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View Full Version : briatore...non si sopporta più


ggdavenexia
27-05-2006, 17:51
Ciao a tutti!
io briatore non lo sopporto veramente più, oggi ha fatto traboccare la goccia...

capisco di che di motori non se ne intenda...vabbe ha la grana...
capisco che non è un figo ma ha tutte le più bone...vabbe ha la grana...
gli sopporto la finta r moscia da vip...vabbe ha la grana...

oltre a far vincere un team francese(onti) cosa fa?insulta la ferrari e micheal...

io non lo sopporto veramente più!
gli dovremo togliere la cittadinaza italiana!!!
ciaoo a tutti!

energy+
27-05-2006, 17:59
Poverino e dopo come fa solo con quella di montecarlo! :(























:sofico:

Ps Purtroppo è 1 pò il Moggi della F1,lui alla fine è 1 merda d'uomo ma il suo lavoro lo sa fare molto bene in 1 modo o nell'altro..... ;)

ciao

matteo1986
27-05-2006, 17:59
Ciao a tutti!
io briatore non lo sopporto veramente più, oggi ha fatto traboccare la goccia...

capisco di che di motori non se ne intenda...vabbe ha la grana...
capisco che non è un figo ma ha tutte le più bone...vabbe ha la grana...
gli sopporto la finta r moscia da vip...vabbe ha la grana...

oltre a far vincere un team francese(onti) cosa fa?insulta la ferrari e micheal...

io non lo sopporto veramente più!
gli dovremo togliere la cittadinaza italiana!!!
ciaoo a tutti!

Invidia? :)

Schumy
27-05-2006, 18:02
Io credo che fa così xchè nn lo chiamano a lavorare in Ferrari :D ultimamente da quando la Ferrari ha incominciato a ingranare misà che i problemi di testa li abbia lui nn Schumacher :doh: speriamo che schumi domani gli dia un'altra doccia fredda :read:

mt_iceman
27-05-2006, 18:02
Poverino e dopo come fa solo con quella di montecarlo! :(























:sofico:

Ps Purtroppo è 1 pò il Moggi della F1,lui alla fine è 1 merda d'uomo ma il suo lavoro lo sa fare molto bene in 1 modo o nell'altro..... ;)

ciao

no, guarda. può stare antipatico quanto vuoi, ma non è certo il moggi della f1. in quello sia ron dennis che jean tods gli sono avanti anni luce.

energy+
27-05-2006, 18:06
no, guarda. può stare antipatico quanto vuoi, ma non è certo il moggi della f1. in quello sia ron dennis che jean tods gli sono avanti anni luce.
Nel senso che indipendentemente da come fa e dalle sue conoscenze che è risaputo sono praticamente -1, il suo lavooro lo fa dannatamente bene!!!
Purtroppo aggiungo.....
qui c'è lnessuno che ha il padre che era in classe con Briatore in pratica mi ha raccontato che li dalle sue parti ha fregato praticamente tutta la città, è 1 pò il classico tirabidoni da quel che ho capito.....
Questo unito al fatto che è simpatico come 1 scarica di diarrea......... :muro:

Schumy
27-05-2006, 18:15
ho appena letto che fisichella e stato retrocesso dal quinto posto al decimo per aver ostacolato coultrad nelle qualifiche ....

Federico855
27-05-2006, 18:16
Non ho ancora capito perchè si sia arrabbiato :confused:
Qualcuno mi può aggiornare?
TNX :D

JENA PLISSKEN
27-05-2006, 18:22
a simpatia stà a 0...però sa vivere...nel lusso :sofico: ...almeno lui ha i dindi e non fa nulla x nasconderlo...non sopporto quelli che si buttano sull understatement spinto solo x far piacere al popolo....x ora non ha fatto la fine di Ricucci ...quindi ...alla via così.
Cmq ammiro ben altri uomini ;)

Federico855
27-05-2006, 18:42
Non ho ancora capito perchè si sia arrabbiato :confused:
Qualcuno mi può aggiornare?
TNX :D
Nessuno mi spiega? :(

Schumy
27-05-2006, 18:47
Nessuno mi spiega? :(
Perchè Schumi è in pole mentre alfonso e secondo e questo lo rode dentro :D

energy+
27-05-2006, 18:51
Perchè Schumi è in pole mentre alfonso e secondo e questo lo rode dentro :D
Oltre a questo Schumy ha sbagliato 1 curva all'ultimo giro crono e ha fatto venire la bandiera gialla essendo 1 pò in mezzo mentre i 2 della renault facevano il giro (l'ulitmo) che hanno dovuto abortire..... :p

Gianni1482
27-05-2006, 18:55
Per la serie sempre un simpaticone rosicone :

Briatore: "Nel 2007 Bridgestone riparta da zero"
17 05 2006
Grazia Neri

In vista del 2007, quando non ci sarà più la Michelin, Flavio Briatore mette le mani avanti: "Chi ha già lavorato con Bridgestone avrà dei vantaggi, la Fia intervenga".

Quella in corso, infatti, è l'ultima stagione in cui Michelin sarà impegnata in Formula 1. In inverno i francesi avevano subìto la scelta della Federazione di reintrodurre il cambio gome durante i pit-stop, che da un lato permetteva ai concorrenti della Bridgestone di recuperare l'impressionante svantaggio accumulato nel 2005, dall'altro non andava nella direzione della riduzione dei costi promessi dallo stesso campo della Fia Max Mosley. A quel punto, la casa del Bibendum scelse di farsi da parte: "Non è la direzione giusta, dal 2007 Michelin non sarà più in Formula 1" - dissero i francesi in un comunicato ufficiale.

Così dall'anno prossimo Bridgestone sarà il fornitore per tutti i team, cosa che preoccupa non poco coloro che si troveranno costretti al grande salto. Come Flavio Briatore, che dopo il Gp di Spagna a Barcellona ha invitato la Federazione a fare qualcosa affinchè chi ha lavorato coi giapponesi quest'anno (Ferrari, Toyota, Williams e Toro Rosso) e nelle stagioni precedenti (Ferrari) non sia avantaggiato.

"Sono piuttosto preoccupato - ha detto il direttore sportivo Renault - perchè sono certo che l'anno prossimo chi avrà una certa esperienza di lavoro con la Bridgestone sarà avvantaggiato rispetto a chi comincerà a lavorare coi giapponesi. Credo che la Federazione debba intervenire costringendo Bridgestone a ripartire da zero con mescole e tipo di costruzione. Bisogna che si cambi completamente".

Briatore sgombra subito il campo dall'ipotesi che il suo sia un attacco diretto alla Ferrari: "Credo semplicemente che non sia giusto che qualche team possa trare dei vantaggi da quel tipo di situazione. Non mi importa che nel caso specifico sia la Ferrari, voglio solo che tutti abbiano le stesse possibilità di fare un buon lavoro".

Allora la ferrari quando le bridgestone non andavano doveva kiedere di far comprare le Bridgestone anche alla renault? :D

sm_morgan
27-05-2006, 19:14
Per la serie sempre un simpaticone rosicone :

Briatore: "Nel 2007 Bridgestone riparta da zero"
17 05 2006
Grazia Neri

In vista del 2007, quando non ci sarà più la Michelin, Flavio Briatore mette le mani avanti: "Chi ha già lavorato con Bridgestone avrà dei vantaggi, la Fia intervenga".

Quella in corso, infatti, è l'ultima stagione in cui Michelin sarà impegnata in Formula 1. In inverno i francesi avevano subìto la scelta della Federazione di reintrodurre il cambio gome durante i pit-stop, che da un lato permetteva ai concorrenti della Bridgestone di recuperare l'impressionante svantaggio accumulato nel 2005, dall'altro non andava nella direzione della riduzione dei costi promessi dallo stesso campo della Fia Max Mosley. A quel punto, la casa del Bibendum scelse di farsi da parte: "Non è la direzione giusta, dal 2007 Michelin non sarà più in Formula 1" - dissero i francesi in un comunicato ufficiale.

Così dall'anno prossimo Bridgestone sarà il fornitore per tutti i team, cosa che preoccupa non poco coloro che si troveranno costretti al grande salto. Come Flavio Briatore, che dopo il Gp di Spagna a Barcellona ha invitato la Federazione a fare qualcosa affinchè chi ha lavorato coi giapponesi quest'anno (Ferrari, Toyota, Williams e Toro Rosso) e nelle stagioni precedenti (Ferrari) non sia avantaggiato.

"Sono piuttosto preoccupato - ha detto il direttore sportivo Renault - perchè sono certo che l'anno prossimo chi avrà una certa esperienza di lavoro con la Bridgestone sarà avvantaggiato rispetto a chi comincerà a lavorare coi giapponesi. Credo che la Federazione debba intervenire costringendo Bridgestone a ripartire da zero con mescole e tipo di costruzione. Bisogna che si cambi completamente".

Briatore sgombra subito il campo dall'ipotesi che il suo sia un attacco diretto alla Ferrari: "Credo semplicemente che non sia giusto che qualche team possa trare dei vantaggi da quel tipo di situazione. Non mi importa che nel caso specifico sia la Ferrari, voglio solo che tutti abbiano le stesse possibilità di fare un buon lavoro".

Allora la ferrari quando le bridgestone non andavano doveva kiedere di far comprare le Bridgestone anche alla renault? :D


E' pieno di soldi e ha fatto fortuna....ma io rimango sempre della mia personale opinione.....è un gran SOMARO e mi spiace perchè rovina anche l'immagine della scuadra quando spara le sue cazzate.....

matteo1986
27-05-2006, 19:53
E' pieno di soldi e ha fatto fortuna....ma io rimango sempre della mia personale opinione.....è un gran SOMARO e mi spiace perchè rovina anche l'immagine della scuadra quando spara le sue cazzate.....

:asd: :D

energy+
27-05-2006, 20:00
:asd: :D
:rotfl:

majin mixxi
27-05-2006, 20:02
Invidia? :)

giuro che sono entrato in questo thread solo per vedere se anche stavolta qualcuno scriveva che chi è contro briatore è solo invidioso :D

trokij
27-05-2006, 20:05
minchia quanto mi sta sulle palle :mad:

grazg
27-05-2006, 20:41
Per la serie sempre un simpaticone rosicone :

Briatore: "Nel 2007 Bridgestone riparta da zero"
17 05 2006
Grazia Neri

In vista del 2007, quando non ci sarà più la Michelin, Flavio Briatore mette le mani avanti: "Chi ha già lavorato con Bridgestone avrà dei vantaggi, la Fia intervenga".

Quella in corso, infatti, è l'ultima stagione in cui Michelin sarà impegnata in Formula 1. In inverno i francesi avevano subìto la scelta della Federazione di reintrodurre il cambio gome durante i pit-stop, che da un lato permetteva ai concorrenti della Bridgestone di recuperare l'impressionante svantaggio accumulato nel 2005, dall'altro non andava nella direzione della riduzione dei costi promessi dallo stesso campo della Fia Max Mosley. A quel punto, la casa del Bibendum scelse di farsi da parte: "Non è la direzione giusta, dal 2007 Michelin non sarà più in Formula 1" - dissero i francesi in un comunicato ufficiale.

Così dall'anno prossimo Bridgestone sarà il fornitore per tutti i team, cosa che preoccupa non poco coloro che si troveranno costretti al grande salto. Come Flavio Briatore, che dopo il Gp di Spagna a Barcellona ha invitato la Federazione a fare qualcosa affinchè chi ha lavorato coi giapponesi quest'anno (Ferrari, Toyota, Williams e Toro Rosso) e nelle stagioni precedenti (Ferrari) non sia avantaggiato.

"Sono piuttosto preoccupato - ha detto il direttore sportivo Renault - perchè sono certo che l'anno prossimo chi avrà una certa esperienza di lavoro con la Bridgestone sarà avvantaggiato rispetto a chi comincerà a lavorare coi giapponesi. Credo che la Federazione debba intervenire costringendo Bridgestone a ripartire da zero con mescole e tipo di costruzione. Bisogna che si cambi completamente".

