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View Full Version : Aperto a Banjul il VII vertice dell'Unione Africana


Ewigen
01-07-2006, 10:38
GAMBIA 1/7/2006 8.43
VII VERTICE UNIONE AFRICANA: SULL'AGENDA SPICCANO SOMALIA E DARFUR

[PIME] Sono soprattutto il dispiegamento di una missione di pace dell’Onu in Darfur e la crisi in Somalia – ma anche le situazioni di conflitto nel continente e le migrazioni - i principali temi in agenda per il VII vertice dei capi di stato e di governo dell’Unione Africana (Ua), che si apre oggi nella capitale Banjul, dopo le riunione preparatorie del Comitato permanente e dei ministri degli Esteri. Mentre i responsabili militari dei 53 stati membri africani si sono riuniti ad Addis Abeba, in Etiopia, per concordare proposte sulla sicurezza da presentare al vertice, nei giorni scorsi la Commissione dell’Ua, composta da 15 ministri degli Esteri, ha elaborato le risoluzioni da presentare nel fine settimana. Disaccordi sono emersi sulla bozza della Carta della democrazia, redatta a inizio giugno: la sua adozione, prevista durante il vertice, è stata per ora rinviata per una clausola che minaccia sanzioni contro chiunque cerchi di alterare la Costituzione del proprio paese per estendere il suo mandato di governo; come è già accaduto in Guinea, Gabon, Burkina Faso, Uganda, Repubblica del Congo e Ciad e come è sembrato che potesse accadere anche in Nigeria. A Banjul sono giunti intanto 45 presidenti, sei primi ministri, i rappresentanti delle missioni Onu nella Repubblica democratica del Congo e in Costa d’Avorio, le delegazioni di Stati Uniti, Europa, America Latina e di organismi economici e politici del continente. Presenti, come ospiti, anche il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e il venezuelano Hugo Chavez. È stata inoltre confermata la presenza del segretario generale dell’Onu, Kofi Annan,che potrebbe incontrare al margine del vertice i presidenti dello Zimbabwe, Robert Mugabe, e del Sudan, Omar el-Bashir. A proposito di Darfur, la regione occidentale sudanese teatro dal 2003 di scontri e violenze, l’Ua minaccerà sanzioni contro chiunque si opponga al processo di pace nella regione e rinnoverà l’invito al presidente sudanese di accettare l’invio di un contingente dell’Onu al posto dei 7.000 soldati dell’Ua di cui non intende rinnovare il mandato che scadrà a settembre. Si discuterà anche di Somalia, dove recenti scontri tra clan hanno portato l’Unione delle Corti Islamiche a estendere la propria influenza su Mogadiscio – che i signori della guerra controllavano da 15 anni con le armi – e altre località meridionali del paese, tra cui Jowhar. Altro tema in agenda – da discutere soprattutto con gli osservatori europei e statunitensi – le migrazione irregolari: secondo alcuni mezzi d'informazione africani, il presidente della commissione dell’Ua, Alpha Oumar Konare, intenderebbe parlare anche della fuga di cervelli dall’Africa e dell’impopolare proposta di legge francese sull’immigrazione.

Ewigen
02-07-2006, 12:05
GAMBIA 1/7/2006 16.37
VII VERTICE UNIONE AFRICANA, AGIRE PER PORRE FINE A CONFLITTI

“Dobbiamo agire per porre fine alle sofferenze di questi conflitti, in Darfur e in Somalia. Non ci sono dubbi che le situazioni di guerra in Africa possono spiegare molto dell’arretratezza e della povertà del nostro continente”: lo ha detto il presidente della Commissione dell’Unione Africana (Ua) Alpha Oumar Konaré, nell’intervento di apertura del VII vertice dei capi di Stato e di governo dell’organismo continentale, che è iniziato in queste ore a Banjul, capitale del Gambia.
Per il Darfur, in particolare, Konaré ha detto che l’Ua deve “trovare i mezzi per far applicare gli accordi di Abuja”, firmati a maggio dal governo del Sudan e da uno solo dei tre gruppi ribelli attivi nella regione occidentale del Paese, dove da quasi tre anni è in corso un grave conflitto interno. L’impegno per la pacificazione del continente – ha aggiunto il presidente della Commissione – va esteso anche al sostegno dei processi di pace in Costa d’Avorio e nella Repubblica democratica del Congo, due paesi in cui le elezioni presidenziali previste in questi mesi dovrebbero porre fine a perdurante instabilità.
Per risolvere le crisi africane – in particolare il Sudan e la Somalia, ma anche il Ciad – Konaré ha esortato alla cooperazione tra la stessa Ua e l’Onu, rappresentato in questa occasione dal suo segretario generale Kofi Annan. Originario del Ghana, per Annan si è trattato anche di una sorta di “saluto” ufficiale ai capi di Stato e di governo africani, in vista della scadenza del suo mandato a dicembre. “Nel corso di questi quasi dieci anni trascorsi dal mio primo intervento” (davanti all’allora Organizzazione per l’unità africana nel 1997, ndr) – ha detto – ho avuto il privilegio di poter assistere a una terza era”, dopo quelle della colonizzazione e dell’indipendenza, e successivamente delle dittature e del malgoverno. Il segretario generale dell’Onu ha espresso apprezzamento per “i progressi compiuti dal continente in materia di sviluppo, sicurezza e diritti umani”, deplorando tuttavia che la miseria, il sida/aids, l’insicurezza alimentare, l’inquinamento, la disoccupazione giovanile continuano ad affliggere l’Africa. Molto resta comunque da fare, ha aggiunto, per raggiungere gli ‘Obiettivi del millennio’ fissati dall’Assemblea generale dell’Onu, cioè il dimezzamento della povertà entro il 2015.
Tra i temi in discussione fino a domani anche una posizione comune sul problema dell’immigrazione clandestina e sul processo contro l’ex-presidente del Ciad Hissan Habré, in esilio in Senegal e perseguito dalla magistratura del Belgio che ne chiede l’estradizione.

majin mixxi
02-07-2006, 23:08
oltretutto hai la firma irregolare :rolleyes: