, non ho citato Heisenberg.....adesso integro il post di sopra :D

Curioso è osservare che Einstein, padre della Relatività, era assolutamente determinista ("Dio non gioca a dadi") :p

Banus
08-07-2006, 09:09
la Relatività in particolare ne ha messo in crisi il fulcro, cioè il ruolo ricoperto dall'osservatore di fronte ad un fenomeno: come vedete si torna ancora al problema centrale della scienza, cioè quello della misurazione (l'osservatore è infatti colui che effettua la misurazione).
Se la relativià l'ha messo in crisi, la fisica quantistica gli ha dato il colpo finale :D
Infatti l'osservatore nella relatività è facilmente descrivibile in termini di "sistema di riferimento", mentre dopo 80 anni manca ancora un modello condiviso del ruolo dell'osservatore in fisica quantistica, perchè tutte le proposte portano a risultati difficilmente digeribili (mondi paralleli, negazione della realtà oggettiva, fisica non ancora scoperta).

L'ultima domanda che ci rimane è se siamo diversi dalle macchine, forse si, forse no. La risposta, grazie all'informatica, non è poi cosi lontana.
Questa domanda, e più in generale la discussione sul fisicalismo, cioè se la mente può essere ridotta a semplici fenomeni fisici, ha portato a riflessioni particolarmente significative sul concetto di sè.
Ad esempio nella camera cinese (http://en.wikipedia.org/wiki/Chinese_Room) si mette in discussione la possibilità di una "IA forte", nella camera di Mary (http://en.wikipedia.org/wiki/Mary's_room) si valuta se le esperienze sono riducibili a pure descrizioni scientifiche, o se esistono parti irriducibili. La "mente come macchina" rende teoricamente possibile il trasferimento di mente (http://en.wikipedia.org/wiki/Mind_transfer), che pone problemi alla nozione di identità: trasferendo la mia mente su un computer, ciò che ottengo sono io o una semplice copia?
Insomma, non solo scienza e tecnica sono strettamente intrecciate, ma anche scienza e filosofia :D

lowenz
08-07-2006, 10:14
Se la relativià l'ha messo in crisi, la fisica quantistica gli ha dato il colpo finale :D
Infatti l'osservatore nella relatività è facilmente descrivibile in termini di "sistema di riferimento", mentre dopo 80 anni manca ancora un modello condiviso del ruolo dell'osservatore in fisica quantistica, perchè tutte le proposte portano a risultati difficilmente digeribili (mondi paralleli, negazione della realtà oggettiva, fisica non ancora scoperta).
A me il modello ad infiniti mondi paralleli va benissimo, dato che esisterà anche quello in cui dopo una misurazione (evento che innesca la scissione in mondi paralleli :p) le quaglie non volano via :asd:

Insomma, non solo scienza e tecnica sono strettamente intrecciate, ma anche scienza e filosofia :D
Già :D

fsdfdsddijsdfsdfo
10-07-2006, 17:30
Bello spunto ;)
Magari ci sarebbe stata bene anche una mazzatina al determinismo universale!
:D:D

fatta a voce... :D:D

fsdfdsddijsdfsdfo
10-07-2006, 17:35
"
Che intendi?
Non è esattamente vero che tutta l'attività teoretica/speculativa fosse rivolta all'ambito "trascendente". Democrito era ateo, idem Socrate. :p


La teknè è semplicemente un elemento strumentale che sò..i sofisti facevano uso dellà teknè retorikè, nell'ambito dialettico.

ALT

non credevano nelle divinità comuni, ma non erano atei. Tutti e due hanno cercato un principio trascendente.


Vero :) , ma non è la sola funzione del muzos/mito. Platone usava il mito a fini esemplificativi.
In politica il mito ha una funzione di fictio/di finzione falsificante...il mito americano ad es. è una finzione.

Nulla da dire. O meglio: sarebbe troppo lungo.