Briatore sgombra subito il campo dall'ipotesi che il suo sia un attacco diretto alla Ferrari: "Credo semplicemente che non sia giusto che qualche team possa trare dei vantaggi da quel tipo di situazione. Non mi importa che nel caso specifico sia la Ferrari, voglio solo che tutti abbiano le stesse possibilità di fare un buon lavoro".

Allora la ferrari quando le bridgestone non andavano doveva kiedere di far comprare le Bridgestone anche alla renault? :D

Uno sbruffone, come d'altronde i suoi due piloti ..... :rolleyes:

marco.r
27-05-2006, 21:13
da
http://www.gazzetta.it/Motori/Formula1/Primo_Piano/2006/05_Maggio/27/niupolemonaco.shtml

[briatore]:
Ma Michael lo conosco bene fin dai tempi della Benetton quando vinceva grazie a me.

Gli diamo pure il premio modestia ? :D

markus_81
27-05-2006, 21:26
E' pieno di soldi e ha fatto fortuna....ma io rimango sempre della mia personale opinione.....è un gran SOMARO e mi spiace perchè rovina anche l'immagine della scuadra quando spara le sue cazzate.....


Anche qui.....:eekk:

salvodn
27-05-2006, 21:40
ma come cazzo fa fisichella a difendere la sua scuderia, non lo capisce che è sottomesso a mister Alonso, che si sente solo lui un signor pilotà, ma VERAMENTE anche fisichella stesso si sente al di sotto di alonso.... mi ha deluso veramente!

Booyaka
27-05-2006, 21:58
no, guarda. può stare antipatico quanto vuoi, ma non è certo il moggi della f1. in quello sia ron dennis che jean tods gli sono avanti anni luce.
E Mr. Ecclestone dove lo metti? :stordita:

Briatore poverello e' semplicemente uno che vota contro i suoi interessi, ma vota contro i suoi interessi forte pero'!

Uno sbruffone, come d'altronde i suoi due piloti ..... Vero, Fisico non combina un cazzo ed e' sempre li a piangere sulla sfiga, lo ha sempre fatto ma da quando e' in Renault e' diventato insopportabile.

maxsona
27-05-2006, 22:56
Che c'entra se fà vincere un team Francese ? Brawn, Todt, Schumacher, Massa, Tombaziz sono Italiani ? :mbe: :mbe: uno lavora per il miglior offerente, o per chi da le maggiori garanzie.

Adalberto
28-05-2006, 01:58
[QUOTE=ggdavenexia]Ciao a tutti!
io briatore non lo sopporto veramente più, oggi ha fatto traboccare la goccia...
[QUOTE]

Gli si ritorcerà contro. Stavolta l'hanno fatta troppo sporca.

Ramingo^^
28-05-2006, 09:45
A me Briatore è simpatico...è Schumi l'antipatico!!!

L'italia dovrebbe tifare per gli italiani (Briatore, Fisichella, Trulli)...non solo per il team italiano che di italiano ha solo il nome (Ferrari)!

Perchè nel motomondiale si tifa Rossi e non Aprilia o Ducati?

andyweb79
28-05-2006, 09:48
Molto bello quando dice...
Conosco bene Michael, quando nel 94 e 95 vinceva GRAZIE a me !
Come dire.. nel 94 se non gli dicevo io di spalmarsi su hill col pisello che si vinceva il mondiale !
Bravo... Insegna qualche mossa mongola da far fare ad alonso se dovesse vincere oggi...

torgianf
28-05-2006, 09:48
A me Briatore è simpatico...è Schumi l'antipatico!!!

L'italia dovrebbe tifare per gli italiani (Briatore, Fisichella, Trulli)...non solo per il team italiano che di italiano ha solo il nome (Ferrari)!



certo,il simpatico,il brocco e il rosicone.

andyweb79
28-05-2006, 09:50
A me Briatore è simpatico...è Schumi l'antipatico!!!

L'italia dovrebbe tifare per gli italiani (Briatore, Fisichella, Trulli)...non solo per il team italiano che di italiano ha solo il nome (Ferrari)!

Perchè nel motomondiale si tifa Rossi e non Aprilia o Ducati?

Te lo spiego... a modo mio.

Hai presente cosè la ferrari nel mondo ?
Se tu vai in jappone e dici ferrari, tutti sanno...
Se vai dallo stesso jappo e gli chiedi cosa sia una ducati... pensa che sia una parolaccia!

andyweb79
28-05-2006, 09:51
ma come cazzo fa fisichella a difendere la sua scuderia, non lo capisce che è sottomesso a mister Alonso, che si sente solo lui un signor pilotà, ma VERAMENTE anche fisichella stesso si sente al di sotto di alonso.... mi ha deluso veramente!

Deve tenersi stretto il volante... o l'anno prossimo, il gp di montecarlo lo segue dal suo yatch ancorato alle piscine.... giocando con la figlia al "fantastico" giochino sul suo cello i-mode :asd:

Ramingo^^
28-05-2006, 09:58
Te lo spiego... a modo mio.

Hai presente cosè la ferrari nel mondo ?
Se tu vai in jappone e dici ferrari, tutti sanno...
Se vai dallo stesso jappo e gli chiedi cosa sia una ducati... pensa che sia una parolaccia!
1 - Io in Giappone non ci vado :)

2 - Non tifo solo perchè un marchio è conosciuto nel mondo...

3 - Il concetto di tifare Italia e gli italiani non è mica sbagliato...o no? Al marchio italiano preferisco gli italiani!

trokij
28-05-2006, 10:08
A me Briatore è simpatico...è Schumi l'antipatico!!!

L'italia dovrebbe tifare per gli italiani (Briatore, Fisichella, Trulli)...non solo per il team italiano che di italiano ha solo il nome (Ferrari)!

Perchè nel motomondiale si tifa Rossi e non Aprilia o Ducati?
Ti sta simpatico briapirla??? :confused: :eek: :eekk:
Guarda che non è normale provare simpatia per un essere così viscido e disgustoso... :mbe:
Si ok schumi è antipatico, questo è assodato e risaputo, ma io non sono un quindicenne sfegatato che tifa il piu fiko e ha il poster di britney spear perchè si è brava a cantare ma sopratutto è gnocca...
Io riesco a scindere prestazioni sportive dall'uomo che vive la sua vita nel privato, schumi è per noi ferraristi l'uomo della provvidenza, puo fare quello che vuole, lui puo,e comunque non mi frega una mazza, l'importante è che vinca o ci provi!!
Infatti il suo probabile erede, raikkonen è simpatico come un pitbull attaccato ai cojoni ;) ma sinceramente non è un problema, ripeto non devo mettere il suo poster in cameretta :O

La ferrari non ha solo il nome italiano, gran parte della squadra è composta da italiani, la sede è in italia... ma comunque non vedo perchè dovrei tifare solo per spirito nazionalistico???
Fisico e trulli sono per te carismatici ed emozionanti quanto rossi?
La motogp è piena d'italiani, si tifa rossi (da prima che ci fossero moto italiane) per le emozioni che da... certo il massimo sarebbe vederlo correre con la ducati ;)

JENA PLISSKEN
28-05-2006, 10:19
simpatico?? :sofico:
cmq la Ferrari è parte del nostro DNA di italiani...x questo si tifa + x lei che x gli italiani...e poi soprattutto...ci fosse un italiano carismatico come Rossi magari l'auto passerebbe in 2° ordine...ma x chi cavolo dovremmo tifare? Fischella e Trulli? Che sono bravi fino a d un certo punto e non sono carismatici? Tifiamo x la mediocrita? O si tifa x delle macchine vincenti come Schumy o per dei pazzi che ti divertono come Gilles...il primo lo abbiamo...del 2° non esiste un sostituto! X il Bria? Ma che esempio può dare? L'esempio del rivolta gnocche...magari!:sofico: :sofico: ....io NON vedo nessuno...scusate eeeh.
Ad es Vale nonostante le sfighe assurde ed i problemi avuti sino ad oggi NON si è mai comportato in stile Biaggi e\o Fisichella...lasciamo perdere dai :rolleyes: :rolleyes:

Ramingo^^
28-05-2006, 10:27
Ti sta simpatico briapirla??? :confused: :eek: :eekk:
Guarda che non è normale provare simpatia per un essere così viscido e disgustoso... :mbe:
Viscido? Disgustoso? Mah...io lo invidio!
Si ok schumi è antipatico, questo è assodato e risaputo, ma io non sono un quindicenne sfegatato che tifa il piu fiko e ha il poster di britney spear perchè si è brava a cantare ma sopratutto è gnocca...
Io riesco a scindere prestazioni sportive dall'uomo che vive la sua vita nel privato, schumi è per noi ferraristi l'uomo della provvidenza, puo fare quello che vuole, lui puo,e comunque non mi frega una mazza, l'importante è che vinca o ci provi!!
Ecco qual'è il problema allora... non sono ferrarista!! Nel senso che Ferrari non mi dice niente, quindi se devo tifare, tifo Italia...in tutti i sensi!!
La ferrari non ha solo il nome italiano, gran parte della squadra è composta da italiani, la sede è in italia... ma comunque non vedo perchè dovrei tifare solo per spirito nazionalistico???
Se fosse davvero così, i ferraristi dovrebbero tifare per la classifica costruttori e non per la classifica piloti...molti non sarebbero contenti se la classifica piloti la vincesse Fisichella...!!!

Adric
28-05-2006, 10:27
Due articoli su Briatore


Flavio Briatore (Verzuolo (Cuneo), 12 aprile 1950) è un imprenditore italiano, attualmente Direttore Esecutivo del Team Renault di Formula 1.

Briatore esordì nel mondo dell'imprenditoria a Cuneo, collaborando con un finanziere locale, Attilio Dutto, che aveva rilevato la Paramatti vernici (ex azienda di Michele Sindona). Il 21 marzo del 1979 però Attilio Dutto venne assassinato, forse dalle Brigate Rosse.

Briatore si spostò a Milano, dove iniziò a frequentare la Borsa, ove conobbe Achille Caproni ( Caproni Aeroplani) e divenne consulente della Cgi (Compagnia generale industriale), sua holding. Poco dopo la Paramatti (acquistata nel frattempo da Caproni sotto consiglio dello stesso Briatore) ebbe un "crac" ed il pacchetto azionario della Cgi fu venduto all'Efim (dello Stato), diverse società del gruppo fallirono, gli operai finirono in cassa integrazione, banche e creditori rimasero con un buco di 14 miliardi di lire.

Per un certo periodo, poi, Briatore si presentò in pubblico come discografico.

Briatore fu poi condannato in primo grado ad 1 anno e 6 mesi a Bergamo, a 3 anni a Milano. Fu accusato infatti di essere a capo di quello che i giudici chiamarono "il gruppo di Milano", che aveva il delicato compito di agganciare clienti di fascia alta e di truffarli. L'attività si interruppe con una retata, una serie di arresti, un'inchiesta giudiziaria ed un paio di processi (in cui Emilio Fede venne assolto per insufficenza di prove). A cadere nella rete furono alcuni nomi importanti, tra cui l'imprenditore Teofilo Sanson, il cantante Pupo, l'armatore Sergio Leone, l'ex vicepresidente di Confindustria Renato Buoncristiani e l'ex presidente di Confagricoltura Giandomenico Serra. Briatore non fece un solo giorno di carcere poiché si rifugiò per tempo a Saint Thomas, nelle Isole Vergini, per poi tornare in Italia dopo un'amnistia.

L'amicizia con Luciano Benetton gli permise, nonostante la latitanza, di aprire alle Isole Vergini qualche negozio Benetton e fece rapidamente carriera nel gruppo di manager dell'azienda di Ponzano Veneto.

All'inizio degli anni novanta prese in mano la scuderia Benetton di Formula 1, creata nel 1986 da Davide Paolini e Peter Collins sulle ceneri della Toleman. Nel 1994 e nel 1995, con Michael Schumacher come pilota, vinse il mondiale. Grazie a questa straordinaria vetrina, la Benetton ottenne una copertura pubblicitaria molto importante.

Briatore è il proprietario di una nota discoteca della Sardegna, il Billionaire a Porto Cervo, sede di molte sue chiacchierate frequentazioni femminili, ad esempio con Naomi Campbell e Adriana Volpe.