Questo è contestabile. Sia sul lato della verità universalmente condivisa (che è impossibile, nella moderna scienza empirica falsificante), sia sul lato della descrizione precisa della realtà fattuale, che è in sostanza impossibile per i vari principi di indeterminazione. :p

per universalmente condivisa si intende riproducibile.
Tutti possono verificare le leggi di maxwell, neri, bianchi, terrestri e alieni.
Tutti sappiamo che le leggi di maxwell sono un modello, esatto a meno di un certo errore.

fsdfdsddijsdfsdfo
10-07-2006, 17:37
:D


Qui compare una interdipendenza con la tecnica: è infatti la tecnica a fornire gli strumenti di misura, ma è altresì vero che gli strumenti di misura sono frutto dell'applicazione (tecnica appunto) di un modello scientifico.
Sull'uso poi della parola verità in ambito scientifico storco sempre il naso, dato che lo trovo un abuso di linguaggio: la scienza è costituita da teoria e una teoria non è mai "vera", è semplicemente valida fino a prova contraria, ed è proprio questa caratteristica a renderla scientifica (-> falsificazionismo popperiano) e distinguerla così da altre forme di pensiero.


Dire che la scienza dipende dalla tecnica è come identificare un cavaliere col suo cavallo..

comunque verità in effetti è un termine eccessivo, diciamo vero a meno di un dato errore...

lowenz
10-07-2006, 18:44
Dire che la scienza dipende dalla tecnica è come identificare un cavaliere col suo cavallo..

Non confondiamo il verbo "dipendere" con "identificare": io ho detto che la scienza dipende dalla tecnica per via del problema inesorabile (e dal quale non può prescindere) delle misurazioni, e mi sembra assolutamente sensato ;)


comunque verità in effetti è un termine eccessivo, diciamo vero a meno di un dato errore...
Allora si dice valido :D
Non esistono teorie vere, ma solo teorie valide ;)

zerothehero
10-07-2006, 22:59
ALT

non credevano nelle divinità comuni, ma non erano atei. Tutti e due hanno cercato un principio trascendente.
.


Certo..Socrate credeva in un principio di virtù, Platone sostanziava le virtù nel mondo delle idee..ma entrambi non credevano alle divinità apollinee, quindi erano atei...anche i buddisti hanno un loro corpus di credenze, ma sono atei.

zerothehero
10-07-2006, 23:03
per universalmente condivisa si intende riproducibile.
Tutti possono verificare le leggi di maxwell, neri, bianchi, terrestri e alieni.
Tutti sappiamo che le leggi di maxwell sono un modello, esatto a meno di un certo errore.

Modello esatto per adesso, non per sempre...non puoi affermare una volta per tutte una teoria perchè non hai sott'occhio i casi presenti, passati e futuri. (popper e i cigni) :p
La gravitazione universale di Newton era verificata sui "macrocorpi" celesti, ma fu falsificata quando non fu ritenuta adeguata nell'universo "quantistico". :D
Quindi occhio. :p perchè non siamo in un realtà meccanicistica.

lowenz
10-07-2006, 23:28
perchè non siamo in un realtà meccanicistica.
Beh più che altro non siamo in una realtà deterministica :D

zerothehero
10-07-2006, 23:36
Beh più che altro non siamo in una realtà deterministica :D

Ragione.."deterministica"..mi riferivo al meccanicismo newtoniano e ho fatto un lapsus.

Cmq approfitto per dire altro..quando dijo dice:
"per universalmente condivisa si intende riproducibile"...vero, ma il problema è che non puoi riprodurre quel fenomeno per TUTTI I casi che afferiscono a tale teoria.
Un farmaco lo testi su un campione di individui (10000 ad es.), non puoi testarlo su tutte le persone presenti, passate e future, perchè semplicemente non sei Dio.
Quindi un medico onesto non potrà mai dire con ragionevole certezza che un farmaco curerà sicuramente e in ogni caso un paziente. :D ..idem per le teorie..che per essere tali devono avere il criterio della falsificabilità, non quello dell'assolutà "verità". :) perchè non hai sottomano tutti i fenomenii afferenti a quella teoria.

Maxmel
11-07-2006, 02:22
sul resto non intervengo.
Una precisazione. Ho letto sul presunto ateismo di Socrate, a parte il termine inadeguato al periodo storico, percui non capisco cosa s'intenda esattamente e chiedo scusa in anticipo se ho capito male, Socrate non era affatto ateo nemmeno nel senso di non credere nelle divinità "tradizionali", la posizione a tale riguardo è espressa chiaramente nell'Apologia di Socrate in cui egli replica alle accuse di andare contro le divinità ela tradizione rivoltegli da Meleto, facendo appello tra l'altro all'oracolo di Delfi, alla natura realmente divina della sua missione, al suo daimon interno. Ancora si può vedere il suo richiamo ad Asclepio nel finale del Fedone.
Tra l'altro mi sembra che il concetto di ateismo usato implica una concezione del divino estranea ai greci...