La carriera in Formula Uno

Briatore si affaccia nel mondo della Formula 1 nel Gran Premio d'Australia, nel 1988, nonostante avesse sempre dichiarato il suo scarso interesse nello sport.

Benetton gli diede l'incarico di direttore commerciale nel suo nuovo team, Benetton Formula, e dopo averne licenziato i vertici, Briatore divenne direttore esecutivo e trasformò la Benetton in un Team competitivo. Assunse e licenziò in poco tempo l'ingegnere John Barnard; il suo successore fu Tom Walkinshaw, che ebbe l'intuizione di assumere il giovane Michael Schumacher dalla Jordan dopo una sola gara in F1 nel 1991. Schumacher vinse una gara nel 1992 ed una nel 1993, prima di diventare Campione del Mondo con la Benetton nel 1994.

Nel 1994 Briatore comprò la Ligier, per poi rivenderla a Tom Walkinshaw poiché i regolamenti della FIA non gli permettevano di possedere il team. Quando Schumacher ed alcuni tecnici si spostarono alla Ferrari nel 1996, il team perse la sua leadership nel campionato.

Briatore comprò anche una quota del team Minardi nel 1996 ma, non riuscendo a venderla alla British American Tobacco, vendette di nuovo a Giancarlo Minardi e Gabriele Rumi. Benetton lo licenziò nel 1997 (dovendo riconoscergli una cospicua buonuscita) e il suo posto venne occupato da David Richards.

Dal 1998 al 2000 si occupò della vendita per la Supertec, azienda di Bernie Ecclestone che forniva motori Renault per 3 Team. Quando la Benetton fu venduta definitivamente alla Renault nel 2000, Briatore venne nuovamente assunto come Direttore Esecutivo.

Briatore è anche l'agente di alcuni piloti di Formula 1, tra cui Mark Webber e Fernando Alonso.
(da Wikipedia)


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Vita da Formula 1. Una storia italiana

da Diario e Zaratustra.it

1. La Formula 1 è un business

«La Formula 1 non è uno sport. È soltanto un business», va ripetendo uno che se ne intende, Flavio Briatore, che ha vinto due campionati del mondo con la scuderia Benetton oggi è accreditato addirittura come il delfino di Bernie
Eccleston, che del gran circo è il padrone. Una vita spericolata, quella di Briatore, una vita da Formula 1. Eppure sono due le storie di Flavio Briatore. Una la favola di un giovane brillante e ambizioso che compie un
salto dal bollito misto alla nouvelle cousine, che parte dalla campagna piemontese, dalla Provincia Granda, fa mille mestieri, dall'assicuratore Ras al maestro di sci a San Giacomo di Roburent, fino ad approdare al successo:
ai trofei di Formula 1 e, ancor più in alto, alle copertine patinate al fianco di Naomi. L'altra è la storia di affari non sempre limpidi, bische clandestine, polli da spennare al poker o allo chemin-de-fer, una latitanza in isole esotiche, bombe e autobombe, cattive compagnie, trafficanti d'armi e boss mafiosi. Le due storie hanno in comune il punto di partenza: Verzuolo, vicino a Saluzzo, provincia di Cuneo. Qui, il 12 aprile 1950, nasce Briatore Flavio, segno zodiacale Ariete, messo al mondo da due insegnanti elementari che sognano il figlio avvocato. Invece a Flavio basta e avanza il diploma di geometra, ottenuto («con il minimo dei voti», dice di sé) all'istituto Fassino di Busca, con tesina dal titolo «Progetto di costruzione di una
stalla».

2. Che playboy, il «Tribüla»
Giovanotto, a Cuneo lo ricordano già smanioso di fare strada. Frequenta il Country club, allora luogo d'incontro della Cuneo bene. È un po' playboy, un po' gigolò. Ma il nomignolo che gli sibilano alle spalle, quando passa sotto
i portici di corso Nizza, è «Tribüla»: si dice di uno che fa fatica, che si arrabatta. Ma il «Tribüla» ha fretta di arrivare. Diventa l'assistente, il factotum, il faccendiere di un finanziere locale, Attilio Dutto, che tra l'altro aveva rilevato la Paramatti vernici (ex azienda di Michele Sindona).
Ma alle 8 di un mattino fine anni Settanta, Dutto salta in aria insieme alla sua auto: gran finale libanese per un piccolo uomo d'affari cuneese. La verità su quel botto del 1979 non si è mai saputa; in compenso sono fiorite
leggende di provincia, secondo cui a far saltare in aria il finanziere era stato il clan dei Marsigliesi... Di certo c'è solo che il «Tribüla», dopo quel botto, sparisce da Cuneo. Ricompare a Milano. Casa in piazza Tricolore, molta ricchezza esibita, cattivo gusto profuso a piene mani. Occupazione incerta. Frequenta agenti di cambio e remisiers, bazzica la Borsa, si dà arie da finanziere. Riesce a convincere il conte Achille Caproni (erede della
famiglia che aveva fondato la Caproni Aeroplani) a rilevare la Paramatti.
Diventa consulente della Cgi, Compagnia generale industriale, la holding dei conti Caproni. Risultati disastrosi: la Paramatti naufraga nel crac; la Cgi
viene spolpata, il pacchetto azionario venduto all'Efim (cioè allo Stato), le società del gruppo subiscono fallimenti a catena, gli operai sono messi in cassa integrazione, banche e creditori sono lasciati con un buco di 14 miliardi. Per un certo periodo, però, Briatore si presenta in pubblico come
discografico, gira per feste e salotti con Iva Zanicchi al seguito. Il «Tribüla» continua faticosamente a inseguire il grande colpo, a sognare il grande affare. Intanto però trova una compagnia da Amici miei con cui tira scherzi birboni ai polli di turno. C'è un finto marchese, Cesare Azzaro, che
si ritiene il miglior giocatore di carte del mondo. C'è un conte vero, Achille Caproni di Taliedo, rampollo della famiglia che ha fatto volare gli aerei italiani. C'è un avvocato dal nome altisonante. Adelio Ponce de Leon. E
uomini dello spettacolo e della tv, Pupo (al secolo Enzo Ghinazzi), Loredana Berté, Emilio Fede, al tempo - erano i primi anni Ottanta - al vertice della sua carriera in Rai, vicedirettore del Tg1 e conduttore del programma Test.
L'ambiente è una sorta di laboratorio dell'«edonismo reaganiano»: soldi, affari, gioco, belle donne. Luoghi d'incontro, case e bische clandestine a Milano e Bergamo, le ville del conte Caproni a Vizzola Ticino e a Venegono,
hotel e casinò in Jugoslavia e in Kenya.