Maxmel
11-07-2006, 02:31
Uh che bella come introduzione, il mio pane quotidiano :D

Lucrezio ha detto bene, c'è da considerare il divario fra la vecchia scienza positivista e determinista con quella attuale.
E' un abisso che tanti ancora non sospettano minimamente esista.
Vero.
E' incredibile notare come persino ad alti livelli di istruzione accademica permanga una concezione di scienza e di epistemologia che deffinire datata è usare un'eufemismo. Alcune menti non sono mai sate toccate da quella che Husserl deffini la "crisi della scienza in europa"...

lowenz
11-07-2006, 09:26
Tra l'altro mi sembra che il concetto dia teismo usato implica una concezione del divino estranea ai greci...
Infatti per Socrate sarebbe maggiormente proprio parlare di accusa di "empietà", non di ateismo ;)

Maxmel
11-07-2006, 13:26
Infatti per Socrate sarebbe maggiormente proprio parlare di accusa di "empietà", non di ateismo ;)
esatto.

Kharonte85
11-07-2006, 23:15
Bella discussione http://www.faccinebuffe.it/smile/hands/hands5.gif :)


Freud poi ha sottolineato il nostro collegamento con il mondo animale.
Volevo fare una precisazione (anche perche' per il resto avete gia' fatto :D ) riguardante il contributo di Freud perche' detto cosi' è abbastanza bruttino... :)

Brevissimamente:

Il contributo più significativo di Freud fu infatti la sua concezione dell'inconscio (anche se prima di lui qualcuno l'aveva gia' considerato...).

Nel XIX imperava il positivismo, che credeva fermamente nella capacità degli individui di esercitare un controllo razionale di se stessi e del mondo esterno.

Freud, invece, suggerì che questo controllo fosse un'illusione....in verita' ciò che pensiamo sfugge al controllo e alla comprensione... e che i nostri comportamenti non hanno nulla a che vedere con i nostri pensieri coscienti.

Ovviamente il vedere l'uomo come un essere non del tutto razionale ma guidato dagli istinti non fu certo a vantaggio del positivismo... :D

.....questa è una problematica relativa a quella che viene designata come "I.A. (Intelligenza Artificiale) forte" ed è collegata al cosiddetto "test di Turing".....e la risposta è ancora mooooooolto lontana :D

Se noi proponessimo questa frase: "Un uomo entra in una stanza con un cappello" come diavolo fa una macchina a capire che è l'uomo che ha il cappello in testa e non la stanza?

Questo, secondo me, rende bene l'idea di come sia difficile pensare ad una I.A. completa... :D

Ciao :)

zerothehero
11-07-2006, 23:25
sul resto non intervengo.
Una precisazione. Ho letto sul presunto ateismo di Socrate, a parte il termine inadeguato al periodo storico, percui non capisco cosa s'intenda esattamente e chiedo scusa in anticipo se ho capito male, Socrate non era affatto ateo nemmeno nel senso di non credere nelle divinità "tradizionali", la posizione a tale riguardo è espressa chiaramente nell'Apologia di Socrate in cui egli replica alle accuse di andare contro le divinità ela tradizione rivoltegli da Meleto, facendo appello tra l'altro all'oracolo di Delfi, alla natura realmente divina della sua missione, al suo daimon interno. Ancora si può vedere il suo richiamo ad Asclepio nel finale del Fedone.
Tra l'altro mi sembra che il concetto di ateismo usato implica una concezione del divino estranea ai greci...

Socrate credeva al concetto di virtù, ad una dimensione logico-non ontologica..a me risulta che non credesse nelle dività della Polis, nelle divinità apollinee, quindi ribadisco il termine "ateo". :D

Maxmel
11-07-2006, 23:44
a me risulta che non credesse nelle dività della Polis, nelle divinità apollinee, quindi ribadisco il termine "ateo". :D
pace.
Se hai voglia leggiti i dialoghi socratici.

Lucrezio
12-07-2006, 00:10
pace.
Se hai voglia leggiti i dialoghi socratici.
Tutti arrivatici tramite Platone però :Perfido:

Scherzi a parte sono d'accordo con te!

Maxmel
12-07-2006, 00:30
Tutti arrivatici tramite Platone però :Perfido:

Scherzi a parte sono d'accordo con te!
mica vero.
E' Senofonte nei "Memorabili" a dipingere Socrate come un uomo devoto.
Tra l'altro cmq l'accusa di ateismo ovvero di "non credere in nessuna divinità" è immediatamente confutata e infatti si passa a quella di empietà.
Cmq ot.