3. Dalle stalle alla stella
Le feste del contino Attilio, spalleggiato dal brillante Briatore, fanno rivivere alla villa di Vizzolo i fasti degli anni Trenta, quando sulle rive del Ticino arrivava il Duce per pranzare con l'amico Giovanni, l'inventore della Aeroplani Caproni. Nella versione anni Ottanta, invece, le feste, le
battute di caccia, i safari in Africa sono occasioni per proporre affari, business che restano però sempre progetti: di concreto c'è sempre e solo un mazzo di carte che spunta all'improvviso su un tavolo verde. Cadono nella rete l'imprenditore Teofilo Sanson, quello dei gelati (su quel tappeto verde lascia 20 milioni), il cantante Pupo (60 milioni), l'armatore Sergio Leone (158 milioni in due serate all'Hotel Intercontinental di Zagabria), l'ex vicepresidente della Confindustria Renato Buoncristiani (495 milioni), l'ex
presidente della Confagricoltura Giandomenico Serra (1 miliardo tondo tondo, in buona parte in assegni intestati a Emilio Fede). E tanti, tanti altri... A posteriori, il «Tribüla» la racconta così: «Mi piacevano scala quaranta, scopa, poker, chemin... No, il black jack non l'ho mai capito, la roulette non mi ha mai preso. Tra noi c'erano anche bari, io non c'entravo nulla, però, lo ha scritto anche Emilio Fede nel suo libro. Dall'83 non gioco più, qualche colpo a ramino, stop». In verità la storia era più complessa: un
gruppo di malavitosi di rango, eredi del boss Francis Turatello, dedito al traffico di droga e al riciclaggio, aveva pianificato (e realizzato per anni) una truffa alla grande, con carte truccate e tutti gli optional del caso; e i
polli da spennare, chiamati gentilmente «clienti», erano individuati con un'azione scientifica di studio e di ricerca, dopo aver «comprato» informazioni da impiegati compiacenti dentro le banche e dopo aver compilato
accurate schede informative (complete di disponibilità finanziarie, interessi, relazioni, gusti: meglio agganciarli proponendo una battuta di caccia o portando un paio di ragazze molto disponibili?). Briatore, a capo di
quello che i giudici chiamano «il gruppo di Milano», nel business aveva il delicato compito di «agganciare» i «clienti» di fascia alta, ingolosirli con qualche buon affare, farli sentire a loro agio con una adeguata vita notturna. E poi spennarli. Il gioco s'interrompe con una retata, una serie d'arresti, un'inchiesta giudiziaria e un paio di processi. Fede è assolto per insufficienza di prove, Briatore è condannato in primo grado a 1 anno e 6 mesi a Bergamo, a 3 anni a Milano. Ma non si fa un solo giorno di carcere,
perché scappa per tempo a Saint Thomas, nelle isole Vergini, e poi una bella amnistia cancella ogni peccato. Cancella anche dalla memoria un numero di telefono di New York (212-833337) segnato nell'agenda di Briatore accanto al nome «Genovese» e riportato negli atti giudiziari del processo alle bische:
«È un numero intestato alla ditta G&G Concrete Corporation di John Gambino, con sede in 920, 72 Street, Brooklyn, New York. Tanto il Gambino quanto il
Genovese sono schedati dagli uffici di polizia americana quali esponenti di rilievo nell'organizzazione mafiosa Cosa Nostra».

4. Donne e motori
Il «Tribüla» di Cuneo ne ha fatta di strada. Malgrado la latitanza, Briatore ha finalmente conquistato, tra Saint Thomas e New York, la vita che ha sempre inseguito: soldi, affari e belle donne da esibire. Arie da playboy se le è
sempre þdate («A sei anni il mio primo bacio, a 14 la prima donna vera, Marilena, credo di Saluzzo. Vera, in quel senso lì»). Allora le sue fidanzate si chiamavano Anna Zeta, Beba. Più tardi arrivano Cristina, Nina, Giovanna,
Emma. Infine Naomi. Ma è proprio durante la latitanza che spicca il volo verso il successo: sparito dall'Italia, condannato e latitante, alle isole Vergini compie il gran salto. Prima della tempesta, ai bei tempi della casa
di piazza Tricolore, aveva conosciuto Luciano Benetton. A presentarglielo era stato Romano Luzi, maestro di tennis di Berlusconi e poi suo fabbricante di fondi neri. Aveva poco o nulla in comune, Benetton con Briatore: trovava di
cattivo gusto la sua casa, il suo stile di vita, la sua esibizione di donne e di ricchezza. Ma il «Tribüla» è un grande seduttore, conquista uomini e donne, è affascinante, sa farsi voler bene. In più, il rigoroso Benetton era rimasto affascinato dalla diversità del suo interlocutore, dal suo lato oscuro: «È un po' teppista ma è tanto simpatico», rispondeva Luciano agli amici che gli chiedevano che cosa avesse mai in comune con quel tipo, dopo averlo messo in guardia per le brutte storie che giravano sul suo conto.
Fatto sta che Briatore apre alle isole Vergini qualche negozio Benetton e fa rapidamente carriera nel ristretto gruppo di manager dell'azienda di Ponzano Veneto. Come venditore è bravo. Riuscirebbe a vendere anche il ghiaccio al Polo Nord, dice di lui chi lo conosce bene. E aggiunge: venderebbe anche sua madre. Passa nel dimenticatoio dunque anche un'altra storia che sfiora Briatore nei primi anni Ottanta. Una vicenda complicata di azioni Generali,
mica noccioline, che passano di mano: un pacchetto di oltre 330 miliardi. Protagonisti: Anthony Gabriel Tannouri, libanese, noto alle cronache (e all'inchiesta del giudice Carlo Palermo) come trafficante d'armi; Mazed Rashad Pharson, sceicco arabo e finanziere internazionale; Florio Fiorini, padrone della finanziaria Sasea, ex manager Eni, esperto di mercato petrolifero. Il pacchetto di Generali passa di mano per sette anni, prima di tornare in Italia, perché diventa la garanzia di opache transazioni internazionali: di petrolio tra la Libia e l'Eni, di armi ed elicotteri da guerra (gli americani Cobra) che dopo qualche triangolazione (con il Venezuela, con il Sudafrica) finiscono a Gheddafi malgrado l'embargo. La vicenda, in verità, è rimasta oscura. Certo è che per recuperare le azioni si
è mosso anche il presidente di Mediobanca Enrico Cuccia e che, nel suo giro del mondo, il superpacchetto di Generali è passato anche per una sconosciuta fiduciaria milanese, la Finclaus, sede in corso Venezia, capitale sociale soltanto 20 milioni, fondata nel 1978 da Luigi Clausetti, ma per qualche tempo nelle mani di Flavio Briatore.