Darkel83
12-07-2006, 01:34
Nn ho la minima voglia di dilungarmi in questo momento.
Magari domani.
Cmq stà roba mi smebra di una superficialità abissale, e senza nemmeno una vera tesi di fondo.
Quale sarebbe la tesi che vuoi sostenere?
Che il positivismo è una stronzata? Bhe ci erano già arrivati un secolo fa...

Per il resto Socrate fu accusato nel processo di essere ateo e nn credere negli dei greci ma nei demoni: socrate si difese dicendo che questi demoni erano figli degli dei.
Non si sa però con certezza se fosse solo un modo di far entarare in contraddizione i suoi accusatori, e questo nn è ben chiaro.

lowenz
12-07-2006, 02:12
Stiamo attenti a chiamare con la parola italiana "demoni" (che ha ormai un'accezione cristiana) il "daimon" socratico. Sono due cose BEN distinte e non c'entrano NULLA ;)

lowenz
12-07-2006, 02:13
Cmq stà roba mi smebra di una superficialità abissale, e senza nemmeno una vera tesi di fondo.
Quale sarebbe la tesi che vuoi sostenere?
Se non ho capito male è stata la sua tesina per la maturità.....è ovvio che sia roba "tranquilla", mica stiamo parlando di un corso di storia della scienza ed epistemologia ;)

Darkel83
12-07-2006, 15:44
La mia tesina aveva le palle.

Maxmel
12-07-2006, 23:19
La mia tesina aveva le palle.
come il tuo apporto questa discussione?

Darkel83
13-07-2006, 01:32
ma de che

lowenz
13-07-2006, 01:36
Dai ragazzi, chi è in questo thread sicuramente non è interessato a buttare la discussione in sterile polemica personale, no? ;)

Lucrezio
13-07-2006, 01:53
La mia tesina aveva le palle.
E con questo?
Postala tutta o linkala!
Anche la mia tesina aveva le palle (Latino - Italiano - Fisica, rapporto conoscenza - esperienza, necessità della verifica sperimentale, crisi del determinismo attraverso l'analisi di Lucrezio e Leopardi nelle loro analogie formali e semantiche, con approdo ad heisenberg. Il tutto centrato sul leitmotiv della "vista", come da titolo: occhi della mente, occhi del corpo. La parte di fisica era un 5%, il grosso era latino).
Ma questo non c'entra assolutamente nulla con una discussione che offre dei buoni spunti di riflessione.
Dato che la tua profondità di pensiero ci illumina fino alla cecità avanti, o magister, estne nobis tua doctrina gnoscere datum?

Maxmel
13-07-2006, 02:10
E con questo?
Postala tutta o linkala!
Anche la mia tesina aveva le palle (Latino - Italiano - Fisica, rapporto conoscenza - esperienza, necessità della verifica sperimentale, crisi del determinismo attraverso l'analisi di Lucrezio e Leopardi nelle loro analogie formali e semantiche, con approdo ad heisenberg. Il tutto centrato sul leitmotiv della "vista", come da titolo: occhi della mente, occhi del corpo. La parte di fisica era un 5%, il grosso era latino).
Ma questo non c'entra assolutamente nulla con una discussione che offre dei buoni spunti di riflessione.
Dato che la tua profondità di pensiero ci illumina fino alla cecità avanti, o magister, estne nobis tua doctrina gnoscere datum?
ma sono rimasto l'unico ad aver sostenuto un'esame di maturità serio? Ad essere stato, cioè, interrogato sulle materie alla vecchia maniera? :asd: :rolleyes: :D

Dante1982
13-07-2006, 02:56
è quando vedo ste discussioni che rimpiango di aver fatto ingegneria ... :sob:

lowenz
13-07-2006, 09:47
è quando vedo ste discussioni che rimpiango di aver fatto ingegneria ... :sob:
Io sto facendo ingegneria (ormai da troooooooppo tempo :asd: ) e come vedi non ho perso il pallino per la filosofia e la scienza "pura": anzi facendo ingegneria informatica ho approfondito questioni riguardanti la logica, il linguaggio, la modellizzazione della realtà, l'ingegneria della conoscenza, i metodi automatici di apprendimento e dulcis in fundo l' I.A. ;)