5. Stinchi di santo
Ma i personaggi che Briatore frequenta, quelli con cui discute di affari, donne e motori, continuano a non essere proprio stinchi di santo. Tanto che il suo nome finisce dritto in una megainchiesta antimafia condotta dai magistrati di Catania, accanto ai nomi di mafiosi dalla caratura
internazionale. Niente di penalmente rilevante, intendiamoci: lui, Briatore, non è stato indagato; ma la sua voce resta registrata in conversazioni con boss di rango. Felice Cultrera, uomo d'affari catanese che fa riferimento al
boss di Cosa Nostra Nitto Santapaola, è il centro dell'inchiesta antimafia.
Stava imbastendo business di tutto rispetto: la costruzione di 5 mila appartamenti a Tenerife; l'acquisto di quote dei casinò di Marrakech, Istambul, Praga, Malta, Montecarlo, da usare per riciclare denaro sporco; la commercializzazione e la ricettazione di titoli al portatore;
l'intermediazione di armi pesanti e l'acquisto di elicotteri (con la presenza nell'affare di una vecchia conoscenza delle inchieste sul traffico d'armi e droga, il miliardario arabo Adnan Khashoggi); l'avvio di attività finanziarie in Spagna, Arabia Saudita, Israele, Giordania, Egitto, Marocco, Turchia, Cecoslovacchia, Russia, Corea, Hong Kong, Montecarlo... Un vortice d'affari, di contatti, di relazioni. Ebbene, chi è uno degli interlocutori dell'attivissimo Cultrera? Proprio Flavio Briatore (del resto, il gruppo dei
catanesi coltivava buoni rapporti anche con i fratelli Alberto e Marcello Dell'Utri e con il generale dei carabinieri Francesco Delfino). Nel maggio 1992, dunque, Cultrera e Briatore, intercettati dalla Dia (la Direzione investigativa antimafia), conversano amabilmente di affari e affaristi.
Briatore chiede consigli: racconta che un certo Cipriani (è il rampollo della famiglia veneziana), spalleggiato da tal Angelo Bonanno, aveva cercato di intromettersi nella fornitura di motori di Formula 1; per convincere l'uomo
del team Benetton, Cipriani gli aveva squadernato le sue referenze: «Sono amico di Tommaso Spadaro, sono amico di Tanino Corallo». Nomi d'oro, nell'ambiente: Spadaro è il ricchissimo boss padrone dei casinò dell'isola
caraibica di Saint Maarten; Corallo è l'uomo che qualche anno prima aveva tentato, per conto della mafia, la scalata dei casinò italiani di Saint Vincent e di Campione. Cultrera ascolta con interesse, poi conferma all'amico Briatore che sì, è tutto vero: Bonanno «È uno pesante, inserito in una
famiglia pesante». Infatti: Bonanno è un narcotrafficante del clan mafioso catanese dei Cursoti, coinvolto anche nell'indagine sull'Autoparco di Milano. Dunque meglio non contrariarlo.

6. La seconda bomba
Quando, il 10 febbraio 1993, una bomba esplode (è la seconda, nella vita di Briatore) davanti alla porta della sua splendida casa londinese in stile re Giorgio, in Cadogan Place, nell'elegante quartiere di Knightsbridge,
distruggendo una colonna del porticato e facendo saltare i vetri tutt'attorno, qualche voce cattiva la mette in relazione con i traffici d'armi o altri commerci. Ma i giornali inglesi scrivono che si tratta di una «piccola bomba» dell'Ira e che i terroristi potrebbero averla abbandonata per paura di essere stati scoperti. Intanto Briatore è giunto al culmine (per ora) del suo successo. Il «Tribüla» si è preso le sue rivincite. Esibisce i suoi soldi, le sue donne, le sue case. Appartamento a New York, villa a Londra, attico a Parigi, pied-à-terre ad Atene, tenuta in Kenya («Lion in the
sun»). Aereo privato. Yacht di 43 metri, «Lady in blue», con un Fontana e un Giò Pomodoro nel salone. Ha amici importanti soprattutto in Inghilterra (Eccleston innanzitutto, ma anche David Mills, avvocato londinese di
Berlusconi, specialista nella costruzione di sistemi finanziari internazionali «riservati», tipo All Iberian). Briatore è «arrivato» e lo fa vedere, senza risparmio. All'inizio degli anni Novanta aveva preso in mano la
scuderia Benetton di Formula 1, creata nel 1986 da Davide Paolini e Peter Collins sulle ceneri della Toleman. Nel 1994 e nel 1995, con Michael Schumacher come pilota, la porta alla vittoria mondiale. «Ma la Formula 1 non è uno sport, è un business», ripete. E lui da questo business (off-shore per definizione, fuori da ogni regola e da ogni trasparenza) ha saputo spremere miliardi. A trovare sponsor è bravissimo. Per il team spendeva molto, è vero,
ma i suoi bilanci non hanno mai chiuso con disavanzi superiori ai 3 miliardi: la Benetton, dunque, ha ottenuto una copertura pubblicitaria planetaria, del valore di almeno 15 miliardi all'anno, con esborsi piccolissimi o addirittura, dopo il 1993, con un guadagno di alcune centinaia di milioni. Ma Briatore non sta fermo. Mentre macina soldi in Benetton, cura anche business in proprio: compra e rivende la Kicker's (scarpe per bambini), acquista
un'altra scuderia di Formula 1, la Ligier (dopo qualche tempo la rivenderà ad Alain Prost), prende una quota della Minardi, poi diventa socio del team Bar.
Forse è troppo anche per Luciano Benetton, che nel 1996 divorzia dall'amico «un po' teppista ma tanto simpatico». Niente di male, Briatore incassa una buonuscita di 34 miliardi (ma nulla è sicuro in questo campo) e subito si
ripresenta con una sua azienda, la Supertech, in società nientemeno che con Ecclestone, che sviluppa i motori Renault e li fornisce a tre team, Bar, Williams, Benetton. Poi compra la casa farmaceutica Pierrel. E ora pensa al
calcio. è juventino sfegatato, ma anche il football è per lui, più che uno sport, un business; il suo pensiero oggi è: come spremere soldi dal pallone?
Ma apparire gli piace almeno quanto possedere. Le due cose si sono ben sposate nel Billionaire, discoteca con piscina ottagonale infarcita di vip a Porto Cervo, in Sardegna: buon investimento, ma soprattutto ottimo
palcoscenico per le sue apparizioni in pantofoline di velluto bordeaux al fianco di Naomi Campbell (storia inventata, dicono i bene informati, dalla pierre Daniela Santanché da Cuneo, amica di gioventù di Briatore e oggi
pasionaria di Alleanza Nazionale, novella Marta Marzotto della destra, consigliere provinciale a Milano e presidente nientemeno che della locale commissione cultura). Per Flavio Briatore la vita spericolata è diventata ormai vita dorata. Le brutte storie del passato nessuno le ricorda più. Il «Tribüla» di Cuneo è sparito: al suo posto, un uomo di successo, non raffinatissimo, ma ugualmente coccolato dai salotti di ogni tipo, in cui si rimpiangono gli anni Ottanta e si ripete il motto di Briatore: «Se vuoi, puoi».
(Gianni Barbaceto)
da società civile

Demon81
28-05-2006, 11:18
Iera per fortuna una decisione giusta!

lnessuno
28-05-2006, 11:24
Nel senso che indipendentemente da come fa e dalle sue conoscenze che è risaputo sono praticamente -1, il suo lavooro lo fa dannatamente bene!!!
Purtroppo aggiungo.....
qui c'è lnessuno che ha il padre che era in classe con Briatore in pratica mi ha raccontato che li dalle sue parti ha fregato praticamente tutta la città, è 1 pò il classico tirabidoni da quel che ho capito.....
Questo unito al fatto che è simpatico come 1 scarica di diarrea......... :muro:


non era in classe ma era nella stessa scuola... lo conosceva abbastanza diciamo.

cmq briatore è sempre stato brillante, con il suo modo di fare riusciva a fregare chiunque (ha fregato anche emilio fede, facendolo poi buttare fuori dalla rai :D). è scappato da cuneo quando un suo socio è saltato in aria salendo in macchina :\

ggdavenexia
28-05-2006, 12:04
Invidia? :)
per i so skei si.... penso anche te!ciaoo

ggdavenexia
28-05-2006, 12:12
A me Briatore è simpatico...è Schumi l'antipatico!!!

L'italia dovrebbe tifare per gli italiani (Briatore, Fisichella, Trulli)...non solo per il team italiano che di italiano ha solo il nome (Ferrari)!

Perchè nel motomondiale si tifa Rossi e non Aprilia o Ducati?
no caro mio, io tifo quanto vale quanto capirossi quanto melandri...solo che devi ammettere che il paragone con rossi non ci sta...lui è un dio!

tu tiferesti per un direttore sportivo che non ha neanche la patente sportiva?...penso di no!

ggdavenexia
28-05-2006, 12:22
ultima notizia...

grazie a briatore del cazz.. si parte in ultima fila.....
che skyfo!!!!

ciao a tutti!

matteo1986
28-05-2006, 13:00
per i so skei si.... penso anche te!ciaoo

per i che? :mbe:

lnessuno
28-05-2006, 13:13
per i che? :mbe:


dinero :D

trokij
28-05-2006, 16:44
Viscido? Disgustoso? Mah...io lo invidio!
Invidio la sua ricchezza e le gnocche che gli girano intorno, non invidio lui come persona, parla e mi fa venire il nervoso, è il classico pidocchio arricchito che cerca di fare lo snob riuscendo ad apparire solo come una macchietta, un interpretazione di una classe sociale a cui non appartiene per nascita ma per elezione, una classe sociale che personalmente mi provoca allergia e che nell'eleggere in briatore il suo paladino mi rende ancora piu distante dai valori che rappresenta e che non mi apparterranno mai!!

Ecco qual'è il problema allora... non sono ferrarista!! Nel senso che Ferrari non mi dice niente, quindi se devo tifare, tifo Italia...in tutti i sensi!!
La ferrari è rossa, perchè rappresentava l'italia ai primi campionati del mondo di automobilismo... la ferrari ha una storia fatta di sangue e leggenda che tutti gli appassionati, veri, di f1 ammirano e rispettano!!
La ferrari oltre ad essere una squadra di f1 è una ditta che produce le macchine piu belle del mondo, la ferrari è un simbolo di italianità... la ferrari dice qualcosa a tutti nel mondo, tanto piu se italiani!
Poi ogniuno è libero di tifare chi gli pare non ci trovo nulla di strano!

Se fosse davvero così, i ferraristi dovrebbero tifare per la classifica costruttori e non per la classifica piloti...molti non sarebbero contenti se la classifica piloti la vincesse Fisichella...!!!
La classifica costruttori in f1 conta poco, o meglio vince il mondiale di f1 chi vince la classifica piloti e mi pare giusto così ;)
Fisichella non mi ha mai detto nulla, in tanti anni di f1 non ha mai fatto nulla per cui provare ammirazione, a differnza di schumacher o valentino sulle moto... ripeto non tifo per spirito nazionalistico, tifo per il gesto sportivo, vedi villeneuve padre, anche se non italiano aveva ed ha tutt'ora stuoli di ammiratori!!